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Giugliano, lo scontro tra gli Amato Pagano e i Cancello dietro l’agguato a Pellecchia

Giugliano. Un agguato di camorra per uccidere ma Giuseppe Pellecchia si è salvato grazie all’abilità del 36enne di scappare riparandosi nel giardino di una villetta. Per alcuni minuti, però, è stato vicino alla morte. Ai militari di Giugliano che indagano sul caso non ha fornito nessun dettaglio utile alle indagini. Giuseppe Pellecchia era un ex estorsore legato agli Amato-Pagano clan egemone sul territorio di Melito. Negli anni sembrerebbe si sia avvicinato ad altri dando vita ad una sorte di scissione nella cosca. Il 36enne era dedito alla vendita di sigarette di contrabbando. I suoi killer l’hanno raggiunto proprio lì, nel posto dove faceva il commercio.
Pellecchia, sentiti i primi spari si è dato alla fuga. Una corsa di oltre 500 metri che l’ha portato ad una serie di villette e in un giardino ha trovato riparo. Pellecchia, colpito, è stato poi condotto all’ospedale di Pozzuoli e non è in pericolo di vita. I militari procedono con le indagini e come prima pista seguono quella di una faida interna agli Amato-Pagano. E in particolaretra la famiglia Cancello del Lotto G di Scampia, a cui Pellecchia si sarebbe avvicinato da qualche tempo, e gli scissionisti con base a Melito. Un’ipotesi che gli investigatori stanno seriamente vagliando e che lascerebbe pensare a una possibile epurazione interna. Forse Pellecchia doveva essere “punito” per questioni legate al passato.
Il 36enne non è un volto sconosciuto alle forze dell’ordine. Nel 2004 era stato arrestato dalla Squadra mobile di Napoli per aver chiesto il pizzo per conto degli Amato-Pagano. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’indagato, con l’aiuto di un complice, avrebbe taglieggiato un commerciante di Melito. Il 36enne avrebbe chiesto – sempre secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori -per conto degli “amici di Melito” il pagamento di una tangente in cambio della “tranquillità”. La polizia, in seguito a una breve indagine, era quindi riuscita a sorprendere in flagranza di reato il 36enne che proprio in quel frangente stava cercando di riscuotere la tangente dal titolare dell’impresa commerciale.

Indagine sugli esorcismi di don Michele Barone a San Cipriano d’Aversa

Una ragazzina di tredici anni viene sottoposta, alla presenza dei familiari, a un rito di esorcismo effettuato da don Michele Barone, il prete del santuario “Mia Madonna, mia Salvezza” della Piccola Casa di Nazareth di San Cipriano d’Aversa. Un prete diventato il vero punto di riferimento, l’unica salvezza per questa tredicenne affetta da una patologia psichiatrica ma che si ritiene posseduta dal demonio. Le immagini shock del video sono state trasmesse da Le Iene e, naturalmente, hanno scatenato sospetti in tutto l’agro aversano. L’adolescente appare nel video immobilizzata mentre urla e si dispera. “Exorcizamus te Lucifer, exorcizamus te Anticristo, exorcizamus te Belzebù”, la formula che pronuncia don Michele. Intanto la sorella della malcapitata racconta alle telecamere de Le Iene, a volto coperto, il baratro entro cui la sua famiglia è sprofondata.Dopo l’incontro con don Michele, la ragazza sostiene di essere stata allontanata dalla sorella a causa della sua omosessualità e che la piccola sia stata trasferita in una casa sotto stretto controllo del prete.

“Don Michele – racconta la sorella maggiore al quotidiano Il Mattino- decide cosa mia sorella debba mangiare dietro indicazione di San Michele, secondo lui presente nel corpo della ragazzina con lo scopo di scacciare il demonio. San Michele dice solo latte e biscotti, afferma il prete”. Preoccupata per le condizioni di salute della sorellina, la maggiore mostra le foto che evidenziano i segni di violenza subita dalla bambina e parla anche di un esposto alla questura di Napoli, facendo riferimento alla sospensione delle cure farmacologiche prescritte da medici specializzati. “Mia madre ritiene i farmaci inutili perché ad essere importante per lei è l’azione di don Michele”, precisa. La segnalazione della sorella maggiore passa per competenza da Napoli al commissariato di Aversa e poco dopo dalla famiglia viene chiesto alla ragazza di ritirare l’esposto. Pare addirittura che in questa terribile vicenda ci sia il coinvolgimento attivo di un poliziotto, seguace di don Michele Barone. La maggiore delle sorelle però va avanti consentendo alla Squadra mobile di Caserta, una volta emersi nuovi elementi non contenuti nella precedente segnalazione, di continuare le indagini. Intanto la notizia lascia sgomento ma non stupisce: “Qui sanno tutti delle attività di don Michele” commenta un anziano. Di don Michele, la cronaca ne ha parlato già diverse volte, anche per i suoi presunti rapporti con il camorrista del clan dei Casalesi, Lucariello.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo che ieri, dopo il servizio de Le Iene andato in onda mercoledì, ha voluto precisare di “non aver mai richiesto il ritiro dell’esposto alla ragazza, ma di aver cercato una strada per rendere più sereni i rapporti fra i genitori e la figlia che segnalava la sospensione delle cure sulla sorella più piccola”. Il presule inoltre ha specificato: “Da ora sicuramente don Michele dovrà stare fermo, prendersi una pausa dalla sua attività religiosa”. E poi ricorda di aver parlato con i genitori della ragazzina: “Ho cercato di spiegare che non era la strada giusta quella che stavano seguendo per la figlia racconta il prelato ma ho riscontrato una rigidità e una chiusura che non hanno lasciato spiragli”. Spinillo ha anche  ricordato che l’unico autorizzato agli esorcismi nell’intera diocesi, come riferisce il vescovo, è soltanto il parroco di Casal di Principe don Carlo Aversano.

