E’ rimasto schiacciato tra il suo camion e un muro: é morto così secondo una primissima ricostruzione, un camionista a Napoli. L’incidente é avvenuto nel quartiere Sanità, sulle Rampe San Gennaro dei Poveri. Il mezzo era un camion edile: verifiche sono in corso per capire cosa sia successo. La vittima, era alla guida del camion cabinato di grandi dimensioni quando è sceso dal mezzo ed ha percorso le rampe, passando tra lo stesso camion ed il muro perimetrale che delimita la carreggiata.
Secondo una prima ricostruzione del nucleo speciale infortunistica stradale della Polizia municipale di Napoli, diretto da Antonio Muriano, il camionista, 51 anni, aveva fermato l’autocarro per vedere quanti e quali spazi di manovra poteva avere in una strada, le rampe di San Gennaro, che e’ molto stretta. Mentre risaliva in cabina, l’autocarro si e’ spostato e l’uomo e’ rimasto schiacciato tra il muro e il tir. Il camionista, soccorso dal servizio di emergenza del 118, e’ morto durante il trasporto in ospedale. Accertamenti dei vigili urbani sono in corso sia per stabilire se l’autocarro poteva stare in quella strada e, soprattutto, perche’ si sia spostato.
Napoli, schiacciato dal suo camion: muore operaio alla Sanità
Auchan in Campania minaccia altri licenziamenti, insorgono i sindacati
Auchan, la multinazionale francese, torna a metter mano sui dipendenti. Questa volta, dopo i tagli del 2015 che portarono al licenziamento di 1476 persone in tutta Italia, tocca al comparto napoletano. L’allarme rosso occupazionale e produttivo è scattato nell’ipermercato di Nola in pesante difficoltà. Qui Auchan ha posto condizioni durissime in cambio della firma della proroga di sei mesi del contratto di solidarietà, che scadrà il 31 marzo prossimo e che eviterebbe altri quaranta licenziamenti su centocinquanta dipendenti. Tutto questo a condizioni durissime: taglio, in deroga al contratto nazionale di lavoro, di quasi un quarto del salario, trasferimenti forzati fuori regione (Sardegna e Lombardia), esodi incentivati e ricontrattualizzazione dei lavoratori inserendo una norma del jobs act che consente di prestare ad altre aziende o di ricollocare propri dipendenti. La proposta di Auchan punta alla riduzione drastica delle ore di lavoro del 23,5%, cosa che falcidierebbe gli stipendi. Ma il sindacato ha proclamato lo stato di agitazione ritenendo indecente e inattuabile la proposta. Oggi la Uiltucs-Uil, unica organizzazione di categoria presente nella rappresentanza aziendale, terrà le assemblee con i lavoratori propedeutiche a possibili azioni di lotta. “Altro aspetto inaccettabile – commenta Antonio Napoletano, della segreteria regionale Uiltucs – è che i tagli sono puntati esclusivamente sui terzi e quarti livelli mentre come al solito i livelli superiori, direttore compreso, sono immuni; come nel 2015”.
Perde il controllo dell’auto e finisce nella vetrina di un negozio
Rocambolesco incidente tra Castellammare di Stabia e Pompei. Questa notte, poco dopo la mezza, un anziano ha perso il controllo della sua auto, un’Opel grigia, nei pressi dell’incrocio tra Via Provinciale e Via Ripuaria finendo dritto in un’attività commerciale che si affaccia su strada. Tanta la paura tra i residenti per il forte boato, non è da escludere tra le cause un colpo di sonno e la velocità elevata. Non è la prima volta che in quell’incrocio succedono incidenti. Sul posto sono giunti i carabinieri per i rilievi del caso, un’ambulanza e una squadra di vigili del fuoco. Fortunatamente il conducente ha riportato solo fratture lievi, si è, però, temuto il peggio, visto che l’auto si è completamente ribaltata.
Frattamaggiore: hanno confessato due dei banditi arrestati per la rapina mortale
Frattamaggiore. E’ durata 72 ore la fuga degli altri componenti della banda di Caivano che sabato sera hanno tentato l’assalto alla gioielleria Corcione di Frattamaggiore, colpo finito nel sangue con la morte del loro complice Raffaele Ottaiano e la cattura di Luigi Lauro di Crispano, il quinto della banda. I carabinieri infatti hanno arrestato Carmine Pagnano, 30 anni, ferito all’avambraccio destro da un colpo di pistola, Antonio Topa, 28 anni, e Pietro D’Angelo, 41 anni. I primi due sono del Bronx, il famigerato rione delle case popolari Iacp di in via Atellana a Caivano e hanno subito ammesso la loro partecipazione al colpo. Il terzo, quello più anziano, che avrebbe svolto il ruolo di palo, abita a Frattamaggiore. La svolta, sarebbe mturata soprattutto grazie all’analisi delle immagini riprese dagli ipianti di videosorveglianza publica e privata presenti intorno alla zona del raid e grazie ad alcune fonti confidenziali che avrebbero subito indirizzato gli investigatori sulla pista giusta: quella che por-tava dritto a Caivano. La stessa città nella quale viveva Ottaiano, il rapinatore rimasto ucciso, legato da un forte legame di amicizia con i suoi complici, in particolare con Pagnano e Topa: anch’essi residenti nel comune a nord di Napoli. Agli investigatori è bastato controllare i telefoni ele chat di Ottaiano e Lauro per capire chi potevano essere “gli amici” che avevano partecipato al raid mortale. Il palo, invece, Luigi D’Angelo, proprio nelle ultime ore, aveva invece provato a far perdere le proprie tracce allontaandosi nell’Avellinese: tutto inutile. Era stato riconosciuto dalle immagini di video sorveglianza all’esterno della gioielleria Corcione. Incastrato soprattutto dal giubbotto e dalle scarpe che indossava al momento della rapina e che sono state trovate nella sua abitazione. Era stato lui a far entrare i complici.Il blitz che ha azzerato la banda dei pericolosi criminali è scattato nel cuore della notte tra lunedì e martedì. Una cinquantina di carabinieri – i militari del Gruppo di Castello di Cisterna, quelli della compagnia di Casoria diretta dal capitano Francesco Filippo e i militari della tenenza di Caivano – ha eseguito il decreto di fermo, disposto dal pubblico ministero Stefania Faiella, della procura di Napoli Nord, diretta da Francesco Greco, per i reati in concorso di tentata rapina aggravata, detenzione e porto di arma clandestina e ricettazione. Due degli arrestati, vale a dire Carmine Pagnano e Antonio Topa, portati nella caserma della tenenza di Caivano, davanti al pubblico ministero hanno confessato, ammettendo di aver partecipato all’assalto della gioielleria Corcione di Frattamaggiore. I tre fermati, sono stati rinchiusi nel carcere di Poggioreale in attesa dell’udienza di convalida del fermo.
