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Napoli. Tragedia alla Federico II: studentessa si getta dal tetto dell’università

Giorno di lutto per l’università di Napoli Federico II. E’ di pochi minuti fa la notizia secondo cui una studentessa di Biologia si è lanciata dal tetto di Monte Sant’Angelo, togliendosi la vita. Il tutto sarebbe accaduto del dipartimento di geologia, durante una seduta di laurea. Le dinamiche dell’accaduto non sono tuttavia ancora chiare, ma gli inquirenti stanno indagando sul caso.
La Confederazione degli studenti ha chiesto il rinvio delle lezioni di oggi e domani nonché della sospensione delle elezioni previste in segno di rispetto e lutto nei confronti della giovane vita. Per la studentessa, di 26 anni, che era una fuori sede ed iscritta alla Facolta’ di Scienze naturali, non c’e’ stato nulla da fare. Da fonti dell’universita’ si apprende che tutte le attivita’ sono sospese. Sulla vicenda indaga la polizia. 

Napoli: Ferlaino tra passato e presente

“Spero proprio di si’. Ieri il Napoli ha avuto un attimo di fortuna e siccome la fortuna ci vuole sempre penso che se si continua cosi ce la faremo”. Lo ha detto l’ex presidente del Napoli, Corrado Ferlaino rispondendo a chi gli chiedeva se gli azzurri, quest’anno, riusciranno a vincere il campionato. L’ex patron azzurro, a margine della ‘Hall of fame del calcio italiano’, alla domanda se ci sia qualche similitudine tra questo ed il suo Napoli ha detto che “il calcio e’ cambiato molto, e sono due campionati completamente diversi. Il nostro avversario era il Milan mentre quello di questo Napoli e’ la Juventus”.

Nola, i lavoratori della Flash sul tetto dell’ospedale per protesta

 

I lavoratori della Flash Srls sono saliti questa mattina sul tetto dell’ospedale di Nola in segno di protesta. Lo comunica in una nota il sindacato di base Usb. “Esasperati e delusi dalla mancanza di risposte, chiedono dignità, diritti, stipendio e il reintegro dei dipendenti licenziati per rappresaglia sindacale”. L’Usb, in presidio all’esterno dell’ospedale, chiede inoltre che “l’Anac, l’ispettorato, l’Asl e la politica tutta intervengano e mettano fine a questo appalto che produce solo disservizio ed esasperazione tra i dipendenti” e esprime “solidarietà alla nostra delegata, Gina Atripaldi, licenziata ingiustamente”.

Falsi certificati medici: chiesti 16 anni di carcere al boss stragista Setola e al suo oculista

Sedici anni di carcere sono stati richiesti dal pm Alessandro Milita nei confronti di Giuseppe Setola, capo dell’ala stragista dei Casalesi condannato a vari ergastoli per diciotto omicidi di Camorra, e di Aldo Fronterrè, oculista di Pavia accusato di aver prodotto falsi certificati medici in cui diagnosticava a Setola un malattia all’occhio destro, ritenuta falsa dall’accusa, che nel 2008 permise al camorrista di uscire dal carcere e di scontare gli arresti domiciliari in un’abitazione nei pressi della clinica Maugeri di Pavia, dove lavorava Fronterre’ e dove il killer si sarebbe dovuto curare. Setola poi evase e diede inizio alla stagione del terrore nel Casertano, costata 18 morti e nove feriti; tra le vittime i sei ghanesi della cosiddetta strage di San Gennaro (18 settembre 2008). Fu catturato qualche mese dopo nel covo di Mignano Montelungo, non prima di aver lasciato dietro una lunga scia di omicidi.

