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Alla Ubik di Napoli, ‘Frammenti, tra realtà e immaginazione’ di Pino Zecca

Martedì 27 febbraio alle ore 18.00, presso la libreria Ubik di Napoli (via Benedetto Croce) sarà presentato “Frammenti, tra realtà e immaginazione”, edito dalla casa editrice Turisa. L’autore Pino Zecca, alla sua prima opera editoriale, realizza una raccolta di versi liberi ed occasionali, in cui spazia abilmente dalla poesia d’amore a quella più intima ed introspettiva, per  passare poi per alcuni sentiti omaggi alla città di Napoli. Le ingiustizie, l’orrore delle guerre, le forti contraddizioni della nostra epoca, la velata nostalgia di un passato ormai trascorso, sono solo alcuni dei temi che, marcatamente si delineano nella poetica dell’autore. Pagine pregne di sensazioni, emozioni belle ed immagini ispirate dal sentimento d’amore e dalla natura nella forma breve di un sussurro.  Il testo,  è altresì un atto di affettuosa devozione nei confronti della propria terra, il Sud, quel sud che per il poeta è ancora “bellezza struggente”, sia pur vilipesa ed umiliata.  “Frammenti” si ispira all’ultimo verso di “Shadow”,  inserito nella  raccolta,  che recita: “ Ad un angolo di strada, un uomo getta sull’umido selciato frammenti di pensieri”. Pino Zecca, regala così  ai suoi lettori, poesie incantevoli, contornate da una prosa pulita e diretta, dove si resta colpiti dalle atmosfere descritte, in cui reale e surreale, concretezza e fantasia, si fondono con garbo ed  eleganza. Un percorso di vita dove ciascun di noi può riconoscersi, dove aneliti e gioie, sogni e speranze, illusioni e disillusioni, ne attestano la complessità dell’animo umano. Ne parleranno con l’autore  Letizia Servillo psicologa, psicoterapeuta, lo scrittore Gennaro Esposito e il giornalista Espedito Pistone. Alcune letture del libro saranno magistralmente interpretate dall’attrice Marina Langella. La copertina del libro è impreziosita dal dipinto della pittrice Adriana Ferri.

Appalti, l’imprenditore Romeo e il suo collaboratore a processo per corruzione

Napoli. Alfredo Romeo e il suo collaboratore Ivan Russo a giudizio per corruzione: è stata accolta la richiesta di giudizio immediato per l’imprenditore accusato di aver pagato tangenti per ottenere appalti per la sua società. Il processo comincerà il prossimo 10 aprile davanti alla prima sezione del Tribunale di Napoli, insieme a Romeo vi sarà il suo collaboratore Ivan Russo. Arriva a dibattimento, dunque, il procedimento rimasto alla Procura di Napoli sul quale hanno indagato i pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Francesco Raffaele. E’ un filone dell’inchiesta Consip quello che vedrà alla sbarra per corruzione l’imprenditore Romeo e i suo collaboratore.
E’ l’inchiesta ‘napoletana’ quella per la quale la Procura di Napoli ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di Alfredo Romeo. Le ipotesi di corruzione e frode in pubbliche forniture, ben otto, sono tutte riguardanti il filone che ha coinvolto anche il manager del Cardarelli, Ciro Verdoliva, poi scagionato dal Riesame. I presunti episodi corruttivi riguardano, in particolare, favori e regali a un ex dirigente e a dipendenti del Comune di Napoli e ad altri pubblici funzionari, tra cui una della Soprintendenza di Roma. All’imprenditore e’ contestata anche una frode in pubblico servizio relativa al servizio di pulizie all’ospedale Cardarelli. Regali che servivano, secondo la Procura di Napoli, a ottenere appalti del valore di svariati milioni di euro. L’inchiesta sull’appalto per il servizio di pulizie del Cardarelli era emersa gia’ un anno prima con una perquisizione negli uffici dell’ospedale ed era a sua volta scaturita da una indagine anti camorra condotta dalla Dda di Napoli. Nel decreto di perquisizione si faceva un accenno alla indagine che aveva fatto venire alla luce “acclarati collegamenti e rapporti tra le maestranze della Romeo Gestioni ed esponenti della criminalita’ organizzata”, in particolare dei clan attivi della zona collinare. L’inchiesta, che ha portato alle misure oggi, riguarda tre diversi filoni di ipotesi corruttive, relativi ad appalti riconducibili all’ospedale, al Comune e alla Soprintendenza per i beni culturali di Roma. L’indagine e’ svolta congiuntamente dalla Dda e dalla sezione reati contro il patrimonio della procura partenopea.

