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Torre Annunziata: ‘Una talpa nei carabinieri informava il clan Gallo-Cavalieri’, la deposizione al processo

“Avevamo il sospetto che ci fosse una talpa del clan Gal­lo-Cavalieri all’interno dei carabinieri di Torre Annunziata”. La sconcertante rivelazione è stata fatta l’altro giorno davanti ai giudici del Tribunale di Torre An­nunziata, da un militare del nucleo investigativo che tra il 2006 e il 2008 ha indagato sugli affari illeciti e sul traffico di droga gestito dal clan nella zona Vesuviana e non solo. Il carabiniere ha fatto una lunga deposizione nel corso del processo che vede imputati Luigi Savino e Luigi Bollino, detto o’ studente ex lati­tante   e trafficante internazionale di droga catturato a Nowy Targ in  Polonia a gennaio scorso dove faceva il pizzaiolo in un locale gestito da italiani. Il carabiniere ha focalizzato la sua attenzione su alcune conversazioni tra l’ex latitante e Vincenzo Gallo, cugino di Pasquale ‘o bellillo, quest’ultimo ritenuto il padrino fondatore del clan, e finite agli atti del processo. Proprio da alcune telefonate tra i due – finite agli atti del processo – sarebbe venuto fuori il ruolo di “un maresciallo che  avrebbe fornito informazioni sulle indagini ai rappresentanti della cosca”. Ma non è l’unico retroscena raccontato durante il proces­so. Il carabiniere ha anche ricostruito nei dettagli il contesto criminale a Torre Annunziata dal 2006 al 2008 (il periodo d’indagine). Anni terribili in cui si “uccidevano anche 2 persone al giorno.
Bollino era un uomo di rango del clan. Vincenzo Gallo avrebbe af­fittato un appartamento a Maiori, in provincia di Salerno. Il contratto era intestato a un suo prestanome. E  volevano trasformare quella struttura nel covo del clan”.  Non a caso a Maiori, i carabinieri  negli anni scorsi avevano intercettato numerose conversazioni tra soggetti considerati vicini alla cosca. E quell’immobile -secondo la tesi della Dda – fungeva anche da na­scondiglio per boss e affiliati per sfuggire alle ricer­che delle forze dell’ordine. A conferma del ruolo di Bollino nell’organizzazione anche una cena, proprio a Maiori, Vin­cenzo Gallo. Il carabiniere nel corso della sua deposizione ha fatto anche riferimen­to ad alcune perquisizioni eseguite a casa di Bollino negli anni della guerra di camorra. Operazioni che portano al sequestro di un giubbotto antiproiettile.

Il presunto piromane del Vesuvio si dedica ai disabili in carcere

E’ stato fissato per fine febbraio il processo con rito abbreviato a carico di Leonardo Orsino, il 24enne di Torre del Greco, passato alle cronache come il presunto piromane del Vesuvio. Il giovane che , si è sempre professato innocente, e da  7 mesi è chiuso in carcere nel padiglione San Paolo del carcere di Poggioreale, dove si sta dedicando ai disabili. Conta su un consistente sconto di pena anche alla luce della sua attività interna al penitenziario e del suo comportamento. Durante l’interrogatorio di garanzia si era professato innocente, riferendo dettagliatamente tutti i suoi spostamenti di quella giornata: “Non ho fatto nulla – aveva ribadito Leonardo Orsino – non avrei mai potuto fare una cosa del genere mettendo a rischio la vita mia e quella dei miei familiari”. Fu arrestato il 28 luglio scorso con l’accusa di aver incendiato circa 10mila metri quadrati del Parco del Vesuvio grazie ad una velocissima indagine dei carabinieri di Torre del Greco. Si arrivò alla sua identificazione grazie ad alcune intercettazioni telefoniche nelle quali le zie parlavano della sua responsabilità nell’incendio che a metà luglio divampò sul Vesuvio, rivelazioni involontarie seguite da alcuni tentativi di depistaggio quando i familiari furono interrogati dalle forze dell’ordine. Leonardo Orsino ha sempre negato ogni addebito sull’incendio che divampò la sera tra il 3 e il 14 luglio, ma secondo gli inquirenti quella sera fu proprio lui ad appiccare quel focolaio con un accendino. Tant’è che la mamma avvisò il marito, fuori per lavoro: “Enzo stiamo prendendo fuoco nella casa nostra è quello s… di tuo figlio”.  A far chiudere definitivamente il cerchio, intorno al ragazzo, garzone di un macellaio, la testimonianza di un ex amministratore comunale di Torre del Greco, che nella sera tra il 13 e 14 luglio avrebbe avuto modo di vedere e sentire Orsino che, per depistare le indagini, avrebbe indicato ai vigili urbani di Torre del Greco di seguire un giovane in sella di un Liberty Piaggio, sostenendo fosse l’autore degli incendi.

