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Serie D: imprese di Cavese e Nocerina

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SERIE D GIRONE H

Alto Tav. San Severo – Cavese 1-4: 1′ Carotenuto(C), 62′ Massimo(C), 81′ Rossi(A), 83′ De Rosa rig.(C), 94′ Fella(C)

Audace Cerignola – Potenza 1-1: 13′ Russo S.(A), 89′ Franca(P)

Aversa Normanna – Team Altamura 2-1: 2′ Montemurro (T), 20′ e 26′ Quehajaj

Francavilla – Gragnano 1-0: 51′ Cimino

Frattese – Nardò 2-1: 24′ Cassandro(F), 58′ Scipioni (N), 88′ Poziello(F)

Gravina – Sporting Fulgor 7-1: 9′ e 75′ Leonetti(G), 23′, 26′ e 42′ Molinari(G), 38′ Gava(G), 65′ Tulimieri rig.(S), 90′ Cacace (G)

Pomigliano – Manfredonia 1-0: 74′ Pisani

Sarnese – Turris 1-2: 54′ Valentino(T), 63′ Guastamacchia(T), 66′ Cacciottolo(S)

SERIE D GIRONE I

Ercolanese – Gelbison 5-0: 19′ Fontana, 42′ Ausiello, 50′ Rekik, 53′ El Ouazni, 93′ Tedesco

Ebolitana – Gela 0-1: 14′ Cosenza

Igea Virtus – Acireale 1-0: 52′ Kosovan

Isola Capo Rizzuto – Nocerina 0-1: 94′ Alvino

Messina – Roccella 2-1: 26′ Yeboah(M), 49′ Plescia(R), 90′ Rosafio(M)

Palazzolo – Paceco 0-1: 35′ Colace

Palmese – Cittanovese 0-0

Sancataldese – Portici 2-0: 51′ Meringolo, 55′ Outtara

Vibonese – Troina 2-1: 31′ Vazquez(T), 52′ e 70′ Allegretti(V)

Nuovo record del Napoli: 9 vittorie consecutive

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Continua a macinare record su record il napoli di Maurizio Sarri in questo campionato.Battendo 1-0 la Spal al San Paolo, il Napoli ha stabilito il proprio nuovo record di vittorie consecutive in campionato arrivando a 9 successi di fila. Gli azzurri vincono sempre in campionato dallo scorso 16 dicembre quando vinsero 3-1 in casa del Torino. Dopo di allora il Napoli ha battuto Sampdoria (3-2), Crotone (1-0), Verona (2-0), Atalanta (1-0), Bologna (3-1), Benevento (2-0) e Lazio (4-1). Il precedente primato di 8 vittorie consecutive era stato stabilito per due volte nel 2015-16 e nel 2017-18.  Mancano ancora altre otto gare per la sfida scudetto dello Juventus Stadium e il Napoli mantiene il primato con un punto in classifica in più rispetto a bianconeri. Domenica gli azzurri giocano a Cagliari mentre la Juventus gioca in casa contro l’Atalanta

“Liberate i napoletani in Messico”: dallo stadio San Paolo lo striscione per i Russo e Cimmino