Salernitana: la risposta della curva a Lotito

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Secca la presa posizione della Sud Granata nei confronti rilasciate da Lotito: “Prendiamo atto delle dichiarazioni di Claudio Lotito, anche della rettifica dello stesso presidente, anzi abbiamo saputo che preferisce farsi chiamare patron per non confonderci (e ce ne guarderemmo bene dal farlo) con la “sua” Lazio, in cui si precisa che quegli stessi, soliti, inutili e sgarbati “attacchi” erano riferiti agli assenti e non a chi, come noi, segue la Salernitana in ogni stadio d’Italia. e ci mancherebbe pure! Seppur non rivolte a noi, quelle parole ci arrivano e ci feriscono comunque, perché la Salernitana e i Salernitani vengono prima di tutto e “le scatole” ce le siamo rotte noi!Al signor Lotito abbiamo sempre riconosciuto i meriti dei campionati vinti, perché la memoria ce l’abbiamo molto lunga, forse è lui a dimenticare ciò che gli fa più comodo, come il sostegno incondizionato offerto anche in momenti mortificanti della sua gestione (se ricorda bene, non ne sono mancati). stanchi di continuare a sentire sempre le stesse stucchevoli accuse, senza stile e senza rispetto, da un personaggio che non capisce che la dignità di un popolo e di una tifoseria valgono più di una categoria che pure difenderemo a qualunque costo, invitiamo il signor Lotito a ignorare d’ora in avanti la città di Salerno e la sua gente. in cambio riceverà altrettanta indifferenza. conviene a tutti!Sì, perché, se lo metta bene in testa Lotito, la Salernitana è nostra, nonostante i 300mila euro che investì a fondo perduto per evitarle di ripartite dall’Eccellenza (l’avremmo affrontata senza problemi, a testa alta!). Nonostante i 14 milioni che dice di aver speso vestendo i panni del “missionario” che così male gli calzano. La Salernitana è nostra, né Lotito né di chi verrà dopo di lui: a proposito, desistete dagli appelli a “portare alternative”, noi siamo ultras non i mediatori di affari.Insomma, caro Lotito e cari “falsi tifosi” che consumate le dita sui social network a parlare di chi in quel che fa mette la faccia (a differenza vostra), la Curva Sud Siberiano non ha mai avuto padroni né interessi, non ha mai accettato compromessi, anche se l’amore infinito per la maglia granata e la “buona fede” che anima ogni nostra azione ha forse fatto fraintendere qualche concetto. Siamo gli ultras della Salernitana, non di Lotito che con i suoi modi irrispettosi ha oltrepassato il limite della tolleranza, e con ciò lasciamo fuori i discorsi calcistici che sono alla base del malcontento, visto che i fatti ancora una volta non sono all’altezza dei proclami. Noi continueremo a difendere la dignità, l’orgoglio e la storia della maglia e della città a modo nostro, seguendola in ogni campo, fino alla salvezza. poi, dopo aver fatto il nostro dovere, siamo pronti a disertare davvero, invitando tutti a farlo, per contestare come è nel nostro stile. Lasciando il signor Lotito come merita di stare: da solo!”

Italia: c’è una pensione a famiglia

Calcolando sia gli assegni previdenziali, sia quelli assistenziali si conta in Italia una pensione per famiglia. A rilevarlo è il rapporto sul bilancio del sistema previdenziale italiano curato dal Centro Studi e ricerche ”Itinerari previdenziali”. “Prosegue – spiega il rapporto – la crescita del rapporto tra numero di prestazioni in pagamento e popolazione che raggiunge 2,638. Si registra cioè una prestazione ogni 2,638 abitanti, in pratica una per famiglia”.
Nel 2016 l’Italia ha destinato a previdenza, assistenza e sanità una spesa che supera il 57% delle entrate, superando la patria del welfare. “Per il 2016, su 830 miliardi di spesa pubblica totale, per sanità, pensioni e assistenza abbiamo speso 452 miliardi, pari al 54,4% del totale e di cui circa 40 a debito.
Se calcoliamo tale spesa sulle entrate, l’incidenza aumenta al 57,32%, un valore più alto di quello raggiunto dalla Svezia, considerata la patria del welfare”.

