“Gli accertamenti di carattere giudiziario, che rispettiamo, non possono mettere, dal nostro punto di vista, in discussione il coraggio, la passione, l’abnegazione di questo collega che pur libero dal servizio, non ha esitato un momento per riaffermare la legalita'”. Lo ha detto il capo della Polizia, Franco Gabrielli, a margine dell’intitolazione del Data Center della Polizia di Stato di NAPOLI al fondatore della Polizia Scientifica Salvatore Ottolenghi. Dopo avere presenziato l’intitolazione della sala riunione del Data Center, al suo primo direttore, Vincenzo Paracuollo, prematuramente scomparso, Gabrielli ha voluto complimentarsi con l’agente della Squadra Mobile partenopea che a NAPOLI, la sera di sabato scorso, ha sventato una rapina sparando contro due banditi – uno 18enne l’altro 17enne – i quali gli avevano puntato un’arma contro. “Riaffermare la legalita’, la legge – ha detto ancora Gabrielli – soprattutto in questo territorio, deve essere un imperativo per noi delle forze dell’ordine”.
Bus in scarpata: teste smentisce titolare agenzia
“Nessuna manutenzione ordinaria ne’ straordinaria, ho soltanto sostituito il filtro del gasolio”. Lo ha sostenuto il titolare dell’officina meccanica di Volla (Napoli) nell’udienza in corso ad Avellino del processo per la tragedia del bus precipitato il 28 luglio del 2013 dal viadotto “Acqualonga” dell’A16 Napoli-Canosa, nella quale persero la vita 40 persone. Il meccanico, che nella udienza precedente era stato chiamato in causa da Gennaro Lametta, titolare dell’agenzia “Mondo Travel” e proprietario del bus, ha anche precisato che il cambio del filtro avvenne un mese e mezzo prima della tragedia e di non aver svolto altri controlli, a cominciare dall’impianto di trasmissione. Nel corso dell’udienza e’ stato anche sentito Nicola Spadavecchia, ex dirigente del tronco a cui spetta la manutenzione di quel tratto autostradale, che ha confermato gli interventi puntualmente eseguiti di manutenzione ed escluso la corrosione dei “tirafondi”, i bulloni che ancorano al suolo le barriere di protezione del viadotto. Rinviate le testimonianze di due agenti della Polstrada che, precedentemente alla tragedia del 28 luglio, aveva fermato e sanzionato un altro bus della “Mondo Travel” risultato privo della revisione. A margine dell’udienza, sul piazzale antistante il Tribunale di Avellino, il presidente dell’Associazione Vittime A16, Giuseppe Bruno, e Maria Loffredo, che nell’incidente perse la madre, hanno letto una lettera aperta al giudice che presiede il processo, Luigi Buono: “Chiediamo tempi certi del processo e giustizia per i nostri morti”. Bruno ha anche annunciato che in assenza di segnali concreti, dara’ vita ad uno sciopero della fame ad oltranza nella zona sottostante il viadotto dal quale precipito’ il bus. La prossima udienza e’ fissata per il 4 maggio.
