Home Blog Pagina 8553

Le quattro paranze delle ‘bionde’: ecco chi sono i personaggi

Le nuove paranze delle sigarette di contrabbando: il blitz  portato a termine la notte scorsa dai finanzieri del gruppo di Afragola diretto dal maggiore Dario Gravina, e coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli ha inferto un durissimo colpo ai “signori delle bionde” che proprio nella zona hanno il loro quartiere generale. In due anni di indagini le fiamme gialle  hanno sequestrato circa dieci tonnellate di  sigarette di contrabbando e scoperte di ben tre depositi.Nel blitz sono state arrestate quindici persone, appartenenti a quattro “paranze” di contrabbandieri attive tra Casoria, Melito, Casavatore e Afragola, e che avevano formato un cartello per gli acquisti di gruppo delle sigarette di contrabbando in Ungheria e Ucraina.

Su disposizione del g.i.p., dott. Claudio Marcopido del Tribunale di Napoli e su richiesta del p.m., dott. Luigi Landolfi  le manette sono scattate per i fratelli Pietro e Carmine di Perna, 35 anni e 54 anni, di Casavatore, Domenico Iavarone, 50 anni, di Casoria, Giovanni Scherma, 28 anni, di Napoli, componenti del primo gruppo. A Casoria sono stati arrestati Antonio Russo, 64 anni, e sua moglie Filomena Bruno, 62 anni, componenti il secondo gruppo. Per il terzo gruppo del cartello le manette sono scattate per Vincenzo Ricci, 42 anni, di Casavatore, i fratelli Enrico e Ciro Rispoli, 34 e 42 anni. Infine il quarto gruppo formato da Nicola De Rosa, 40 anni, da suo padre Pasquale, 64 anni, e due cugini del ras, il suo omonimo Nicola De Rosa, 36 anni, e Antonio De Rosa, 38 anni, tutti di Casavatore. Di tutti questi, sono finiti ai domiciliari Giovanni Scherma, i fratelli Carmine e Pietro di Perna, e Filomena Bruno. Gli altri sono stati rinchiusi nel carcere di Secondigliano. Per tutti l’accusa è di associazione per delinquere finalizzata al contrabbando internazionale di tabacco lavorato estero.

L’inchiesta era partita nel novembre del 2015 con la scoperta da parte dei finanzieri del gruppo di Afragola di un maxi deposito di bionde ad Orta di Atella.  Le fiamme gialle pedinando alcuni personaggi noti come contrabbandieri di primo livello, scoprirono altri depositi a Melito e a Casavatore e accertarono che le sigarette provenivano dall’Ungheria  Un carico da 150 mila euro faceva incassare alle quattro paranze circa 450 mila euro.

 

Camorra, maxi blitz contro il clan Moccia: 45 arresti

0

Camorra maxi blitz contro il clan Moccia: 45 arresti Ricostruito gruppo di vertice e ruolo ‘vedova della camorra’.Agenti della Dia, della squadra mobile di Napoli e carabinieri del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna, anche con l’ausilio della GdF, stanno eseguendo 45 ordinanze di custodia in carcere emesse nell’ambito di una inchiesta della Dda sulle attivita’ del clan Moccia, attivo in ampie aree dell’hinterland settentrionale. Gli investigatori hanno ricostruito il gruppo di vertice del clan, tra i quali Luigi e Teresa Moccia, Filippo Iazzetta e Anna Mazza,la ‘vedova della camorra’, morta negli anni scorsi.
Le accuse contestate vanno dall’associazione mafiosa, alla detenzione di armi comuni e da guerra, estorsioni e riciclaggio di ingenti somme di denaro. L’organizzazione e’ attiva da anni nei territori dei comuni di Afragola, Casoria, Arzano, Frattamaggiore, Frattaminore, Cardito, Crispano, Caivano e Acerra e in alcune citta’ del Lazio. Le indagini, che si sono avvalse del contributo di collaboratori di giustizia, si basano anche su intercettazioni di colloqui in carcere che hanno portato al sequestro di manoscritti con cui i detenuti del clan comunicavano con l’esterno. Gli inquirenti hanno ricostruito, oltre al gruppo di vertice, anche quello dei cosiddetti ‘senatori’ indicati come ‘affidatari delle direttive’: Salvatore Caputo (deceduto), Domenico Liberti, Maria Luongo, Pasquale Puzio e Antonio Senese. Le indagini hanno portato alla luce i profondi contrasti esistenti tra alcuni dei cosiddetti senatori, ed hanno evidenziato il ruolo di primo piano assunto da Modestino Pellino, sorvegliato speciale domiciliato a Nettuno (Roma) e ucciso il 24 luglio 2012, subordinato solo a quello del capo indiscusso dell’associazione Luigi Moccia, gia’ sottoposto a liberta’ vigilata a Roma, dove aveva da tempo trasferito i propri interessi. Sono state ricostruite – sottolineano gli investigatori – la piu’ recente conformazione del clan Moccia, le responsabilita’ del suo vertice assoluto, dei dirigenti e dei relativi referenti sul territorio, le modalita’ di comunicazione tra gli affiliati, anche detenuti, la capillare attivita’ estorsiva, l’imposizione delle forniture per commesse pubbliche e private, la ripartizione tra i sodali, liberi e detenuti, dei profitti illeciti, e le infiltrazioni del sodalizio negli apparati investigativi.

Napoli, tre ipotesi per l’omicidio di Annamaria Palmieri ‘Nino D’Angelo’

Napoli.Uccisa come un boss: tre colpi in faccia. Un segnale chiaro che si da quando si è commesso qualcosa di grave. E’ morta ammazzata così ieri sera mentre stava rincasando a san Giovanni a Teduccio Annamaria Palmieri, 54 anni, una sfilza di precedenti. Una donna molto nota nella zona, non organica direttamente ma comunque legata al clan Formicola di Taverna del Ferro. La chiamavano “Nino D’Angelo” per il suo caschetto. Annamaria Palmieri era una che si dava da fare per sbarcare il lunario: aveva fatto perfino il muratore. Il suo omicidio apre scenari nuovi nel movimentata mondo criminale della zona Orientale di Napoli. Gli investigatori hanno sequestrato il suo telefonino. Si cerca di capire i contatti della donna. E se per caso avvesse appuntamento con qualcuno. Ma soprattutto chi stesse frequentando. C hi l’ha uccisa sapeva i suoi spostamenti. Li nel Brox di san Giovanni a Teduccio abita il figlio. E’ li che stava andando ieri sera intorno alle 21. I sicari l’attendevano in via Alveo Artificiale: prima due colpi. La donna ha cercato di mettersi al riparo ma è caduta quasi subito. I sicari si sono avvicinati e hanno compiuto la loro brutale missione di morte esplodendole in faccia tre colpi. La polizia ha dovuto faticare non poco per tenere a bada la folla dei parenti che si era accalcata in strada. Sono partiti i controlli e le perquisizioni. Sono stati interrogati a lungo durante la notte familiari e amici. Si cerca di capire il perché di questo omicidio. Non è esclusa la pista personale vista la modalità dell’esecuzione. Ma gli investigatori vogliono vedere lontano e pensano soprattutto alle frizioni in atto nella zona. In primo luogo la atavica guerra tra i Rinaldi (alla quale la donna era legata da lontani vincoli di parentela) e i Mazzarella in atto da mesi e che ha portato a decine di stese, di agguati, di ferimenti, di bombe  e di attentati. Ma si pensa anche allo scontro in atto tra i reduci dei De Micco i famigerati Bodo di Ponticelli e il cartello di clan, composto dai Formicola, Minichini, Schisa e dagli stessi Rinaldi. Guerra che anche in questo caso ha prodotto una serie di stese e di attentati, uno dei quali in via Ferrante Imparato, avvenuto la notte dell’antivigilia di Natale causò la morte di Antonio Perna, 32 anni del rione Pazzigno, il presunto bombarolo, e il ferimento della sua compagna Monica Veneruso, detta Monicuccia, entrambi legati al clan Mazzarella.