Neonata morta: parte l’inchiesta

Inchiesta della procura di Prato per la morte di una neonata durante il parto in ospedale. Il fatto risale alla notte fra il 19 e il 20 febbraio quando una donna ha dato alla luce una bambina che, però, è deceduta negli istanti del parto. I medici dell’ospedale Santo Stefano di Prato hanno effettuato un taglio cesareo che purtroppo non è servito a salvarla. La donna ha presentato una denuncia in procura per cercare di capire cosa sia avvenuto: i magistrati hanno aperto un fascicolo contro ignoti ed hanno disposto l’autopsia per individuare le eventuali responsabilità.

Napoli: per Lipsia niente Milik

Non c’e’ Arek Milik nella lista dei convocati di Maurizio Sarri in partenza per Lipsia, per il ritorno dei sedicesimi di finale dell’Europa League in programma domani. Il polacco non si sente ancora pronto, visto che lo stesso Sarri aveva spiegato che la decisione sul ritorno in campo spetta a lui (“non lo porterei a fare il turista”). Convocato, invece, Dries Mertens nonostante abbia subito una leggera distorsione durante l’ultimo allenamento di stamattina a Castel Volturno. Questo l’elenco dei convocati da Sarri: Reina, Rafael, Sepe, Albiol, Mario Rui, Hysaj, Koulibaly, Maggio, Tonelli, Jorginho, Allan, Diawara, Hamsik, Rog, Zielinski, Callejon, Ounas, Insigne, Mertens.

Consip, i colleghi del maggiore Scafarto: “E’ lui la fonte del giornalista de Il Fatto quotidiano”

Napoli. Il maggiore ex Noe, Gianpaolo Scafarto, sarebbe la fonte del giornalista del Il fatto Quotidiano che pubblicò la notizia sull’indagine Consip. A riportarlo il quotidiano La Stampa che dà conto di messaggi e delle testimonianze che hanno spinto la Procura di Roma ad indagare l’ufficiale, ora sospeso. I contatti contestati sono quelli con il giornalista Marco Lillo e le prove sarebbero in almeno due messaggi whatsapp che Scafarto si è scambiato con l’ex comandante del Noe di Roma, Marco Cavallo.
Il 21 dicembre 2016 dopo l’uscita del primo articolo sul quotidiano diretto da Marco Travaglio (che raccontava di alcune perquisizioni in Consip), Cavallo scrive a Scafarto: “Sul Fatto Quotidiano online non c’è nulla. Certo se il nostro Comandante Generale (all’epoca era Tullio Del Sette) è indagato ci sarà un terremoto”. E Cavallo chiede a Scafarto: “Ma la domanda è lui come sapeva? Ti prego preferisco non sapere”. Secondo quanto riporta La Stampa, Cavallo avrebbe dichiarato che quel giorno, pur non essendoci nessuna notizia di stampa relativa all’indagine su Del Sette, Scafarto aveva già informato Marco Lillo. “Scafarto la sera del 20, o più presumibilmente il 21 mattina, mi disse che il comandante generale era ’responsabile’ per aver informato gli indagati – che non sapevo chi fossero – delle intercettazioni e che la notizia sarebbe uscita sul Fatto Quotidiano”, spiega Cavallo nel suo verbale al Procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone e ai sostituti che lo hanno interrogato nei mesi scorsi. Anche il colonnello De Rosa, altro ufficiale del Noe, confermerà poi la versione di Cavallo. De Rosa sostiene che parlando con il colonnello Alessandro Sessa seppe che Scafarto aveva ammesso di aver informato lui il giornalista del Fatto Quotidiano sugli interrogatori e sulle iscrizioni nel registro degli indagati. Gli articoli per i quali la procura di Roma ravvisa la rivelazione del segreto d’ufficio sono quelli nei quali il giornale dava notizia di perquisizioni nella centrale acquisti della pubblica amministrazione e delle iscrizioni nel registro degli indagati dell’ex comandante generale dell’Arma, Tullio Del Sette e del Ministro dello Sport, Luca Lotti ed uscirono il 21, 22 e 23 dicembre. La Procura di Roma aveva inizialmente indagato per questi episodi il pm di Napoli, Henry John Woodcock e la giornalista di Rai Tre, Federica Sciarelli. I due però, dopo le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma, sono stati archiviati ed oggi alla procura rimane come indagato il maggiore Scafarto, difeso dagli avvocati Giovanni Annunziata e Attilio Soriano. A Scafarto la procura contesta, oltre questa rivelazione, anche il reato di depistaggio, 5 falsi e altre due rivelazione del segreto d’ufficio: una verso l’Aise (il Servizio Segreto estero), e l’altra verso il giornalista del quotidiano La Verità, Giacomo Amadori.

