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Siena, speronano i carabinieri con auto rubata: presa coppia di napoletani

Siena. A bordo di un’auto rubata speronano una vettura dei carabinieri: arrestati dopo un inseguimento a Poggibonsi due giovani della provincia di Napoli, con numerosi precedenti penali, in giro di notte con l’obiettivo di compiere furti e rapine. Ieri sera intorno alla mezzanotte i militari in servizio di controllo del territorio della Val d’Elsa, in particolare delle zone isolate e periferiche, hanno notato una Fiat Tipo bianca con due persone a bordo aggirarsi nella frazione di Bellavista. Dopo aver accertato che l’auto era stata rubata alcuni giorni prima a Napoli, i carabinieri hanno deciso di fermarla per identificare i passeggeri.

A questo punto, vistosi nel mirino dei carabinieri, il conducente dell’autoha iniziato una fuga che da Bellavista è terminata in via Santa Caterina a Poggibonsi, dove ad attenderli si era posizionata una pattuglia del nucleo radiomobile della compagnia Valdelsana, allo scopo di sbarrargli la strada ed evitare che la corsa proseguisse nel centro abitato. I due malviventi hanno speronato l’auto dei carabinieri terminando così la loro folle corsa. I due passeggeri, M.R., 23 anni, pregiudicato, e E.G., 17 anni, anche lei con precedenti penali, entrambi nati e residenti nella provincia di Napoli, sono stati arrestati: l’uomo è stato condotto nel carcere di Siena e la ragazza minorenne in una struttura protetta in Toscana. A bordo dell’auto rubata è stata rinvenuta una pistola scacciacani priva di tappo rosso, del tutto simile ad un’arma vera. Secondo gli investigatori, i due arrestati probabilmente avevano intenzione di compiere furti o rapine in Val d’Elsa.

Straniero senza fissa dimora trovato morto in strada

Piano di Sorrento. Straniero senza fissa dimora è stato trovato senza vita in via Bosco, una traversa di via Nastro Azzurro, sulle colline tra Piano di Sorrento e Sant’Agnello. La scoperta è stata fatta qualche ora fa. L’uomo un cittadino indiano, di circa 35 anni lavorava in una panetteria del posto, e al momento del malore era in compagnia di un connazionale che i carabinieri della Compagnia di Sorrento e della stazione di Piano stanno ora ascoltando. Sul corpo della vittima pare non ci siano segni di violenza. Il giovane indiano era conosciuto nella zona, viveva senza fissa dimora e nessun lavoro stabile (svolgeva solo piccoli occasionali incarichi). I carabinieri di Sorrento, guidati dal comandate La Rovere, hanno chiamato il medico legale ed il pronto soccorso, ma non c’e’ stato nulla da fare, il medico ha dovuto solo constatare il decesso. Nessun apparente segno di violenza e’ stato rilevato; probabilmente la causa del decesso e’ un malore. Il pm Silvio Pavia sta seguendo il caso, verra’ effettuata un’autopsia. I carabinieri non hanno trovato documenti.

Quartieri Spagnoli agguato nella notte: ferito 21enne

Agguato ai Quartieri Spagnoli: ferito un 21enne nella notte. Si torna a sparare nei vicoli a ridosso di via Toledo.

Poco prima delle 3 la polizia è intervenuta al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini per un uomo ferito da colpi di arma da fuoco. L’uomo è stato identificato per R. V., 21 anni e precedenti per droga e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il 21enne ha raccontato che mentre era vicino alla sua abitazione in vico Lungo San Matteo, nei Quartieri Spagnoli, con amico di cui non ricorda il nome, sono arrivate due persone in sella una moto Honda Sh che hanno sparato. Il 21enne ha una ferita alla zona addominale con una prognosi di 20 giorni.

L’agguato della notte riporta quindi di nuovo all’attenzione degli investigatori la tensione esistente nel territorio una volta controllato dal clan Mariano. il ritorno in libertà da poco più di una settimana del boss Paolo Pesce detto  “chipeppe”, fondatore del gruppo delle “Teste Matte”  e scissionista del clan Mariano a cui è stata applicata la sorveglianza speciale ha creato non poco preoccupazione agli investigatori. E con la fibrillazione in atto in tutta la zona che una volta era di “competenza criminale” del clan Mariano, non c’è certo da stare tranquilli anche in considerazione del fatto che già da tempo è libero anche Enzuccio Romano, ex reggente dei “Picuozzi.