 

Incidente mortale: è stata il 25enne a imboccare contromano l’autostrada

Per la polizia stradale non ci sono dubbi è stato Francesco Merola il giovane che ieri avrebbe compiuto 25 anni ad imboccare contromano l’autostrada e a schiantarsi contro l’auto guidata dal noto imprenditore caseario di Battipaglia, Carmine Moretta a causare l’incidente che ha portato alla morte entrambi. Un momento di annebbiamento forse dovuto alla stanchezza della serata e nottata trascorsa in compagnai di amici e fidanzata a fargli commettere l’errore e imboccare l’autostrada del mediterraneo in senso opposto. Erano le 6,50 di ieri mattina . L’incidente è avvenuto al chilometro 10 dell’A2, in territorio di San Mango Piemonte nella corsia nord direzione Salerno. L’impatto tra la Lancia Y di Merola e l’Audi A3 di Morretta di Moretta è stato violentissimo. I due in pratica sono morti sul colpo. I passanti hanno dato subito l’allarme e sul posto sono arrivate le ambulanze. ma non c’era oramai più niente da fare per entrambi. Francesco Merola aveva appena accompagnato la fidanzata a casa, Moretta invece come tutti i giorni stava procedendo ad effettuare la consegna del latte. Era un imprenditore molto noto nella Piana del Sele. Il latte lo produceva in un’azienda zootecnica a Eboli con un centro di smistamento  in località Serroni, a Battipaglia.  Morretta era titolare della società “New Milk”. In passato, con la cooperativa “Latte Sele” aveva tentato di acquistare la Centrale del Latte di Salerno. L’imprenditore che amava le auto sportive e si dilettava a gareggiare lascia la moglie Annalisa e quattro figli. Francesco Merola invece di Calvanico lavorava con il padre nel mondo dell’edilizia. Era figlio unico. La notizia del tragico incidente e della morte di entrambi ha sconvolto i due paesi di residenza. Il magistrato di turno dopo aver letto la relazione della polizia stradale sull’incidente e ha ascoltato il medico legale che ha effettuato un esame esterno sui corpi ha deciso di non procedere all’autopsia. nel pomeriggio nei rispettivi comuni di residenza si svolgeranno anche i funerali delle due vittime.

 

Arzano si è fermata per l’ultimo saluto a Ciro: il mistero sulla sua morte resta

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Oltre un migliaio di persone hanno partecipato oggi pomeriggio ad Arzano ai funerali del 16enne Ciro Ascione trovato morto in settimana lungo i binari della tratta ferroviaria Napoli-Caserta a pochi chilometri dalla stazione di Casoria dove il ragazzo era diretto e dove il padre Pasquale lo attendeva. La parrocchia di Sant’Agrippino in Piazza Cimmino era gremita fino all’inverosimile e tanti, tantissimi sono rimasti fuori per mancanza di spazio. Gli amici di Ciro hanno indossato una maglietta con il volto sorridente del ragazzo e la scritta Ciro Vive. Molti ancora oggi, nonostante la versione ufficiale fornita dalla polizia di napoli che visionato a lu go i filmati delle telecamere lungo il tragitto del treno, non credono ancora alla disgrazia. Ovvero al fatto che un ragazzo educato, gentile ma anche gracile come Ciro abbia prima cercato di prendere il treno al volo e poi sia rimasto aggrappato per circa 7-8 minuti sul predellino della carrozza vuota del treno che aveva in pratica perso e che doveva portarlo all’appuntamento con il papà. “Provate a fare voi una cosa del genere, oppure provino i magistrati e i poliziotti a farlo”, hanno ripetuto a lungo alcune mamma degli amici dello sfortunato ragazzo. Le mamma non ritengono possibile che si resti in equilibrio per tanto tempo e comunque a una certa velocità come avrebbe fatto Ciro. e poi in molte si chiedono perché dopo tre giorni è stato trovato il copo del ragazzo lungo i binari. 2Possibile che in tre giorni nessun treno sia passato e nessuno si sia accorto del corpo del ragazzo?”. troppe domande e troppi misteri secondo molte persone che conoscevano Ciro e la famiglia aleggiano sulla sua morte. Commozione e rabbia ai funerali. All’uscita della  bara gli applausi e i palloncini colori che si sono levati in cielo. Era questo l’ultimo saluto terreno per il sedicenne. Ma il mistero sulla sua morte comunque resta.

Cava, in migliaia alla fiaccolata per Nunzia Maiorano

Cava de Tirreni. Non meno di tremila persone hanno partecipato questa sera alla fiaccolata organizzata dal Comitato delle Associazioni cavesi in memoria di Nunzia maiorano, la 48 enne mamma di tre figli uccisa cinque giorni fa dal marito Salvatore Siani in un folle momento d’ira perché la donna aveva deciso di lasciarlo. Al corteo partito poco dopo le ore 18 da piazza Amabile (davanti la scuola Don Bosco), si è snodato lungo il centro storico di Cava de Tirreni per fermarsi in Piazza San Francesco. Alla manifestazione, silenziosa, di raccoglimento e preghiera per Nunzia hanno partecipato anche gli studenti delle scuole cittadine. Tutti avevano una candela bianca per ricordare la sfortunata mamma.

Di Maio, Cinque Stelle: ‘Con noi in lista incensurati e persone competenti’