Torna la “Corsa contro la fame”: il progetto di didattica solidale che raccoglie fondi contro la malnutrizione

Il 9 maggio si terrà la quarta edizione italiana della Corsa contro la Fame, un evento didattico, sportivo e solidate pensato da Azione contro la Fame per i ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado.
L’iniziativa nasce in Francia nel 1997, per poi espandersi a Spagna, Italia e Germania, sempre con l’idea di assegnare un ruolo chiave agli alunni delle scuole partecipanti, ai quali viene chiesto un coinvolgimento attivo nell’essere parte della soluzione al problema della fame nel mondo.
Quest’ anno, in Italia, 65.000 ragazzi di 215 scuole correranno il 9 maggio per raccogliere fondi da destinare alla cura e alla prevenzione della malnutrizione infantile.
In Campania hanno aderito 23 scuole per un totale di 6576 studenti impegnati a costruire un mondo libero dalla fame.
Per ogni Istituto, è stato pensato un percorso di formazione tenuto da un rappresentante di Azione contro la Fame, con l’obiettivo di sensibilizzare gli alunni sulle cause e le conseguenze della malnutrizione nel mondo. A conclusione di ogni incontro, agli studenti verrà consegnato lo strumento chiave del progetto, il Passaporto Solidale, con cui potranno sensibilizzare a loro volta amici, conoscenti e parenti e raccogliere delle mini-sponsorizzazioni.
Il 9 maggio a conclusione del percorso formativo, ogni scuola partecipante, con il supporto di Azione contro la Fame, organizzerà la Corsa, durante la quale i ragazzi potranno moltiplicare le promesse di donazione raccolte per il numero di giri di corsa che riusciranno ad effettuare.
Nel corso degli incontri di sensibilizzazione agli alunni sarà proiettato un video in cui si spiegheranno i progetti di Azione contro la Fame in Iraq, un Paese sconvolto da anni di conflitti che hanno reso la situazione nutrizionale molto grave.
“Nelle scorse edizioni abbiamo notato che i ragazzi rimangono molto colpiti dal nostro lavoro e ci fanno moltissime domande a riguardo. Iniziative come la Corsa sono importanti anche per questa ragione: far capire alle nuove generazioni che possono davvero fare la differenza, anche abitando dalla parte opposta del mondo,” dice Simone Garroni, Direttore Generale Azione contro la Fame Onlus.

Camorra, il boss Esposito fu risarcito per ingiusta detenzione per l’omicidio di un immigrato

Antonio Esposito, detto o’ sapunaro presunto boss di Camorra arrestato oggi nell’ambito di una inchiesta della Dda di Napoli, negli anni scorsi ottenne 110 mila euro dallo Stato come risarcimento per ingiusta detenzione: l’uomo, dopo una condanna all’ergastolo in primo grado, era stato assolto con sentenza definitiva dall’accusa di avere ucciso un immigrato per futili motivi. Dalle rivelazioni di alcuni collaboratori di giustizia e’ poi emersa la sua responsabilita’ nel delitto, ma per questo Esposito non potra’ piu’ essere processato, in base al principio del “ne bis in idem”. Ad Esposito, che e’ detenuto per un altro omicidio, il provvedimento restrittivo e’ stato notificato in carcere. Esposito, infatti, dopo essere stato scarcerato per il delitto dell’immigrato a Maddaloni fu arrestato nuovamente con l’accusa di avere ucciso il capo di una piazza di spaccio di Maddaloni che, durante la sua detenzione, aveva gestito autonomamente l’attivita’ illecita, senza versare le percentuali al boss. E’ stato nell’ambito di quest’ultima indagini, coordinata da procuratore aggiunto Luigi Frunzio e dal pm della DDA Francesco Landolfi, che sono venuti alla luce sia il ruolo di primo piano rivestito da Esposito nel traffico di droga, sia le sue presunte responsabilita’ nel delitto dell’immigrato per il quale venne assolto.  A proposito della gestione e controllo del traffico di droga a Maddaloni e nei comuni vicini sono emersi i criteri di come il gruppo criminale legato al clan Belforte si approvvigionava e spacciava cocaina, hashish e crack. Il controllo operato sul commercio degli stupefacenti, secondo quanto emerse dalle indagini, era stato prima gestito da Antonio Esposito, nella sua veste di reggente del locale gruppo camorristico, e poi da Antonio Mastropietro, che assunse la gestione del clan dopo l’arresto di Esposito avvenuto il 31 agosto 2016. A loro, i singoli spacciatori erano costretti a versare varie somme di danaro oltre a sostanze stupefacenti destinate al loro consumo personale per poter continuare la loro vendita illegale.

