Allarme biodiversità

Caccia, D’Anna (FNOB): «Contrari a nuovo disegno di legge. Mette a rischio biodiversità ed ecosistemi»

La FNOB contesta le nuove norme approvate dal Senato e denuncia la progressiva esclusione degli esperti dalle scelte sulla protezione del patrimonio naturale
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ROMA. La Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB) esprime forte preoccupazione per il disegno di legge, recentemente approvato dal Senato, che modifica la legge n. 157 del 1992 sulla tutela della fauna selvatica e la disciplina dell’attività venatoria.

“L’estensione dell’attività venatoria fino a un’ora dopo il tramonto per la caccia di selezione agli ungulati, agli acquatici e ai turdidi, insieme all’aumento dei giorni settimanali di caccia, rischia di compromettere la conservazione della biodiversità, l’equilibrio degli ecosistemi e la tutela delle specie selvatiche”, afferma il presidente della FNOB, sen. Vincenzo D’Anna, aggiungendo che “si tratta di un’impostazione che va nella direzione opposta rispetto alle politiche necessarie per rafforzare la tutela dell’ambiente”. Da tempo, inoltre, registriamo una progressiva marginalizzazione delle competenze dei biologi nelle scelte che riguardano la protezione del patrimonio naturale”.

“Il tema ambientale – prosegue D’Anna – appare sempre più subordinato alle esigenze della transizione energetica, pur rappresentando un pilastro delle politiche di prevenzione e salute pubblica. Il Ministero competente continua a non coinvolgere adeguatamente i biologi e le altre professioni impegnate nella tutela dell’ambiente, privilegiando interlocuzioni con categorie tecniche operanti prevalentemente nel comparto energetico. Una scelta che rischia di indebolire le attività di monitoraggio, prevenzione e salvaguardia della flora, della fauna e dei rispettivi habitat”.

“La comunità scientifica non può ignorare quanto ormai dimostrato dall’approccio One Health: la salute dell’uomo, degli animali e degli ecosistemi è strettamente interconnessa. Anche gli studi sull’epigenetica evidenziano come il degrado ambientale possa incidere profondamente sul benessere delle popolazioni. Rivolgiamo quindi un appello al decisore politico affinché ogni intervento normativo in materia venatoria sia valutato alla luce delle evidenze scientifiche e degli equilibri ecologici che siamo chiamati a preservare”, conclude il presidente della FNOB.

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Commenti (2)

Concordo in linea generale ma resto dubbiosa su certi punti specie sull’allungamento dela giornata venatoria; mi sembra che i dati non son stati spiegati bene e le consultazioni coi tecnici ambientali sono stat poche, perciò servirebbe piu trasparenza e un confronto piu’ aperto fra istituzioni e specialisti.

Mi pare che la notizia sia importanta per la tutela ambientale, pero’ non si capisce ben come son valuate le evidenze scientifiche; pare ch’e stata data priurità ai settori energetici e i biologhi vengno marginalizzati, questo rischia di ridurre controlli e monitoragggio e metter in pericolo gli equilibri naturali.

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