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Cronaca

Napoli, minaccia il parroco per 20 euro: arrestato giovane nigeriano

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lavoratore i nero con reddito di cittadinanza


Napoli.Si è introdotto nella struttura per minori stranieri di Via Don Bosco e in evidente stato di agitazione ha preteso 20 euro dal parroco che gestisce l’associazione.

 

L’ha minacciato: se non avesse consegnato la somma avrebbe sfasciato tutti i locali.
E’ così finito in manette , 18enne di origini nigeriane già noto alle forze dell’ordine, arrestato per tentata estorsione dai Carabinieri della Stazione di Napoli Stella.

I carabinieri – allertati dalla vittima – lo hanno sorpreso all’interno della struttura mentre continuava a pretendere la consegna del denaro da parte del sacerdote.

Rinchiuso nel carcere di Poggioreale, è ora in attesa di giudizio.

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Cronaca

Bufera a Giugliano: il fratello del boss potrebbe entrare in consiglio comunale

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Potrebbe entrare in consiglio comunale a Giugliano, Salvatore Fusco, fratello del più noto Francesco detto o’ spiritillo considerato dagli investigatori il reggente del clan De Rosa di Qualiano e arrestato ieri insieme con due complici.

 

Qualora al ballottaggio venisse riconfermato il sindaco uscente Antonio Poziello,  per Fusco si aprirebbero le porte del consiglio comunale di Giugliano.Salvatore Fusco, si e’ candidato nella lista “Giugliano Libera”, ed ha ottenuto 264 preferenze. Va sottolineato che Salvatore Fusco e’ incensurato e non e’ soggetto al divieto di candidarsi sebbene la notizia della sua parentela “scomoda” stia suscitato un certo clamore a Giugliano, comune che si appresta ad affrontare nel prossimo weekend il ballottaggio tra il sindaco uscente Antonio Poziello e lo sfidante Nicola Pirozzi. Qualora Poziello venisse confermato sulla poltrona di primo cittadino, infatti, Fusco, potrebbe trovare anche posto nel Consiglio comunale. Diversi anni fa il popoloso comune del Napoletano e’ stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Intanto, ieri, in manette, insieme con Francesco Ruzzo, sono finiti, su disposizione del Tribunale di Napoli, anche Aldo Buro e Luca Priore, arrestati dai militari della Compagnia di Giugliano in Campania. A tutti la Procura Anfimafia contesta alcune estorsioni ai danni di imprenditori della zona di Qualiano, comune vicino a Giugliano nel quale il clan De Rosa porta avanti i suoi affari illeciti.

Sulla vicenda è intervenuto il senatore Sandro Ruotolo che ha lanciato un appello al Prefetto di napoli, affinché vi sia una attenta vigilanza ai seggi durante il ballottaggio di domenica prossima.

“Non è casuale il mio sostegno al ballottaggio di domenica e lunedi a Nicola Pirozzi, il candidato sindaco di Giugliano, sostenuto dall’alleanza PD e M5S e dalle liste civiche”. Scrive Ruotolo in una nota. E poi aggiunge: “Dopo che sono stato a Giugliano ho chiesto al Prefetto di Napoli e alle forze dell’ordine di garantire l’esercizio del libero voto perché avevo rilevato voci di possibili condizionamenti della criminalità organizzata. La notizia dell’arresto di ieri da parte dei carabinieri di Francesco Fusco, detto “o’ spiritillo”, ritenuto dalla procura antimafia il reggente del clan De Rosa e la scoperta che suo fratello Salvatore Fusco, si è candidato nella lista “Giugliano Libera” in sostegno del candidato sindaco Antonio Poziello ed ha ottenuto 264 preferenze confermano le nostre preoccupazioni. Giugliano dev’essere liberata senza tentennamenti dai tentacoli della camorra. A maggior ragione rivolgo un appello anche a coloro che al primo turno hanno espresso un voto diverso. E’ tempo di sostenere Nicola Pirozzi e la sua proposta politica di cambiare il comune di Giugliano per la trasparenza amministrativa e portare avanti una concreta lotta alla camorra”. E’ quanto afferma in una nota il senatore Sandro Ruotolo del Gruppo misto”.

 

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Afragola

Camorra: sequestrati 10mila euro in contanti e orologi per 60mila nelle case dei Moccia a Roma

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Sequestrati dai carabinieri nelle abitazioni di Angelo Moccia e Francesco Varsi, tra gli arrestati dell’operazione di ieri che ha portato a 13 misure cautelari e al sequestro di 14 locali nel centro di Roma, altri 10mila euro in contanti e 10 orologi di pregio, del valore complessivo di oltre 50mila euro, ritenuti provento delle attivita’ illecite dell’organizzazione.

I carabinieri avevano gia’ dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di beni, anche ai fini della confisca, del valore complessivo di circa 4 milioni di euro, ricostruito e individuato nel corso delle indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma. Nell’ordinanza di custodia cautelare si evidenzia che “in diverse conversazioni intercettate si comprende come il mantenimento di un tenore di vita alto, l’uso di macchine molto costose, il reperimento di immobili di pregio, fanno parte di uno stile di vita che i camorristi, ed in particolare il clan Moccia, ostentano al fine di esercitare maggiore influenza sulle persone vicine ed estendere la rete di contatti che permette loro di infiltrarsi nell’economia legale”. “Se c’ho un F12… F12 targato F12 immatricolato dodici, dodici, duemila dodici (12.12.2012)… cioe’ per chi e’ collezionista e’ una cosa… ” avrebbe detto lo stesso Angelo Moccia in una conversazione intercettata.

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