Il dg dell’ Asl Napoli 1: ‘Misure contro le carenze del Calilupi’

“Saranno adottate tutte le misure necessarie per rimuovere le gravi carenze segnalate ed accertare le responsabilita’ di dirigenti ed operatori del plesso”. E’ quanto afferma, in una nota, il direttore generale della Asl Napoli 1, Mario Forlenza, in merito ai risultati della ispezione effettuata dal Servizio Ispettivo Aziendale, nell’ospedale Calilupi di Capri. “L’impegno immediato che mi sento di assumere – dice – e’ quello di rimuovere le gravi carenze igienico-sanitarie, ma anche quello, soprattutto, di garantire che si proceda a dare seguito agli impegni assunti, perche’ solo in tal modo si puo’dare un segnale concreto di fattiva collaborazione istituzionale finalizzata a garantire il diritto alla salute dei cittadini capresi e dei turisti. Si ritiene percio’ di comunicare di seguito lo stato di avanzamento delle attivita’ concordate nella riunione del marzo scorso,cosi’ come comunicate dal Direttore Dipartimento Ospedaliero Aziendale Giuseppe Russo”. Forlenza spiega che “sono stati recepiti gli offering relativi agli ambulatori di cardiologia e ortopedia le cui liste d’attesa sono in fase di attivazione a cura dell’Uoc e Cup; a integrazione del personale gia’ presente, e’ stato predisposto un turno mattina/pomeriggio di operatori oss per tutti i sabato e domenica del mese di aprile con decorrenza dal 7 aprile; sono stati deliberati gli acquisti di un ecocardiografo e un elettrocardiografo interpretativo”. “E’ stato elaborato, a cura del dirigente del presidio ospedaliero Capilupi col supporto del Dipartimento ospedaliero,il protocollo per la riattivazione delle attivita’ chirurgiche – prosegue – e in particolare di una chirurgia elettiva ridotta per interventi di Day Surgery,e’ necessaria, tuttavia, nell’ottica della sicurezza del paziente, una verifica tecnica, attualmente in corso, di ambienti, apparecchiature e impianti da parte delle articolazioni aziendali competenti e la definizione delle procedure di gestione di eventuali complicanze post-operatorie”. E’ stato, inoltre, riattivato il punto prelievi del Laboratorio analisi con possibilita’ di prenotazione telefonica. Forlenza precisa che “alcuni fatti o circostanze riportate sui media non risultano accertate per cui si e’ dato mandato di procedere ad azione legale con denuncia nei confronti di ignoti poiche’ tali notizie infondate ledono innanzitutto l’immagine del plesso Capilupi, dell’isola di Capri e dell’Asl Napoli 1”. In merito, invece, alla richiesta dei sindaci di poter aver poterti specifici di direzione e sorveglianza, il direttore generale della Napoli 1 ravvisa che e’ “meritevole di giusta ed equilibrata valutazione nei limiti, pero’, del rispetto delle funzioni istituzionali che la vigente normativa di legge assegna ai Sindaci e alle Asl”. “Tutte le iniziative assunte per garantire la salute dei cittadini capresi e dei non residenti sono state oggetto di preventiva informazione e/o condivisione con i sindaci di Capri e Anacapri o di utile e proficua convergenza d’intenti come nel caso dell’utilizzo del campo di calcio San Costanzo di Capri per i trasferimenti notturni con elisoccorso 118 per pazienti in codice rosso – conclude – Presso la sede dell’Asl si sono svolte numerose riunioni dove sono stati assunti degli impegni su precise richieste fatte proprio dai sindaci di Capri e Anacapri e da rappresentanti del Comitato ‘Salviamo il Capilupi'”.