Non a caso nei giorni prima di Natale sono stati arrestati Antonio Romano, 29enne figlio di Enzuccio e già con precedenti penali e Alessio Cimmarosa, 25enne originario della zona Decumani perché avevano chiesto il pizzo a a una nota rosticceria della Pignasecca. La storia criminale dei Quartieri Spagnoli è cambiata nell’ultimo anno e mezzo e con essa lo scenario delle alleanze prima con il pentimento di Maurizio Overa, braccio destro di Marcuccio Mariano, pure lui uscito dal carcere nel 2013, e poi con la decisione di collaborare con la giustizia dello stesso boss. Le condanne agli affiliati vicino ai mariano in primo grado e il processo in corso per gli altri coinvolti nel maxi blitz con 45arresti nel marzo del 2015 hanno finito per rimodulare il quadro tra le varie famiglie malavitose. Oggi secondo le informative degli investigatori quello che una volta era il feudo del clan Mariano è diviso tra tre gruppi criminali: quello più forte anche numericamente è quello dei Saltalamacchia-Esposito- Mazzanti a cui sono legati i Ricci “fraulella” a loro volta alleati dei Lepre del Cavone e poi ci sono i Masiello alleati con gli Elia del Pallonetto di Santa Lucia, con i Rizzo e con i Mazzarella. La libertà di Paolo Pesce potrebbe scompaginare tutto e per questo che gli investigatori lo tengono sotto stretta osservazione.

Anm, il Tribunale accoglie la richiesta di concordato preventivo per l’azienda di trasporti napoletana: debiti per 160 milioni di euro

Napoli. Azienda napoletana Mobilità: accolta la richiesta di concordato preventivo presentata al Tribunale di Napoli il 22 dicembre scorso. La pratica è stata assegnata al giudice Stanislao De Matteis, delegato ai fallimenti. Entro 120 giorni l’azienda dovrà presentare il piano di riparto dei debiti, che ammontano attualmente a circa 160 milioni di euro.

Hashish e Rolex falsi, ivoriano finisce in manette dopo una colluttazione con i carabinieri

Napoli. Hashish e Rolex falsi: arrestato ivoriano di 20 anni. Alou Nimaga, ivoriano residente a Montesarchio in provincia di Benevento, è stato sorpreso dai carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli in via Mignogna mentre vendeva hashish a un acquirente. I militari lo hanno bloccato dopo una violenta colluttazione e arrestato per spaccio nonché resistenza e lesioni a un pubblico ufficiale. Proseguendo gli accertamenti e perquisendo la sua abitazione, i carabinieri hanno rinvenuto anche 16 grammi di hashish divisi dosi e 455 euro in contante verosimilmente provento di attività illecita ma anche un bracciale e 2 orologi Cartier, 17 Rolex e 1 orologio Breitling, tutti verosimilmente contraffatti, il cui possesso ha fatto scattare un’ulteriore segnalazione per ricettazione. L’arrestato è ora in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.

Fumo dalle scale mobili del metrò 1 Salvator Rosa a Napoli: evacuati i viaggiatori e soppressa la fermata

Napoli. Fumo sotto le scale mobili della metro 1 Salvator Rosa: soppressa la fermata. Un principio di incendio nel metrò Napoli, soppressa la fermata Salvator Rosa. Da alcune ore la fermata Salvator Rosa della Linea 1 della metropolitana è soppressa a causa di un principio di incendio e i viaggiatori sono stati evacuati. Secondo quanto si è appreso, nel ‘sottocassa’ di una scala mobile c’è stato un surriscaldamento che ha provocato la fuoriuscita di fumo. Sono intervenuti i tecnici che stanno provvedendo alle verifiche. Si è in attesa del via libera dei vigili del fuoco per riaprire l’impianto ai viaggiatori.