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“Per Renzi la composizione delle liste e’ stata un’esperienza devastante, per me e’ stata entusiasmante”. Luigi Di Maio decreta la chiusura delle liste M5S, operazione spinosa e destinata, nel Movimento, a lasciare piu’ di uno strascico. Ma il candidato premier, cavalcando le tensioni di queste ore, ribalta lo schema e accende i fari sui problemi che gli altri, a cominciare da Matteo Renzi, hanno avuto nella scelta dei candidati. E pone una linea di separazione tra il M5S e gli altri: “La destra e la sinistra candidano impresentabili e paracadutati, noi abbiamo una squadra incredibile”. E la squadra sara’ presentata domani mattina, al Tempio di Adriano. Sul palco Di Maio portera’ i candidati “esterni” di punta che il M5S candidera’ agli uninominali: dall’olimpionico Domenico Fioravanti all’avvocato anti-ecomafie David Zanforlini fino all’economista Lorenzo Fioramonti che, tra l’altro, mercoledi’ sara’ con Di Maio negli incontri con diversi investitori internazionali alla City di Londra. Non e’ stata una selezione semplice. I “no” dalla cosiddetta societa’ civile non sono stati pochi (quello di Milena Gabanelli, ad esempio) ma, alla fine, Di Maio puo’ schierare una squadra infarcita di nomi simboli e profili “locali”, capace di mordere un elettorato trasversale: da quello piu’ tradizionale o conservatore (con l’imprenditore lucano Salvatore Caiata o con “un ammiraglio” e “un capitano dell’esercito” di cui Di Maio non svela il nome) a quello piu’ intellettuale, con una serie di accademici e presidenti di ordini professionali. E in queste ore si chiude anche la caotica parentesi delle parlamentarie. Le ultime limature hanno visto la cancellazione di ulteriori candidati. Via Maria Cristina Gervasi e Alessandra Cocco nel collegio Estero (rispettivamente capolista per il SEnato e al secondo posto per la Camera), via in Campania 2 Senato Angelo Zanfardino (era in 2/ posizione) in merito al quale, 5 giorni fa, un attivista chiedeva via facebook: “ci fate conoscere Zanfardino? Pare che nessuno dei nostri amici (attivisti e non) ne abbia notizia”. In Sicilia, invece, scoppia il caso Ragusa. Il vice sindaco Massimo Iannucci, infatti, ritira per protesta la sua disponibilita’ a candidarsi come sindaco alle prossime amministrative. “Non candidate alcun ragusano alla Camera e al Senato e allora cercatevi un altro candidato sindaco”, e’ la stoccata di Iannucci. Di Maio, comunque, tira dritto. Giovedi’ sara’ assieme ad altri big a Milano per preparare l’ultimo mese di campagna. Un mese che, dopo settimane di rally in solitaria, vedra’ il capo politico affiancato dagli altri volti noti del Movimento: da Roberto Fico, con la sua campagna a domicilio a Napoli, a Alessandro Di Battista, che il 1 febbraio iniziera’ il suo tour in camper per tutta la penisola.

Elezioni, con Leu in Campania: Scotto e la Rostan capilista

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Arturo Scotto e Michela Rostan sono i capilista di Liberi e Uguali nei collegi plurinominali della circoscrizione Campania 1 alla Camera, corrispondente al territorio della provincia di Napoli. Le liste di Liberi e Uguali sono state consegnate nel tardo pomeriggio alla Corte d’Appello di Napoli. Michela Rostan, eletta con il Partito democratico nel 2013, sarà capolista nel collegio Campania 1-01 corrispondente all’area nord della provincia napoletana, mentre Scotto è capolista a Campania 1-02 (Napoli città) seguito da Elisabetta Gambardella, altra “fuoriuscita” del Pd, e capolista a Campania 1-03 (area sud della provincia di Napoli). Tra i candidati nei collegi uninominali spiccano Elpidio Capasso, consigliere comunale di Napoli del gruppo “Dema” (emanazione del movimento fondato da de Magistris) a Casoria, Mario Coppeto, consigliere comunale di Napoli del gruppo “Sinistra in Comune” ed esponente di Articolo 1 Mdp nel collegio che comprende i quartieri San Carlo all’Arena, Vomero e Arenella di Napoli, e Josi Gerardo Della Ragione, blogger ed ex sindaco di Bacoli, nel collegio di Pozzuoli. Al Senato, candidato nel collegio uninominale Campania 7 (che comprende parte della città di Napoli) è Toni Nocchetti, presidente dell’associazione “Tutti a scuola onlus”. Capolista del plurinominale Campania 2 al Senato (città di Napoli più il collegio di Casoria) è Peppe De Cristofaro, seguito da Loredana De Petris, Toni Nocchetti e Daria Brigante. “Liberi e Uguali presenta per la Camera e il Senato liste aperte e radicate nei territori dell’area metropolitana di Napoli”, dichiara Francesco Dinacci, coordinatore metropolitano di Napoli di Articolo 1-Mdp. “Oltre i parlamentari uscenti Arturo Scotto, Michela Rostan e Peppe De Cristofaro – aggiunge – hanno scelto di correre insieme a noi donne e uomini impegnati nel mondo del lavoro e del sociale, della scuola e dell’università, dell’associazionismo locale, delle professioni e della lotta per l’ambiente, esperienze di chi vive condizioni di precarietà, nonché personalità e dirigenti delle nostre forze organizzate. Con queste liste diamo un messaggio forte alla società napoletana per costruire con Pietro Grasso un Paese più giusto ed uguale, a partire dalla battaglia per un nuovo Mezzogiorno”.

