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Anche prestazioni sessuali in cambio di licenze edilizie al comune di Castel Volturno

ìL’ufficio comunale usato come alcova per prestazioni sessuali, ‘contropartite’ per il rilascio di autorizzazioni amministrative e permessi a costruire. E’ quanto emerso dall’indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) che ha portato oggi agli arresti sei persone, tra cui il dirigente dell’Utc del Comune di Castel Volturno, Carmine Noviello e il dipendente Antonio Di Bona, il primo ritenuto figura centrale di un “consolidato sistema corruttivo” che per anni avrebbe caratterizzato la prassi amministrativa del comune del litorale domizio, noto soprattutto per il degrado socio-ambientale legato alla presenza di almeno 15mila immigrati clandestini. Per la Procura guidata da Maria Antonietta Troncone – sostituti Quaranta e Giacomo Urbano – e i carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone, che hanno iniziato ad indagare nel 2016 sulla base della denuncia di un cittadino che aveva chiesto un’autorizzazione sismica per un complesso residenziale, Noviello e Di Bona, finiti in carcere, avrebbero ottenuto negli anni, in modo sistematico, soldi e favori per rilasciare atti e permessi; gli inquirenti hanno intercettato i due in ufficio, scoprendo che in qualche circostanza, Di Bona in particolare, si e’ fatto pagare “in natura”, anche in Comune, da persone che chiedevano il suo intervento per vicende edilizie. Al momento non risulterebbe invece indagato il sindaco di Castel Volturno, Dimitri Russo. “Stiamo facendo altre verifiche sull’attuale vertice dell’amministrazione” ha tagliato corto il Procuratore.  Il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Ce) ha emerso un’ordinanza di custodia cautelare, eseguita dai carabinieri della Compagnia di Mondragone (Ce), nei confronti di sette soggetti, ritenuti responsabili, dei reati di corruzione, concussione, falso ideologico in atto pubblico, indebita induzione a dare o promettere. Il provvedimento e’ scaturito da una articolata attivita’ di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha permesso di individuare un sistema di corruzione all’interno dell’ufficio tecnico del comune di Castel Volturno, nel casertano, dove permessi e autorizzazioni sarebbero stati rilasciati su base di scambi di favori tra dipendenti pubblici, imprenditori e professionisti. In particolare, sono stati arrestati: Carmine Noviello, dirigente dell’ufficio tecnico; Antonio Di Bona, funzionario dello stesso ufficio; Giuseppe Russo, tecnico comunale; Luigi Cassandra e Francesco Mormone, rispettivamente comandante e maresciallo della polizia municipale di Castel Volturno; Giuseppe Verrazzo, geometra privato; l’imprenditore Rosario Trapanese, vertice dell’Italian Maritime Academy Technologies con sede a Castel Volturno Pineta Mare. L’indagine e’ partita a settembre 2016 in seguito alla denuncia di un cittadino che ha segnalato come la documentazione prodotta presso il competente Ufficio del Genio Civile, per l’acquisizione dell’autorizzazione sismica, per un complesso denominato residenziale denominato “Le anfore” in via Domitiana a Castel Volturno, non fosse corrispondente allo stato dei luoghi e non riportasse le reali caratteristiche e consistenze costruttive e funzionali dell’immobile. La Procura ha pertanto avviato un’attivita’ di intercettazione e notificato gli avvisi di garanzia ai sette, al termine di tutti gli accertamenti. Le attivita’ investigative parallele hanno permesso immediatamente di far emergere la figura di Verrazzo, che in passato aveva collaborato come tecnico esterno e con contratto a termine con l’Utc di Castel Volturno. E’ venuto alla luce, dalle intercettazioni, un sistema corruttivo di cui, secondo gli investigatori, era protagonista Noviello. “Le intercettazioni – ha spiegato in un comunicato il procuratore di Santa Maria Capua Vetere – risultavano sconcertanti tanto da paventare un consolidato sistema corruttivo nonche’ una gestione dell’Ufficio improntata a logiche di gestione clientelare”. I sette, seppur non operando in maniera associativa, agivano, secondo gli inquirenti, ognuno per raggiungere vantaggi di tipo strettamente personale favorendo determinati soggetti.