 

 

Bellona. Un morto e cinque feriti, il bilancio della tragedia di ieri sera

Bellona. Un lunedì per certi versi normale che è sfociato in una tragedia. Ieri alle spalle del municipio in Via Aldo Moro, Davide Mango, un vigilante ha sparato dal proprio balcone contro chiunque si trovasse per strada. I primi spari, le urla degli abitanti della zona molto frequentata hanno subito gettato il panico. L’uomo dopo aver sparato alla moglie Anna Carusone, una 50enne originaria di Camigliano, ha così iniziato a sparare a tutti i passanti, colpendo due ragazze e un carabiniere, automobili e tutto quello che si trovava davanti alla traiettoria della canna del suo fucile. Una folla omicida probabilmente legata ad un movente passionale che in preda ad un raptus di follia ha sfogato la sua rabbia anche contro persone ignare di qualsiasi vicenda. Il tutto si è concluso dopo quasi cinque ore con il suicidio dell’uomo. L’unica a scappare via da quella abitazione è stata la figlia, una 15enne studente all’istituto alberghiero di Teano. Sul posto sono immediatamente giunte le forze dell’ordine che hanno cercato per quasi 5 ore di mediare con l’uomo. C’era anche il sindaco, il parroco al telefono con il vescovo Salvatore Visco. Silenzio irreale e strade deserte era questa l’atmosfera vissuta ieri dai cittadini di Bellona. Sono tutti sconvolti e increduli per quanto è avvenuto. “Sembrava una coppia normale – dice un vicino” . Ero in auto con i miei figli – ha raccontato una vigilessa in servizio a Bellona – quando improvvisamente, all’altezza del panificio, ha visto una Panda colpita al parabrezza da diversi pallini e, pochi secondi dopo, una donna cadere a terra, ferita alla spalla da un uomo armato di fucile, che sparava dal balcone di un edificio”. Per i parenti della coppia, giunti ieri sul posto, quella di ieri è una tragedia già annunciata. “Davide era un violento – dicono – un personaggio litigioso e lei da sempre cercava di calmarlo, di gestire gli scoppi di ira ma è stato inutile… tutto inutile”. Parole pronunciate con un tono di rassegnazione perché ormai tutto questo era già accaduto, la tragedia già avvenuta.
“La moglie credeva di poterlo aiutare, ma ogni volta doveva cominciare tutto daccapo. Litigava con tutti ed era ossessionato da tutto. Proprio a causa del suo carattere hanno più volte cambiato casa, infatti erano venuti a vivere qui solo da otto mesi” – dice il cognato. A fine serata il bilancio è stato di una vittima e cinque feriti. “Quando le vedi in televisione queste cose sembra che debba sempre succedere agli altri. Mai avremmo immaginato che una vicenda del genere potesse accadere qui, siamo sotto choc, non riusciamo a comprendere perché Davide sia arrivato a tanto” – dicono alcuni residenti.

Alla Juventus basta un gol di Douglas Costa per rimanere in scia al Napoli

0

Alla Juventus basta un gol di Douglas Costa per rimanere in scia al Napoli.”Sono contento del gol e di aver aiutato la squadra. Nel secondo tempo siamo un po’ calati fisicamente, e’ stata difficile ma non abbiamo subito gol con grande sacrificio a parte di tutti: abbiamo portato a termine la partita in vantaggio e quello e’ l’importante”. Le parole a caldo del giocatore juventino Douglas Costa ai microfoni di Premium Sport. “Mettere pressione al Napoli? Noi dobbiamo pensare solo a noi stessi e andare avanti senza guardare gli altri”, ha aggiunto il centrocampista.
L La Juventus risponde al Napoli, vittorioso ieri a Bergamo, con la stessa moneta: 1-0, al Genoa che solo nel finale, come spesso accade alle avversarie bianconeri, osa un pochino e prova a farsi vedere dalle parti di Szczesny, spettatore fino a quel momento. Gol decisivo di Douglas Costa, dopo un quarto d’ora e poi ritmi quasi da amichevole. Nell’Allianz Stadium con la curva sud deserta, chiusa dalla sentenza della Corte d’appello della Figc, arriva quel che Allegri aveva chiesto: una vittoria senza pretese di spettacolo perche’ le gambe dopo la sosta e i carichi di lavoro della ripresa sono pesanti. Stesso problema, lo stress da rientro, che accomuna il Genoa, timido fino all’ultimo quarto d’ora, e poi finalmente piu’ vivace, grazie ai cambi di Ballardini (dentro Galibinov e Lapadula)e al calo fisico bianconero. La Juve torna a -1 dal Napoli, e ormai le due lepri hanno staccato il gruppo. Szczesny supera Buffon nelle presenze in questo campionato – 11 contro 10 -restando inoperoso per 80′, protetto dalla difesa incardinata da Benatia e Chiellini e dalla pochezza delle iniziative genoane. Nessun tiro in porta all’attivo dei rossoblu nei primi 45′, solo un sinistro di Laxalt finito nel mezzo delle gradinate della curva nord dell’Allianz. Per la Juventus controllo facile del match dopo l’1-0 di Douglas Costa, bravo ad aprire l’azione vincendo un contrasto con Bertolacci e a chiuderla, con un tocco felino sotto porta, anticipando Perin, su assit di Mandzukic. Il portiere rossoblu aveva ritardato il vantaggio bianconero, volando a respingere una punizione battuta da Pjanic un metro fuori dalla mezzaluna davanti all’area di rigore. Ed evita poi il raddoppio bianconero, bloccando un tiro in contro balzo dello stesso bosniaco. Con 4 tiri in porta a 0, la Juventus chiude il tempo in piena sicurezza, cercando spesso le giocate di prima ma non e’ serata di giocate memorabili, ne’ di gol che spererebbe Higuain, che si batte ma non trova la porta. Cambio per Ballardini dopo l’intervallo: fuori Rigoni dentro Galabinov e Genoa virato al 3-4-2-1; sinistro fuori di Alex Sandro (13′), girata di Pjanic dopo contropiede (17′). La partita si risveglia con due lampi bianconeri al 28′ ma prima Higuain viene anticipato da Izzo sulla linea di porta e dopo Perin blocca il tiro di Khedira. Entra Lapadula al posto di Pandev, il Genoa capisce che la Juve e’ stanca e comincia a sperare: al 35′ una punizione passa in mezzo a tutti, nell’area, senza che nessun rossoblu riesca a piazzare il colpo. Il Genoa si sbilancia un po’, destro alto di Pjanic (39′). I rossoblu vanno all’attacco, ma il destro di Rosi (44′) si stampa sui seggiolini vuoti della curva. Al 90′ sinistro di Matuidi alto poi un piccolo spavento per Allegri: Chiellini rinvia male ma la difesa bianconera rimedia.
Juventus-Genoa 1-0 (1-0).
Juventus (4-3-3): Szczesny 6, Lichtsteiner 6 (39′ st Barzagli sv), Benatia 6.5, Chiellini 5.5, Alex Sandro 5.5 (31′ st Asamoah sv), Khedira 6 (25′ st Sturaro 6), Pjanic 6.5, Matuidi 6, Douglas Costa 6.5, Higuain 6, Mandzukic 6. (16 Pinsoglio, 35 Loria, 2 De Sciglio, 30 Bentancur, 33 Bernardeschi). All.: Allegri 6.
Genoa (3-5-2): Perin 6.5, Izzo 6, Spolli 5.5, Rossettini 5.5, Rosi 6, Rigoni 5.5 (1′ st Galabinov 6), Omeonga 6, Bertolacci 5, Laxalt 5.5, Taarabt 5 (23′ st Lazovic 5), Pandev 5.5 (33′ st Lapadula sv). (23 Lamanna, 38 Zima, 3 Gentiletti, 4 Cofie, 14 Biraschi, 21 Brlek, 33 Landre’, 44 Veloso, 64 Pellegri). All.: Ballardini 5.5.
Arbitro: Di Bello 6.
Reti: nel pt 16′ Douglas Costa.
Angoli: 4 a 3 per la Juventus. Recupero: 1′ e 3′. Ammoniti: Spolli, Rosi, Alex Sandro, Pandev, Galabinov per gioco scorretto, Perin per comportamento non regolamentare. Var: 0. Spettatori: 29.412 (Presenti: 10.904. Abbonati: 18.165 al netto di 9.138 abbonati di Curva Sud (chiusa per sentenza della Corte d’appello federale sull’inchiesta rapporti Juve-ultra’). Ospiti: 343). Incasso ? 1.658.063,00.
IL GOL
16′ pt: palla rubata a centrocampo da Douglas Costa che allarga sulla sinistra per Mandzukic, che controlla la palla e serve con precisione il taglio dello stesso Douglas Costa verso la porta. Tocco da sottoporta del brasiliano che supera Perin.