Elezioni, Luigi Cesaro vince il braccio ferro: sarà ancora candidato alla Camera

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Elezioni, Luigi Cesaro vince il braccio ferro: sarà ancora candidato alla Camera. Lorenzo Cesa sara’ candidato in Campania come capolista di Noi con l’Italia nel collegio che di Nola. Il segretario dei centristi che hanno costituito insieme a Fitto la “quarta gamba” del centrodestra ha deciso di scendere in campo nel collegio a sud di Napoli. L’arrivo di Cesa a Nola ha portato un effetto domino in Forza Italia che ha ora la necessita’ di spostare in altro collegio Mara Carfagna che era originariamente destinata allo stesso collegio: la parlamentare potrebbe essere spostate al collegio di Napoli nord, che comprende Scampia e Secondigliano. Nelle liste che Forza Italia consegnera’ domani pomeriggio sembra ormai scontato che ci sara’ Luigi Cesaro, il parlamentare uscente avrebbe infatti vinto il braccio di ferro per essere ricandidato, una scelta che escludera’ la candidatura di suo figlio Armando Cesaro, che resterebbe quindi nel suo ruolo di capogruppo di Fi in consiglio regionale della Campania. Tutto e’ comunque in divenire in Forza Italia soprattutto perche’ bisogna ancora trovare la quadra sull’equilibrio di genere su base nazionale: al Senato lo scacchiere e’ al completo, mentre alla Camera mancano 40 donne. Per questo Fi in Campania schierera’ anche due consigliere regionali, Flora Beneduce e Maria Grazia Di Scala. Intanto si compone anche il puzzle di Fratelli d’Italia con Enzo Rivellini che sara’ candidato al Senato a Castellammare, Luca Scancariello nella provincia di Napoli Nord, Edmondo Cirielli a Scafati e Giovanna Petrenga ad Aversa. Per la Lega scenderanno sicuramente in campo Gianluca Cantalamessa e Giuseppina Castiello. Tornando a Forza Italia, nel maggioritario per la Camera i nomi che spiccano sono Antonio Pentangelo, ex assessore di Cesaro alla Provincia di Napoli e poi presidente della Provincia stessa, a Sorrento, e gli ex assessori regionali della giunta Caldoro Severino Nappi a Ischia e Caterina Miraglia a Chiaia, candidatura che escluderebbe quella del figlio Stanislao Lanzotti, consigliere comunale a NAPOLI. In campo tra i “civici” due donne, l’imprenditrice Elisa Russo impegnata nell’associazione “La Forza delle Donne”.

L’ infermiera in ospedale dice al ghanese: ‘Torna in Africa’ e scoppia il caso

“Sono qui al pronto soccors per una visita. l’infermiera di turno non sta preocupando della mia salute è molto infastidita dalla mia presenza, quindi mi chiede perché sono venuto in italia? io: “chiedimi del mio problema, per favore ” .lei: no no, questo è il mio paese e se non ti piace torna in Africa.” E comunque ha la croce e il quadro di padre pio appesi dapertutto. Io le ho fatto notare sfidando la sua fede e la sua professionalita’. Si infastidisce ancora di piu’ ” viva salvini..viva italia.” Ha esclamata. Io sono ancora in fila per vedere il medico. Vi aggiorno ragazzi. Sono Musah, e’ sono In diretta dall’Ospidale civile”.

Erano le 15, 50 di ieri quando Musah Awudu, un mediatore culturale che collabora con la Caritas di Benevento ha postato sulla sua pagina Facebook lo scritto. E’ bastato poco perché si scatenasse un vespaio di polemiche. Poi, oggi parlando con l’Ansa, Musah quasi chiede scusa per il clamore che il suo messaggio ha creato in citta’: “Il post e’ stato una reazione a caldo, uno sfogo, non immaginavo, ne’ era mia intenzione, sollevare un polverone. Cosa vorrei dire all’infermiera che mi ha offeso? Vorrei incontrarla, guardarla negli occhi e abbracciarla, convinto della sua buona fede e che il suo e’ stato un gesto di stizza. Null’altro”. “Credetemi – dice ancora il mediatore culturale, collaboratore della Caritas – non voglio accendere i riflettori sulla vicenda, anche perche’ Benevento e’ una citta’ piccola: sto ricevendo solidarieta’ da tantissimi amici ma anche da tanta gente che non conosco e che condanna l’episodio”. “Sono certo – continua Musah – che l’infermiera avra’ detto quelle cose forse perche’ stressata dal turno di lavoro, dopo ore trascorse a soccorrere malati. Gia’ ieri sera, dopo l’episodio, i sanitari dello stesso ospedale che operavano al pronto soccorso mi hanno quasi ‘coccolato’, ma per me era finita li'”. Sulla vicenda e’ intervenuta anche l’Arci di Benevento, con un comunicato firmato dal presidente Fulvio Ianiro: “A Musah, conosciuto in citta’ come un serio professionista e un ragazzo di profonda sensibilita’, va tutta la nostra solidarieta’; abbiamo poi saputo del tam tam di questo gravissimo, ennesimo, episodio accaduto nella ‘tranquilla’ citta’ di Benevento. Sarebbero molte le cose da dire in merito, partendo dal grave comportamento dell’ operatrice in veste di funzionario svolgente un pubblico servizio, quindi assoggettato alle leggi di dello Stato, a partire da quelle costituzionali”. “Non sta a noi di certo in quadrare legalmente questo triste episodio, – conclude la nota dell’Arci – ma condannarne tutti gli aspetti si, perche’ non e’ possibile che nel 2018 accadano ancora fatti intrisi di tale ignoranza, dove e l’ arroganza assume persino le vesti di una delicata istituzione come quella sanitaria pubblica, che e’ un baluardo essenziale di democrazia, solidarieta’, mutualismo, uguaglianza e umanita’, e non si tratta di ‘buonismo’, ma di consapevolezza dell’ essere cittadini liberi, seppure in uno Stato in cui l’ idiozia e’ ancora largamente diffusa”.

