Sono previste dalle prime ore di domani mattina precipitazioni che potranno assumere, a partire dai 400 metri di altezza, carattere nevoso. Lo comunica la Protezione civile della Regione Campania che ha emesso un’allerta meteo a partire dalle 6 del mattino del 14 febbraio e fino alla mezzanotte successiva, per le precipitazioni nevose e le gelate persistenti oltre i 600-700 metri di altezza. Si raccomanda alle autorità competenti di porre in essere tutte le misure, previste dalle pianificazioni di emergenza per neve e gelate, da attuare secondo le rispettive competenze, per prevenire e contrastare i fenomeni attesi e, agli automobilisti, di mettersi in viaggio con pneumatici invernali, se diretti nelle zone esposte alle precipitazioni nevose e alle gelate notturne.
Al Teatro Civico 14 ‘Trattato di Eocnomia’, con Roberto Castello e Andrea Cosentino
Sabato 17 febbraio alle ore 21.00 e domenica 18 alle ore 19.00, il Teatro Civico 14 di Caserta ospita “Trattato di Economia” prodotto dalla compagnia Aldes. L’originalità di uno dei coreografi più apprezzati della danza contemporanea, Roberto Castello, incontra l’ironia e la sagacia di uno degli attori comici più influenti del panorama teatrale italiano, Andrea Cosentino, per realizzare uno spettacolo sulla scienza che vuole liberare l’umanità dalla schiavitù del bisogno.
E’ l’incontro fra due artisti diversi per generazione, ambito, formazione e percorso artistico, che per caso un giorno hanno scoperto di covare lo stesso desiderio: realizzare uno spettacolo sulla scienza che vuole liberare l’umanità dalla schiavitù del bisogno. Dopo oltre un anno di letture, incontri, dubbi, entusiasmi e crisi il progetto prende una forma nella quale economia, arte e morale si aggrovigliano con esiti paradossali. Il risultato è un progetto performativo tra parola e gesto che si interroga sul denaro, sul suo valore, sulla sua invadente onnipresenza e sulla sua sostanziale mancanza di rapporto con la realtà. Porsi ai margini del contratto per renderne palesi i paradossi inventando situazioni limite e domande inappropriate è il modo per riprendere possesso, almeno simbolicamente, di ciò che non si capisce e non si controlla annientandolo con una risata liberatoria.
Il Teatro Civico 14 propone un terzo appuntamento dedicato ad attori e performers in formazione, dal titolo ATTORE/AUTORE >< AUTORE/ATTORE. Roberto Castello e Andrea Cosentino racconteranno la loro esperienza performativa ed autoriale. L’incontro si terrà domenica 18 febbraio alle ore 17.00, modererà Michele Di Donato (Il Pickwick), libero ingresso con prenotazione obbligatoria (stampa@teatrocivico14.org) fino ad esaurimento posti.
Droga: operazione ‘Narcos’,latitante arrestato in Portogallo
Un latitante sfuggito all’arresto nell’operazione antidroga “Narcos” del marzo 2017 del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catania, Cleudy Eliseo Peguero Cruz, nato in Spagna ma con passaporto dominicano, e’ stato catturato nell’aeroporto di Lisbona. L’arresto della polizia portoghese grazie alla segnalazione delle Fiamme Gialle. L’uomo stava tentando di far rientro in Europa con un volo proveniente dagli Stati Uniti. L’operazione “Narcos”, coordinata dalla Procura di Catania, consenti’ di sgominare un gruppo che organizzava consistenti importazioni di cocaina sulla rotta Sud America-Sicilia. Nei confronti dei quattro principali responsabili, tra i quali Peguero Cruz, che si trovava all’estero, era stato emesso dalla Procura Distrettuale etnea un provvedimento di fermo di indiziato di delitto d’urgenza, che fu eseguito nei confronti di tre italiani contestualmente al sequestro, in un container sbarcato nel porto di Salerno, di un carico di oltre 110 chili di cocaina scoperto dalla Guardia di finanza di Catania. Il 9 febbraio le Fiamme Gialle sono venute a conoscenza dell’imminente arrivo del latitante a Lisbona grazie ad un costante scambio di informazioni tra il Comando Generale della Guardia di Finanza e gli organi statunitensi. Si e’ ora in attesa dell’estradizione in ragione del mandato di cattura europeo e internazionale disposto dal Tribunale di Palermo, autorita’ giudiziaria ora competente sul procedimento penale. L’arresto e’ stato effettuato in stretta sinergia con il Comando Generale della Guardia di Finanza, della Direzione Centrale Servizi Antidroga e del personale della Direzione Centrale Polizia Criminale del Ministero dell’Interno.