Napoli, agguato a San Giovanni: uccisa donna di 54 anni

Napoli. Una donna di 54 anni, Annamaria Palmieri, è stata uccisa a Napoli, nel quartiere San Giovanni a Teduccio. Il corpo della donna è stato trovato riverso a terra in strada. Sul posto è giunta la Polizia scientifica per i rilievi. Indaga la Polizia di Stato. Si pensa a un agguato di matrice criminale. Annamaria Palmieri, e’ stata uccisa in un agguato ed e’ stata trovata riversa in via del’Alveo Artificiale nel quartiere periferico di San Giovani a Teduccio a Napoli. Lo si apprende da fonti della Questura. Dai primi rilievi emerge che la donna e’ stata raggiunta da tre colpi di pistola al volto. La donna, rilevano le stesse fonti, aveva precedenti per reati contro il patrimonio, per droga e per associazione per delinquere. Agenti della Scientifica stanno operando nell’area del rinvenimento del corpo.

Scafati, scambio di voto con la camorra & arresto: domani la Cassazione rivaluta il caso Aliberti

Scafati. La Corte di Cassazione valuta nuovamente le accuse nei confronti dell’ex sindaco Angelo Pasqualino Aliberti e dei cugini Luigi e Gennaro Ridosso. La questione che verrà presa in esame domani riguarderà le nuove accuse depositate dalla Procura antimafia al Tribunale del Riesame e la decisione dei giudici del Riesame, alla luce dei nuovi elementi, di ribadire la necessità dell’arresto in carcere per l’ex sindaco Aliberti e per Luigi Ridosso e dei domiciliari per Gennaro Ridosso. A quest’ultimo si contesta l’accusa di corruzione elettorale solo per le amministrative del 2013, mentre agli altri due ‘unanimamente’ si ribadisce la fondatezza dell’accusa per lo scambio di voto per le Regionali del 2015, nelle quali è stata eletta la moglie Monica Paolino nelle fila del Pdl. Su questo anche la Cassazione nella precedente pronuncia non ha avuto nulla da obiettare. Oggi i giudici della Suprema Corte dovranno rivedere la loro decisione alla luce dei nuovi elementi motivati dai colleghi del Riesame.
Una questione che si trascina ormai da un anno quello dell’arresto dell’ex sindaco, fatto ‘salvo’ da una decisione del Gip di Salerno che aveva negato l’arresto per i tre indagati e per Nello Maurizio Aliberti, fratello dell’ex primo cittadino, per il quale sia il Riesame – nella prima istanza – che la Cassazione avevano escluso una misura cautelare.
In questi mesi, nonostante la provocazione iniziale di Angelo Pasqualino Aliberti di volersi consegnare spontaneamente in carcere e rinunciare al ricorso in Cassazione, l’ex sindaco ha cercato di difendersi in ogni modo dall’eventualità di finire in carcere come deciso dal Riesame. E domani oltre alla difesa di base già espressa in altre sedi, probabilmente i difensori di Aliberti punteranno su cavilli giuridici e sul passato pericolo di reiterazione del reato per la mancanza di cariche politiche e pubbliche in corso, oltre all’intervenuta incandidabilità disposta dal Tribunale di Nocera Inferiore. In aggiunta a questo da giorni si vocifera che in Cassazione, Aliberti potrebbe avvalersi di un nuovo avvocato che sostenga la tesi della sua difesa. Anche questo un motivo in più per credere che, aldilà della provocazione, il politico scafatese sta tentando in ogni modo di evitare il peggio.
Ma cosa potrebbe accadere? Sono aperte tutte le ipotesi. I giudici della Cassazione potrebbero avallare la decisione del Riesame di Salerno e quindi decretare il carcere per Angelo Pasqualino Aliberti e Luigi Ridosso, e i domiciliari per Gennaro Ridosso, oppure stravolgere la decisione negando l’arresto o mitigando la misura con i domiciliari. Ma ci potrebbe essere anche l’eventualità che i giudici della Suprema Corte possano rimandare tutto al Tribunale del Riesame per rivedere le esigenze cautelari. E così ripartirebbe il girotondo giudiziario.
Rosaria Federico

Castellammare: è un 17enne figlio di un pregiudicato il pistolero della sala giochi