Napoli. “Liberate i napoletani in Messico”: i tifosi della curva A del Napoli hanno esposto lo striscione di solidarietà per i tre napoletani di cui non si hanno più notizie dal 31 gennaio scorso. In curva A allo stadio San Paolo, durante il match di campionato tra Napoli e Spal è comparsa la scritta che ricorda la storia di Raffaele e Antonio Russo e Vincenzo Cimmino. Ieri sera nel quartiere dove vivono i familiari degli scomparsi si è svolta una fiaccolata di solidarietà: “Aiutateci a rivederli presto, non consentite che su questo caso cali l’oblio”, è l’appello ribadito alle istituzioni italiane. I tre si trovavano nella zona di Tecaltitlan, nello Stato di Jalisco, area a rischio per la forte presenza di criminalità. La famiglia ha precisato di non aver ricevuto “nessuna richiesta di riscatto”. Russo era da tempo nel Paese centroamericano, dove faceva il venditore ambulante. Antonio e Vincenzo, invece, erano arrivati soltanto cinque giorni prima della sparizione, anche loro per lavorare. I familiari sono in contatto con la Farnesina, ma con il trascorrere dei giorni crescono i timori sulla sorte dei tre. Sui social, gli amici stanno attuando una massiccia campagna di appelli affinchè le autorità messicane siano sollecitate a indagare a fondo sul caso per offrire risposte. L’ultima traccia degli scomparsi è un messaggio audio inviato da Antonio Russo al fratello in Italia, in cui racconta che lui e Cimmino sono stati fermati dalla polizia locale e invitati a seguire gli agenti in commissariato. Poi, i tre sono spariti nel nulla.

Al Napoli basta il gol di Allan per riprendersi la vetta

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Il Napoli di Maurizio Sarri rispondono subito alla vittoria della Juventus nel derby e al San Paolo battono la Spal per 1-0, senza brillare, tornando in vetta al campionato con 66 punti a +1 sulla Juve. Il gol vittoria per il Napoli è firmato da Allan al 6′ del primo tempo, poi diverse occasioni e un gol di Hamsik annullato con la Var. Tanto basta ai partenopei per ritrovare il successo dopo il ko in Europa League con il Lipsia. Sarri aveva riproposto i titolarissimi Callejon-Mertens-Insigne davanti con Mario Rui al posto dell’algerino Ghoulam, mentre Semplici, la cui panchina è parsa traballante nelle ultime settimane, aveva confermato l’assetto con un centrocampo particolarmente affollato. La partenza del Napoli è a mille all’ora e al 4′ la prima occasione: classico destro a giro di Insigne da posizione defilata sulla sinistra dell’area, leggerissima deviazione di testa di Vicari, e palo pieno con il pallone che finisce nella mani del portiere Meret. Passano due minuti e il Napoli va in vantaggio: al 6′ splendida azione del Napoli tutta di prima. Allan per Mertens che pesca Callejon rasoterra, tocco dello spagnolo per l’inserimento dell’ex Udinese che a tu per tu con Meret non sbaglia e firma l’1-0. Poco dopo il portiere della Spal salva i suoi dal raddoppio: cross mancino di prima intenzione di Hamsik, Callejon chiude sul secondo palo e calcia al volo, ma è ottima la risposta di Meret. Al 12′ ci prova anche Koulibaly ma il suo destro termina di poco al lato. C’è solo il Napoli in campo e al 26′ anche Mario Rui cerca gloria da lontano, ma il suo sinistro non inquadra i pali. Il primo serio tentativo della Spal di impensierire Reina arriva al al 43′: Antenucci scarica per Viviani, destro secco, bloccato a terra del portiere azzurro. Sul finire del primo tempo ancora Meret risponde ad Hamsik. Nella ripresa il Napoli rallenta i ritmi cercando il raddoppio senza rischiare nulla: al 14′ della ripresa diagonale di Mertens da posizione molto defilata, ma Meret respinge in angolo. Al 19′ Napoli di nuovo in gol: la Spal perde palla a metà campo con Viviani, un rimpallo fa arrivare il pallone ad Allan in area di rigore, cross immediato per il colpo di testa di Hamsik che infila Meret. Ma l’arbitro dopo il consulto con la Var annulla per fuorigioco di Hamsik. La squadra di Semplici prova qualche sortita in avanti senza grandi risultati e al 33′ Mertens va vicino al raddoppio. Punizione deliziosa sopra la barriera del belga, ma il pallone termina al lato di un soffio. Poco dopo ci prova Insigne che riceve sullo scatto, rientra verso il centro e cerca il palo lontano in precario equilibrio, ma il rasoterra termina di poco fuori. Girandola di cambi finali e 5 minuti di recupero non cambiano il risultato, con il Napoli che non brilla ma torna in vetta al campionato.

