Napoli. Rapinato e ferito con il calcio della pistola in testa. E’ accaduto in serata in via Principe di Napoli a Ponticelli. La vittima dell’aggressione è un giovane imprenditore cinese residente a Napoli che è stato affrontato da tre giovani in sella a una moto. Uno di essi armato di pistola lo ha prima minacciato di consegnarli il costoso orologio che aveva al polso e alla sua opposizione non ha esitato a colpirlo alla testa con il calcio della pistola. L’uomo è caduto a terra per il dolore e i tre banditi dopo averlo derubato sono scappati facendo perdere le loro tracce. L’uomo è stato trasportato in ospedale dove i medici lo hanno curato e giudicato guaribile in dieci giorni per un trauma occipitale. (carlo landolfi)
Doveva essere un pomeriggio di coriandoli e sorrisi, si è trasformato in uno dei ricordi più dolorosi per una famiglia. È accaduto a Ischia, durante la festa di Carnevale organizzata dal Comune in piazzetta San Girolamo, dove una bambina affetta da una grave disabilità cognitiva, epilessia severa e ritardo importante è stata insultata da un’altra madre davanti a decine di persone.
Secondo quanto raccontato dalla mamma della piccola, la bambina, che non parla ed esprime le emozioni in modo coerente con la propria condizione, stava vivendo la festa con entusiasmo. Quando è felice alza la voce, ride forte, accarezza chi le è vicino. Un modo di comunicare che sarebbe stato interpretato come una minaccia per il figlio di un’altra donna presente all’evento.
Un risarcimento superiore ai 500mila euro per la morte di un paziente sottoposto a un intervento chirurgico rivelatosi fatale. È quanto stabilito dal Tribunale di Napoli, che ha condannato una struttura dell’Asl partenopea riconoscendo gravi responsabilità sanitarie nella gestione del caso.
Secondo quanto ricostruito in sede giudiziaria, l’uomo era stato sottoposto a un intervento addominale ritenuto erroneamente indicato ed eseguito con modalità operative critiche. A questo si sarebbe aggiunta una gestione post-operatoria definita «gravemente carente». Il paziente avrebbe poi sviluppato un grave scompenso metabolico che ha preceduto il decesso.
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