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Bimbo investito dal Suv della madre, muore in ospedale

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E’ morto in serata in ospedale  il bambino di quattro anni investito dall’auto guidata dalla madre, oggi pomeriggio a Brescia. La donna al volante di un Suv non si sarebbe accorta della presenza del bambino durante una manovra in retromarcia. Trasportato in condizioni disperate agli Spedali civili, e’ morto in serata. L’incidente si è verificato  alla periferia Brescia, in via Ronchi San Francesco di Paola. Sulla tragedia è stata aperta un’inchiesta.

Castellammare. Paura in periferia, in fiamme una serra di fiori

Castellammare di Stabia. Paura nella periferia della città al confine con Pompei e Torre Annunziata quando poco dopo le 22 è scoppiato un incendio in una serra nel quartiere nord della città poco distante al Mercato dei Fiori. Fortunatamente, vista la tarda ora non era presente, nessuno all’interno della struttura. Ne dipendenti ne il titolare. Immediatamente sono stati allertati i vigili del fuoco di Castellammare di Stabia che hanno raggiunto il posto con un autobotte ed hanno domato le fiamme. Non risultano colpite le serre adiacenti e pare non ci siano danni a persone. I vigili del fuoco sono al lavoro per stabilire le cause dell’incendio

Insegue in strada la moglie dalla quale si stava separando e la uccide, poi va a costituirsi

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L’ha inseguita in auto, mentre dal suo ufficio era diretta in stazione dove ad attenderla c’era la figlia minore; l’ha affiancata e poi le ha sparato almeno tre colpi di pistola dritti al petto, mentre stava scendendo dall’auto, forse pronta ad affrontare l’ennesima discussione. E’ questa, stando alla ricostruzione degli investigatori, la dinamica dell’omicidio di Valeria Bufo, 56 anni, impiegata di Seveso, uccisa stamane in mezzo alla strada dal marito, Giorgio Truzzi, 57 anni, autista, a Bovisio Masciago in provincia di Monza . I due erano in crisi da tempo, il loro matrimonio era giunto al capolinea tanto che i due si stavano separando e la donna aveva lasciato casa da tre settimane insieme alla figlia minore. Ma non vi sarebbero state denunce o segnalazioni di aggressioni o maltrattamenti: ne’ da parte della donna, ne’ da parte dei loro tre figli, due ragazzi e una ragazza. Lasciata la moglie agonizzante, riversa sui sedili della sua Alfa Romeo Giulietta, l’uomo e’ risalito a bordo della sua Smart e ha guidato sino alla caserma dei carabinieri di Seveso, a una manciata di chilometri da casa sua, e si e’ costituito. Il delitto e’ accaduto intorno alle 13, in una via del centro di Bovisio Masciago. Alcuni passanti, sentiti gli spari, si sono precipitati fuori da abitazioni e negozi, altri hanno inchiodato con le loro auto, giusto il tempo di vedere Truzzi salire a bordo della sua e andare via. Qualcuno si e’ avvicinato a Valeria, le ha sentito le pulsazioni al collo, mentre chiamava i soccorsi. Sul posto sono arrivati gli operatori del 118: hanno trasferito la donna in ambulanza e per diversi minuti dove hanno tentato di tenerla in vita, mentre correvano verso l’ospedale di Monza. Valeria Bufo, purtroppo, non ce l’ha fatta e nel reparto di rianimazione del San Gerardo e’ arrivata senza vita. Dai primi riscontri effettuati dai medici, almeno due i proiettili che l’hanno raggiunta al cuore, un altro al torace, al gomito e ad una mano, segno che la donna ha probabilmente tentato di proteggersi dai colpi. “Ho sentito almeno due spari, sono corso fuori casa e ho visto tanta gente intorno alla sua macchina, qualcuno che le sentiva il polso, poi sono arrivati i carabinieri e l’ambulanza”, ha commentato un residente della zona. Truzzi, autista presso una societa’ di Lentate sul Seveso (Monza), reo confesso del delitto, prima ai carabinieri di Desio (Monza) e poi al pm Stefania Di Tullio, titolare delle indagini, ha ammesso: “Ho ucciso mia moglie”, accennando alla crisi coniugale, prima di essere trasferito in carcere a Monza. I militari non hanno ancora trovato l’arma del delitto nonostante i sopralluoghi nella zona vicina a quella dell’agguato: il 57enne potrebbe averla lanciata da un cavalcavia. Si tratterebbe di un revolver di grosso calibro di cui si ignora la provenienza, Truzzi non risulta avere il permesso di detenere armi. I colleghi della vittima, che lavorava come impiegata in una societa’ che si occupa di strategie aziendali a Bovisio Masciago, sono comprensibilmente sconvolti: “Scusateci, non ce la sentiamo di parlare oggi”, ripetono. Solo dieci giorni fa uno dei figli della coppia, 20 anni, aveva fatto rientro in Italia dopo un soggiorno all’estero, entusiasta di riabbracciare la sua famiglia, come ha scritto di suo pugno su Facebook. Ora, insieme al fratello maggiore, 23 anni, e alla sorellina ancora minorenne, dovra’ trovare la forza di superare questo immenso dolore. 