Castellammare. Si chiama Ivan R. ed ha soli 17 anni il pistolero, o meglio il killer mancato del 19enne stabiese Catello Chierchia ferito  con un colpo di pistola all’addome due notti fa in una sala giochi al centro di Castellammare. Il giovane, figlio di un pregiudicato arrestato non molto tempo fa per una estorsione, ma non legato ai clan della camorra, si è presentato nel tardo pomeriggio di oggi dai carabinieri accompagnato dal suo avvocato e si è costituito confessando di essere l’autore dell’agguato. Il giovane si sentiva braccato ed ha scelto il male minore sperando nella clemenza dei magistrati quando ci sarà il processo. Secondo le prime sommarie indiscrezioni la sparatoria sarebbe avvenuta per uno screzio tra i due e comunque conseguenza della rissa che si era verificata poche ore prima all’esterno della stessa sala giochi. Nel frattempo migliorano le condizioni di salute del 19enne Catello Chierchia a cui i medici hanno dovuto asportare la milza nel corso di un delicato intervento chirurgico e per evitare problemi ulteriori. I medici del san Leonardo non hanno ancora sciolto la prognosi ma Chierchia non è in pericolo di vita. Anche lui dovrà spiegare molte cose ai carabinieri. Come il possesso del coltello che gli è stato sequestrato e il perché della partecipazione alla rissa e poi la lite con il suo mancato killer.

Uccide la moglie, spara a 5 persone dal balcone e poi si suicida

Uccide moglie e ferisce 5 persone, poi si uccide. Terrore a Bellona, in provincia di Caserta: 48enne fa fuoco all’impazzata.Si e’ ucciso con un colpo di pistola al capo Davide Mango, l’uomo che oggi pomeriggio ha seminato il terrore a Bellona, nel Casertano, ammazzando la moglie e ferendo cinque persone. Un far west scatenato attraverso modalita’ e dinamiche ancora da ricostruire nel dettaglio ma che descrivono il 48enne, ex guardia giurata, un passato di sostenitore di Forza Nuova, in preda ad un raptus che lo ha portato prima ad ammazzare la moglie Anna Carusone, di 45 anni, poi a sparare diversi colpi di fucile e di pistola dal balcone ferendo cinque persone. Il fatto e’ accaduto intorno alle 16 in via Aldo Moro. L’uomo si e’ affacciato dal balcone del secondo piano di una elegante palazzina urlando: ‘Ho ucciso mia moglie’. Poi ha imbracciato il suo fucile da caccia facendo fuoco piu’ volte all’impazzata. E’ stato il terrore. Alcune persone hanno trovato riparo in un supermercato sottostante l’abitazione, altri in un bar. Sul posto sono giunte le forze dell’ordine, polizia e carabinieri, che hanno provato a convincere l’uomo ad arrendersi ma Davide Mango si e’ barricato in casa. E’ cominciata da parte dei carabinieri una lunga trattativa. L’uomo si e’ affacciato al balcone e per tutta risposta ha cominciato a lanciare vari oggetti tra cui anche una bombola di gas. Dalla strada per tentare di convincere Davide a desistere dal suo atteggiamento non solo i militari ma anche parenti e conoscenti. Un uomo ha gridato piu’ volte: “Davide, Davide, voglio venire da te, fammi parlare con te”. Ma dall’interno dell’abitazione al secondo piano nessuna risposta e’ giunta. Le luci sono apparse spente. Poi un’altra voce straziante: “Davide, Davide, basta”. Cosi’ un’altra persona, probabilmente il padre, ha cercato di convincerlo. Inutilmente. A negoziare gli ufficiali del Comando provinciale dei carabinieri, tra i quali il comandante Alberto Maestri. Mango avrebbe sparato una cinquantina di colpi usando un fucile da caccia e una pistola. L’uomo, e’ emerso, deteneva due fucili da caccia e tre pistole. Un’estenuante trattativa andata avanti fino alle 21:15 quando si e’ sentito un colpo di pistola. A quel punto i militari hanno fatto irruzione nell’abitazione e lo hanno trovato gravemente ferito. E’ morto poco dopo. Sono giunti i parenti, nella disperazione. Racconta Vincenzo, militante di Forza Nuova e amico di Mango. “Davide si e’ fermato con la sua auto davanti al bar nei pressi di casa sua, imbracciava un fucile; e’ entrato nel locale e ha sparato verso il barista rimasto ferito. Poi e’ uscito e ha sparato ad una donna, quindi e’ salito a casa e ha esploso diversi colpi contro la moglie. E’ uscito sul balcone sparando a chiunque gli capitasse sotto tiro”. “E’ una cosa inspiegabile, veniva spesso a cena da me perche’ vivo da solo, ma non mi aveva mai parlato di problemi particolari”, aggiunge. “Ci eravamo conosciuti cinque anni fa a Caserta nel corso di un’iniziativa di Forza Nuova; era nata una bella amicizia”. Qualcuno riferisce di problemi con la moglie. Dal panificio vicino all’abitazione di Mango, la titolare dice di aver “udito numerosi spari e di aver abbassato le serrande per paura”. Forza Nuova, dal canto suo, afferma: “Pur esprimendo tutta la nostra tristezza per l’accaduto, e’ giusto” precisare: “Davide Mango e’ stato si’ per un periodo nostro sostenitore ma mai militante attivo”.

Cava, l’ultimo post del marito assassino: ‘La famiglia la cosa più importante del mondo’