Ieri pomeriggio, intanto presso l’obitorio dell’Istituto di medicina legale del Secondo Policlinico, è stata eseguita l’autopsia sul corpo di Raffaele Ottaiano dal dottore Luigi Barbato, perito nominati dal pm Giuseppe Borriello. L’avvocato Luigi Ferrante, legale del gioielliere Luigi Corcione (iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo derivante da eccesso di legittima difesa) ha invece conferito l’incarico di perito di parte al dottore Felice Nunziata. Al perito balistico Carlo Giorleo il pubblico ministero ha anche dato mandato di esaminare la salma e provvedere alle perizie balistiche per determinare l’esatta posizione di chi ha esploso i colpi di pistola e con quali armi: quella del gioielliere, le due sequestrate ai rapinatori e la pistola di ordinanza con la quale l’ispettore di polizia libero dal servizio ha esploso un paio di colpi in aria a scopo intimidatorio, prima di bloccare Luigi Lauro. È questo sicuramente il passaggio più importante e delicato per la posizione giudiziaria del gioielliere. I periti hanno sessanta giorni di tempo, così l’anatomo-patologo e cinquanta giorni l’esperto balistico per consegnare i risultati.
Inella foto da sinistra la vittima Raffaele Ottaiano, e i complici, Antonio Topa, Carmine Pagnano)
Camorra, blitz contro in clan Mazzarella: 10 in carcere
Sono in stato di fermo da due giorni 10 esponenti di spicco del nuovo clan Mazzarella, quelli che stanno seminando il terrore e hanno innescato la guerra delle stese contro i Rinaldi e le famiglie alleate. Sono accusati di associazione camorristica. Sono stati prelevati dagli agenti della Squadra Mobile di Napoli su diisposizione della Dda di Napoli. Si tratta di Francesco Mazzarella, ritenuto il capo (fratello di Roberto e figlio di Salvatore, ucciso nel 1995 nella faida con i Rinaldi), Francesco Barattolo, Luigi Bonavolta e Raffaele Donadeo (figlio di Salvatore detto “o’ pozzolente”), Gaetano Bove; Gennaro Limatola; Pasquale Troise; Ciro Russo; Giovanni Ravolo; Raffaele Santaniello; Irreperibili invece Salvatore Fido, Giuseppe Cozzolino e altri due uomini. Tra oggi e domani ci dovrebbe essere l’udienza di convalida dei fermati.
Lo scontro in atto tra i clan della zona orinetale, continua a colpi di stese. L’altra notte ben 27 colpi d’arma da fuoco esplosi nei pressi dell’abitazione in cui vive la famiglia del boss Carmine Reale “o’ cinese” (lui è detenuto) e dell’appartamento del figlio dell’altro ras Ciro Rinaldi “May way”: un giovane incensurato, va precisato. Uno dei pistoleri ha centrato la veranda di una famiglia completamente estranea agli ambienti malavitosi. A terra la “scientifica” ha raccolto e sequestrato 27 bossoli calibro 9×19 e 9×21, a dimostrazione che hanno fatto fuoco almeno due pistole. Tre proiettili hanno centrato la veranda di un appartamento al secondo piano, in una palazzina contrassegnata dal numero 15, in cui risiede un incensurato con nessun contatto con la camorra. Un errore scondo gli investigatori, durante la sparatoria. Una delle ipotesi al vaglio è che ad agire siano stati affiliati ai Mazzarella per far sapere a tutti, ma soprattutto agli storici nemici di camorra, che il clan a San Giovanni a Teduccio non è in cri-si nonostante il duro colpo inferto dalla polizia e alla Dda con 10 fermi per 416bis. Una dimostrazione di forza a colpi d’arma da fuoco nella zona più controllata dalle “sentinelle” dei Rinaldi, compiuta, come riporta Il Roma, secondo alcune vaghe e frammentarie testimonianze da 8 malviventi su 4 scooter. La “stesa” è solo il seguito di una lunga serie di sparatorie che ci sono state negli ultimi mesi una delle quali la notte di Capodanno in cui rimase ferito un innocente ragazzino di 14 anni che stava giocando con i cuginetti fuori al suo balcone in via Sorrento. Un proiettile lo centrò a una gamba.mmercianti che alla vigilia di Natale denunciarono una banda di estorsori.