 

 

L’associazione Mamme Coraggio di Napoli insieme ai tassisti per la sicurezza stradale

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Partire da chi vive direttamente il confronto con le strade per garantire più sicurezza è l’iniziativa dell’associazione “Mamme Coraggio” di Napoli sezione Vomero, che fa capo alla madre di Mario Pisco, scomparso in un incidente stradale in via Pietro Castellino l’11 giugno del 2011.
In un video che sta girando sui social, i genitori di Mario, raccontando la loro storia, hanno parlato di come rivaluteranno gradualmente la figura del tassista, grazie ad una iniziativa che stanno attuando spalla a spalla con questa categoria.
“Vogliamo che la nostra esperienza di dolore divenga base da cui partire per evitare che sulle strade italiane avvengano incidenti mortali – dice la signora Parboni, madre della vittima -. In Italia, sulle strade, muoiono, in media, 12 persone al giorno per questo motivo ed è partendo da questa constatazione che bisogna capire come intervenire per ridurre il numero di vittime. Il fine ultimo è fare in modo che le strade non abbiano più voragini, che l’illuminazione venga garantita sempre al 100% in ogni dove e che si finisca di percorrere arterie che non presentano affatto segnaletica verticale ed orizzontale”.
“Con la categoria di tassisti – dice Carlo Pisco, anche lui tassista -, stiamo avviando un lavoro a stretto contatto con organi del comune di Napoli. Vogliamo che le persone denuncino ciò che vedono, che le forze armate intervengano costantemente nei confronti di chi commette degli errori, piuttosto che far finta di niente. Sono in corso di installazione, sui taxi di Napoli, delle telecamere, col fine di individuare più facilmente trasgressori, rivalutando una professione che nella concezione comune non è ritenuta delle più oneste. Vogliamo che i tassisti diventino punti di riferimento, vere e proprie sentinelle. È solo in questo modo che può essere attuato un vero lavoro sulle coscienze.
A breve verrà creata anche una pagina Facebook ufficiale a cui aderiranno persone della categoria e tramite cui i cittadini che vogliono mantenere l’anonimato, potranno denunciare ciò che vedono in contrasto con il codice della strada. Il nostro piccolo contributo salverà delle vite umane”.

Traffico di Botox contraffatto: 9 indagati in tutta Italia, uno anche a Napoli

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Botox ‘spiana rughe’ contraffatto importato e distribuito in tutta Italia. E’ quanto ha scoperto il Nas di Firenze dopo una lunga e articolata indagine denominata ”False Botox”, finalizzata al contrasto della contraffazione dei farmaci e all’illecita importazione e distribuzione sul territorio nazionale di medicinali esteri ad uso umano, privi di autorizzazione all’immissione in commercio. L’attività d’indagine, avviata dai Nas nel gennaio 2016 e coordinata dalla Procura della Repubblica di Firenze, in particolare dal sostituto procuratore Giuseppina Mione, ha avuto origine da una segnalazione dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), relativa a una presunta contraffazione di farmaco a base di tossina botulinica e ha permesso di individuare diversi soggetti, operanti su tutto il territorio nazionale, che commercializzavano, al di fuori del regolamentato circuito farmaceutico, con estrema disinvoltura e mancanza di scrupolo, medicinali ad uso umano (a base di tossina botulinica) contraffatti. Di fatto, è stato svelato un canale distributivo alternativo, privo di qualsiasi autorizzazione/regolamentazione, attraverso il quale, oltre al Botox contraffatto, veniva illegalmente introdotto sul territorio nazionale e messo in commercio analogo farmaco, prodotto esclusivamente per il mercato turco. Le indagini sin da subito si sono concentrate su un soggetto della provincia di Firenze, che distribuiva illecitamente flaconi di medicinali contraffatti. Il monitoraggio dei suoi circuiti relazionali e diversi sequestri di medicinali contraffatti e/o illecitamente commercializzati, per un totale di circa 900 confezioni, eseguiti in distinte e mirate fasi operative, hanno permesso di estendere le indagini nei confronti di altre persone in varie regioni d’Italia. Nel corso di una serie di perquisizioni disposte nel mese di marzo 2017 dalla Magistratura, operate da militari del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, è stata smantellata l’illecita rete distributiva e sono state sequestrate ulteriori 400 confezioni di farmaci contraffatti e/o di provenienza estera, diversi flaconi privi di etichetta contenenti sostanze anonime, unitamente a centinaia di confezioni vuote, primarie e secondarie, ancora imballate, verosimilmente contraffatte e, in ogni caso, di provenienza delittuosa, recanti i marchi di aziende farmaceutiche.  Le successive analisi quali-quantitative, eseguite presso i laboratori dell’Azienda Farmaceutica vittima della contraffazione e presso quelli dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma, con il supporto di Aifa, hanno, rispettivamente, confermato la contraffazione dei farmaci, evidenziato la presenza nei flaconi anonimi di sostanze tossiche e pericolose per la salute pubblica. Complessivamente sono 9 gli indagati nell’inchiesta, per quattro di loro la Procura della Repubblica di Firenze ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini. I reati contestati sono: concorso in ricettazione, commercio di sostanze tossiche pericolose per la salute pubblica, illecita importazione nello Stato e distribuzione all’ingrosso di medicinali. Per i restanti cinque gli atti, sono stati trasmessi con formulazione di analoghe responsabilità penali, alle Procure territorialmente competenti di Padova, Lucca, Napoli e Bologna.