Furto di panettoni in un supermercato del Vomero: in manette i due ladri

Napoli. I carabinieri di Napoli hanno arrestato al Vomero due ladri per il furto di panettoni e dolci. Di 23 e 48 anni, sono stati beccati in un minimarker di via Luigia San Felice. Avevano da poco sfondato le vetrate e stavano asportavano decine di dolciumi, probabilmente per rivenderli, impossessandosi anche dei 95 euro del fondo cassa. La refurtiva è stata restituita al negozio e gli arrestati sono in attesa del giudizio direttissimo.

Tenta di estorcere danaro alla mamma e al nonno: arrestato 26enne di Villaricca

Tentata estorsione ai familiari, finisce in carcere un 26enne di Villaricca.

Un 26enne, con precedenti, è stato arrestato dai carabinieri per tentata estorsione, minacce e maltrattamenti in famiglia. I militari dell’Arma hanno bloccato il giovane mentre, per l’ennesima volta, tentava di farsi consegnare 50 euro dalla madre e dal nonno, minacciandoli di morte e malmenandoli. Il denaro, spiegano i carabinieri, sarebbe servito per comprare droga. I parenti si sono chiusi in camera da letto e hanno chiamato le forze dell’ordine. Nell’ultimo mese sono 500 euro i soldi estorti ai famigliari. Il 26enne si trova ora in carcere.

Bomba danneggia negozio di bibite a San Giovanni a Teduccio

Una bomba, un ordigno artigianale e’ esploso questa mattina davanti l’ingresso di una rivendita di bibite a Napoli in via Gianturco a san Giovanni a  Teduccio.

Il titolare dell’attivita’ commerciale e’ un incensurato. L’esplosione della bomba carta ha causato l’apertura della parte inferiore della serranda, la rottura dei vetri di auto parcheggiate nelle vicinanze e quelli del gabbiotto di un vicino distributore di carburanti. Indagini dei carabinieri. Secondo quanto si e’ appreso, tra le piste considerate ci sarebbe quella del racket, di un atto intimidatorio cioe’ per ‘sollecitare’ il pagamento di un ‘pizzo’. Anche se non escluse piste personali. Il titolare del negozio in cui è stata fatta scoppiare la bomba ascoltato dai carabinieri ha dichiarato di non aver mai subito minacce ne richieste estorsione.

La cinese uccisa ad Agropoli in un gioco erotico finito in tragedia

Donna cinese morta:potrebbe essere stato un gioco erotico finito in tragedia e non un omicidio volontario.  I carabinieri di Agropoli non escludono nessuna pista dopo la macabra scoperta di mercoledì sera.

Una donna cinese di 49 anni, Lin Suqing è stata trovata morta in un appartamento in via Caravaggio. La donna è stata ritrovata nuda con le mani legate e il volto quasi interamente coperto con del nastro adesivo. Inoltre la donna presentava anche una ferita al capo. Solo martedì ci saranno ulteriori novità con l’esame autoptico che prevede anche una tac tridimensionale. Con molta probabilità la cittadine cinese prima di essere morta ha consumato un rapporto sessuale. Al vaglio degli inquirenti ci sono i tabulati telefonici e le immagini delle telecamere di videosorveglianza degli esercizi commerciali. Al momento nessuna ipotesi viene tralasciata, tra cui anche quella che l’omicidio possa essere avvenuto al termine di un gioco erotico o che sia maturato nell’ambito di un giro di prostituzione. Solo ipotesi, comunque, che gli inquirenti stanno verificando. L’esame autoptico è stato fissato per martedì prossimo ed è prevista anche una tac tridimensionale, un esame che servirà per stabilire se il colpo alla testa possa averle causato lesioni. È possibile che la botta alla testa l’abbia stordita e poi sia stata imbavagliata col nastro adesivo che l’ha soffocata. Inoltre la donna, prima di essere assassinata, avrebbe avuto un rapporto sessuale. Al vaglio degli inquirenti ci sono i tabulati telefonici della quarantanovenne e le immagini delle telecamere di videosorveglianza degli esercizi commerciali della zona.
A ritrovare il cadavere della donna cinese è stato il proprietario dell’appartamento, utilizzato come affittacamere. La donna risultava residente a Terzigno ed era arrivata ad Agropoli prima di Natale per trascorrervi alcuni giorni. Mercoledì, giorno in cui avrebbe dovuto andare via, il proprietario ha provato più volte a bussare alla porta, ma senza risposta. Preoccupato anche per l’insolito odore che proveniva dall’appartamento, alla fine ha deciso di entrare e ha fatto l’agghiacciante scoperta: la donna era distesa sul letto, morta già da qualche giorno.