Corte Conti Campania: nel 2017 sentenze e sequestri per 54 milioni di euro
Nel 2017 tra sentenze e sequestri la Corte Conti della Campania ha raggiunto quasi 54 milioni di euro. E’ quanto emerge dalle prime anticipazioni della relazione del presidente Michael Sciascia. Sono state emesse condanne per oltre 23mila euro, sottratti alla comunita’, che potranno essere utilizzati per soddisfare esigenze dei cittadini della Campania e sono stati sottoposti a sequestro beni per piu’ di 19mila euro. Tra le novita’ di rilievo del nuovo Codice della Giustizia Contabile, ha trovato larga applicazione nel 2017 il cosiddetto patteggiamento con il procedimento abbreviato, che comporta forti riduzioni delle somme dovute ma anche di definire immediatamente numerosi procedimenti, introitando rilevanti somme nelle casse pubbliche. Sciascia ha sottolineato che la Corte dei Conti in Campania ha subito una “grave emorragia” di magistrati, solo in parte compensata, con difficolta’ nella composizione dei collegi giudicanti. Nel 2017, la Corte ha tenuto complessivamente 121 udienze, e sono stati pubblicati 963 provvedimenti, di cui 459 sentenze. Definiti 194 giudizi, e nel contenzioso pensionistico 672, di cui con sentenza 406 con un saldo finale di 3775 ancora pendenti. Quanto ai tempi di definizione dei giudizi, sono di 2 anni per quelli di responsabilita’ e un anno e mezzo per quelli pensionistici; i tempi medi di deposito delle sentenze sono di 109 per quelli di responsabilita’ e 87 per quelle pensionistiche. Sono stati adottati numerosi provvedimenti cautelari che hanno sottoposto a sequestro conservativo i cespiti patrimoniali e risorse pecuniarie necessarie a garantire il risarcimento per complessivi 19.743.076,71 euro, che, sommati ai 21 milioni circa del 2016 ancora in atto, divengono circa 40 milioni.
“Le gestioni pubbliche in Campania presentano un quadro sconsolante ampiamente permeate da inefficienze, disservizi, sprechi, cattiva organizzazione e corruzione”. Sono queste le parole di Micael Sciscia, presidente della Corte dei Conti della Campania, nell’anticipare ai cronisti i risultati delle inchieste e degli interventi relativi al 2017. “Gli organi istituzionalmente competenti devono mantenere un atteggiamento a ‘tolleranza zero’ nei confronti di prassi e comportamenti ‘deviati’, anche i piu’ insignificanti, che spesso inavvertitamente sono l’humus e il prodromo di gravi fenomeni di ‘mala gestio’ – spiega – l’auspicio e’ che si dia intanto il buon esempio con una significativa riduzione dei costi della politica, spostando i mezzi finanziari cosi’ recuperati per spese di investimento e il rilancio dell’occupazione, specie giovanile”. Per Sciscia occorre procedere con decisione “a un saggio taglio a benefit, di eliminazione di ingiustificate e ingiustificabili prebende, collegate alle funzioni amministrative, e di spese per nulla produttive ne’ utili”. Il riferimento e’ ad “aziende regionali e societa’ partecipate, con consulenze e assunzioni di comodo”, avvertite come dannose dalla cittadinanza, procedendo invece a una “oculata gestione dei fondi rimessi ai gruppi consiliari regionali e comunali per l’esercizio delle loro funzioni istituzionali”. Quanto all’efficienza della pubblica amministrazione, “la Campania si colloca agli ultimi posti tra le regioni italiane ed europee, per cui occorre un impegno della classe dirigente, ed in particolare di quella politica”.
All’Ethnos club di Torre del Greco, un week end all’insegna della cultura
Due nuovi appuntamenti all’insegna della cultura nel prossimo week end all’Ethnos club di Torre del Greco, in cui saranno protagonisti la letteratura , la musica ed il teatro.
Venerdì 16 febbraio alle ore 19.00, presentazione del libro: Enrico e Francesco Pensieri lunghi di Pietro Folena, con la partecipazione dell’autore.
Folena già noto politico della Sinistra italiana, ed ora operatore culturale nel campo dell’arte, ha scritto questo libro edito da Castelvecchi che si apre con un dialogo immaginario tra Enrico Berlinguer e Papa Francesco, due grandi leader di epoche diverse, basato rigorosamente sui testi : Pensieri lunghi. Ne viene fuori l’assoluta contemporaneità di molti aspetti del pensiero di Berlinguer e la grandezza rivoluzionaria delle parole e delle opere di Papa Francesco. Pagine del libro saranno lette dai giovani attori della Scuola di Teatro La Bazzarra. Interverranno l’autore, Pietro Folena, Vito Nocera a cui sarà affidata un’introduzione, il direttore artistico dell’Ethnos Club Gigi Di Luca e giovani e rappresentanti della società civile che stimoleranno Folena con domande per lo sviluppo di un dibattito aperto alla riflessione. L’ingresso all’evento è gratuito.
Sabato 17 febbraio alle ore 20.30, invece, Myriam Lattanzio e PMS in Storie di donne con Maria Pacilio.
Lo spettacolo è un viaggio tra testi e canzoni dedicato all’universo femminile. Myriam Lattanzio (voce), il duo PMS composto da Martina Mollo (tastiera) e Caterina Bianco (violino) accompagnate nell’esecuzione di canzoni sul tema delle donna da alcuni interventi di Maria Pacilio, danno vita ad uno spettacolo di teatro canzone. Tutta la rappresentazione riguarderà le donne: saranno loro le protagoniste sul palco, le poesie e le canzoni avranno come fulcro tematico le “storie d’amore, storie di sofferenza, storie di gioia ma sempre storie di donne. Tra canzoni del repertorio classico e moderno il concerto si dispiegherà nelle note antiche della canzone napoletana, passando a successi internazionali come “Besame mucho” e classici della canzone italiana quale, tra i tanti, “Bocca di rosa”. La caratteristica peculiare dell’evento sono dei medley tra canzoni antiche partenopee e classici italiani. Canzoni dedicate all’altra parte del cielo, un viaggio tra solitudini, sofferenze, un viaggio nei cuori delle donne del mondo che pian piano vengono allo scoperto e raccontano le loro vicissitudini in cui ci si può immedesimare senza difficoltà o almeno si può provare empatia, grazie anche alla voce profonda di Myriam Lattanzio e alle sinfonie del duo PMS che raccontano le più svariate emozioni con le note dei loro strumenti.