Maltempo, la protezione civile lancia l’allerta meteo in Campania dalle 20 di stasera

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La Protezione civile della Campania ha diramato un avviso di allerta meteo con criticità idrogeologica di colore ​g​iallo a partire dalle ore 20 di questa sera. In particolare, sulle zone indicate come 1 (Piana Campana, Napoli, Isole, area Vesuviana) e 3 ​(​Penisola Sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini), a causa del peggioramento meteo che interesserà tutta la regione, si prevede che le precipitazioni sparse a carattere di locale rovescio o temporale potranno generare un rischio idrogeologico localizzato con possibili allagamenti di locali interrati o a pian terreno, ruscellamenti superficiali, fenomeni di rigurgito dei sistemi urbani di smatimento delle acque meteoriche. L’allerta resta in vigore fino alle 20 di domani sera.​ La Protezione civile della Campania raccomanda ​”​alle ​a​utorità competenti di porre in essere tutte le misure atte a prevenire o contrastare i fenomeni, in linea con i rispettivi piani comunali di protezione civile​”.​

Torino-Juventus 0-1: derby deciso da Alex Sandro

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La Juventus supera l’esame derby superando il Torino grazie al tap-in vincente di Alex Sandro, nel primo tempo, su perfetto assist di Bernardeschi, subentrato all’infortunato Higuain, toccato duro da Sirigu nella primissima parte della sfida. Vana la reazione della squadra di Mazzarri, tanta buona volontà ma zero occasioni per poter far davvero male alla difesa di Allegri. Nella seconda frazione, da segnalare per i bianconeri il ritorno in campo dopo l’infortunio da parte di Dybala, che in azioni di ripartenza ha sprecato un paio di chance per il raddoppio.

San Giorgio a Cremano, teneva i suoi cani con il collare elettrico: denunciato

San Giorgio a Cremano: teneva buoni i suoi cani con collari che danno la scossa: scoperto e denunciato dai carabinieri. Un 78enne di San Giorgio a Cremano teneva nel cortile i suoi 2 cani a cui aveva fatto indossare collari elettrici di quelli che rilasciano una scossa elettrica quando l’animale abbaia. Scoperto dai carabinieri della locale stazione e da personale dell’ente nazionale protezione animale a cui erano arrivate numerose segnalazione da parte dei vicini dell’uomo, è stato denunciato per maltrattamento di animali. I collari sono stati sequestrati. Gli animali sono stati visitati e trovati in discrete condizioni fisiche anche se le scosse elettriche avevano causato un particolare nervosismo.

Ischia, il cane ‘Kira’ scopre la droga nascosta tra i fiori: arrestato pusher

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Gli agenti del Commissariato di PS Ischia hanno arrestato Bruno Rumieri, 22enne originario di Napoli, per il reato di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente, con precedenti di polizia specifici. Nell’ambito dei mirati controlli del territorio, finalizzati alla repressione dello spaccio di sostanza stupefacente, i poliziotti del commissariato, collaborati dall’unità cinofila dell’Ufficio Prevenzione Generale, con il cane “KIRA” hanno eseguito una perquisizione a casa del giovane in Forio, Via TorrioneDurante il controllo, Kira ha “individuato” lo stupefacente, circa grammi 12 di hascisc che, era stato nascosto, in un vaso da fiori posto sulla scalinata adiacente la porta d’ingresso dell’appartamento del giovane. All’interno dell’abitazione, i poliziotti, hanno rinvenuto e sequestrato euro 410,00, un bilancino di precisione e due telefoni cellulari. L’uomo è stato arrestato e condotto presso il carcere di Poggioreale.L’uomo era già stato arrestato lo scorso 05 ottobre dalla Stazione carabinieri di Forio poiché trovato in possesso di 100 grammi di hashish e un grammo di cocaina e giudicato con rito direttissimo e condannato con pena sospesa.

