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Il giallo di Agropoli: donna trovata morta nel letto, era nuda e imbavagliata

 

Una donna 50enne di nazionalita’ cinese e’ stata ritrovata morta nella sua abitazione ad Agropoli in uno stabile tra via Risorgimento e via Caravaggio, in una zona centrale della citta’. Quando i carabinieri della locale compagnia sono entrati in casa, hanno assistito ad una scena raccapricciante. La donna, infatti, aveva mani e piedi legati dallo scotch, che copriva anche la bocca, ed era nuda nel letto.

I carabinieri non escludono alcuna pista. Sembra che il decesso sia avvenuto almeno tre, quattro giorni prima del ritrovamento. Ad allertare le forze dell’ordine, pare sia stato il proprietario dell’abitazione che non riusciva a mettersi in contatto con la vittima.

Ottaviano: il presepe vivente nello storico quartiere di San Giovanni

Oltre quaranta postazioni e circa duecento figuranti: lo storico e suggestivo quartiere di San Giovanni, ad Ottaviano, uno dei più antichi della cittadina vesuviana, ospiterà anche quest’anno il presepe vivente, animato dai volontari della comunità parrocchiale di Lorenzo e Giovanni. Come nelle passate edizioni, da giorni gli attivisti della parrocchia e delle associazioni locali, con il coordinamento di padre Savino Simone, stanno lavorando per l’allestimento di uno dei principali appuntamenti delle festività natalizie ad Ottaviano. Il presepe vivente si terrà sabato 6 gennaio, dalle 17.00 alle 22.00. Numerose le scene che si svilupperanno lungo il rione San Giovanni: dall’annunciazione dell’Angelo a Maria sino alle osterie, passando per la consegna dei doni da parte dei re Magi. Tantissimi anche i mestieri rappresentati, come nella migliore tradizione del presepe napoletano. La scena della Natività, invece, sarà rappresentata dinanzi alla chiesa del Carmine, edificio religioso di notevole interesse storico ed artistico. Costruita su un’antica cappella distrutta nel 1631, la Chiesa del Carmine conserva, infatti, la tela del Mozzillo che raffigura l’apparizione della Madonna a Simone.
Oltre al coinvolgimento dell’intero quartiere, il presepe vivente fa registrare, ogni anno, la presenza di centinaia di visitatori, provenienti pure dai Comuni limitrofi. Spiega Vincenzo Caldarelli, presidente del comitato organizzatore: “Dobbiamo dire grazie alle suore carmelitane, ai residenti del quartiere e ai tanti cittadini che da giorni stanno organizzando questo splendido evento, che rappresenta anche un’occasione unica per visitare uno dei rioni più belli del territorio vesuviano, ricco di storia e cultura”.
La manifestazione beneficia del patrocinio del Comune di Ottaviano e dell’Ente Parco nazionale del Vesuvio.

Sequestrati rifiuti speciali ammassati in 13 capannoni a Pompei: denunciate tre persone

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Pompei. Nell’ambito di un servizio in materia di reati ambientali, il gruppo di Torre Annunziata della Guardia di finanza di Napoli ha scoperto nel comune di Pompei 13 capannoni all’interno dei quali erano ammassate oltre 11.500 balle di rifiuti speciali per un peso di oltre 6.000 tonnellate. Tre responsabili sono stati denunciati all’autorità giudiziaria competente.

‘Pino è un’anima dai mille culure’. Il ricordo di Pino Daniele nelle parole di suo figlio Alex

Alex Daniele, figlio grande di Pino Daniele e suo personal manager, racconta all’Ansa il vuoto lasciato dalla perdita improvvisa del papà, oramai tre anni fa: “Mi manca soprattutto il dialogo, quello sulle nostre frequenze, legato ad un certo tipo di linguaggio prettamente partenopeo, dove spesso bastava una parola o un’espressione idiomatica per racchiudere il senso di un discorso”.
Una vita trascorsa con la musica e per la musica, quella di Pino Daniele: “ma la musica , la musica è tutto quel che ho…”, come cantava in un pezzo di straordinario successo agli inizi degli anni Ottanta. Infatti, “l’aspetto al quale teneva di più – spiega suo figlio – è la figura di musicista con un suo personale linguaggio. Suonare per Pino era una missione e il codice per comunicare il sentimento. Il sentimento è la chiave nella sua musica. Viveva per suonare, quando non suonava aspettava il momento di suonare”.
I verbi per Pino Daniele si coniugano sempre al presente e non è un caso che il titolo scelto per il grande tributo live in programma allo stadio San Paolo di Napoli, il prossimo 7 giugno, sia “Pino è”. Tributo al quale parteciperanno alcuni tra i più grandi artisti della musica italiana e amici del cantautore. Una parte dell’incasso sarà devoluta ad iniziative benefiche. “Pino – continua Alex – è un’anima dai mille culure”. Attraverso le iniziative della fondazione di cui è presidente, la Pino Daniele Trust Onlus, il figlio cerca di testimoniare “la sua ricerca sonora, il coraggio di cambiare e di evolversi partendo dalla conoscenza delle proprie radici, sperimentando attraverso i generi musicali e la contaminazione etnica; il metodo dell’espansione e della condivisione e’ fondamentale per l’evoluzione di un artista, ma anche dello spirito di ognuno di noi. La sua arte e la sua figura artistica – aggiunge – sono l’espressione di un sistema di valori etici ed umani, che cerco di trasferire nei nostri progetti”. L’ultimo, in ordine temporale, è “Quando”, il cofanetto con il meglio del repertorio di Pino Daniele pubblicato dal 1981 al 1999, novantacinque brani rimasterizzati, il Dvd del film documentario “Il tempo resterà”, scritto e diretto da Giorgio Verdelli, e un libro di settantadue pagine che racchiude testi, foto, commenti, rarità, memorabilia e approfondimenti sul suo percorso artistico. Alex è felice del lavoro fatto in tempi rapidi con la Fondazione intitolata al papà: “Sono molto soddisfatto della valorizzazione dell’opera di Pino anche attraverso i conservatori di musica italiani con l’appoggio del MIUR/AFAM con cui abbiamo rinnovato la collaborazione anche per il 2018. Per tutto l’anno troverete il segno della Pino Daniele Trust Onlus per la valorizzazione del catalogo discografico di Pino attraverso l’integrazione di contenuti a scopo documentaristico. Ora guardiamo anche all’estero. E’ importante creare documenti fruibili anche in altri paesi”. Ad un mese dal Festival di Sanremo, Alex rivela che “Pino lo seguiva con attenzione, ma non era un amante della gara” e, a proposito delle novità introdotte da Baglioni, suo amico, aggiunge: “Sicuramente approva la direzione artistica di quest’anno: Claudio ha rivisto le regole del festival con la giusta sensibilità di grande artista quale è”. Cresciuto a pane e musica, Alex non ha mai smesso di ascoltare le canzoni del papà. La colonna sonora delle sue giornate “cambia, random, a seconda del mood della giornata” ma ultimamente, rivela, “il brano più gettonato e’ Melody”. L’immagine ingombrante di un artista immenso e di un padre esigente è più di un’ombra accanto ad Alex. “Sto attento a pesare le condizioni delle mie scelte non tanto sulla considerazione di cosa approverebbe lui se fosse qui, ma di cosa approverebbe ora dalla dimensione in cui si trova, con lo sguardo dell’oltre, fuori dai pregiudizi e vincoli terreni. Insomma la regola che seguo è non mentire a me stesso e prendo le decisioni con cuore, testa e sentimento, così da percepire ancora l’eco del suo ”Guagliooo…’ in segno di approvazione”.

