Avellino: tre punti per la notturna?
A Sarno il camper di Emergency, l’associazione umanitaria vicina ai problemi dei più deboli.
Il Comune di Sarno scende in campo a sostegno delle fasce sociali più deboli insieme ad Emergency: l’associazione umanitaria italiana, fondata quasi 25 anni fa, con attività di volontariato presenti nei paesi dove guerre e povertà mietono ogni giorno centinaia di vittime. Il camper sarà presente, per un anno ogni mercoledì pomeriggio, a Via Giacomo Matteotti, nello spazio antistante la Circumvesuviana. Il personale accoglierà a bordo dell’unità mobile persone italiane e straniere bisognose, offrendo gratuitamente informazioni e sostegno specifico di carattere socio-sanitario. Il Sindaco, gli assessori Dea Squillante e Vincenzo Salerno, promotori di questa iniziativa,
insieme ad Emergency hanno fatto sì che la politica entrasse nel sociale, creando un punto di riferimento per i cittadini bisognosi di ricevere assistenza. In una società italiana dove la crisi economica non è finita, con i problemi che attanagliano le famiglie, dove la forbice tra ricchi e poveri resta ampia, anche queste forme di sostegno umanitario possono essere d’aiuto.
Benevento: Baroni verso la sfida col Napoli
Non proprio un buon viatico per la tanto attesa gara del «San Paolo» contro una delle migliori formazioni del campionato, candidata alla vittoria finale e per di più assatanata di rivalsa dopo lo stop in Champions League. Tuttavia Baroni ha provato a mostrare il massimo della serenità, anche per infonderla ai suoi uomini chiamati nuovamente a disputare la «partita perfetta» per provare a strappare punti ai partenopei. «Affronteremo una grande squadra, una big’ del campionato esordisce il tecnico toscano Giocano a memoria ed hanno una serie illimitata di soluzioni offensive. Dipenderà da noi il tipo di partita che ne verrà fuori e dalla nostra capacità di opporci all’avversario, con le nostre qualità e con quello che sappiamo far meglio. Dovremo anche provare a sbagliare meno delle precedenti occasioni. Anche se, devo essere sincero, seppur siamo ancora a zero punti il Benevento non ha commesso tanti errori nelle prime tre uscite da cui avremmo meritato di venir fuori con qualche punto in più. Del resto anche i dati statistici confortano il mio pensiero. Abbiamo subito sempre pochi tiri in porta producendo molto gioco, ma non siamo stati bravi a concretizzare e ad evitare alcune situazioni che hanno poi prodotto le sconfitte. Tuttavia siamo sulla strada giusta e, continuando a credere nel nostro lavoro, sono certo che arriveranno anche i punti». Il fascino dell’inusuale derby scalfisce anche Baroni che, fra le altre cose, con il Napoli ha anche vinto uno Scudetto. «Ho ricordi indelebili di quella stagione straordinaria, ma debbo tenerli per me, anche perché adesso sono tutto concentrato sul Benevento, sulla voglia di ben figurare e di ottenere un risultato positivo che è certamente difficile ma non è qualcosa di impossibile. Sono davvero curioso di osservare come la mia squadra saprà affrontare le difficoltà che presenterà una gara così attesa pure dai tifosi. Spero che sia una giornata di grande sport e che ci sia modo per tutti coloro che vogliono assistere alla partita di poterlo fare senza privazioni e limitazioni, poiché il tifo sannita è sano e corretto come quello napoletano e il derby in Serie A deve essere una festa ed un ricordo per tutti».
Napoli, urta moto e presta soccorso ma viene accoltellato dal ragazzino
Urta uno scooter mentre stava guidando l’automobile in piazza Volturno incrocio Corso Garibaldi, a Napoli. Prova a prestare soccorso ma viene prima accerchiato dagli amici del ragazzino che era in sella del motociclo e poi, secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, viene accoltellato dallo stesso ragazzo. Vittima un extracomunitario. L’uomo era in auto insieme ad un’altra persona. Dopo l’incidente si e’ subito fermato ma altrettanto immediata e’ stata la reazione del minorenne e dei suoi amici. L’extracomunitario e’ stato accoltellato alla gamba; soccorso in ospedale e’ stato dimesso, per lui una prognosi di sette giorni.