Quindicenne suicida dopo un brutto voto a scuola: ‘Non sono all’altezza’

Chissa’ cosa gli sara’ passato per la mente nel momento in cui si lanciava nel vuoto. “Non sono all’altezza” aveva lasciato scritto nel biglietto di scuse indirizzato ai genitori. Forse ha pensato per l’ultima volta a quel brutto voto ricevuto in un compito in classe e a papa’ e mamma che, secondo lui, non avevano quel figlio modello in cui speravano tanto. Andava male a scuola e per lui questo era un peso insopportabile nei confronti della famiglia, tanto da decidere di farla finita. Si e’ suicidato lanciandosi dal quarto piano della palazzina dove abitava con i genitori in centro a Mantova, il ragazzino di 15 anni trovato esanime, oggi pomeriggio, nel cortile interno dopo un volo di 12 metri. Inutili i soccorsi. Il 15enne e’ morto un’ora dopo al pronto soccorso dell’ospedale Carlo Poma di Mantova dove era arrivato in fin di vita. L’eliambulanza era atterrata poco distante, nel campo attiguo allo stadio Martelli, ma e’ poi decollata vuota. La tragedia si e’ consumata nel primo pomeriggio quando il ragazzino, i cui genitori sono molto noti in citta’, era solo in casa. E’ andato sul balcone, ha scavalcato la ringhiera e si e’ lanciato nel vuoto. Sulla tavola aveva lasciato un biglietto indirizzato ai genitori in cui chiedeva scusa “per non essere stato all’altezza”. Il 15enne, figlio unico, frequentava il secondo anno in un liceo cittadino: il profitto lasciava a desiderare, ma come per tanti della sua eta’, niente di drammatico. Forse il brutto voto ricevuto in un recente compito in classe potrebbe aver scatenato in lui la tempesta che l’ha condotto al suicidio. A dare l’allarme i vicini di casa che avevano sentito il tonfo. Sul posto sono arrivati subito i soccorsi, con i vigili del fuoco e gli agenti della Polizia locale. La via stretta a poche centinaia di metri dal centro storico si e’ riempita in un battibaleno di persone attonite che volevano testimoniare la loro solidarieta’ ai genitori e ai nonni nel frattempo corsi all’ospedale. Poco dopo e’ arrivato anche il sindaco Mattia Palazzi. La vicenda di Mantova, pur con i dovuti distinguo, richiama alla mente il caso di Giada, la ragazza 26enne molisana suicidatasi il giorno della laurea all’universita’ di Napoli, forse schiacciata dal peso di non aver mai superato alcun esame e di non averlo mai detto ai familiari. Per il giorno della sua laurea aveva convocato tutti, genitori, fratello e fidanzato e poi si era lanciata dal tetto dell’ateneo. Anche lei, forse, non si sentiva “all’altezza” come il ragazzino di Mantova. Che, invece, per interrompere la sua breve vita ha scelto la solitudine di un tiepido pomeriggio di primavera a casa, approfittando dell’assenza dei genitori che si sentiva di aver gia’ deluso troppo. 

Napoli, la polizia recupera dopo poche ore i 25 computer rubati al liceo Margherita

Napoli,Gli agenti del Commissariato di Ps Dante, sono riusciti in brevissimo tempo a recuperare i 25 computer, provento del furto avvenuto le prime ore di questa mattina presso l’istituto scolastico del liceo Margherita in via Pontecorvo. Infatti ignoti si introducevano la scorsa notte all’interno dell’edificio e , dopo aver scavalcato il cancello divisorio, raggiungevano l’aula informatica per portare con se 25 computer.Immediatamente sono scattatele indagini degli agenti del Commissariato Dante, che in poche ore hanno appurato che i ladri, utilizzando 2 scooter avevano trasportato velocemente la refurtiva.La capillare conoscenza del territorio e l’intuito investigativo ha portato i poliziotti ad individuare un nascondiglio in un angolo di via Pontecorvo, dove era accatastata la refurtiva.I computer sono stati immediatamente restituiti al dirigente scolastico.Proseguono le indagini per individuare i responsabili.

Torna all’AvaNposto Numero Zero Salvatore Cantalupo in ‘Vuoto Totale, Azione n.0’

Con la sua ricerca su ruolo dell’artista nella società, torna all’AvaNposto Numero Zero (via Sedile di Porto 55, Napoli), Salvatore Cantalupo che venerdì 27 e sabato 28 aprile – ore 21.00 -, si esibirà nella pièce “Vuoto Totale, Azione n.0”, prodotta da Memini Mutamenti Teatro, con musiche di Riccardo Veno e montaggio video di Francesco Albano.
“Vuoto Totale è la risposta che diedi al mio maestro, Antonio Neiwiller dopo una lunga improvvisazione – racconta l’interprete e drammaturgo – Lui ci chiedeva sempre le impressioni provate durante il lavoro. Oggi questo “vuoto totale” lo sento intensamente intorno a me, in tutti i campi, dalle arti alle scienze, dalla politica alla fede. Viviamo in un appiattimento totale, in una società malata, dove i valori e le virtù non servono più. Non ho mai lasciato l’arte dell’improvvisazione anzi, il suo codice mi accompagna da sempre. È evidente in tutti i miei lavori”.
Da questo sentimento trae spunto un lavoro sulla poetica di artisti come James Joyce e Gustav Meyrink, persone tenute ai margini della società per le proprie convinzioni e per il proprio modo di essere. “L’attrito dello spirito con la realtà…la necessità di mangiare non giustifica la prostituzione dell’arte. L’arte è necessità dello spirito”, diceva Andrej Tarkovskij principale nume ispiratore di questo percorso – insieme con suo padre Arsenij – famoso per essere l’autore del film di fantascienza “Solaris”, realizzato in epoca sovietica, e considerato uno dei più grandi capolavori della cinematografia di tutti i tempi, delle cui opere verrà proiettato un video-collage. Azione n.0 è parte di un progetto di sperimentazione sull’attore in scena nell’ambito del quale sono già state concepite tredici azioni performative, sviluppate a partire dal 1985 con l’Azione n.1 “Nurage” presentata al Festival Internazionale di Sant’ Anna Arresi, in Sardegna. Rilevanti in tutta la produzione di Cantalupo risultano l’Azione n.3 “Fame”, allestita al Castello di Arcidosso di Grosseto, l’Azione n.4 “Liberi” su installazione dell’artista napoletano Salvatore Vitagliano, l’Azione n.9 “Quegli angeli tristi” presentata al festival di Gibellina e l’Azione n.10 “Li cunti della Bibbia”, rappresentata lo scorso anno proprio all’AvaNposto Numero Zero.
L’ingresso è riservato ai soci. Il contributo associativo è di dodici euro.
Botteghino: 366 11 49 276, botteghino@avanpostonumerozero.it

