Mercato San Severino. Maestra violenta a giudizio: il pm Elena Guarino ha firmato il decreto di citazione a giudizio per un insengnante in servizio presso il primo circolo didattico di Mercato San Severino, nel marzo del 2013. La donna, 54 anni, comparirà dinanzi al giudice monocratico Domenico Diograzia a gennaio prossimo. La Procura le contesta diversi episodi tra i quali quello di aver costretto un’alunna a pulire le natiche di una compagna di classe. E’ anche accusata di aver strattonato un bambino facendolo sbattere contro un banco. L’atteggiamento dell’insegnante avrebbe reso invivibile il clima in classe, con forti tensioni anche con e colleghe. A denunciare il comportamento dell’insegnante i genitori dei due alunni, le mamme sono parti offese in rappresentaza dei due minori. A sostegno dell’accusa alcune testimonianze acquisite nel corso delle indagini dai carabinieri di Mercato San Severino, incluse quelle di alcune colleghe della maestra che hanno denunciato il clima di forte tensione e di invivibilità dell’ambiente scolastico creato dall’atteggiamento dell’insegnante.
Papa Francesco a Pietralcina incontra zio Alberto il 98enne che conobbe padre Pio
Pietralcina. Il Papa incontra zio Alberto, l’anziano di 98 anni che conobbe Padre Pio. Il 98enne è uscito di buon ora da casa per incontrare Papa Francesco in visita alla Cappella dell’Olmo a Piana Romana, dove il frate ebbe in dono le stimmate. Zio Alberto è cresciuto e continua a vivere in una casa posta a poca distanza dalla masseria Forgione, un vecchio casolare appartenuto alla famiglia di padre Pio. E da padre Pio, nel convento di San Giovanni Rotondo, andava di frequente ed ogni qual volta c’era qualcosa di importante. “Andai anche quando dovevo partire militare, alla vigilia della guerra e padre Pio mi rassicurò”, dice zio Alberto. L’anziano, accompagnato dalla moglie Pasqualina, fiero ha indicato al Papa la campagna di Piana Romana e la buona aria che si respira. E il Papa ha replicato: “Continua a mangiare sano”.Dopo la visita a Pietralcina Papa Francesco, in elicottero, è arrivato a San Giovanni Rotondo. Ad attenderlo il vescovo della diocesi Manfredonia, Vieste e San Giovanni Rotondo, Michele Castoro e il sindaco della cittadina garganica. Il Papa si è diretto verso la Casa Sollievo della Sofferenza, il grande ospedale voluto da Padre Pio. Dopo un percorso di una quindicina di minuti effettuato a bordo della Papamobile, Papa Francesco è arrivato poco fa all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo dove benedice gli ammalati. Lungo il percorso sulle strade di Padre Pio, il Pontefice ha salutato centinaia di persone.
Il messaggio politico di Papa Francesco da Pietrelcina: ‘Un paese che litiga non cresce’
Papa Francesco, dopo aver salutato i fedeli nel piazzale dell’Aula Liturgica di Piana Romana e poi ancora dirigendosi verso l’elicottero, e’ partito da Pietrelcina, con destinazione San Giovanni Rotondo .”Questo umile frate cappuccino ha stupito il mondo con la sua vita tutta dedita alla preghiera e all’ascolto paziente dei fratelli, sulle cui sofferenze riversava come balsamo la carità di Cristo. Imitando il suo eroico esempio e le sue virtù, possiate diventare voi pure strumenti dell’amore di Gesù verso i più deboli. Al tempo stesso, considerando la sua incondizionata fedeltà alla Chiesa, darete testimonianza di comunione, perché solo la comunione edifica e costruisce”. Così Papa Francesco in visita a Pietrelcina (Benevento) e nei luoghi di padre Pio. Il Papa invita i fedeli a non “litigare”, “se qualcuno ha da parlar male di un altro, si morda la lingua – dice – evitate i litigi, perché un Paese che litiga non cresce”. Parlando a braccio papa Francesco ha affrontato il tema degli anziani: “Mi piacerebbe che una volta si desse il Premio Nobel agli anziani, che danno memoria all’umanità-ha detto- perché i vecchi sono un tesoro per favore non emarginate i vecchi!. Non emarginare i vecchi no, no, i vecchi sono la saggezza. E i vecchi imparino a parlare con i giovani, e i giovani imparino a parlare con i giovani. Parlate con loro!”