Cava, l’ultimo post del marito assassino: “La famiglia la cosa più importante del mondo”. La tite tra coniugi di stamane nel quartiere Sant’Anna di Cava de Tirreni è finita in maniera tragica: lei uccisa, e lui che lotta tra vita e morte. Ipotesi di omicidio-tentativo di suicidio. Un post sulla propria bacheca Facebook nella notte tra sabato e domenica (“la famiglia e’ la cosa piu’ importante del mondo”) non lasciava presagire nulla di quanto sarebbe avvenuto a breve. A distanza di poco piu’ di ventiquattro ore Salvatore Siani, 48 anni di Cava de’ Tirreni , quella idea di famiglia l’ha messa inevitabilmente in discussione uccidendo a coltellate la moglie al termine di una lite scoppiata in mattinata nell’abitazione dei due, in localita’ Sant’Anna. Ad avere la peggio e’ stata la moglie, Nunzia Maiorano di 41 anni. L’uomo, sottoposto a operazione chirurgica, lotta tra la vita e la morte nell’ospedale cittadino. Per lui prognosi riservata, a causa delle profonde ferite al torace e all’addome. Tutta la dinamica e’ avvolta ancora nella massima incertezza. Non e’ chiaro, infatti, se si sia trattato di un omicidio-suicidio o se i due – che pare fossero in procinto di separarsi – si siano feriti a vicenda nel corso della lite. A giudicare dalle ferite riscontrate sull’uomo, e’ accreditata l’ipotesi che si sia ferito volontariamente nelle vicinanze del cuore nel tentativo di suicidarsi. Ma al momento resta un’ipotesi che non lascia il posto ad alcuna certezza. La coppia aveva tre figli di 15, 10 e 5 anni. Sembra che l’uomo questa mattina sia uscito per accompagnare uno dei tre figli a scuola e che, una volta rientrato in casa per prendere il piu’ piccolo, sia scattata la scintilla che ha scatenato la violenza. In casa, infatti, pare fosse presente solo il piu’ piccolo dei tre, che si trovava in cortile a giocare. Se cosi’ fosse avrebbe potuto assistere alla tragedia, ma e’ ancora presto per dire se il bimbo sara’ in grado di fornire un aiuto alle indagini, considerata anche la tenera eta’. Quel che e’ certo e’ che, una volta arrivati i carabinieri, si trovava al riparo, in casa di alcuni vicini. I militari del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore – cui il magistrato di turno della procura di Nocera Inferiore ha delegato le indagini – stanno lavorando senza sosta proprio per ricostruire il contesto nel quale si e’ sviluppata la lite, essendoci ancora diversi punti da chiarire. Ad allertare le forze dell’ordine sarebbero stati i vicini di casa della coppia, allarmati dalle urla che provenivano dalla casa. “La comunita’ – ha commentato il sindaco di Cava de’ Tirreni, Vincenzo Servalli – e’ sconvolta da quanto accaduto oggi. Siamo una cittadina molto raccolta, dove ci si conosce tutti, e davvero non riusciamo a comprendere come sia potuta accadere questa tragedia. Adesso – rimarca il primo cittadino – la mia preoccupazione e’ salvaguardare questi tre bambini. Gia’ questa mattina abbiamo inviato due assistenti sociali sul posto. Sono in costante aggiornamento per conoscere le condizioni di salute dell’uomo e comprendere anche cosa sia realmente accaduto all’interno di quella casa”. La famiglia era molto nota in citta’, ma anche nel capoluogo. L’uomo, infatti, lavora in una barberia di Salerno e, chi lo conosce, lo descrive come “una persona molto tranquilla ed equilibrata”. Da alcune indiscrezioni, pero’, sembra che la coppia, nell’ultimo periodo, litigasse spesso anche se agli investigatori non risultano segnalazioni di violenze domestiche.

Calciomercato: Dzeko valuta il Chelsea, Juventus suggestione Balotelli

0

Dove finira’ DZEKO? La trattativa fra Roima e Chelsea per il centravanti bosniaco e’ il fatto saliente di queste ore di calciomercato invernale. L’accordo sembra vicino ma il giocatore sta riflettendo e da Londra dicono che problemi legati al suo ingaggio potrebbero imporre una frenata. Per questo i Blues starebbero valutando l’ex interista ARNAUTOVIC, ora al West Ham, come alternativa. Sembra invece fatta per EMERSON PALMIERI, che lascera’ Trigoria per andare in Premier, in cambio di una cifra oscillante fra i 22 e i 25 milioni di euro. Se andra’ in porto anche l’affare Dzeko, la Roma cerchera’ un attaccante esterno, puntando su Schick e Defrel come attaccanti centrali. Ci sono stati contatti con l’entourage di DEULOFEU, ed e’ sempre attuale la pista STURRIDGE (che pero’ piace anche all’Inter, specie se EDER andra’ al Crystal Palace), ma il sogno di Di Francesco continua ad essere BERARDI: il problema e’ che il Sassuolo, come ha detto anche al Napoli per POLITANO, a gennaio non vende nessuno. In Inghilterra il Sun scrive che Mino Raiola vorrebbe portare BALOTELLI alla Juventus (farebbe il vice Higuain), mentre il Times riferisce che il Tottenham ha rifiutato un’offerta di 200 milioni di sterline, circa 227 milioni di euro che sarebbe nuovo record assoluto del mercato, per KANE. DE BRUYNE ha rinnovato fino al 2023 con il Man City. Suggestioni britanniche a parte, la dirigenza juventina punta a definire l’accordo con il Cagliari per BARELLA e HAN e con il Genoa per PELLEGRI. Piace anche CEBALLOS, poco utilizzato dal Real Madrid, ma il desiderio non tanto segreto di Allegri per la prossima stagione e’ il laziale MILINKOVIC SAVIC, ma Lotito adesso non ci sente e in estate chiedera’ un centinaio di milioni. AGUIRRE dell’Udinese e’ stato richiesto dal Palmeiras, mentre in entrata c’e’ ZAMPANO del Pescara, dove ha gia’ lavorato con Oddo. LEMOS al Sassuolo e’ ufficiale: il difensore uruguayano lascia il Las Palmas dove i tifosi lo contestavano dopo alcune prestazioni negative. La Fiorentina avrebbe chiesto Bruno ZUCULINI al Verona, al Genoa sono arrivati CALLEGARI e MEDEIROS e ora Preziosi vorrebbe riprendersi HILJEMARK dal Panathinaikos. Il d.s del Napoli Giuntoli e’ invece a Lisbona per cercare di prendere GRIMALDO, esterno 22enne del Benfica. Su GIACCHERINI c’e’ sempre il Chievo, ma il giocatore attende di capire se l’interessamento dell’Atalanta e’ reale.

Napoli, Brumotti di ‘Striscia’ aggredito al rione Traiano

Napoli nuova aggressione contro l’inviato di “Striscia la Notizia” , Vittorio Brumotti impegnato in un servizio sullo spaccio di droga nel Rione Traiano.  ”Nuova aggressione a Napoli contro Vittorio Brumotti e la sua troupe impegnati in un servizio contro lo spaccio di droga, domani sera il servizio sara’ trasmesso nel programma ‘Striscia la notizia”’. Ne da’ notizia un comunicato del programma tv. ”Oggi pomeriggio verso le ore 16, nel Rione Traiano, una delle zone piu’ infestate da pusher e camorristi di Napoli, Vittorio Brumotti e la sua troupe hanno subito un nuovo attacco con insulti, lancio di uova e di pietre, oltre a un tentativo di bloccare le loro auto, mentre erano impegnati in un servizio sullo spaccio di droga. Dopo aver raccolto informazioni e materiale video nel corso del weekend, oggi l’inviato di Striscia si e’ presentato con una serie di foto degli spacciatori piu’ attivi del quartiere, chiedendo alla gente del posto se li conosceva”. ”Immediata – racconta la nota – e’ stata la reazione: l’auto blindata di Striscia e’ stata circondata da una decina di uomini incappucciati che hanno tirato calci contro il mezzo, accompagnati da insulti, minacce e lancio di uova e sassi. Il rapido intervento dei carabinieri ha fermato temporaneamente gli aggressori. Brumotti a quel punto ha deciso di esibirsi in una serie di acrobazie con la sua bicicletta, a vantaggio dei bambini che si erano radunati li intorno e che, con una sola eccezione, si mostravano entusiasti di fronte agli inviti del campione di bike trial di cercare un futuro nello sport. Il passaggio di un’auto con a bordo tre degli spacciatori identificati da Brumotti ha messo in allarme l’inviato di Striscia e i carabinieri intervenuti sul luogo a cui sono stati segnalati movimenti di altri gruppi nelle vie circostanti. Bande che avrebbero cercato di bloccare le auto di Striscia. L’inviato e le a troupe sono a questo punto risaliti sui mezzi, mentre alcune pietre volavano verso di loro e sono riusciti ad allontanarsi dalla zona solo grazie ai carabinieri che li hanno scortati. Il servizio andra’ in onda domani sera a Striscia la notizia (Canale 5, ore 20.35)”.

