Avellino e Provincia

Ex Isochimica di Avellino: Cgil, Libera e Legambiente chiedono verità

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Regina Ada Scarico
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Richiamare l’attenzione nazionale sulla vicenda della Ex-Isochimica, la fabbrica di Borgo Ferrovia nel centro di Avellino nella quale si scoibentavano le carrozze dei treni dall’amianto. E’ obiettivo dell’incontro che si svolgerà mercoledì 27 settembre alle ore 18.30 ad Avellino presso l’auditorium del Centro Sociale Samantha Della Porta dal titolo “Avellino Binario Morto – Verità, giustizia e speranza per l’ex isochimica” alla presenza Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, Maurizio Landini della CGIL eMichele Buonomo, presidente di Legambiente Campania promosso da Libera, CGIL, Legambiente, Arci, Rifondazione Comunista – federazione irpina e numerose associazioni locali. Un incontro confronto a distanza di 30 anni dalla chiusura della Fabbrica dei Veleni per fare il punto sulla bonifica ancora parziale, sullo stato dei lavori del processo che si svolge presso aula bunker di Poggioreale e del diritto alla verità e giustizia per gli ex-operai. L’Isochimica – dichiarano Libera, Legambiente e Cgil promotori dell’iniziativa- resta una ferita aperta nel cuore della città che le nuove generazioni meritano di conoscere. Nella fabbrica si scoibentavano le carrozze dei treni dall’amianto. Un lavoro che veniva svolto senza alcuna misura di sicurezza e che inizialmente era effettuato dagli operai direttamente nella stazione di Avellino a ridosso di uno dei quartieri più popolosi del capoluogo campano. Ad oggi sono già 23 le vittime accertate tra gli ex-operai, mentre non si ha un riscontro concreto sull’incidenza dell’inquinamento nel quartiere. La fabbrica fu chiusa soltanto nel 1988 grazie alla pretura di Firenze perché a nulla erano valse le denunce alle autorità locali, delineando, infatti, un sistema di collusioni e connivenze che oggi si tenta di provare anche in fase processuale. La bonifica – denunciano Libera,Legambiente e Cgil- è cominciata solo parzialmente. L’amianto, infatti, è ancora nel sito in cubi di cemento, in un silos appena smaltito, ma soprattutto molto è interrato per diversi metri sotto il suolo e tantissimo è disperso in diverse zone della provincia dove veniva illegalmente sversato, così come raccontato anche dagli ex-operai nel dibattimento processuale. L’incontro sarà anche l’occasione per fare il punto sul processo dove tra i rinviati a giudizio ci sono le Ferrovie dello Stato, l’Asl Avellino, e ancora, per il capitolo bonifiche il sindaco del 2005 e la sua giunta e l’attuale sindaco e alcuni funzionari comunali insieme al curatore fallimentare e alcune ditte.T ra le parti civili, invece, le famiglie delle vittime, gli ex-operai, i sindacati, alcune associazioni ambientali e il Comune di Avellino. Dall’inizio del dibattimento le udienze si celebrano a Napoli presso il l’aula bunker del carcere di Poggioreale. A nulla sono valsi appelli delle parti civili, degli ex-operai e di numerose associazioni di riportare le udienze nel capoluogo avellinese Negli scorsi anni Libera già si era occupata della vicenda Isochimica con #Occupiamocene, un percorso di in-formazione e un concorso sulla fabbrica dei veleni. Tanti incontri con gli studenti che hanno ascoltato le testimonianze degli operai, gli stessi che hanno partecipato al concorso di idee sul futuro di quell’area post bonifica. Ora parte una seconda fase con una raccolta firme indirizzata al Parlamento per chiedere quanto necessario per consentire agli ex-operai un pre-pensionamento così come previsto dalle leggi sull’amianto ma che, per questioni burocratiche, non sono norme applicabili agli ex operai.

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Regina Ada Scarico

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