Storie di Donne si ripropone di fondere alcuni classici della canzone popolare italiana ed internazionale con la cultura e la forza delle donne di Napoli e di tutti i sud del mondo.
San Valentino: a Napoli camper Ps contro violenza su donne
Domani mattina in via Scarlatti sara’ presente il camper della Questura di Napoli, dove un operatore esperto della Squadra Mobile sezione reati contro la persona e della sezione minori, un operatore dell’Ufficio Denunce dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, un esperto della Divisione Anticrimine e un medico psicologo dell’Ufficio Sanitario della Polizia di Stato forniranno ogni utile supporto e consiglio ai problemi delle donne vittime di qualsiasi forma di violenza, fisica, morale o economica. La campagna e’ volta a favorire l’emersione del fenomeno della violenza di genere, offrendo alle vittime il supporto di un’equipe di operatori specializzati, presenti all’interno del camper. L’iniziativa della campagna “Questo non e’ amore” rientra nella azione della Polizia di Stato sul tema della violenza di genere.
Frattamaggiore, il padre di Ottaiano: ‘Voglio sapere cosa è accaduto’. La sorella del bandito al gioielliere: ‘Devi morire’
Frattamaggiore è ancora sotto choc per quanto è accaduto sabato: un uomo, Raffaele Ottaiano, dopo aver cercato di rapinare una gioielleria insieme a tre complici a corso Durante, è stato ucciso dal titolare del negozio. I colleghi di Fanpage.it hanno raggiunto il padre del ragazzo morto, Eugenio Ottaiano, il quale nonostante sia ancora sconvolto ha cercato di essere lucido e ragionare sull’accaduto: “Mi rendo conto, so cosa ha fatto mio figlio ma un ragazzo di 26 anni non può morire in questo modo. In questo momento voglio capire la dinamica, quello che è successo. Io so soltanto una cosa, che ho lasciato mio figlio ieri (sabato, ndr) alle cinque meno dieci, stava andando in chiesa e non l’ho visto più, se non in seguito in obitorio”.
Raffaele Ottaiano era affidamento ai servizi sociali come spiega suo padre: “Era lì, all’Annunziata, che si trovava in affidamento ai servizi sociali”.
Il clamore mediatico di questo episodio è stato elevatissimo, ma Eugenio afferma di non aver ancora ascoltato nè letto alcun commento: “Non ho neanche acceso la televisione né letto i giornali. Salvini (il leader della Lega, ndr) dica pure ciò che vuole, ma lo fa senza sapere i fatti. È vero che mio figlio stava facendo una rapina, ma al momento non si sa ancora nulla della dinamica, se stava fuggendo e il gioielliere gli ha sparato, ad esempio. Siamo sotto elezioni, questo è il punto della questione, è questi personaggi non fanno altro che cavalcare l’onda. Dice di stare con il gioielliere? Ma lui che ne sa”, conclude l’uomo. Raffaele Ottaiano già in passato si era ritrovato nei guai con la giustizia. Nel 2012 finì in manette per una rapina messa a segno in provincia di Benevento. Il complice arrestato sabato, Luigi Lauro, era invece noto alle forze dell’ordine per reati predatori e legati al traffico di droga.
Il paese, però, è nettamente diviso: c’è chi si schiera dalla parte del gioelliere e chi invece lo condanna. E sui social impazzano i commenti sulla vicenda, in particolare sulla bacheca Facebook della sorella di Raffaele, Fatima. La stessa sorella si è rivolta direttamente al gioelliere: “Ti senti in colpa dopo aver ucciso la cosa più bella della mia vita”. E poi parte la minaccia: “Devi morire”. Un post subito condiviso da un uomo che commenta:”«È morto da eroe”, seguito dal post di una donna che scrive: “Non ti preoccupare, pagherà”. Poi tanti messaggi normali di condoglianze a Fatima Ottaiano, tra i quali spicca quello di un ragazzo, che ricorda Raffaele, con il quale ha condiviso per un anno la cella del carcere, come un bravo ragazzo.
Dall’altra parte del versante, invece, c’è chi difende a spada tratta il gesto del titolare della gioielleria. “Nessuno gli ha imposto di fare una rapina. La morte se l’è cercata”, posta una donna. Centinaia di condivisioni per il gruppo “Siamo tutti Corcione”, dove tra i commenti non trovi una parola di pietà cristiana, o di commiserazione per una vita spezzata. Continua la donna: “Mi auguro che la magistratura ora non se la prenda con il gioielliere, che ha difeso la sua vita e i suoi beni”.
Quello che è successo sabato pomeriggio deve far riflettere le istitutizioni. I cittadini, le associazioni e i comitati frattesi hanno già fatto partire una richiesta pacifica per avere maggiore sorveglienza dalle forze dell’ordine, per non costringere ad un semplice cittadino di farsi giustizia da solo contro un rapinatore.