Giornata di sangue sulle strade italiane: sei morti tra cui un bimbo di 4 anni

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Giornata di sangue sulle strade italiane: sei morti tra cui un bimbo di 4 anni. Un anziano travolto a Milano da un pirata della strada ubriaco e senza patente, due uomini uccisi nel Salernitano da uno scontro frontale in autostrada, un bimbo di 4 anni morto in un incidente nel Bresciano e due giovani morti in scooter a Catania. Continua ad allungarsi la scia di sangue sulle strade italiane, che nel solo 2017 ha contato 1.656 persone decedute. L’incidente che ha tolto la vita a Sandro Orlandi, milanese di 88 anni, e’ avvenuto ieri sera in via Michelino da Besozzo. Intorno alle 20, un 45enne incensurato ha investito l’anziano sbalzandolo per 22 metri sulla strada ed e’ poi fuggito dal luogo dell’impatto, senza prestare soccorso e andando a sbattere contro due veicoli fermi. L’uomo e’ stato rintracciato dagli agenti della Polizia locale di Milano e arrestato per omicidio stradale nella sua abitazione. Dagli esami preliminari effettuati, e’ emerso che il pirata della strada aveva un tasso di alcol nel sangue superiore ai limiti consentiti per la guida. L’uomo, che guidava con la patente sospesa e senza assicurazione, e’ stato denunciato dalla Polizia locale anche perche’ si e’ rifiutato di sottoporsi all’alcol test, tanto che e’ stato necessario disporre un prelievo ematico coattivo. L’auto con cui ha investito l’anziano (una Bmw visibilmente danneggiata dall’impatto) era ancora parcheggiata nel cortile di casa. Due uomini sono invece morti in uno scontro frontale avvenuto sulla corsia nord dell’A2, l’autostrada del Mediterraneo, nel tratto salernitano tra gli svincoli di Pontecagnano Nord e San Mango Piemonte, in direzione nord. A perdere la vita, un 25enne di Salerno che oggi avrebbe festeggiato il suo compleanno e un 68enne di Battipaglia. Le due autovetture si sono scontrate frontalmente: questo significa che una delle auto procedeva contromano. Due giovani di 22 e 19 anni che erano in sella a uno scooter hanno perso la vita la notte scorsa a Catania, nello storico rione San Cristoforo. Le cause dello schianto non sono ancora chiare. Infine, un bambino di quattro anni e’ morto in un incidente stradale avvenuto la scorsa notte a Pompegnino di Vobarno, in provincia di Brescia. Il bambino era a bordo dell’auto guidata dal padre, 30 anni, rimasto illeso. A bordo della vettura c’era anche la compagna ventenne dell’uomo che e’ rimasta ferita, ma non e’ in pericolo di vita. L’auto e’ uscita di strada all’ingresso di una galleria.

‘Potere al Popolo’ la prima lista presentata a Napoli, e c’è anche il Partito delle Buone maniere

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Napoli.Sono quelle di “Potere al popolo”, lista nata dall’esperienza del centro sociale napoletano Ex Opg – Je so pazzo, le prime liste consegnate alla Corte d’appello di Napoli per le elezioni politiche del 4 marzo. Capilista alla Camera nei tre collegi plurinominali della circoscrizione Campania 1, corrispondente al territorio della provincia di Napoli, sono il sindacalista Giorgio Cremaschi, Gianpiero Laurenzano e Maria Rosaria Malapena. L’ufficio elettorale istituito presso la Corte d’Appello di Napoli ha aperto regolarmente alle ore 8 nella biblioteca “Girolamo Tartaglione” del Palazzo di Giustizia di Napoli. Qui, fino alle ore 20 di domani sera, saranno consegnate tutte le liste di candidati delle circoscrizioni Campania 1 e 2 per la Camera dei Deputati e della circoscrizione Campania per il Senato.

In abito da sposa e con un enorme logo del “Partito delle buone maniere – Dispositivi anti-molestie”. Così Valeria Ravio e Giuseppe Cirillo, quest’ultimo già fondatore del “Partito preservativi gratis”, si sono presentati nel Palazzo di Giustizia per la consegna delle liste dei candidati per il partito “delle buone maniere”. Due soli i candidati del partito, gli stessi Cirillo e Ravio, entrambi nel collegio plurinominale 2 della circoscrizione Campania 1 per la Camera dei Deputati, il collegio cioè corrispondente all’intera città di Napoli.

Intanto nel Pd sara’ il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli la capolista al Senato in Campania nel collegio di Caserta e non Roberta Pinotti. Il cambio nella lista e’ stato deciso dal Partito Democratico che aveva indicato stamattina il ministro della Difesa nella lista pubblicata sul proprio sito web e poi ha provveduto al cambiamento. Al secondo posto in lista resta il presidente del partito in Campania Stefano Graziano che nei giorni scorsi era stato indicato come capolista ma e’ poi sceso al numero due per esigenze di riequilibrio di genere a livello nazionale che hanno portato il Pd a inserire un ministro donna in quel collegio.

Emmanuela Florino, figlia dell’ex senatore del Msi Michele Florino, è capolista di Casapound nei tre collegi plurinominali della circoscrizione Campania 1 per la Camera dei Deputati, corrispondente al territorio della provincia di Napoli. Le liste di Casapound sono state le seconde presentate questa mattina nella Biblioteca Tartaglione del Palazzo di Giustizia di Napoli, poco dopo quelle di Potere al popolo. Emmanuela Florino è responsabile regionale di Casapound e nel 2016 è stata candidata presidente della Terza Municipalità di Napoli (Stella-San Carlo all’Arena) per Fratelli d’Italia (nelle cui liste erano confluiti gli esponenti di Casapound), raccogliendo 585 preferenze pari all’1,8% del totale dei voti validi. Nei collegi Campania 1-01 e 1-02 il secondo nome è quello di Giuseppe Savuto, nel 2016 candidato al Consiglio della Nona Municipalità di Napoli (Soccavo-Pianura), tra i militanti di Casapound presenti questa mattina alla consegna delle liste dei candidati e delle firme nell’ufficio elettorale della Corte d’Appello di Napoli.