. Papa Francesco ha reso omaggio a Padre Pio: “Mai rinnegò il suo paese, le sue origini, mai rinnegò la sua famiglia!”. Nella sua prima tappa del viaggio sulle orme del santo con le stimmate, Francesco ha ricordato quanto Padre Pio fosse ancorato alle sue radici: “Padre Pio amava la Chiesa, con tutti i suoi problemi, con tutti i suoi guai, con tutti i nostri peccati, perché noi siamo peccatori, ci vergogniamo. Ma lui amava la Chiesa santa e tutti i peccatori”. Riferendosi poi al periodo in cui Francesco Forgione tornò al paese natale per problemi di salute, il Papa osserva a braccio: “In quel tempo non c’erano gli antibiotici. Si tornava a casa della mamma. E Padre Pio così fece. Mai rinnegò il suo paese, le sue origini, mai rinnegò la sua famiglia!”. Un altro passaggio a braccio il Papa lo dedica al diavolo e, a proposito della lotta corpo a corpo del santo di Pietrelcina con il demonio, il Pontefice chiede alla folla di fedeli: “Voi credete che il demonio esiste? Esiste o no? Esiste, si muove dentro di noi, ci tormenta, ci inganna e lui aveva paura che il demonio lo assalisse”. Papa Francesco, sulle orme di Padre Pio nel centenario delle stimmate del santo, nella prima tappa a Pietrelcina parlando alla popolazione, ha ricordato che “qui egli cominciò a sperimentare la maternità della Chiesa, della quale fu sempre figlio devoto”. “Sono lieto di trovarmi in questo paese, dove Francesco Forgione nacque e iniziò la sua lunga e feconda vicenda umana e spirituale – ha esordito Francesco – In questa comunità egli temprò la propria umanità, imparò a pregare e a riconoscere nei poveri la carne del Signore, finché crebbe nella sequela di Cristo e chiese di essere ammesso tra i Frati Minori Cappuccini, diventando in tal modo fra Pio da Pietrelcina. Qui egli cominciò a sperimentare la maternità della Chiesa, della quale fu sempre figlio devoto. Qui meditò con intensità il mistero di Dio che ci ha amati fino a dare sé stesso per noi”.
Torre del Greco, la love story con la trans finisce in Tribunale
Torre del Greco. Una love story, un litigio mai cancellato una discussione che è degenerata ed ha portato tre persone a processo. Una donna contesa tra il fidanzato trans ed il suo giovane amante. Una storia d’amore “moderna” che è finita male. I fatti risalgono al 2015. La vittima del raid è un 23enne di Napoli, amante di una donna più grande di lui che però aveva una relazione stabile con una 40enne di Torre del Greco che stava per diventare uomo. A processo è finito proprio lui M.C., all’anagrafe ancora donna ma chiamato da tutti con il nome che ha scelto da uomo. “Mi diede un appuntamento per chiarire” – dice durante l’udienza celebrata nel tribunale di Torre Annunziata. Il giovane, davanti al pm Pavia, ha provato a ricostruire la violenta aggressione in una villetta di Torre del Greco. “Eravamo amici – afferma – in auto mi portarono a Leopardi, in una zona di campagna. Erano in tre, poi c’era un altro mio amico di Torre del Greco che non intervenne. Prima discutemmo e poi mi picchiarono. Pugni, calci. Poi uno di loro mi toccò le gambe, forse voleva prendersi il cellulare”. Insieme al fidanzato tradito ci sono anche il nipote D.S. e un pluripregiudicato non vedente A.V., già detenuto per altri reati: “Non conosco questo ragazzo – ha raccontato il 42enne – che mi accusa e non avrei mai potuto aggredirlo senza vederlo”. Passate le dichiarazioni spontanee il principale imputato, il 40enne di Torre del Greco, ha risposto alle domande dell’accusa: “Ammetto di averlo picchiato – ha detto – ma le altre persone non hanno partecipato. Mio nipote è venuto solo per dividerci, l’altro non vede e non sarebbe mai riuscito a intervenire. Per colpa di quella persona, che io reputavo un amico, la relazione con la mia fidanzata si è complicata per poi finire. Avevo anche provato a perdonarla ma le cose non andavano più. Tutto il resto del racconto è inventato: rimasi ferito anch’io ha concluso ma ho deciso di non andare in ospedale a medicarmi né di denunciare”.