Napoli, camorra scatenata: spari anche contro le vetrine del tarallificio Leopoldo in via Foria
Si torna a sparare a Napoli in tre diverse zone della città. La prima stesa, poco prima di mezzanotte, in via Foria contro la vetrina del famoso tarallificio Leopoldo. Sul posto, immediato l’arrivo dei carabinieri della Compagnia Stella che hanno riscontrato due fori di proiettile nella vetrina e due bossoli in strada. Contattato dai militari dell’Arma il titolare ha riferito di non aver mai ricevuto richieste di racket. Un’altra stesa, sempre ieri sera, è stata registrata ai Gradini San Liborio, nel cuore di Napoli, nei pressi dei Quartieri Spagnoli. Qui i carabinieri della Compagnia Centro, sono intervenuti per un colpo di arma da fuoco che è finito in una piccola caldaia, provocando un principio di incendio sul terrazzo di una casa disabitata. Una terza stesa, poco prima dell’una stanotte, è infine avvenuta a San Giovanni a Teduccio, stavolta ad intervenire gli uomini della Polizia di Stato. A dare l’allarme, un incensurato al primo piano del palazzo bersaglio dei proiettili. In particolare, un colpo ha distrutto la vetrata del suo balcone. Secondo i rilievi degli agenti, in strada sono stati rinvenuti circa 27 bossoli.
Detenuta trovata morta nel carcere di Salerno: aperta un’inchiesta
– Una detenuta di origini napoletane di 65 anni e’ morta nella casa circondariale di Salerno-Fuorni. Il decesso, avvenuto intorno alle 2, sarebbe imputabile a cause naturali. La donna avrebbe terminato di scontare la sua pena nel 2019. A darne notizia e’ il Sindacato autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe). Il cadavere della donna A.C. con posizione giuridica definitiva e fine pena nel 2019 e’ stato trovato da personale di servizio, durante il giro di controllo. Neanche le compagne di cella della 65enne si sarebbero accorte di quanto avvenuto. A nulla sono serviti i tentativi di rianimazione del sanitario di turno. Nella struttura penitenziaria salernitana si e’ recato anche il medico legale su mandato del magistrato dopo la segnalazione della direzione del penitenziario. “La morte in carcere – dice il segretario nazionale Sappe Campania, Emilio Fattorello – e’ sempre un evento drammatico che lascia un profondo senso di disagio e di inquietudine in tutti”.
Afragola, ricercato uomo del clan Bizzarro-Barbato per l’agguato a D’Ambra
Afragola. E’ caccia all’uomo che ieri pomeriggio ha fatto fuoco contro il pregiudicato Michele D’Ambra di 55 anni riducendolo in fin di vita. L’uomo è tuttora ricoverato in gravissime condizioni nel reparto rianimazione del Cardarelli trasportato da un ambulanza dalla Villa dei Fiori di Acerra dove era da solo guidando l’auto nonostante le pallottole allo stomaco e in preda a una forte emorragia. Chi ha fatto fuoco contro di lui ha le core contate e non è escluso che in giornata possa decidere di costituirsi visto che investigatori conoscono la sua identità. Gli investigatori ritengono che si sia trattato di una questione personale o meglio di un debito non pagato per fatti illeciti commessi insieme. D’Ambra che aveva fatto in passato delle batterie dei topi di appartamenti che imperversano nell’area a Nord di Napoli e nella provincia di Caserta lo scorso anno fu arrestato insieme con altri complici perchè trovato in possesso di cocaina. E non è escluso che il suo mancato omicidio sia fruttio di un debito di droga non pagato.
Secondo una prima ricostruzione Michele D’Ambra nel primo pomeriggio di ieri avrebbe avuto una accesa discussione con un affiliato alla cosca Bizzarro-Barbato, che nel giro degli ultimi anni è diventata egemone nel rione Salicelle, nel controllo di tutte le attività illecite: dal contrabbando di sigarette all’immancabile traffico di stupefacenti. Poco dopo qualcuno si è presnetato al rione Salicelle sotto la sua abitazione ha cominciato a fare fuoco prima contro le finestre e poi contro l’auto della moglie, una Mercedes classe A posteggiata sotto casa. Il pregiudicatio a quel punto senza perdersi d’animo è anadato sotto casa del pregiudicato con ilq aule aveva litigato poco prima. Ha iniziato a gridare e a minacciare. Il pregiudicato- sempre secondo le voci raccolte daglla polizia- si sarebbe affacciato dalla finiestra armato di pistola e avrebbe fatto fuoco all’indirizzo di D’ambra centrandolo allo stomaco. Ora mentre l’uomo lotta tra la vita e la morte nell’ospedale cardarelli ilpregiudicato legato al clan Bizzarro-Barbato è ricercato.
