La tragedia dei sub

Maldive, salme in Italia: acquisite le mail tra Montefalcone e Unige per ipotesi ‘morte sul lavoro’

Lunedì pomeriggio inizieranno le autopsie sui corpi dei cinque subacquei morti il 14 maggio nelle grotte dell'atollo Vaavu. Proseguono le indagini
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Milano – Sono rientrate in patria le salme dei quattro sub recuperate nelle nelle grotte dell’atollo Vaavu alle Maldive. Oggi pomeriggio i quattro sub sono stati trasferiti all’obitorio dell’ospedale di Gallarate in provincia di Varese dove lunedì pomeriggio inizieranno le operazioni peritali disposte dalla Procura.

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Gli esiti delle autopsie saranno condivise con le autorità di Malè nelle Maldive per un’indagine comune sulle cause della morte dei cinque sub italiani.

Alle 13 è atterrato a Milano Malpensa l’aereo con le salme dei 4 sub recuperate nei giorni scorsi

Le salme dei quattro sub italiani deceduti alle Maldive il 14 maggio scorso sono rientrate in Italia a bordo del volo TK1895 della Turkish Airways, atterrato a Milano Malpensa. Si tratta dei corpi di Federico Gualtieri, 31 anni, originario di Omegna, della biologa marina e docente universitaria Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal e di Muriel Oddenino, morti all’interno di una grotta nell’atollo di Vaavu.

Il quinto sub, Gianluca Benedetti, capobarca del gruppo di origine padovana, era già rientrato in Italia nei giorni scorsi.

Lunedì le autopsie sui cinque sub deceduti che saranno condivise con le autorità maldiviane

Le autopsie sui corpi dei cinque ricercatori inizieranno nel pomeriggio di lunedì 25 all’ospedale di Gallarate dove sono stati trasferiti i feretri nel pomeriggio.

Il primo mezzo a raggiungere la morgue è stato un furgone con la cassa di legno contenente il corpo di Monica Montefalcone, seguito da un secondo con i feretri di Giorgia Sommacal e Federico Gualtieri. Per ultima è arrivata l’auto funebre con la salma di Muriel Oddenino.

Acquisite le mail tra la professoressa Montefalcone e l’Università di Genova si verifica l’ipotesi di morte sul lavoro

Intanto proseguono gli accertamenti della squadra mobile di Genova, su delega della procura di Roma, per fare chiarezza sulla morte della professoressa Monica Montefalcone e gli altri quattro sub durante una immersione alle Maldive. Gli investigatori stanno passando al setaccio le mail che la docente si era scambiata con il Distav, il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita. Si verificano le autorizzazioni alla missione da parte di Unige per accertare l’eventuale ipotesi di una morte sul lavoro per la morte della professoressa Montefalcone e l’assegnista di ricerca Muriel Oddenino.

Nelle mail e nel carteggio tra la professoressa a capo della missione e l’università di Genova potrebbero esserci i dettagli di quanto avrebbe fatto Montefalcone ogni giorno e le eventuali autorizzazioni alle varie attività scientifiche. Oltre alle mail sarebbe stato acquisito anche il ‘documento di missione’ contenente gli indirizzi di ricerca.

L’ateneo genovese, sin dal primo giorno, ha sempre sottolineato che “l’attività di immersione subacquea non rientrava in alcun modo nelle attività previste dalla missione scientifica, ma è stata svolta a titolo personale”.

A chiarire cosa abbia autorizzato l’Università, potrebbero essere le parole della professoressa Elisabetta Rampone, direttrice del Dipartimento, sentita dagli agenti della mobile.

Oltre a lei, in questi giorni, gli inquirenti stanno ascoltando le altre 20 persone che erano a bordo della Duke of York, la nave della spedizione alle Maldive mentre nei prossimi giorni gli agenti potrebbero acquisire tutto il materiale cartaceo e informatico custodito al Distav.

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