Giovani inventano segnali stradali, stop cellulari e alcool
No all’uso del cellulare non solo mentre si e’ alla guida ma anche quando da pedoni si attraversa la strada. Sono i messaggi lanciati dagli studenti campani che hanno partecipato al concorso ‘Inventa un segnale stradale’ nell’ambito della VI edizione del progetto ‘Sii saggio, guida sicuro’ promosso dall’associazione Meridiani con l’obiettivo di educare le giovani generazioni al rispetto del codice della strada. Oggi le premiazioni in piazza Plebiscito dove e’ stato allestito il Villaggio della campagna. La sensibilita’ degli studenti si e’ focalizzata sullo smodato utilizzo che oggi giorno si fa del cellulare per parlare, messaggiare e fare selfie, tutti comportamenti da evitare quando si guida e quando si attraversa perche’ producono un calo di attenzione. Ecco dunque che prendono forma segnali come ‘Insegnare ai bambini a non attraversare la strada con il cellulare in mano’, ‘Ultimo selfie’ che ritrae un giovane investito sulle strisce mentre e’ intento a scattarsi una foto, oppure il segnale che afferma ‘Mentre guidi il multitasking non ti serve’ proprio a sottolineare che l’attenzione deve essere rivolta unicamente alla guida. ”Da questi lavori – ha detto Alfonso Montella, presidente della commissione scientifica dell’associazione Meridiani – e’ emerso che il cellulare e’ avvertito come un fattore di disturbo dell’attenzione sia per gli automobilisti che per i pedoni e mi auguro che i ragazzi possano trasferire questo concetto anche agli adulti perche’ purtroppo il problema dell’utilizzo del cellulare riguarda anche i piu’ grandi”. Ma i giovani hanno colto anche spunti da drammatici fatti di cronaca come la morte di bambini dimenticati in auto al sole dai genitori ed hanno realizzato il cartello ‘Don’t forget’ che ritrae un neonato seduto nel sediolino sul sedile posteriore dell’auto. Tanta l’attenzione anche agli effetti causati da alcool e droghe, cosi’ come al rispetto dell’ambiente con cartelli che esplicitano il divieto di lanciare rifiuti e sigarette dai finestrini della automobili. ”Questi ragazzi – ha sottolineato il sindaco Luigi de Magistris- hanno lanciato messaggi molto forti, responsabili , innovativi che fanno comprendere quanto l’educazione alla legalita’ e la sensibilita’ alla sicurezza siano crescenti e questo lo si deve alla comunicazione istituzionale corretta messa in campo e alle scuole. Dobbiamo lavorare tutti insieme per rendere questa citta’ sempre piu’ sicura e accogliente”. Il progetto ha coinvolto piu’ di 9mila studenti, 450 istituti e sono state 29 le tappe in Campania del Villaggio con stand interattivi sulla sicurezza stradale. La campagna ‘Sii saggio, guida sicuro’ e’ realizzata in collaborazione con il Comune di Napoli, le forze armate e dell’ordine e numerosi enti e associazioni.
Ecco chi sono i pusher dello speedball. TUTTI I NOMI
I carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di torre annunziata su richiesta della locale procura nei confronti di 16 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di spaccio di stupefacenti e porto e detenzione illegale di armi: 4 arrestati sono stati tradotti in carcere, 9 ai domiciliari, mentre per 3 è scattato il divieto di dimora nel comune stabiese. rQuattro degli indagati sono gia’ detenuti, tre sono pregiudicati per reati specifici, altri sei gia’ noti alle forze dell’ordine proprio per reati di droga. L’indagine ha messo in luce 347 episodi di spaccio di marijuana, cocaina ed eroina tra giugno dicembre 2015 a favore di 84 clienti. La rete di pusher si muoveva su 5 piazze di spaccio tra Castellammare di Stabia in via Surripa, nel rione Caparrina e nel rione Acqua della Madonna, ma anche Torre Annunziata e Santa Maria La Carita’. In flagranza sono stati arrestati tre indagati per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, sequestrate una pistola calibro 6,35 con 3 proiettili 7, 65 e centinaia di grammi di marijuana, eroina e cocaina. I canali di approvvigionamento degli spacciatori erano quelli di Castelvolturno e la stessa Torre Annunziata. I clienti erano anche serviti a domicilio persino nei luoghi di lavoro e molti di loro erano abituali consumatori di speedball il mix potenzialmente letale di eroina e cocaina oppure crack che puo’ essere iniettato o inalato.