Droga&Camorra, il carabiniere infedele al servizio del clan Ciccarelli: 62 indagati. TUTTI I NOMI

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Sono complessivamente 62  gli indagati nell’inchiesta della Dda di Napoli che ha sgominato la rete di un vasto traffico di droga gestito dal latitante e broker di Giugliano, Bruno Carbone vicino ai clan Nuvoletta e Polverino di Marano. Droga che arriva a fiumi dalla Colombia attraverso l’Olanda con un sistema di auto trasportatori sempre gestito e organizzato da Carbone oltre che nei comuni a Nord di napoli anche al rione Traiano e in particolare al clan di Davide Leone, attualmente in carcere ma il traffico era gestito dalla moglie Maria Iavarone e quello del parco Verde di Caivano in cui opera il clan Ciccarelli al cui servizio vi era il carabiniere infedele Lazzaro Cioffi, 56 enne di Casagiove detto Marco o Marcolino in servizio in servizio presso il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Castello di Cisterna, responsabile di una squadra cosiddetta esterna che operava anche sul territorio di Caivano. Si tratta di una doppia inchiesta confluita in un’unica ordinanza firmata dal gip Francesca Ferri.

Associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti e’ l’accusa principale contestata ai presunti capi e organizzatori del giro di droga (cocaina e hashish) che sviluppava un volume di affari di decine di milioni di euro all’anno. L’inchiesta – coordinata dal procuratore Giovanni Melillo, dall’aggiunto Giuseppe Borrelli e condotta dal pm della Dda Mariella Di Mauro – ruota intorno alla figura di Bruno Carbone, latitante, che avrebbe avuto un ruolo di broker: dall’Olanda, dove si era stabilito da tempo, avrebbe finanziato l’importazione dalla Colombia di ingenti quantitativi di droga che arrivava in Italia a bordo di Tir. Era lui – secondo le indagini dei carabinieri al comando del colonnello Ubaldo Del Monaco – che stabiliva il quantitativo da importare, teneva i contatti con esponenti di clan della camorra, e i pagamenti ai narcos. Tra i destinatari dei provvedimenti figurano anche tre colombiani, ritenuti referenti di un cartello di narcotrafficanti che avrebbero garantito le forniture al ”gruppo Carbone”. Coinvolto nell’operazione anche uno dei titolari di una azienda che produce forni elettrici all’interno dei quali veniva nascosto il denaro spedito in Colombia. La droga veniva rivenduta in varie piazze di spaccio di Napoli e della provincia: al Rione Traiano, e nei comuni di Bacoli, Villaricca, Caivano, Quarto, Marano e Torre Annunziata. Tra i clan camorristici con cui l’organizzazione era in contatto figurano il clan Nuvoletta di Marano, il clan Leone al Rione Traiano, il clan Ciccarelli attivo a Caivano e Crispano. L’inchiesta si fonda soprattutto su intercettazioni telefoniche disposte nei confronti di Carbone e altri esponenti di primo piano. Carbone aveva il ruolo di capo e promotore e finanziatore per le importazioni e il trasporto di tonnellate di cocaina dall’Olanda all’Italia a bordo di autoarticolati. In particolare determinava le strategie del del suo gruppo impartendo ordini tassativi in merito alle decisioni piu’ importanti, ovvero il quantitativo di droga da importare, i clan da contattare, i pagamenti da effettuare a gli emissari della Spagna inviati dai narcos della Colombia. Tra le persone insospettabili arrestate c’e’ Fabrizio Ventura, imprenditore milanese, accusato di favoreggiamento. Secondo quanto emerso dalla indagini, grazie alla societa’ ‘Ceramic e grafite’ aiutava i narcos caricando forni termici da lui prodotti con soldi che venivano spediti da Milano a Bogota’. Questo era il sistema per pagare le forniture di droga