Uccide la moglie a coltellate e poi tenta il suicidio

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Omicidio la scorsa notte a Troia, in provincia di Foggia dove un uomo di 48 anni dove la notte scorsa Ferdinando Carella, ha assassinato la moglie, Federica Ventura, di 40 anni, con una decina di coltellate e poi ha tentato di uccidersi con lo stesso coltello con cui ha colpito la moglie. L’uomo e’ stato ricoverato in gravissime condizioni agli Ospedali Riuniti di Foggia. Sull’accaduto indagano i carabinieri. Sono stati i parenti delle vittime, che abitano nello stesso stabile, a lanciare l’allarme. Quando personale del 118 e carabinieri del comando provinciale di Foggia sono giunti sul posto hanno trovato la donna ormai gia’ morta ed il marito riverso sul pavimento con ancora il coltello nel petto. Sembra che il tutto sia avvenuto al culmine dell’ennesimo litigio tra i due coniugi. In casa c’erano anche i due figli minorenni della coppia, ma non si sa se siano stati testimoni dell’accaduto o se abbiano continuato a dormire nonostante le urla dei genitori.

Portici, agguato mancato contro un esponente del clan Vollaro

Portici. Agguato mancato ieri sera nei confronti di una persona molto vicina  al ras Carlo Vollaro, uno dei nipoti del famigerato defunto “Califfo”  e considerato attualmente il reggente della cosca. Ieri sera infatti un killer solitario poco dopo le 21 lo avrebbe atteso in via Benvenuto Cellini, e quando gli è arrivato a tiro ha estratto la pistola e ha cominciato a fare fuoco. Per fortuna della vittima designata la pistola di colui che aveva come missione quella di ucciderlo, si è inceppata. L’uomo in preda alla paura e “per grazia ricevuta” si è rifugiato nel palazzo chiudendo il portone d’ingresso. Il killer a quel punto si è dileguato facendo perdere le sue tracce. Gli investigatori stanno visionando le immagini delle telecamere pubbliche e private della zona per cercare frame utili alle indagini per individuare il killer. Carlo Vollaro è finito per la seconda volta nel mirino dei killer nell’ultimo mese. A metà gennaio infatti furono esplosi colpi di arma da fuoco contro la porta dell’abitazione della compagna , ritenuto dalle forze dell’ordine reggente dell’omonimo clan. Qualcuno era entrato nel palazzo in via Benvenuto Cellini dove vive la donna, nei pressi del viale Leonardo da Vinci,era salito al primo piano dello stabile e fece fuoco contro la porta di ingresso dell’appartamento. Sceso nell’androne, fece fuoco di nuovo, colpendo la guardiola del portiere. Ad avvisare le forze dell’ordine alle prime ore della mattina successiva furono stati alcuni condomini. Gli investigatori ritengono che si tratti dell’ennesimo atto di intimidazione da parte del clan Mazzarella (nonostante i colpi subiti in questi giorni con i 13 decreti di fermi della dda di cui 9 eseguiti tra cui il boss Francesco Mazzarella) che da tempo ha esteso le sue mire espansionistiche anche a San Giorgio a Cremano e a Portici, approfittando anche del vuoto di potere criminale che si è venuto a creare con il blitz che due mesi fa ha sgominato il clan Troia.

Crollo Napoli: l’ira di Sarri

Maurizio Sarri ha parlato cosi nel post partita ai microfoni di Sky Sport:”Non è che si può prendere un gol cosi al ’93, con una partita ancora da giocare non si può fare, ma è tutto quello che abbiamo fatto stasera che non si può fare. Abbiamo fatto una partita deludente, ci è mancato e entusiasmo. E’ una squadra che non ha giocato con il piglio giusto per i colori che rappresenta e la storia che rappresenta, questo mi ha deluso molto. La mentalità deve essere sempre quella giusta, le partite si possono vincere o perdere ma la mentalità deve essere sempre quella giusta, ho visto una squadra che ha giocato senza entusiasmo e senza fame, è un brutto segnale per mentalità. La maglia del Napoli va onorata, sono un po’ deluso da quello che ho visto”.

C’è anche Roberto De Luca (figlio di Vincenzo) tra gli indagati per la presunta corruzione sull’affare rifiuti. TUTTI I NOMI

C’è anche Roberto De Luca, altro figlio del presidente della Regione Campania, Vincenzo, tra gli indagati dell’inchiesta sulla presunta corruzione n relazione ad appalti gestiti dalla Sma, la società in house della Regione per le bonifiche ambientali. Complessivamente sono 17 tra imprenditori, politici e giornalisti (quelli del sito internet Fanpage.it) finiti sul registro degli indagati nell’inchiesta della Dda di Napoli. dal quadro accusatorio emergono i nomi della cordata di imprenditori o a capo Nunzio Parrella, ex boss di Pianura, pentito da anni, e poi gli imprenditori Rosario Esposito, Antonio Infantino, Vincenzo Riccio, Giovanni Caruson, Abramo Maione, Salvatore Porro e Lucio Varriale, il commercialista Carmine Damiano, il consigliere regionale Luciano Passariello, candidato con Fratelli d’Italia alla Camera nel collegio di Secondigliano, Lorenzo Di Domenico e Agostino Chiatto, rispettivamente consigliere delegato e dipendente della società in house della Regione. Chiatto è distaccato presso la segreteria di Passariello il quale ricopre, in Regione, la carica di presidente della commissione di inchiesta sulle società partecipate, i consorzi e gli enti strumentali della Regione Campania, tra le quali la stessa Sma. E ancora tra gli indagati figurano Andrea Basile, ritenuto legato al clan Cimmino, e Antonio Cristofaro, sospettato di avere contatti con il clan Bidognetti. Per i contatti che avrebbe avuto con Basile, Passariello si ritrova contestata anche l’aggravante del metodo mafioso. Quanto a Varriale, secondo l’accusa, è stato il contatto tra Caruson e “una persona indiscutibilmente consapevole dell’appartenenza di quest’ultimo ad un clan malavitoso operante nel suo quartiere di residenza, il quale starebbe facendo da mediatore tra gli imprenditori e il consigliere regionale Passariello”. Caruson afferma che “aiutando, oggi il consigliere regionale, il gruppo di interesse da questi sponsorizzato come emissario della camorra potrebbe propiziarsi la futura riconoscenza del Passariello, riconoscenza che verrebbe concretamente espressa attraverso l’affidamento degli evocati appalti”. E infine Francesco Piccinini, direttore del sito online Fanpage.it e la giornalista Sacha Biazzo, accusati di induzione alla corruzione. Tra i video sequestrati ieri nella sede del giornale on line, come riporta Il Mattino, ce n’è uno in cui compare anche Roberto De Luca, figlio del presidente della Regione Campania e assessore a Salerno. Sarebbe lui uno dei politici “provocati” dai giornalisti fintisi imprenditori per smascherare gli illeciti del settore. Nel video di Fanpage De Luca tratterebbe con i finti imprenditori l’aggiudicazione di un appalto per lo smaltimento delle ecoballe, facendo intendere di poter intervenire a livello regionale. Fin qui nulla di illecito. Ma Roberto De Luca risulta indagato per corruzione perché, in un altro video, un commercialista a lui vicino farebbe riferimento a una tangente da pagare nella misura del 15 per cento, nella quale, a detta dello stesso commercialista, sarebbe inclusa anche la quota di De Luca. L’affare di cui si tratta riguarderebbe lo smaltimento delle ecoballe, per il quale nell’ottobre scorso la giunta regionale guidata da Vincenzo De Luca ha espletato la seconda gara per la rimozione di 500mila tonnellate di rifiuti presenti nel sito di stoccaggio Taverna del Re. La presunta trattativa denunciata dal sito riguarderebbe una terza tranche di 500mila ecoballe, da rimuovere nei prossimi mesi.