 

Atti vandalici alla scuola primaria di Acerra

Atti vandalici nel primo circolo didattico di Acerra (NAPOLI), dove tra sabato e domenica ignoti hanno svuotato gli estintori ed i contenitori dei detersivi usati per pulire il plesso di via Diaz, versandone il contenuto sui pavimenti e suppellettili delle aule e degli uffici. L’edificio, che ospita una decina di classi della scuola primaria, rimarra’ chiuso per tre giorni per consentire il ripristino delle aule. La scoperta e’ stata fatta stamattina dal personale scolastico e dal dirigente, che ha quindi disposto la chiusura del plesso, e presentata denuncia alle forze dell’ordine. Secondo quanto ipotizzato dal preside nella denuncia, i vandali potrebbero aver agito tra sabato e domenica, quando la scuola era chiusa. L’edificio dovrebbe restare chiuso tre giorni, per consentire la pulizia delle aule e dei corridoi, ed il ripristino degli estintori.

Terme di Castellammare: presentato il piano di rilancio

“Scommettiamo nella certezza che vi sia una volonta’ ferma e decisa nel ricostruire il termalismo a Castellammare di Stabia”. Cosi’ il sindaco Antonio Pannullo, conversando con i cronisti, a margine della presentazione del piano industriale per il rilancio delle Terme di Castellammare, presso la sede dell’Unione Industriali di NAPOLI. Il Piano prevede la cessione, da parte di Sint, societa’ interamente partecipata dal Comune, ad un soggetto privato della gestione dei Complessi termali ‘Nuove Terme’ e ‘Antiche Terme’, nonche’ la gestione dell’Hotel delle Terme e dell’ex Caserma Cristallina, tramite un contratto di fitto di ramo d’azienda trentennale, rinnovabile per altri trent’anni. “Il piano – prosegue il primo cittadino – e’ strutturato in modo che coloro i quali sono interessati ad investire possano avere una gestione lunga, cosi’ da programmare i progetti nel tempo. Purtroppo – aggiunge Pannullo – quella delle Terme di Castellammare e’ stata una pagina per troppo tempo accantonata. Oggi con la presentazione del Piano industriale di Sint recuperiamo il tempo perduto e apriamo un fronte nuovo verso imprenditori che siano interessati al nostro complesso immobiliare e alle sue prospettive. La politica vuole stare un tantino indietro rispetto alla vicenda imprenditoriale. A noi interessa che le Terme vengano messe a regime nel pieno interesse della citta’, del territorio, della regione e del Paese. Non ci interessa mettere il cappello su questa vicenda. Ci interessa che ci siano imprenditori seri, competenti, professionali, che mettano anche loro a frutto le loro idee”. “Per troppi anni le TERME di Castellammare – sottolinea il direttore generale di Unione Industriali, Michele Lignola – sono rimaste senza la giusta valorizzazione. Abbiamo assistito a punte di abbandono e degrado di un complesso in passato fiore all’occhiello dell’intera regione. L’apertura ai privati nella gestione rappresenta una opportunita’ di rilancio del territorio e di rinascita delle TERME”. L’amministratore Unico della Sint Spa, Biagio Vanacore, spiega l’iter del piano industriale approvato in Consiglio comunale il 27 novembre scorso, che portera’ all’individuazione di un gestore privato. “Da qui al 7 di febbraio, prima della manifestazione di interesse, abbiamo una serie di incontri per la promozione del progetto, tra cui Regione Campania, sedi romane degli ordini professionali e Parlamento europeo. Stiamo immaginando – continua Vanacore – di fare una manifestazione d’interesse innovativa (manifestazione negoziale di dialogo comparativo) sulla base anche delle indicazioni dei nuovi contratti di appalto fatti dall’Anac. Questo significa che noi fin dal primo momento vogliamo interloquire con quelli che possono essere i potenziali investitori, affinche’ questo progetto veda un risultato positivo, e lo veda anche a stretto giro. Dopo questa prima fase ci sara’ il bando di gara, che vedra’ la sua presentazione entro la meta’ del mese di aprile, con una chiusura del bando entro 60 giorni. Se tutto l’iter viene fatto secondo quelle che sono le impostazioni che abbiamo dato, potremmo avere un risultato positivo prima dell’inizio dell’estate”. “Una cosa fondamentale – sottolinea Vanacore – e’ che noi non immaginiamo di fare lo ‘spezzatino’, il bando non lo prevede. La manifestazione di interesse ‘guidata’ e’ proprio per evitare che cio’ accada. Contiamo sull’imprenditoria locale prima di tutto – aggiunge – ma non disdiciamo affatto l’imprenditoria nazionale ed internazionale”. Sull’ammontare degli investimenti necessari per il rilancio del Complesso termale Vanacore aggiunge che sebbene al momento e’ difficile dare delle cifre esatte, l’investimento potrebbe aggirarsi intorno ai 30 milioni di euro.