Anziana difende la ragazzina picchiata dal fidanzato: mandata in ospedale

Una anziana donna di 77 anni, che ha cercato coraggiosamente di difendere una ragazza dalla violenza del suo fidanzato, è stata brutalmente picchiata dal giovane ed è finita in ospedale con trauma cranico.

La donna anziana colpita con due pugni e scaraventata a terra, restando in una pozza di sangue fino all’arrivo di ambulanza e polizia, mentre il ragazzo e la sua compagna sono scappati facendo perdere le proprie tracce. Ora gli agenti del commissariato di via Marconi sono sulle tracce della coppia.
È accaduto il 31 dicembre alle 17.20 nella traversa che da largo Cesare Battisti porta a via Santa Maria del Principio dove sorge l’omonima parrocchia dove Elena Barone Schioppa,  come ricorda riportato da Il Mattino, vedova 77enne e assistente sociale, si trovava per andare a sentire la messa domenicale delle 17.30. Poca gente in strada, quando la donna anziana ha assistito ad una scena che non è riuscita ad ignorare: «Un ragazzo poco più che ventenne stava riempiendo di botte una giovane donna, forse minorenne. Speravo di poter comunicare verbalmente con un giovane difficile, come ho fatto per mestiere per molti anni, ma ho rischiato di morire». E adesso non riesce a darsi pace, il terrore l’assale ad ogni ricordo.
«Sono sconvolta, non dormo la notte perché mi perseguita l’immagine di quel giovane che mi aggredisce. Ho paura di uscire in strada e devo prendere tranquillanti». Sul volto della signora sono ancora ben visibili i segni della violenza. La donna è diabetica e assume la cardioaspirina, per cui al Maresca volevano trattenerla, ma lei ha rifiutato. Inoltre, è affetta da glaucoma ed è stata operata agli occhi per distacco di retina e a seguito dell’aggressione è stata visitata anche nel reparto oculistico del San Leonardo di Castellammare.
«Sono ancora piena di dolori e lividi ovunque – dice in lacrime e mostrando i segni delle botte sul viso – ma quello che non mi passa è lo choc. Ho temuto di perdere la vista. Ho aiutato i giovani tutta la vita, perché mi è successo questo? Non me lo spiego». Poi comincia a raccontare la sua odissea. «Era appena arrivata mia figlia dalla Francia con la mia nipotina di tre anni. La sera dovevamo fare il cenone di fine anno tutti insieme. Ho lasciato per un po’ i miei figli a casa mia e sono scesa per andare in chiesa, sola. Ero quasi arrivata, era buio e non c’era nessuno per strada, solo una signora con una ragazza, finché ho visto venirmi incontro una coppia di giovani che litigavano animatamente. Lui la insultava, poi ha cominciato a darle pugni in faccia. Mi sono passati accanto: quando li avevo alle spalle, ho sentito la giovane gridare aiuto con disperazione. Così mi sono girata e davanti ai miei occhi una scena assurda: lui le stringeva le mani alla gola e lei, piegata su se stessa come se stesse soffocando, implorava pietà. Così ho intimato al ragazzo di smetterla, altrimenti avrei chiamato la polizia. Poteva ucciderla. Lui ha smesso di picchiare la ragazza ed è venuto contro di me come una furia. Mi ha dato due pugni in faccia: il primo non mi ha fatto nulla, il secondo è stato talmente violento che mi ha scaraventato a terra. Ricordo solo un dolore atroce, sangue dappertutto e nulla più. Ero stordita, sotto choc. Non capivo cosa stava succedendo. Ho ripreso conoscenza solo in ambulanza – prosegue Elena – erano con me un’infermiera e mio figlio Gianluca che protestava per la mancanza di un medico sul mezzo di soccorso, visto il caso grave. Cosa ricordo di quella coppia? Lui era alto con la barbetta, poco più che ventenne e giaccone scuro. Lei, ne sono quasi certa, doveva essere minorenne. Qualcuno nel quartiere avrebbe detto che lui si chiama Ciro ed è noto come un personaggio molto rissoso. Volevo fermare la violenza e ho trovato violenza. Negli anni 80 lavoravo con i tossicodipendenti affetti da Aids, non avevo paura di niente e di nessuno: mettevo i guanti e cercavo di salvarli mentre tutti fuggivano, ed oggi quelli usciti dal tunnel mi ringraziano ancora. Io voglio che lo trovino, questo ragazzo, e gli facciano capire che la violenza non porta a nulla. E che lui accettasse un percorso di aiuto specialistico: a mio parere, per reagire così deve avere qualche problema con la droga.»
Foto: Il Mattino