 

 

 

Napoli, Sarri contro tutti: ‘Ci manca ancora tanto per diventare grandi’

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Non le manda a dire e certo non è nel suo Dna, Maurizio Sarri allenatore del Napoli dopo la figuraccia in Europa League contro il Lipsia. Si scaglia contro tutta la squadra è arrabbiatissimo e anche preoccupato per le ripercussioni che può avere sul futuro del campionato. “Brutta sconfitta, stasera ci sono mancati entusiasmo, fame e determinazione. Dovevamo fare di più.Non si puo’ prendere un gol cosi al ’93, con una partita ancora da giocare. Ma tutto quello che abbiamo fatto stasera, in generale, non si puo’ fare. Abbiamo disputato una partita deludente, ci e’ mancato l’entusiasmo”. Il tecnico non fa sconti a nessuno: “E’ una squadra che non ha giocato con il piglio giusto per i colori che rappresenta e la storia che rappresenta, questo mi ha deluso molto. La mentalita’ deve essere sempre quella giusta, le partite si possono vincere o perdere, ma la mentalita’ deve essere sempre quella”. Poi aggiunge: “Abbiamo fatto una partita scarica, tutti quanti…questa è una maglia storica che va sempre onorata. Ora mi aspetto una risposta feroce dai miei ragazzi già domenica in campionato, e anche una partita di grande cuore nel ritorno a Lipsia, anche se sarà difficile arrivare alla qualificazione. La sensazione dello sfilacciamento c’era in campo, e abbiamo scelto la squadra sbagliata per concedere spazi, abbiamo fatto tutto quello che non dovevamo fare. Questa squadra e’ ancora indietro sotto il punto di vista della maturita’, perche’ non riesce a fare tutte le competizioni con lo stesso spirito, durante la stagione ce l’ho avuta fin dall’inizio e stasera ne ho avuto la conferma. Quando non ci siamo con la testa diventiamo una squadra meno che normale, spero che questa sconfitta non abbia delle ripercussioni sotto il punto di vista morale. E’ chiaro che l’obiettivo primario e’ il campionato, ma in Europa bisogna capire che servono prestazioni di livello per non fare brutte figure.Dobbiamo fare un po’ di autocritica. Forse abbiamo sbagliato qualcosa tutti: società, ambiente e calciatori. Questa squadra, dopo essere diventata competitiva in Italia dopo tanto lavoro, ora deve porsi il nuovo obiettivo di rendersi competitiva in Europa, altrimenti inizia l’inesorabile declino. Chiunque sia l’allenatore l’anno prossimo, io o un altro, l’importante è che siano i calciatori a fare questo salto di mentalità. Non si puo’ prendere al novantesimo un gol cosi’. Con una gara di ritorno da giocare e’ impensabile prendere una rete del genere. Abbiamo fatto male: ci e’ mancato l’entusiasmo di quelli che giocano poco e le geometrie di quelli che giocano di piu’. La mentalita’ dovrebbe essere sempre quella giusta. Oggi invece ho visto la squadra senza ‘fame’. La maglia del Napoli deve essere onorata di piu’. Si puo’ anche perdere ma io sono deluso da quello che ho visto contro il Lipsia”.

Pagelle Napoli: serataccia per Koulibaly

Queste le pagelle dei calciatori del Napoli per la gara con il Lipsia

Reina 5,5 – Notte amara per  festeggiare le 164 presenze europee

Maggio 5,5 – Dal suo lato il Napoli fa fatica ad uscire

Tonelli 5 – Va in tilt, esposto dai centrocampisti a continui uno contro uno.

Koulibaly 4,5 – Irriconoscibile al cento per cento. Spesso distratto, qualche fallo di troppo e diverse letture sbagliate.

Hysaj 6 – Fino a quando è in campo, appare applicato  (dal 53′ Mario Rui 5 – finisce per farsi prendere in contropiede nel finale)

Rog 5 – Poco lucido col pallone tra i piedi

Diawara 4 -Gira spesso a vuoto e perde tanti palloni su cui si scatena il Lipsia: fa partire l’azione dell’1-2 e poi con un tiro ribattuto anche l’1-3.