Maxi sequestro di beni al ‘re’ dei rifiuti del Nord Italia legato al clan Gionta
Maxi sequestro in queste ore a Fagnano Olona in provincia di Varese nei confronti dei “ras dei rifiuti”, i fratelli Salvatore e Mario Accarino entrambi di Torre Annunziata. Il primo che risultta latitante ha avuto già una donadda a sei anni di carcere mentre il secondo è il compagno di Franca Finazzo, figlia di una cugina del super boss ergastolano Valentino Gionta. I carabinieri e la Dia hanno requisito beni mobili e immobili per un valore di oltre cinque milioni di euro ai due, che sono di origini campane ma sono molto radicati nel contesto criminale lombardo. L’operazione rende esecutiva una sentenza del Tribunale varesino in seguito ad un’indagine della Dia. I destinatari della misura sono proprio i gia’ noti Salvatore Accarino, 66enne di Torre Annunziata gia’ condannato a 6 anni e latitante, e il 59enne Mario (nato in provincia di Salerno): con le loro aziende erano specializzati nella gestione di discariche abusive e di traffico illecito di rifiuti. Mantenendo un tenore di vita sproporzionato al reddito che dichiaravano, i due hanno fatto insospettire i militari che hanno avviato le indagini. Sono 27 gli appartamenti di loro proprieta’ che ora gli sono stati sottratti, smistati tra i comuni di Ciro’ Marina (Crotone), Fagnano Olona (Varese) e Gallarate (Varese) e 28 i beni mobili tra conti correnti e titoli di cassette di sicurezza depositate in Svizzera (per queste e’ stata necessaria una rogatoria internazionale al fine di recuperare il contenuto di oltre 225mila euro) oltre a tre aziende – in particolare una grossa di onoranze funebri – e due auto. Oltre alle misure patrimoniali, il tribunale ha emesso anche due misure personali di sorveglianza speciale con obbligo di dimora nel comune varesotto. Secondo il pentito Alessandro Montella, l’ex corriere della droga speciliazzato nel trasporto di stupefacenti dal Nord Afrina alla Spagan e poi in Italia, era proprio attraverso Mario Accarino che il clan Gionta insieme con gli altri due narcos Raffaele Scarpa o’ dottore e Raffaele Imperiale lelluccio o’ parente (quello dei Van Gogh rubati) ed entrambi legati a doppio filo con gli Amato Pagano, importavano droga in Italia. Accarino era specializzato anche nel reinvestimento in Tunisia dei proventi del traffico di droga.
Hamsik: ‘La Juve è forte ma lo scudetto tocca al Napoli’
Giu’ le mani dallo scudetto. Marek Hamsik riconosce le qualita’ indiscusse della Juventus e il valore economico della rosa dei bianconeri, superiore a quello del Napoli, ma e’ anche sicuro che per la sua squadra questo sia l’anno buono. “Questa volta – dice lo slovacco in un’intervista al portale tedesco Sport1 – sono sicuro, tocca a noi per lo scudetto. La Juventus e’ un club di caratura mondiale con una squadra dal valore di 600 milioni di euro. Non possiamo paragonarci a loro, ma siamo sul punto di fare qualcosa di incredibile e vogliamo batterli. Gran parte dei nostri giocatori non ha vinto molto rispetto alla Juve, ma forse proprio per questo abbiamo piu’ possibilita’ di vincere perche’ abbiamo piu’ fame di conquistare il titolo”. Hamsik racconta anche alcuni ‘segreti’ del Napoli e del gioco della sua squadra. “Il calcio di Sarri – spiega – e’ bello da guardare, ma e’ difficile da imparare. Si deve correre tanto pressare forte, non e’ un tipo di calcio semplice. Se conquistiamo la palla, allora esprimiamo la nostra forza col possesso palla e ci divertiamo quando attacchiamo, ma quando difendiamo, dobbiamo anche correre molto. Durante la settimana giochiamo sempre in allenamento con solo due tocchi di palla. Quindi puntiamo a muovere la palla velocemente. Se pero’ i nostri attaccanti sono in possesso della palla, allora possono andare in dribbling”. “Nel nostro gruppo – dice Hamsik – ci sono ragazzi fantastici e l’atmosfera nello spogliatoio e’ eccellente. Siamo sempre sorridenti, ma se c’e’ da lavorare lo facciamo. Abbiamo sempre il sorriso stampato in faccia. Ma se dobbiamo lavorare, lo facciamo anche noi”. Il record assoluto di gol segnati con la maglia azzurra lo inorgoglisce, ma per lui e’ inammissibile un paragone con Maradona. “Tutti sappiamo – osserva il capitano del Napoli – che Maradona per la citta’ significa molto, e’ il numero uno e rimarra’ tale. Ma vogliamo riuscire a vincere anche noi, e’ passato tanto tempo da quando il Napoli ha vinto qualcosa di importante, quindi sarebbe meraviglioso se potessimo rivivere quei tempi. E’ vero, ho battuto il suo record, ma Diego resta il numero uno, non ci sono somiglianze tra di noi. Lui era un attaccante con grande fantasia. Io sono un calciatore e un uomo diverso, ma sono felice del mio cammino a Napoli”. Nel prossimo futuro della squadra non c’e’ solo il campionato, ma anche l’Europa League. “E’ altrettanto importante – dice Hamsik – e vogliamo arrivare il piu’ lontano possibile”. Il rapporto con Sarri e’ straordinario anche sul piano umano. “E’ un fumatore appassionato – rivela lo slovacco – e’ davvero incredibile. Non ho mai visto nessuno fumare cosi’ tanto! Meno male che durante le gare deve trattenersi. Pare che vada anche a letto con la sigaretta in bocca. In campo ci chiede la massima concentrazione e vuole che diamo tutto. Fuori dal campo, e’ rilassato, scherza ed e’ molto socievole”. “Il significato della mia cresta? – racconta Hamsik – E’ diventata il mio marchio di fabbrica. Finche’ giochero’ a calcio, questo sara’ il mio stile. Non e’ da tutti e alcune madri non la vogliono per i loro figli. Ma ormai e’ parte di me”. Il suo rapporto con Napoli e’ speciale. “Se restero’ per sempre? Non puoi escludere nulla nel calcio, ma in questo momento non ho altri piani. Napoli mi piace perche’ negli anni ho creato un rapporto speciale con i tifosi, c’e’ amore tra di noi. E poi Napoli ha il mare, il sole, puoi mangiare bene e puoi anche andare a sciare qui vicino…”.