ECCO TUTTI GLI INDAGATI

1. AGUIRRE AVIVI Hernan Alberto, 58 anni nato in Colombia, residente in Cali (Colombia).
2 AVOLIO Salvatore, 41 anni nato a Napoli residente a Marano di Napoli 
3 AYALA GOMEZ Julian Andres , 37 anni nato in Colombia , residente a Mazzano (BS) 
4. AYALA GOMEZ Josè Antonio, 43 anni, nato in Colombia residente in Cali (Colombia).
5 BARONE Lucia, 49 anni nata a Napoli, residente a Qualiano (NA) 
6 CAPRIO Marianna, 32 anni, nata a Formia (LT) residente a Napoli 
7. CARANNANTE Francesco, 58 anni inteso “Stopper”, nato a Bacoli (NA) 
8 CARANNANTE Luca, 36 anni nato a Napoli , residente a Bacoli (NA) 
9. CARBONE Bruno, 41 anni nato a Napoli , residente in Giugliano in Campania  in atto LATITANTE.
10.CARBONE Vittorio, 76 anni nato a Napoli, residente a Giugliano in Campania (NA)
11.CICCARELLI Giulio, 59 anni nato a Giugliano in Campania (NA), ivi residente 
12. COLANTUONO Arcangelo, 58 anni, inteso “Capastorta”, nato a Napoli , ivi residente 
13 DE LISO Antonio, 41 anni inteso “Tonino 101”, nato a Pozzuoli (NA), residente a Bacoli (NA) 
14. DI PIERNO Giacomo, 40 anni, inteso “Giacomino a qualità”, nato a Napoli , residente a Bacoli (NA) 
15 D’ONOFRIO Pasquale, 50 anni, nato a Mugnano di Napoli (NA)  residente in Qualiano (NA)
16. ESPOSITO Vincenzo, 30 anni, inteso ”primo” o “o ‘calciatore”, nato a Napoli 
17 FERNANDEZ ORTIZ Emilce Irene, 43 anni, nata in Paraguay, residente in Spagna.
18 FIORE Domenico, 59 anni, nato a Bacoli (NA)  ivi residente 
19. FIORILLO Luigi , 36 anni nato a Pozzuoli (NA), residente a Bacoli (NA) 
20FORGACI Paul, 41 anni  nato in Romania , residente a Sizziano (PV) 
21. FUCITO Pasquale inteso “o ‘marziano”, nato a Napoli 
22. GAUTIERI Antonio, 36 anni, nato a Napoli residente a Brusciano (NA)
23. GIUGLIANO Bruno, 52 anni nato a San Giuseppe Vesuviano (NA) residente a Saviano (NA) 
24 GOMEZ PERALES, 46 anni, Antonio nato in Spagna , residente in Spagna.
25 IAVARONE Maria, 45 anni, nata a Napoli ivi residente
26 LA VOLLA Marc, 46 anni, inteso “a vecchia”, nato a Napoli , residente a Villaricca (NA) 
27 MAGRELLI Costanzo, 30 anni, nato a Napoli, residente a Brusciano 
28. MANCINO Mario, 33 anni, inteso “Marioncino”, nato a Napoli, residente a Monte di Procida
29 NUVOLETTO Antonio,33 anni, nato a Mugnano di Napoli (NA), residente a Marano di Napoli
30 PREZIOSO Violetta, 46 anni intesa ”piccerella”, nata a Napoli, residente in Giugliano in Campania 
31 RAMIREZ ESCOBAR Antonio, 59 anni, nato a Benameji (Cordoba – Spagna) , domiciliato in Cordoba, 
32 RUSSO Fulvio, 52 anni nato a Napoli  residente a Napoli al Rione Don Guanella 
33TORINO Vincenzo, 25 anni inteso “Burberry” nato a Napoli, ivi residente Rione Don Guanella 
34 TORTORELLI Rosa, 35 anni nata a Napoli, residente a Bacoli (NA) 
35. VENTURA Fabrizio, 50 anni, nato a Milano, residente in Certosa di Pavia (PV) 
36. VERDEROSA Francesco, 32 anni, inteso ”piccolo” nato a Napoli, residente a Bacoli
37. CAPASSO Felice, 53 anni nato a Marigliano (NA), residente a Somma Vesuviana
38 FAGGIOLI Luisa, 69 anni nata a Napoli , residente a Villaricca (NA) via San Francesco a Patria n.368.
39 GALAN CAMACHO Mateo, 37 anni nato in Spagna, residente in Spagna.
40 LOLLO Andrea, 38 anni inteso “Tic Tac”, nato a Napoli  residente a Melito di Napoli (NA) 
41 MALLARDO Gennaro, 38 anni, inteso “‘o macchione”, nato a Napoli , residente a Quarto (NA) 
42 MANAURO Vincenzo, 54 anni inteso “Enzuccio o giornalista”, nato a Napoli, residente a Brusciano (NA) 
43PALUMBO Pasquale, 68 anni, inteso “Franchino”, nato a Giugliano in Campania (NA)
44 PIROZZI Domenico, 49 anni, nato a Giugliano in Campania (NA), ivi residente
45 PORTARAPILLO Antonio, 68 anni nato a Napoli, residente a Villaricca (NA) 

46. ASTUTO Ciro, 47 anni, nato a Napoli

47.BENDERI Anna,32 anni nata a Napoli 

48.BIANCO Raffaele, 35 anni nato a Smallingerland (OLANDA)

49, BIANCO Stefano Tjeerd, 31 anni, nato a Groningen (OLANDA)

50. CIOFFI Lazzaro, 56 anni detto “Marco” o “Marcolino”, nato a Casagiove (CE) 

51. COTRONEO Pasquale, 2 5 anni detto “O’Mutillo” nato a Napoli 

52. CULIERSO Michele, 62 anni, nato a Napoli;

53. D’ ALBENZIO Emilia, 51 anni nata a Caserta;

54. DAMASCO Luigi, 31 annidetto “Luigi il Meccanico” nato a Napoli ; 

55. ESPOSITO Giovanni,30 anni,  nato a Napoli;

56. FUCITO Pasquale, 36 anni detto “O’Marzian – Sherek” ;

57. GAROFALO Raffaele,  28 anni, detto “Lell O’Chiatt”,

58. GIMMELLI Vincenzo, 42 anni,  nato a Napoli

59. GRANATO Giuseppe, 57 anni, nato a Napoli ;

60. IORIO Alessandro, 22 anni nato a Napoli, 

61. RUSSO Fulvio, 52 anni, nato a Napoli;

62. VASATURO Francesco, 33 anni, nato a Vallo Della Lucania (SA) 

Rosaria Federico

 @riproduzione riservata

 

Dal cinema alla laurea, Mariarita Premutico si specializza in Naturopatia

Bella e solare Mariarita Premutico, l’attrice ciociara che coltivava una grande passione per la cura e il benessere fisico e psicologico che l’hanno portata a conseguire una laurea in Biologia e una specializzazione in Naturopatia che la proiettano in una nuova dimensione  professionale.
Sono consapevole che la bellezza alle volte è un’arma a doppio taglio e che spesso non aiuta in un mondo professionale dove bisogna dimostrare che si ha cervello e cultura ma io vivo questa mia nuova vita professionale con la convinzione  che saprò essere un punto  di  riferimento  per tante persone  che già mi stanno contattando per il osservare un corretto stile di vita.”