Salernitana: Odjer col punto interrogativo
A centrocampo, Bollini aspetta di conoscere le condizioni di Odjer. Il ghanese era apparso in crescita e potrebbe tornare utile in entrambe le soluzioni tattiche. Minala è uno dei pochi certi di una maglia. Un po’ meno Ricci, insidiato dai vari Della Rocca e Signorelli e Zito. Oltre ad Odjer se in condizione naturalmente. E siamo al pacchetto arretrato. Anche in difesa, davanti a Radunovic, potrebbero esserci delle soprese. Sulla corsia di destra è ballottaggio tra Perico e Pucino. Il primo garantisce più solidità al pacchetto arretrato; il secondo una spinta maggiore e sembra avere qualche chance in più per partire dal primo minuto. Schiavi e Tuia si giocano il posto per affiancare Bernardini al centro della difesa. Tuia è reduce da una settimana a singhiozzo per un affaticamento muscolare. Schiavi prova a scalzargli la maglia da titolare e le gerarchie iniziali. Staremo a vedere. Sull’out mancino, invece, nessun dubbio: la corsia di sinistra sarà presidiata da Gigi Vitale che praticamente non sembra avere concorrenza in quel ruolo. Oggi pomeriggio (ore 15) durante la seduta di rifinitura al campo Volpe, Alberto Bollini proverà a sciogliere gli ultimi dubbi sulla squadra da mandare in campo contro il Pescara di Zeman. In un Arechi blindato per via dei rapporti tesi tra tifoserie ci saranno circa diecimila spettatori (circa 400 da Pescara). Stabilito il piano sicurezza che prevede l’istallazione dei container (saranno piazzati domani mattina) per separare il settore curva nord (riservato ai supporter del Delfino), la chiusura della metropolitana alla fermata dello stadio ed alcuni sottopassaggi nelle vicinanze dell’impianto di via Allende. In tribuna e davanti alla tv molti allenatori «interessati» in caso di ribaltone. Oltre a Breda e Liverani è spuntato ieri pure il nome di Pasquale Marino.
Camorra, si è pentito il killer di Scampia, Gennaro Notturno ‘o sarracino
Si è pentito Gennaro Notturno ‘o sarracino, boss di Secondigliano legato agli scissionisti degli Amato-Pagano e autore dell’omicidio della vittima innocente Antonio Landieri. Notturno, come riporta in anteprima Il Roma, ha deciso di passare dalla parte dello Stato da una quindicina di giorni. E lo ha fatto dando una novità importante e un nuovo impulso all’inchiesta sull’omicidio del giovane innocente ma anche su tantissimi altri. Ha fatto il nome per la prima volta di Raffaele Amato ‘a vicchiarella ” fu lui ad ordinare il raid contro i fratelli Meola, fedelissimi dei Di Lauro che gestivano una piazza di spaccio ai Sette Palazzi”. Non a caso la Dda, dopo la batosta subita dal Riesame nel marzo scorso che annullò tutte le ordinanze du custodia cautelare del blitz del 23 gennaio, ha chiuso le indagini e ha chiesto al gip di fissare l’udienza preliminare indicando i nomi di Cesare Pagano e Raffaele Amato come mandanti, e poi Davide Francescone, Ciro Caiazza, Giovanni Esposito, Pasquale Riccio, Giovanni Piana come esecutori materiali di quel raid e quindi dell’omicidio Landieri.
Tutti tranne Raffaele Amato ‘a vicchiarella erano stati arrestati nel blitz del 23 gennaio con un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Federica Colucci per l’omicidio di Antonio Landieri, il giovane disabile ucciso il 6 novembre del 2004 ai Sette Palazzi di Scampia all’inizio della prima sanguinosa faida tra i Di lauro e gli Scissionisti. Le ordinanze erano state notificate al boss Cesare Pagano (indicato come il mandante) a Gennaro Notturno ‘o saraccino (il killer che rimase ferito dal fuoco amico), Giovanni Esposito (altro killer), Davide Francescone (il terzo killer ) e Pietro Caiazza ‘o frauelese, armiere del clan e padre dei tre pentiti Michele, Antonio e Paolo. Il gip respinse la richiesta di arresto formulata dalla Dda nei confronti di altre sei persone, ovvero Giovanni Piana, Pasquale Riccio, il boss Raffaele Amato ‘ a vicchiarella, Arcangelo Abete, Gennaro Marino ‘o mekkei ed Enzo Notturno. L’agguato era stato deciso per punire i fratelli Meola, fedelissimi dei Di Lauro che gestivano una piazza di spaccio ai Sette Palazzi.
Secondo i giudici del collegio C della Dodicesima sezione del Riesame (presidente Areniello, relatore Ianuario a latere Brunetti Pierri): “Non è stato possibile comprendere da chi fu deciso l’agguato e da chi provenne l’ordine e perché; da dove partì il commando, da chi era composto, neppure quali auto vennero utilizzate”. Una clamorosa bocciatura di anni di indagini e di racconti di una decina di collaboratori di giustizia quattro dei quali divergono nelle loro dichiarazioni. I giudici della libertà avevano scritto nel loro provvedimento che c’è “una grave lacuna a livello indiziario” anche perché “Dal tg locale il pentito Antonio Caiazza dichiara di aver appreso anche il nome della vittima, c’è dunque il forte sospetto che le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia risentano di una evidente influenza mediatica”. Mentre il fratello Michele: “afferma anche di aver più volte rivisto il filmato che ricostruisce e illustra la storia del povero Landieri, circostanza che induce ancora di più a sospettare in merito alla genuinità delle dichiarazioni del collaboratore e in verità di tutti i collaboratori di giustizia, visto che costoro – mentre sulla generale ricostruzione del fatto rendono dichiarazioni perfettamente concordi e convergenti – quando si tratta di approfondire con puntualità aspetti non noti al pubblico fanno registrare macroscopiche dissonanze”. Ora il pentimento di Notturno scrive in nuovo capitolo forse definitivo per dare giustizia a una delle tante vittime innocenti delle tre sanguionose faide di Scampia-Secondigliano.
