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Giornalisti: raccontare le baby gang e la devianza giovanile

Minori, nella parte delle vittime e dei “carnefici”. Baby gang e violenze di gruppo. Fenomeni di devianza e paura, espressioni del disagio giovanile che le cronache propongono con crescente frequenza. Succede da Napoli a Milano, passando per realta’ territoriali diverse che diventano teatro di episodi di intolleranza, prevaricazione, sottomissione. Nel segno del diritto di cronaca, la narrazione e l’analisi di questi fatti impone attenzioni particolari da parte del giornalista che nel suo racconto sfiora la vita dei ragazzi e delle loro famiglie, affronta il mondo della scuola, tratta realta’ sociali spesso problematiche. Una riflessione su questi temi, in termini di conoscenza dei fenomeni e di aggiornamento deontologico, e’ proposta dall’incontro “Baby gang e devianza: il racconto di un fenomeno sociale tra cronaca e deontologia. La Carta di Treviso”, in programma a Roma, lunedi’ 26 febbraio alle 14 nella Sala della Protomoteca in Campidoglio. All’evento, organizzato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti nell’ambito del programma di formazione obbligatoria (6 crediti deontologici), partecipano Carlo Verna, presidente del Cnog, Filomena Albano, Autorita’ garante per l’infanzia e l’adolescenza, Maria De Luzenberger, Procuratore presso il Tribunale per i minorenni di Napoli, Silvia Ricciardi, Associazione Jonathan onlus, Roberto Natale, Coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico di Articolo 21, e Franco Elisei, presidente dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche e coestensore della Carta di Treviso.

Renato Pagano

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