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Torna all’AvaNposto Numero Zero Salvatore Cantalupo in ‘Vuoto Totale, Azione n.0’

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Con la sua ricerca su ruolo dell’artista nella società, torna all’ (via Sedile di Porto 55, ),  che venerdì 27 e sabato 28 aprile – ore 21.00 -, si esibirà nella pièce “, ”, prodotta da , con musiche di  e montaggio video di .
“Vuoto Totale è la risposta che diedi al mio maestro, Antonio Neiwiller dopo una lunga improvvisazione – racconta l’interprete e drammaturgo – Lui ci chiedeva sempre le impressioni provate durante il lavoro. Oggi questo “vuoto totale” lo sento intensamente intorno a me, in tutti i campi, dalle arti alle scienze, dalla politica alla fede. Viviamo in un appiattimento totale, in una società malata, dove i valori e le virtù non servono più. Non ho mai lasciato l’arte dell’improvvisazione anzi, il suo codice mi accompagna da sempre. È evidente in tutti i miei lavori”.
Da questo sentimento trae spunto un lavoro sulla poetica di artisti come James Joyce e Gustav Meyrink, persone tenute ai margini della società per le proprie convinzioni e per il proprio modo di essere. “L’attrito dello spirito con la realtà…la necessità di mangiare non giustifica la prostituzione dell’arte. L’arte è necessità dello spirito”, diceva Andrej Tarkovskij principale nume ispiratore di questo percorso – insieme con suo padre Arsenij – famoso per essere l’autore del film di fantascienza “Solaris”, realizzato in epoca sovietica, e considerato uno dei più grandi capolavori della cinematografia di tutti i tempi, delle cui opere verrà proiettato un video-collage. Azione n.0 è parte di un progetto di sperimentazione sull’attore in scena nell’ambito del quale sono già state concepite tredici azioni performative, sviluppate a partire dal 1985 con l’Azione n.1 “Nurage” presentata al Festival Internazionale di Sant’ Anna Arresi, in Sardegna. Rilevanti in tutta la produzione di Cantalupo risultano l’Azione n.3 “Fame”, allestita al Castello di Arcidosso di Grosseto, l’Azione n.4 “Liberi” su installazione dell’artista napoletano Salvatore Vitagliano, l’Azione n.9 “Quegli angeli tristi” presentata al festival di Gibellina e l’Azione n.10 “Li cunti della Bibbia”, rappresentata lo scorso anno proprio all’AvaNposto Numero Zero.
L’ingresso è riservato ai soci. Il contributo associativo è di dodici euro.
Botteghino: 366 11 49 276, botteghino@avanpostonumerozero.it

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Castellammare di Stabia

Nicola Russo, il cantautore stabiese debutta con l’abum ‘Error 404 Heart Not Found’

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Da oggi è disponibile su tutte le piattaforme digitali”Error 404 Heart Not Found”. Il debutto discografico del giovane cantautore partenopeo Nicola Russo è publicato dalla label Elios Recording.

 

Con ben 13 tracce l’album si compone di brani prodotti e arrangiati dallo stesso Nicola che è anche polistrumentista dalla grande passione per la musica trasmessa dai suoi genitori e in particolare il nonno che ha contribuito enormemente alla sua cultura musicale.

GUARDA IL VIDEO DEL SINGOLO ” NARGHILE’ ”
https://youtu.be/2M1ontc1ZSY

Il missaggio e il mastering sono stati curati da Carlo Gentiletti in passato a lavoro con Daniele Sepe, 24 Grana e i Neri per Caso.

“Error 404 Heart Not Found” è un motto che rappresenta una generazione apparentemente priva sentimenti e che in un mondo sempre più tecnologico e consumista, cerca nuovi stimoli e nuove sensazioni, non in rete dove con un click puoi trovare una risposta a tutto, ma all’interno di noi stessi prendendo le distanze da tutto ciò che è solo materialismo.

“Ho iniziato a scrivere affidando alla musica i miei pensieri e così che nasce “Error 404 Heart Not Found” – dichiara Nicola Russo – “E’ un album profondo ma ironico allo stesso tempo, mette a nudo le sensazioni e gli stati d’animo che, spesso, soprattutto noi giovani, tendiamo a nascondere. Il tutto è condito da sonorità Indie con richiami al Pop e alla Trap”.

Segui Nicola Russo sui social:
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Arte e Musei

Social Distancing, l’arte contemporanea al tempo del distaziamento sociale per Ischia Street Art

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Ischia Street Art presenta
Mimmo Di Caterino in “Social Distancing”. Con l’interactive performance di Salvatore Iacono
3 ottobre 2020 – Museo del Torrione – Forio (Ischia)

 

 

Cresce l’attesa intorno al nuovo evento taggato Ischia Street Art, Social Distancing, ovvero l’arte contemporanea al tempo del distanziamento sociale, dei fake, degli hater, dei conflitti economici, di pornhub e youporn.