L’attrice prossimamente sugli schermi dell’ultimo lavoro di Paolo Virzì e presto di nuovo sul grande palco per la conduzione di un importante evento, ha deciso di integrare alla sua figura di personaggio pubblico, il ruolo di naturopata .

Il teatro come sviluppo economico della città di Napoli

Una produzione culturale che sia anche sviluppo economico per la città di Napoli con il “Sabato delle Idee”: il pensatoio fondato dallo scienziato Marco Salvatore che mette insieme alcune delle eccellenze accademiche, culturali e scientifiche della città partenopea. La decima edizione della rassegna lancia, in collaborazione con la Fondazione Campania dei Festival, un nuovo osservatorio progettuale su “Il futuro del teatro” che si terrà sabato 21 aprile alle ore 10.00 nella Sala degli Angeli dell’Università Suor Orsola Benincasa. Dal Teatro San Carlo al Teatro Stabile di Napoli , dall’Augusteo al Bellini, “Il Sabato delle Idee” riunirà tutto il teatro napoletano per parlare del futuro del teatro e della produzione teatrale che genera economia. Al tavolo della discussione, coordinata dal presidente dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, Giulio Baffi, si confronteranno critici, registi e manager del settore con gli interventi, tra gli altri, del direttore artistico del Teatro Augusteo, Giuseppe Caccavale, del direttore del Teatro Stabile di Napoli, Luca de Fusco, del presidente della Fondazione Campania dei Festival, Luigi Grispello, del sovrintendente della Fondazione Teatro di San Carlo, Rosanna Purchia e del presidente della Fondazione Teatro Bellini, Daniele Russo. Le conclusioni del dibattito sono affidate al regista Mario Martone che all’interno dell’antica cittadella di Suor Orsola ha girato uno dei suoi più grandi successi cinematografici: “Il giovane favoloso”, il film con Elio Germano sulla vita di Giacomo Leopardi.

Juve-Napoli: parole e polemiche sulla presenza dei tifosi azzurri

Juventus-Napoli e’ gia’ iniziata, non in campo ma sugli spalti. Lo scontro diretto per lo scudetto si gioca per ora sull’apertura del settore ospiti deciso dagli uffici competenti del ministero dell’Interno. I 2099 posti per i tifosi ospiti dello Juventus Stadium saranno aperti ai supporter azzurri a condizione che siano residenti fuori dalla Campania e abbiano la tessera del tifoso. Niente ultras, dunque, ma migliaia di napoletani che vivono e lavorano a Torino e in tutte le citta’ del Nord pronti a dare il loro contributo polmonare nel sogno scudetto dei partenopei. Juve-Napoli si gioca senza tifosi avversari dal 2013, con la chiusura anche al San Paolo, ovviamente. La scelta non e’ andata giu’ alla Juventus e Marotta lo ha detto gia’ dopo la gara col Crotone: “L’irritazione per la presenza dei tifosi del Napoli a Torino nasce da una logica e saggia preoccupazione; noi vorremmo il pubblico avversario in ogni gara ma la preoccupazione nasce da quello che e’ successo negli ultimi anni. Ma le istituzioni hanno garantito grande controllo e ci affidiamo a loro. Non vogliamo fare polemica”. In realta’ ai bianconeri non sta bene anche la mancata reciprocita’ del provvedimenti visto che nel match di andata si e’ giocato senza tifosi della Juventus e quindi le due partite all’interno dello stesso campionato risultano squilibrate. Ma intanto i tifosi del Napoli si sono scatenati nella caccia al biglietto e il settore ospiti sara’ con ogni probabilita’ pieno. La decisione non accontenta il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che rilancia: “Sarebbe bello poter vedere i nostri tifosi partire da Napoli per andare a Torino domenica e vedere vincere la loro squadra. Ritengo sia una cosa ingiusta sottrarre ai tifosi di Napoli questa emozione. Mi auguro che la decisione possa essere rivista”. Ai toni pacati di Marotta e de Magistris fa da contraltare la bagarre sui social: su twitter i tifosi Juventini sono furiosi e c’e’ chi sottolinea maliziosamente che il prefetto di Torino, Renato Saccone, e’ napoletano (di Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta, in verita’). “No!! All’andata noi della Juve la’ non siamo andati ed e’ giusto che loro non vengano qua! Non se ne parla!”, scrive una tifosa. “Se ne stiano a casa loro non abbiamo bisogno di rifare il settore ospiti”, lo sfogo di un altro bianconero con riferimento alle devastazioni dei settori ospiti operate dai tifosi del Napoli a Torino e di quelli della Juventus al San Paolo.

