Avellino, nel negozio di casalinghi un quintale e mezzo di botti illegali: denunciato

Ammonta a 150 kg l’ultimo quantitativo di fuochi d’artificio che le Fiamme gialle del comando provinciale di Avellino hanno sottratto al commercio illegale. Questa volta a finire nel mirino dei militari del nucleo mobile della Compagnia della Guardia di Finanza di Avellino e’ stato un esercizio commerciale situato nel corso avellinese e gestito da una cittadina italiana residente proprio nel capoluogo irpino. Il materiale pirico rinvenuto, composto anche da batterie destinate all’uso professionale, era detenuto all’interno di un negozio di casalinghi, sprovvisto della necessaria licenza per la vendita della categoria di fuochi maggiormente pericolosi.
Inoltre, gli artifici pirotecnici erano conservati, senza le giuste cautele, in prossimità di altra merce altamente infiammabile. I finanzieri, sviluppando le informazioni di intelligence ottenute grazie ad un serrato controllo del territorio, hanno effettuato l’accesso nell’esercizio commerciale e rinvenuto i 9464 artifici pirotecnici. Constatata l’assenza delle previste autorizzazioni per la vendita, i militari hanno provveduto pertanto al sequestro del materiale esplodente al fine di salvaguardare l’incolumità dei clienti e del vicinato e alla denuncia a piede libero della responsabile alla procura della repubblica di Avellino per la violazione sia dell’articolo 678 del codice penale, che punisce, tra l’altro, chiunque detiene legalmente materiale esplodente senza le giuste cautele, che per l’art. 47 del testo unico sulle leggi di pubblica sicurezza, che punisce chiunque detiene per la vendita fuochi d’artificio di determinate categorie senza essere in possesso della licenza rilasciata dal prefetto.
Il dispositivo di tutela all’incolumità pubblica eseguito dalla Guardia di finanza di Avellino ed intensificato nel mese di dicembre, ha consentito, con quest’ultimo sequestro, di togliere dal mercato complessivamente più di 7 quintali e mezzo di fuochi d’artificio potenzialmente pericolosi.

La Redazione
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