Napoletani scomparsi in Messico anche l’Interpol indaga sul cartello criminale di ‘Jalisco new generation’

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Napoletani scomparsi in Messico: un piccolo passo avanti nelle indagini. Si e’ svolto infatti in Messico un primo incontro tra il procuratore dello stato di Jalisco, il pm locale e il responsabile italiano dell’Interpol nel Paese del Centro America su delega della Procura di Roma, per fare il punto sulle indagini relative alla scomparsa di tre cittadini italiani, tutti di origine napoletana di cui si sono perse le tracce il 31 gennaio scorso. L’ultimo messaggio inviato da Raffaele Russo, suo figlio Antonio e il nipote Vincenzo Cimmino, che in Messico svolgevano attivita’ di import-export di generatori elettrici, e’ stato localizzato nella zona di Tecalitlan a 700 km da Citta’ del Messico. Gli inquirenti messicani, in questa fase, puntano la loro attenzione su appartenenti al cartello criminale “Jalisco new generation” che controlla alcune aree della zona e con cui i tre napoletani potrebbero essere entrati in contatto. Sulla vicenda la Procura di Roma ha avviato una indagine coordinata dal pm Sergio Colaiocco. L’ipotesi avanzata stamane da Cronachedellacampania comincia a farsi strada quindi. Raffaele Russo potrebbe essere entrato in contatto con qualcuno del cartello criminale per vendere i prodotti e quando questi si sarebbe accorto che si trattava di falsi ha pensato a una truffa e potrebbe aver deciso di sequestrarlo. E subito dopo anche i suoi due congiunti che si erano messi sulle sue tracce.

Quindi invece di diventare più chiaro il quadro dell’inchiesta sulla scomparsa dei tre napoletani in Messico diventa ogni giorno più complicato. Non a caso le autorità messicane hanno chiesto all’Italia i possibili precedenti penali di sei cittadini italiani, tra i quali figurano i tre scomparsi dalla fine di gennaio nello stato di Jalisco, Raffaele Russo, 60 anni, il figlio Antonio Russo, 25 e Vincenzo Cimmino, 29, tutti originari di Napoli. A darne notizia è stata la procura messicana. “Abbiamo chiesto i precedenti penali dall’Italia, sia degli scomparsi, sia delle tre persone che si trovavano con loro”, ha dichiarato il procuratore Raul Sanchez Jimenez parlando con la stampa. Uno di loro risulta essere stato arrestato tre anni fa nello stato sudorientale di Campeche, ha aggiunto, sottolineando che a tutta la polizia locale di Tecalitlan è stato chiesto di collaborare alle ricerche e che la polizia di Stato sta garantendo la sicurezza nella città. Secondo quanto dichiarato dalla moglie di Raffaele Russo nei giorni scorsi ai giornali, l’uomo tecnicamente in questo momento sarebbe un latitante in Italia perchè deve scontare una pena diventata definitiva per una vecchia truffa, ma non ha mai avuto a che fare con narcotrafficanti o malavita organizzata. Nel frattempo lo steso procuratore ha sollevato dall’incarico e quindi ha messo sotto inchiesta tutto il corpo formato da 33 agenti della polizia locale di Tecalitlan trasferendoli nel capoluogo di Guadalajara e che l’indagini sono affidate al governo regionale e a quella che in Messico chiamano Forza Unica. Anche la Commissione statale per i diritti umani (CEDHJ), attraverso la SEIDO, ha aperto un registro d’inchiesta ex officio. Il funzionario di stato ha detto che non può dare dettagli delle indagini ma ha spiegato che gli stranieri erano nel paese per affari. “C’è stato un problema commerciale, ma fa parte della segretezza delle indagini (…) Sono rimasti qui prima a Guadalajara…si dedicavano probabilmente alla vendita di impianti di saldatura e diversi strumenti, apparentemente prodotti contraffatti di marchi prestigiosi che vendevano come originali”. Jimenez ha detto che per Rafael Russo sarebbero stati gia’ verificati in passato dei reati di frode e corruzione. L’ambasciata italiana in Messico e la sezione speciale della Procura messicana che indaga sui fatti di criminalita’ organizzata (Seido) lavorano sulla vicenda. Lopez non ha diffuso maggiori dettagli alla stampa per “non pregiudicare la segretezza del processo”, e ha detto che per ora “non e’ contemplata la possibilita’ che ci sia stato un intervento” della polizia municipale di Tecalitlan”, precisando che le autorità “stanno verificando anche quest’ipotesi”. Allora se quello che dice il procuratore è vero è molto più probabile che i tre napoletani si trovino in carcere da qualche parte visto che secondo le autorità messicane avrebbero commesso un reato. Quello che non si capisce è il perché della segretezza e del mistero. E soprattutto della non informazione data alla famiglia e alle autorità italiane presenti in Messico.