Napoli, domani inaugurazione al C.E.N. del Data Center e della Sala riunioni

Domani mattina, alle ore 11, presso la sede del C.E.N. (Centro Elettronico Nazionale) della Polizia di Stato, all’interno del Real Bosco di Capodimonte, alla presenza del sig. Capo della Polizia- Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Franco Gabrielli, avrà luogo la cerimonia di intitolazione del Data Center alla memoria del prof. Salvatore Ottolenghi e della Sala riunioni alla memoria del Dirigente Generale Tecnico della Polizia di Stato dott. Vincenzo Paracuollo.
Il Data Center, cuore pulsante della Polizia di Stato a supporto dei compiti istituzionali costituisce un gioiello tecnologico al servizio delle attività amministrative, di prevenzione dei reati e info-investigative. La sua intitolazione al prof. Ottolenghi costituisce il giusto riconoscimento alla professionalità del fondatore della Scuola di Polizia Scientifica Italiana, per il cui prestigio si prodigò in ambito nazionale ed internazionale. A lui, pioniere nell’adozione di metodi di indagine moderni e scientifici, si deve l’ideazione di un efficace sistema nazionale di identificazione e segnalamento. Come l’introduzione delle tecniche proposte dal professor Ottolenghi rivoluzionò ai primi del Novecento le investigazioni scientifiche, così l’ingresso delle nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione (ICT) stanno trasformando, a partire dalla fine degli anni Novanta, le metodologie di indagine ispirate sempre più a tecniche scientifiche di analisi, elaborazione, estrazione e confronto di informazioni digitali.
Al primo Direttore del C.E.N. verrà intitolata la splendida Sala Riunioni. Il dott. Paracuollo, tra i primi nell’Amministrazione della P.S. a credere nell’apporto e nel contributo che l’informatica può dare alle attività amministrative, investigative e di repressione dei reati, guidò per ben 22 anni con passione e determinazione il C.E.N., che oggi gestisce sistemi informatici strategici per l’attività della Polizia di Stato, erogando servizi a supporto delle attività istituzionali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, nonchè a servizio del cittadino, all’interno dell’ampio processo di digitalizzazione dei procedimenti amministrativi della P.A..

Vomero: di nuovo imbrattato il muro di cinta della Floridiana

“ Adesso basta! Si è superato ogni limite anche per un’eccessiva tolleranza verso questi imbrattatori che nel capoluogo partenopeo deturpano e degradano non solo il patrimonio artistico ma anche le mura di fabbricati pubblici e privati. Bisogna tutelare il decoro urbano, mettendo in campo tutte le iniziative tese a individuare gli autori e a comminare le sanzioni del caso, anche con il ripristino, a loro spese, di monumenti, edifici e mura imbrattate “. E’ l’ennesima segnalazione di Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, rivolta alle autorità competenti affinché vengano presi provvedimenti, non più procrastinabili, nei confronti di coloro che, da un poco di tempo a questa parte, si divertono ad imbrattare i muri, purtroppo pure con disegni e scritte osceni, anche nel popoloso quartiere collinare del Vomero.
” Gli ultimi episodi riguardano il muro di cinta della villa Floridiana che affaccia su via Cimarosa, ripristinato e imbiancato in tempi recenti – puntualizza Capodanno -. Tante le scritte e i disegni, che non hanno nulla di creativo ma rappresentano solo l’ostentazione di un’inaccettabile quanto deprecabile volgarità. Il tutto, peraltro, dinanzi a un parco frequentato da centinaia di mamme con bambini e che ospita il museo nazionale della ceramica Duca di Martina, meta di numerosi turisti. E’ auspicabile che in questo, come in altri casi simili, si provveda in immediato, dopo i rilievi del caso, a restituire il decoro al muro interessato, eliminando scritte e disegni “.
” Evidentemente pure al Vomero – sottolinea Capodanno -, come in altri quartieri della Città, sono entrati in azione gruppi, per lo più di giovani, che impegnano parte del loro tempo per imbrattare e deturpare la cosa pubblica, col rischio, peraltro, d’incorrere nelle pesanti sanzioni previste al riguardo dal codice penale “.
“ Difatti – ricorda Capodanno – dopo gli emendamenti, introdotti dalla legge 94 del 15 luglio 2009, all’art. 639 del codice penale, a coloro che deturpano o imbattano beni immobili, quindi anche i muri, si applica la reclusione che va da tre mesi fino a due anni e un’ammenda che può arrivare fino a 10.000 euro in casi di recidiva, se il fatto sia commesso su cose d’interesse storico o artistico “.
“ Per combattere questo fenomeno che si va sempre più diffondendo anche nel capoluogo partenopeo – suggerisce Capodanno –, sul piano della repressione, occorre potenziare il sistema della videosorveglianza, collegato alle centrali delle forze dell’ordine in modo da poter individuare immediatamente gl’imbrattatori, già nel momento nel quale entrano in azione. Un tale sistema di controllo, in particolare per i beni d’interesse storico e artistico, potrebbe avere anche una forte azione preventiva, costituendo un deterrente per quanti sporcano con scritte e graffiti beni pubblici e privati, contribuendo così a rendere più brutta e invivibile la Città “.