Napoli, sorprende i ladri in casa in via Cilea: scappano, rintracciati e denunciati
Questa mattina gli agenti del Commissariato Arenella hanno denunciato , in stato di libertà H.M. di 41 anni e T.A: di 27 anni, nopnché, denunciato in stato di irreperibilità, P.E. 51enne , tutti napoletani, per tentato furto in una abitazione di via Cilea. I tre malfattori, la sera dell’11 febbraio, sono stai interrotti da rientro del proprietario dell’appartamento che, giunto nei pressi della porta ha visto uscire due persone che si sono allontanate repentinamente, colto di sorpresa non è riuscito a fare nulla ma quando ha visto uscire dalla porta un terzo personaggio che portava a tracolla una borsa scura, apparentemente pesante, si è messo i traverso alla porta per fermarlo. L’uomo ha lasciato la borsa e si è divincolato, guadagnando rapidamente le scale e poi la fuga.
La vittima ha contattato immediatamente il 113 ai quali ha riferito i fatti salienti, riservandosi di formalizzare la denuncia in Ufficio.
I poliziotti del commissariato Arenella il giorno successivo hanno raccolto la denuncia del proprietario dell’appartamento ed hanno poto in essere una mirata attività info investigativa, con l’ausilio delle immagini di videosorveglianza presenti nella zona. Hanno così potuto individuare i tre malfattori, anche attraverso la targhe delle auto a loro in uso, riprese sotto l’appartamento derubato,
Due di loro rintracciati presso le loro abitazioni sono stati denuncia in stato di libertà, per tentato furto aggravato mentre il terzo soggetto, individuato ma non rintracciato è stato comunque deferito all’autorità giudiziaria.
Superenalotto, nessun 6 ne 5+, il Jackpot arriva a 99,6 milioni di euro
Ancora un nulla di fatto per il 6 e anche per il 5+ al concorso numero 19 del 2018 del Supernalotto e il Jackpot si avvicina ai 100 milioni di euro. Concorso Superenalotto/SuperStar n.19 di oggi:
Combinazione Vincente: 3,11,38,53,70,71
Numero Jolly: 27
Numero SuperStar: 24
Queste invece le quote del Concorso Superenalotto/SuperStar n.19 di oggi:
Superenalotto Punti 6: NESSUNO
Punti 5+: NESSUNO
Punti 5: 5 totalizzano Euro: 37.631,80
Punti 4: 708 totalizzano Euro: 283,44
Punti 3: 26.450 totalizzano Euro: 22,15
Punti 2: 401.184 totalizzano Euro: 5,00
SUPERSTAR Punti 6SB: NESSUNO
Punti 5+SB: NESSUNO
Punti 5SS: NESSUNO
Punti 4SS: 4 totalizzano Euro: 28.344,00
Punti 3SS: 135 totalizzano Euro: 2.215,00
Punti 2SS: 2.025 totalizzano Euro: 100,00
Punti 1SS: 12.768 totalizzano Euro: 10,00
Punti 0SS: 25.857 totalizzano Euro: 5,00
Vincite Immediate: 13.685 totalizzano Euro: 342.125,00
Montepremi disponibile per il prossimo 6 Euro: 99.600.000,00
Napoli, evade dai domiciliari e minaccia la sorella con una pistola: arrestato
Nella notte del 17 gennaio scorso, una donna ha ricevuto minacce molto forti rivolte al fratello, che al momento non era in casa, da un uomo che, per avvalorare i suoi propositi minacciosi, le ha anche mostrato un’arma . La mattina stessa, la donna è andata presso il Commissariato di Bagnoli a sporgere formale denuncia, riconoscendo senza ombra di dubbio, dalle foto segnaletiche mostrate dai poliziotti, Monti Nicola, 56enne napoletano, pluripregiudicato, attualmente in espiazione di pena detentiva, per un residuo di 17 anni che sta contando agli arresti domiciliari.
Gli agenti del Commissariato hanno immediatamente acquisito le immagini di video sorveglianza della telecamera condominiale dell’abitazione del Monti nonché quelle di un esercizio commerciale sito nelle immediate vicinanze dell’abitazione della vittima . La nitidezza delle immagini nonché la corrispondenza con gli orari ha consentito di accertare che il Monti aveva lasciato il luogo di detenzione per portarsi presso l’abitazione della vittima e perpetrare il reato. Nella mattinata odierna i poliziotti hanno così dato esecuzione al provvedimento emesso dal Magistrato di Sorveglianza di Napoli, che revocava la misura alternativa degli arresti domiciliari disponendo l’accompagnamento presso la struttura penitenziaria di Napoli Secondigliano.