 

Cavese: i gol di Fella e Massimo mandano l’Altamura ko

Vittoria tra le mura amiche della Cavese per 2-0 senza mai soffrire. Una rete per tempo, firmate Fella e Massimo che regalano i 3 punti alla Cavese che permettono di rimanere in scia dell’Altamura, anche oggi vittorioso. Schieramenti speculari per i tecnici Bitetto e Ginestra, ovvero 3-5-2. Parte forte la Cavese. Al 5’ imbucata centrale per Martiniello che resiste bene al contrasto avversario ma spara alto. Tre minuti dopo Fella dai 35 metri circa prova la conclusione da fermo ma è sfortunato e colpisce la traversa. Al 20’ dagli sviluppi di un calcio d’angolo Morelli salva sul colpo di testa di Fabbro, sulla ribattuta l’arbitro ferma per offside. Al 32’ la Cavese trova il vantaggio con Fella che elude il fuorigioco con un perfetto inserimento sul filtrante di Massimo e trafigge Morelli. Termina il primo tempo con la Cavese padrona del gioco mentre mai pericoloso l’Altamura. Al 55’ primo cambio della gara con Gorzegno che rileva l’infortunato Fabbro; la squadra ora passa al 4-4-2. Al 60’ trova il raddoppio la Cavese: discesa di Fella sulla sinistra e cross basso, indecisione della retroguardia avversaria e ne approfitta Massimo che non perdona da posizione ravvicinata. All’80’ cavalcata centrale di Manzo ma al momento di tirare cicca la sfera mandando a lato.E’ l’ultima azione degna di nota della gara che si chiude sul 2-0 per i padroni di casa.

CAVESE- ALTAMURA 2-0

CAVESE: Bisogno; Lame, Garofalo (81’ Frezzi), Manzo, Fabbro (55’ Gorzegno), D’Alterio, Carotenuto, Massimo (78’ Logoluso), Girardi, Fella, Martiniello. A disp.: Marruocco, Marino, Favasuli, Oggiano, Tripoli, De Angelis. All. Bitetto

ALTAMURA: Morelli, Montemurro, Di Benedetto (84’ Lucchese), Aliperta, Santaniello (63’ Presicce), D’Anna, Figliolia (77’ Di Senso), Palermo (70’ D’Ascoli), Caldore, Casiello (77’ Lopez) Clemente. A disp.: Petruzzelli, Polimuro, Notaristefano, Ostuni. All. Ginestra

ARBITRO: Daniele De Tommaso di Rieti

ASSISTENTI: Luca Pantano di Frosinone e Vincenzo D’Acunzi di Asti

MARCATORI: 32’ Fella (C), 60’ Massimo (C)

AMMONITI: Manzo (C), Aliperta (A), Santaniello (A), Fabbro (C) Massimo (C), Garofalo (C)

ESPULSI: –

NOTE: Angoli: 6-2. Recupero: 3’+1’ pt, 4’ st

Vincenzo Vitale

Follia Belec e per il Benevento è notte fonda anche a Torino

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Un gol a freddo, la follia del portiere Belec che si fa espellere al 33′ del primo tempo prologo per le altre due reti subite nella prima frazione di gioco e per il Benevento è notte fonda a Torino. Un 3-0 che non lascia scampo ai sanniti sempre più lontani dalla salvezza e domenica sera sono attesi dallo storico derby in casa con il Napoli capolista..La squadra di De Zerbi, seguita ed incitata anche oggi da un migliaio di encomiabili tifosi, sotto il piano del gioco ha fatto vedere anche qualche idea interessante che però non è riuscita a concretizzare. Dei nuovi acquisti, positivo Guilherme. Da rivedere gli altri. Si rivede Belotti, anche se solo in panchina, nel Torino che affronta il fanalino di coda Benevento allo stadio Olimpico Grande Torino. Walter Mazzarri schiera i granata con il 4-3-3, con Iago Falque, Niang e Berenguer in attacco. Risponde De Zerbi disponendo il suo Benevento con un 4-2-3-1 con Coda unica punta, alle sue spalle il trio Guhilherme, Djiuricic e D’Alessandro. Primo tempo tutto di marca granata, ottimo l’avvio della squadra di Mazzarri che dopo tre minuti è già in vantaggio grazie al gol di testa di Iago Falque su cross dalla sinistra di Berenguer. Rete validata dopo un rapido silent check dell’arbitro con il VAR. Nell’occasione dormita colossale della retroguardia sannita. Colpito a freddo, il Benevento prova a reagire e si rende pericoloso al quarto d’ora con un colpo di testa di Coda di poco a lato su punizione dalla trequarti di Cataldi. Ci prova poi il neo acquisto Guilherme, con un paio di sinistri dal limite: il primo deviato in angolo da Sirigu e il secondo di poco a lato. La squadra di De Zerbi sembra crederci e si affida soprattutto alla velocità di Guilherme e D’Alessandro, anche perché il Toro appare rinunciatario quasi a volersi accontentare del gol trovato in avvio. Proprio nel loro momento migliore, però, i campani restano in dieci per il folle gesto di Belec che scalcia Niang a terra a gioco fermo. Inevitabile il rosso, De Zerbi manda allora in campo Brignoli al posto di Djuricic. La partita è ormai compromessa e prima dell’intervallo il Toro chiude i conti con il raddoppio firmato da Niang, bravo a battere Brignoli con un preciso destro in diagonale e poi con il tris in mischia di Obi su calcio d’angolo convalidato dal Var dopo qualche minuto di attesa. Inizialmente Mariani aveva segnalato un fuorigioco dello stesso Obi. Il secondo tempo è poco più di un allenamento per il Torino, con il Benevento che prova quanto meno ad uscire dal campo con l’onore delle armi.  Nelle file sannite esordio per il neo acquisto brasiliano Sandro, al posto di Memushaj ormai in partenza. Le uniche azioni degne di nota sono due gol clamorosi falliti, da una parta da Baselli e dall’altra da Guilherme con altrettanti conclusioni sparecchiate fuori da ottima posizione.