Droga e estorsioni a Salerno e nella Piana: chiesti 327 anni di carcere per il gruppo di De Maio e dei fratelli Bisogni

Salerno. Traffico di droga e racket sul trasporto di prodotti ortofrutticoli: chiesti 327 anni di carcere per 30 imputati coinvolti nell’inchiesta denominata Omnia. Il pm della Dda Marco Colamonici e Silvio Marco Guarriello hanno formulato le richieste di condanna per 30 persone che hanno chiesto di essere giudicate con rito abbreviato dal giudice per le udienze preliminari Pietro Indinnimeo. Nonostante lo sconto di pena per il rito sono state elevatissime le richieste. Sei anni Sabino De Maio, ritenuto uno dei capi dell’organizzazione ma diventato successivamente all’arresto collaboratore di giustizia; 22 anni di reclusione sono stati chiesti per Sergio Bisogni, Francesco Mogavero e Luigi Giuliano; 20 per Marco Imparato, Biagio Parisi, Guglielmo Di Martino, Giuseppe Dell’Angelo, Marco Comunale a Sabato Di Lascio; 10 anni per Leopoldo Ferullo, Alfonso Telese, Sabato Alberto, Raffaele Sorriento, Cristian Pecoraro, Alda Di Benedetto e Alberto Sabato; 12 per Cosma Palma; 8 per Alberto Sabato; 4 per Donato Ippolito; 5 per Santo Pecoraro; 2 anni di reclusione per Anna Iuliano; 4 per Mario Funiciello, Angelo Brillante, Giuseppe e Lucia De Sio, Paolo Podeia, Leonard Virga e Antonio Capone.

Per altre 34 persone c’è la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero nel corso dell’udienza.

Il blitz Omnia fu eseguito a marzo scorso dai carabinieri del Comando provinciale di Salerno, su richiesta della Dda, e consentì di sgominare una gang, operativa a Salerno e nella piana del Sele, dedita al traffico di sostanze stupefacenti e alle estorsioni. Nel corso delle indagini erano stati accertati numerosi attentati incendiari, gambizzazioni e minacce nei confronti di ditte operanti nel settore del trasporto dei prodotti ortofrutticoli. A sbaragliare la concorrenza con metodi intimidatori due imprese la Atm di Francesco Mogavero e la Ma.Pa di Marcello Palmentieri, entrambi facevano parte – secondo gli inquirenti – dell’organizzazione camorristica che faceva capo a Sabino De Maio e ai fratelli Enrico e Sergio Bisogni ‘i gemelli’, esponenti del clan Pecoraro-Renna. Una ventina le vittime del clan come accertato dagli inquirenti: produttori di materie prime, come l’azienda di rilievo nazionale Ortoromi, e ditte di trasporto come il gruppo Napolitrans. Alla richiesta di condanna dovranno rispondere i difensori degli imputati nel corso delle discussioni che inizieranno nei prossimi giorni davanti al Gup Pietro Indinnimeo.

Scafati, finanziamenti con documenti fasulli per operazioni di trading in banca: arrestate due persone. Sequestrati 235mila euro

Scafati. Finanziamenti e mutui con documentazione falsa: arrestate due persone e denunciati due dipendenti di un istituto di credito di Scafati. I finanzieri della Guardia di Finanza di Scafati hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Nocera Inferiore per truffa, riciclaggio, sostituzione di personale, svolgimento abusivo dell’attività di mediazione creditizia e di indebito utilizzo di carte di credito.

Gli arrestati, dopo aver preso contatto con numerosi soggetti bisognosi di danaro, presentavano queste persone ad un istituto di credito di Scafati e predisponevano la documentazione falsa per la concessione di finanziamenti e mutui. I soldi venivano poi impiegati dai due arrestati per operazioni di trading finanziario e venivano convogliati su conti non riconducibili a loro. I finanzieri della compagnia di Scafati hanno svolto meticolose indagini e analizzando i documenti bancari di numerosi conti correnti sono riusciti a ricostruire la truffa. L’indagine ha permesso di sottoporre a sequestro preventivo 235mila euro, rinvenuti sui conti correnti dei due indagati, che ovviamente erano soggetti completamente sconosciuti al Fisco. I due, residenti nella provincia di Napoli, sono agli arresti domiciliari, mentre due dipendenti infedeli dell’istituto di credito scafatese sono stati denunciati.