Gragnano, accoltellò il controllore del Sita: processo immediato per Donnarumma
Il gip del tribunale di Torre Annunziata, Giovanni De Angelis ha disposto il processo con il rito immediato per Ciro Donnarumma, il 54enne di Gragnano che accoltellò il controllore del bus Sita che l’aveva costretto a scendere dal mezzo perché viaggiava senza biglietto. Su richiesta del pm Sergio Raimondi il gip ha fissato per fine mese il processo per Donnarumma accusato di lesioni aggravate nei confronti di Pietro Spagnoletta, 43 enne dipendente della Sita, originario di Lettere. I fatti si verificarono il 19 novembre scorso. Dopo l’aggressione il 54enne si era dato alla fuga ma era stato individuato e bloccato dai militari dell’Arma poco distante. La vittima rimase ricoverata per alcuni giorni in prognosi riservata al San Leonardo di Castellammare di Stabia con una ferita addominale da arma da taglio.
Napoli, documenti rilasciati a pregiudicati: indagati un funzionario della Prefettura, un poliziotto e altri 13
Un funzionario della Prefettura di Napoli a capo di una associazione a delinquere che riusciva a far avere documenti a chi non poteva ottenerli, come pregiudicati e irregolari. A darne notizia sono organi di stampa. Grazie ad alcuni mediatori i ‘clienti’ potevano entrare in contatto con il funzionario e i suoi complici che in cambio di denaro fornivano patenti di guida, patenti nautiche e permessi di soggiorno anche a immigrati irregolari e a chi ne face richiesta, anche se gli erano stati sottratti dopo gravi infrazioni. L’inchiesta che ha fatto luce sulla vicenda prende spunto dalle indagini sui numerosissimi casi di assenteismo nell’ospedale Loreto Mare della citta’ che, tra l’altro, ha anche fornito i presupposti per indagare sui presunti esami truccati nella facolta’ di Medicina nell’universita’ Federico II. La Procura ha anche disposto perquisizioni, eseguite dai carabinieri del Nas, negli uffici della prefettura, di un poliziotto anch’egli indagato e della motorizzazione civile.
La Parola di oggi
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 7,40-53.
In quel tempo, all’udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Questi è davvero il profeta!».
Altri dicevano: «Questi è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea?
Non dice forse la Scrittura che il Cristo verrà dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide?».
E nacque dissenso tra la gente riguardo a lui.
Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno gli mise le mani addosso.
Le guardie tornarono quindi dai sommi sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto?».
Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato come parla quest’uomo!».
Ma i farisei replicarono loro: «Forse vi siete lasciati ingannare anche voi?
Forse gli ha creduto qualcuno fra i capi, o fra i farisei?
Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!».
Disse allora Nicodèmo, uno di loro, che era venuto precedentemente da Gesù:
«La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?».
Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia e vedrai che non sorge profeta dalla Galilea».
E tornarono ciascuno a casa sua.
Omicidio della pensionata: presi i presunti killer
Polizia e carabinieri stanno arrestando i presunti responsabili dell’omicidio della pensionata 84enne Anna Rosa Tarantino, uccisa per errore nelle vie del centro storico di Bitonto il 30 dicembre scorso, raggiunta, mentre attraversava la strada, dai proiettivi sparati da due sicari che inseguivano un pregiudicato rivale, Giuseppe Casadibari. Si tratta di esponenti dei gruppi criminali ‘Conte’ e ‘Cipriano’, in contrasto tra loro e attivi nello spaccio di droga a Bitonto.
Papa Francesco è arrivato a Pietrelcina
Papa Francesco e’ arrivato a Pietrelcina, per la sua visita pastorale nei luoghi di Padre Pio, che poi nella mattinata lo portera’ anche a San Giovanni Rotondo: un pellegrinaggio che avviene nel centenario della comparsa delle stimmate permanenti e nel 50/mo anniversario della morte del santo. L’elicottero del Pontefice, proveniente dal Vaticano, e’ atterrato nel piazzale adiacente l’Aula Liturgica di Piana Romana. Al suo arrivo il Papa e’ stato accolto dall’arcivescovo di Benevento, mons. Felice Accrocca, e dal sindaco di Pietrelcina, Domenico Masone. Migliaia i fedeli che attendevano l’arrivo di Francesco e che hanno partecipato nella notte alla veglia di preghiera iniziata gia’ da ieri sera. Francesco si e’ diretto a piedi, tra la folla che lo acclama, verso la Cappella San Francesco, dove sostera’ brevemente in preghiera davanti all'”olmo delle stimmate”. Quindi, sul piazzale antistante l’Aula Liturgica, incontrera’ i fedeli. Come al solito Papa Bergoglio non smette di stupire e stamane ha rotto il protocollo che aveva previsto l’attraversamento della folla radunata a Piana Romana e Papa Francesco a piedi ha deciso di raggiungere l’olmo delle stimmate e poi il palco dal quale pronuncera’ un breve discorso ai fedeli. E’ accompagnato dal sindaco di Pietrelcina, Domenico Masone, e dall’arcivescovo di Benevento, Felice Accrocca. Saluta i fedeli assiepati lungo il breve percorso e viene acclamato dalla folla. stringe mani e dispensa benedizioni, accarezza i bambini in un clima di grande gioia per la comunita’ sannita che preparava da settimane questa visita. Un anziano, una disabile e una madre con un bambino sono riusciti ad avvicinarsi e a scambiare parole con lui, sempre sorridente. Francesco di spostera’ poi a San Giovanni Rotondo,, in provincia di Foggia, dove il frate cappuccino visse fino alla morte, della quale ricorre il cinquantesimo anniversario, e dove sono custodite le spoglie del frate canonizzato nel 2002.