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Per San Valentino arriva il remake di Annarè firmato da Ivan Granatino
Ivan Granatino fa rinascere “Annarè”, a 23 anni dall’uscita di uno dei brani più famosi di Gigi D’Alessio. Da oggi su Spotify, Annarè 2018 è in versione trap soul, un regalo di Ivan Granatino a tutti i suoi fan che esce proprio alla vigilia del giorno di San Valentino. Una colonna sonora per la festa degli innamorati, un omaggio a tutte le donne e a Gigi D’Alessio che sarà arricchito dall’uscita del videoclip ufficiale di Annarè, dal 14 febbraio su Youtube e sui canali social di Ivan Granatino. Il brano è una versione moderna di Annarè: il testo che fece impazzire i fan di Gigi D’Alessio nel 1995 resta invariato, così come la passione e la potenza di rime e parole, ma cambiano i suoni e gli arrangiamenti. Il risultato è un tuffo nel passato fatto di dolci ricordi e di passioni, una canzone d’amore contemporanea, soul e popolare allo stesso tempo. E ‘moderna’ è anche Annarella: occhi blu, capelli ricci e pelle scura, una femme fatale androgina ma bellissima, esempio di una fusione etnica e sociale che descrive alla perfezione la Napoli di oggi. Nel video, Annarè passeggia per le strade della città, con gli occhi illuminati dalla luna a via Toledo, scoprendo poi il volto autentico della Napoli dei quartieri che si inerpica tra vicoli di mille colori. Un racconto triste, pronto a declinare quel lieto fine che solo un amore impossibile può rincorrere. “Ho scelto di fare il remake di Annarè perché per me rappresenta un classico della canzone napoletana – dichiara Ivan Granatino -. Così come Murolo, Caruso e Mario Merola continuano a far sognare i fan di tutto il mondo, allo stesso modo Annarè regala, anche a distanza di anni, le stesse emozioni. Il mio ricordo di questa canzone è sempre vivo, era il 1996, allora avevo 12 anni, e la ascoltavo tutti i giorni in versione cassetta, nel mio walkman, mentre camminavo tra i vicoli di questa città. Quanto mi ha fatto sognare! Se ho scelto di farne una cover è senz’altro perché vorrei offrire anche ai tanti giovani della nuova generazione questa possibilità. Non a caso, è una versione più moderna, stilizzata : riadattata in un mood sonoro che fa capo alla trap elettronica ma che rievoca sia nel video che nelle riprese l’ambientazione classica degli anni 90. Sono molto soddisfatto del lavoro svolto e ne ho avuto la riprova quando l’ho fatta ascoltare all’autore, nonché interprete della canzone, Gigi D’Alessio, un artista che ho voluto omaggiare per quanto ha fatto per la città di Napoli. Anche lui ne è rimasto entusiasta e spero di convincerlo a cantarla insieme il più presto possibile”.
Lòngola, l’apertura del parco fluviale è durata un solo giorno per la mancanza di volontari
La inaugurazione del Sito archeofluviale di Lòngola a Poggiomarino, svoltasi con successo inaspettato nei giorni scorsi, ha visto confluire circa mille visitatori nei primi due giorni di sua apertura al pubblico. I Social del WEB hanno fatto il loro ruolo di moltiplicatori della notizia, ma anche il Comune ha fatto la propria parte. Ora tocca a noi tirare un primissimo bilancio e domandarci se Longola vale una visita. Il SI’ lo scriviamo da subito a lettere maiuscole e ora proviamo a raccontare perchè. Lòngola è ubicata verso i confini sudorientali estremi di Terra di Lavoro, e la campagna dell’agro sarnese che la ospita è solcata sia dalla linea ferrata rapida realizzata a monte del Vesuvio che dall’autostrada Caserta-Salerno. In quell’area geografica si confrontano ad ampio raggio i confini settentrionali del Principato Citra e con quelli meridionali del Principato Ultra. Confini definiti tra tante contese e battaglie svoltesi lungo le sponde ripide e franose del fiume Sarno. Un confine geografico naturale è la via d’acqua fluviale, tutto sommato modesta.
Essa però è stata anche una frontiera di culture. A sciabolate, semplificando, direi : quella bizantina si arresta sulla sua destra idraulica che guarda Napoli e quella longobarda nasce sulla sua sinistra, quella che guarda Salerno. Si sa peraltro che il Sarno, lungo appena poco più di diciassette chilometri, bagna ben tre Provincie, nascendo in quella d’Avellino, sviluppandosi in quella di Salerno, sfociando a mare in quella di Napoli. Così, il fiume primatista mondiale assoluto di inquinamento si porta appresso, lungo il suo breve percorso, tutti problemi irrisolti, perché legati a questo suo “interprovincialismo”, ereditato come segno tangibile di una storia intensa e complicata di confini, culture e popoli. Per arrivare a Longola, provenendo dalla conurbazione napoletana, usciamo al casello di Sarno, dopo esserci lasciati alle spalle, sulla destra, il corrusco e terragno profilo del Monte Somma, l’antica caldera vulcanica vesuviana.
Dalle sue viscere si generò il più famoso cono vulcanico del mondo, il Vesuvio, in una apocalittica notte del 79 dopo Cristo, in cui si spensero le vite delle città romane di Ercolano e Pompei.
L’autostrada come una lama tagliente e diritta attraversa in quel tratto una ferace e grassa campagna, già famosa per la produzione del pomodoro San Marzano, il quale sembra di nuovo far capolino sui banchi di mercati e supermercati, dopo qualche anno vissuto da desaparecido per le borse della spesa, mentre noi ci eravamo ormai tutti rassegnati a comprare “ciliegine” rosso-fuoco e senza-sapore oppure pomodoroni corrugati e gonfi, ahinoi!… di fertilizzanti.