Eccellenza/Promozione: i risultati della domenica mattina

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ECCELLENZA GIRONE A

Casoria – C. Frattese 1-0: 57’ Simonetti

Mondragone – Afragolese 0-1: 1′ Manzo

Pimonte – Virtus Volla 0-5:((2)Del Grande, Gisonni, Aliyev, Ferrara

San Giorgio 1926 – Puteolana 1902 2-4: 5’ e 21’ Guadagnuolo(P), 10’ Ioio rig.(S), 16’ Carotenuto(P), 38’ Conte(P), 49′ Palumbo(S)

ECCELLENZA GIRONE B

Palmese – Eclanese 4-1: 44’ e 69’ Carnicelli, 80’ Fragiello rig. , 85’  Salvato, 91 Shvetz(E)

San Vito Positano – Sant’Agnello 2-0: Porzio, Squitieri

PROMOZIONE GIRONE A

Hermes Casagiove – San Vitaliano 2-2: Riccio(H), Molino(S), Montagnolo(S), Filagrossi (H)

PROMOZIONE GIRONE B

Quartograd – Real Poggiomarino 1-4: Agnello rig., Lucarelli, 46′ Crisantemo, Guadagno

San Pietro Napoli – Ponticelli 1-1: 15’ Manna(S), 49’ Costanzo(P)

Vico Equense– Virtus Ottaviano 2-2; Daddio (VE), Bellofiore(VO), Cocozza(VE), Porzio(VE)

Scafati, bomba ad ‘Acqua e Sale’ presi i 4 autori: ‘Ora comandiamo noi’

In manette i quattro autori dell’attentato dinamitardo al ristorante/pescheria “Acqua e Sale” di via Montegrappa a Scafati, raid messo a segno il 30 agosto scorso. Rispondono di estorsione, spaccio e porto abusivo di armi. Si tratta di Pasquale Panariello, 26 anni na­tivo di Gragnano ma residente a Scafati e del fratello minore M.P. In cella sono finiti anche Antonio Palma, 43enne nativo di Castellammare di Stabia ma residente a Boscoreale (dete­nuto a Frosinone per altri reati ) ed Elvira Improta di Scafati, 42 anni, nata a Torre del Greco. Gli ultimi due sono accusati di spaccio in concorso con lo stesso Pana­riello. Per il minore procede la Procura dei Minorenni del Tri­bunale di largo San Tommaso d’Aquino a Salerno. In particola­re Pasquale Panariello, insieme al fratello, avrebbero agito in danno dei titolari del negozio “Acqua e Sale” mettendo a segno un attentato mediante l’utilizzo di liquido infiammabile che, dopo l’esplosione, causava un in­cendio arrecando un danno sia all’immobile commerciale sia a un’auto parcheggiata nei pressi dello stesso locale. Secondo la Dda, pm Giancarlo Russo “Fatti consumati al fine di agevolare la consorteria criminale operan­te a Scafati – in via di completa identificazione- o comunque di agire tipicamente da camorri­sta”. E sempre Panariello era stato trovato in possesso di armi, come un mitraglietta e una pi­stola che lo stesso avrebbe foto­grafato con il suo cellulare. Per il gip di Salerno che ha accolto la richiesta di arresto della Dda di Salerno “Panariello nelle condotte estorsive ha fatto riferimento alle sue colleganze criminali ‘a noi ci manda l’ulti­mo uscito a Scafati’ e lui stesso era intenzionato ad acquisire potere egemonico sul territorio di Scafati quale partecipe di un gruppo criminale organizzato, seppure in embrione, proprio attraverso le condotte illecite”. Panariello poi, con Elvira Improta, portava in luogo pubblico armi o parti di esse e le relative munizioni tra cui una calibro 7,65 con matricola punzonata.
Nel corso di una conversa­zione avrebbe confermato di avere, per poi venderlo, mezzo chilo di hashish. A fine agosto, però, il grande salto con il raid al ristorante non è riuscito. Gli inquirenti, a cinque mesi da quel 30 agosto, hanno chiuso il cerchio sul nuovo gruppo cri­minale scafatese. Per Pasquale Panariello e soci si sono aperte le porte del carcere.