Cena romantica a San Valentino? Ecco cosa fare e cosa non fare
Sta per arrivare il giorno più romantico dell’anno, San Valentino. Secondo uno studio condotto da TheFork, app che opera nella prenotazione online dei ristoranti, oltre il 70% dei rispondenti italiani festeggerà il 14 febbraio e la quasi totalità lo farà al ristorante. Una romantica abitudine internazionale, il trend è infatti simile in Francia, Spagna, Svizzera e Belgio. Ma come organizzare una perfetta cenetta in pochissimi clic? Ecco alcuni consigli – divisi tra il ‘da fare’ e il ‘da non fare’ – per stupire il vostro partner con una serata perfetta al ristorante. Quattro le cose ‘da fare’. 1. Prenotate il ristorante. Seguire l’istinto e pensare di trovare posto senza prenotare a San Valentino è impensabile. Meglio prenotare. E se non sapete quale scegliere, pensate a quale ristorante potrebbe fare felice il vostro partner. -2. Scegliete il ristorante giusto. Non tutti i ristoranti vanno bene per ogni occasione. Per San Valentino dovreste scegliere un locale dalla giusta atmosfera, che sia romantico, elegante ma soprattutto buono. Sceglietene uno che vada incontro ai gusti del partner e, soprattutto, che vi permetta di passare una serata piacevole, tranquilla e all’insegna del calore. Quest’anno sembrano andare per la maggiore i ristoranti mediterranei, quelli tradizionali, ma anche quelli gourmet e creativi per i palati più esigenti. 3. Curate tutti i dettagli. Un modo per far vedere che ci tenete è tenere in considerazione altissima tutte le esigenze del partner. Aggiornate il ristorante su eventuali intolleranze o diete particolari o magari stupite mettendovi d’accordo su un piatto che sapete particolarmente gradito. E se siete una coppia che ama la riservatezza richiedete un tavolo appartato. 4. Ordinate il dessert. Al cioccolato. Senza preoccuparvi della dieta. È pur sempre il giorno più dolce dell’anno!
Altre cinque cose, invece, sono ‘da non fare’ e le spiega sempre TheFork. 1. Non litigate sul conto. Siamo nel 2018 e non è detto che sia sempre l’uomo a dover pagare, anzi a volte può essere visto come un’imposizione. Eppure, offrire all’altro è anche un gesto di generosità disinteressata. Per evitare scene spiacevoli o incomprensioni che rovinerebbero proprio sul più bello la cena, chiarite le cose in anticipo con molto tatto: “Cara/o, a San Valentino sei mia/o ospite” oppure “avrei proprio piacere di invitarti”. 2. Non arrivate in ritardo. Soprattutto se siete stati voi a invitare, arrivare in ritardo è una cosa davvero sgradevole. Soprattutto se l’appuntamento è direttamente al ristorante. E in ogni caso far attendere qualcuno seduto al tavolo da solo – come accade in qualche scena triste dei film – è una cosa che non augurereste nemmeno al vostro peggior nemico. 3. Non fatevi problemi sulle ordinazioni. Niente prezzemolo perché si incastra fra i denti. Niente fritto perché sennò pensa che mangio male. Ecco, tutti questi problemi non solo vi faranno godere meno la cena, tenendovi sempre sul chi va là, ma soprattutto vi renderanno nervosi e poco spontanei. Ordinate quello che volete, magari confrontandovi con il partner su cosa sarebbe meglio prendere (è un ottimo modo per rompere il ghiaccio!). 4. Non ubriacatevi. Il vino o dei cocktail possono essere un ottimo modo per sciogliere la tensione e sciogliere un po’ di nervosismo. Eppure, non dovete assolutamente esagerare: ubriacarsi a un appuntamento romantico potrebbe farvi perdere il controllo, in tutti i sensi. Evitate figuracce e bevete con moderazione, ma magari bevete meglio. 5. Non concentratevi solo sul cibo. Se siete troppo concentrati sulla cena, o parlate solo di quello, di sicuro qualcosa d’altro andrà storto. Pensate alla conversazione, ad avere qualcosa da dire. Non usate lo smartphone se non per chiedere una foto ricordo assieme a lei/lui. E’ provato che la maggior parte delle persone non ama vedervi al cellulare durante una cena romantica. Non guardate gli altri tavoli. E soprattutto: non mettetevi troppi divieti. Tranquilli, andrà tutto bene.
False fatture per oltre 90 milioni di euro: 18 arresti
I militari del Comando Provinciale di Latina, coordinati dai Sostituti Procuratori Dott.ssa Luigia Spinelli e Dott. Giuseppe Bontempo, hanno concluso un’articolata indagine eseguendo, come da ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Latina Dott. Pierpaolo Bortone, 18 arresti e sequestrando beni per oltre 15 milioni di euro, nei confronti di un’organizzazione criminale, operante su scala internazionale, dedita alla commissione di una serie indeterminata di reati tributari e di reati contro la pubblica amministrazione. L’attività investigativa si è sviluppata attraverso acquisizioni e perquisizioni, audizioni di testimoni ed intercettazioni telefoniche ed ambientali, che hanno consentito di disvelare un articolato sistema di frode attuato mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, per un valore complessivo di oltre 90 milioni di euro. Gli approfondimenti, condotti unitamente dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Latina e dalla Tenenza di Aprilia, hanno permesso di scoprire un dedalo di società cooperative, riconducibili a un commercialista apriliano e a un imprenditore pavese, intestate a prestanome e destinate ad operare per pochi anni, utilizzate per la commissione di svariati reati tributari.