Terra dei Fuochi, multe per 430mila euro in provincia di Caserta

Operazione di controllo straordinario del territorio nell’area di S. Maria C. V. e comuni limitrofi, disposta dall’Incaricato per il contrasto al fenomeno dei roghi nella regione Campania, Gerlando Iorio.
In campo 30 equipaggi, per un totale di oltre 70 unità appartenenti al raggruppamento “Campania” dell’Esercito Italiano, al Commissariato della Polizia di Stato di S. Maria C. V., alla Compagnia dei Carabinieri di S. Maria C. V. e ai Carabinieri Forestali di Caserta, alla Compagnia Guardia di Finanza Capua, al Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Napoli, nonché funzionari dell’ARPAC, del Comando della Polizia locale di S. Maria C. V. e della Polizia Provinciale di Caserta.
Al fine di verificare il rispetto della normativa in materia ambientale, sono stati effettuati controlli presso 9 attività imprenditoriali e commerciali del comprensorio ed è stato attuato un mirato servizio congiunto di pattugliamento del territorio.
All’esito dei controlli, 4 sono state le aziende sequestrate, 64 le persone identificate di cui 12 denunciate all’Autorità Giudiziaria.
Sono state contestate violazioni amministrative per oltre 430.000 euro.
23 i mezzi pesanti controllati di cui 12 sequestrati, prevalentemente sul territorio di S.Maria C.V.
350 le tonnellate di rifiuti poste sotto sequestro.
In particolare, nel territorio di San Tammaro è stata controllata una società operante nel settore di recupero e stoccaggio di carta, cartone e plastica, nonostante la sospensione delle relative autorizzazioni ambientali. Nell’area sottoposta a sequestro, di circa 4.000 mq, sono state rinvenute oltre 300 tonnellate di imballaggi, collocate anche all’interno di un capannone in violazione alla normativa antincendio e sicurezza sul lavoro. Inoltre, vicino al materiale altamente infiammabile vi erano diverse taniche di benzina che rendevano la situazione ad elevato rischio di incendio. Sono stati sottoposti a sequestro i mezzi meccanici di lavorazione ( una pressa compattatrice, un ragno e due sollevatori) ed è stato denunciato il proprietario.
Nelle immediate adiacenze, è stata controllata un’altra azienda dove venivano scaricati rottami vari trasportati con automezzi privati non autorizzati (furgoncini ed apecar). Nell’occasione, 9 di tali veicoli sono stati sequestrati, i conducenti denunciati per trasporto abusivo di rifiuti e sanzionati amministrativamente per un totale di 225.000 euro.
Uno dei locali dell’azienda, all’interno del quale erano presenti 10 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi, è stato sottoposto a sequestro e il proprietario denunciato.
Nei pressi della Reggia di Carditello, all’interno di un’area di circa 3500 mq, sono state sequestrate due aziende zootecniche con 280 bufale per sversamento di liquami nei terreni circostanti, senza alcun trattamento di depurazione.
Nella stessa circostanza è stato pure sottoposto a sequestro un piazzale di oltre 1000 mq, realizzato con materiale di risulta, nel quale è stata rilevata la presenza di amianto.
Il proprietario dell’area e i due titolari delle aziende sono stati denunciati ed è stata comminata un’ammenda di oltre 100000 euro; 2 persone lavoravano in nero, uno dei quali extracomunitario irregolare.
I risultati, seppur ancora parziali in quanto l’attività di controllo è ancora in corso, sono il frutto della modalità operativa di contrasto, promossa dall’Incaricato e approvata dai Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica di Napoli e Caserta, basata su azioni coordinate di controllo del territorio alle quali concorrono, con l’ Esercito e le Forze dell’Ordine, anche le Polizie Locali.

Cafiero De Raho: “Vietare scommesse sul calcio minore”

“Vietare le scommesse sui campionati minori le cui partite a volte possono essere influenzate, condizionate e gestite da organizzazioni criminali”. E’ una delle proposte lanciate dal procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho, nel corso del seminario “Contrastare la corruzione nello sport” ospitato dalla Scuola di perfezionamento delle forze di polizia. “Il fatturato delle scommesse continua a crescere, soprattutto online – ha premesso il procuratore – con servizi a volte offerti direttamente da mafia, camorra e ‘ndrangheta che attraverso questo canale riescono a riciclare il denaro sporco”. Ma “per le serie minori il rischio di manipolazione dei risultati e’ ancora piu’ alto: se una partita internazionale come Sudafrica-Senegal, valida per le qualificazioni mondiali, e’ stata fatta ripetere (e l’arbitro radiato per averne condizionato l’esito, ndr), figurarsi che cosa puo’ succedere a livelli piu’ bassi e, necessariamente, meno controllati. E lo stesso vale per altre discipline come il tennis, il pugilato, le arti marziali”. Per Cafiero de Raho, oltre ad “irrobustire le attivita’ di prevenzione” e “riformare la governance dello sport”, sarebbe opportuno “prevedere il reato di frode sportiva anche nel calcio” e “introdurre il reato di bagarinaggio”. “Esistono vere e proprie associazioni a delinquere – ha concluso il procuratore nazionale antimafia – finalizzate ad alterare i risultati magari coinvolgendo arbitri e giocatori: in questi casi risalire alle responsabilita’ e’ difficile e potrebbe essere utile infiltrare agenti sotto copertura”.

Castellammare: ecco come la cricca dei Caf truffava l’Inps sui rimborsi. TUTTI I NOMI

Castellammare di Stabia. Una truffa ai danni dello Stato per oltre 25milioni di euro, architettata in uno studio contabile del centro città. Sono 28 le persone indagate nell’ambito della maxi inchiesta che ha visto coinvolto numerose città da Nord e Sud Italia. Secondo gli investigatori la truffa sarebbe stata messa in piedi da padre e figlio, e altre 26 persone che sono Ferdinando Muollo e Gianluca Salvatore Manzo stabiesi, Catello Norato di Gragnano, Angelo Boccioli, Liberato Caracciolo, Andrea Di Palma, Massimo Aponte, Gennaro Di Palma, Antonio Rubicondo, Beniamino Donnarumma di Santa Maria la Carità, Giovanni Comentale, Domenico Monaco, Roberto Di Biase, Mariano Cardinale, Carmine Di Vicino, Raimondo Cirillo, Antonio Porzio, Luigi Silvestri, Rodolfo Plesinger, Giuseppe Cantone, Antonio Bastone, Francesco Iaccarino, Giuseppe Menditto e Aniello Varriale. Il Tribunale Ufficio G.I.P. di Torre Annunziata a conclusione dell’inchiesta ha emesso un decreto di sequestro preventivo “per equivalente” di denaro e beni a carico di tutti indagati, sino alla concorrenza della somma sottratta alle casse dell’erario, pari a €. 25.113.098,00. Nei confronti dei singoli contribuenti, invece, l’Agenzia delle Entrate ha incorso le procedure di recupero delle somme indebitamente percepite, con l’applicazione delle previste sanzioni di natura amministrativa.