Anche le autorità messicane aprono un’inchiesta sui tre napoletani scomparsi

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Le autorità messicane hanno aperto un’inchiesta sulla scomparsa di tre napoletani scomparsi nello stato di Jalisco (centro). L’hanno indicato oggi all’agenzia di stampa France Presse la procura locale e Mario de Vita, un parente dei tre scomparsi. L’ultima volta i tre, il 61enne Raffaele Russo, il figlio Antonio di 25 anni e il nipote Vincenzo Cimmino di 29, tutti originari delle cosiddette Case Nuove al centro di Napoli, sono stati visti a Tecalitlßn, nello Stato di Jalisco, circa 600 km a ovest di Città del Messico. Era il 31 gennaio. L’ultima volta che de Vita è riuscito ad avere un contatto telefonico con i tre parenti, erano stati fermati dalla polizia in una stazione di servizio, ha spiegato all’Afp. “Hanno avuto tempo d’inviare un messaggio vocale” per dire a un altro membro della famiglia, che non era con loro, di “restare in hotel”. All’indomani de Vita ha presentato una denuncia, come confermato anche dalla procura locale. Al quotidiano El Occidental, inoltre, de Vita ha detto di aver pensato che i tre fossero stati rapiti, ma che al momento non c’è stata alcuna richiesta di riscatto.

Mugnano, tenta la rapina in un negozio di giocattoli: arrestato

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Un uomo di 34 anni è stato arrestato dai carabinieri dopo aver tentato una rapina in negozio di giocattoli a Mugnano, nel napoletano. Il rapinatore, con il volto coperto da un passamontagna, si è avvicinato a una cassiera e, mostrandole il calcio della pistola che teneva nella cintola, le ha intimato di consegnare il denaro contenuto nella cassa. A lanciare l’allarme è stato l’addetto alla sicurezza del negozio, che ha chiamato il 112. I carabinieri della compagnia di Marano, una volta arrivati sul posto, hanno individuato il rapinatore, lo hanno bloccato e arrestato. Sequestrata l’arma usata per la tentata rapina, che è risultata essere una pistola giocattolo.

Avellino: Aliberti tratta con Taccone il ritorno

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A volte ritornano. In verità non è la prima volta che Aniello Aliberti, ex patron della Salernitana, tenta di rientrare nel mondo del calcio: l’ultimo tentativo,  naufragato presto, fu l’anno scorso a Campobasso. Stavolta si profilerebbe l’Avellino in questi termini: Aliberti sarebbe l’anello di congiunzione tra Taccone e il Gruppo Sapio, l’intermediario che permetterà, con la chiusura dell’operazione, a Taccone di restare presidente onorario e una quota vicina al 20%. Aliberti gestirebbe la società da general manager a braccetto con Taccone. Gli incontri, iniziati a fine gennaio, vanno avanti da settimane. Sarà la vera svolta societaria biancoverde? Nel recente passato troppe tentativi di svolta sono andati a vuoto. I prossimi sviluppi della trattativa indicheranno la strada, in un senso o nell’altro.

Napoli, muore dopo una lite in famiglia: indagato il figlio pregiudicato

E’ morto all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli dopo 9 giorni di agonia e un primo ricovero al San Paolo, apparentemente per un infarto. Ma il decesso del 60enne Tullio Laurenti di Fuorigrotta si è tinto di giallo perchè la procura ha aperto un’inchiesta iscrivendo il figlio Raffaele nel registro degli indagati. Il corpo dell’uomo è stato sequestrato dopo il funerale ed è stata bloccata la cremazione della salma come voleva la famiglia. All’origine del giallo e dell’inchiesta ci sarebbe una lite avvenuta tra padre e figlio, (pregiudicato per rapina e accostato al clan Frizziero di Fuorigrotta ma mai condannato per camorra) prima del ricovero in ospedale della vittima.

Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia di Bagnoli. Il 3 febbraio Tullio Laurenti, come ricostruisce il Roma, arriva al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo, accompagnato dai familiari, e i medici di turno si rendono subito conto della gravità delle sue condizioni. Perciò dispongono il trasferimento del paziente al San Giovanni Bosco, dove resta ricoverato tra alti e bassi fino al 12 febbraio, quando gli è fatale un improvviso peggioramento. Nel frattempo partono le indagini dei carabinieri coordinate dalla procura ordinaria perché qualcuno fa sapere agli investigatori che il 60enne aveva litigato con il figlio Raffaele, ricevendo uno o più colpi a mani nude da quest’ultimo. Ora sarà l’autopsia a chiare le cause della morte e nel frattempo Raffaele Laurenti è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio preterintenzionale. L’uomo salì alla ribalta della cronaca nel 2008, quando i carabinieri di Napoli con la collaborazione della polizia locale lo arrestarono a Barcellona. Era ricercato per associazione per delinquere finalizzata alla consumazione di rapine (fra le quali quella messa a segno ai danni di un garage di Fuorigrotta insieme ad altre sei persone) con l’aggravante della finalità mafiosa. Squadre di sorveglianza miste, composte da carabinieri e agenti spagnoli, avevano seguito le sue tracce da quando i militari italiani avevano segnalato la possibile presenza dell’ uomo in Catalogna. Raffaele Laurenti però non è stato condannato per camorra.

Il ciclone Fanpage: De Luca jr si dimette da assessore a Salerno

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Roberto De Luca, figlio del governatore della Campania, si dimette da assessore al Bilancio del Comune di Salerno. Lo ha annunciato lui stesso, prendendo a sorpresa la parola durante un convegno nella sua citta’. Roberto De Luca e’ indagato per corruzione dalla procura di Napoli in seguito alla videoinchiesta di Fanpage su presunti casi di mazzette nella gestione degli appalti per i rifiuti in Campania.
“Ho ricevuto attestati di stima e solidarieta’, anche da tanti avversari politici, dopo la vicenda oscura in cui sono stato coinvolto. E’ chiaro a tutti che e’ stata messa in piedi una provocazione vergognosa. Ma non intendo offrire alibi a nessuno, ne’ pretesti per operazioni di aggressione politica. Quindi rimetto il mio mandato di assessore al Comune di Salerno”. Cosi’ Roberto De Luca ha annunciato le dimissioni prendendo la parola ad un appuntamento elettorale del Pd, a Salerno, al quale era presente anche il padre Vincenzo De Luca, presidente della Campania.

Consip, domani al Csm il procedimento disciplinare per Woodcock

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Si aprira’ domani mattina il procedimento disciplinare al Csm a carico del pm di Napoli Henry John Woodcock per il caso Consip. Due le vicende che vedono il magistrato ‘accusato’ dalla Procura generale della Cassazione, titolare, assieme al Guardasigilli, dell’azione disciplinare delle toghe: la prima incolpazione riguarda i virgolettati contenuti in un articolo di ‘Repubblica’ dello scorso aprile sul caso Consip, mentre la seconda e’ concentrata sull’audizione dell’ex consigliere economico di Palazzo Chigi Filippo Vannoni, sentito come persona informata sui fatti e non come indagato. Per quest’ultima vicenda, la contestazione disciplinare del pg e’ rivolta anche alla pm di Napoli Celestina Carrano. Woodcock e Carrano, secondo il pg di Cassazione, hanno violato i “doveri di imparzialita’, correttezza e diligenza”, perche’, “con inescusabile negligenza” hanno omesso di iscrivere sul registro degli indagati Vannoni, sentendolo invece come persona informata sui fatti “in assenza di difensore e con modalita’ tali – si legge nell’atto di incolpazione – da essere lamentate come non rispettose della sua dignita’ dallo stesso Vannoni”. Quanto al solo Woodcock, i virgolettati contenuti nell’articolo pubblicato nello scorso aprile da ‘Repubblica’ sul caso Consip rappresentano, secondo la Procura generale della Suprema Corte, “un comportamento gravemente scorretto” nei confronti di Nunzio Fragliasso, all’epoca facente funzioni di capo della Procura di Napoli, e anche una “grave scorrettezza” nei confronti dei pm di Roma, investiti dello stralcio dell’indagine Consip, “nella cui attivita” giudiziaria comunque egli ha interferito ingiustificatamente”. L’udienza disciplinare si aprira’ domani mattina: a rappresentare la Procura generale della Suprema Corte sara’ il sostituto pg Mario Fresa, mentre Woodcock sara’ difeso da Marcello Maddalena, ex procuratore generale di Torino, oggi in pensione. Sia l”accusa’ che la difesa presenteranno una lista di testi da convocare davanti al ‘tribunale delle toghe’.