 Gustavo Gentile

Si sostituisce a un connazionale per l’esame della patente: denunciato

Si sostituisce a un connazionale per eseguire gli esami di teoria per il conseguimento della patente di guida: per questo un cittadino senegalese di 30 anni è stato denunciato dalla polizia di Teramo. Lo comunica in una nota la questura di Teramo. Non si tratta di un caso isolato: gli agenti erano già intervenuti nei mesi scorsi negli uffici della motorizzazione di Teramo poichè c’erano cittadini pakistani che stavano svolgendo l’esame teorico per il conseguimento della patente con l’uso di auricolari o telecamere.
Nell’ambito di una distinta indagine della polizia di Teramo è stato denunciato per falso un cittadino di Giulianova di 40 anni, tossicodipendente, che aveva contraffatto il certificato medico dell’Asl per ottenere il rinnovo della patente di guida, che gli era stata sospesa per le sue condizioni di salute. Infine, sono stati denunciati, sempre dalla polizia di Teramo, tre persone (un cittadino di Napoli e due romeni tra i 36 e i 45 anni) per ricettazione, riciclaggio e falso. I tre avevano tentato di immatricolare una Mercedes, già oggetto di appropriazione indebita ai danni di una società di leasing, facendola risultare di provenienza francese e riciclandola con documenti e targhe false. l’auto è stata sequestrata.

Sanità: 10 aggressioni al giorno contro gli operatori, il sud il più colpito

Minacce, insulti e violenze fisiche ai danni di medici e operatori sanitari. “Sono oltre 1.200 le denunce ‘ufficiali’ all’Inail ogni anno per aggressioni fisiche e verbali ai danni di operatori sanitari; sono circa 10 i casi al giorno a livello nazionale e il Sud è il più interessato dal fenomeno con il 72% degli episodi. Tra i profili più colpiti i medici di pronto soccorso e guardia medica (80,2%), psichiatria (34,12%) e Ser.T (20,26%). Il 70% delle violenze è diretta alle donne”. A ricordare la preoccupante fotografia che emerge dai dati dell’Inail è l’Anaao Assomed Campania che lunedì 14 gennaio nell’aula magna del Cto di Napoli organizza il convengo ‘Aggressioni in sanità: la salute degli operatori’. L’Anaao vigila da tempo sul fenomeno su tutto il territorio nazionale e ancora di più in Campania “dove, anni di commissariamento e mancata programmazione, hanno ridotto sensibilmente la fiducia dell’utenza verso il sistema sanitario pubblico”, sottolinea il sindacato. Al convegno parteciperanno, tra gli altri, Tonino Aceti, responsabile Tribunale diritti del malato; Maria Erminia Bottiglieri, referente nazionale Area strategica della professione Fnomceo e i responsabili di alcuni presidi ospedalieri, e tra i parlamentari il sottosegretario per il Sud Pina Castiello (Lega), la vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera, Michela Rostan (Liberi e Uguali); Paolo Russo (Forza Italia), componente Commissione Bilancio della Camera; Manuel Tuzi (Movimento 5 Stelle), componente Commissione Cultura, scienza e università della Camera; Paolo Siani, pediatra e deputato Pd e componente Commissione Affari sociali della Camera, ed Enrico Coscioni, consigliere del presidente della Regione Campania per la sanità.

Arzano, controllo dei carabinieri all’agenzia di pompe funebri del clan Amato-Pagano-Ferone. Tra i clienti eccellenti nel 2017 il primo cittadino Fiorella Esposito.

Arzano – Operazione anticamorra dei carabinieri contro le Pompe funebri del clan Amato-Pagano-Ferone. Tra i clienti eccellenti nel 2017 il primo cittadino Fiorella Esposito. Una ventina di militari in divisa e in borghese – cosi come evidenziato dal social Arzano News – nella giornata di stamattina hanno preso d’assalto piazza Cimmino tra lo stupore generale dei dipendenti comunali che hanno subito pensato al peggio e a qualche arresto eccellente. L’operazione sarebbe servita ad accertare la regolarità di un’agenzia funebre che opererebbe sul territorio Arzanese per conto di un’altra agenzia (Scafuro e Ferone) che era già finita sotto inchiesta e citata anche negli atti dei due scioglimenti del Comune di Arzano perché ritenuta in odore di camorra. Agenzia che era stata già chiusa alcuni mesi fa, sempre dai militari, poiché priva delle necessarie autorizzazioni necessarie, e riaperta di recente per la sola “vendita di arredi sacri” ma che in realtà, non avrebbe mai cessato l’attività continuando ad operare tranquillamente sul territorio arzanese, avallato dal generale silenzio degli organismi comunali dediti al controllo, e con l’ausilio di altre agenzie esterne al territorio. Agenzia in odore di camorra finita alla massima attenzione Antimafia alcuni mesi fa, anche perché nel periodo in cui ha operato illegalmente sul territorio, priva delle necessarie autorizzazioni, diversi esponenti politici locali, tra cui il sindaco Esposito, se ne sarebbero serviti per l’affidamento dei funerali di famiglia. Alcuni dei titolari, proprio alcuni mesi fa, finirono anche oggetto di un tentativo di gambizzazione quando ignoti gli esplosero anche alcuni colpi d’arma da fuoco. Anche se dal comune ci sono bocche cucite, la tensione si taglia a fetta anche dopo l’insediamento della commissione d’Accesso.