Marcianise, Velardi ritira le dimissioni

“Ho revocato le mie dimissioni da sindaco di Marcianise. L’ho appena comunicato al segretario comunale e al presidente del consiglio comunale; informo anche a voi, amici della prima ora qui su Facebook”. Lo ha annunciato, con un post su Facebook, il sindaco di Marcianise, il giornalista Antonello Velardi dal mese di febbraio scorso sotto scorta. “Ho poco da aggiungere ad un gesto che gia’ di per se’ e’ un messaggio, senza equivoci. Preciso solo che sono arrivato a questa determinazione dopo aver riscontrato un coro unanime in tal senso”, ha detto ancora Velardi che nelle scorse settimane aveva deciso di lasciare. “L’ho detto e lo ripeto, non me l’aspettavo. Un coro che ha coinvolto i marcianisani, miei amati concittadini, e moltissime persone che di Marcianise non sono ma – ha aggiunto Velardi – che nel frattempo hanno imparato a conoscerci ed apprezzarci. Un coro che ha interessato vertici istituzionali e politici, uomini di cultura, uomini della Chiesa, esponenti delle piu’ diverse realta’ sociali ed economiche, comunita’ anche molto lontane dalle nostre. La conferma di una straordinaria attenzione al nostro territorio, ora si’ di nuovo baricentrico a livello nazionale. Ma anche la conferma di un’adesione convinta ad un nuovo modo di amministrare le citta'”.
“Avrei da ringraziare migliaia di persone. Non ci riesco, ovviamente. E’ chiaro che nei confronti di queste persone ho ora un obbligo ancora maggiore: saremo ancora piu’ intransigenti e piu’ diretti nel realizzare quel programma in cui una comunita’ non solo locale adesso si riconosce. Non faremo sconti a nessuno su questa strada: non vogliamo farne, non possiamo farne perche’ ne va della nostra credibilita’. Che per quanto ci riguarda e’ tutto. Chi non sara’ su questa strada e’ automaticamente fuori: non siamo abituati ai teatrini, ai riti vuoti della politica; non siamo abituati a mercanteggiare”, ha aggiunto il sindaco di Marcianise. “Non riesco a ingraziare tutti e mi scuso. Ma voglio dire grazie a chi, con l’esempio di una vita, ha spiegato a me e a tutti che cosa e’ l’impegno per gli altri: l’impegno gratuito, disinteressato, entusiasmante, coerente, permanentemente lontano dagli interessi personali. Grazie a chi e’ ancora un esempio vivente e a chi purtroppo non c’e’ piu’: il rimpianto e’ lacerante, ma la vicinanza e’ tangibile. Ora ripartiamo! Dimostriamo a noi stessi e agli altri che un altro mondo e’ possibile. Aiutatemi a dimostrarlo”, ha concluso Velardi.

Sgominata la batteria della banda del buco di Poggioreale: 11 misure cautelari

Sei persone sono finite in carcere, tre agli arresti domiciliari e per due indagati è scattato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il provvedimento restrittivo scaturisce da un’indagine coordinata dalla procura di Nocera Inferiore e condotta dai carabinieri che hanno appurato l’esistenza di un gruppo criminale che aveva la propria base logistica nel quartiere Poggioreale di Napoli, ma che compiva furti negli esercizi commerciali delle province di Salerno, Caserta e Napoli. Sempre uguale il modus operandi: scavare gallerie sotterranee oppure utilizzare le condotte fognarie per giungere al luogo da depredare. Dopo aver praticato un foro nel pavimento dei locali individuati, vi accedevano la notte per operare indisturbati. Sono stati documentati quattro furti, soprattutto di capi di abbigliamento, del valore complessivo di circa 340mila euro tra febbraio 2015 e marzo 2016. Dieci i tentativi di furto tra aprile e maggio 2016 e una tentata rapina ai danni del supermercato Crai all’interno del centro commerciale I Pini di Casoria, avvenuta il 12 ottobre 2015 e non portata a termine grazie a un addetto al servizio di vigilanza. Nel corso delle indagini sono state recuperate e sequestrate varie attrezzature utilizzate dagli indagati per scavare i tunnel sotterranei.