(nella foto grande la giovane vittima innocente Antonio Landieri e nei riquadri da sinistra in alto Cesare Pagano,Gennaro Notturno, Pietro Caiazza, Raffaele Amato, Davide Francescone e Giovanni Esposito )
Castellammare. Campania Libera chiede a Pannullo un posto in giunta per Cascone
Castellammare di Stabia. Il sindaco Tony Pannullo ha le idee chiare e si sente pronto a presentare la nuova giunta. Ieri, dopo le dimissioni di Giuseppe Iozzino dei giorni scorsi, si è dimesso anche l’assessore Annalisa Armeno del PD dopo aver ricevuto un incarico in una scuola nell’ area Nord di Napoli. Sarà, quindi, sostituita da una donna scelta dalla stessa area di rappresentanza, ovvero quella legata al consigliere regionale Lello Topo. La corrente che influenzerà di più, ancora una volta, questo rimpasto è l’area appartenente al Consigliere Regionale Mario Casillo. Espressione di questa corrente è sicuramente, assessore all’Urbanistica con deleghe chiave come Demanio, Grande Progetto Pompe i e Più Europa, che dovrebbe essere il nome che sostituirà Andrea di Martino quale vice sindaco. Andrea di Martino, invece, non rappresenta nessuna corrente: è stato voluto dallo stesso Tony Pannullo dopo aver condotto una campagna elettorale al suo fianco. La terza corrente, quella riformista, del PD manterrà il suo assessore Giulia D’Auria con delega ai Lavori pubblici. Tra le fila della maggioranza c’è Area Civica che chiede più deleghe. Questo gruppo politico ha quattro consiglieri. Ci sono sicuramente un assessore con delega alle attività produttive e uno da definire che potrebbe prendere le deleghe assunte fin d’ora dal vicesindaco. Intanto Palazzo Farnese è un crocevia di personaggi di spicco della politica regionale. Nella giornata di ieri Tommaso Casillo, referente di Campania Libera, ha incontrato Tony Pannullo per chiedere di affidare un posto in giunta a Ciro Cascone. Ieri si è anche celebrata l’ultima giunta prima del rimpasto in cui è stato approvato l’atto di ricognizione sulle società partecipate dell’Ente Comunale.
Camorra, Ciro Mauriello chiese a Rosaria Pagano di ”cacciare” Pietro Caiazza da Melito. LE INTERCETTAZIONI
Le frizioni interne al clan Amato Pagano sono note agli investigatori che da qualche anno stavano controllando il gruppo dei “melitesi” legati alla zia Rosaria Pagano e ai suoi fiduciari Ciro Mauriello e Pietro Caiazza. E proprio tra questi due che nell’ultimo anno erano sorti dei forti dissapori. Tra le intercettazioni in mano agli inquirenti ci sono quelle a casa di Ciro Mauriello a Melito e contenute nell’ordinanza di custodia cautelare che nel luglio scorso ha portato in carcere D.A.A., il quasi diciassettenne figlio di Rosaria Pagano accusato di avere ucciso il 20 giugno nelle palazzione di Melito i due ribelli del clan Alessandro Laperuta e Muhamed Nuvo entrambi legati a Pietro Caiazza. Tra le intercettazioni c’è quella in cui Mauriello chiede conto della contabilità del clan e ne parla con Claudio Cristiano detto ‘ o bisio e Giuseppe Cipressa detto “Peppaccio”.
sul territorio.
Ciro: O Bì m o mi devi fare un solo piacere …. però devi essere preciso …. ”
Claudio: e perchè che sono?
Ciro: mi puoi rintracciare Linuccio (ndr Pietro Caiazza)
Claudio: ehm …..
Ciro: digli di chiudere tutto
Giuseppe: ci deve fare le chiusure ..
Claudio: ‘e già le ha fatte le chiusure stanno i fogli qua
Ciro: ah …
Claudio dice che Peppe il pazzo ha i blocchetti {ndr verosimilmente parla della contabilità delle piazze dispaccio) una persona gli dice “shhhhhhhhhh” {( per dirgli di non urlare) Si sentono parlare Ciro, Peppaccio e gli altri astanti, nominano delle cifre di denaro facendo dei conteggi, si sentono nominare 200 mila euro poi 195 mila e poi 188, una persona dice ”sette chili”.