Le investigazioni hanno inoltre consentito di arrestare sei commercialisti, che mettevano a disposizione del sistema criminoso le loro specifiche competenze professionali, per la contabilizzazione di costi derivanti da false fatture e per la certificazione dei crediti IVA derivanti dalle operazioni oggettivamente inesistenti. Crediti che venivano poi utilizzati per compensare la quasi totalità dei debiti di natura tributaria e previdenziale. Questi costi venivano bilanciati con ricavi derivanti, a loro volta, dall’emissione di false fatture di prestazione manodopera, per milioni di euro frodati all’Erario. Lo spregiudicato sistema ha consentito all’associazione di fornire manodopera a prezzi concorrenziali ai propri clienti – tra i quali una società milanese di recupero credito – e di generare ingenti fondi neri derivanti dalle imposte evase. Fondi che venivano trasferiti all’estero simulando l’acquisto di servizi presso società londinesi risultate riconducibili agli stessi indagati.
Gli accertamenti delle Fiamme Gialle pontine hanno, inoltre, stabilito che il sodalizio criminale, per raggiungere i propri scopi si avvaleva anche di due pubblici ufficiali corrotti. Le indagini condotte su tale filone hanno consentito l’individuazione di un insidioso sistemaclientelare facente capo a tre commercialisti apriliani che sfruttavano illecitamente i loro contatti presso pubblici uffici per agevolare i loro clienti. La lotta alle frodi ed agli abusi è tra i fattori chiave per assicurare, in un’ottica di rigore ed equità, il recupero di risorse illecitamente sottratte all’Erario. In questa direzione va l’operazione “super job”, che attesta l’impegno del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina nel contrasto all’evasione e alle frodi fiscali, dalla parte dei cittadini e degli operatori economici onesti.
Ghoulam: ‘Grazie ai compagni. Scudetto? Si crede, ma non si dice’
“Il gesto dei compagni di squadra? Non mi hanno sorpreso del tutto, siamo una famiglia. Sono tranquillo perché ho accanto dei compagni straordinari che mi sostengono e questo mi trasmette forza per tornare prima possibile”. Così il terzino algerino Faouzi Ghoulam in una lunga intervista al quotidiano algerino ‘Le Buteur’ e ripresa da ‘tuttonapoli.net’. “Lo scudetto? A Napoli si dice ‘Speriamo di vincerlo quest’anno’, senza pronunciare la parola scudetto e quindi anche io eviterò di farlo per rispetto della scaramanzia dei tifosi…”, ha aggiunto.
Intanto Il giudice sportivo Gerardo Mastrandrea ha comminato al tecnico del Napoli, Maurizio Sarri solo un’ammonizione con diffida “per aver contestato platealmente una decisione arbitrale, urlando e uscendo dall’area tecnica”. Sarri sarà dunque regolarmente in panchina al san paolo nel macth di domenca contro la Spal. Il tecnico era stato espulso dal direttore di gara sul finire del primo tempo nel corso della sfida di sabato sera contro la Lazio. per la sifa di giovedì sera sempre al san Paolo ma in europa league contro il Lipsia l’Uefa ha designato l’abitro portoghese Artus Dias.
Frattamaggiore, il legale del gioielliere: ‘La pistola del video era dei banditi e la stava consegnando alla polizia’
Luigi Corcione, il gioielliere che sabato sera ha sparato e ucciso uno dei quattro rapinatori (Raffaele Ottaiano)che poco prima avevano preso d’assalto il suo negozio a Frattamaggiore nelle immagini diffuse dagli organi di stampa, “non era intento a minacciare uno dei rapinatori, impugnando una pistola” ma era invece “intento a consegnare – a uno dei poliziotti intervenuti – una pistola sottratta a uno dei rapinatori“. A sostenerlo, attraverso un comunicato, e’ Luigi Ferrante, avvocato del gioielliere, secondo il quale la ricostruzione fatta “non corrisponde a verita'” ed “e’ lesiva della reputazione” del suo assistito. L’avvocato chiede, quindi, “un’ampia rettifica” dei fatti.
Luigi Corcione “porta i segni di una esperienza drammatica”. A sottolinearlo, in un comunicato, e’ il suo avvocato Luigi Ferrante. La sua gioielleria, spiega il legale di Corcione, “e’ stata oggetto di un ‘assalto’ da parte di almeno quattro rapinatori, tutti armati e tutti con il volto travisato, un negozio dove al momento dell’irruzione dei malviventi, vi era una inerme commessa e due ragazzini letteralmente ‘pietrificati’ per la paura”. Corcione e’ intervenuto, sottolinea l’avvocato Ferrante, “vista l’irruzione e l’aggressione alla donna e ai ragazzini (tramite le telecamere collocate nella sua abitazione, adiacente alla gioielleria)”. Quello che e’ accaduto, dice ancora Ferrante, “e’ oggetto di indagine”. Il legale del gioielliere ribadisce che Luigi Corcione “si e’ trovato in una situazione di concreto e attuale pericolo di vita, una situazione drammatica che lo ha costretto a difendesi grazie a una pistola regolarmente detenuta”.
