Dopo l’arte della pizza, anche la panificazione all’ombra del Vesuvio aspira al riconoscimento Unesco come patrimonio immateriale dell’umanita’. E’ dal 500 che i panificatori di San Sebastiano al Vesuvio usano sempre la stessa tecnica e sempre gli stessi ingredienti: farina, acqua, sale e livito madre. Un processo in parte comune a quello della pizza. Ed e’ per questo che da San Sebastiano al Vesuvio, da Massa di Somma e da San Giorgio a Cremano, i comuni promotori dell’iniziativa, contano di riuscire a completare l’iter velocemente. “Perche’ parte del lavoro e’ gia’ fatto – spiega il sindaco di San Sebastiano al Vesuvio, Salvatore Sannino – Con il riconoscimento dell’arte della pizza, si e’ certificato l’impasto e la lavorazione, che e’ molto simile a quella della panificazione. Ottenere anche per l’arte della panificazione lo stesso riconoscimento significherebbe aiutarci a coonservare una tradizione e soprattutto a creare occupazione”. A San Sebastiano al Vesuvio infatti nascera’ a breve la cittadella del pane utilizzando una villa confiscata alla camorra. “Li’ faremo anche formazione – spiega Sannino -per tramandare il mestiere e avvicinare le nuove generazioni”. Da un paio di mesi e’ cominciata la raccolta firme, che vede impegnati anche pizzaioli noti a Napoli che si sono gia’ impegnati per il riconoscimento dell’arte della pizza.
Ultime Notizie
- 21:42
- 21:29
- 21:05
- 20:09
- 20:05
- 19:56
- 19:45
- 19:37
- 19:28
- 19:18
- 19:06
- 18:54
- 18:42
- 18:30
- 18:15
- 18:03
- 17:56
- 17:41
- 17:39
- 17:31
- 16:58
- 16:45
- 16:35
- 16:27
- 16:25
- 16:15
- 16:05
- 15:55
- 15:45
- 15:35
- 15:25
- 14:55
- 14:35
- 14:18
- 14:15
- 14:00
- 13:45
- 13:30
- 13:14
- 12:13