Claudio continua a parlare di conteggi facendo degli esempi e citando somme di denaro, Ciro dice che la prossima volta si deve chiudere prima {ndr riferito ai conteggi ed alla contabilità) Ciro Mauriello continua rappresentando ai presenti il suo disprezzo nei confronti di Pietro Caiazza
che, come già esternato in altre conversazioni, se dipendesse da lui, estrometterebbe subito da Melito e Mugnano, costringendo a relegarsi, con le sue attività illecite, in Afragola, sua terra d’origine. Ciro parla di Pierino (ndr Pietro Caiazza) dicendo che lo toglierà ”Pierino io lo tolgo… così ho deciso”. Questa conversazione intercettata è datat 23 maggio 2016 intorno alle 19 e dopo poco arrivano tale Totore, Rosaria Pagano, il figlio minorenne, Giuseppe Cipressa alias “Peppaccio”, Claudio Cristiano detto ‘ bisio e Raffaele Mauriello ‘o chiatto, figlio di Ciro. La “Zia Rosaria”, il figlio e i presenti vengono fatti accomodare nel salotto delle decisioni ed è li che poi affronteranno i vari argomenti, tra i quali Pietro Caiazza, da Ciro considerato un problema per la famiglia a causa delle sue manie di grandezza:
Ciro:Rosaria … Peppe mi ha spiegato … dobbiamo fare una cosa .. ..io davanti a voi …. gli do la parola mia
Peppe: davanti a te e davanti a …0missis (il minorenne ndr)
Ciro: davanti a voi e davanti a 0missis (il minorenne ndr) …. vi do la parola mia che non succede un guaio …. ma lui deve fare la stesso cosa!!!
Rosaria: è logico!
Ciro: deve fare la stessa cosa davanti a voi e a 0missis (il minorenne ndr) … poi omissis…. poi lui prende … come stavamo una volta .. cosi (inc.)
Rosaria: O Pe ‘a questo punto, perchè . ..inc …
Ciro: stiamo vedendo per sigarette …. .inc … però visto che è della famiglia … Pierino (ndr riferito a Pietro Caiazza). . .io ti dò la parola mio .. .inc …
Rosaria: eh ….
Ciro: io .. .io .. .io parlo personalmente di me .. .io sto appicciato .. .io sto bruciato … a me mi dispiace che .. .inc … non esiste .. .io è una cosa personale mia … dopo … che Pierino non se ne vorrebbe andare … ma come faccio a campare con Pierino . ..inc ….. Pierino prendi la famiglia tua e vattene od Afragola … … .io ti do la parola mia che se è per me
Rosaria: ..inc … Ciro tu ci dai la parola davanti a me e a Mimmo
Sono chiari i forti rancori ed i contrasti che Ciro ha con Pierino e che rappresenta a zia Rosaria Pagano ed al figlio.
Ciro: no ma già l’ha dimostrato Rosaria (si rivolge a Rosaria riferendosi a Pietro Caiazza) che lui è solo per interessi: .. che lui è solo perchè deve essere Pierino deve essere come dico io … devo comandare di qua devo comandare di là (ndr spiega a Rosaria che Pietro Caiazza avrebbe manie di protagonismo volendo affermare una sua leadership sul territorio) perchè poi mano mano stanno uscendo cose che … è meglio che non ve le dico proprio … Rosario il discorso è uno solo … sentitemi a me … però dovete essere d ‘accordo pure voi perchè io …. voi decidete .. .io non decido
niente…
Rosaria: eh…
Ciro: allora … secondo me si deve fare così.. Pierino io ti do la parola mia … davanti voi e davanti a 0missis (il minorenne ndr) … che se è per me tu campi cento anni … a prescindere .. sono stato o non sono stato io .. .inc … se è per me tu campi cento anni … tu da Melito te ne devi andare … te ne devi andare ad Afragola pigliati le bancarella delle sigarette … prenditi a questi quattro … non si può convivere come fai a convivere con questi qua … Rosaria perchè se succede … che …. tra un mese e mezzo stiamo punto e a capa…
Ciro Mauriello evidenzia la sete di potere di Pietro Caiazza, contestando anche il comportamento degli uomini che a lui sono più vicini come proprio Giuseppe Santangelo. Ciro contesta il fatto che in più occasioni uomini dell’organizzazione. chiamati per “un’imbasciata”. si muovevano solo qualora Pierino li “autorizzasse”. Ciro condanna i comportamenti di Pierino e dei “suoi uomini” sottolineando che non esistono gli uomini dei gruppi ma dell’organizzazione. Mauriello, come in altre conversazioni, sottolinea ancora quella che è la costituzione del gruppo criminale degli Amato- Pagano e le regole interne che prevedono la famiglia e Zia Rosaria a capo ed i gruppi satelliti a servizio degli interessi del clan e non del
gruppo. Ciro dimostra apertamente l’intolleranza che ha verso la famiglia Caiazza, ma allo stesso tempo, proprio in forza del suo ruolo nell’organizzazione ed il rispetto che nutre per Zia Rosaria e, di conseguenza, per gli eredi quel casato, è pronto anche ad accettare che Pierino continui a controllare i suoi traffici su Melito e Mugnano, purché si porti proprio lì da lui e, davanti a Zia Rosaria e al figlio, si chiarisca e comprenda quello che è il suo ruolo e assicuri di ridimensionarsi ai suoi compiti, non entrando in competenze che non lo riguardano, anzi. screditando finanche il figlio Raffaele accusandolo di aver messo su un suo gruppo i cui componenti sarebbero favoriti rispetto agli altri uomini della “famiglia” ricevendo delle “belle mesate”, ovvero uno “stipendio” più alto degli altri.