Hamsik 6 – Non demerita, favorendo lo sviluppo del gioco tra (dal 53’Insigne 5,5 – Non ha  impatto sul match)

Ounas 6 – Alla terza da titolare, dopo le due in Coppa Italia, trova il primo gol in azzurro incrociando benissimo sul palo lontano (dal 61’Allan 6- Porta maggiore dinamismo a centrocampo)

Callejon 5,5 – Non si risparmia,ma senza grande assistenza e finisce per scomparire tra i centrali del Lipsia.

Zielinski 6 – Uno dei pochi da salvare nel Napoli. Sempre propositivo, ispirato, girandosi e puntando la porta.

Crollo Napoli, Ounas: “Pensiamo al campionato”

Queste le parole di Adam Ounas, intervenuto nel post partita ai microfoni di Sky Sport: “E’ mancato un po’ la finalizzazione, anche quando loro attaccavano eravamo in ritardo. Noi giochiamo poco e fisicamente è dura. Abbiamo perso, dobbiamo mettere la testa al campionato per domenica e dobbiamo vincere. E’ difficile fisicamente, ma quando giochiamo siamo noi che dobbiamo far vedere al mister che possiamo giocare. Primo gol? Sono felice, ma abbiamo perso ed il gol non è importante. Speriamo di vincere domenica e forza Napoli sempre”.

Crollo Napoli, Hamsik: “Bisogna mostrarsi forti anche in Europa”.

Cosi ha parlato Marek Hamsik, ai microfoni di Sky Sport: “Non ci possiamo permettere di fare brutte figure in Europa. Il Lipsia ha messo in campo qualcosa in più venendo a vincere qua. Peccato per il terzo gol perchè si poteva ribaltare, vincere 3-0 fuori casa non sarà facile. Sapevamo che non sarebbe stata facile, siamo andanti anche in vantaggio e dovevamo gestire meglio, prendere cosi tanti gol in casa in Europa non va bene. Sicuramente non è stato il Napoli che vediamo quasi sempre. Noi abbiamo potenzialità per arrivare fino in fondo anche in questa competizione, dobbiamo crescere sotto il punto di vista caratteriale. In Italia siamo competitivi e facciamo delle cose incredibili, dobbiamo fare lo stesso anche in Champions ed in Europa League. Pubblico? Non ci dovrebbe condizionare, è una partita europea e dovremo dare sempre il massimo. Dovevamo fare molto meglio”.

La bruttissima copia del Napoli umiliata dal Lipsia in Europa League

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La brutta copia del Napoli, anzi la bruttissima copia della squadra di Sarri cade in casa contro il lipsia per 3-1 dopo l’illusorio vantaggio di Ounas ad inizio ripresa e dice praticamente addio anche all’europa league dopo la Champions e la Coppa Italia Tim.  E’ evidente a questo punto che il Napoli punti tutto sul campuonato ma la brutta figura di stasera sonocomqune un campanello di allarme. I tedeschi passano con la doppietta di Werner e il gol di Bruma contro un Napoli in formazione rimaneggiata,  ma che in pratica e come se avesse giocato in nove uomini con Diawara autore di due sciagurati disimpegni che hanno favorito due deii tre gol del Lipsia e Rog mai in partita. Parte meglio il Lipsia che subito si rende pericoloso da calcio d’angolo con una bella girata di Timo Werner, bloccata però bene in due tempi da Pepe Reina; col passare dei minuti il Napoli alza il proprio baricentro e al minuto 13 ha una colossale occasione per il vantaggio, ma prima Callejon e poi Hamsik non sfruttano l’errore di Upamecano, con la palla che si perde sul fondo. I ritmi di gioco sono alti ed entrambe le squadre cercano di colpire in contropiede: al 18′ è il Lipsia a sfiorare il gol con Poulsen, bravo a scappar via alla difesa azzurra ma non altrettanto nella conclusione, che termina a lato alla sinistra di Reina; al 21′ è invece il Napoli a rendersi pericoloso con Callejon, che raccoglie l’assist di Rog e calcia forte di destro, trovando però l’attenta respinta di Gulacsi in corner. La gara scorre piacevole con capovolgimenti da una parte e dall’altra, ma nessuna delle due squadre riesce a rompere l’equilibrio che infatti dura fino al 45′, con il primo tempo che va in cantiere sul risultato di 0-0. Nel secondo tempo è ancora la squadra ospite a partire col piede giusto, con i tedeschi che sfiorano la rete prima con Sabitzer e poi con Werner senza però trovare lo specchio della porta. Poi al minuto 52′ ecco la prima svolta della gara: assist illuminante di Rog sulla destra per Ounas, con l’algerino che fa partire un tiro preciso che s’infila all’angolino e vale l’1-0 dei partenopei. Ma il Lipsia non ci sta e pochi minuti dopo ha subito la grande occasione per pareggiare con Poulsen che s’invola verso la porta azzurra e calcia col destro, trovando ancora un ottimo Pepe Reina sulla sua strada. Ma la gioia è solo posticipata di qualche minuto perché al 62′ Timo Werner sfrutta una disattenzione di Diawara e trova il pareggio con un diagonale preciso da pochi passi sul quale Reina stavolta non può nulla. Col passare dei minuti la stanchezza inizia a farsi sentire, le squadre si allungano ed al minuto 74 ecco che arriva l’ulteriore doccia fredda per gli azzurri: Maggio tiene in gioco Poulsen, che s’invola verso la porta di Reina e serve un tap-in facile facile a Bruma che da pochi passi fa l’1-2 per il Lipsia, con il San Paolo ammutolito. Il Napoli prova la reazione d’orgoglio, ma i tedeschi tengono meglio il campo e quasi allo scadere trovano anche il tris ancora con lo scatenato Timo Werner e match che si chiude così col risultato di 1-3, con i tedeschi in tripudio che festeggiando la vittoria con l’abbraccio dei 1500 supporters presenti questa sera nell’impianto di Fuorigrotta.