Napoli, bomba carta contro l’abitazione del boss D’Amico

Gli investigatori stanno cercando di interpretare il significato della  bomba carta esplosa, nel pieno dei festeggiamenti di Capodaano, davanti a un cancello nei pressi del palazzo in cui abita il ras Salvatore D’Amico “o’ pirata”, a San Giovanni a Teduccio.  Si vuole capire se si sia trattato di un caso o di un messaggio ben preciso al boss alleato dei Mazzarella e in guerra con i Rinaldi-Reale. Da alcuni mesi la zona di san Giovanni a Teduccio, ma in particolare tutta la periferia Orientale di Napoli, è diventata una polveriera.

La bomba carta in pratica è esploso poco minuti dopo la stesa di via Sorrento contro l’abitazione di Sergiolino Grassia in rottura con i Rinaldi e già oggetto di una precedente stesa il giorno dell’Immacolata. Ma potrebbero esserci collegamenti anche con la bomba carta esplosa la notte del 22 dicembre in via Ferrante Imparato e costata la vita ad Antonio Perna e il ferimento della sua compagna Monica Veneruso (entrambi presunti bombaroli e legati ai Mazzarella). Salvatore D’Amico ‘o pirata, una condanna a 14 anni di carcere in primo grado ricevuta nel 2016 ma libero dall’estate del 2015, così come i fratelli e gli altri 15 imputati nel processo, per scadenza dei termini è in guerra da anni con i Rinaldi del Rione Villa. Salvatore D’amico era salito alle cronache quando, in occasione degli arresti avvenuti il 14 giugno 2011 nell’ambito dell’inchiesta dell’Antimafia su racket e camorra, uscendo in manette dalla caserma, baciò sulla bocca il figlio minorenne con un gesto plateale e pieno di significati nel gergo della malavita.

Nel 2016 c’era stato un botta e risposta nel giro di una settimana tra fine maggio e inizio giugno prima con la fallita stesa contro l’abitazione del boss Ciro Rinald “my way” ( i pistoleri sbagliarono abitazione ) e poi la risposta con la stesa contro l’abitazione in cui si trovavano i due pregiudicati Giuseppe Di Carluccio e Pasquale Troise. Poi dopo mesi di silenzio il fragore delle armi è tornato a riecheggiare nella zona zona e con esso la tensione tra i vari schieramenti criminali alimentati dalla sete di potere del nuovo reggente del clan Mazzarella, “l’uomo nero” di san Giorgio a Cremano.

 

Colpo grosso a Venezia: rubati i gioielli del Maharaja

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Una teca aperta con la stessa facilita’ di una scatoletta e un allarme pilotato in modo da scattare con il ritardo necessario per garantire ai ladri la fuga. Cosi’ una banda di almeno due persone e’ riuscita a Venezia a farsi beffe dei sistemi di sicurezza di Palazzo Ducale, rubando da una teca della sala dello Scrutinio una coppia di orecchini e una spilla in diamanti, oro e platino esposti in occasione la mostra “Tesori dei Moghul e dei Maharaja”. Gemme e gioielli indiani antichi di secoli di proprieta’ dello sceicco Hamad bin Abdullah Al Thani, cugino dell’emiro del Qatar, esposti per la prima volta in Italia. Preziosi del valore doganale di 30 mila sterline ma che gli esperti valutano per la loro importanza storica svariati milioni di euro. L’allarme e’ suonato alle 10 del mattino, piu’ di un’ora dopo l’apertura, e istantaneamente i due accessi al palazzo sono stati sigillati. Eppure, quando la Polizia e’ arrivata, dei ladri non c’era gia’ piu’ traccia.

A giocare un ruolo fondamentale in uno dei furti piu’ clamorosi mai avvenuto nella citta’ lagunare e’ stata la tecnologia. I ladri, conferma il questore Vito Gagliardi, avevano conoscenze dei sistemi di sicurezza “altamente sofisticate” che hanno permesso “di aprire la teca senza romperla”, mescolandosi ai turisti che affollavano la sala nell’ultimo giorno di apertura dell’esposizione. Ma soprattutto di silenziare il sistema d’allarme considerato all’avanguardia a livello internazionale e messo a punto dallo stesso collezionista, facendolo scattare con precisione cronometrica solo a cose fatte. Beffa delle beffe, l’impianto di videosorveglianza ha immortalato i ladri mentre uscivano tranquillamente da uno dei due varchi di accesso di Palazzo Ducale, allontanandosi senza colpo ferire da Piazza San Marco. Ogni fotogramma delle telecamere viene in queste ore scandagliato dagli uomini della squadra mobile e della polizia scientifica di Venezia con il coordinamento dello Sco di Roma alla ricerca di elementi utili alle indagini. Il sospetto e’ che un colpo del genere possa portare solo la firma di una banda internazionale altamente specializzata che abbia compiuto un sopralluogo accurato prima del furto. Una azione, si ritiene, messa a segno su commissione, anche se i gioielli, proprio perche’ famosi, sono difficilmente piazzabili e possono trovare collocazione sul mercato illegale solo se ridotti a semplici gemme.

La Fondazione Musei Civici di Venezia, organizzatrice dell’evento, stoppa qualunque responsabilita’ sull’accaduto: i preziosi, sottolinea, erano custoditi in una vetrina facente parte dell’allestimento, progettato dalla Fondazione Al Thani e gia’ utilizzato in alcune tappe precedenti dell’esposizione come quella della primavera scorsa al Grand Palais di Parigi.