TUTTI I NOMI DEGLI INDAGATI:
Amato La Mura 50 anni, Gragnano residente a Cmare via Annunziatella, Vittorio D’Auria 24 anni stabiese, via Caio Duilio, Luigi D’Auria 54 anni stabiese via Brin, Anna Massa 46 anni stabiese via Brin, Vittorio Ferrara 27 anni, stabiese via Surripa, Giuseppe Ferrara 50 anni, stabiese via Surripa, Immacolata Sansone Esposito 44 anni, stabiese via Surripa, Gennaro Ferrara 22 anni, stabiese via Surripa, Mariarosaria Ferrara 20 anni, stabiese via Surripa ,Gianluca Di Maio 23 anni, Gragnano residente a Castellammare, Ernesto Di Maio stabiese 32 anni, via Volta, Tommaso Tallarico 26 anni, stabiese via Regina Margherita, Raffaele Cherillo 37 anni, Torre Annunziata via vico del Gallo, Giuseppe De Pascale 30 anni, stabiese via San Matteo, Valeria Palumbo 30 anni, stabiese via San Matteo, Salvatore Artuso 31 anni, vico Equense residente a Cmare strada Sanità, Teresa Sicignano stabiese vico Sciuscella, Raffaele Cirillo 21 anni torrese residente al Corso vittorio Emanule, Aniello Ino 22 anni torrese
(nella foto da sinistra Vittorio Ferrara, Vittorio D’auria detto vittorino mountain bike, Salvatore Artuso detto o’ melonar, Ernesto Di Maio, Tommaso Tallarico, Giuseppe De Pascale)
Aggressione al vigilantes alla Circumflegrea Trencia, denunciato un pregiudicato e due minori. IL VIDEO
Ieri sera gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Pianura hanno concluso una articolata indagine, relativa all’aggressione ed alle minacce rivolte ad una guardia giurata, nelle serate dell’11 e del 17 aprile, nelle stazioni della circumflegrea di “Trencia” e “Montesanto” . La sera dell’11 aprile, la guardia giurata ha visto un uomo di circa 40 anni, D.E., pregiudicato del ‘73, scavalcare il tornello di ingresso, incurante della sua presenza, lo ha seguito e non appena lo ha raggiunto, l’uomo si è infilato nell’ascensore, tentando di guadagnare l’uscita. Incontrando nuovamente la guardia giurata al piano terra l’uomo lo minacciava con frasi estremamente forti, uscendo dalla stazione.
Poco dopo il vigilante si portava verso l’uscita e vedeva il soggetto che lo aveva minacciato riavvicinarsi, brandendo un coltello, affiancato da due giovani sedicenni, assoldati, presumibilmente, all’esterno della stazione.
La guardia giurata riferiva, in denuncia, che il quarantenne avrebbe tentato di accoltellarlo e che solo il rifugiarsi all’interno del botteghino della stazione aveva evitato conseguenze peggiori.
Il giorno 17 aprile lo stesso vigilante, mentre era in servizio presso la stazione di Montesanto, vedeva avvicinarsi con fare minaccioso la stessa persona che a Pianura qualche giorno prima, aveva tentato di accoltellarlo, che reiterava le minacce di morte e si dileguava tra la folla. Dall’acquisizione delle immagini della videosorveglianza e dalle successive attività investigative, si addiveniva alla identificazione sia del soggetto che dei due minori che lo avevano affiancato la sera dell’11 aprile. I tre venivano denunciati per minacce aggravate.
Non pagava le tasse, sequestro preventivo di oltre 800mila euro a una società del Casertano
Stamane la Tenenza della Guardia di Finanza di Sessa Aurunca ha eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere -su richiesta della locale Procura- avente ad oggetto beni per un valore complessivo pari ad 883.458,46 euro nei confronti di una società per azioni con sede operativa in Cellole , esercente l’attività di “fabbricazione di altri prodotti chimici di base inorganici”, nonché del suo legale rappresentante, in virtù dell’accertata insufficienza delle disponibilità liquide della predetta società.
L’adozione della misura cautelare reale è intervenuta a seguito di un accertamento svolto dall’Agenzia delle Entrate di Caserta, che ha permesso di riscontrare l’omesso versamento -quale sostituto d’imposta- di ritenute alla fonte per gli anni di imposta 2013, 2014 e 2016, per un ammontare complessivo pari ad euro 883.458,46.
Vagliata la certezza degli elementi emersi, questa Procura – in virtù della normativa che prevede la possibilità di applicazione della “confisca per valori equivalentf’ – ha avanzato richiesta di sequestro, al fine del recupero delle imposte non versate. Il G.I.P., accogliendo la richiesta, ha quindi emesso il prowedimento di siaquestro preventivo dei beni intestati alla società ed al suo legale rappresentante.
Pertanto, sulla base di tali provvedimenti cautelari, i Finanzieri del Nucleo Mobile della Tenenza di Sessa Aurunca hanno sequestrato rapporti finanziari ed immobili, fino al raggiungimento delle somme corrispondenti alle ritenute non versate sottratte alle casse dello Stato.