Rosaria Federico
1.continua
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Bambino di 10 mesi morto dopo un malore all’asilo nido
Un bambino di soli 10 mesi e’ morto oggi dopo essere stato notato in uno stato di evidente sofferenza, questo pomeriggio, mentre si trovava all’asilo nido “Piri Piri” di Casatenovo, popoloso centro della Brianza in provincia di Lecco. Il piccolo e’ stato soccorso e portato in elisoccorso all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove e’ giunto attorno alle 15.20 ma poco dopo le 16 i medici hanno dovuto constatarne il decesso. Il piccolo attorno alle 14.20 e’ stato trovato dalle educatrici del nido con evidenti segni di sofferenza e sono stati mobilitati i soccorsi. Subito le condizioni del bambino sono apparse gravi, con i sintomi di un arresto cardiocircolatorio ed e’ stato caricato sull’ambulanza mentre l’elicottero atterrava poco lontano dalla struttura. L’asilo era stato creato sette anni fa per accogliere i figli dei dipendenti di un’azienda del settore cosmetico con sede in zona, poi ha iniziato ad accettare anche bimbi i cui genitori non lavorano in ditta. Sull’accaduto e’ stato aperto un preliminare d’inchiesta che dovra’ accertare le cause del decesso.
Truffe agli anziani: tredici condannati della banda dei fratelli Varriale
Si e’ concluso con 13 condanne ed un’assoluzione, al tribunale di Santa Maria Capua Vetere , il processo con rito abbreviato a carico dei componenti dell’organizzazione ritenuta responsabile di decine di truffe ai danni di persone anziane. L’inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere – indagini del procuratore aggiunto Antonio D’Amato e del sostituto Antonella Cantiello – porto’ nel giugno scorso a 15 arresti da parte dei carabinieri della Compagnia di Caserta. Oggi la sentenza conferma quanto accertato dagli inquirenti. La banda, e’ emerso, era specializzata in truffe ai danni di anziani che spesso vivevano da soli. Le vittime venivano seguite dai membri del gruppo che ne studiavano cosi’ le abitudini e le relazioni con parenti e vicini; la fase successiva consisteva nel mettersi in contatto con la vittima designata. Il truffatore si spacciava per nipote dell’anziano, cui chiedeva di preparare dei soldi perche’ di li’ a poco sarebbe arrivato un corriere per la consegna di un prodotto da pagare.
A capo del gruppo, hanno accertato gli inquirenti, c’erano i fratelli Vincenzo e Gennaro Varriale, cui vengono contestate in totale 39 truffe (rispettivamente 33 il primo, 6 il secondo), Vincenzo Giannetti (13 truffe) e Ciro Ruggiero (26 truffe). Collaudato il modus operandi, emerso negli ultimi mesi in seguito ai cinque arresti in flagranza effettuati dai carabinieri, che sono riusciti ad evitare che alcuni raggiri venissero consumati. Le vittime venivano seguite dai membri del gruppo che ne studiavano cosi’ le abitudini e le relazioni con parenti e vicini; la fase successiva consisteva nel mettersi in contatto con la vittima designata. Il truffatore si spacciava per nipote dell’anziano, cui chiedeva di preparare dei soldi perche’ di li’ a poco sarebbe arrivato un corriere per la consegna di un prodotto da pagare. Emblematica una telefonata intercettata dai carabinieri guidati dal capitano Andrea Cinus. “Nonna – diceva il truffatore – preparami 1500 euro, quindici volte 100” specificava l’uomo visto che l’anziana non aveva sentito bene. “Non ce li hai? Allora prendi tutti gli oggetti d’oro che quelli vengono a prenderseli; poi oggi passo io, do i soldi e mi riprendo i gioielli”, aggiungeva. Dopo questa prima telefonata, arrivava poco dopo quella del falso corriere espresso, ovvero un altro componente del gruppo che carpiva in tal modo l’indirizzo preciso e si presentava a casa della vittima consegnando un pacco contenente solitamente bagnoschiuma, calzini, o prodotti informatici come il mouse. In altre circostanze alle vittime sono state fatte richieste di denaro fino a 3000 euro; e’ inoltre emerso che gli indagati sono stati in grado di sospendere temporaneamente il traffico telefonico delle vittime per evitare che avvertissero altri parenti. Nei mesi scorsi, a gennaio, rimase vittime della truffa anche la 79enne vedova dell’ex sindaco di Pagani, Marcello Torre, ucciso dalla camorra nel lontano 1980.