Camorra, stesa al rione Villa: c’è una scissione nel clan Rinaldi

C’è una novità investigativa importante nell’inchiesta sulla stesa della notte di Sa Silvestro al rione Villa di San Giovanni a Teduccio e che è costato il ferimento di un innocente bambino di 12 anni che si trovava sul balcone a festeggiare con i cugini. La convinzione degli investigatori è che la sparatoria sarebbe stata si indirizzata a “Sergiolino” Grassia, ma non proveniva dai nemici storici dei Mazzarella ma bensì da quelli che fino fino a un mese fa erano i suoi amici: ovvero il clan Rinaldi. Sergio Grassia, ex braccio destro del boss Ciro Rinaldi “My way”, uscito dal carcere nell’aprile scorso nel corso dell’anno si sarebbe allontanato da suoi vecchi amici per legarsi con un esponente di spicco del clan Mazzarella. Nella zona del rione Villa da alcuni mesi il gruppo di Salvatore Fido, uno dei reggenti della cosca che insieme con “l’uomo nero” di San Giorgio a Cremano avrebbe lanciato l’assalto ai Rinaldi a suon di stese e di intimidazioni.

I Rinaldi temendo che Grassia potesse fare il doppio gioco lo hanno invitato ad allontanarsi dal rione Villa visto che dalla sua abitazione è in grado di controllare tutti i loro spostamenti. E per questo che avrebbero deciso di “santificargli” le feste con una stesa il giorno dell’Immacolata con ben 10 colpi esplosi contro la su abitazione: quattro furono trovati nella cameretta delle figlie e poi con l’avvertimento di san Silvestro culminato quasi in tragedia.

L’anno appena trascorso è stato un anno di stravolgimenti dal punto di vista criminale nella zona orientale di Napoli. A cominciare dalla libertà ottenuta per fine pena da  gennaro Rinaldi detto ‘ o lione che ha raggiunto i fratelli Ciro “My way”, Pasquale e Salvatore “Bizzeffe” messi in libertà prima di lui. E poi ancora lo stesso Sergio Grassia, Raffaele Oliviero detto ‘o pop ma anche i nemici storici come Ciro Mazzarella ‘o scellone e il nipote omonimo Ciro Mazzarella figlio di Gennaro ‘o schizzo.Il primo, cosi come i suoi fratelli Ciro e Vincenzo, è nipote del defunto boss indiscusso del contrabbando Michele Zaza e aveva i suoi interessi criminali nella zona di Santa Lucia e a Fuorigrotta, Ma negli ultimi anni era tornato a San Giovanni a Teduccio. Il nipote ha già preso possesso del suo “regno” ovvero la zona di Piazza Mercato.

Di Sergio Grassia ha parlato di recente anche l’ex boss Vincenzo Amirante, uno degli ultimi pentiti dell’ex “Paranza dei Bambini”. Amirante in un interrogatorio dei mesi scorsi  aveva raccontato: “Mio figlio Salvatore Amirante tramite Vincenzo Garofalo entrò in rapporti con i Rinaldi di San Giovanni a Teduccio, anch’essi ostili ai Mazzarella. Posso riferire sui rapporti del nostro gruppo con i Rinaldi e in particolare con Ciro Rinaldi detto “Ma  way”, Sergio Grassia, il fratello “Bizzeffe” (Salvatore Rinaldi, ndr), ed altri. Eravamo spesso a casa loro, inizialmente quasi ogni giorno…La questione principale per la quale spingevano i Sibillo era il controllo degli affari illeciti della Maddalena, che fruttavano 14mila euro a settimana…” .

Acerra, interrotto summit di pregiudicati: arrestato 45enne

Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Acerra hanno arrestato Avventurato Giuseppe, 45enne acerrano, pregiudicato, responsabile del reato di inosservanza delle prescrizioni imposte dalla misura di prevenzione con obbligo di soggiorno. Durante un servizio di controllo del territorio, i poliziotti del Commissariato di Acerra, hanno notato la presenza di alcuni soggetti, conosciuti alle forze dell’ordine perché gravati da pregiudizi di polizia, entrare nell’officina meccanica di tale Catapane Giovanni, gravato anch’egli da pregiudizi di polizia, in via Sannereto.Il controllo effettuato dagli agenti all’interno di un locale al quale si accedeva solo attraverso l’officina, ha concesso di interrompere una riunione, tra 4 persone, tra i quali c’era anche Avventurato Giuseppe.

Analogo episodio si era verificato nell’aprile dello scorso anno, dove i soggetti presenti erano 9 ed inoltre, Giuseppe Avventurato , dal giugno del 2017 si era sottratto agli obblighi imposti dalla misura di cui era destinatario, mancando di apporre la firma presso il Commissariato e rendendosi irreperibile. L’Autorità giudiziaria, opportunamente informata ha disposto gli arresti domiciliari in attesa del giudizio direttissimo previsto per la giornata di domani. Ulteriori indagini sono in corso.

Napoli, migrante borseggiatore inseguito e arrestato

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Gli agenti del Reparto Prevenzione Crimine Campania hanno arrestato, per il reato di furto aggravato in concorso con altra persona in fase di identificazione, un algerino 30enne, con numerosi precedenti di polizia. Gli agenti, impegnati nel controllo del territorio, transitando in corso Umberto, sono stati contattati da alcune persone che avevano appena assistito ad un borseggio indicando il ladro. Prontamente, i poliziotti, hanno bloccato l’uomo è recuperato la refurtiva. L’uomo poco prima aveva sfilato il telefono cellulare dalla tasca di una donna che non si era accorta di nulla, ed alla vista della Polizia aveva tentato di disfarsene dandolo ad un complice che invece e scappato senza appropriarsene. L’uomo domani sarà giudicato per direttissima, mentre l’ignara vittima è rientrata in possesso del maltolto.

Luca Materazzo tradito da un computer

Arrestato in Spagna, Luca Materazzo dopo un anno di latitanza ora è caccia ha chi lo aiutato nell’organizzare la fuga e chi lo ha inizialmente coperto a Sisviglia dove aveva trovato lavoro come cameriere. Di sicuro non poteva essere partito con l’aereo. La segnalazione era arrivata a tutti gli aeroporti d’Italia: Luca Materazzo era ricercato per omicidio. La stazione di Napoli e’, come tutte le stazioni delle citta’ europee, super sorvegliata. Per questo gli agenti della Squadra Mobile di Napoli hanno scandagliato con estrema attenzione tutti gli autobus in partenza da Napoli sia per i paesi dell’Est dell’Europa, sia per la Germania e la Spagna. E cosi’ sono riusciti a risalire alle tappe della fuga, sulla linea Napoli, Firenze, Livorno e Genova.