L’attività svolta conferma il costante presidio economico-finanziario esercitato da questa Procura, d’intesa con il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, per la repressione dei reati in materia fiscale, a tutela dei cittadini e degli imprenditori onesti nonché delle regole del mercato.
Angri. Ancora un appuntamento con la rassegna teatrale al Castello Doria per sabato 21 aprile
Spettacolo teatrale nella Pinacoteca del Castello Doria, per il venticinquesimo appuntamento con la rassegna organizzata dall’assessorato alla Cultura retto da Giuseppe D’Ambrosio. Sabato 21 aprile alle ore 20.00, saranno in scena gli attori de “Il teatro degli assurdi”, compagnia teatrale e associazione culturale nata nel 2009 e che vanta anni di esperienza nel campo dell’organizzazione di spettacoli ed eventi. Si è imposta sul territorio sia per l’organizzazione del Premio La Smorfia, sia per esilaranti spettacoli nati dalla penna di Fabio Orbitello e Gianni Martone, specializzandosi nel genere dello spettacolo comico ma con interessanti spunti di riflessione su tematiche attuali.
In scena la commedia “E’ brav’ e’ servitore”. Un riadattamento fedele e ragionato di Gianni Martone e Fabio Orbitello, ispirato liberamente da “Un Curioso Accidente” di Carlo Goldoni. A detta degli autori Martone e Orbitello è stata una scelta ragionata e di intelligenza per non cadere nei classici meccanismi inflazionati partenopei e per portare in scena un qualcosa di nuovo. Questa commedia non è che un fatto vero, verissimo, accaduto in una città dell’Olanda. Nella messa in scena salta all’occhio il confronto tra i diversi modi di intendere ed affrontare l’amore (gli uomini vigliaccamente scappano, le donne coraggiosamente restano ed affrontano le difficoltà) La commedia originale è ambientata a L’Aja in un periodo in cui c’era il disprezzo della borghesia da parte degli aristocratici olandesi in quanto consideravano loro legati ai “sacri miti” del lavoro e del denaro. In primo piano temi, situazioni, umane debolezze che esistono a tutte le latitudini, in tutte le epoche e in tutte le culture, proposti nell’andamento cristallino dell’italiano goldoniano e nel suo umorismo a tratti tagliente. La traduzione in napoletano consiste in una rivisitazione contestuale di quell’epoca sfruttando al meglio il meccanismo delle maschere nostrane.
Amministratori minacciati: il 69% al Sud, la Campania più colpita
Il 69% degli atti intimidatori agli amministratori locali si concentra nel Sud e nelle Isole. La Campania e’ la regione piu’ colpita con 86 casi censiti, un preoccupante +34% rispetto al 2016. E’ quanto emerge dal rapporto “Amministratori sotto tiro” reso noto oggi da Avviso Pubblico, la rete degli enti locali contro le mafie, in una conferenza stampa. A seguire la Sicilia – ai vertici di questa classifica nel 2014 e nel 2015 – con 79 casi censiti. Il terzo posto vede appaiate la Calabria, prima regione per intimidazioni nel 2016, e la Puglia, che fa segnare nel 2017 una recrudescenza del fenomeno, con 70 casi registrati. Quinto posto per la Sardegna, con 48 intimidazioni censite. Al sesto posto la Lombardia, con 28 casi, e’ la prima Regione del Centro – Nord, davanti a Lazio (24 casi), Piemonte (21 casi), Emilia-Romagna (20 casi) e Veneto (19 casi). A parte il Lazio, dove il dato e’ sostanzialmente stabile, in tutte le altre regioni si e’ registrato un sensibile aumento dei casi. A livello provinciale, nel 2017 i territori piu’ colpiti sono stati le province di Napoli (34 casi) e Avellino (22 casi), seguite da Reggio Calabria, Siracusa e Cosenza (18 casi ognuna), Roma e Foggia (17 casi), Milano e Bari (16 casi ognuna). Il mese di marzo e’ stato nel 2017 quello in cui si e’ riscontrato il maggior numero di intimidazioni: ben 57 casi. Contrariamente agli anni precedenti, quando e’ sempre stato maggio il mese in cui si e’ registrato un sensibile aumento delle minacce, soprattutto nei confronti di candidati alle Elezioni amministrative, nel 2017 il periodo estivo e’ quello in cui la media delle minacce mensili si alza in modo significativo. Circa il 40% delle intimidazioni, infatti, si e’ concentrato tra i mesi di giugno e settembre, con una media di 56 minacce nei mesi di luglio e agosto, contro una media annuale inferiore a 45 intimidazioni al mese.