Napoli: Il video che incastra i tre baby assassini della guardia giurata
La Polizia di Stato di Napoli, coordinata dalla Procura della Repubblica dei Minori, ha eseguito un decreto di fermo di tre minorenni, accusati di tentata rapina ed omicidio doloso nei confronti della guardia giurata Francesco Della Corte, per un’aggressione avvenuta il 3 marzo. I giovani, due 16enni ed un 17enne, sono tutti incensurati e non frequentano nessun istituto scolastico.Gli agenti del Commissariato di Polizia di Scampia, nella notte del 3 marzo, erano intervenuti in via Ferrovia Piedimonte D’Alife, nei pressi della stazione metropolitana di Piscinola, dove notavano una vettura dell’Istituto di vigilanza privata SECURITY SERVICE ed un uomo, successivamente identificato in Della Corte Francesco, inginocchiato in prossimità della portiera e con il viso insanguinato per una evidente ferita al cranio. Si accertava, quindi, che la vittima era stata selvaggiamente picchiata mentre era intenta a richiudere il cancello della stazione, dopo aver ultimato il suo giro di perlustrazione. In prossimità del luogo, veniva rinvenuto un piede di tavolo in legno e la borsa della guardia giurata, occultati in un cassonetto per la raccolta differenziata del vetro.Il vigilante veniva immediatamente trasportato al nosocomio del Cardarelli ed operato al cervello. Successivamente veniva posto in stato di coma farmacologico in sala rianimazione e decedeva nella nottata di ieri.Le successive attività di indagine, svolte ininterrottamente dal personale del Commissariato di Scampia, consentivano di addivenire in tempi rapidi all’identificazione dei responsabili della feroce condotta criminale, che ha provocato la morte dello sventurato. Attraverso l’ analisi dei video acquisiti e registrati dalle telecamere di sorveglianza e grazie alle captazioni elettroniche ed interrogatori di alcuni sospettati, veniva accertato che i tre minorenni avevano atteso l’arrivo della guardia giurata presso la stazione metropolitana di Piscinola allo scopo di impossessarsi della sua arma in dotazione. Armati di due piedi di un tavolo di legno trovati sulla strada e sorprendendo il vigilante alle spalle, avevano cominciato a percuoterlo violentemente al capo, lasciandolo quasi esamine sul selciato. Non riuscivano, però, a privarlo della pistola, che l’uomo teneva ben occultata in una tasca della giacca.I tre indagati sono stati quindi sottoposti a provvedimento di fermo e rinchiusi all’Istituto di rieducazione di Nisida, dopo aver reso dichiarazioni ampiamente confessorie dei fatti.I dettagli dell’operazione saranno forniti nel corso di un incontro che si terrà alle ore 11 in Questura.
Sparatoria a Roma: arrestati due napoletani specialisti nella truffa dello specchietto
Sono stati catturati nella notte dai carabinieri del comando provinciale di Roma i due malviventi fuggiti all’alt nella serata di ieri in via Ozanam, nel quartiere romano di Monteverde. Si tratta di due nomadi stanziali di origini napoletane di 22 e 23 anni, ‘specializzati’, secondo quanto accertato dai carabinieri, in truffe dello specchietto ed estorsioni. Ieri sera, durante un’attività di polizia giudiziaria nella quale erano impegnati i militari, i malviventi hanno tentato di investire i carabinieri, uno dei quali ha poi sparato un colpo che però, accidentalmente, ha ferito due donne, madre e figlia, che passavano di là. Entrambi sono stati arrestati con l’accusa di omicidio continuato in concorso e resistenza a pubblico ufficiale.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, uno dei due già in passato si era reso responsabile di episodi del genere, tentando di sfuggire alle forze dell’ordine. Intanto le due passanti rimaste ferite in seguito agli spari esplosi dal militare nel tentativo di fermare l’auto in fuga sono ricoverate all’ospedale San Camillo ma non sono in pericolo di vita. In particolare la donna, di 48 anni, è stata sottoposta a intervento chirurgico a una spalla mentre la figlia, di 16 anni, ferita di striscio, è ricoverata in osservazione.