Sulla sinistra si scorgono le aree ancora brulle dei canaloni sui monti che fanno da corona a Sarno. Sono le tracce, visibili ancora oggi, della grande tragedia della frana sarnese, le cui immagini, in una sera piovosa della primavera del 1998, ci piombarono in casa attraverso gli schermi del televisore. Quelle immagini ci fecero sobbalzare dalla poltrona, quasi a cercar riparo di fronte all’impeto, violento e inarrestabile, della liquida massa scura staccatasi dalla montagna e tumultuosamente precipitata a valle. Ma non è Sarno la nostra meta, sebbene Sarno meriterebbe una sosta, non solo perché è la patria di uno dei cavalieri della disfida di Barletta, Mariano ABIGNENTE, il quale fu uno dei dodici di Ettore FIERAMOSCA, nella cosiddetta “Disfida di Barletta” ed è immortalato nella sua corazza di bronzo davanti al bel Municipio sarnese. Sarno la meriterebbe davvero una visita, soprattutto per i tesori che nasconde, ritrosa e riservata, tra i suoi palazzi e le sue vecchie strade; nei suoi quartieri e nei borghi storici scampati alla scriteriata speculazione edilizia degli anni ’60 e ’70 del “Boom economico” di un’altra Italia, ancora alle prese con la ricostruzione postbellica e speranzosa nel futuro.La nostra meta vera però è Poggiomarino, anzi la campagna di Poggiomarino e, più precisamente, la località agreste di Lòngola,.
A un paio di chilometri dall’agglomerato abitato di Poggiomarino, senza una precisa “facies” urbana, fatta di case spalmate su una piatta campagna nel cuore dell’agro sarnese.Il tempo di pensarci e si arriva al Sito Archeofluviale di Lòngola, che presenta un parco notevolmente esteso, in riva a un Sarno ancora incredibilmente pulito. Il Sito è godibile, da soli o in gruppi e senza problemi di parcheggio.Una volta in zona, sappiate soltanto che la escursione, potrebbe concludersi positivamente di fronte ad un piatto consolatorio di anguille fritte o di fumanti maccheroni al ragù di capra, in uno dei ristoranti della zona.
Fatevi guidare …dal naso. (1 continua)
Federico L.I. Federico
Costringeva le ragazzine a toccarlo nelle parti intime: ai domiciliari 45enne di Secondigliano
Nella mattinata di oggi, nell’ ambito di un’ indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, Carabinieri della Tenenza di Sant’Antimo, dipendente dalla Compagnia di Giugliano, hanno eseguito un’ordinanza con la quale è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 45enne, domiciliato in Napoli quartiere Secondigliano, indagato del delitto di violenza sessuale aggravata nei confronti di due ragazze di cui una minore di anni 16.
Le indagini sono scaturite dalle denunce delle due donne che hanno subito, in due distinti episodi, verificatisi nei mesi di luglio e ottobre 2017, toccamenti delle loro parti intime e sono state costrette a toccare quelle dell’autore del fatto. Identico nei due episodi il modus operandi. L’ indagato, dopo aver simulato di essere rimasto vittima di un incidente stradale con il proprio motoveicolo, induceva le vittime a fermarsi e, una volta che queste gli si avvicinavano per aiutarlo, commetteva gli atti sessuali.
Controlli nei ristoranti: trovato cibo non sicuro, sequestri e 6 denunce
Prosegue l’attività preventiva a livello nazionale dei Reparti Carabinieri Tutela Agroalimentare con ispezioni finalizzate al contrasto delle frodi perpetrate nei Ristoranti Etnici dislocati in città a vocazione turistica. I militari hanno controllato 25 ristoranti, gran parte gestiti da stranieri, sequestrando: a Roma, 430 kg di pesce, molluschi, carne e paste varie privi di etichettatura e della documentazione attestante la provenienza dei prodotti; a Napoli, 30 kg di prodotti ittici privi di rintracciabilità; in provincia di Salerno, 50 kg di pesce per carenza di elementi utili per risalire alla provenienza del prodotto. Nel corso dell’ attività venivano denunciate 6 persone in provincia di Venezia e a Torino per frode in commercio (art.515c.p.), poiché somministravano alimenti congelati per freschi (prodotti ittici, carnei e di gastronomia varia)dichiarandoli falsamente di provenienza italiana. Venivano contestate sanzioni per circa 15.000 euro.