Da li’, Luca Materazzo avrebbe scelto la destinazione spagnola dove ha poi passato quasi un anno. Le indagini hanno permesso di comprendere che Materazzo jr, sospettato di aver ucciso con oltre trenta coltellate il fratello maggiore Vittorio, non aveva piu’ contatti con la sua citta’ di origine, ne’ con le sorelle, ne’ con gli amici. Tutti i suoi computer, le mail, i contatti bancari e quelli di schede ricaricabili intestate erano sotto stretta sorveglianza e quindi ogni mossa sarebbe stata anticipata. Il 7 febbraio prossimo davanti al gup, Alfonso Sabella  del Tribunale di Napoli si svolgerà l’udienza preliminare perche’ il pubblico ministero aveva chiuso l’inchiesta e si accinge a chiedere il rinvio a giudizio per l’accusa di omicidio volontario, premeditato e aggravato dai motivi futili e abbietti.

I suoi legali, gli avvocati Gaetano e Maria Luigia Inserra, dovranno decidere dopo essersi consultati con l’imputato, se chiedere il giudizio abbreviato che, in caso di condanna, potrebbe evitargli la condanna all’ergastolo. Una pena che l’imputato rischia per le aggravanti che gli vengono contestate: omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dal fatto che la vittima sia un consanguineo. Entro cinque giorni verra’ inviato alle autorita’ spagnole il mandato di arresto europeo dopodiche’ la Spagna entro dieci giorni provvedera’ all’estradizione in Italia. Solo allora Luca Materazzo comparira’ davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. Lui, come sostennero i suoi difensori nel corso di una conferenza stampa, si e’ sempre detto innocente.

Calcio mercato, Napoli: c’è il si di Younes

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Il mercato e’ appena cominciato ufficialmente, ma i contatti sono tanti e l’impressione e’ che questa sessione invernale potrebbe essere meno povera di altre del passato. C’e’ anche chi, adesso, lavora in prospettiva giugno, perche’ per definire certi affari c’e’ bisogno di tempo. Il Napoli sta tentando di sciogliere il nodo di Simone VERDI, che vuole rimanere al Bologna fino a giugno. Invece c’e’ accordo totale con Amin YOUNES dell’Ajax per un trasferimento immediato (l’alternativa potrebbe essere Matteo POLITANO, o Amato CICIRETTI, ancora a Benevento ma gia’ messo sotto contratto) pero’ bisogna convincere gli olandesi. Per Roberto INGLESE ci sono dei problemi, perche’ il Chievo non vuole cederlo a gennaio, ma rispettare l’accordo che prevedeva giugno 2018. E non basta Dariusz MILIK in contropartita tecnica a far cambiare idea ai dirigenti veneti. La Juventus invece è fortemente interessata a due giovani italiani del calibro di Bryan CRISTANTE dell’Atalanta e Nicolo’ BARELLA del Cagliari. Quest’ultimo e’ stato proprio oggi ‘blindato’ dalla societa’ sarda, ma solo in vista di una remunerativa cessione. Ovviamente la dirigenza bianconera continua a lavorare anche su EMRE CAN, che lascera’ il Liverpool ma a giugno perche’ i Reds non lo lasceranno andare via prima della scadenza del contratto . In uscita la Juve lavora si Marko PJACA, per il quale la formula delle cessione allo Schalke 04 e’ quella del prestito oneroso per un milione di euro piu’ bonus di altri 500mila.

Vertice di mercato all’Inter: Spalletti ha chiesto di far venire subito da Bergamo il 18enne difensore Alessandro BASTONI, gia’ preso l’estate scorsa. Piacciono molto Gerard DEULOFEU del Barcellona (partira’ se in Catalogna arriva Philippe COUTINHO dal Liverpool per un affare da 150 milioni) e il laziale Stephan DE VRIJ, che pero’ fino a giugno non si muove. Javier PASTORE per ora rimane un sogno, perche’ a Parigi percepisce un ingaggio troppo elevato per le attuali possibilita’ nerazzurre. Cosi’ alla fine potrebbe arrivare il brasiliano RAMIRES dalla consorella cinese: il giocatore sta spingendo in tal senso, ed e’ disposto anche ad abbassarsi lo stipendio. Grzegorz KRYCHOWIAK torna nelle mire della Roma: il d.s. Monchi, che lo ha avuto con se’ a Siviglia, e’ convinto delle potenzialita’ di questo centrocampista di proprieta’ del Paris SG e ora al West Bromwich dove pero’ non ha convinto. Il polacco arriverebbe a Trigoria in prestito.

La Roma cerca anche un terzino, e in Spagna si scrive dell’interessamento per JUANFRAN dell’Atletico Madrid, che e’ in scadenza di contratto con il club della capitale spagnola. Arrivare a Matteo DARMIAN sembra invece piu’ difficile per via dell’elevata concorrenza. Poi c’e’ CENGIZ UNDER: potrebbe gia’ lasciare la Roma, perche’ sul turco ci sono Sassuolo e Verona, interessate a prenderlo in prestito. Oltretutto nel club neroverde c’e’ quel Domenico BERARDI che il tecnico Eusebio Di Francesco, con cui ha lavorato in Emilia, vorrebbe riavere a disposizione. Ecco perche’ Under puo’ diventare prezioso come pedina di scambio.  Da Verona, ma sponda Hellas, partira’ invece Martin CACERES, destinato alla Lazio, che a sua volta sta per cedere MAURICIO all’Atletico Mineiro. Il genoano Armando IZZO potrebbe andare al Milan per prendere il posto di Gustavo GOMEZ, che ha un accordo col Boca Juniors. Per i rossoneri c’e’ la concorrenza dello Schalke 04, disposto a offrire 12 milioni di euro per avere il difensore di Scampia da subito. Il Milan potrebbe cedere anche, dopo pochi mesi di permanenza in rossonero, Mateo MUSACCHIO, che ha estimatori in Spagna.

