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Attualità

Berlusconi: ‘Lotto per uscire da infernale malattia’

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: ‘Lotto per uscire da infernale malattia’

“Sto lottando per uscire da questa infernale malattia, e’ molto brutta. Qui al San Raffaele hanno fatto migliaia di esami e io sono risultato tra i primi 5 per forza del virus. Ce la sto mettendo tutta e spero proprio di farcela e di riuscire a tornare in pista”. Lo ha detto , leader di Forza Italia, da alcuni giorni ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano a causa del Coronavirus. “Abbiamo tanto da lavorare, tante battaglie da fare per far si’ che il nostro paese, i nostri figli, i nostri nipoti possano veramente vivere in un paese giusto, nel benessere e nella giustizia” ha aggiunto Berlusconi, con una flebile voce, prima di ringraziare Emily Rini, coordinatrice di Forza Italia in Valle d’Aosta, definita “la piu’ brava delle persone che abbiamo in questo momento al lavoro per cercare di fare sapere agli italiani la necessita’ di andare al voto alle prossime regionali”.

 

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Afragola

Clan Moccia: soldi ‘prestati’ anche al figlio di Gigi D’Alessio

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Ci sono anche prestiti usurai nell’inchiesta nei confronti del clan Moccia. E tra i clienti figura anche il figlio di Gigi D’Alessio. Mentre sono 14 i ristoranti sequestrati a Roma nel corso dell’operazione dei carabinieri contro il clan di Camorra dei Moccia. La maggior parte dei locali sono in centro in zone come il Pantheon e via dei Coronari.

 

Nel corso dell’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma i carabinieri hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni, anche ai fini della confisca, di parte del patrimonio del clan, del valore complessivo di circa 4 milioni di euro, ricostruito e individuato nel corso delle indagini.
I ristoranti si trovano nella zona di Pantheon , via Coronari, Trastevere, Fontana di Tevere, Castel San’Angelo, Quirinale e piazza Navona.I sequestri sono stati eseguiti nell’ambito dell’operazione che ha portato all’arresto di 13 persone, di cui 8 in carcere e 5 ai domiciliari. I reati contestati vanno dall’estorsione, fittizia intestazione dei beni, aggravati dal metodo mafioso, nonche’ esercizio abusivo del credito. Nel corso dell’operazione data anche esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni, anche ai fini della confisca, di parte del patrimonio del clan, del valore complessivo di circa 4 milioni di euro, ricostruito e individuato nel corso delle indagini.

A partire dal 2010, i nuclei familiari di Angelo Moccia e del fratello Luigi si trasferirono a Roma; dal 2016, a seguito della sua scarcerazione, Angelo Moccia si riuni’ ai propri familiari a Roma, domiciliando in zona Parioli. Il provvedimento cautelare odierno si basa sulle risultanze acquisite dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Via in Selci, nell’ambito dell’indagine sviluppata tra gennaio 2017 e ottobre 2018, che ha permesso di: – accertare il reinvestimento di capitali illeciti nel campo della ristorazione romana da parte dello storico clan Moccia di Afragola.

L’inchiesta non a caso ha documentato le fasi della richiesta estorsiva e della riscossione di 300.000 euro posta in essere da esponenti di spicco del citato sodalizio criminale in danno di imprenditori inseriti nel settore della ristorazione, i quali avevano ottenuto dal Tribunale di Roma – Sezione Misure Patrimoniali – la gestione di quattro locali dislocati nel centro della Capitale tra Castel Sant’Angelo, Quirinale e Piazza Navona, oggetto di un precedente sequestro di prevenzione operato per evasione fiscale nei confronti di un noto manager romano del settore, riconducibile, all’esito della presente indagine, al capoclan Angelo Moccia; – individuare una rete di imprenditori e faccendieri che, al fine di favorire il clan camorristico e di eludere le investigazioni patrimoniali, si intestavano fittiziamente societa’ nel campo della ristorazione, beni mobili e immobili riconducibili ai sodali; – accertare l’abusiva attivita’ finanziaria svolta dagli esponenti apicali del clan Moccia tramite prestiti di ingenti somme di denaro contante in favore di 3 imprenditori, uno dei quali figlio di un noto personaggio dello spettacolo.

Le attivita’ investigative dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, avviate nel 2017, poco tempo dopo la scarcerazione di Angelo Moccia, hanno documentato l’operativita’ di costui e del fratello Luigi nella commissione dei reati oggetto di misura cautelare, confermandone l’invariata condotta criminale. In particolare, da un canto e’ emerso come la forza intimidatrice profusa dal clan Moccia sia riuscita a far breccia nel tessuto imprenditoriale e commerciale della Capitale, riuscendo ad assoggettare onesti imprenditori, dall’altro e’ stato rilevato come diversi insospettabili professionisti siano entrati in “affari” con il sodalizio mafioso de quo e si siano messi a disposizione del capo indiscusso Angelo Moccia, vincolandosi a rispettare le regole e le riverenze imposte dal sodalizio.

 

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Cronaca

Bimbo ingoia cocaina e va in rianimazione: arrestati genitori e nonni

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Bimbo di un anno ingoia la cocaina e finisce in rianimazione, i carabinieri scoprono un giro di spaccio e prostituzione: arrestati genitori e nonni.

Nelle prime ore di questa mattina, a Piacenza, Pozzuoli (Napoli), Ancona e Borghetto Lodigiano (Lodi), i carabinieri del Comando Provinciale di Piacenza hanno arrestato quattro persone. Operazione avviata con l’ausilio del personale dei Comandi Provinciali Carabinieri di Napoli, Ancona e Lodi, A emettere l’ordinanza è stato il GIP del Tribunale di Piacenza su richiesta della Procura della Repubblica piacentina, guidata dal Procuratore, Grazia Pradella. Le quattro persone devono rispondere, a vario titolo, di “concorso in abbandono di minori, spaccio di sostanze stupefacenti e sfruttamento della prostituzione”.

L’indagine, avviata nel giugno 2019 dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Piacenza, ha consentito di accertare le condizioni di abbandono in cui era stato lasciato un bimbo di 1 anno da parte dei genitori. Lo facevano vivere in condizioni igienico sanitarie inadeguate e pericolose.

In particolare, gli arrestati custodivano in casa dosi di cocaina in posizioni accessibili al minore, il quale, in un’occasione, ne ha ingerita una. In quel frangente rimase gravemente intossicato, con conseguente necessità di ricovero in rianimazione.

L’inchiesta ha anche consentito di dimostrare che i genitori ed i due nonni del piccolo si approvvigionavano a Napoli della cocaina e dell’hashish; droga che poi rivendevano a Piacenza presso la propria abitazione.

Nel corso dell’indagine, in base alle dichiarazioni degli acquirenti, i militari hanno riscontrato complessivamente 5 episodi di spaccio.

I 4 soggetti si sono anche resi autori – in concorso tra loro – di sfruttamento della prostituzione nei confronti di una signora italiana. In dettaglio, gli indagati fornivano ospitalità alla donna presso la loro abitazione di Piacenza e l’accompagnavano presso i luoghi ove esercitare la prostituzione, ottenendo in cambio parte dei guadagni anche a seguito di minacce e violenze fisiche.

Eseguite le misure, il piccolo sarà affidato ai servizi sociali.

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