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. aggravata dalle finalità mafiose e finanziamento illecito dei partiti, reati legati allo smaltimento dei fanghi provenienti dai cinque siti di stoccaggio della , la società della Regione che si occupa di tutela dell’ambiente, impegnata nella prevenzione e nel contrasto degli incendi boschivi. E’ un terremoto politico-giudiziario, ma non solo l’inchiesta che ha portato, stamane, gli agenti della Squadra Mobile e dello Sco di ad effettuare una serie di perquisizioni – nella sede della e negli uffici del consigliere regionale alla Regione – e che hanno interessato anche la sede del giornale on line che aveva annunciato la pubblicazione di una video inchiesta sui rifiuti in . Dunque, tra gli indagati c’è il consigliere regionale , candidato di Fratelli d’Italia, alle elezioni del 4 marzo. L’indagine condotta dalla procura di riguarda una presunta offerta di denaro da parte di imprenditori, tra cui uno ritenuto legato a un clan della camorra, per ottenere un appalto. Nel decreto di perquisizione eseguito in mattinata dagli uomini dello Sco, il servizio centrale operativo della polizia, e dalla Squadra Mobile si ipotizzano i reati di aggravata dalla finalità mafiosa, e finanziamento illecito dei partiti. L’inchiesta è coordinata dai magistrati della direzione distrettuale antimafia e della sezione reati contro la pubblica amministrazione: oltre al procuratore Giovanni Melillo e l’aggiunto Giuseppe Borrelli i sostituti Celeste Carrano, Henry John Woodcock, Sergio Amato, Ilaria Sasso del Verme e Ivana Fulco. Al centro dell’inchiesta un appalto per lo smaltimento dei fanghi provenienti da cinque depositi di stoccaggio gestito dalla . Gli inquirenti parlano di accordi corruttivi e la tangente pattuita sarebbe stata in proporzione ai guadagni ottenuti dagli imprenditori. Tra gli indagati figurano anche un presunto intermediario e alcuni dipendenti della . L’inchiesta della procura si intreccia con quella giornalistica realizzata dal quotidiano online . Alcuni giornalisti sono stati indagati per essersi finti imprenditori e aver contattato politici proponendo accordi illeciti. Passariello, 57 anni, consigliere comunale a Napoli e poi sempre eletto in Regione dal 2005 (prima con Fi e Pdl, poi alle ultime elezioni con Fdi), è componente della Commissione regionale anticamorra e presidente della Commissione speciale sulle aziende partecipate, una delle quali è proprio la Sma. “Non mi è stata contestata nessuna condotta diretta – dice Passariello -. Risulto coinvolto perchè altre persone avrebbero fatto il mio nome. Essere nominato da altre persone in terze conversazioni è cosa ben differente dal commettere reati”. Il consigliere regionale si dice pronto a collaborare con gli inquirenti e chiede ai media di “non gettare fango prima del voto”. Il partito campano solidarizza con Passariello, e il vicecoordinatore regionale di Fdi, Pietro Diodato, esprime “rammarico per la tempistica” dell’inchiesta. Le elezioni sono imminenti ma – spiega in una nota il procuratore Giovanni Melillo – perquisizioni e sequestri di oggi erano “urgenti e indifferibili”. L’imminente pubblicazione della videoinchiesta di rischiava infatti di “pregiudicare gravemente” le indagini. Perquisizioni e sequestri eseguiti oggi dalla procura di Napoli – secondo il procuratore Melillo -erano “necessarie e indifferibili” per il “rischio di dispersione probatoria collegato alla annunciata diffusione di notizie e immagini in grado di pregiudicare gravemente le investigazioni sulle gravi ipotesi delittuose fin qui individuate”.
La testata, in una sua nota, afferma di aver “documentato una serie di attività che coinvolgono alcuni esponenti politici, quasi tutti candidati alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo, in vari schieramenti”. Le indagini della procura, ricorda Melillo, sono finalizzate “alla doverosa verifica” di notizie “rivelatrici dell’esistenza di accordi corruttivi diretti al controllo illecito degli appalti pubblici nel delicato settore del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti in Campania”.
“La delicatezza e la complessità delle attività d’indagine in svolgimento – conclude la nota del procuratore Melillo – impongono di mantenere il più stretto riserbo”.



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