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Napoli, carcere di Poggioreale, l’Osapp lancia l’allarme: ‘Temiamo per l’incolumità degli agenti’

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Napoli. “Nonostante gli interventi dei vertici dell’Amministrazione regionale e centrale e la lodevole professionalità espressa nella gestione critica degli uomini e delle donne del Corpo di Polizia Penitenziaria di servizio nel carcere di Poggioreale, la protesta è continuata anche nella mattinata odierna a causa di un decesso per cause naturali di un detenuto sessantenne ristretto al reparto detentivo devastato giorni fa”.Lo spiegano il segretario regionale dell’Osapp, Palmieri e il provinciale Castaldo. E poi continuano: ‘In qualità di organizzazione sindacale, sempre vicino ai colleghi per l’interesse collettivo, attualmente è ignara delle reali condizioni di agibilità del reparto detentivo interessato, oggetto di devastazione con ingenti danni alla struttura che la rendono poco funzionale, in seguito ai fatti occorsi nel pomeriggio di domenica. Il capo DAP Basentini, in seguito al sopralluogo e alla presenza del Provveditore della Campania ha garantito immediato invio di un congruo numero di personale di Polizia Penitenziaria per garantire sicurezza e diritti e conseguentemente deflazionare il sovraffollamento attuale che si registra 2400 detenuti prevedendo alcuni trasferimenti tenuto conto a nostro avviso e per quello che ci e dato sapere, che la capienza totale del reparto e’ sicuramente compromessa. Sono in corso ulteriori accertamenti interni per comprendere eventuali dinamiche organizzative di un evento certo non improvvisato riconducibile alla nuova disciplina sulle modalità di esecuzione pena riguardante custodia aperta e vigilanza dinamica, rivelatasi fallimentare, in quanto quest’ultime da considerare solo un supporto tecno logistico e non sostitutivo della rassicurante presenza del Poliziotto nell’area detentiva garantendo la tempestiva intuizione di fenomeni tesi a destabilizzare l’ordine e la disciplina interna, che sia l’Amministrazione che il glorioso Corpo di Polizia Penitenziaria sono chiamati a garantire”. Il segretario generale dell”Osapp Leo Beneduci ha richiesto un interpello straordinario per assegnare uomini e risorse per il penitenziario partenopeo per fronteggiare le gravi criticità più volte denunciate nonché una interpellanza parlamentare per conoscere le iniziative da intraprendere per la questione carceri e per comprimere fenomeni aggressivi ai danni delle persone e del sistema. “Attualmente -spiega Beneduci- si registra una carenza di 200 poliziotti uomini e donne, questa condizione mina i sacrosanti diritti, le ferie, riposi, congedi, sovraccarico di lavoro e mancanza di recupero psicofisico che genera malessere e insoddisfazione fra il personale per non parlare anche delle disfunzioni di carattere sanitario e l’inesistenza di un protocollo d’intesa tra ASL e Amministrazione per migliorare l’attuale assistenza sanitaria basti pensare che di pomeriggio e notte nel carcere ci sono un medico e un infermiere per garantire diritto alla salute a fronte di 2400 reclusi. L’ arte dell’arrangiarsi a Poggioreale non funziona più perché sta determinando una realtà catastrofica e difficilmente gestibile”.

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Il cortile del Reparto Livorno, uno degli spazi finora sottoutilizzati dell’istituto di Poggioreale, è stato ripensato come luogo di aggregazione e benessere, con l’obiettivo di incentivare la socialità e contribuire al percorso rieducativo dei detenuti. Un modello di rigenerazione urbana all’interno del carcere, ispirato a un’idea di detenzione che non rinuncia ai diritti fondamentali della persona. “Un’area di defaticamento e di incontro è fondamentale per chi vive in spazi ristretti”, sottolineano la provveditrice regionale Lucia Castellano e il direttore dell’istituto Stefano Martone, che spiegano anche la scelta del momento: “Abbiamo voluto aprire il cortile proprio nel periodo estivo, quando la quotidianità in carcere diventa ancora più complessa a causa del caldo e della sospensione di molte attività”. Significativa la presenza del capo del DAP, Stefano Carmine De Michele, che taglierà personalmente il nastro inaugurale. “È un gesto simbolico – commentano Castellano e Martone – ma anche concreto, che testimonia l’attenzione dell’Amministrazione Penitenziaria non solo verso i detenuti, ma anche verso il personale che opera ogni giorno in condizioni difficili, con professionalità e spirito di servizio”. Il carcere di Poggioreale, per la sua collocazione nel cuore della città e per la sua funzione storica, è stato individuato come luogo ideale per avviare un nuovo modello di detenzione partecipata e aperta al territorio. Un esperimento che punta a superare la logica dell’isolamento e ad aprire spazi – fisici e simbolici – di inclusione e cambiamento.  

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