Napoli. “Aiuto mi voglio uccidere, correte in via Calata Capodichino”. Le urla al telefono dei carabinieri hanno fatto precipitare due gazzelle di militari all’indirizzo indicato dalla persona che aveva lanciato al telefono. Quando i militari sono arrivati sul posto l’uomo, un pregiudicato noto alle forze dell’ordine ha raccontato di essere un affiliato al clan Contini, ha sposata la nipote di uno dei fedelissimi del super boss Eduardo Contini o’ romano, che ha spiegato loro di temere per la sua vita e che gli stessi affiliati al clan vorrebbero ucciderlo. L’uomo ha anche detto di essere pronto a collaborare con la giustizia. Vista la caratura del personaggio, come riportato da Cronache di Napoli, è stato immediatamente portato in caserma e i carabinieri hanno avvertito la Dda di Napoli. E’ scattato subito il programma di prima protezione e portato insieme con il suo stretto nucleo familiare in una località protetta. Ha già incontrato i magistrati ai quali ha fatto un primo riassunto delle cose di cui è a conoscenza. Ora la Dda di Napoli valuterà le sue prime dichiarazioni e poi scatterà il vero programma di protezione e quindi i sei mesi durante i quali il neo pentito dovrà raccontare le cose illecite del clan Contini di cui è a conoscenza, dando i riscontri dovuti. E per la cosca del Vasto-Arenaccia è nato un nuovo problema dopo i contrasti degli ultimi mesi con il clan Mazzarella.
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