 Luca Rossi

Confapi Napoli: Raffaele Marrone é il nuovo presidente

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Raffaele Marrone e’ il nuovo presidente di Confapi Napoli. L’elezione e’ avvenuta nel corso dell’ultima assemblea dei soci dell’associazione che riunisce le piccole e medie imprese dell’area metropolitana partenopea. Marrone (31 anni), che lascia l’incarico di presidente del Gruppo Giovani Confapi di Napoli, nei prossimi giorni presentera’ la giunta che lo affianchera’ nel mandato triennale. “Porteremo la vita delle Pmi al centro della nostra azione – ha sottolineato il neo presidente a margine dell’elezione – e lo faremo con una metodologia e un approccio nuovi”. “Le piccole e medie imprese sono alle prese con cambiamenti non solo dei mercati di riferimento e dell’economia in generale – ha continuato – ma anche dei sistemi legislativi. Il futuro si apre a chi impara a gestire e ad adattarsi ai cambiamenti che, per fortuna, non e’ detto che siano negativi. E’ importante che Confapi Napoli s’inserisca in queste dinamiche di cambiamento e che supporti le aziende in tutte le circostanze che lo richiedono. A cominciare dalla grande “battaglia” per la sburocratizzazione della Pubblica Amministrazione, che in alcuni casi soffoca, come un cappio, la libera intrapresa”. “I contesti napoletano e campano in generale – ha proseguito Marrone – impongono una riflessione anche sul difficile e impari rapporto che le Pmi hanno con le grandi industrie che troppo facilmente riescono a scaricare sui piccoli imprenditori le inefficienze, i costi e i fallimenti di gestioni assai poco oculate”. “C’e’ tanto da lavorare – ha concluso Marrone – ma la passione, l’impegno e la voglia di fare ci sono. Confapi Napoli e’ una realta’ storica del panorama socio-economico cittadino che puo’, e aggiungerei: deve, offrire il proprio contributo, a tutti i livelli, anche nel rapporto con le istituzioni locali, per realizzare quell’auspicato sviluppo del territorio che e’ la base fondante di un’economia sana, pulita e competitiva”.

Napoli, nonno pusher arrestato a Scampia con 113 dosi di eroina

Napoli. Un incensurato di 60 anni è stato arrestato dagli agenti del Commissariato Scampia per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.I poliziotti hanno svolto un’attività investigativa da cui è emerso il coinvolgimento dell’uomo quale fornitore di droga agli spacciatori della zona. Ieri pomeriggio gli agenti hanno inseguito il 60enne, che era alla guida di un’autovettura, fino in via Rione Don Guanella dove, una volta sceso, ha aperto un’altra auto parcheggiata (una Focus) prendendo nascoste sotto un sediolino della droga. Ed è stato questo il momento in cui i poliziotti sono intervenuti.Nell’autovettura gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato n. 113 dosi di eroina per un peso di circa 33 grammi mentre indosso al C.G. è stata rinvenuta la somma di euro 206,00.L’uomo è stato arrestato e condotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale.

Tre rapine in novanta minuti, presa la banda di Frattamaggiore

Gli autori di tre rapine compiute nel giro di un’ora e mezza il 7 gennaio a Frattamaggiore sono stati individuati dai carabinieri: dei quattro presunti responsabili, due sono minorenni. Le vittime erano tutte giovani: i malcapitati sono stati minacciati con una pistola e rapinati dei loro telefoni cellulari. Le tre rapine sono avvenute alle 16:30, alle 17:30 e alle 17:50. I carabinieri della stazione di Frattamaggiore hanno identificato i quattro presunti responsabili, due dei quali sono minorenni: si tratta di un 18enne di Caivano, un 17enne di Afragola – gia’ noti alle forze dell’ordine – un 18enne e un 16enne entrambi di Afragola, tutti denunciati per rapina aggravata e ricettazione in concorso. I carabinieri hanno recuperato e restituito ai legittimi proprietari tre dei quattro smartphone rapinati. Sequestrati anche i due scooter in sella ai quali i quattro si sono spostati per commettere le rapine: sono risultati provento di furto.