Sabato 3 ottobre a partire dalle ore 10, presso il Museo del Torrione di Forio d’Ischia, Salvatore Iacono allestirà la mostra che vede nuovamente Mimmo Di Caterino protagonista dell’evento con l’esposizione dei suoi nuovi lavori, una serie di opere (tecnica mista su tela) realizzate dall’artista sulla scia di Lockdown/Social, la discussa mostra “non-mostra” sul distanziamento sociale realizzata a maggio scorso nel sottopassaggio di via Genovino a Forio.

Social Distancing nasce quindi come naturale sviluppo delle tematiche affrontate in Lockdown/Social, ne riprende il discorso portandolo a un livello superiore, attraverso la messa in atto di un progetto che consiste in tre interventi diversi, in programma a Forio tra ottobre e dicembre 2020, tre distinte azioni volute dallo street/gallerista/attivista Salvatore Iacono, fondatore di Ischia Street Art, l’anti-galleria underground sita nel cuore dell’isola.

A realizzare l’allestimento, infatti, lo stesso Iacono che, con un’interactive performance video-documentata, posizionerà, lungo le pareti della sala inferiore del Museo del Torrione, le tele dipinte da Di Caterino. Una performance aperta al pubblico che potrà assistere alla video-ripresa della stessa, diventando parte attiva dell’evento; caratteristica questa, di tutti i progetti ideati da Salvatore Iacono con la sua Ischia Street Art Gallery, primo modello di galleria sociale e interattiva, una “non-galleria” o un “anti-galleria”, uno spazio aperto alle contaminazioni urbane e che da anni dà voce a numerosi street artist nazionali e internazionali.

Le tre azioni di cui si sostanzia Social Distancing, presentate da un testo critico di Giancarlo Politi, storico fondatore di Flash Art, vanno lette come il naturale sviluppo del precedente intervento espositivo Lockdown/Social, allo scopo di sondare come stiano mutando i linguaggi dell’arte e come si stiano evolvendo le ricerche artistiche contemporanee al distanziamento sociale: “Lo scopo dell’intero progetto è misurare gli effetti collaterali del lockdown, effetti che hanno materializzato un ulteriore distanziamento economico, oltre che di classe sociale, un divario crescente tra chi dispone di moltissimi mezzi (economici, culturali e sociali) e chi ne ha sempre di meno. Il lockdown, prima, e il distanziamento sociale, poi, hanno impoverito il sistema dell’arte in tutto il mondo, ma in Italia, rispetto ad altri scenari europei, più che mai; non c’è stata nessuna azione di sostegno nei confronti di artisti e operatori culturali che ne intermediano il lavoro, allontanando l’arte contemporanea da un sistema socio-culturale con il quale dovrebbe vivere in naturale sinergia”. (Di Caterino).

Social Distancing pone una serie d’interrogativi sulla squalifica sociale e intellettuale del ruolo critico dell’artista nei confronti della società, ma evidenzia anche come questo abbia declassato il ruolo del gallerista e quello di tutte le figure intermediarie dell’arte contemporanea. Questo a fronte di un ipertrofica crescita del ruolo dello spettatore, autoreferenziale e impreparato alla ricezione/comprensione dell’arte: “Lockdown e distanziamento sociale hanno ampliato gli introiti economici di portali come Youporn e Pornhub, che allontanano da qualsiasi modalità empatica e sensoriale di relazione. Dove non c’è empatia, regna il culto dell’immagine e della rappresentazione, crolla l’interesse verso l’arte, diminuisce il fascino dell’artista e lo spettatore vive inerme davanti a immagini retoriche imposte, privo di difese immunitarie critiche”. (Di Caterino).

Gli interventi, ideati e fortemente voluti da Salvatore Iacono, nascono in reazione a una serie di critiche mosse a Lockdown/Social, che di fatti è stato tra i primi interventi espositivi post-lockdown compiuti in Italia e ha mobilitato numerosi hater, smuovendo la critica del settore, mentre la ribalta nazionale l’ha veicolato per promuovere mostre fake di Banksy, occultandone la mission fortemente critica. Nasce così la narrazione di Social Distancing, tesa a evidenziare le problematiche messe in opera dal distanziamento sociale, in un’ottica di rivendicazione dei ruoli d’avanguardia dell’artista e del gallerista.

Con il Patrocinio del Comune di Forio e la collaborazione dell’Associazione Radici.

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