La Diocesi vende terreno fittato, agricoltore presenta denuncia

Lavorare per oltre 30 anni un terreno e poi essere scippato da un momento all’altro dell’unica certezza della vita. E’ questa la storia di Adamo Giusto, agricoltore nato a San Marcellino, e conduttore-possessore di un frutteto sito a Carinaro nell’area industriale di Aversa Nord, che il 9 dicembre 2016 ha presentato una denuncia-querela contro la Marican Sharing e la Marican Construction, entrambe società con sede legale a Teverola (rappresentate rispettivamente da Carmine Canciello e Ferdinando Canciello) e che nei giorni scorsi ha ottenuto una prima vittoria davanti al giudice Fulvio Mastro del Tribunale di Napoli Nord. E’ una storia lunga che però merita di essere raccontata. Il 55enne Adamo Giusto per 36 anni conduce in fitto un terreno di proprietà dell’Istituto Diocesano per il sostentamento del clero di Aversa con un regolare contratto ed è questo “l’unico bene per il sostenamento mio e della mia famiglia”, si legge nella denuncia presentata alla Procura della Repubblica del Tribunale di Napoli Nord e ai carabinieri di Gricignano di Aversa. Solo che la vita dell’agricoltore cambia il 1 dicembre 2016: recandosi al lavoro trova sul proprio terreno degli operai che già avevano tagliato numerose viti che l’uomo coltivava da anni e oltretutto questi operai stavano anche facendo dei buchi per installare dei pali in cemento per provvedere alla recinzione del terreno. Questi pali, praticamente, impedivano ad Adamo Giusto di accedere liberamente al fondo costringendolo a restare ‘fuori’ dal proprio terreno. Alla richiesta di chiarimenti gli operai riferirono di aver ottenuto l’autorizzazione agli interventi da parte dell’Istituto Diocesano. Da lì a poco intervenne anche il geometra dell’Istituto Diocesano, Antenore Cantile di Frignano, che autorizzò, ulteriormente, i lavori. Interventi che poi sono continuati anche il 6 e l’8 dicembre con gli alberi del frutteto praticamente tutti tagliati e con la legna caricata addirittura su un furgone. E’ facile prevedere quanta legna sia venuta fuori da un terreno di 8mila metri quadri. Ma poi ci sono altri due fatti gravi: i residui del taglio sarebbero stati riposti in un pozzo inquinando le falde acquifere e poi sarebbero addirittura stati asportati attrezzi da lavoro come scale in legno ed arnesi per la coltivazione. Ma chi aveva ordinato questi interventi? La risposta arriva subito: la Marican Sharing. Mentre ad operare sarebbero stati gli operai della Marican Construsction. E qui la denuncia per invasione di terreno, danneggiamento di frutteti esposti per necessità alla pubblica fede, furto del legname tagliato e nonché di beni strumentali per la coltivazione del fondo. Ad aggravare il tutto quanto accaduto nelle settimane successive: su quel terreno è stato costruito un immenso capannone industriale. Ad occuparsi del procedimento è stato l’avvocato di San Marcellino Antonio Quarto che ha portato la vicenda in tribunale ottenendo anche una prima vittoria: il giudice Fulvio Mastro ha rilevato che “è provato il contratto di locazione tra Adamo Giusto e l’Istituto Diocesano e non vi è prova di raccomandate di disdetta e non risultano rilevanti il contratto di compravendita concluso tra la Marican e l’Istituto Diocesano e quindi tutte le autorizzazioni successive”. Inoltre il giudice Mastro durante il procedimento aveva intimato alla società di sospendere i lavori ma ciò non è avvenuto ed in tre mesi è stata ultimata una costruzione da 12 milioni di euro. Ed ecco che emerge un dato significativo in più: l’Istituto Diocesano avrebbe venduto un terreno che invece era ancora affittato a Giusto Adamo (sembrerebbe inoltre a cifre inferiori al valore di mercato). Una sorta di ‘marchetta’ sulla quale la giustizia adesso vuole vederci chiaro: il giudice ha ordinato che vengano rimossi il muro di cemento armato realizzato e anche il capannone industriale, ripristinando quindi lo stato preesistente dei luoghi. E in caso di inottemperanza si potrà procedere con l’attuazione coattiva del procedimento. La Marican è stata anche condannata al pagamento delle spese legali. La società di Teverola ha comunque reclamato l’ordinanza chiedendo ulteriori verifiche.

Pozzuoli, ladro di gioielli a 60 anni: preso e condannato

Tre anni di reclusione, 800 euro di multa, il beneficio dei domiciliari. E’ la condanna, con rito per direttissima, a carico di un sessantenne che i carabinieri hanno arrestato dopo un furto nel Napoletano. L’uomo aveva rubato i gioielli di una 45enne a Pozzuoli. Raffaele Perrella, gia’ noto alle forze dell’ordine, insieme con un complice in via d’identificazione, si era introdotto nella casa di una donna in via Montenuovo in localita’ Licola Patria, dopo l’effrazione della porta d’ingresso, impossessandosi di oggetti preziosi di valore complessivo stimato in mille euro. All’uomo sono stati sequestrati gli arnesi atti allo scasso usati per l’effrazione.

Castellammare, nuova rissa tra baby gang in villa: 6 fermati

Castellammare. Maxi rissa tra baby gang in villa comunale in serata a Castellammare: alcuni fermati in tempi rapidissimi dalla polizia. Si tratta di tutti ragazzini minori che se le sono date di santa ragione non si capisce per quali motivi. La rissa è scoppiata nella zona del lungomare Garibaldi quasi all’altezza della sala giochi dove l’altra notte c’è stata una sparatoria con un 19enne ferito. la polizia che stava presidiando la villa comunale con una Volante in virtù delle nuove disposizioni del Questore di Napoli sul controllo del territorio è immediatamente intervenuta bloccando alcuni dei ragazzi che stavano partecipando alla rissa. Altri sono riusciti a fuggire. Sul posto a supporto è arrivata anche una seconda Volante. I poliziotti stanno valutando le singole posizioni dei partecipanti alla rissa. Quello di questa sera è solo l’ennesimo episodio di violenza urbana che si verificano nella Villa Comunale stabiese. Non si è infatti ancora spento l’eco della sparatoria avvenuta due notti fa sul corso Vittorio Emanuele in cui è rimasto ferito a colpi di pistola Catello Chierchia. Il 19enne, a cui è stata asportata la milza, dopo un delicato intervento chirurgico nell’ospedale san Leonardo di Castellammare, avrebbe partecipato a una rissa avvenuta qualche ora prima proprio sul lungomare Garibaldi. I carabinieri della locale compagnia che stanno conducendo le indagini confidano di risalire al colpevole in tempi brevi. Catello Chierchia, che è incensurato ed è figlio di un noto commerciante del centro cittadino, era stato trovato in possesso di un coltello. I carabinieri aspettano che si ristabilisca dopo l’intervento chirurgico per parlare con lui in maniera più approfondita. Non è escluso che il ragazzo conosca chi ha fatto fuoco contro lui tentando di ucciderlo visto che ha sparato al ventre. Anche se chi ha fatto fuoco indossava un casco che gli copriva il volto i carabinieri confidano nelle visione delle immagini delle telecamere interne alla sala giochi e in quelle del sistema di video sorveglianza pubbliche per poter risalire al pistolero. Nel frattempo in città monta la polemica dopo le dichiarazioni del sindaco Antonio Pannullo su “Castellammare città sicura”.

 Emilio D’Averio

@riproduzione riservata

Spaccia marijuana a bordo di Smart, arrestato a Caserta

Ad appena 19 anni aveva gia’ messo in piedi un cospicuo giro di spaccio di marijuana a Caserta; e per le strade cittadine si muoveva a bordo di una Smart per spostarsi velocemente da una parte all’altra e poter magari sfuggire alle forze dell’ordine. Alla fine lo ha “beccato” la Polizia di Stato che gli ha sequestrato quasi 140 grammi di “erba”. Il giovane pusher e’ stato posto ai domiciliari su ordine del sostituto procuratore di Santa Maria Capua Vetere. Tutto e’ iniziato quando un’auto della Squadra Volante della Questura di Caserta ha notato il 19enne a bordo di una Smart For-Two gialla, in compagnia di un amico coetaneo, che era alla guida. La vettura era ferma nel traffico, ma alla vista della polizia, il giovane al volante ha subito accelerato la marcia. E’ iniziato un inseguimento protrattosi per qualche centinaio di metri fino al Rione Vanvitelli, dove la Smart e’ stata fermata; prima pero’ il 19enne al lato del passeggero ha gettato un borsello marrone, subito recuperato dagli agenti. All’interno vi erano quasi 30 grammi di marijuana, divisi in 22 dosi pronte alla venduta; nell’abitazione del ragazzo sono stati poi trovati, nell’armadio della camera da letto, altre 43 dosi per 111 grammi, oltre ad un bilancino digitale di precisione e 49 bustine di cellophane vuote usate solitamente per contenere lo stupefacente.