Intanto dopo l’arresto degli altri tre banditi, palo compreso, che avevano preso parte alla rapina mortale e in attesa dell’esatta ricostruzione dell’accaduto che potrà avvenire solo con un attento esame balistico attarverso l’utilizzo dei mezzi che stabiliscono con precisione scientifico le tratiettorie dei colpi non dovrebbe cambiare, la posizione processuale del 32enne gioielliere Luigi Corcione. Soprattutto alla luce del fermo dei tre rapinatori, di cui uno ferito da un colpo d’arma da fuoco, – che avevano appena assaltato il proprio negozio, ubicato in pieno centro a Frattamaggiore. L’imprenditore e’ indagato per omicidio colposo caratterizzato dall’eccesso di legittima difesa, ma da fonti della Procura di Napoli Nord, si apprende che l’imputazione dovrebbe restare tale, al massimo con l’aggiunta del reato di lesioni, che comunque non dovrebbe cambiare la sostanza delle cose. L’ipotesi prevalente resta infatti quella della reazione eccessiva posta in essere da Corcione, che ha riferito di essere stato minacciato con la pistola dai banditi, in particolare da Raffaele Ottaiano, il malvivente rimasto ucciso da un proiettile sparato al petto dal gioielliere. La dinamica su quanto accaduto all’esterno della gioielleria resta comunque da chiarire.Gli inquirenti si attendono risposte importanti soprattutto dagli esami balistici, piu’ che dall’autopsia: c’e’ da capire se anche i banditi abbiano fatto fuoco, circostanza non ancora emersa. Di certo Corcione ha sparato piu’ volte, colpendo Ottaiano e un secondo bandito, che e’ poi riuscito a fuggire ed e’ stato catturato nella notte, in compagnia del quarto elemento della banda, in un appartamento di Orta di Atella, nel Casertano. Il quinto uomo del gruppo invece e’ stato invece preso nella sua abitazione di Caivano, dopo essere stato riconosciuto, grazie alle immagini di videosorveglianza del negozio, dagli indumenti che indossava durante il colpo; e’ lui che avrebbe prima armeggiato fuori alla porta di ingresso della gioielleria per poi bussare, e far entrare i complici.
Castellammare. Elezioni Forum dei Giovani, rappresentanti divisi: giallo su un documento (FOTO)
Castellammare di Stabia. Si tinge di giallo la vicenda legata al presunto comunicato fatto dai rappresentanti di istituto delle scuole stabiesi contro lo slittamento delle elezioni del Forum dei Giovani. Un “comunicato non scritto dai rappresentanti degli studenti ma confezionato – così da ricerche fatte – dal gruppo dei Giovani Democratici, movimento politico giovanile del Partito Democratico – sottoposto ai ragazzi. Un comunicato non condiviso da molti perché si sentono tirati in ballo improvvisamente senza un motivo fondato. Non si placano quini le polemiche alla luce delle prese di posizione del gruppo giovanile di Liberi e Uguali e dall’Associazione Giovanile Agenda Social. Clima becero, quello che si sta formando, che dovrà accompagnare i giovani di Stabia ad eleggere, salvo slittamenti, i propri rappresentanti nel parlamentino stabiese. A confermare il tutto è proprio un rappresentante – raggiunto telefonicamente – che ha così dichiarato: “Noi siamo dell’idea che il Forum dei Giovani tocca noi giovani, pure le scuole e i ragazzi perché realizza tante iniziative – dice – ma se c’è una questione tra due soggetti perché dovremmo metterci a favore di qualcuno e non di un altro. Non vedo perché come scuole ci dobbiamo schierare a favore di una delle due parti. Non sapevo della polemica, l’ho saputo stamattina quando mi è stato girato questo documento e mi hanno chiesto di aderire”. Chi ha scritto questo comunicato? “I giovani democratici, così mi hanno detto” – conclude. A questo punto il dubbio è lecito: è il caso di slittare le elezioni del Forum dei Giovani? Al Commissario prefettizio Cupello l’ardua sentenza.

Nemo Coppola
Essere Gigione al Teatro delle Arti di Salerno. In sala Luigi Ciaravola e il regista Valerio Vestoso
Il 16 febbraio 2018 al Teatro delle Arti di Salerno, alle ore 20.30, si terrà la proiezione del documentario, “Essere Gigione”, del regista Valerio Vestoso, dedicato alla vita e alle opere del re assoluto delle feste di piazza di provincia, Gigione.
In sala saranno presenti Luigi Ciaravola (meglio conosciuto come Gigione) e il regista Valerio Vestoso, che introdurranno la proiezione, promossa da Linea d’Ombra Festival. Il giovane regista beneventano ha partecipato per due anni a CortoEuropa (il contest per i cortometraggi europei targato Linea d’Ombra) dimostrando affetto e attenzione per il festival salernitano. E a sua volta, il festival appoggia e promuove la proiezione del film perché ritiene importante sostenere il lavoro di giovani autori campani con talento e spirito d’iniziativa.
Il documentario di Vestoso racconta momenti di vita pubblica e privata mostrando le esibizioni di uno dei protagonisti principali delle feste di piazza di provincia e il dietro le quinte della vita di un uomo di spettacolo in equilibrio tra sacro e profano. Si tratta di una pellicola decisamente interessante perché non si limita ad una passiva promozione ed esaltazione del personaggio ma va oltre offrendoci un ritratto di un’Italia che tanti, troppi, guardano con supponenza non riuscendo di conseguenza a capirne le aspettative e le pulsioni.
“Se volete conoscere un popolo, dovete ascoltare la sua musica”. La frase di Platone dà inizio a “Essere Gigione”: l’incredibile storia di Luigi Ciaravola e suggerisce la chiave di lettura per capire le pulsioni di quella parte di Italia, o meglio di una grandissima parte d’Italia, che spesso ignoriamo, snobbiamo e che per incanto in campagna elettorale diventa percentuale che conta. Il documentario rivolge il nostro sguardo verso le province, attraversa le piazze, si sofferma sui volti colorati dalle luci della ribalta di un carismatico cantante simbolo di una cultura parallela. Un’opera che non giudica, osserva. Sta a noi capire e leggerne gli intenti.
