Un nuovo riconoscimento per Roberto Vecchioni. Il professore aggiunge ai tanti già avuti durante la sua carriera, il Premio La Ginestra che ogni anno viene assegnato a Torre del Greco a personalità che si siano distinte nell’analisi, nell’approfondimento, nella divulgazione del pensiero e dell’opera di Leopardi.
“Giacomo Leopardi era più cattivo dei trapper di oggi. Ad un livello più alto, ma non mascherava l’ipocrisia e la rabbia contro le ingiustizie sociali. Era il capofila di chi non si sentiva capito dalla vita. E ancora oggi è amato dagli studenti per quella malinconia che esprimeva e perché come lui i ragazzi non capiscono il mondo che hanno davanti”, spiega Vecchioni. Un riconoscimento questo, legato alla pubblicazione dell’ultimo album, “L’Infinito” (uscito a novembre scorso a ridosso del duecentesimo anniversario del componimento), ispirato proprio al poeta marchigiano. “Un premio che mi ha sorpreso e che forse non meritavo nemmeno: c’erano studiosi più all’altezza di me. Un riconoscimento accademico che mi inorgoglisce”.
Torre del Greco, marciapiedi trasformati in discarica abusiva: due denunce
Torre del Greco - I marciapiedi a ridosso del centro storico di Torre del Greco stavano diventando una discarica abusiva di materiali inerti e rifiuti speciali. Un'azione eco-criminale che non ha fatto i conti con l'intensificazione dei controlli disposta dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella e coordinata dal comando di polizia municipale del dirigente…
Villa Sora a Torre del Greco: emergono nuovi ambienti e decorazioni dall’eruzione del 79 d.C.
Dopo oltre trent’anni dalle ultime ricerche sistematiche, Villa Sora, nel comune di Torre del Greco, torna a offrire nuovi spunti sulla vita e sull’architettura di una delle più importanti ville marittime del Golfo di Napoli. Le indagini archeologiche avviate nel novembre 2025 dal Parco archeologico di Ercolano stanno restituendo ambienti finora inesplorati e preziosi apparati decorativi, suggerendo una storia complessa interrotta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.
Le nuove ricerche si sono concentrate sul fronte nord-orientale della villa, dove un ambiente di appena dieci metri quadrati ha restituito pareti decorate con fondo scuro, fasce in rosso cinabro, aironi attorno a un candelabro dorato e un soffitto ornato da ghirlande, fregi e figure mitologiche, tra cui grifi e un centauro in movimento. Frammenti di capitelli in marmo bianco, ciste in piombo finemente decorate e altri elementi architettonici indicano chiaramente l’esistenza di un cantiere attivo al momento della catastrofe, trasformando la stanza in un deposito di materiali destinati a interventi edilizi in corso.
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