ESCLUSIVA. Fermati tre giovanissimi responsabili della morte della guardia giurata: uno ha solo 15 anni
Tre sono stati già fermati, due invece hanno le ore contate. Anche questa volta i componenti di una baby gang della zona Nord di Napoli hanno la responsabilità dell’aggressione purtroppo e della morte della guardia giurata Francesco Della Corte di Marano. Dei tre fermati uno ha soli 15 anni. Le indagini del commissariato di Scampia e della Squadra Mobile di Napoli hanno avuto un impulso il giorno della morte dello sfortunato vigilante aggredito a colpi di mazze di legno alla testa la sera del 3 marzo scorso mentre era in servizio alla stazione della Metropolitana di Piscinola. Determinanti sono state le immagini del servizio di video sorveglianza. La famiglia della vittima che nei giorni scorsi aveva organizzato una fiaccolata a Marano, a cui però non aveva partecipato nessuno delle istituzioni comunali, sindaco de Magistris in primis, e che invece oggi si sono affrettati a compiere la passerella per le condoglianze, aveva chiesto a viva voce a tutti coloro che potevano aver visto o sapere qualcosa, di informare la polizia che stava indagando sull’aggressione. La brutta storia di Piscinola è l’ennesima dimostrazione di come il mancato coordinamento tra istituzioni e forze dell’ordine possa provocare gravi problemi. Sarebbe bastato un controllo maggiore in una zona dove già nei mesi scorsi si erano registrati altri episodi di teppismo forse per poter evitare una tragedia. E così oggi il presidente dell’azienda di trasporti Eav (Ente autonomo Volturno), Umberto De Gregorio, ha chiesto un incontro urgente sulla sicurezza nelle aziende di trasporto. La missiva e’ stata inviata al prefetto di Napoli, Carmela Pagano. Una richiesta che parte dopo la morte in ospedale del vigilante aggredito nel piazzale della stazione di Piscinola della metro e gli spari contro il treno della Circumvesuviana dell’altro ieri. Si tratta di un segnale di attenzione “per tranquillizzare i nostri lavoratori dimostrando che lo Stato e’ dalla nostra parte e che la guerra che stiamo combattendo contro il vandalismo e la microdelinquenza e’ una guerra che combattiamo tutti insieme, con le istituzioni e con i cittadini”. “In assenza di un segnale di riscontro – conclude De Gregorio – tempo che il malessere non potra’ che sfociare in azioni di protesta che genererebbero disagi ulteriori ai cittadini in un contesto gia’ precario come quello del trasporto pubblico locale”.
“Continua la strage delle guardie giurate. La delinquenza é ormai consapevole che le guardie giurate sono, per lo più, inermi bersagli per le loro armi”. Così afferma in una nota il segretario nazionale del Savip, Vincenzo Del Vicario. “Mentre siamo certi che la Magistratura porrà ogni attenzione per chiarire le circostanze nelle quali una guardia giurata della Security Service Franco Della Corte aggredita all’esterno della stazione metro di Piscinola, tra la notte di venerdì e sabato 3 marzo scorso è morta questa mattina all’ospedale Cardarelli dopo aver sofferto 15 giorni in rianimazione”. Del Vicario poi aggiunge: “La nostra esperienza sindacale, infatti, ci insegna che spesso le guardie sono mandate a compiere controlli isolati come sui cantieri, metropolitane e posti sperduti da soli, tutto questo a seguito del “far west” del decreto DM 269/10 del Ministero dell’Interno che ancora una volta non ha saputo delegiferare chiaramente che determinate tipologie in città come Napoli ad alto tasso di criminalità certi servizi devono essere svolte da due guardie giurate”. Il segretario del Savip spiega: “Le nostre denunce, fino ad oggi, sono rimaste lettere morte e le Prefetture, unitamente alle Questure, raramente si sono interessate delle reali condizioni di lavoro delle guardie giurate”. Insomma – continua Del Vicario – “ci auguriamo, allora, che la Procura di Napoli lo faccia oggi unitamente agli uffici ispettivi e verificano in quale condizioni lavorano i nostri colleghi. Per conto nostro continueremo a combattere per evitare che le guardie giurate siano mandate allo sbaraglio. Il Savip a nome di tutti gli associati, si unisce al dolore dei famigliari del collega barbaramente ucciso da gente senza scrupolo”.