Capodimonte, al Real Bosco il festival delle vigne metropolitane di Napoli

Si concluderà sabato 27 gennaio 2018, dalle ore 10.30 alle 14.30 presso il Cellaio del Real Bosco di Capodimonte la seconda edizione del Festival delle Vigne Metropolitane di NAPOLI con un confronto sul tema delle vigne metropolitane e quelle di rilievo storico presenti in alcuni siti reali. Il Festival vuole colmare una lacuna di conoscenza relativa alla città di NAPOLI che è la seconda in Europa, dopo Vienna e prima di Parigi, per ettari vitati nel territorio comunale. In Europa, ormai da anni, si è creato un circuito esclusivo di realtà metropolitane che hanno saputo valorizzare questa risorsa come Parigi – con la Fête des Vendanges de Montmartre, giunta all’84esima edizione – e Torino – con la Vigna della Regina, nata dalla collaborazione virtuosa tra pubblico (Soprintendenza del Piemonte) e privato (azienda di produzione vitivinicola). La prima edizione ha promosso i vigneti esistenti tra Posillipo, Agnano, Chiaiano e i Camaldoli, con un ottimo riscontro tra il pubblico e gli addetti ai lavori; con la seconda edizione, la cabina di regia del Festival vorrebbe accendere i riflettori su quella che sicuramente è stata una delle vigne storiche della nostra città: la Real Vigna del Giardino dei Principi che era collocata all’interno della cosiddetta Delizia Reale. Dalle ricerche svolte presso l’Archivio dell’Orto Botanico risulta infatti che: “Il Giardino dei Principi, parte integrante della Delizia reale, ospitava alberi da frutta, agrumeti, un vivaio e – a mezzogiorno del disordine, a ridosso della muratura – una grande vigna”. Le tracce documentali in merito sono scarse, a causa della nuova sistemazione dell’area operata nel 1840 da Friedrich Dehnhardt, ma sono ulteriormente confermate dalla coeva esistenza di vigneti nelle grande tenute e masserie che occupavano l’area di Capodimonte. Per questo motivo proprio il Cellaio nel Real Bosco di Capodimonte sabato 27 gennaio 2018, ospita la giornata conclusiva del Festival. Dalle ore 10.30 si terrà il convegno dal tema “Il recupero e la valorizzazione delle Vigne storiche”, al quale interverranno Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Nino Daniele, assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di NAPOLI, Enrico Panini, assessore alle Attività Economiche del Comune di NAPOLI, Piero Mastroberardino che illustrerà il case history del vino “Villa dei Misteri”, progetto nato nel 1996 in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Pompei, Leonardo Ancona, responsabile del Parco dell’Acquedotto Carolino, che spiegherà il progetto di ripristino della coltivazione e della gestione dell’antica vigna borbonica denominata “Vigna di San Silvestro” nella Reggia di Caserta. L’incontro sarà moderato da Tommaso Luongo dell’AIS NAPOLI e direttore scientifico del Festival delle Vigne Metropolitane di NAPOLI. Alle ore 12.30, il professor Carmine Guarino, docente di Botanica sistemica presso l’Università del Sannio-Dipartimento di Scienze Tecnologiche affronterà il tema della “Botanica e agricoltura nei Siti Reali” insieme a Ivo Poggiani, presidente della III Municipalità Stella-San Carlo all’Arena del Comune di NAPOLI, mentre Carmine Maturo, esperto in turismo sostenibile, condurrà i presenti in un viaggio lungo le pendici della Collina Gentile: da via Foria a Capodimonte. Nel corso della giornata, accompagnati dalla posteggia napoletana dell’associazione MusiCapodimonte di Aurora Giglio, sarà possibile degustare i vini delle Vigne Metropolitane in abbinamento con i prodotti gastronomici del territorio. L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento dei posti. Per informazioni e prenotazioni: tel. +39 320 7275544 e mail vignemetropolitanenapoli@gmail.com. L’evento è organizzato e promosso dall’associazione culturale Arteteca, con il contributo della Camera di Commercio di NAPOLI e SI Impresa, Azienda Speciale della Camera di Commercio di NAPOLI e in collaborazione con Ravello Creative Lab, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Comune di NAPOLI – Assessorato alla Cultura e al Turismo e Assessorato al Bilancio, al Lavoro e alle Attività Economiche, associazione Campi Flegrei a Tavola, AIS associazione italiana sommelier-delegazione di NAPOLI, IPSEOA G. Rossini-Istituto professionale di Stato per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera. Giunto alla seconda edizione, il Festival delle Vigne Metropolitane di NAPOLI ha preso il via lo scorso 26 dicembre, presso il cortile del Maschio Angioino di NAPOLI, con la rappresentazione teatrale “Viv le Ruà. Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori e… 25, 59 e 70” di Ciro Pellegrino e con Paola Maddalena, Ciro Pellegrino, Ciro Scherma, Giovanna Marziano, Carlo Riccardo e Olimpia Panariello. Nel corso del mese, poi, si sono succedute le visite guidate nelle cantine alla scoperta dei vini “Made in Partenope” e dei vigneti metropolitani di NAPOLI. Posillipo, Agnano, il Vomero e Chiaiano sono le aree maggiormente interessate. Inoltre, la zona di NAPOLI è una delle poche aree a livello mondiale che, grazie alla conformazione vulcanica del terreno, conserva il tipo di coltivazione “a piede franco”, ossia senza l’impiego della vite americana come portainnesto del vitigno della varietà coltivata. Una rarità che, in questi ultimi anni, è sempre più apprezzata da enologi ed amanti del vino, perché in grado di preservare la purezza dei vitigni e la tradizione del metodo di coltivazione.

Terra fuochi: sequestrata discarica abusiva, tre denunciati

Una vasta area destinata abusivamente a deposito di quindicimila metri cubi di rifiuti speciali, pericolosi e non, e’ stata sequestrata dalla Guardia di Finanza di NAPOLI nel comune di Arzano (NAPOLI). Tre le persone denunciate. In particolare l’operazione, preceduta da missioni aeree condotte sul territorio della provincia di NAPOLI, ha permesso di riscontrare in un’area prossima al centro abitato, migliaia di metri cubi di rifiuti speciali pericolosi e non – in generale provenienti da attivita’ di costruzione e demolizione edifici, frammisti a plastiche, materiali lignei e ferrosi, vetture fuori uso, rifiuti urbani e scarti dell’industria tessile – gestiti da tre cittadini di nazionalita’ italiana, gia’ noti per analoghi precedenti. L’area, chiusa da alti muri e da un cancello in ferro, nonostante fosse stata recentemente gia’ oggetto di sequestro, continuava ad essere illecitamente utilizzata dai tre individui, senza alcun titolo, per deposito, stoccaggio e movimentazione dell’enorme quantitativo di rifiuti. Tra l’altro, gli scarti provenienti dall’industria tessile erano destinati ad un illecito mercato, bypassando qualunque processo di sanificazione e igienizzazione. Tre le persone denunciate. Solo ad uno dei tre sono state contestate anche gravi violazioni di altra natura penale. L’area, nonche’ due autocarri (pieni di rifiuti speciali) sono stati sottoposti a sequestro.