Napoli, spari in via Chiatamone, i commercianti: ‘Pensavamo a un attentato’

“Abbiamo sentito gli spari, qualcuno ha urlato ‘e’ un attentato’ e tutti si sono riversati nel ristorante, travolgendo tavoli, sedie e piatti. Ci sono persone che si sono rifugiate in cucina, nei nostri spogliatoi”. Cosi’ Salvatore, pizzaiolo del ristorante Mammina racconta i momenti di panico che hanno investito ieri sera il Lungomare di Napoli dove migliaia di persone si godevano il fresco della sera o cenavano. Dieci colpi di pistola a via Chiatamone, la strada interna del lungomare, hanno scatenato il panico tra la folla. “E’ accaduto proprio alle spalle del ristorante – racconta Salvatore – avevamo la finestra che da’ sul Chiatamone aperta, abbiamo sentito prima due colpi e poi altri sette-otto”. E’ stato il caos. “A quell’ora di domenica c’e’ folla – racconta il gestore del bar Romano su via Chiamatone, proprio sul luogo della sparatoria, che ieri alle otto aveva chiuso – se fosse accaduto all’ora di pranzo sarebbe scattato un panico molto pericoloso”. La strada oggi e’ percorsa dalle forze dell’ordine che si fermano ad ogni palazzo o negozio, in cerca di immagini delle telecamere private e c’e’ chi chiede un sistema di videosorveglianza pubblico per la zona. Via Chiatamone segue la linea del lungomare, nel week end diventa un grande parcheggio da cui, per una scala, si accede alla passeggiata pedonale. “Ma qui siamo abbandonati – racconta il gestore di un locale notturno sulla strada – imperversano bande di ragazzi che corrono contromano e ti affrontano a muso duro se consigli loro di rispettare le regole”. Ma alla sparatoria non si era ancora arrivati. “Il lungomare e’ un luogo tranquillo per passeggiare – raccontano Francesco e Caterina, due studenti universitari che ieri sera si godevano il fresco e stamattina sono di nuovo li’ per fare jogging – eravamo qui vicino, abbiamo sentito anche noi gli spari e siamo fuggiti. Tutti sono scappati, i genitori hanno preso i bambini in braccio e sono andati via, e’ stato terribile”. In pochi minuti il tratto del lungomare con la maggiore concentrazione di ristoranti e’ diventata un deserto: “C’erano biciclette a terra – racconta il pizzaiolo di ‘Mammina’ – le persone hanno lasciato tutto per scappare via”. Uno choc per una zona che da qualche mese aveva trovato una sua tranquillita’ dopo anni di scontri tra baby gang: “C’e’ una maggiore presenza della polizia negli ultimi mesi – spiegano i camerieri del Parthenope Bar – fino all’anno scorso la sera c’erano spesso risse, regolamenti di conti tra bande di ragazzini. Da Natale la situazione si e’ molto calmata”. Ora commercianti e residenti chiedono maggiore sicurezza anche su via Chiatamone: “E’ una zona a rischio – spiega Michele Picardi, che ha una salumeria proprio di fronte a dove e’ avvenuta la sparatoria – ci vorrebbe una pattuglia tutto il giorno a questo angolo, perche’ una situazione di pericolo puo’ invadere il lungomare e creare enormi problemi tra la folla”.

Investigatori al lavoro per ricostruire l’accaduto.Una lite tra parcheggiatori abusivi o un tentativo di furto culminati con numerosi colpi di pistola: sono alcune delle ipotesi al vaglio dei carabinieri che indagano sulla sparatoria accaduta ieri sera in via Chiatamone. I colpi sparati, sette in tutto, nei pressi del lungomare del capoluogo partenopeo, hanno gettato nel panico le persone presenti. C’e’ stato un fuggi-fuggi generale e, per fortuna, nessuno e’ rimasto ferito sia dai colpi d’arma da fuoco, sia dalla calca che si e’ venuta a creare per la paura di attentati. Gli investigatori, secondo quanto si apprende, stanno cercando di ricostruire l’accaduto ascoltando i testimoni. Ricostruzione particolarmente complicata perché anche se vi erano numerose persone in strada le versioni sono molto contrastanti. Gli investigatori stanno guardando i filmati di tutte le telecamere pubbliche e private lungo la strada. Dalle prime indiscrezioni si cercherebbero due parcheggiatori abusivi protagonisti della sparatoria.