Rosaria Federico
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Truffa telematica, giovane napoletano preleva 2500 euro dal conto di una donna di Campobasso
Campobasso. Ha risposto ad una mail fasulla e si è ritrovata con il conto corrente svuotato: denunciato un napoletano già noto per episodi analoghi. Il 31enne aveva inviato una mail fasulla ad una donna di Casacalenda in provincia di Campobasso e dopo aver acquisito pin e password ha prelevato dal conto corrente della vittima 2500 euro, attraverso il sistema del ‘phishing’, una truffa telematica. Il giovane è stato identificato e denunciato dai carabinieri. La donna aveva ricevuto sulla sua casella di posta elettronica una e-mail fasulla con mittente Poste Italiane con la quale veniva invitata ad aprire un link e a seguire le istruzioni, digitando anche pin e password, per risolvere alcune anomalie che sarebbero state riscontrate sul suo profilo. La sfortunata, titolare di conto corrente, forniva le notizie richieste, convinta di essere collegata con il sito delle Poste. Il giorno successivo si accorgeva che dal suo conto corrente erano stati prelevati in modo fraudolento oltre 2.500 euro. Immediata a quel punto la denuncia presso la stazione carabinieri di Casacalenda. I militari, attraverso una serie di accertamenti, riuscivano ad identificare l’autore della truffa. Il trentunenne, già noto alle forze di polizia per essersi reso responsabile di analoghi reati, è stato denunciato alla Procura di Larino.
Cadavere sulla spiaggia di Paestum: nessuna violenza, la donna forse colta da malore
Probabile malore: e’ questo il risultato dell’autopsia disposta dalla procura di Salerno ed effettuata questo pomeriggio oggi sul cadavere della donna ritrovata ieri mattina sulla spiaggia dell’oasi dunale di Legambiente a Paestum, nel Salernitano. L’esame autoptico ha, infatti, escluso segni di violenza e ferite, cosi’ come gia’ era emerso in occasione del primo esame esterno sul corpo della donna, effettuato dal medico legale. Esclusa, dunque, la morte violenta, la donna potrebbe essere caduta in mare in seguito ad un malore per poi essere sospinta dalle correnti sul litorale pestano. Potrebbe trattari anche di suicidio. Intanto, le indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Agropoli, diretta dal capitano Francesco Manna, proseguono. Tra le priorita’, l’identita’ della donna, che non e’ ancora stata ricostruita.
Napoli, manifesti contro de Magistris nel cimitero di poggioreale
Manifesti polemici, contro il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e la sua amministrazione comunale, sono stati affissi da ignoti su alcune cappelle e manufatti, nel cimitero di Poggioreale, acquisiti dal Comune di Napoli. A rendere noto l’episodio e’ l’associazione “Tutela del sepolcro gentilizio” costituita dagli ex proprietari delle cappelle i quali non possono piu’ accedere ai manufatti funebri dove giacciono i resti dei loro cari. Nella nota gli ex proprietario si dicono estranei ai fatti. “Quanto accaduto e’ probabilmente frutto del clima pesante che si respira in queste ore. Negli scorsi giorni (il 28 febbraio) il comitato ha partecipato a un incontro con tutte le forze politiche comunali e tutti i consiglieri di qualsiasi schieramento hanno perorato la nostra causa. Ad oggi pero’, l’assessore ai Cimiteri Alessandra Sardu continua a ignorare questa richiesta. Ad oggi non conosciamo ancora la reale posizione del Comune”. I membri del comitato chiedono che sia ristabilita la legalita’, ma senza che venga calpestato il loro diritto al culto dei morti. “I manufatti in questione, – e’ scritto ancora nella nota dell’associazione – al centro di un processo per compravendita illegale, sono stati regolarmente acquistati con autorizzazioni e certificazioni anche da parte del Comune di Napoli. Oltre a essere ‘curnuti’ siamo pure ‘mazziati’ dalla stessa Amministrazione rea di non aver vigilato. La nostra battaglia non si fermera’ finche’ non verranno riconosciute anche le nostre ragioni: chiediamo di poter accedere liberamente alle cappelle senza vincoli e catenacci, poter liberamente piangere i nostri cari, e far ripartire il dialogo partendo dal presupposto che non siamo criminali ma siamo parte lesa, sicuramente piu’ lesa del Comune di Napoli”.