Torre Annunziata, racket in azione: incendiati due negozi

Torre Annunziata, tornano in azione i signori del racket. Ignoti nella notte infatti hanno appiccato il fuoco a due negozi di corso Garibaldi.

Le fiamme  dalle saracinesche hanno pian piano invaso i locali e danneggiato anche gli interni. E una settimana dopo la bomba carta che il 30 dicembre ha devastato la sede della ditta funebre Vitiello, Torre Annunziata piomba di nuovo nell’incubo racket. Sul posto i vigili del fuoco per domare le fiamme e i carabinieri per le prime indagini.

I due negozi di articoli per la casa e detersivi ed una rivendita di frutta e verdura si trovano in una traversa di corso Garibaldi, strada che gli oplontini conoscono come vico San Gennaro e sono di proprietà di due sorelle residenti a Boscoreale. Nessuna ipotesi viene esclusa al momento, ma quella del racket sembra quella più probabile.

Le due donne hanno raccontato di non aver mai subito pressioni, né richieste o minacce. L’ipotesi di un dispetto per questioni personali resta comunque in piedi. I danni non sono notevoli ma per due piccoli commercianti come le sorelle proprietarie dei negozi oggetto dell’intimidazioni rappresentano tanto anche in termini di mancati guadagni in attesa della riapertura e della sistemazione dei locali anneriti dagli incendi oltre che alla merce distrutta. Le indagini dei carabinieri di Torre Annunziata al momento si concentrano su alcune telecamere presenti in zona che, però, non hanno ripreso direttamente il luogo dell’incendio.

Dunque, dopo la bomba carta che ha devastato gli uffici delle onoranze funebri Vitiello, arriva il secondo episodio  di avvertimento camorristico. Se la matrice di quello della scorsa notte appare abbastanza chiara, dietro il raid del “caro estinto” ci sono molte più ombre.

Infatti, alla possibile richiesta del pizzo di Natale non pagata dai Vitiello potrebbe celarsi anche un avvertimento concorrenziale che sarebbe e ancora più pericoloso. Dalle indagini effettuate dagli agenti dl commissariato di Torre Annunziata è emerso che i Vitiello comparivano in alcune inchieste come vittime del racket imposta sia dai Gionta che dai Gallo-Cavalieri. E secondo quanto ricostruito dagli inquirenti nelle ultime informative inviate alla Dda di Napoli negli ultimi tempi si sarebbero fatti strada  alcuni lontani parenti tra l’altro incensurati di un boss della camorra di Torre Annunziata.

Scafati, ha avuto paura dei ladri la 12enne caduta dal terzo piano

E’ricoverata all’ospedale Santobono di Napoli in condizioni critiche, la ragazzina di dodici anni di Scafati precipitata dal terzo piano della sua abitazione perchè in casa aveva sentito un rumore e credeva fossero i ladri.

La tragedia si è solo sfiorata perché nell’impatto, la giovane studentessa, ha toccato il suolo con il fianco. Non è in pericolo di vita e non ha subito danni agli organi interni ma sottoposta a un intervento chirurgico per la frattura del femore, eseguito all’ospedale di Nocera Inferiore, dove la piccola è stata ricoverata per oltre quindici ore prima di essere trasferita al Santobono. A completare il quadro clinico, lo schiacciamento di alcune costole.