I 15 indagati sono i capi dell’organizzazione Vincenzo Varriale (33 truffe), Gennaro Varriale (6 truffe) e Vincenzo Giannetti (13 truffe), oltre a Ciro Ruggiero, Nunzia Esposito, Giovanni Magarlo, Giuseppe Turco, Alessandro Frascogna, Antonio Perrotta, Giovanni Mauro, Salvatore Panaro, Antonio Esposito, Giuseppe Cardillo, Pasquale Abbatiello e Giuseppe Rocco.
Carceri: detenuto si impicca nel carcere di Monza
“Un uomo detenuto nel carcere di Monza, imputato per reati di droga, si e’ tolto la vita nel tardo pomeriggio impiccandosi alle inferriate della cella”. Lo rende noto il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE). “Contiamo un altro detenuto suicida in carcere a sancire il fallimento delle politiche penitenziarie del Governo Gentiloni, di quelli che l’hanno preceduto e della gestione di Santi Consolo alla guida dell’Amministrazione Penitenziaria. Piu’ di quaranta suicidi in meno di nove mesi nelle carceri italiane e’ un dato mai registrato prima, dal dopoguerra ad oggi: un triste primato. E certifica, se mai vi erano ulteriori dubbi, che le strategie messe in atto da Ministero della Giustizia e DAP per prevenire i suicidi di detenuti, per altro non meno di un mese fa, sono fallimentari in tutti i sensi”, denuncia nella nota il segretario generale del SAPPE, Donato Capece.
Terra dei Fuochi: muore a 5 mesi la bimba di Acerra stroncata da un cancro al cervello
La Terra dei Fuochi fa un’altra vittima proprio nel giorno della presentazione del film-denuncia “Veleno” con Salvatore Esposito (il Genny Savastano di Gomorra). È morta infatti questa mattina nell’ospedale Gaslini di Genova la piccola Carmela De Lucia, la bimba di Acerra di appena cinque mesi stroncata da una terribile forma di cancro al cervello. La notizia si è diffusa nel pomeriggio a Napoli dopo che il papà della bambina, Aniello, 33 anni, lo ha comunicato ai suoi colleghi. Operaio licenziato ad aprile da una ditta che opera nello stabilimento metalmeccanico Hitachi di via Argine, a Napoli, Aniello stava facendo da settimane la spola tra l’ospedale Gaslini e la tenda che aveva montato in segno di protesta con i suoi compagni davanti alla fabbrica di Napoli Est. Lo sconforto e la rabbia ha colpito ancora di più gli operai licenziati per quella notizia che non avrebbero mai voluto ascoltare da Aniello. Profonda commozione anche ad Acerra nella frazione Pezzalonga dove vive la famiglia De Lucia.
Grant Hart, batterista e cofondatore degli Hüsker Dü, muore a 56 anni
Si fermano le bacchette di Grant Hart, il batterista e cofondatore degli Hüsker Dü è morto di cancro. A diffondere la notizia è stata proprio la sua band, che questa mattina pubblica sui social una sua foto senza alcuna precisazione. Niente didascalie per una perdita così dolorosa. Cantante e polistrumentista statunitense, fonda nel 1979 insieme a Bob Mould e Greg Norton, il gruppo hardcore punk che ha lasciato un segno indelebile nella scena indipendente. Un gruppo originale, rivoluzionario, innovativo e di forte impatto. Un’alchimia perfetta che aveva generato un giusto equilibrio tra la scura interiorità di Bob Mould e la sfacciataggine di Grant Hart: un “sedizioso” punk con i piedi saldi nell’hardcore. Gli Hüsker Dü debuttano con Land Speed Record, registrato live, mentre nel 1983 esce Evrything Falls Apart: primo album in studio. Dodici tracce edite da Reflex Record a cui se ne aggiungeranno altre sette – come bonus track – nel 1993, in occasione della pubblicazione del cd. Il punto fermo nella storia lo mette però Zen Arcade, un album catartico. Quarto lavoro della band (1984), è considerato un dei dischi più importanti del rock, avendo esercitato notevoli influenze nell’alternative rock e nell’hardcore punk. Questo è un album celebrativo. Celebra la giovinezza e il disagio di quella fase. Celebra quella paura inconsapevole che ti sale in gola quando non sei né adulto né bambino. La band si scioglie nel’88 e Hart comincia la sua carriera da solista lasciando nel 2013 il suo testamento musicale, The Argument. A soli cinquantasei anni la sua voce si spegne e il silenzio della sua batteria echeggia già nei meandri della musica.