Casavatore, la Delta srl non ha avuto alcuna interdittiva antimafia

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Riceviamo e pubblichiamo da parte dell’avvocato Alessandro Motta la seguente comunicazione a proposito di una presunta interdittiva antimafia arrivata ai commissari prefettizi del comune di Casavatore per la ditta che gestisce l’appalto dei rifiuti nel comune sciolto per infiltrazioni camorristiche lo scorso anno da parte del Ministreo dell’Interno:
“La DELTA srl , mia assistita , ad oggi non è stata colpita da alcuna interdittiva antimafia , il sig. Esposito ANIELLO non è l’amministratore della Delta srl, il sig. Esposito è stato amm.re fino a cinque anni fa , la New Ecology è stata colpita da interdittiva antimafia per problematiche o fatti che non riguardano i rapporti lavorativi avuti con Delta o Esposito Aniello”.

Riparte Treno Verde Legambiente per raccontare sostenibilita’

Parte oggi da Roma il Treno Verde, la campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato che tutti gli anni gira per le stazioni d’Italia per raccontare a studenti e cittadini come costruire una societa’ rispettosa dell’ambiente. Quest’anno i temi saranno energia pulita, reti elettriche “intelligenti”, efficienza e mobilita’ sostenibile: tutto quello che serve per raggiungere l’obiettivo Ue di un taglio delle emissioni di gas serra del 55% al 2030 (rispetto al 1990) e del 100% al 2050. La Campagna Treno Verde 2030 (la data scelta dall’Onu per realizzare la sua Agenda dello sviluppo sostenibile) e’ stata presentata questa mattina a Roma nella sala conferenza della stazione Roma Termini da Stefano Ciafani, Direttore generale di Legambiente, Gioia Ghezzi, Presidente di Ferrovie dello Stato Italiane, e Barbara Degani, Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente. Giunto alla 30/a edizione, quest’anno il Treno Verde fara’ tappa nelle stazioni di Siracusa (23, 24, 25 febbraio); Foggia (27, 28 febbraio); Potenza C.le (2, 3 marzo); Napoli – Campi Flegrei (6, 7, 8 marzo); Grosseto (9, 10 marzo); Ancona (12, 13 marzo); Ravenna (15, 16, 17 marzo); Vercelli (19, 20 marzo); Savona (22, 23, 24 marzo); Rovigo (26, 27 marzo); Trieste (29, 30 marzo); Trento (4, 5, 6 aprile). Lungo i vagoni del treno si potranno conoscere tutte le principali risorse per ridurre l’inquinamento e i gas serra: fonti rinnovabili, etichette energetiche che indicano il consumo degli elettrodomestici, monopattini elettrici per muoversi in citta’ senza inquinare, riciclo dei pneumatici con il consorzio Ecopneus e riciclo della carta con Assocarta.