Avvelenati sei cuccioli di cane randagi nel Salernitano

Sei cuccioli di cane sono stati avvelenati da ignoti a Monte San Giacomo (SALERNO): i cagnolini sono stati trovati agonizzanti in un casolare abbandonato in localita’ Accio-Pedale, vicino al centro abitato. A trovarli e’ stato Angelo Caporrino, che con i vigili urbani e i carabinieri ha trasportato i cuccioli in una clinica veterinaria di Sala Consilina. I cuccioli, pero’, dopo qualche ora sono morti. Molto probabilmente hanno ingerito da una ciotola del “lumachicida”, ovvero veleno di colore bluastro utilizzato per allontanare le lumache dagli ortaggi, appositamente lasciato nel casolare. Anche la cagna che li ha partoriti da circa un mese ha ingerito il veleno ma si e’ salvata perche’ e’ riuscita subito ad abbeverarsi. “Mi appello alla sensibilita’ delle competenti – ha detto Angelo Caporrino – istituzioni perche’ intervengano per arginare il fenomeno dell’avvelenamento dei cani randagi nel Vallo di Diano”. In rete un video choc sull’avvelenamento.

Tentano sequestro persona per riavere soldi, 5 arresti ad Avellino

Aveva chiesto 16 mila euro in prestito ai suoi datori di lavoro, ma non ha poi saldato il debito e si e’ anche dileguato, lasciando la citta’ per paura di ritorsioni. Ritorsioni che hanno preso di mira prima la sua fidanzata e sono poi arrivate al debitore. Cinque persone tra Avellino, Atripalda e Ospedaletto di Alpinolo sono state arrestate dai carabinieri del comando provinciale di Avellino su mandato della Direzione distrettuale antimafia di Napoli per sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso. Due sono in carcere 3 ai domiciliari e assieme ad altri due indagati sono vicini al clan Partenio, attivo ad Avellino e nell’hinterland. Gli indagati, quando hanno capito che l’uomo non avrebbe mai restituito il prestito, si sono recati a casa della fidanzata e l’hanno costretta a consegnare la password dell’account facebook dell’uomo per rintracciare i suoi spostamenti. Lo hanno infatti raggiunto a Roma. Ma prima che la spedizione punitiva andasse a buon fine, i carabinieri, avvisati dalla fidanzata, hanno fatto cambiare rifugio al bersaglio. Sono scattate quindi le manette nel corso di un’operazione cominciata all’alba, anche con l’intervento di un elicottero del nucleo elicotteristi di Pontecagnano.

Napoli, infermieri aggrediti, protesta del sindacato: ‘Istituzioni assenti’

“L’ennesima brutale aggressione al personale sanitario e’ andata in scena al pronto soccorso dell’Ospedale dei Pellegrini. Un infermiere e’ vivo per miracolo. La diagnosi e’ di trauma cranico. Solo per un miracolo si e’ scongiurato il peggio. Nel frattempo le istituzioni, da noi piu’ volte sollecitate, che dovrebbero garantire la sicurezza sui posti di lavoro e il diritto alla salute, risultano ancora una volta colpevolmente assenti”. Cosi, Ciro Carbone, Presidente dell’Ordine degli infermieri di Napoli, dopo l’ultimo episodio di violenza. “Al collega infermiere, l’Ordine professionale tutto esprime piena solidarieta'”. “Ma, osserva Carbone, e’ tempo di dare risposte risolutive ad un fenomeno, quello delle aggressioni nei presidi sanitari, ormai diventate all’ordine del giorno. Purtroppo dobbiamo registrare con amarezza che i nostri allarmi, le nostre sollecitazioni e le nostre proposte alle istituzioni per contrastare la violenza negli ospedali giacciono sui tavoli delle istituzioni. Nei prossimi giorni torneremo a sollecitare un intervento urgente presso la Regione, Campania con tutti i soggetti interessati per varare provvedimenti urgenti e operativi contro la drammatica assenza di sicurezza negli ospedali ed in tutti i luoghi di lavoro della sanita’, in particolare nell’area dell’emergenza sanitaria ospedaliera e territoriale”.

Napoli, frana sulla rete idrica: parte del Vomero senz’acqua

Impianto idrico in panne nella zona di via Manzoni, a Napoli, a causa di una frana che avrebbe provocato la rottura di una tubatura. Il guasto si sarebbe verificato la scorsa notte. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco i quali hanno chiesto l’intervento della societa’ Abc che gestisce i servizi idrici in citta’. Secondo quanto si e’ appreso la rottura all’impianto si e’ verificata all’altezza del civico 44-46 di via Manzoni ed ha anche provocato danni a un’ abitazione. 