Torino-Benevento 3-0

Torino (4-3-3): Sirigu 6, De Silvestri 6, N’Koulou 6, Burdisso 6.5, Molinaro 6, Baselli 6.5, Rincon 6 (33′ st Acquah sv), Obi 6.5 (26′ st Ansaldi 6), Iago Falque 7, Niang 6.5 (18′ st Belotti 6), Berenguer 6.5. (32 Milinkovic-Savic, 1 Ichazo, 4 Bonifazi, 5 Valdifiori, 10 Ljajic, 23 Barreca, 24 Moretti, 31 Boye’). All.: Mazzarri 6.5.

Benevento (4-3-3): Belec 4, Venuti 5, Billong 5, Djimsiti 5, Letizia 5.5, Memushaj 5.5 (19′ st Sandro sv), Cataldi 6, Djuricic 5.5 (35′ pt Brignoli 6), Guillherme 6, Coda 5.5 (32′ st Iemmello sv), D’Alessandro 6. (4 Del Pinto, 14 Viola, 17 Di Chiara, 18 Gyamfi, 21 Costa, 26 Parigini, 33 Iemmello, 77 Lazaar, 87 Lombardi, 99 Brignola). All.: De Zerbi 5.5.

Arbitro: Mariani 6 Reti: nel pt 3′ Iago Falque, 40′ Niang, 47′ Obi.

Note: Espulso Belec al 33′ pt per fallo di reazione. Angoli: 6 a 3 per il Torino. Recupero: 2′ e 0′. Ammoniti: Djimsiti, Niang, Molinaro per gioco scorretto. Var: 2. Spettatori: 12.000 circa.

Magico Mertens e il Napoli si riprende la vetta

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Una doppietta di Mertens, una rete su rigore e un gol capolavoro dopo l’autogol di Mbaye. Gli azzurri si riprendono il primato.Partita in salita per il Napoli che si trova sotto alla prima azion della gara con un gol di Palacio che dopo 25 secondi approfitta di una disattenzione di Koulibaly e di testa deposita in rete. Gli azzurri non ci stanno e si buttano subito in avanti alla ricerca del pareggio che arriva dopo 5 minuti grazie a una clamorosa autorete di Mbaye su cross di Mario Rui. Il Bologna è bene messo in campo e nelle ripartenze fa male al Napoli. Nel  frattempo Verdi lascia il campo per uno stiramento. La sua gara al san Paolo è durata solo tre minuti.

Gara con continui capovolgimenti di fronte. Anche se non è il solito Napoli la gara è veloce e piacevole anche grazie al Bologna. Al 16′ splendida azione degli azzurri sull’asse Mertens-Insigne-Callejon: lo spagnolo si presenta in area ma angola troppo il diagonale col sinistro. Chiriches  soffre Palacio che gli va via al 22′ ma  Koulibaly salva sull’argentino e sulla respinta Dzemaili scarica un destro a botta sicura da posizione ravvicinata ma Mario Rui s’immola e ribatte. Al 26′ ancora Palacio si presenta solo davanti a Reina ma il portiere spagnolo si supera e respinge con i piedi. Al 35′ il Napoli passa in vantaggio. Masina trattiene Callejon che gli era sfuggito in area: Mazzoleni non ha dubbi ad assegnare il calcio di rigore. Poi aspetta il Var e ammonisce il bolognese. Dal dischetto Mertens non sbaglia. Sarri capisce che Palacio è in giornata di grazia e allora di mettergli Koulibaly alle calcagne e l’argentino non riesce ad essere più pericoloso. La ripresa comincia subito con il Bologna pericoloso ma il Napoli questa  volta non si fa sorprendere. Poi al 59′ ci pensa ancora Mertens. Il bela mette il sigillo sulla gara con un gol da antologia.Entra in area, si accentra e disegna un destro a giro che si insacca sotto l’incrocio dei pali. Rete strepitosa dell’attaccante belga. 3-1 per il Napoli. Poi comincia la girandola delle sostituzioni con Zielinski che va sostituire il capitano Hamsik, Diawara al posto di Jorgigno, Destro che prende il posto di uno stanco Palacio e Rog al posto di Insigne. La partita scivola via con il Napoli che controlla e si accende solo all’88’ con Pulgar che su angolo impegna Reina con un tiro ravvicinato. Il Napoli vince e torna in testa con un punto di vantaggio sulla Juve. Dagli spalti si alza il coro “Un giorno all’improvviso”.

Napoli, i vigili bloccano una baby gang in villa con coltello e tirapugni

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Controlli della Polizia Locale a Napoli nelle zone della movida e nella zona collinare della città. Gli agenti dell’Unità Operativa Polizia Investigativa Centrale e Tutela Emergenze Sociali e Minori, impegnati nel quartiere Chiaia, hanno trovato all’interno della Villa Comunale un gruppo di circa dieci ragazzini che subito si sono dati alla fuga abbandonando un coltello con una lama di dieci centimetri e un tirapugni, sottoposti a sequestro. Nella zona “Baretti” gli agenti hanno anche verbalizzato 18 parcheggiatori abusivi, sequestrando un totale di 270 euro. Gli agenti del gruppo Tutela Emergenze Sociali e Minori hanno passato al setaccio invece la zona del Vomero, soprattutto nelle immediate vicinanze delle stazioni della metropolitana (piazza Medaglie D’ Oro, piazza Vanvitelli ma anche nell’area pedonale Scarlatti/Giordano, piazza degli Artisti ecc.). Sono stati controllati 27 minori e quattro stati trovati in possesso di marijuana e hashish. Nonostante la tarda ora, sono stati contattati i genitori a cui sono stati riaffidati. Nella circostanza, tutti i genitori hanno espresso il proprio compiacimento ringraziando gli agenti per il loro operato e per averli informati sulla condotta dei figli. I minori e i loro genitori saranno segnalati sia alla Prefettura di Napoli, per eventuali provvedimenti sia al Tribunale dei Minorenni.