Nessun tentativo di suicidio, garantiscono dalla tenenza dei carabinieri di Scafati, che stanno cercando di ricostruire la dinamica dei fatti partendo dalle testimonianze rese dagli stessi familiari della ragazzina, più volte sentiti dai militari nella giornata di ieri. Si sarebbe trattato di un terribile incidente, avvenuto nella notte tra mercoledì e ieri, pochi minuti dopo le due, in una delle traverse di via Zara a Scafati. Secondo la ricostruzione, la ragazzina si sarebbe svegliata improvvisamente, insospettita da alcuni rumori provenienti dall’esterno e per tranquillizzarsi, si sarebbe sporta alla alla finestra per accertarsi non ci fosse qualcuno sotto casa. Sarebbe stata la stessa ragazzina a raccontare ai militari di essersi affacciata alla finestra perché insospettita da rumori provenienti dalla strada.
Salita su una sedia in pochi secondi avrebbe perso l’equilibrio precipitando dal terzo piano. La dodicenne avrebbe avvicinato una sedia alla finestra per salirci sopra e sporgersi. Questione di secondi. La piccola ha perso l’equilibrio ed è precipitata nel vuoto. In casa dormivano tutti, i genitori in una stanza, la sorellina minore e la nonna in un’altra. I soccorsi tempestivi l’hanno trasportata  all’ospedale di Nocera Inferiore. Dal pronto soccorso alla sala operatoria e ora al Santobono di Napoli. La prognosi resta riservata ma i medici sono ottimisti. Accanto alla piccola dalla notte scorsa c’è la mamma che non l’ha lasciato un momento.

Detenuto tenta il suicidio nel carcere di Salerno

Detenuto tenta il suicidio nel carcere di Salerno ma viene sal­vato da un agente della polizia penitenziaria.

Il fatto si è verifi­cato mercoledì sera, poco dopo le 22, quando M. V., 28enne di Roccapiemonte, ristretto nel re­parto comune, è stato trovato con un lenzuolo  legato al collo e attaccato alla finestra del bagno prima di lasciarsi andare del vuoto. A dare l’allarme sono stati i compagni di cella, che hanno sentito il rumore dello sga­bello che il giovane detenuto aveva porta­ to con sé in bagno. Così è scat­tata la richiesta d’aiuto e sola­mente l’intervento tempestivo dell’agente penitenziario in ser­vizio è riuscito a salvargli la vi­ta.
Ancora da chiarire le motivazioni che han­no portato il 28enne, noto alle forze dell’ordine per rapina e minacce, a tentare di compiere il folle gesto. Un episodio, l’en­nesimo, all’interno della casa circondariale di Fuorni.
“Questo episo­dio dovrebbe far riflettere at­tentamente gli organi regionali e centrali, in merito a tutte le iniziative che il sindacato nel tempo ha posto in essere nei confronti dell’amministrazio­ne penitenziaria per garantire più sicurezza nelle carceri italiane” ha sottolineato il segretario pro­vinciale della Uil Pubblica amministrazione – Polizia Penitenziaria, Daniele Giacomaniello. “L’episodio di mercoledì se­ra è l’ennesima dimostrazione, che se non fosse stato per l’agente di sezione ora staremmo commentando  un ennesimo suicidio”.
Il carcere di Fuorni nelle ultime settimane è al centro di numerosi fatti di cronaca. Resta, infatti, ancora il mistero per duplice pestaggio nella notte della vigi­lia di Natale, di Dante e Vincen­zo Zullo, padre e figlio, origina­ ri di Cava de’ Tirreni, di recente rinviati a giudizio con l’accusa di estorsione ed entrambi “ospiti” del reparto di alta sicu­rezza.

Furto di computer nell’istituto Borrelli a Santa Maria la Carità

Furto di computer nell’istituto “Ernesto Borrelli” di Santa Maria la Carità. Infatti all’apertura della struttura è stato constatato il furto di alcuni pc all’interno della scuola.

Subito il personale ha allertato i carabinieri che, giunti sul posto, hanno chiesto il supporto del reparto scientifico di Torre Annunziata per i rilievi del caso. I malviventi si erano introdotti all’interno della scuola attraverso una porta di emergenza non collegata all’allarme, forzandola lievemente.. Il bilancio conta 24 computer portati via. Purtroppo la struttura non è dotata di un sistema di videosorveglianza. Le indagini, condotte dai militari dell’arma, sono in corso ed è caccia alla banda che si è resa protagonista di un vero e proprio atto barbaro.