Ci sono tre nomi per la sostituzione di Paolo CANNAVARO, che lascia il Sassuolo per andare con il fratello Fabio in Cina. La dirigenza emiliana pensa in primis a Gabriel PALETTA, con Lorenzo TONELLI (che piace anche alla Spal) e l’ex juventino Frederik SORENSEN in alternativa. E a proposito di Sassuolo, si riparla della possibilita’ che Alessandro MATRI venga ceduto al Parma. L’Udinese pensa ancora di arrivare al difensore del Santos LUCAS VERISSIMO, nonostante la corte dello Spartak Mosca, visto che il giocatore preferirebbe la soluzione italiana anche se in Russia gli offrono un ingaggio piu’ alto.

Elezioni, comincia la corsa alle candidature: figli di e nipoti di in prima fila in tutti gli schieramenti

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Tanti volti noti e qualche possibile sorpresa tra i papabili candidati alle elezioni politiche del 4 marzo nei collegi della Campania, che eleggerà 60 deputati e 29 senatori (seconda regione dopo la Lombardia per numero di parlamentari). C’è una peculiarità tutta campana che si propone ad ogni tornata elettorale sia nazionale che amministrativa: parliamo dei figli (o nipoti) di. Anche questa volta ce ne saranno. E in quasi ogni schieramento. In Campania si candideranno “big” come Luigi Di Maio, candidato premier del Movimento 5 Stelle e Mara Carfagna, parlamentare uscente e consigliere comunale di Forza Italia a Napoli, e nomi alla prima candidatura nazionale come Piero De Luca, figlio del governatore campano Vincenzo, e Licia Polizio, avvocato di Francesca Pascale, compagna di Silvio Berlusconi. E sempre salernitano, anzi cilentano, è un altro figlio d’arte, Simone Valiante, il papà è Antonio ex vicepresidente della giunta regionale di Antonio Bassolino. Valiante jr è il braccio armato di Michele Emiliano in Campania. Insomma rappresenta la minoranza nel Pd, paradossalmente ben più al sicuro dell’affollatissima maggioranza. Per lui una ricandidatura. Nipote di ma alleato   del Pd, nonostante le critiche feroci soprattutto dello zio a Renzi, è Giuseppe De Mita. Che ha lasciato l’Udc di Cesa e i progetti dei moderati berlusconiani, per rimanere nell’alveo governativo con il nuovo soggetto politico “Civica popolare” presentato nei giorni scorsi e guidato da Beatrice Lorenzin e sostenuta dai De Mita appunto, Dellai, Casini, D’Alia, Olivero e Messina di Idv.

Grandi manovre ancora in corso per il Partito democratico che completerà le liste entro domani, in tempo per l’incontro a Roma previsto l’8 gennaio tra tutti i segretari regionali. Ancora lavori in corso a Napoli dove si attende il sì di Paolo Siani, presidente della Fondazione Polis e fratello di Giancarlo, giornalista del “Mattino” ucciso dalla camorra nel 1985. Dovrebbero cercare la riconferma gli uscenti Leonardo Impegno, Valeria Valente (nel 2016 candidata a sindaco e oggi anche consigliere comunale di Napoli), Marco Di Lello e il segretario regionale campano Assunta Tartaglione. A Salerno, salvo sorprese dell’ultimo minuto, il posto da capolista dovrebbe andare a Piero De Luca, figlio del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, mentre tra i nomi principali nelle altre province figurano Umberto Del Basso De Caro a Benevento e Luigi Famiglietti ad Avellino, entrambi parlamentari uscenti. Ancora incerta la presenza nelle liste di Rosa D’Amelio, attuale presidente del Consiglio regionale della Campania. A Caserta possibile presenza in lista per Stefano Graziano, presidente regionale del partito, e Pina Picierno, attuale europarlamentare.

Forza Italia schiererà candidati radicati sul territorio, a partire da Mara Carfagna per la quale non è stata ancora sciolta la riserva sulla circoscrizione. Qualora la scelta, come sembra, dovesse ricadere su Napoli, a Salerno la scelta per “l’anti-De Luca” ricadrebbe su Gaetano Amatruda, vice coordinatore provinciale, o il consigliere comunale Roberto Celano. E sempre nelle file azzurre milita anche un altro candidato al Parlamento con un cognome assai noto, Armando Cesaro. In questo caso sarebbe proprio staffetta padre-figlio, visto che Luigi chiuderà una carriera lunghissima in Parlamento cominciata nel 1994. Armando ha già ereditato dal papà lo scranno in consiglio regionale superando le 22 mila preferenze. Il rampollo ha un ottimo rapporto con il Cavaliere ma soprattutto con Francesca Pascale.Quasi certe le candidature dei consiglieri regionali Gianpiero Zinzi e Massimo Grimaldi, così come quella del segretario regionale del partito Domenico De Siano. Sempre a Salerno molto probabili le candidature di Licia Polizio, avvocato di Francesca Pascale, di Antonio Fasolino, 11mila preferenze alle regionali del 2015 con la lista “Caldoro presidente” e di Caterina Miraglia, ex assessore della Giunta regionale Caldoro. Resta il punto interrogativo sull’eventuale disponibilità del rettore dell’Università di Salerno Aurelio Tommasetti.Un altro figlio di certamente candidato è Emilio Montemarano. Figlio dell’ex potentissimo manager dell’Asl Napoli 1 e poi assessore regionale alla Sanità, Angelo Montemarano, attualmente direttore sanitario di una clinica privata. Milita nel nuovo partito di Arturo Parisi, Energie per l’Italia. Suo è un record nazionale: nel 2006 con 8 mila preferenze arrivò secondo in consiglio comunale a Napoli. Prima di lui il capolista del Pdl: un tal Silvio Berlusconi.