Napoli. Polizia di Stato arresta truffatore che tenta la tecnica del “falso nipote”

“Informare immediatamente la Polizia se ricevete una chiamata che vi sembra sospetta” è uno dei consigli che la Polizia di Stato chiede agli anziani di seguire per difendersi dai truffatori.
E’ quanto ha deciso un uomo di 78 anni il quale, dopo aver ricevuto diverse telefonate sospette, ha capito che sarebbe stato più opportuno chiamare il 113.
Ieri mattina la Sala Operativa della Questura ha ricevuto la chiamata di un anziano di via Vicinale Soffritto il quale aveva avuto due telefonate sospette. Una prima di un “presunto” nipote il quale gli aveva chiesto di preparare Euro 1.200,00 per pagare un pezzo del PC. La seconda di un “presunto” corriere che sarebbe arrivato a breve per la consegna del pezzo del PC e l’incasso dei soldi.
A questo punto la Sala Operativa ha immediatamente inviato due volanti, del Commissariato Arenella e Chiaiano, che hanno raggiunto via Soffritto nei pressi dell’appartamento abitato dall’anziana vittima. Hanno atteso l’arrivo del corriere il quale si è materializzato dopo pochi minuti arrivando con uno scooter. I poliziotti sono intervenuti subito dopo lo scambio soldi-merce bloccando il malfattore. Si tratta di Stefano Mattarello, napoletano di 23 anni, arrestato per il reato di truffa aggravata.
Gli agenti hanno quindi restituito il denaro all’anziano uomo e sequestrato invece il pacco dello scambio. I poliziotti hanno scoperto un altro pacco nel sottosella dello scooter del 23enne che sarebbe stato presumibilmente utilizzato per mettere a segno una nuova truffa.
Stamattina il giovane arrestato è in attesa del giudizio direttissimo.
Proseguono le indagini al fine di accertare se il truffatore arrestato possa essere anche il presunto nipote.

Tetti di spesa, esaurimento del budget e programmazione: lunedì 26 febbraio, alle ore 12, conferenza stampa di Federlab con D’Anna e Lamberti

La tanto decantata rivoluzione copernicana della sanità, annunciata in pompa magna dal presidente Vincenzo De Luca, non è mai iniziata. Più che altro in Campania, sembra di essere tornati al…cielo delle stelle fisse”. A dirlo, in una nota, è il senatore Vincenzo D’Anna, presidente di Federlab Campania, l’associazione maggiormente rappresentativa dei laboratori di analisi cliniche e dei centri poliambulatoriali privati accreditati con oltre 700 strutture associate presenti su tutto il territorio regionale. “Finora dal governatore abbiamo ricevuto solo promesse” sbotta D’Anna. “Una, in particolare – spiega il parlamentare – riguarda i tetti di spesa. Se prima infatti il budget si esauriva tra ottobre e novembre adesso, dopo la decisione di programmare trimestralmente il volume delle prestazioni, i cittadini campani, anche quelli affetti da patologie oncologiche, si ritrovano costretti a pagare di tasca propria esami e analisi. E questo accade in media, una volta ogni due mesi”. Insomma, aggiunge ancora il presidente dei laboratoristi “peggio che andar di notte”.
E proprio per discutere degli “annunci a vuoto di De Luca”, ma anche per rendere nota tale situazione agli utenti, nonché illustrare agli organi di informazione lo “stato dell’arte” in cui versa la sanità privata accreditata campana, lunedì 26 febbraio, alle ore 12, nei locali di Federlab Campania in via Santa Lucia 20, a Napoli, si terrà una conferenza stampa cui prenderanno parte il senatore Vincenzo D’Anna e il presidente di FederLab Italia, Gennaro Lamberti. “E’ giusto che la gente sappia – dice Lamberti – perché tra blocchi anticipati delle prestazioni e mancata programmazione da parte della Regione, alla fine chi paga è sempre il cittadino”.