Era latitante… in ospedale uno dei boss del clan Mazzarella sfuggito al blitz

Era latitante ma in ospedale, il ras Giuseppe Cozzolino, uno degli uomini di punta del clan Mazzarella e destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare per associazione camorristica. Cozzolino, 62 anni (padre degli altrettanti noti Vincenzo e Gennaro) era ricoverato per accertamenti dalla sera prima del blitz al Loreto Mare e ora  che è stato rintracciato è piantonato in attesa del suo recupero fisico e delle dimissioni. Ora i latitanti dell’inchiesta che fino ad oggi ha portato in carcere 10 (con Cozzolino) del clan Mazzarella sono solo il boss Salvatore Fido, che era uccel di bosco da mesi perchè si stava sottraendo alla notifica di una misura di sorveglianza, e poi Maurizio Donadeo, ed Arcangelo Cimminiello . dalle indagini della squadra mobile di Napoli che hanno portato ai provvedimenti è emerso, invece, che l’annoso scontro tra i Rinaldi/Formicola e i Mazzarella si è acuito a causa degli arresti eseguiti nel novembre 2017 nei confronti di numerosi esponenti del clan De Micco, operante nel quartiere di Ponticelli, che hanno comportato un mutamento degli assetti criminali e la formazione di nuove alleanze nel tentativo di conquistare un territorio fino a quel momento appannaggio dei De Micco. In tale ottica si spiegherebbero le azioni di fuoco e gli attentati dinamitardi commessi nell’ultimo periodo, consistenti in esplosione di colpi d’arma da fuoco contro le abitazioni di affiliati alle fazioni in lotta.

Napoli domani protagonista due volte a RaiStoria con San Gennaro e Masaniello

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Napoli domani protagonista due volte a RaiStoria con San Gennaro e Masaniello. Il primo appuntamento a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda domani 19 febbraio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli ne parla con la professoressa Vittoria Fiorelli. Si tratta della storia di Masaniello. Si chiamava Tommaso Aniello D’Amalfi, ma è passato alla storia come Masaniello, reso famoso nel 1647 dalla rivolta del popolo di Napoli contro il sistema fiscale introdotto dalla monarchia spagnola. Un sistema di tasse iniquo, che vessava su gran parte del popolo il peso di guerre sempre più lunghe e costose. Nei dieci giorni di luglio che vedono la città di Napoli messa a ferro e a fuoco dai rivoltosi e dal “popolo civile”, il giovane e scaltro pescivendolo Masaniello assurge a ruolo di capo militare per il coordinamento delle azioni in città. Ma presto il capopopolo entra in conflitto con la corrente borghese e moderata della rivolta, capeggiata dal giurista Giulio Genoino. Masaniello cade vittima di un attentato il 16 luglio 1647. Anche a causa della tragica fine il mito di Masaniello, pescatore e Re di Napoli, si diffonde subito in Europa e anche nei secoli successivi incarna l’archetipo delle rivolte popolari. L’altro appuntamento a seguire su l’Italia e i suoi Santi. La storia delle città italiana, a partire dal Medioevo, sembra indissolubilmente legata al desiderio e a volte alla necessità di una protezione divina. E in questa devozione si scopre un’identità in grado di descrivere l’anima storica, sociale e civile del paese. È il culto dei Santi Patroni, raccontato nella serie “La croce e la spada” che Rai Cultura propone dal 19 febbraio su Rai Storia alle 22.10. Al centro di ogni episodio c’è anzitutto il territorio del santo insieme alla storia della comunità del suo patrocinio. Le devozioni hanno determinato l’identità architettonica e urbanistica di molti luoghi italiani e, molto spesso, la fondamentale reciprocità tra il ruolo e le caratteristiche del Patrono con le vicende storiche e l’economia locale. Primi protagonisti sono San Gennaro e Napoli. Tra il XV e il XVI secolo Napoli è uno dei più prestigiosi porti del Mediterraneo. Crogiolo di culture, luogo di straordinari incontri artistici, si trova al centro di alcune tra le vicende politiche più rilevanti del maturo Rinascimento italiano. Ma, tra il 1526 e il 1529 una terribile epidemia di peste sconvolge la città. È in questa occasione che Napoli si vota a san Gennaro.

