Nuova mobilitazione dei tassisti napoletani sul fronte della viabilità cittadina e della gestione del traffico urbano. Le sigle del comparto taxi, insieme ad associazioni ambientaliste e comitati civici, hanno annunciato un sit-in per il prossimo 30 maggio presso lo stallo taxi di piazza degli Artisti, nel cuore del Vomero.
La comunicazione ufficiale è stata inviata al prefetto di Napoli, al sindaco e alla Digos-Reparto Manifestazioni. L’iniziativa si svolgerà dalle 10 alle 13 e sarà accompagnata da una raccolta firme da sottoporre agli organi comunali per chiedere interventi strutturali sulla mobilità cittadina.
Al centro della protesta c’è la richiesta di un piano traffico permanente, considerato dagli organizzatori indispensabile per alleggerire la congestione delle strade cittadine. I tassisti chiedono inoltre la riattivazione delle Ztl già esistenti e l’ampliamento delle aree a traffico limitato, con l’obiettivo dichiarato di migliorare la rapidità del servizio pubblico non di linea e, allo stesso tempo, ridurre l’impatto ambientale del traffico.
Secondo i promotori, una regolamentazione più rigida della circolazione consentirebbe di rendere Napoli “meno inquinata, più vivibile e sostenibile”, migliorando anche gli spostamenti quotidiani dei cittadini e dei turisti.
L’iniziativa del 30 maggio rappresenta la prosecuzione di una precedente manifestazione già organizzata il 25 aprile nella Municipalità 1. Un primo segnale, spiegano gli organizzatori, di un percorso di pressione istituzionale che punta a ottenere modifiche permanenti alla gestione della mobilità urbana.
Al sit-in hanno aderito diverse sigle del settore e associazioni civiche: il Comitato Tassisti di Base, Sitan/Atn, Unimpresa, Ugl Taxi, Federtaxi-Cisal, Movimento Consumatori, Rete Sociale No-Box, Comitato Ztl Piazza Dante e Legambiente-Parco Letterario del Vesuvio.
La protesta si inserisce nel più ampio dibattito cittadino sulla viabilità e sull’estensione delle zone a traffico limitato, tema che negli ultimi anni ha spesso diviso residenti, commercianti e categorie produttive, ma che continua a essere indicato da ambientalisti e operatori del trasporto come uno degli strumenti chiave per contrastare traffico e smog nel capoluogo partenopeo.





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