Mugnano, il Comune organizza un corso di formazione per presidenti di seggio e scrutatori

MUGNANO – Elezioni 2018, il Comune organizza un corso di formazione per le operazioni di scrutinio. L’appuntamento è per domani alle ore 16 e 30 nell’aula consiliare del Municipio. Il convegno, rivolto a tutti i presidenti di seggio, i segretari, gli scrutatori e i rappresentanti di lista, sarà tenuto dal Dr. Giuseppe Cipolletta responsabile dell’Ufficio Elettorale. “Ringrazio il Dr Cipoletta per la disponibilità – dichiara il sindaco Luigi Sarnataro – Durante il pomeriggio di giovedì sarà illustrata la nuova legge elettorale e come andrà svolto lo spoglio delle schede elettorali. Siamo, credo, l’unico Comune ad aver organizzato questo momento di formazione, utile sia per quei presidenti di seggio che sono alla prima esperienza ma anche per i rappresentanti di lista che così saranno bene informati sul modo corretto in cui vanno svolte le operazioni di voto. Il nostro obiettivo è quello di rendere la fase dello scrutinio più veloce e serena per tutti, evitando screzi e conflitti che generalmente rallentano di molto il lavoro. Mi auguro vi sia la massima partecipazione”.

Cava per i rifiuti e beni per 12 milioni di euro sequestrati nell’Avellinese

Una cava di 86 mila metri quadrati destinata allo smaltimento illecito di rifiuti speciali e beni per 12 milioni di euro sono stati sequestrati dai carabinieri a Chiusano San Domenico, in provincia di Avellino. Il provvedimento e’ stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli sulla scorta delle indagini, coordinate dalla Dda di Napoli, dei carabinieri del Noe di Salerno e del Nucleo investigativo dei carabinieri Forestali del Comando provinciale di Avellino. Tre persone sono state denunciate per traffico illecito di rifiuti: negli ultimi quattro anni, nell’area sequestrata in localita’ Belvedere, hanno smaltito oltre 55 mila tonnellate di terra e rocce da scavo illecitamente trattati grazie a titoli autorizzativi fraudolenti. Attraverso questa attivita’ sono stati conseguiti indebitamente rilevanti profitti da parte dei gestori della cava e delle numerose societa’ che conferivano i rifiuti. Oltre all’impianto per la produzione di calcestruzzi e per la frantumazione degli inerti, sono stati posti sotto sequestro 4 escavatori, 2 pale meccaniche, 4 autocarri, una palazzina adibita ad uffici e un capannone utilizzato come deposito per mezzi e apparecchiature.

Acerra, picchiava la mamma per i soldi della droga: arrestato 25enne

Picchiava quasi quotidianamente la madre e i suoi familiari per costringerli per farsi consegnare fino a 30 euro che usava per acquistare le dosi di droga: un giovane di 25 anni e’ stato arrestato ad Acerra  dai carabinieri contro i quali si e’ anche scagliato quando i militari hanno cercato di immobilizzarlo. E’ accusato di maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale. La donna ha denunciato il figlio e raccontato ai militari che pretendeva ogni giorno da 10 a 30 euro per acquistare la sostanza stupefacente: quando i soldi non gli venivano consegnati iniziavano le violenze. Il giovane è stato rinchiuso in carcere e per la sfortunata mamma sono finite le sofferenze quotidiane.

Corona libero: passa dal carcere alla comunità

Fabrizio Corona  finalmente esce dal carcere e torna in una comunità terapeutica. Lo ha deciso in queste ore il tribunale di sorveglianza di Milano che ha concesso all’ex fotografo dei vip , al centro anni fa di una nota e per certi aspetti controversa vicenda giudiziaria, l’affidamento terapeutico in una comunità a Limbiate, nel Milanese.

Napoli, la polizia scopre droga e una pistola a Ponticelli: denunciata una coppia

Due persone denunciate, droga, denaro, una pistola, cartucce è il bilancio di un’operazione avvenuta ieri pomeriggio in via Aldo Merola. Gli agenti del Commissariato Ponticelli sono entrati in un edificio raggiungendo l’appartamento abitato da una coppia di napoletani. Al suo interno i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato cocaina e euro 130 in banconote di vario taglio. Inoltre hanno scoperto che l’abitazione era sorvegliata da un sistema di telecamere, tre, posizionate in modo tale da visualizzare, oltre l’accesso all’appartamento, anche delle cantinole situate all’ultimo piano dell’edificio, tutte smontate e sequestrate.
Ed è stato qui che gli agenti hanno rinvenuto cocaina ed hashish per un peso di oltre 250 grammi e scoperto una pistola semiautomatica cal.7,65 mod.81 e 113 munizioni di vario calibro, il tutto è stato sottoposto a sequestro a carico di ignoti, in quanto non è stato possibile risalire agli utilizzatori e/o proprietari delle cantinole controllate.
Per quanto rinvenuto in casa i due abitanti, un uomo ed una donna entrambi 27enni, sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti.