«Sono basito ed indignato per quanto successo nella nostra scuola» – dichiara il Sindaco di Santa Maria la Carità, Giosuè D’Amora, facendo esplicito riferimento agli atti perpetrati da mani indegne nell’ Istituto Comprensivo “Ernesto Borrelli” nel corso della scorsa notte. Un furto che ha sottratto ventiquattro delle ventisette apparecchiature tecnologiche presenti nelle aule dell’ ala est ed ovest della scuola, necessarie per il corretto svolgimento delle attività didattiche.
«E’ un atto vergognoso e triste che danneggia, in primis, i nostri giovani studenti e poi l’immagine della cittadina sammaritana – continua sdegnato il Primo Cittadino – Noi come amministrazione condanniamo fortemente tali episodi e ci stiamo già adoperando affinchè i piccoli utenti delle aule interessate possano essere nuovamente dotati delle attrezzature informatiche rubate». Una minima fonte di sollievo è che non vi sono stati ingenti danni economici né altri atti di vandalismo ma resta in fase di accertamento la dinamica di quanto accaduto. «Ringrazio fortemente tutte le Forze dell’Ordine accorse sul posto stamane, il Maggiore dei Carabinieri di Castellammare di Stabia, Donato Pontassuglia, il Comandante della stazione abatese, Vincenzo Sirico, il
Comandante della Polizia municipale Mario Brizio, e i membri della Scientifica che con il loro operato e l’ausilio tecnico delle investigazioni ci aiuteranno a capire e a programmare gli interventi urgenti da mettere in atto sin da subito». Intanto sono ancora in corso tutte le indagini utili per individuare i ladri e far si che venga fatta giustizia, al fine di garantire all’intera comunità sammaritana una sicurezza maggiore rispetto ad odiosi ed
incomprensibili episodi di inciviltà.

Operazione antidroga nell’Agro nocerino: 11 arresti

Operazione antidroga dei carabinieri del comando provinciale di Salerno nell’agro nocerino-sarnese. Una settantina di militari dell’Arma con unita’ cinofile hanno eseguito misure cautelari emesse dal gip del tribunale di Nocera Inferiore nei confronti di 11 indagati per concorso in spaccio di cocaina e hashish. I dettagli dell’operazione verranno resi noti nel corso della conferenza stampa che si terra’ alle 10 in procura a Nocera Inferiore.

Vendeva false cravatte Marinella: denunciato

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Vendeva false cravatte di Marinella ai professionisti della zona Nolana: li aspettava in una delle aree di sosta ed entrava in azione. Un vero e proprio professionista della truffa che sceglieva con cura, aveva imparato bene a farlo, i suoi clienti.

L’affare era conveniente per chi abboccava all’amo del truffatore: 40 euro invece dei 120 che in media occorrono per acquistare l’accessorio della nota griffe napoletana. Pezzotto anche la confezione della cravatte Marinella.
L’uomo, originario di Casoria, è stato però fermato dagli uomini della Guardia di Finanza di Nola che hanno sequestrato le sue ultime scorteì.I finanzieri diretti dal capitano Rosario Pepe e dal tenente Filippo De Vito hanno denunciato il truffatore che ha cercato di giustificare l’attività illecita con il classico tengo famiglia. Le fiamme gialle ora sulle sulle tracce dei produttori delle false cravatte Marinella realizzate con tessuti molto simili a quelle usate dal famoso brand e con la confezione apparentemente, la classica blu, uguale a quella che contiene le cravatte dell’azienda napoletana,. Le fiamme gialle hanno sequestrato anche due foulard sempre con la firma di Marinella.

Il sequestro effettuato dai finanzieri della compagnia di Nola rientra nella attività quotidiana di contrasto ai fenomeni di plagio e di concorrenza sleale a tutela delle aziende e dei consumatori. Azioni di controllo e di prevenzione diventate ancor più intense nel periodo natalizio quando il mercato delle truffe e del falso diventa ancora più fiorente. Non è da escludere che l’opificio clandestino possa trovarsi proprio in provincia di Napoli, magari nella zona di Ottaviano e san Giuseppe Vesuviano e dove lavorano al nero immigrati clandestini.

