Si sarebbe svolto a Natale un vertice tra ultrà a casa di Daniele Belardinelli, il tifoso morto durante gli scontri di Santo Stefano vicino lo stadio San Siro a Milano. Interisti e varesini avrebbero così preparato in anticipo l’agguato ai supporter partenopei. E’ quanto emerge dall’ordinanza a firma del gip Guido Salvini che oggi ha portato in carcere, accusati di rissa e altri reati, il capo curva dei Viking neroazzurri Nino Ciccarelli, 49 anni, e il supporter bianco rosso di un anno più giovane, Alessandro Martinoli, esponente del gruppo di estrema destra Blood and Honor con precedenti per droga, lesioni e scommesse clandestine. Anche Ciccarelli, difeso dall’avvocato Mirko Perlino, non è nuovo alla giustizia. La sua fedina penale è tutt’altro che immacolata: spiccano il tentato omicidio, la rissa con uso di armi e più Daspo, provvedimento a cui è ancora sottoposto e che ha violato il 26 dicembre. E’ stata la collaborazione del 21enne interista Luca Da Ros, interrogato dal procuratore aggiunto Letizia Mannella, a incastrare Ciccarelli. “Il suo racconto appare assolutamente sincero e credibile”, scrive il giudice delle indagini preliminari, sottolineando. Si tratta di “un ragazzo molto giovane, non coinvolto probabilmente in precedenza in fatti del genere”, spiega Salvini, e che al momento dell’arresto “ha fatto una scelta dissonante da quella imposta dalle regole del gruppo”: parlare invece di restare in silenzio. Sulla presenza di Nino in via Novara tra i fumogeni, spranghe e coltelli, gli investigatori non hanno alcun dubbio: le immagini acquisite dalla Digos delle telecamere di sorveglianza di uno stabile all’angolo con via Fratelli Zoia lo riprendono alle 20.36 “claudicante e nell’atto di toccarsi il corpo, in particolare la gamba destra, come per tamponare o alleviare il dolore di alcune ferite”, si legge nell’ordinanza. In sede di interrogatorio ha ammesso di aver preso parte alla rissa, ma sostenendo di essersi trovato lì “per caso” e di essersi ferito cadendo a terra su “dei cocci”. Negli atti dell’inchiesta figura anche la vedova di Belardinelli: ha fatto mettere a verbale che il 25 dicembre a casa col marito, oltre a Martinoli e altri supporter, c’era Marco Piovella detto ‘Il Rosso’, finito in carcere il 31 dicembre scorso. Quest’ultimo “nei momenti successivi” ai trafferugli “ha avuto due lunghe conversazioni con un’utenza francese che è ampiamente ipotizzabile fosse in uso a un esponente della tifoseria ultras del Nizza”. Non ci sono novità, invece, sull’investimento di Belardinelli: la dinamica deve ancora essere chiarita.
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