Terra dei Fuochi: resti di animali macellati rinvenuti in un terreno
Resti di animali macellati, guaine bituminose e altri rifiuti speciali e pericolosi sono stati rinvenuti a Mondragone, comune del litorale casertano, dalla locale Polizia municipale e dall’Esercito in seguito a controlli previsti dal Patto per la Terra dei Fuochi. Il blitz e’ scattato in localita’ Mazzafarro, al confine con il comune di Cancello ed Arnone; sotto sequestro e’ finito uno stabile con circa 5000 mq di terreno annesso, dove erano abbandonati i rifiuti speciali. E’ stato denunciato il proprietario del terreno, un ottantenne di Napoli. Durante la stessa operazione, la Polizia Municipale ha identificato e verbalizzato due soggetti residenti in Mondragone, i quali hanno abbandonato rifiuti urbani in via Sancello.
Sabato e domenica in piazza Dante a Napoli per il secondo Raduno Nazionale di Clownterapia
Sabato 21 e domenica 22 aprile in Piazza Dante a Napoli arriva il secondo Raduno nazionale di Clownterapia, organizzato dall’associazione onlus Teniamoci per Mano . “Siamo la squadra di clown del soccorso speciale, pronti a scattare per portare magia e allegria nei reparti di pediatria, oncologia, e ovunque ci sia bisogno del nostro intervento. Risate, risate e ancora risate. Questo è l’unico farmaco che prescriviamo, da ingerire almeno tre volte al giorno. Perché la clown terapia, o“terapia del sorriso”, è una medicina potente per il bambino e per i suoi genitori, aiutando i bambini a non aver paura e ad affrontare la propria “battaglia” con maggiore serenità.” – si legge dal loro sito. L’associazione ha organizzato due giorni con numerosi ospiti, laboratori, scuole di danza e artisti, tra cui il comico e attore statunitense Jango Edwards, che domenica alle 17.00 terrà uno spettacolo, e il fantasiologo Massimo Gerardo Carrese, studioso di Storie e caratteristiche della fantasia e dell’immaginazione che terrà, sempre domenica, un laboratorio fantasiologico per grandi e piccoli. Tutti gli eventi sono gratuiti.
Napoli, aspetta la moglie sotto casa dell’amica per picchiarla: arrestato un 28enne
Napoli. Aspetta la moglie sotto casa dell’amica per picchiarla nuovamente: un 28enne di origine ucraina è stato arrestato dai carabinieri della stazione Stella. La vittima, una 24enne di origine ucraina, si era decisa a sporgere denuncia contro il marito violento e per farlo si era rivolta ai carabinieri della stazione Stella. Dopo la denuncia si era incamminata verso casa di un’amica dove rifugiarsi: lungo il tragitto era seguita a distanza dai carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli che la tenevano costantemente sotto controllo visivo. Sotto il palazzo della sua amica c’era però il marito intenzionato a picchiarla di nuovo, ma i militari che si sono frapposti evitando alla donna l’ennesima aggressione. L’uomo, 28enne anche lui di origine ucraina, è stato immobilizzato e arrestato per maltrattamenti in famiglia e violenza e resistenza a un pubblico ufficiale.
Pena di morte: giustiziato il condannato-nonno
Un uomo di 83 anni e’ stato giustiziato in Alabama con un’iniezione letale per due omicidi del 1989 compiuti con attacchi dinamitardi. Lo Stato meridionale ha cosi’ stabilito il nuovo record della persona piu’ anziana giustiziata negli Stati Uniti dal 1970, anno in cui venne reintrodotta la pena capitale. Finora il piu’ anziano era John Nixon messo a morte nel 2005, all’eta’ di 77 anni. “Walter Leroy Moody e’ stato giustiziato per l’omicidio del 1989 del giudice federale Robert Vance”, ha dichiarato in una nota l’ufficio del governatore dell’Alabama, Kay Ivey. Moody avrebbe spedito il pacco esplosivo che uccise il magistrato. “E’ stato anche riconosciuto colpevole dell’uccisione di un avvocato della Georgia” impegnato nel campo dei diritti civili, ha aggiunto il procuratore generale dello Stato, Steve Marshall. Moody, che si e’ sempre professato innocente, era stato arrestato nel 1990 e condannato a morte per l’omicidio di Vance nel 1997.