Strage del bus ad Avellino, i legali di Autostrade per l’Italia si oppongono ad una nuova perizia
Avellino. Una seconda perizia non può entrare nel processo già in fase avanzata per l’incidente nel quale persone la vita 40 persone che si trovavano a bordo di un bus turistico precipitato dal viadotto autostradale Acqualonga il 28 luglio 2013 a Monteforte Irpino. Nell’udienza di oggi i legali di Autostrade per l’Italia si sono opposti alla richiesta di acquisire la perizia redatta da tre docenti universitari per conto del giudice civile che sta celebrando il processo ai fini dei risarcimenti ai superstiti e ai familiari delle vittime. Diversa la posizione della pubblica accusa sostenuta dal procuratore Rosario Cantelmo, che ritiene utile acquisire il documento già esaminato nel processo civile per stabilire l’adeguatezza delle barriere autostradali, il cui stato di conservazione è uno degli elementi di accusa a carico dei funzionari e dirigenti di Aspi. Sul punto il giudice si è riservato. Nel processo, a carico di 15 persone, tra le quali due funzionari della Motorizzazione Civile di Napoli e il titolare dell’agenzia di viaggi che noleggiò il bus Gennaro Lametta, principale imputato, sono state analizzate più perizie per stabilire l’esatta dinamica. Le divergenze più forti nella ricostruzione degli ultimi chilometri percorsi dal pullman nel tratto compreso tra Avellino Ovest e Monteforte Irpino dell’A16 Napoli-Canosa, restano sulla velocità e sulle modalità di impatto. Il processo riprenderà il 28 marzo prossimo.
Napoli, inchiesta sul crollo al Monastero, migliorano le condizioni dei due operai feriti
La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo di indagine sul crollo di stamane nel chiostro del Monastero San Paolo Maggiore che ha causato il ferimento di cinque operai di cui due ancora ricoverati in ospedale.L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio; sul luogo del crollo si e’ recata il pm Giuliana Giuliano che ha svolto i primi accertamenti. I vigili del fuoco e le forze dell’ordine hanno consegnato una prima relazione e tutti gli incartamenti e i permessi della ditta Cfc di Via Carlo Poerio aggiudicatrice dell’appalto. C’è stato anche un sopralluogo da parte di tecnici della Sovrintendenza e dei pompieri per comprendere il motivo del crollo. La ditta aveva tutte le autorizzazioni in regola per poter operare lavori di ristrutturazioni delle volte e del pavimento dell’antico chiostro. Migliorano intanto le condizioni di Antimo Verde, 45 anni, di Castellammare di Stabia, con una prognosi di 30 giorni per un politrauma, e Giuseppe Pensaveccia, 33 anni, di Arzano, che ha riportato un trauma cranico ed è in prognosi riservata ma non risulta in pericolo di vita, entrambi ricoverati al Cardarelli. Il prossimo bollettino medico sara’ emanato entro le ore 12.00 di domani Il racconto di Rosario Martusciello, uno dei vigili del fuoco questa mattina intervenuti a salvare gli operai da sotto alle macerie è da brividi. Lui abita accanto a dove c’è stato il crollo e in quel momento non era in servizio. La moglie, Vittoria, è una volontaria della Croce Rossa. “Ho scavato con le mani mentre ancora stava crollando materiale da sopra, ogni minuto che passava l’uomo poteva morire soffocato; poi abbiamo portato altri due fuori, erano sconvolti e tumefatti. Quando sono arrivato c’era un sacco di polvere, non si riusciva a respirare – racconta – un operaio a terra colto da malore e con convulsioni chiedeva aiuto e l’ho affidato alle cure del 118. Un secondo era sepolto sotto le macerie. Per questo motivo ho iniziato a scavare con le mani. Poi ho visto che c’era un bobcat e con questo siamo riusciti con attenzione a farci strada tra i detriti, riuscendo infine ad estrarlo. Respirava. Ci guardava e provava a parlare con noi. L’abbiamo caricato su una barella ed e’ stato portato via”. Sono stati momenti interminabili. “Gli amici dell’operaio sotto le macerie erano disperati, urlavano ‘aiuto’, aiuto’. Non volevano andare in ospedale, anche se uno aveva la testa insanguinata, perche’ non volevano lasciare il loro amico da solo”, dice”. E cosi’, in quelli che il vice dirigente dei Vigili del Fuoco, Domenico Caputo, definisce “momenti interminabili”, si e’ iniziato a scavare con le mani perche’ l’uso dei mezzi meccanici avrebbe potuto comportare delle vibrazioni e, quindi, ulteriori crolli. “Lo abbiamo tirato con i pantaloni, aveva bisogno di ossigeno – dice – sono stati momenti interminabili perche’ noi stessi stavamo rischiando la vita”. Difficile, almeno per ora, stabilire le cause del crollo. L’area interessata dalla ristrutturazione, che non era abitata, era delimitata e gli operai erano in regola. “Bisogna ricostruire il progetto di cantiere, adesso non si puo’ dire nulla, dice il vice dirigente dei Vigili del Fuoco. Sul posto e’ arrivato anche il geometra Luigi Pezzella, dell’ufficio Sicurezza abitativa del Comune di Napoli. Anche lui non si sbilancia su quello che sia potuto accadere: “La pioggia, ma anche un quadro fessurativo pregresso molto grave che forse doveva essere puntellato meglio”. Il chiostro dove si e’ verificato il crollo e’ sotto sequestro e controlli sono in corso per continuare a rendere fruibile la parte del Monastero, invece, abitata dai monaci.