Gragnano, sequestrato il parcheggio della famiglia dell’assessore

Un clamoroso sequestro edilizio è stato effettuato stamattina a Gragnano dagli agenti del commissariato di polizia di Castellammare insieme con la squadra della polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

I sigilli sono stati posti all’intera area di parcheggio della Elefante viaggi in via dei Sepolcri. Secondo l’inchiesta dei magistrati di Torre Annunziata l’area sarebbe completamente abusiva. Sul posto anche i vigili urbani e la dirigente del servizio. Gli investigatori avevano già effettuato tutte le verifiche al comune prima di apporre i sigilli. Ma la gravità della notizia sta nel fatto che quell’area è di proprietà della famiglia della consigliere comunale eletta nella civica di centro destra che fa capo al presidente del consiglio comunale e  poi diventata assessore, Sara Elefante con delega alle politiche giovanili e alla pubblica istruzione. La notizia del sequestro di stamane a Gragnano ha creato non pochi imbarazzi nella maggioranza del sindaco Cimmino. In città è cominciato a serpeggiare di nuovo lo spettro dei sigilli alle strutture abusive che tanto clamore aveva suscitato nei mesi scorsi con le chiusure totali e parziali di numerose pizzerie e attività commerciali completamente abusive. Ma questa volta il timore è maggiore perchè vi è un’inchiesta della magistratura e un intervento della polizia giudiziaria. A Gragnano sono in molti che si domandano: chi sarà il prossimo?

 

(nella foto un bus della Elefante Viaggi)

Caserta, donna ucraina investita nella notte a Mondragone: sotto shock l’automobilista

Caserta. Una donna di nazionalità ucraina di 30 anni è stata investita e uccisa nella notte a Mondragone, nel Casertano, mentre attraversava la statale Domiziana. L’auto che l’ha travolta era condotta da una donna italiana che si è immediatamente fermata e, sotto shock, ha chiamato i soccorsi.

Sul posto è giunto un mezzo del 188, che ha constatato la gravità delle ferite riportate dalla vittima, che è morta poco dopo. I carabinieri della locale Compagnia hanno effettuato i primi accertamenti, riscontrando che la straniera ha attraversato la strada in un punto senza illuminazione e dove non erano presenti le strisce pedonali.

Bambino di 5 anni muore ad Ancona, fermato il padre

Un bambino di 5 anni di origini macedoni è morto oggi pomeriggio per cause ancora da chiarire nella sua abitazione di via Bonanni a Cupramontana, in provincia di Ancona.

Al momento della tragedia in casa c’erano il padre e la madre del piccolo. La donna, in preda allo shock, è stata ricoverata all’Ospedale Urbani di Jesi, mentre l’uomo, 25 anni, disoccupato è stato trasferito nella caserma dei carabinieri di Cupramontana per essere interrogato degli inquirenti. Il 25enne è sospettato di avere causato la morte del figlio, non si sa se volontariamente. La sua auto è stata sequestrata. Il medico legale si è recato sul luogo del decesso del bambino per eseguire l’ispezione cadaverica. Sul posto anche il pm di Ancona. Secondo una prima ricostruzione, intorno alle 18.15 alla Croce Verde del paese è arrivata una chiamata di soccorso. Sul posto anche i carabinieri che hanno trovato un bimbo esanime a terra: non c’erano tracce di sangue, inutile anche il tentativo durato più di 40 minuti di rianimarlo.
Potrebbe essere stato strozzato a mani nude il bimbo di 5 anni di Cupramontana trovato esanime in casa dai sanitari della Croce verde nel tardo pomeriggio di oggi. Sono i primi risultati dell’esame esterno sul cadavere del piccolo eseguito dal medico legale Mauro Pesaresi. Un quadro piu’ preciso sulle cause del decesso potra’ fornirlo l’autopsia domani agli Ospedali Riuniti di Ancona. Il fatto sarebbe accaduto forse nell’auto del padre, trattenuto dai carabinieri e interrogato dal pm Valentina Bavai. Il corpicino sarebbe poi stato portato in casa da dove e’ partita una richiesta di soccorso al 118 e l’allarme ai carabinieri.