Prova suv in spiaggia e rischia annegare con moglie e figli

Poteva finire in tragedia quando avvenuto ieri sera a Castel Volturno, dove un 30enne alla guida del suo Suv, con moglie e due figli di pochi mesi a bordo, ha dato vita a spericolate evoluzioni sulla spiaggia della localita’ di Pinetamare, fin quando la sabbia non ha ceduto e il mezzo si e’ piegato fino a rischiare l’affondamento. Decisivo e’ stato alla fine l’intervento di poliziotti e carabinieri che si sono tuffati in mare salvando madre e piccoli. Il fatto e’ avvenuto poco dopo le 22. Il 30enne, residente nel quartiere napoletano di Secondigliano, era venuto a Castel Volturno per prendere un gelato con moglie, due figli, ovvero un bimbo di pochi mesi e una bimba di due anni, e una coppia di amici. Terrore nell’abitacolo per la madre e i due bimbi.

Saviano: 2 ladri di appartamento “beccati” dai carabinieri

I carabinieri della stazione di Saviano hanno arrestato due persone di Ottaviano: i militari sono intervenuti d’urgenza a seguito di segnalazione al 112 che avvisava di un furto in atto presso l’abitazione di una 37enne di via San Francesco d’assisi. nel recarsi sul posto, transitando per via olivella, hanno intercettato e bloccato uno che aveva tentato la fuga per le campagne. subito dopo è stato individuato anche l’altro malfattore: era a bordo di una ford nei pressi dell’abitazione appena “visitata”. Aseguito di perquisizioni, personali e del veicolo, i cc hanno rinvenuto e sequestrato vari arnesi da scasso e 2 passamontagna. Trovata la refurtiva (attrezzi da lavoro, piccoli elettrodomestici, suppellettili e abbigliamento) poi restituita alla proprietaria. Gli arrestati sono in attesa di rito direttissimo.

Frattamaggiore, carabinieri arrestano un 34enne in possesso di hashish

I carabinieri della stazione di Frattamaggiore hanno arrestato in flagranza per detenzione e spaccio di stupefacenti un 34enne sorpreso in via croce San Sossio a bordo della sua smart mentre dava vita ad attività di spaccio: nel corso delle conseguenti perquisizioni, personale e domiciliare, sono poi stati rinvenuti e sequestrati 130 grammi di hashish in stecche, 40 grammi di marijuana in confezioni, bustine di cellophane da termosaldare per confezionare gli stupefacenti e un bilancino di precisione. Trovata e sequestrata anche la somma di 525 euro ritenuta provento di attività illecita, iidentificato e segnalato al prefetto un acquirente. L’arrestato è in attesa di rito direttissimo.

Acerra, forestali sequestrano 9 cardellini per uccelagione

Nel corso di controlli per contrastare l’uccellagione, il bracconaggio e la detenzione illegale di uccelli appartenenti a specie protette, i Carabinieri della Stazione Forestale di Marigliano, allertati da personale dell’Ente Nazionale Protezione Animali, sono intervenuti ad Acerra. In un terreno in località Ponte dei Cani è stata rinvenuta una rete per uccellagione ancorata a paletti di legno, un richiamo acustico elettromagnetico, otto cardellini in gabbia e un cardellino con le zampe legate da un filo, che veniva utilizzato come richiamo vivo. Identificato e denunciato un 50enne già noto alle forze dell’ordine ritenuto responsabile di vari reati; la pratica di catturare uccelli selvatici con reti e trappole è vietata dalla legge sulla caccia; il cardellino utilizzato come richiamo vivo era con le zampe unite da un filo che lo ancorava a un ramoscello in modo che potesse brevemente volare per poi cadere, una pratica usata per attirare i suoi simili che seguendolo restano intrappolati nella rete. Verosimilmente i cardellini sarebbero stati messi in vendita sul mercato nero a somme intorno ai 100 euro a esemplare.