Con il Movimento 5 Stelle tenteranno la rielezione in Parlamento gli uscenti Luigi Gallo, Sergio Puglia, Angelo Tofalo e Andrea Cioffi, mentre a Salerno ha presentato la sua autocandidatura l’avvocato Oreste Agosto, autore del ricorso al Tar per incompatibilità tra le cariche di sindaco di Salerno e sottosegretario ai Trasporti che portò alla decadenza di De Luca da sindaco di Salerno nel 2014. Liberi e Uguali al suo esordio punterà sui nomi già noti di Arturo Scotti e Guglielmo Epifani, quest’ultimo capolista Pd nella circoscrizione Campania 1 alle elezioni politiche del 2013, con la possibile sorpresa, ancora tutta da confermare, di una candidatura per l’ex sindaco di Napoli e governatore campano Antonio Bassolino, candidato alle primarie del Pd per le amministrative napoletane del 2016 e sconfitto da Valeria Valente tra molte polemiche. Quasi certe, nelle file di Fratelli d’Italia, le candidature di Edmondo Cirielli e Antonio Iannone.

Serie A: Abisso per Napoli-Verona, Cagliari-Juve a Calvarese

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Sara’ Paolo Valeri a dirigere Fiorentina-Inter anticipo serale della 20esima giornata di Serie A, in programma venerdi’ alle 20.45 al Franchi di Firenze. Con il fischietto della sezione di Roma i guardalinee Giallatini e Dobosz, mentre gli addetti al Var saranno Fabbri e La Penna, con Pasqua come quarto ufficiale di gara. Napoli-Verona, in programma sabato alle 15, e’ stata affidata a Rosario Abisso di Palermo. Con lui gli assistenti Vuoto e Santoro, Mariani e Passeri per la Var,Abbattista come quarto ufficiale di gara. Il posticipo Cagliari-Juventus, fissato sabato alle 20.45 alla Sardegna Arena, sara’ diretto da Calvarese di Teramo con Paganessi e Tolfo guardalinee, Banti e Marrazzo per la Var e Giua quarto uomo.
20^ GIORNATA – 6/1 – ORE 15 Chievo – Udinese (5/1, ore 18) arbitro: Chiffi di Padova (Crispo-Meli) Fiorentina – Inter (5/1, ore 20.45) arbitro: Valeri di Roma (Giallatini-Dobosz)
Torino – Bologna (ore 12.30) arbitro: Damato di Barletta (Prenna-C.Rossi)
Benevento – Sampdoria arbitro: Manganiello di Pinerolo (Mondin-Peretti)
Genoa – Sassuolo arbitro: Giacomelli di Trieste (Costanzo-Bindoni)
Milan – Crotone arbitro: Maresca di Napoli (Valeriani-Del Giovane)
Napoli – Verona arbitro: Abisso di Palermo (Vuoto-Santoro)
Spal – Lazio arbitro: Tagliavento di Terni (Carbone-Bottegoni)
Roma – Atalanta (ore 18) arbitro: Guida di Torre Annunziata (La Rocca-Liberti)
Cagliari – Juventus (ore 20.45) arbitro: Calvarese di Teramo (Paganessi-Tolfo)

Ercolano, due avvisi di garanzia per la morte del piccolo Cristian: venerdì l’autopsia

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Si svolgerà venerdì mattina l’autopsia sul corpicino del piccolo Cristian Corso, il bimbo di tre anni di Ercolano morto all’ospedale Santobono di Napoli la scorsa settimana. La Procura della repubblica di Napoli, che coordina le indagini, dopo la denuncia dei genitori del piccolo, ha inviato oggi due avvisi di garanzia ad altrettanti medici dell’ospedale napoletano che avevano avuto in cura Cristian nelle due visite effettuate tra giovedì e venerdì scorso presso la struttura ospedaliera per bambini. Si indaga per omicidio colposo.L’inchiesta e’ condotta dal pm Federica D’Amodio e Michele Caroppoli e coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio. Quando il bimbo venne visitato in ospedale il 28 dicembre scorso, in codice verde, i sanitari riscontrarono segni di infiammazione alle vie aeree, dolori addominali e diarrea. Dopo gli esami si ritenne di non disporre il ricovero: furono prescritti alcuni farmaci e un controllo medico dopo 24 ore, dopodiche’ fu dimesso. L’indomani mattina fu riportato in gravissime condizioni nello stesso ospedale dove mori’ poco dopo il ricovero.

La famiglia del piccolo, il papà Nando, ex calciatore dell’Ercolanese negli anni Novanta e attualmente dipendente delle Ferrovie dello Stato in provincia di Brescia, chiede a viva voce che si faccia chiarezza sulla morte del figlioletto. Si indaga per omicidio colposo e l’avviso di garanzia ai due medici è un atto dovuto per dare la possibilità ai due professionisti di nominare propri esperti che potranno assistere all’autopsia così come ha già fatto la famiglia del piccolo attraverso i suoi legali Domenico Di Casola e Andrea Ciuonzo. I funerali del piccolo con molta probabilità si svolgeranno nella mattinata di sabato e poi sarà trasportato a Bagnolo Mella, in provincia di Brescia dove vive la famiglia Corso.

