L’emergenza sanitaria ha sicuramente fatto bene ai politici ed amministratori il cui indice di gradimento è notevolmente aumentato. E’ il risultato di un sondaggio condotto dal Laboratorio Analisi Politiche e Sociali del Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive (DISPOC/LAPS) dell’Università di Siena, insieme all’Istituto Affari Internazionali (IAI).

 

Nel rapporto intitolato “Emergenza coronavirus e politica estera: L’opinione degli italiani sul governo, l’Europa e la cooperazione internazionale” vengono raccolti gli indici di gradimento degli attori coinvolti nella gestione della fase epidemiologica a tutti i livelli. A sbancare è proprio il Governatore della Regione Campania, per quanto riguarda i governatori del Sud Italia che rappresenta il primo governatore per indice di gradimento sul meridione con il suo ben 80%. A seguire ci sono Luca Zaia, Stefano Bonaccini, Donatella Tesei. Promossi anche i presidenti di Liguria, Marche, Puglia e Toscana, oltre il 66%. Meno bene, invece Attilio Fontana (58%), Alberto Cirio (53%) e Nicola Zingaretti (53%). La ricerca è stata condotta dal 24 al 48 aprile e sono stati intervistati 1562 cittadini residenti in Italia in età elettorale, quindi superiore ai 18 anni, e con accesso stabile ad Internet.

Il campione da intervistare è stato selezionato per genere e classe di età, area di residenza e livello di istruzione, secondo parametri della popolazione italiana. In Governo guidato dal Premier Conte, ha ottenuto il 60,3% di gradimento sulla gestione. Se si chiede, invece, solo l’indice di gradimento sul Premier si sfiora il 67% (66.6% per l’esattezza), bene anche Roberto Speranza, Ministro della Salute. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, invece, è arrivato al 65%. Bocciata, invece, l’opposizione di centrodestra in Parlamento che raccoglie il 35% di gradimento. Luigi Di Maio invece non va oltre il 45% dei consensi.

“La Campania non è d’accordo e non ha sottoscritto l’intesa Stato-Regioni che alcuni media presentano come condivisa all’unanimità”. Così il governatore a ‘Mezz’ora in più’ su RaiTre. “Su alcune norme di sicurezza generale deve pronunciarsi il ministero della Salute, non e’ possibile che il Governo scarichi opportunisticamente tutte le decisioni sulle Regioni. Non è accettabile. Mi dicono, ho sentito ieri le dichiarazioni del presidente del Consiglio, dal 3 giugno liberi tutti. Io non lo so cosa succederà il 3 giugno, io cercherò di ragionare il 2 giugno per sapere qual è la situazione epidemiologica.  Che significa liberi tutti? Se il contagio viene contenuto va bene, ma se abbiamo ancora livelli elevati di contagio che significa liberi tutti?”. E poi ha aggiunto; “Stiamo preparando una bella campagna di promozione turistica, questa volta cercheremo di utilizzare il fatto che non abbiamo una regione rovinata dal punto di vista della pandemia. Sfrutteremo anche le nostre bellezze, cercheremo di giocarcela anche dal punto di vista turistico”.  E sulle riapertura ha spiegato: “Ha pienamente ragione Bernabò Bocca sul clima di confusione che c’è in Italia, basti pensare che siamo a domenica pomeriggio e ancora non c’è il testo ufficiale del Dpcm per le riaperture di lunedì mattina”.  La Campania, spiega De Luca, ha preferito rinviare il via libera alla ristorazione di tre giorni, “il tempo necessario per avere una interlocuzione seria con le categorie economiche e dare il tempo per le sanificazioni o per procurarsi elementi necessari alle riaperture, come i pannelli divisori”. Via libera dunque per queste attività (nel servizio al tavolo, quello da asporto era già possibile ad esempio per le pizzerie) solo giovedì 21 maggio, in Campania. (emidav)



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