Napoli-Lipsia 1-3

Reti: al 53′ Ounas (N), 62′ Werner (L), 74′ Bruma (L), 92′ Werner (L)

Napoli (4-3-3): Reina; Maggio, Tonelli, Koulibaly, Hysaj (dal 54′ Mario Rui); Rog, Diawara, Hamsik (dal 54′ Insigne); Ounas (dal 61′ Allan), Callejon, Zielinski. A disp: Sepe, Rafael, Mario Rui, Albiol, Allan, Jorginho, Insigne. Allenatore: Sarri

Lipsia (4-4-2): Gulacsi; Laimer, Orban, Upamecano, Klostermann; Sabitzer, Kampl, Keita (86′ Demme), Bruma (dal 79′ Forsberg); Poulsen (dal 81′ Augustin), Werner. A disp: Mvogo, Bernardo, Konatè, Kaiser. Allenatore: Hasenhüttl

Arbitro: Artur Dias (Portogallo)

Note, Ammoniti: Koulibaly (N), Mario Rui (N)

Coppa Eccellenza: il Savoia vince ai rigori

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SAVOIA-NOLA 5-3 dcr

SAVOIA (4-3-3): Pezzella (124’ Gallo); Sardo, Riccio, Di Girolamo (18’ Allocca), F. Del Prete; S. Del Prete, Liccardo, De Rosa (122’ Pappagoda); Di Paola (61’ Galizia), Fava Passaro (76’ Esposito), Caso Naturale. A disposizione: Liguori, Palmieri. Allenatore Fabiano
NOLA (4-3-3): Avino; Gioventù (98’ Cossentino), Schioppa (46’ Mocerino), Lenzi, Falivene; D’Abronzo, Vaccaro (102’ Falanga), Sacco; Colonna (86’ Tagliamonte), Zaccaro, Scielzo. A disposizione: Esposito, Improta, Caruso. Allenatore Liquidato
ARBITRO: Esposito di Napoli

MARCATORI: 7’ Caso Naturale (S), 55’ Scielzo (N)
AMMONITI: Allocca (S); Scielzo, Sacco, Falanga, Falivene (N)
ESPULSI: Scielzo (N)
NOTE: Spettatori 3000 circa. Angoli 6-4. Recupero 2’ pt, 4’ st, 2’ pts e 4’ sts

 

Il Savoia merita ma vince soltanto ai rigori, il Nola va in inferiorità ma arriva a pochi passi dall’impresa: alla fine sono i bianchi di Torre Annunziata ad aggiudicarsi a Pagani la fase regionale della Coppa Italia di Eccellenza e Promozione. Fabiano opta per il tridente delle meraviglie Di Paola-Fava-Caso Naturale. Liquidato schiera  Colonna e Scielzo al lati di Zaccaro. La prima occasione è per il Nola: Zaccaro si gira al limite dell’area e va alla conclusione: Pezzella devia in angolo. Ma al primo ribaltamento, il Savoia passa:  Caso Naturale scarica un gran sinistro che batte Avino. Il Nola reagisce: il tiro cross di Sacco viene ribattuto sulla linea  da Di Girolamo. La prima emozione della ripresa è di marca nolana, col tiro di Vaccaro che termina a lato non di molto. Il Savoia è disattento e al decimo arriva il pareggio: Sacco mette in mezzo forte e teso, in spaccata Scielzo anticipa e batte Pezzella. Al 18’ il Savoia ha una grandissima chance: Avino salva tutto.  Dieci minuti dopo è Galizia a divorarsi un’altra occasione: sul cross di Caso Naturale,  manda alto di testa. Si va ai supplementari. Avino respinge il colpo di testa da due passi di Esposito, che poi non riesce a ribadire in rete la seconda palla. Il Savoia spreca occasioni su occasioni.  Al 7’ il Nola resta in dieci: Scielzo colpisce al volto Del Prete e si becca il rosso diretto. Al decimo episodio dubbio in area di rigore del Nola: Esposito insacca ma viene segnalato un fuorigioco di De Rosa.

LA LOTTERIA DEI RIGORI

Galizia (S) GOL
Zaccaro (N) GOL
Caso Naturale (S) TRAVERSA
Sacco (N) GOL
Sardo (S) GOL
Mocerino (N) PARATO
Esposito (S) GOL
Falanga (N) PARATO
Riccio (S) GOL

Arbitri: Orsato per la Juve, Gavillucci per il Napoli

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Come ogni giovedì sono stati designati gli arbitri che dirigeranno le gare valide per il 25° turno di Serie A: il derby della Mole Torino-Juventus affidato all’esperto Orsato. Gavillucci fischierà invece la capolista Napoli, impegnata al ‘San Paolo’ contro la Spal.

UDINESE-ROMA (sabato ore 15): DI BELLO (VAR: DAMATO)

CHIEVO-CAGLIARI (sabato ore 18): NASCA (VAR: VALERI)

GENOA-INTER (sabato ore 20:45): FABBRI (VAR: GIACOMELLI)

TORINO-JUVENTUS (domenica ore 12:30): ORSATO (VAR: IRRATI)

BENEVENTO-CROTONE (domenica ore 15): ROCCHI (VAR: PASQUA)

BOLOGNA-SASSUOLO (domenica ore 15): TAGLIAVENTO (VAR: GUIDA)

NAPOLI-SPAL (domenica ore 15): GAVILLUCCI (VAR: MARIANI)

ATALANTA-FIORENTINA (domenica ore 18): MARESCA (VAR: MASSA)

MILAN-SAMPDORIA (domenica ore 20:45): DOVERI (VAR: MAZZOLENI)

LAZIO-VERONA (lunedì ore 20:45): CALVARESE (VAR: MANGANIELLO)

Elezioni, il figlio del procuratore di Salerno: ‘E’ una manovra per delegittimare me’