Cimitero della mafia: la Cassazione conferma i 4 ergastoli

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La Corte di Cassazione ha confermato in parte la sentenza d’appello relativo al processo Gotha 1-Pozzo 2, la prima delle maxi operazioni antimafia a Barcellona Pozzo di Gotto in provincia di Messina, che ha portato anche alla scoperta di un cimitero di Mafia scoperto nel 2011 con cinque cadaveri di vittime di lupara bianca. Confermati gli ergastoli per Enrico Fumia, Salvatore Calcò Labruzzo, Carmelo Giambò e Nicola Munafò. Confermata anche la condanna a 17 anni e sei mesi per il pentito Santo Gullo, a 13 anni per il pentito Carmelo Bisognano, a undici anni per Dajcaj Zamir ed Angelo Porcino, a 12 anni per Giuseppe Isgro’, a 10 anni e 10 mesi per Tindaro Calabrese, a 8 anni e 6 mesi per Mariano Foti. La Cassazione ha poi annullato senza rinvio il processo a carico di Nicola Cannone, che viene completamente scagionato. Confermati anche i risarcimenti per le parti civili costituite.

Cade da una tettoia in plexiglass ma riesce a telefonare alla mamma prima di svenire: ferito 12enne

E’ caduto accidentalmente, é riuscito a chiamare la madre prima di perdere i sensi, ma senza indicarle dove si trovasse. Sono stati i poliziotti a trovare all’interno dell’area denominata “Cerro” nel parco delle Terme di Telese, nel Beneventano, il dodicenne scomparso nella serata di ieri. Le ricerche sono cominciate dopo che, alle 21.20, una donna ha segnalato alla centrale operativa del commissariato locale la scomparsa del figlio. La donna ha raccontato alla polizia di averlo sentito per l’ultima volta alle 19,30 mentre piangeva senza riuscire a spiegarne le ragioni. Poi di colpo è risultato anche irrintracciabile telefonicamente. Le indagini sono immediatamente partite con un controllo capillare di tutte le strade, dei luoghi di incontro e ritrovo della cittadina termale. Gli agenti hanno così potuto appurare che il ragazzino era stato visto nei pressi delle terme mentre insieme ad altri coetanei scavalcava il muro perimetrale per entrare all’interno della struttura. E infatti all’interno del parco intorno alle 22 é stato trovato ancora svenuto. Soccorso e affidato alle cure dei sanitari, é stato poi trasferito all’ospedale Santobono di Napoli. Dalla prima ricostruzione, sembrerebbe che il 12enne sia caduto mentre si trovava su una struttura in plexiglass che per l’eccessivo peso ha ceduto, facendolo precipitare da un’altezza di circa 3 metri. 

Napoli: Douglas Costa fa appello al tifo bianconero

Allenamento pomeridiano per la Juventus reduce dal pareggio di Crotone. A Vinovo Allegri deve valutare la condizione dei giocatori scesi in campo e capire se Pjanic recuperera’ per il Napoli. Di certo, per lo scontro scudetto di domenica, c’e’ il rientro di Chiellini. “Bisogna concentrarsi e spingere sul finale di stagione”, scrive su Instagram Wojciech Szczesny. Deluso dal risultato di ieri anche Douglas Costa: “Non era quello che volevamo”, ammette il brasiliano, che su Instagram chiede il sostegno dei tifosi in vista della partita con i partenopei. “Contiamo su di voi ancora una volta”, scrive il numero 11 bianconero.

Napoli: Zielinski è pronto a combattere

“Una vittoria preziosa al San Paolo. Ci aspettano le ultime partite molto intense, si combatte!”. A parlare è il centrocampista Piotr Zielinski che sul suo profilo Facebook ha pubblicato il seguente messaggio con tanto di grafica della classifica aggiornata della Serie A, con il Napoli che grazie alla vittoria 4-2 sull’Udinese è volato a quota 81 punti e a -4 dalla Juventus (bloccata ieri sul campo del Crotone), a pochi giorni dallo scontro diretto di domenica sera all’Allianz Stadium.

L’Istituto Superiore della Sanità: ‘A Napoli si vive sei anni in meno che a Stoccolma’

“Nella città metropolitana di Napoli si vive in media ben 6 anni in meno rispetto alla città di Stoccolma”. Lo ha sottolineato il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, in occasione della presentazione del Rapporto Osservasalute 2017 dal quale emerge una forte disparità negli indicatori di salute tra Nord e Sud d’Italia. Nel Mezzogiorno d’Italia, ha rilevato Ricciardi, “l’unica eccezione positiva e’ rappresentata dalla Basilicata. Dal Rapporto emerge pero’ fortemente un dato: nelle regioni che si sono attivate per dare vita concretamente a piani di prevenzione, a partire dalla promozione di corretti stili di vita, si e’ avuta una ricaduta positiva sulla salute dei cittadini. Vi è cioè un’alta percentuale di mortalità evitabile, e ciò – ha chiarito – proprio attraverso la prevenzione oncologica, vaccinale, lo stop al fumo e all’alcol e l’incentivazione di attività fisica e corretta alimentazione”.
Ricciardi ha anche fatto riferimento all’allarme che emerge dal rapporto in merito all’attesa crescita del numero di anziani non autosufficienti, che superera’ il tetto dei 6 milioni entro il 2028: “Uno dei problemi e’ anche rappresentato dall’assistenza domiciliare che gia’ oggi, specie al Sud – ha detto – e’ molto carente”. Con l’invecchiamento della popolazione, ha inoltre affermato la presidente del Consiglio superiore di sanita’ Roberta Siliquini, “le malattie croniche diventano il grande tema per il futuro, perche’ questi pazienti hanno un grande peso sociale ed economico”.