India: stupri su bambine, violentate e poi uccise
Nuovi orribili episodi di violenza nei confronti di bambine in India. Secondo quanto ha riferito oggi la polizia, tre bimbe sono state violentate e uccise nel corso di altrettante cerimonie nuziali nello stato dell’Uttar Pradesh e del Chhattisgarh, allungando la lista delle brutali aggressioni sessuali riportate nell’ultima settimana nel Paese. La violenza nell’Uttar Pradesh si è svolta nel distretto di Etah giovedì notte, solo tre giorni dopo che un’altra bambina di 7 anni era stata aggredita sessualmente e uccisa a circa 50 km di distanza, anche lei mentre partecipava a un matrimonio. A compiere il crimine sarebbe stato uno dei cuochi della festa, il 25enne Pintu Kumar, che, dopo aver attirato l’attenzione della bambina di 9 anni, l’ha portata via dalla festa per aggredirla sessualmente e poi strangolarla. Il corpo della piccola è stato ritrovato il giorno dopo e l’imputato è stato arrestato e accusato di omicidio, stupro e occultamento di cadavere ai sensi della legge sulla protezione dei minori dalla violenza sessuale, ha affermato il capo della polizia locale Ajay Bhadauria. (Nuovi orribili episodi di violenza nei confronti di bambine in India. Secondo quanto ha riferito oggi la polizia, tre bimbe sono state violentate e uccise nel corso di altrettante cerimonie nuziali nello stato dell’Uttar Pradesh e del Chhattisgarh, allungando la lista delle brutali aggressioni sessuali riportate nell’ultima settimana nel Paese. La violenza nell’Uttar Pradesh si è svolta nel distretto di Etah giovedì notte, solo tre giorni dopo che un’altra bambina di 7 anni era stata aggredita sessualmente e uccisa a circa 50 km di distanza, anche lei mentre partecipava a un matrimonio. A compiere il crimine sarebbe stato uno dei cuochi della festa, il 25enne Pintu Kumar, che, dopo aver attirato l’attenzione della bambina di 9 anni, l’ha portata via dalla festa per aggredirla sessualmente e poi strangolarla. Il corpo della piccola è stato ritrovato il giorno dopo e l’imputato è stato arrestato e accusato di omicidio, stupro e occultamento di cadavere ai sensi della legge sulla protezione dei minori dalla violenza sessuale, ha affermato il capo della polizia locale Ajay Bhadauria.
L’alluvione del 1998, Siano ricorda le vittime venti anni dopo la tragedia
Siano. Sabato 5 maggio 2018 la comunità di Siano ricorda i venti anni dall’alluvione del 1998. “La giornata oltre al ricordo e alla commemorazione delle vittime, sarà incentrata sul tema della resilienza ovvero sulla capacità della comunità locale di rispondere ai danni e alle conseguenze dell’evento calamitoso. In ricordo dell’evento il Comune di Siano, insieme alla PA Croce Azzurra di Siano, organizzazione di volontariato di protezione civile, ha predisposto una serie di iniziative sull’intero arco della giornata di sabato 5 maggio 2018”, si spiega in un comunicato. “Durante la giornata, dopo la commemorazione delle vittime al cimitero comunale, sarà inaugurata alle ore 10.00 la mostra ricordo presso l’auditorium di piazza Aldo Moro. Alcuni ambienti saranno allestiti con foto, materiali e documenti raccolti sull’evento. Oltre ai reperti dell’epoca, i volontari della P.A. Croce Azzurra di Siano presenteranno anche il piano di protezione civile comunale con le relative cartografie. La mostra oltre ad essere un momento legato al ricordo vuole anche raccontare i passi in avanti compiuti nel territorio; i luoghi dove sono ubicate le vasche di raccolta dell’acqua, le opere di mitigazione del rischio e anche tutte le attività che si pongono in atto durante una fase emergenziale. Attiva anche una piazza della campagna nazionale di diffusione