Tragedia alla Solfatara, sentiti i primi testimoni e il piccolo Alessio
Napoli. Tragedia alla Solfatara di Napoli, ascoltati i primi testimoni e il bimbo che ha visto morire la sua famiglia. Il procuratore Giovanni Melillo ha affidato ai magistrati della sesta sezione il caso per accertare quanto è accaduto alla Solfatara di Pozzuoli, martedì scorso, quando hanno perso la vita, padre, madre e figlio di 11 anni per una voragine che si è aperta nella zona della ‘fangaia’. Geologi e vulcanologi sono al lavoro per comprendere il motivo per il quale la crosta abbia ceduto proprio in quel punto e quali siano le cause determinanti. I magistrati napoletani, con l’ausilio di psicologi, hanno ascoltato l’unico sopravvissuto alla tragedia, l’altro figlioletto di Massimo e Tiziana Carrer, Alessio, un bimbo di 7 anni testimone oculare della morte della sua famiglia. Il bambino è insieme ai nonni e a uno zio che oggi ha dovuto spiegargli quanto è accaduto due giorni fa. Era stato affidato ai servizi sociali e agli psicologi del comune di Pozzuoli e in questi giorni ha continuato a chiedere di vedere i genitori e il fratellino. La famiglia Carrer, originaria di Torino ma che viveva a Meolo, in Veneto, è assistita da un avvocato che ha già preso contatti con i pubblici ministeri. Ancora non sono stati fissati gli esami autoptici nè c’è stato il formale riconoscimento delle salme da parte dei familiari. La polizia di Pozzuoli, delegata alla indagini, ha già ascoltato diversi testimoni per cercare di comprendere le modalità con le quali veniva attuata la sicurezza all’interno del sito che ha anche un campeggio con diverse centinaia di postazioni in estate sempre affollate da turisti che arrivano da ogni parte del mondo. Titolari del fascicolo, aperto ieri per l’ipotesi di omicidio colposo plurimo, sono i sostituti procuratori Giuliana Giuliano e Anna Frasca, Gli inquirenti hanno acquisito documenti presso la struttura, intendono accertare l’eventuale violazione delle norme di sicurezza a tutela dei lavoratori e dei visitatori del sito e stanno verificando se vi fossero indicazioni sulle zone a rischio del sito. I pm nomineranno alcuni consulenti tecnici, tra cui un geologo e il medico legale che dovrà eseguire le autopiste, ma si attende che il Tribunale per i minori di Venezia nomini un tutore del bambino sopravvissuto al quale notificare l’avviso come persona offesa. Al momento non sono stati emessi avvisi di garanzia.
Napoli, strisce blu: approvata la delibera contro gli aumenti nella ‘City’
“Approvata oggi dal Consiglio della Municipalità I la delibera di giunta con la quale si chiede al Comune di Napoli la sospensione degli aumenti per le strisce blu a Chiaia-San Ferdinando e Posillipo”. A darne notizia il presidente del parlamentino Francesco de Giovanni. “Con il voto di tutta la maggioranza e del Pd (astenuti soltanto i consiglieri di area Dema) – incalza de Giovanni – chiediamo ora a Palazzo San Giacomo un intervento ad horas per scongiurare gli aumenti previsti per gli abbonamenti per le strisce blu. La crisi Anm non può essere pagata soltanto dai residenti. Con l’imminente scadenza dei permessi per le strisce blu annuali al 30 settembre, chiediamo un intervento del Consiglio comunale perché impedisca questa ingiustizia. Lo facciamo richiamando la norma che prevede il corretto bilanciamento del trasporto pubblico e di quello privato”. “Difatti – spiega il presidente della Municipalità – con i nostri tecnici abbiamo verificato come oggi ci siano limitazioni nel servizio di trasporto pubblico, basti pensare alla flotta prevista in uscita per i bus, fissata a quota 700, quando in realtà ne circolano circa la metà. Crediamo e siamo convinti che per questo motivo non può essere incrementato il costo del trasporto privato”.
Rapporti Juventus-Ultrà: la Procura Federale chiede ”Pena severa” per Andrea Angelli
Dopo un’estate intera, riprende domani al Tribunale federale nazionale della Figc (inizio alle 14:30), il processo sportivo alla Juventus e, tra gli altri, al suo presidente Andrea Agnelli. Il dibattimento, sul caso dei rapporti con gli ultra’, segue la prima seduta andata in scena lo scorso 26 maggio innanzi alla Sezione disciplinare presieduta da Cesare Mastrocola. Seduta che fu sospesa e rinviata a domani per via dell’impegno che attendeva la Juventus alla finale di Champions League contro il Real Madrid giocata il 3 giugno. Dopo aver testimoniato al processo di Torino ‘Alto Piemonte’ e poi innanzi alla Commissione Antimafia, Agnelli era stato deferito dalla Procura federale per la presunta violazione degli articoli 1 bis (lealta’ sportiva) e 12 (rapporti con i tifosi), con lui deferita anche la Juventus per responsabilita’ diretta. Oltre a Francesco Calvo, all’epoca direttore commerciale bianconero, Alessandro Nicola D’Angelo, security manager del club, e Stefano Merulla, responsabile del ticket office juventino. Secondo il procuratore federale, Giuseppe Pecoraro, il presidente della Juventus avrebbe autorizzato la fornitura di abbonamenti e biglietti in numero superiore al consentito, favorendo cosi’ il bagarinaggio, e partecipato ad incontri con ultras, tra cui Rocco Dominello, imputato (e successivamente condannato dal Tribunale di Torino) al processo ‘Alto Piemonte’ per legami con la criminalita’ organizzata. Il processo riprende dunque da dove si era interrotto lo scorso 26 maggio, sicura la presenza del numero uno bianconero, da poco eletto a capo dell’Eca, l’Associazione dei club europei, che sara’ difeso dagli avvocati Luigi Chiappero e Franco Coppi. La requisitoria sara’ tenuta dal capo della Procura federale pm Pecoraro, e da due o tre dei suoi colleghi. La procura ritiene siano numerosi gli atti a corredo dell’accusa, tanto che la richiesta sara’ di una pena severa, sicuramente ben oltre l’anno di inibizione: sanzione superiore alla quale, in base agli articoli 29 (“Requisiti e incompatibilita'”) dello statuto della Figc, e 19 del Codice di giustizia sportiva, si vieta a un presidente di club di svolgere gran parte delle attivita’ dirigenziali. In base al punto 1, comma h, dell’articolo 19 del Cgs, e’ prevista infatti una “inibizione temporanea a svolgere ogni attivita’ in seno alla Figc, con eventuale richiesta di estensione in ambito Uefa e Fifa, a ricoprire cariche federali e a rappresentare le societa’ nell’ambito federale, indipendentemente dall’eventuale rapporto di lavoro”. Fonti della Juventus comunque fanno sapere che “il presidente Agnelli, anche in caso di condanna superiore a un anno non e’ tenuto alle dimissioni e dunque non ha alcuna intenzione di presentarle”.