Aggredì il capotreno: identificato e denunciato un 19enne

La Polizia Ferroviaria ha identificato e denunciato per lesioni il giovane di 19 anni che domenica 4 febbraio aggredi’ alla stazione di Maddaloni Inferiore  il capotreno del convoglio regionale che fa servizio tra Caserta e Maddaloni. Sono stati gli investigatori della squadra di polizia giudiziaria del Compartimento della Polfer Campania, guidati dal dirigente Luigi Liguori, ad identificare il responsabile dell’aggressione grazie alla immagini di videosorveglianza della stazione. Tutto accadde sul treno Caserta-Maddaloni, quando un ragazzo, che faceva parte di una comitiva di adolescenti, decise di azionare il freno di emergenza; il capotreno intervenne provocando la fuga dei ragazzi. Nelle fasi concitate, uno dei giovani sputo’ addosso al dipendente pubblico, e poco dopo intervenne a dar manforte all’amico anche il 19enne, che colpi’ con vari pugni al volto il capotreno. I poliziotti sono riusciti a ricostruire l’accaduto propri tramite le immagini delle telecamere della stazione; poi sono andati a casa del ragazzo trovando anche gli indumenti usati quella domenica. Il diciannovenne e’ solo l’ultimo dei ragazzi denunciati in questo periodo per episodi simili, a dimostrazione dell’operativita’ di vere e proprie baby-gang che terrorizzano i coetanei sui treni nelle tratte tra Caserta e Napoli. Solo pochi giorni fa la Polfer ha denunciato tre ragazzi poco piu’ che maggiorenni resisi responsabili di una rapina commessa il 19 gennaio scorso ai danni di un coetaneo sempre sul treno Caserta-Maddaloni, mentre il 27 gennaio quattro malviventi, tutti di origine campana e poco piu’ che ventenni, rapinarono tre coetanei a bordo di un treno in procinto di giungere nella stazione di Napoli Centrale; del quartetto, tre ragazzi furono arrestati in flagranza di reato e portati al carcere napoletano di Poggioreale. Il quarto componente, che in quell’occasione riusci’ a darsi alla fuga, nel frattempo ha messo a segno altre tre rapine, sulla tratta Napoli-Caserta, tra il 5 e il 7 febbraio, finche’ gli uomini del Compartimento Polfer non lo hanno fermato e ammanettato; stamani il fermo e’ stato convalidato con apposita d’ordinanza di carcerazione emessa dal Gip del Tribunale di Napoli Nord.

Morte alle guardie: scritta sulla lapide di Moro

Una scritta “morte alle guardie” con svastiche ai lati è stata trovata stamattina sulla base di cemento di una lapide commemorativa di Aldo Moro in via Stresa a Roma, nei pressi del luogo del rapimento in via Fani. Sul posto la polizia che indaga sulla vicenda. Secondo quanto si è appreso, la targa era stata momentaneamente rimossa per lavori di restauro.

Castellammare, donna militare dell’esercito muore in un incidente stradale

Una donna militare dell’Esercito, Simona Forte, di 27 anni, di Castellammare, e’ morta in un incidente stradale avvenuto la notte scorsa sulla Circonvallazione di Foggia, nei pressi dello svincolo per le Casermette. La donna viaggiava a bordo della sua Fiat Panda quando, per cause in corso di accertamento da parte degli agenti della polizia stradale di Foggia, si e’ scontrata con un camion che procedeva in senso opposto. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, 118, polizia stradale.  La donna che è separata dal marito lascia un figlio di tre anni. Sull’incidente sono in corso le indagini da parte della polizia stradale di Foggia.

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