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Sale di tono la campagna elettorale per le elezioni comunali a Campana nella Piana del Sele.  Andrea Lembo, candidato sindaco del centrosinistra in quel comune spiega che se il Csm abbia aperto un fascicolo su suo padre, il procuratore di Salerno, Corrado Lembo, vuol dire che qualcuno sta tentando di “delegittimare” la sua candidatura. “Forse i miei avversari credono cosi’ di farmi ritirare – dice all’Ansa – invece no, io vado avanti perche’ non c’e’ alcun conflitto di interessi e perche’ io ho il diritto e anche il dovere di esercitare i miei diritti civili”. Andrea Lembo, 32 anni, e’ da quando ne aveva 14 che sta in politica. Tempo fa fini’ nell’occhio del ciclone per l’amicizia con il figlio, anche lui candidato Pd, del governatore Vincenzo De Luca (“conosco Piero da prima che mio padre diventasse procuratore a Salerno”). Oggi arriva la notizia del fascicolo del Csm per il quale il padre rischia il trasferimento: “Una notizia che mio padre ha appreso dalla stampa, visto che non gli e’ stato notificato ancora nulla. Anche la modalita’ di diffusione, e’ segno che si tratta di un’azione mirata”. “Mio padre e’ una persona tranquilla, moderata, capace di accettare con serenita’ quello che succede – dice Andrea Lembo – c’e’ poco da discutere su questa storia, credo che sia il segno di un’azione che mira a delegittimare me strumentalizzando mio padre per il lavoro che svolge”. Una manovra che per il figlio del procuratore “viene dalla politica”. A chi gli chiede se di fronte al rischio trasferimento del padre, abbia pensato anche solo per un attimo di tirarsi indietro, Lembo junior risponde: “Come figlio mi e’ passato per la testa, ma come politico non ho intenzione di fare nessun passo indietro, anzi sono convinto della necessita’ di andare avanti”. Definisce tutto questo un “accanimento ingiustificato”. “Come poterebbe esserci un conflitto di interessi visto che ho solo annunciato la volonta’ di correre per le prossime amministrative? – spiega – Prima di decidere di candidarmi, ne ho parlato con mio padre e dopo il confronto abbiamo concordemente stabilito che non c’era nessun tipo di incompatibilita’ di legge”. Forse, aggiunge ancora, “causo fastidio a qualcuno perche’ non garantisco determinati interessi ma non sono certo tempo un delinquente o un pregiudicato”. E poi, conclude, “mio padre a settembre compie 70 anni e andra’ in pensione, una ulteriore conferma che dietro tutto questo c’e’ solo un tentativo di delegittimarmi”.

Giornalisti Fanpage indagati per induzione alla corruzione e perquisiti: solidarietà di Fnsi e Sugc

Napoli. Sono accusati di induzione alla corruzione per essersi finti imprenditori e aver testato la ‘corruttibilità’ di alcuni politici campani, il direttore della testata giornalistica online Francesco Piccinini e il giornalista Sacha Biazzo. L’inchiesta della Procura di Napoli mina, ancora una volta la libertà di stampa ed il diritto dovere ad informare e ad essere informati. La Federazione Nazionale della Stampa e il sindacato unitario dei giornalisti campani si sono schierati accanto ai colleghi di Fanpage che stamane hanno subito una perquisizione, disposta dalla Procura di Napoli. “Tutto questo è assurdo, abbiamo messo a repentaglio la nostra incolumità per questa inchiesta e ora ci ritroviamo indagati” ha detto il direttore della testata online Fanpage.it Francesco Piccinini, coinvolto nell’indagine giudiziaria che ha fatto scattare le perquisizioni negli uffici di Luciano Passariello, consigliere regionale, membro della commissione anticamorra e capolista di Fratelli d’Italia, su ordine della Procura di Napoli. Fanpage ha utilizzato giornalisti ‘provocatori’, che avrebbero avvicinato e fatto parlare diversi politici e imprenditori, proponendo affari sullo smaltimento dei rifiuti. “Io – spiega il direttore – ho recitato la parte di un industriale del Nord che doveva sversare dei rifiuti. Abbiamo incontrato dei camorristi che ci hanno spiegato dove sotterrare quei rifiuti, chiedendoci 30mila euro a camion. Abbiamo messo una telecamera addosso a un ex boss dei rifiuti mandandolo in giro per l’Italia a incontrare industriali e politici per prendere accordi in cambio di tangenti”. Piccinini, insieme al giornalista che ha realizzato l’inchiesta, Sacha Biazzo, e all’ex boss dei rifiuti impiegato nell’operazione, risultano indagati per induzione alla corruzione. “Noi – sottolinea il direttore di Fanpage – abbiamo fatto questo nell’ambito di un’inchiesta giornalistica. E’ chiaro che non abbiamo smaltito rifiuti né preso soldi”. Ovviamente, prosegue Piccinini, “ci è stato spiegato che si tratta di un atto dovuto, ma resta una cosa spiacevole”. Piccinini precisa di aver avuto sin dall’inizio “un rapporto di dialogo” con le forze dell’ordine. “Abbiamo anche consegnato tutto il girato, per non lasciare dubbi sulla nostra buona fede”. Stamattina la polizia ha perquisito la stessa redazione di Fanpage per acquisire nuovo materiale audiovisivo.
In serata una nota di Fnsi e Sugc di vicinanza e solidarietà ai colleghi: “La redazione di Fanpage è stata perquisita e due giornalisti risultano indagati per corruzione e traffico di rifiuti. Questo perchè i colleghi sono stati protagonisti di una inchiesta nella quale sono riusciti a documentare il traffico di rifiuti illeciti e i collegamenti tra camorra e politica grazie ai quali lo smaltimento delle sostanze tossiche avveniva senza alcun controllo provocando disastri ambientali”. “La procura era stata informata già dal direttore Francesco Piccinini di quanto era stato documentato. Mettere i giornalisti sotto inchiesta e perquisire una redazione non possono essere considerati ‘un atto dovuto’ – affermano gli organismi sindacali di categoria – soprattutto perchè sono in gioco la libertà di informare e la tutela delle fonti dei cronisti, la cui segretezza non può essere messa in alcun modo a repentaglio”. Sindacato unitario dei giornalisti della Campania e Federazione nazionale della Stampa italiana esprimono “solidarietà ai colleghi di cui difenderanno in ogni sede il diritto di fare il loro lavoro nell’interesse dei cittadini ad essere informati”.