Detenuto minorenne portava droga in carcere al rientro: scoperto dagli agenti

“Stroncata ancora una volta la diffusione di droga nel carcere minorile di Airola  in provincia di Benevento”. A darne notizia e’ il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, che segnala quel che e’ accaduto sabato nell’Istituto penale per minorenni campano. “E’ stato sequestrato un interessante quantitativo di hashish su un detenuto che era rientrato in cella dopo il colloquio”, spiega Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del Sappe. “Il personale di Polizia Penitenziaria, insospettito dell’atteggiamento dell’uomo al rientro in cella, ha intensificato la vigilanza ed ha ottenuto questo importante risultato. Nonostante nella maggior parte degli istituti penitenziari si stiano adottando misure di sicurezza basate sulla dinamicita’ e sulla videosorveglianza, che a nulla servono se non si prevede l’obbligo del lavoro per i detenuti, non ci sono telecamere e altri sistemi di sicurezza che possano intervenire e sostituire la professionalita’ della Polizia Penitenziaria”, aggiunge Fattorello. Commenta Donato Capece, segretario generale del Sappe: “Questi episodi, oltre a confermare il grado di maturita’ raggiunto e le elevate doti professionali del Personale di Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Airola, ci ricordano che il primo compito della Polizia Penitenziaria e’ e rimane quello di garantire la sicurezza dei luoghi di pena e impongono oggi piu’ che mai una seria riflessione sul bilanciamento tra necessita’ di sicurezza e bisogno di trattamento dei detenuti. Tutti possono immaginare quali e quante conseguenze avrebbe potuto causare l’introduzione di droga in un carcere”. Il Sappe, nel sottolineare le costanti criticita’ del carcere minorile, mette in luce “quali e quanti disagi quotidiani caratterizza il lavoro quotidiano dei Baschi Azzurri di Airola, a cui va il nostro sincero ringraziamento per quel che fanno ogni giorno per la sicurezza sociale”.

Teatro. ‘Mamma… ieri mi sposo’ con Sandra Milo e Gino Rivieccio al Lendi di Sant’Arpino


È “Mamma… ieri mi sposo!”, lo spettacolo prodotto da Lu.Scar, a chiudere il cartellone della stagione 2017/2018 al Teatro Lendi, in via A. Volta 176 (Strada Provinciale Grumo Nevano-Sant’Arpino). Mercoledì 11 aprile alle 21.00 (repliche giovedì 12 e venerdì 13 aprile, alle 21.00), in palcoscenico uno spettacolo con Gino Rivieccio, Sandra Milo, Fanny Cadeo, Marina Suma e Ettore Massa, tratto da “Twixt” di Clive Exton e curato nella regia da Patrick Rossi Gastaldi.
Icona del cinema e della televisione italiana, Sandra Milo torna a teatro con una commedia brillante dal ritmo forsennato. Un testo di Clive Exton ispirato alla grande tradizione del teatro comico inglese, dove gli equivoci generano situazioni paradossali, straordinari meccanismi teatrali in grado di far scaturire spontaneamente la risata nello spettatore. Una madre e una moglie, che non sanno rispettivamente l’una dell’altra, si contendono l’attenzione dello smidollato protagonista. Lo spettacolo riflette sulle strategie che mettiamo in atto per far sì che la vita di tutti i giorni prosegua senza intoppi.
Ambientata negli anni ’70, la pièce si basa sulla tradizione comica inglese, dove gli equivoci, le menzogne, gli scambi di persona creano situazioni paradossali e generano naturalmente le risate del pubblico. Gino Rivieccio è un uomo sulla cinquantina, con una madre (Sandra Milo), estremamente gelosa e possessiva alla quale ha tenuto nascosto il suo matrimonio (con Marina Suma) che a sua volta non sa dell’esistenza di sua suocera! Per mantenere in piedi il precario equilibrio che ha creato nel corso del tempo, l’uomo si inventa frequenti viaggi di lavoro, durante i quali però va nel villino di montagna per incontrare la sua adorata mammina! Tutto verrà messo in discussione quando, una sera, il nostro eroe si troverà in casa la segretaria (Fanny Cadeo) inseguita dal marito furioso, il socio in affari, la moglie e… la madre! Quando la verità verrà a galla, Rivieccio si rifugerà dalla madre, tornerà con la moglie o scapperà con la segretaria?
Info e Ticket: 081 89 19 620 oppure 347 857 22 22