delle buone pratiche di protezione civile “Io non rischio”. Nel pomeriggio, alle ore 16.00, presso l’auditorium di piazza Aldo Moro, si terrà un convegno dal titolo “5 maggio verso una società resiliente”. L’incontro ha ricevuto il patrocinio della Protezione Civile – Presidenza del Consiglio dei Ministri- Dipartimento della Protezione Civile e Regione Campania. Il convegno avrà inizio con la presentazione di un video che raccoglie le testimonianze di chi ha fornito soccorso e assistenza in quei giorni. Vigili urbani, tecnici comunali, volontari e forze dell’ordine. Una fotografia di momenti personali e comunitari che saranno poi commentati e approfonditi dai relatori presenti”. Presenti all’incontro il sindaco di Siano, Giorgio Marchese, Italo Giulivo, dirigente dell’Ufficio III – Attività tecnico-scientifiche per la previsione e la prevenzione dei rischi del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, Titti Postiglione, coordinatore dell’Ufficio organizzazione e comunicazione Dipartimento della Gioventù e Servizio civile Nazionale e Lorenzo Alessandrini, Ufficio promozione integrazione del Servizio Nazionale – Dipartimento di Protezione Civile, Leonardo Cascini, professore di geotecnica dell’Università degli Studi di Salerno. In serata, a partire dalle ore 20.00, fiaccolata per le strade cittadine di Siano in ricordo delle vittime.
Mugnano, droga negli slip arrestato un 36enne incensurato
Mugnano. Nascondeva oltre 100 grammi di cocaina negli slip e nella tasca dei jeans: fermato per un controllo gli è stato trovato lo stupefacente e arrestato. E’ accaduto a Mugnano, ieri pomeriggio. L’uomo, 36 anni, è stato fermato dai carabinieri di Villaricca, in via Nenni. Un normale controllo alla circolazione stradale che però si è rivelato tutt’altro che normale. L’uomo alla guida di una Toyota Yaris era nervoso e durante i controlli ha mostrato più volte segni di intolleranza al controllo dei militari. I carabinieri hanno deciso allora di perquisirlo. Aveva un bilancino di precisione nella tasca dei jeans, un oggetto più che sospetto, e allora la perquisizione è diventata più accurata, fino a quando i militari non hanno scoperto un involucro di cellophane negli slip, dove c’erano 100 grammi di cocaina. Il 36enne incensurato è stato arrestato per detenzione di droga finalizzata allo spaccio. Dopo le formalità di rito è stato trasferito in carcere.
Pollena Trocchia, 25enne fermato alla guida di un’auto rubata
I carabinieri della tenenza di Cercola hanno sottoposto a fermo per ricettazione di un’auto rubata un 25enne di Pollena Trocchia: sorpreso su via San Gennariello alla guida di una fiat 500, alla vista dei militari ha accelerato la marcia per tentare di far perdere le proprie tracce ma dopo un breve inseguimento è stato raggiunto e bloccato. Tramite veloci verifiche è emerso che l’auto era stata rubata a Napoli il 15 aprile a un malcapitato di Volla a cui il veicolo è stato restituito poco dopo. Per quanto riguarda piccolo -sorpreso il 1 aprile dagli stessi carabinieri alla guida di un’altra utilitaria rubata a San Giorgio a Cremano e per questo denunciato sempre per ricettazione- dopo la convalida del fermo da parte del gip di Nola è stato sottoposto all’obbligo di firma alla p.g.
Pozzuoli, arrestato incensurato: aveva oltre mezzo chilo di marijuana
I carabinieri della compagnia di Pozzuoli hanno tratto in arresto per detenzione di stupefacente a fini di spaccio un incensurato 45enne del luogo: durante perquisizione locale nel suo magazzino è stato sorpreso a detenere 560 grammi di marijuana confezionati in una busta sottovuoto e una piantina di cannabis. Dopo le formalità di rito è stato tradotto in carcere.
