

Nell’immagine, un riferimento ai fatti narrati.
La Procura di Bari ha iscritto nel registro degli indagati il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, e il figlio Luigi De Laurentiis nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza i reati di bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali. Al centro dell’attività investigativa vi è l’operazione di mercato che, nell’estate del 2023, portò il portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli.
L’indagine, coordinata dalla Procura barese, punta a fare luce sulle modalità con cui venne definita la cessione dell’estremo difensore e sui riflessi che tale operazione avrebbe avuto sui conti della società pugliese. Gli accertamenti si inseriscono nel più ampio filone investigativo riguardante la gestione economico-finanziaria del Bari.
L’operazione finita nel mirino degli investigatori risale al luglio del 2023, quando il Napoli acquistò il cartellino di Caprile dal Bari, lasciando poi il portiere in prestito all’Empoli FC prima del suo rientro in azzurro.
Secondo quanto emerge dalle prime informazioni, gli inquirenti stanno verificando la correttezza contabile e societaria dell’operazione nell’ambito dell’ipotesi investigativa relativa alla bancarotta della società biancorossa. Si tratta, in questa fase, esclusivamente di contestazioni provvisorie che dovranno trovare eventuale conferma nel prosieguo delle indagini e nell’eventuale fase processuale.
I due, il primo amministratore unico della SSC Bari e il padre presidente del cda del Napoli e legale rappresentante della Filmauro, sono indagati per i reati di false comunicazioni sociali (bilancio dell’esercizio 2024 del Bari calcio) e bancarotta fraudolenta connessa alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale, presentata per l’insolvenza della società sportiva barese.
Per Aurelio De Laurentiis si tratta dell’ennesimo procedimento giudiziario legato al mondo del calcio. Negli ultimi anni il patron del Napoli è stato coinvolto anche nell’inchiesta della Procura di Roma relativa alle operazioni di mercato riguardanti gli acquisti di Victor Osimhen e Kostas Manolas, vicenda nella quale la magistratura capitolina ha contestato il reato di falso in bilancio. Anche quel procedimento è autonomo rispetto all’inchiesta aperta dalla Procura di Bari.
L’indagine arriva in un momento particolarmente delicato per la famiglia De Laurentiis anche sul fronte della gestione del Bari. Da settimane il dibattito cittadino è concentrato sul futuro della società biancorossa e sul tema della multiproprietà, con il Comune che ha chiesto chiarezza sul piano industriale e sulle prospettive del club in vista delle scadenze previste dalle norme federali.
Al momento non risultano misure cautelari nei confronti degli indagati e l’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari. Saranno gli ulteriori approfondimenti investigativi a chiarire la fondatezza delle contestazioni formulate dalla Procura di Bari.
Napoli - I carabinieri a cavallo garantiranno sicurezza e ordine pubblico all’interno dell’area verde, uno… Leggi tutto
Una madre terrorizzata dalle possibili reazioni del figlio tossicodipendente, al punto da ridursi a fargli… Leggi tutto
L'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci riapre la riflessione sul pericolo per i cronisti d'inchiesta e… Leggi tutto
Un sequestro record di cocaina a Napoli svela le sofisticate tecniche di occultamento e il… Leggi tutto
Roma - 'Quello' potrebbe essere Valter Lavitola, imprenditore e ex giornalista e l'intermediario tra gli… Leggi tutto
Un carico di cocaina destinato ad alimentare il mercato della droga dell'area metropolitana di Napoli… Leggi tutto