Il costo del biglietto d’ingresso per assistere alla proiezione è di sei euro, da acquistare presso il botteghino del Teatro delle Arti.
INFO: tel.089 662565 – www.lineadombrafestival.it – info@lineadombrafestival
Gigi Riva derubato del cellulare da un mendicante: appello social
La bontà di Gigi Riva non è stata premiata. Il mitico ‘Rombo di tuono’ è stato derubato da un mendicante al quale aveva appena offerto dei soldi. A denunciare l’accaduto è stato un amico storico dell’ex attaccante, Pino Serra. “A tutti gli amici…. qualche giorno fa all’amico Gigi Riva è stato rubato da un marocchino o algerino… comunque nordafricano, il cellulare”, ha raccontato Serra su Facebook. “Il tutto è accaduto dopo che Gigi gli aveva offerto del denaro per compassione (diceva che non mangiava da 2 giorni) apparentemente per ringraziare del gesto di generosità, abbracciò Gigi e contemporaneamente gli infilò una mano in tasca della giacca derubandolo”. “Gigi – si legge ancora nel post – è disposto a offrire al povero diavolo una mancia purchè torni in possesso del cellulare che non ha un gran valore economico se non i numeri telefonici contenuti in rubrica! Vi chiedo cortesemente di collaborare per cercare di rintracciare questo… miserabile. Grazie a tutti”, conclude Serra.
Mondragone, trasportava 50 chilogrammi di ‘bionde’: arrestato
Nell’ambito della quotidiana attività di prevenzione generale delle attività illecite e di controllo economico del territorio, a cura del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, sono stati intensificati i servizi volti al contrasto del fenomeno del contrabbando di t.l.e. che, nell’ultimo periodo, si è dimostrato tra le principali fonti di reddito per le organizzazioni criminali operanti sul territorio.
In tale contesto, i Finanzieri della Compagnia di Mondragone hanno tratto in arresto R.G. – un cittadino di origini partenopee di 40 anni – sorpreso mentre trasportava all’interno della propria autovettura 50 kg di sigarette di contrabbando, marca “Compliment”.
In particolare, lungo la SS 7 Bis Nola Villa-Literno, le Fiamme Gialle hanno sottoposto a controllo il predetto automezzo rinvenendo a bordo dello stesso alcuni cartoni pieni di sigarette pronte per essere immesse in commercio. Pertanto, il conducente è stato tratto in arresto in flagranza di reato e messo a disposizione della competente Autorità Giudiziaria, mentre il t.l.e. di contrabbando, destinato ad alimentare il mercato campano, per un valore di circa euro 10.000,00, e l’autovettura impiegata per il suo trasporto sono stati sottoposti a sequestro.
Continua, pertanto, incessante l’azione di contrasto ai traffici illeciti da parte del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, per garantire condizioni paritarie e leali di concorrenza tra gli operatori economici, la tutela della salute dei consumatori e recuperare risorse finanziarie alle casse dello Stato.
Gragnano, dai domiciliari continuava a coltivare la droga: in manette Minicuccio o’ capellone
Nella mattinata odierna, su delega di questa Procura della Repubblica, la Compagnia della Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia, al termine di una complessa indagine coordinata e diretta da questo Ufficio, ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. Tribunale di Torre Annunziata, nei confronti di COMENTALE Salvatore Domenico alias “Minicuccio o’ capellone”, capostipite di una famiglia da anni fortemente impegnata nella coltivazione e spaccio di marijuana operante sui Monti Lattari.
Il soggetto destinatario della misura cautelare, è accusato della coltivazione e delle successive operazioni di essiccatura di numerose piante di marijuana del peso complessivo lordo di 30 kg rinvenute nell’ottobre 2017 su un terreno nella sua disponibilità.
Il soggetto, malgrado si trovasse agli arresti domiciliari, ha approfittato di alcuni permessi giornalieri ed ha proseguito nella illecita attività.
Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza stabiese hanno permesso di accertare che il fondo, seppur formalmente non a lui intestato, da oltre venti anni è stato da sempre nella disponibilità dell’indagato.
Sono in corso ulteriori indagini per individuare eventuali complici dell’attività delittuosa.
L’odierna operazione evidenzia la necessità di costante attenzione investigativa volta a reprimere la coltivazione e lo spaccio delle sostanze stupefacenti, settore che finanzia le organizzazioni criminali operanti neil’aree stabiese e dei Monti Lattari.
Caserta, altri nove Daspo contro gli abusivi della Reggia
Continua l’offensiva della Questura contro parcheggiatori e venditori abusivi che affollano le strade di Caserta, soprattutto quelle attorno alla Reggia frequentate dai turisti. Dopo i cinque Daspo urbani dell’otto febbraio scorso, il questore Antonio Borrelli ne ha emessi altri nove, colpendo abusivi residenti nel capoluogo, che da anni svolgono quest’attivita’ non autorizzata incuranti di multe e denunce. Il provvedimento del Questore, previsto dal Decreto Minniti, consiste nel divieto di accedere, per un periodo di sei mesi, alle zone in cui sono stati fermati e nelle rispettive aree di pertinenza; dunque per i soggetti destinatari del Daspo, non sara’ piu’ possibile continuare ad operare attorno alle Reggia, dove vendono gadget e guide non autorizzati, o nei pressi della vicina stazione, ma anche all’esterno del Palazzo della Salute dove ha sede l’Asl, o fuori all’ospedale, dove piu’ volte sono stati sorpresi soprattutto i parcheggiatori abusivi. La violazione del Daspo rappresenta un reato penale.