False fatture tra Napoli e la Lombardia: arrestato l’imprenditore Pasquale Angelino
I militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Varese e personale della squadra mobile della Questura di Milano, proseguendo nello sviluppo delle indagini dell’operazione denominata “Security”, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P del Tribunale di Milano su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di Angelino Pasquale per i reati di emissione di false fatturazioni e concorso in bancarotta fraudolenta, e sequestrato le quote di 10 società e 153.000 euro. Dalle continuazione delle indagini è stata individuata la fraudolenta attività di Pasquale, originario della provincia di Napoli e da anni residente in provincia di Lecco: tramite una vasta rete di società cooperative con sede tra le province di Milano, Monza Brianza, Lecco e Napoli, gestite da prestanome, ha emesso, tra gli anni 2015 e 2017, fatture per operazioni inesistenti, per un importo di oltre 2,5 milioni di euro, a favore di società riconducibili al gruppo criminale dei cosiddetti “pugliesi”, i cui componenti sono già arrestati nel luglio 2017 nella stessa indagine. È stato provato che l’uomo, dopo aver ricevuto, tramite bonifico, dalla società destinataria della fattura l’importo di cui al documento fiscale inesistente, ha restituito la somma in contanti in favore degli amministratori di fatto delle società beneficiarie, trattenendo pe sé un corrispettivo pari al 6% dell’importo fatturato. Tenuto conto che una delle società (Fedel soc. Coop) destinatarie delle fatture inesistenti emesse stata successivamente dichiarata fallita (con sentenza del Tribunale di Milano emessa nel mese di agosto 2017), all’arrestato è stata, altresì, addebitata la condotta di concorso nel reato di bancarotta fraudolenta. Dalle indagini sono, inoltre emerse responsabilità penali a carico di una consulente fiscale con studio in provincia di Bergamo, Fiorinda Granozio che ha gestito 2 società cooperative di lavoro bergamasche, destinatarie, per un importo di oltre 2,7 milioni di euro nel periodo 2015/2017, delle false fatturazioni emesse dalle società riconducibili a Pasquale Angelino.
giorni precedenti, Guardia di Finanza e Polizia hanno anche eseguito il decreto di sequestro preventivo emesso dalla stessa D.D.A. di Milano, per un importo di 32,3 milioni di euro, a carico di 91 società di autotrasporti, la cui contabilità era detenuta dal commercialista foggiano Ruggiero Massimo Curci (ex vice Presidente del Foggia Calcio, attualmente arresti domiciliari) ritenuto responsabile del reato di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici. Le indagini hanno rivelato che per usufruire di asseriti “vantaggi fiscali” che il citato consulente aveva promesso, a fronte di un corrispettivo extra dallo stesso incassato “in nero” (per un importo complessivo pari ad oltre 1,7 milioni di euro non dichiarati al fisco), gli amministratori delle società coinvolte nella frode, pur operando materialmente in varie zone del territorio nazionale, siano stati invitati da Curci a dichiarare la sede legale presso il proprio studio di Carapelle. Nel mese di dicembre 2017, durante l’attività di perquisizione locale presso lo studio Curci, era stata sequestrata la contabilità di tutte le società cooperative di trasporto che avevano artificiosamente affidato al professionista la tenuta delle scritture contabili obbligatorie. Al termine di una laboriosa attività di analisi forense del software gestionale sottoposto a procedura di backup nel corso della perquisizione, nonché di approfondimento contabile eseguito dai finanzieri, è stato riscontrato che, relativamente agli anni 2015 e 2016, numerosissime registrazioni riportanti causali per costi di carburante non erano supportate da alcuna documentazione fiscale giustificativa, determinando in tal senso un fraudolento abbattimento del reddito imponibile delle singole società. Nel complesso, sono stati quindi scoperti costi fittizi per 72,2 milioni di euro relativi a spese di carburante ed una complessiva imposta evasa, ai fini Iva ed imposte sui redditi, pari a 32,3 milioni di euro, oggetto del provvedimento di sequestro, eseguito sia a carico delle n. 91 società di autotrasporto coinvolte, sia del professionista CURCI Ruggiero Massimo. Nel suo complesso, l’indagine denominata “Security” finora ha portato all’esecuzione di 22 arresti e sequestri per quasi 35 milioni di euro.
Lotto e Superenalotto: ecco i numeri fortunati previsti per oggi martedì dal generatore del nostro sito
Con la nuova estrazione dei numeri del lotto e del Superenalotto di oggi martedì 13 febbraio 2018 Cronachedellacampania pubblica il generatore che calcola i numero fortunati realizzato dai propri esperti per offrire un nuovo servizio per i suoi lettori appassionati del gioco. Di seguito trovate i due generatori per i numeri al Lotto e quelli per il Superenalotto. Per il primo basta cliccare su estrai e compariranno i cinque numeri da giocare su una singola ruota o su tutte le ruote indicati dal sistema e la ruota sulla quale eventualmente giocare. Potete cliccare quante volte volete. Per il Superenalotto cliccare sempre su estrai e compariranno sei numeri. Buona Fortuna.
Arrestati gli altri della banda della rapina mortale di Frattamaggiore
Nel corso della notte, nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord sulla tentata rapina ai danni della gioielleria Corcione in Frattamaggiore avvenuta sabato 10 febbraio durante l’ora dello shopping, i Carabinieri del Gruppo di Castello di Cisterna e della Tenenza di Caivano hanno eseguito un provvedimento di fermo emesso dal Pubblico Ministero della Procura di Napoli Nord nei confronti di tre persone, rispettivamente di anni 29, 27 e 41anni per i reati di tentata rapina aggravata, detenzione e porto di arma clandestina e ricettazione, in concorso.
Il provvedimento scaturisce da approfonditi ed accurati accertamenti, espletati dai militari dell’Arma dopo il grave episodio criminoso nel corso del quale, a seguito della reazione del gioielliere di 34 anni Luigi Corcione nei confronti delle quattro persone che stavano tentando di impossessarsi di preziosi e gioielli, uno degli autori del tentativo di rapina trovò la morte(Raffaele Ottaiano di Caivano)
Un altro degli autori del tentativo di rapina, Luigi Lauro di Crispano, venne arrestato in flagranza da un appartenente alla Polizia di Stato, libero dal servizio, che si trovava nei pressi e che coraggiosamente è intervenuto dopo aver ingaggiato una colluttazione con lo stesso e dopo essere riuscito a disarmarlo.