Napoli: Milik spera di tornare protagonista
Dieci giornate per sperare ma anche dieci giornate per costruire il futuro. All’ultimo sprint di campionato il Napoli crede nell’inseguimento alla Juventus nonostante i quattro punti di distacco e il tecnico azzurro si prepara ad usare tutte le soluzioni a sua disposizione. La scrematura di due terzi di stagione ha portato Sarri a fidarsi dei suoi 12 titolarissimi, quelli che giocano di solito, piu’ Piotr Zielinski, ma un altro polacco potrebbe ora entrare nelle scelte del tecnico, Arek Milik. L’attaccante sta ormai bene e chiede spazio anche se e’ consapevole che Mertens e’ diventato il punto fermo dell’attacco azzurro. E infatti Sarri da quando Milk e’ tornato a disposizione lo ha usato con il contagocce, regalandogli l’ultimo quarto d’ora contro la Roma e 3 minuti a San Siro. Lui ha una voglia matta di tornare al gol ma deve anche giocare per poter ritrovare il ritmo giusto: con gli azzurri fuori dalle coppe, pero’, non gli resta che sfruttare al massimo qualche spezzone di gara. L’ultima rete di Milik in campionato risale a oltre duecento giorni fa: era la prima giornata di campionato, il polacco segui’ un lungo contropiede di Insigne che gli diede un pallone d’oro d’esterno e lui la mise dentro con una botta in area. Milik segno’ poi su rigore nel ko contro lo Shakhtar nella prima giornata di Champions League, prima della nuova rottura del crociato. Per una punta l’uscita vera dall’incubo puo’ arrivare solo con il ritorno al gol e Milik vuole provarci, cercando anche di convincere Sarri in allenamento a provare delle alternative tattiche, magari puntando su quel 4-2-3-1, che pure il tecnico toscano ha usato quando si trattava di rimontare partite storte. Ma Arek propone la sua candidatura anche nel tridente classico, magari dando un po’ di riposo a Mertens e provando a sfruttare i cross che arrivano copiosi dagli esterni azzurri. Esperimenti che Sarri potra’ provare a fare magari gia’ nel finale della gara contro il Genoa di domenica se le cose si mettessero bene. Il via, pero’ sara’ con il tridente dei piccoli e con Mertens al centro dell’attacco. Milik ha anche una voglia matta di far arrivare i segnali giusti al ct polacco Nawalka, che vuole vedere i suoi progressi da vicino e lo ha gia’ convocato per la doppia amichevole contro Nigeria e Corea del Sud: in estate ci sono i Mondiali e l’attaccante vuole esserci da protagonista. Ma hanno voglia di applaudirlo anche i tifosi azzurri che, nonostante un po’ di inevitabile depressione post-sorpasso, si preparano a riempire il San Paolo domenica sera: a oggi sono stati venduti gia’ oltre 30.000 biglietti e l’abbraccio iniziale ci sara’, sperando poi nel coro della vittoria a fine gara.
Benevento: De Zerbi sceglie l’undici per il Cagliari
Il Benevento continua la marcia di avvicinamento alla sfida di domenica contro il Cagliari. Mister De Zerbi puo’ sorridere per il recupero di Sandro e per quello di Viola che ha scontato il turno di squalifica, ma dovra’ rinunciare a Iemmello che si e’ fermato per un infortunio al ginocchio. Nel pomeriggio i giallorossi hanno effettuato riscaldamento, lavorato sulle situazioni su palle inattive, esercitazioni tecnico-tattiche e sviluppo manovra. Domani mattina la squadra di mister De Zerbi sosterra’ la consueta seduta di rifinitura al termine della quale i convocati raggiungeranno l’Hotel Europa di Venticano per il ritiro pre-gara. Probabile formazione (4-3-3): Puggioni; Venuti; Tosca, Djimsiti, Letizia; Djuric, Sandro, Viola; Guillerme, Coda; Brignola.