Inchiesta sui fanghi in Campania: indagato il consigliere Passariello e imprenditori legati alla camorra

Napoli. Corruzione aggravata dalle finalità mafiose e finanziamento illecito dei partiti, reati legati allo smaltimento dei fanghi provenienti dai cinque siti di stoccaggio della Sma, la società della Regione Campania che si occupa di tutela dell’ambiente, impegnata nella prevenzione e nel contrasto degli incendi boschivi. E’ un terremoto politico-giudiziario, ma non solo l’inchiesta che ha portato, stamane, gli agenti della Squadra Mobile e dello Sco di Napoli ad effettuare una serie di perquisizioni – nella sede della Sma e negli uffici del consigliere regionale Luciano Passariello alla Regione Campania – e che hanno interessato anche la sede del giornale on line Fanpage che aveva annunciato la pubblicazione di una video inchiesta sui rifiuti in Campania. Dunque, tra gli indagati c’è il consigliere regionale Luciano Passariello, candidato di Fratelli d’Italia, alle elezioni del 4 marzo. L’indagine condotta dalla procura di Napoli riguarda una presunta offerta di denaro da parte di imprenditori, tra cui uno ritenuto legato a un clan della camorra, per ottenere un appalto. Nel decreto di perquisizione eseguito in mattinata dagli uomini dello Sco, il servizio centrale operativo della polizia, e dalla Squadra Mobile si ipotizzano i reati di corruzione aggravata dalla finalità mafiosa, corruzione e finanziamento illecito dei partiti. L’inchiesta è coordinata dai magistrati della direzione distrettuale antimafia e della sezione reati contro la pubblica amministrazione: oltre al procuratore Giovanni Melillo e l’aggiunto Giuseppe Borrelli i sostituti Celeste Carrano, Henry John Woodcock, Sergio Amato, Ilaria Sasso del Verme e Ivana Fulco. Al centro dell’inchiesta un appalto per lo smaltimento dei fanghi provenienti da cinque depositi di stoccaggio gestito dalla Sma. Gli inquirenti parlano di accordi corruttivi e la tangente pattuita sarebbe stata in proporzione ai guadagni ottenuti dagli imprenditori. Tra gli indagati figurano anche un presunto intermediario e alcuni dipendenti della Sma. L’inchiesta della procura si intreccia con quella giornalistica realizzata dal quotidiano online Fanpage. Alcuni giornalisti sono stati indagati per essersi finti imprenditori e aver contattato politici proponendo accordi illeciti. Passariello, 57 anni, consigliere comunale a Napoli e poi sempre eletto in Regione dal 2005 (prima con Fi e Pdl, poi alle ultime elezioni con Fdi), è componente della Commissione regionale anticamorra e presidente della Commissione speciale sulle aziende partecipate, una delle quali è proprio la Sma. “Non mi è stata contestata nessuna condotta diretta – dice Passariello -. Risulto coinvolto perchè altre persone avrebbero fatto il mio nome. Essere nominato da altre persone in terze conversazioni è cosa ben differente dal commettere reati”. Il consigliere regionale si dice pronto a collaborare con gli inquirenti e chiede ai media di “non gettare fango prima del voto”. Il partito campano solidarizza con Passariello, e il vicecoordinatore regionale di Fdi, Pietro Diodato, esprime “rammarico per la tempistica” dell’inchiesta. Le elezioni sono imminenti ma – spiega in una nota il procuratore Giovanni Melillo – perquisizioni e sequestri di oggi erano “urgenti e indifferibili”. L’imminente pubblicazione della videoinchiesta di Fanpage rischiava infatti di “pregiudicare gravemente” le indagini. Perquisizioni e sequestri eseguiti oggi dalla procura di Napoli – secondo il procuratore Melillo -erano “necessarie e indifferibili” per il “rischio di dispersione probatoria collegato alla annunciata diffusione di notizie e immagini in grado di pregiudicare gravemente le investigazioni sulle gravi ipotesi delittuose fin qui individuate”.
La testata, in una sua nota, afferma di aver “documentato una serie di attività che coinvolgono alcuni esponenti politici, quasi tutti candidati alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo, in vari schieramenti”. Le indagini della procura, ricorda Melillo, sono finalizzate “alla doverosa verifica” di notizie “rivelatrici dell’esistenza di accordi corruttivi diretti al controllo illecito degli appalti pubblici nel delicato settore del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti in Campania”.
“La delicatezza e la complessità delle attività d’indagine in svolgimento – conclude la nota del procuratore Melillo – impongono di mantenere il più stretto riserbo”.

Benevento: le prove generali dei giallorossi

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E’ stata una giornata di lavoro lunghissima per il Benevento che ha svolto due sedute di allenamento. La seconda seduta è stata un’amichevole contro i ragazzi dell’Under 17. De Zerbi ha provato tutti, fatta eccezione per Cataldi, che è rimasto ancora fuori. Dentro tutti i nuovi acquisti, anche Diabatè e Tosca che non hanno ancora esordito in campionato. Questo fa supporre che la loro condizione sia in netta crescita. Ovviamente il tecnico ha mischiato ampiamente le carte senza dare indicazioni sull’undici che giocherà contro il Crotone. Al di là della condizione fisica, De Zerbi vuole che i suoi stiano al meglio anche sul piano mentale: si scende in campo per vincere, senza se e senza ma.