 

Massimo Ranieri al Teatro Lendi con ‘Sogno o son desto… in viaggio’

Si apre con Massimo Ranieri e “Sogno e son desto… in viaggio”, recital con orchestra dal vivo, il 2018 del Teatro Lendi, in via A. Volta 176 (Strada provinciale Grumo Nevano-Sant’Arpino). Ideato e scritto da Gualtiero Peirce e Massimo Ranieri, lo spettacolo, in scena dall’8 gennaio alle 21.00 (repliche 9 e 10 gennaio, alle 21.00), vede il grande artista Ranieri esibirsi, oltre che nella canzone napoletana, nel suo amatissimo repertorio ricco di successi: da “Perdere l’amore” a “Se bruciasse la città”, da “Erba di casa mia” a “Rose rosse”, insieme ai brani dei più celebri cantautori nazionali e internazionali e al teatro di Eduardo De Filippo e Nino Taranto.
In “Sogno e son desto… in viaggio”, canzoni e monologhi intrecciano un racconto giocoso e provocatorio, un inno alla vita, all’amore e alla speranza. Con la sensibilità artistica e la capacità interpretativa che lo contraddistingue, Ranieri veste il duplice ruolo di attore e cantante, per portare in scena e interpretare, in un unico grande show, il teatro umoristico di Nino Taranto e le canzoni di Fabrizio De Andrè, i personaggi della produzione eduardiana e i brani dei più celebri cantautori italiani e internazionali, da Luigi Tenco a Charles Aznavour, da Francesco De Gregori a Lucio Battisti, da Pino Daniele a Violeta Parra. Inoltre, nello show, l’artista riserva un omaggio speciale alla straordinaria produzione di Domenico Modugno.

Festa in piazza del Plebiscito a Napoli per il giorno della befana

Una mattina di giochi, musica e laboratori per grandi e piccini in piazza del Plebiscito il 6 gennaio dalle 10 alle 13. Con la Civica Fanfara dei Vigli del Fuoco, sarà presente il sindaco Luigi de Magistris, gli Assessorati all’Istruzione e al Welfare in collaborazione con il Comando Provinciale di Napoli dei Vigili del Fuoco, con la Ludoteca cittadina e la Coooperativa sociale Progetto Uomo nell’ambito del progetto “Una città per giocare”, accoglieranno le bambine e i bambini con l’allestimento di Pompieropoli, con aree dedicate a giochi di strada, baratto e laboratoti didattico-ricreativi.
“Anche quest’anno il pluripremiato pizzaiolo Vincenzo Varlese – dicono le assessore Annamaria Palmieri e Roberta Gaeta – sfornerà 200 pizze da offrire ai piccoli, che riceveranno anche dall’associazione Nazionale decorati Vigili del Fuoco libri di fiabe offerti da Euronics Gruppo Tufano. Ovviamente non potrà mancare la Befana che, come sempre, scenderà dall’alto della Piazza lanciando caramelle per tutti i bambini, a ritmo di tarantelle e pizzica salentina con i percussionisti di Bandita Sbandata del Maestro Peppe Sannino e i tamburellisti di Otranto accompagnati dal Maestro Massimo Panarese. Una festa da non perdere che emozionerà grandi e piccini e i numerosi turisti in città i cui bambini potranno, così, apprezzare il rinnovarsi delle tradizioni della nostra terra”.

Dracula a Napoli? Raccolta fondi su restauro scritta

Si potrebbe scoprire qualcosa in piu’ sul legame tra Dracula e Napoli, conoscere se davvero il principe Vlad III e’ sepolto in citta’. Al Concerto dell’Epifania, giunto alla 13/a edizione, e’ collegata l’iniziativa “Restaura la Nova”, una raccolta fondi destinata al restauro di un affresco – un’incisione – della Chiesa di Santa Maria La Nova. Proprio laddove in molti ritengono che ci sia la tomba di Dracula. Gli spettatori del Concerto, in programma il 4 gennaio nel teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare, a Napoli, saranno invitati a sostenere il restauro di una enigmatica iscrizione presente nella Cappella Turbolo, tra gli ambienti piu’ suggestivi del Complesso monumentale di Santa Maria la Nova. Il testo dell’iscrizione e’ scritto in un linguaggio non del tutto conosciuto. L’unico elemento finora certo e decifrato e’ la parola “Vlad”, che ricorre piu’ volte e sarebbe riconducibile al conte Dracula, alias Vlad III Principe di Valacchia che ha ispirato il romanzo di Bram Stoker. Dal restauro si potrebbe, appunto, scoprire qualcosa in piu’ perche’ il consolidamento e la pulitura dell’affresco consentirebbero di decodificare l’intera scritta e verificare, di conseguenza, se l’iscrizione rappresenta un tassello del legame tra Napoli e il conte Dracula. “In molti conoscono questa iscrizione – dice Giuseppe Reale, presidente dell’Associazione Oltre il Chiostro – Noi l’abbiamo ribattezzato ‘Codice Dracula’”.

Minacciano dipendenti e proprietario deposito giudiziario: due arresti

I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Tivoli, sotto l’egida della Procura della Repubblica, hanno arrestato 2 cittadini italiani di 30 e 43 anni, originari di Napoli e con precedenti, con l’accusa di minaccia aggravata e detenzione abusiva di arma clandestina in concorso. I due si sono presentati presso gli uffici di Fontenuova della ditta concessionaria del deposito giudiziario a cui era stata affidata l’auto sequestrata loro qualche giorno prima, lamentando presunte parti mancanti e danneggiamenti. Nonostante le spiegazioni fornite dagli impiegati in merito alla conformità dello stato del mezzo a quanto indicato nel verbale di affidamento, gli uomini, dopo aver rivolto minacce – anche di morte – nei loro confronti, hanno preteso di parlare direttamente con il titolare della ditta, raggiungendolo nella sede della ditta ubicata a Tivoli, in località Villa Adriana. La richiesta di aiuto giunta alla Centrale Operativa dei Carabinieri ha consentito di intervenire rapidamente e di bloccare i due malintenzionati in prossimità dell’ingresso della ditta. Durante la perquisizione scattata sul posto, i due uomini sono stati trovati in possesso di una pistola cal. 6.35 e sette proiettili nascosti nell’abitacolo dell’auto su cui stavano viaggiando. Il trentenne è stato rinchiuso nel carcere di Rebibbia mentre il suo “socio” è stato ristretto agli arresti domiciliari.