E’ caccia a Luigi Gallo, il detenuto evaso grazie alla partita di calcetto

E’ caccia all’uomo per riportare in carcere il giovane detenuto Luigi Gallo, di Torre Annunziata, evaso l’altro giorno dal carcere minorile di Airola in provincia di Benevento approfittando di una partita di calcetto all’esterno. Il 22 enne in carcere per rapina e considerato legato ai clan torresi è uccel di bosco da due giorni. Venerdì scorso era a Maddaloni per una partita di calcio con gli studenti del Liceo scientifico Nino Cortese. Si trattava dell’ennesima iniziativa dell’istituto penitenziario per favorire il reinserimento nel sociale dei ragazzi ospiti. Il giovane Gallo avrebbe prima chiesto ripetutamente ad alcune studentesse presenti in palestra di poter fare una telefonata. Successivamente, non avendo avuto in prestito il loro cellulare, avrebbe raggiunto prima i propri compagni e poi chiesto di andare in bagno. Tuttavia, eludendo la sorveglianza degli agenti di polizia penitenziaria, si sarebbe dileguato dalla porta d’ingresso.Sulla vicenda è scoppiata una violenta polemica da parte dei sindacati degli agenti penitenziari che puntano l’indice contro il comandante di reparto e il responsabile della sicurezza perché lo stesso Gallo il giorno prima, al rientro da un precedente permesso, aveva tentato di beffare i controlli antidroga con la complicità di un altro detenuto, scambiando le provette dell’urina, ma era stato bloccato. Donato Capece, segretario nazionale del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria infatti ha dichiarato: “Chiederò spiegazioni al comandante di reparto che, a mio avviso, ha fallito nel suo incarico, cioè garantire la sicurezza dell’istituto. Da qui l’invito che rivolgo al Dipartimento di Giustizia minorile, dal momento che l’attuale comandante di reparto è provvisorio, di restituirlo alla sua sede originaria, che è quella di Ancona; al contempo, formare nuovi dirigenti di Polizia penitenziaria, per affidare loro il comando di reparto. La Polizia penitenziaria della giustizia minorile oggi ad Airola sta facendo un nuovo percorso collaborativo con la direzione e le organizzazioni sindacali. Però vanno meglio ponderate certe iniziative legate al reinserimento nel mondo sociale dei detenuti. Inoltre prima di concedere i permessi, a mio avviso, i magistrati di sorveglianza e tutta l’equipe devono valutare bene se il soggetto è affidabile o meno e se è in grado di rispettare le prescrizioni. In questo caso molto probabilmente è stata sottovalutata l’opportunità data a questo soggetto di usufruire di un permesso premio. Evadere significa bruciare tutte le prove di affidabilità che lo Stato offre al detenuto”.

 

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