L’attività investigativa ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli altri due autori materiali del crimine e di un quinto soggetto, che aveva svolto il ruolo di permettere, con uno stratagemma, l’ingresso nella gioielleria dei 4 complici.
Due dei fermati hanno reso confessione al PM nel corso dell’interrogatorio avvenuto questa notte nella Caserma dell’Arma di Caivano. Nei confronti del terzo, i gravi indizi di colpevolezza si ricavano dal rinvenimento, a seguto di perquisizione domiciliare, di un giubbino e di un paio di scarpe utilizzate, secondo un video acquisito, nel corso della tentata rapina.
Uno dei fermati reca una ferita, presumibilmente d’arma da fuoco, che appare riferibile al conflitto a fuoco. Nel frattempo l’indagine continua per stabilire l’esatta dimanica dei fatti. Mentre l’a Procura di napoli Nord ha iscritto nel geistro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo il gioielliere Luigi Corcione.
Aiutò la sua amante ad uccidere Patrizia Attruia: chiesti 30 anni di carcere
Il pm Giancarlo Russo della Procura di Nocera Inferiore ha chiesto 30 anni di carcere per Giuseppe Lima, il 55enne di ravello accusato di aver aiutato la sua compagna Vincenza Dipino (già condannata a 23 anni di carcere) ad uccidere la loro amica di Scafati, Patrizia Attruia. Secondo il pm l’uomo, accusato inizialmente solo di occultamento di cadavere e favoreggiamento personale, avrebbe invece aiutato la sua compagna Vincenza Dipino a commettere l’omicidio “a quattro mani” come sentenziarono i Giudici della Corte di Appello di Salerno nella sentenza contro la Dipino. Secondo il sostituto procuratore Russo, non è vero che Lima non era in casa, a Ravello nella notte tra il 25 e il 26 marzo 2015 quando sarebbe avvenuto l’omicidio, così come non sarebbero veri tanti altri racconti fatti nel corso delle indagini. Perché non fu la gelosia a far a scattare la follia omicida della donna. Lui che, del resto, dal primo momento aveva accusato la sua compagna. La 47enne vittima risiedeva a Scafati, prima di trasferirsi cinque anni a Ravello. La donna aveva intrecciato una relazione con Giuseppe Lima, e avevano vissuto in un fabbricato rurale a servizio di un terreno agricolo prima di andare a casa di Vincenza Dipino, che si era offerta di ospitarli visto che entrambi erano senza lavoro. Proprio da questa convivenza sono sorti i dissidi che hanno portato al delitto. Un omicidio a sfondo passionale, alimentato dalla rivalità tra le due donne e forse da una relazione clandestina che Lima avrebbe intrecciato con la Dipino. Patrizia Attruia sarebbe stata uccisa al culmine di un ennesimo litigio. Nel corso delle indagini è emerso che potrebbe essere stata costretta ad assumere una massiccia dose di tranquillanti e poi strangolata.Il suo corpo fu ritrovato il 27 marzo del 2015 in una cassapanca dell’appartamento diviso con i due imputati. Fu Lima a dare l’allarme, avvisando i carabinieri del ritrovamento del cadavere. Glielo avrebbe mostrato la stessa Dipino, che subito confessò.
Tornano i signori delle stese: nella notte in scena a San Giovanni a Teduccio e ai Quartieri Spagnoli
Tornano in scena i psitoleri delle stese in due diverse zone di napoli. E’ accaduto questa notte. La prima in via Ravello a san Giovanni a Teduccio zona controllata dal boss Ciro Rinaldi My way e dalla sua famiglia. Qui i pistoleri hanno sfrecciato in sella ad alcune moto e hanno messo in atto la classica stesa di camorra esplodendo numerosi colpi di pistola all’indirizzo del palazzo centrando la veranda di un’abitazione dove abita un pregiudicato legato al clan.
Sono quasi trenta i colpi di arma da fuoco esplosi la scorsa notte, poco prima dell’una, in via Ravello, tra San Giovanni a Teduccio e Barra, alla periferia di Napoli. L’allarme alla Polizia di Stato lo ha dato un uomo, incensurato, che abita al secondo piano di uno stabile che si trova in quella strada, dopo che il vetro del suo balcone e’ stato infranto da uno dei proiettili. Sul posto, in seguito ai rilievi, sul manto stradale sono stati rinvenuti 26 bossoli calibro 9×19. Non risultano persone ferite ne’ telecamere in zona: i proiettili per fortuna hanno infranto solo le vetrate ma non hanno colpito persone che si trovavano all’interno. la seconda stesa c’è stata ai Quartieri Spagnoli ed ha avuto conseguenze ben più gravi. I proiettili infatti esplosi in via Gradini San Liborio hanno centrato il tubo del gas che si troavava all’esterno della casa presa come bersaglio. C’è stata una fiammata che ha causato un incendio dell’appartamento al primo piano della palazzina. Sul posto vigili del fuoco e forze dell’ordine. per gli abitanti del palazzo tanta paura.