Castellammare: sgominata la rete di pusher dello ‘Speedball’ a domiclio
I carabinieri di Castellammare di Stabia hanno arrestato 16 persone ritenute componenti una rete di spaccio nell’ambito dell’operazione “Speedball”, dal nome del mix di droghe assunto da alcuni clienti. I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Torre Annunziata su richiesta della locale Procura nei confronti di 16 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di spaccio di stupefacenti e porto e detenzione illegale di armi. Quattro sono stati chiusi in carcere mentre per altri nove il giudice ha disposto i domiciliari; per altri tre e’ scattato il divieto di dimora nel comune stabiese. Sono stati raccolti indizi su tutti gli indagati in merito a 374 episodi di spaccio di marijuana, cocaina ed eroina commessi da giugno a dicembre 2015 a favore di 84 assuntori, 8 dei quali segnalati alla prefettura. Gli arrestati lavoravano su cinque piazze di spaccio, di cui tre a Castellammare, in via Surripa, nel rione Caparrina e nel rione Acqua della Madonna, una a Torre Annunziata e una a Santa Maria La Carità e consegnavano le dosi a domicilio o sui luoghi di lavoro degli assuntori. Buona parte dei consumatori faceva uso di speedball, pratica che consiste nell’assunzione di un mix potenzialmente letale di stupefacenti, composto da eroina e cocaina o crack, che può essere assunto tramite iniezione o inalazione. I canali di approvvigionamento degli spacciatori erano quelli di Castelvolturno e la stessa Torre Annunziata. In flagranza sono stati arrestati tre indagati per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, sequestrate una pistola calibro 6,35 con 3 proiettili 7, 65 e centinaia di grammi di marijuana, eroina e cocaina.
Spacciava tra Boscoreale e Scafati il pusher coinvolto nella faida di Scampia: condanna con sconto
Condanna con sconto per il pusher pony express. Giunto a conclusione il procedimento nei confronti di Gennaro Riccio, 30 anni, pluripregiudicato napoletano ma residente a via Passanti Scafati a Boscoreale, arrestato dai carabinieri della locale Stazione nel mese di dicembre perchè colto in flagranza mentre consegnava dosi di crack per il rifornimento natalizio. Gli operanti di polizia giudiziaria erano stati informati da una fonte confidenziale, ritenuta affidabile, che il Riccio era solito operare delle consegne a domicilio di cocaina-crack tra Scafati e Boscoreale.
Gli agenti in servizio di osservazione seguendo quelle informazioni si erano appostati ed avevano visto la Renault modus con targa straniera uscire dal rione popolare del “Piano Napoli” per effettuare il giro delle consegne e si erano accodati all’auto. Ed anche quel sabato, l’acquirente aspettava la consegna per lo sballo del sabato sera comodamente fuori al cancello di casa sua.
I carabinieri, conoscendo il territorio del Piano Napoli oltre a setacciarlo minuziosamente cercano di intercettare la nuova frontiera dello spaccio porta a porta. Operazione più complessa che richiede la conoscenza dei pregiudicati che lavorano sistematicamente nel mondo della droga. Ed infatti, i militari conoscevano bene Gennaro Riccio, già schedato nei database investigativi, quale pericoloso spacciatore dell’hinterland napoletano, coinvolto nella faida di Scampia, acquisito al territorio di Boscoreale dai nuovi sistemi di rifornimento ed avevano seguito passo passo i suoi spostamenti perchè sapevano che il giovane era solito spacciare con consegne a domicilio. Alle spalle un cumulo di pene di oltre dieci anni. In quella circostanza l’assuntore all’atto dell’intervento dei militari aveva tentato inutilmente di scappare nella sua abitazione e di disfarsi della droga ma i carabinieri lo avevano bloccato e segnalato alla Prefettura. Pena leggera per il pusher delle consegne a domicilio quella comminata dal GIP del Tribunale di Nocera Inferiore. Il giovane pluripregiudicato difeso dall’avvocato Gennaro De Gennaro ha riportato una pena minima rapportata alla gravità dei fatti. Il difensore del Riccio è riuscito nell’impresa di far riqualificare i fatti nel V comma dell’art.73 T. U stup. Inizialmente, infatti, veniva contestata dalla pubblica accusa l’ipotesi più grave dello spaccio. Secondo il PM era grave che un pregiudicato napoletano inquinasse illecitamente il territorio scafatese riversando ingenti quantità di stupefacente. Il Riccio è stato condannato ad un 1 anno e sei mesi, tenuto conto della recidiva e della sua biografia criminale di spacciatore incallito.