Baby gang con coltelli e pistola a salve bloccata a San Giorgio

San Giorgio a Cremano. Una baby gang ‘armata’ in trasferta per minacciare passanti è stata bloccata grazie all’intervento dei vigili urbani. Sequestrati una pistola a salve e coltelli: tre minori sono stati denunciati. La Polizia Municipale di San Giorgio a Cremano ha denunciato ieri sera una baby gang composta da tre minorenni (due di Ercolano e uno di Portici) che, armati di una pistola a salve e di due coltelli a serramanico, da qualche giorno minacciava i passanti in villa Vannucchi e in piazza Massimo Troisi. I ragazzini sono stati riaffidati alle famiglie. A San Giorgio arrivavano in sella di scooter sui quali viaggiavano malgrado fossero privi di patente. La Polizia Municipale e’ entrata in azione dopo le segnalazioni di alcuni cittadini. La baby gang e’ stata individuata dopo un monitoraggio durato circa 24 ore. “La collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine e’ fondamentale ? ha detto il sindaco di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno – soprattutto in questi casi e in periodi storici come quello attuale dove l’attenzione e’ fortemente puntata sul fenomeno delle baby gang”.

Scippa mamma col neonato: 37enne rischia il linciaggio a Caivano

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Caivano. Scippa una mamma con il neonato  e rischia il linciaggio. I carabinieri lo inseguono e bloccano, sottraendolo a reazione passanti. E’ accaduto a Caivano dove un uomo di 37 anni che per scippare la borsa a una mamma ha rischiato di far rovinare a terra il passeggino nel quale la signora portava il figlio di 7 mesi e’ stato arrestato a Caivano ai militari del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna. Stefano Fratianna, gia’ noto alle forze dell’ordine, ora accusato di furto con destrezza, e’ stato inseguito e bloccato dai militari sottraendolo dalla reazione di alcune persone intenzionate a picchiarlo. Adesso e’ ai domiciliari in attesa di rito direttissimo. La borsa e’ stata restituita alla donna:I carabinieri di Caivano hanno invece trovato in alcuni pozzetti d’ispezione della messa a terra che si trovano nelle palazzine di via Visone e sotto un container merci, nei giardini delle palazzine Iacp di via atellana, quattro confezioni di cellophane termo saldate contenenti crack per 120 grammi, 2 confezioni contenenti cocaina per 7 grammi, altre 2 contenenti hashish per complessivi 40 grammi.

Controlli dei carabinieri nel Nolano, quattro denunciati

Controlli dei Carabinieri nel Nolano, quattro denunciati, 12 giovani trovati con hashish e marijuana.I Carabinieri della compagnia di Nola, durante un servizio ad alto impatto, hanno denunciato 4 persone. Si tratta di un 34enne di Pomigliano d’Arco che durante un controllo alla circolazione stradale ha fornito false dichiarazioni sull’identita’, un romeno 38enne residente a Sperone in provinvia di Avellino) che e’ stato bloccato in atteggiamento sospetto a Nola nonostante il divieto di ritorno nel comune, un 19enne sorpreso in piazza margherita a San Gennaro Vesuviano in possesso di un coltello di genere proibito e di un 35enne di Saviano che trasportava sulla sua vettura 7 bombole di gpl senza alcuna autorizzazione. Nel corso dei contestuali controlli alla circolazione stradale sono state contestate 14 infrazioni, tra le quali alcune per mancanza di assicurazione, con il conseguente sequestro delle vetture. Segnalati alla prefettura 12 giovani trovati in possesso di modiche quantita’ di hashish e marijuana detenute per uso personale.

Napoli, i carabinieri fermano 18enne che smontava un Suv insieme a 2 minorenni

Napoli. I carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli hanno sottoposto a fermo per ricettazione f.n., 18enne, sorpreso nel cortile di un parco privato di via Mastellone  a Barra a smontare un Land Rover “Evoque” nuovissimo risultato rubato pochissimi giorni fa a San Giorgio a Cremano. In parte era già smontato, ma i lavori erano ancora in corso; il ragazzo si era attrezzato con una lampada per lavorare di notte, trovata appesa sulla fiancata destra del Suv. Il giovane per giunta aveva 2 “collaboratori” minorenni, di 15 e 16 anni, che risponderanno dello stesso reato ma sono stati denunciati in stato di libertà. Nello stesso cortile c’era inoltre uno scooter, anche quello rubato a San Giorgio a Cremano, a cui erano già state smontate le carene.
il fermato è stato associato in carcere. La refurtiva è tornata nelle mani dei legittimi proprietari.

Marano, insospettabile aveva 10 chili di droga: arrestato

Marano, insospettabile aveva in casa  dieci chili di marijuana e hashish. Queste le quantità record di droga trovate dai carabinieri della compagnia di Marano, in casa e nell’auto di un 46enne ai Camaldoli, Ermenegildo Mantelli.In militari hanno sequestrato 4,4 chili di marijuana, 5 chili e mezzo di hashish divisi in 56 panetti, un coltello, 1.800 euro in contanti e materiale per il confezionamento della droga. Il 46enne è stato arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio e, portato in carcere. I militari sono arrivati a lui notando uno strano movimento di persone sospette attorno alla sua casa negli ultimi giorni. e l’intuizione si è rivelata giusta visto l’ingente quantità di droga trovata.