

La Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di carcere per Cristofaro Gaglione, il postino 58enne di Torre del Greco che il 30 luglio del 2012 sparò e uccise Anna Iozzino, 56enne che all’epoca svolgeva il ruolo di direttrice dell’ufficio postale, dove lo stesso Gaglione lavorava.
L’uomo in primo grado era stato condannato all’ergastolo. L’omicidio si consumò di primo mattino nell’ufficio postale di via Veneto a Torre del Greco. Gaglione entrò nella stanza della direttrice per il consueto briefing. Ma non per discutere delle cose di lavoro. Aveva una pistola in pugno e fece fuoco a ripetizione contro la donna.
Poi scappò a piedi pistola in pugno mentre la donna fu trasportata in ospedale a Torre del Greco dove arrivò già morta. La donna, aveva 56 anni, sposata con due figli, originaria di Torre Annunziata. E’ li che fu trovato in via Prota l’assassino qualche ora più tardi. “Ho fatto un atto di giustizia”,disse poi davanti al giudice spiegando i motivi dell’omicidio.
La direttrice lo aveva sottoposto a diverse mansioni l’ex portalettere attraverso un ordine di servizio interno. Una “umiliazione” che andava vendicata in quel modo barbaro e bieco. Nel corso del processo i suoi legali hanno chiesto, inutilmente, riconoscimento dell’infermità mentale. Ora è arrivata la parola definitiva della Cassazione.
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