Giugliano, il gip conferma il carcere per l’anziano assassino del vigile del fuoco
Rimane in carcere Pasquale Palma, il 78enne ritenuto responsabile dell’omicidio di un vigile del fuoco nel Napoletano per una vecchia ruggine di vicinato. I carabinieri hanno eseguito il provvedimento cautelare per omicidio emesso dal gip di Napoli Nord. L’anziano ha sparato contro Giuseppe Palma, 41 anni, suo lontano parente, mentre questi lavorava nel terreno di localita’ Ponte Riccio a Giugliano che era al centro delle tensioni tra i due lo scorso 9 settembre. Pasquale Palma era stato arrestato poche ore dopo il delitto, anche grazie alla testimonianza di Salvatore, fratello della vittima, che aveva assistito alla scena.
Carceri: a San Vittore detenuto aggredisce agente con fornellino del gas
Un detenuto ha colpito al volto con una bomboletta di gas un agente penitenziario nel carcere di San Vittore a Milano. Lo denuncia, in un comunicato, il sindacato di categoria Osapp. E’ accaduto ieri mattina: l’autore del gesto – viene specificato nella nota – e’ un italiano lavorante al terzo piano del quinto reparto: “l’aggressione e’ stata tale che l’agente e’ stato inviato al Pronto soccorso dell’ospedale per accertamenti sui traumi subiti”. “Porgiamo la solidarieta’ del sindacato e dei colleghi all’agente ferito – ha sottolineato il segretario generale dell’Osapp Leo Beneduci -. Ancora una volta a fare spese della disorganizzazione e del disastro del sistema carcerario e’ la polizia penitenziaria. I detenuti ormai sanno quanto e come i poliziotti penitenziari sono abbandonati, oltre che dai vertici dell’amministrazione penitenziaria, anche dalla politica e dal ministro della Giustizia, Orlando”. “Abbiamo piu’ volte chiesto la revisione del sistema penitenziario e l’istituzione di una Commissione parlamentare – ha concluso – che indaghi sulle pessime condizioni delle carceri italiane”.
Napoli, la polizia irrompe in una bisca tra Ponticelli e Cercola: 5 denunciati
La Polizia di Stato, al fine di frenare il fenomeno del gioco d’azzardo, nonché delle illecite scommesse sportive, nel pomeriggio di ieri, ha effettuato dei mirati servizi di controllo all’interno delle sale scommesse ubicate nel comune di Cercola.
In particolare, gli agenti del Commissariato di Polizia “Ponticelli”, in Via Don Minzoni, hanno denunciato, in stato di libertà, 5 persone di cui : 2 frequentatori, responsabili del reato di gioco d’azzardo, 2 addetti alle scommesse, perseguibili per il reato di raccolta di scommesse sportive, in assenza di autorizzazione ed il titolare della licenza, per svolgimento di esercizio abusivo e organizzazione di pubbliche scommesse sportive.
Pozzuoli, nuova sparatoria a Monteruscello: 7 colpi contro un uomo
Si torna a sparare a Pozzuoli. E’ accaduto nel tardo pomeriggio di oggi poco prima delle 18 in via Verga a Monteruscello. Almeno sette colpi di pistola sarebbero stati esplosi all’indirizzo di una persona. Sul posto i carabinieri che nel frattempo stanno controllanado gli ospedali della zona per accertare se sia arrivato qualcuno ferito da colpi di arma da fuoco. Undici giorni fa, sempre a Monterusciello, ma nella zona dei 600 alloggi, venne ferito a pistolettate un pregiudicato.