Licenziato e lasciato dalla sua donna: si suicida operaio di 55 anni

Le difficolta’ economiche legate alla crisi, a cui si e’ aggiunta una delusione amorosa: sarebbero queste le motivazioni, scritte su un biglietto rinvenuto in casa, che hanno portato P.P., un operaio di 55 anni originario di Roma ma da anni residente a Telese Terme in provincia di Benevento, a togliersi la vita con il monossido di carbonio. L’uomo e’ stato rinvenuto dai soccorritori privo di vita all’interno di una stanza con il braciere acceso e la porta chiusa. Sull’accaduto indagano gli agenti del commissariato di Telese Terme, coordinati dal vicequestore Flavio Tranquillo.

Allegri vuole zittire tutti sui razzisti

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“Tutti si riempiono la bocca a farebbero meglio a stare zitti, poi facciano cosa gli pare. Sulla violenza negli stadi abbiamo gli strumenti per poter andare a prendere chi si comporta male. Ma si ha paura a prendere decisioni impopolari”. Così Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, nel corso della conferenza stampa alla vigilia della gara di Coppa Italia contro il Bologna, tornando sulla vicenda dei buu razzisti in Inter-Napoli e gli ultimi sviluppi della polemica anche a livello politica. Ci sono strumenti negli stadi capaci di prendere chi si comporta male, se non ho cattiva memoria chi tirò la banana a Aubameyang in Inghilterra non può più entrare negli stadi a vita. Il problema è che in Italia tutti hanno paura di prendere decisioni, che spesso sono impopolari”, ha dichiarato ancora Allegri che poi in riferimento al possibile stop delle partite ha ribaltato una domanda: “Mettiamo c’è un rigore e iniziano i buu razzisti, cosa facciamo?”.

Napoli, picchiava la moglie: arrestato 48enne di Barra

Napoli. Un 48enne di Barra è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia dai carabinieri di Pompei, città in cui risiedeva prima di separarsi dalla ex moglie.
L’uomo, con precedenti per furto, rapina e lesioni, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal g.i.p. del tribunale di napoli per maltrattamenti in famiglia.
Tutto parti dalla denuncia della ex moglie, una 44enne nativa di Pompei tormentata per mesi con minacce e violenze, che si fece coraggio e si rivolse ai carabinieri. Dopo l’esecuzione della misura cautelare l’uomo è stato portato agli arresti domiciliari nell’abitazione in cui vive da qualche mese dopo la separazione.

Malagò per l’abolizione di Daspo e tessera del tifoso

“Cinque anni fa, durante una riunione al Viminale con il capo della polizia Manganelli e la ministra Cancellieri, con una situazione piu’ o meno analoga. Sostenni la tesi che serviva una cura diversa dai provvedimenti del passato, visto che Daspo e tessera del tifoso non sono bastati – dice il presidente del Coni Giovanni Malago’ a Circo Massimo, su Radio Capital – Cosa bisogna fare? Cito sempre quello che hanno fatto gli inglesi: hanno fatto delle leggi speciali, processi per direttissima, sono stati duri sul profilo della pena, dopodiche’ la partita si e’ chiusa. Chiaro che per tutto questo c’e’ stata una congiuntura favorevole, perche’ si e’ andati in parallelo con la costruzione di nuovi impianti”. Intanto il ministro dell’interno Salvini dice no alle curve chiuse e alla sospensione delle partite, quasi stia strizzando l’occhio agli ultras: “Gli ho sentito dire che ognuno deve fare il proprio mestiere, e io mi devo occupare di sport – commenta Malago’ – Non c’e’ dubbio che chi fa il ministro degli interni ha oneri e onori di prendersi la responsabilita’ di come gestire queste cose. Se ritiene che questa sia la cosa migliore…”. Il NAPOLI e il suo allenatore Ancelotti hanno detto che si fermeranno se dovessero esserci nuovi cori razzisti: “Darei ragione al 100% al NAPOLI e ad Ancelotti, ma non si possono fare le regole loro – risponde il numero uno del Comitato Olimpico – Se le regole se le fa una squadra o un allenatore, e’ finita. Non si puo’ fare”. Le societa’ spesso conoscono gli ultras, a volte li tollerano: “La societa’ non deve avere nessun tipo di connivenza, complicita’ o tolleranza nei confronti di queste persone – chiarisce Malago’ – E se si scoprisse che questo avviene, le sanzioni devono essere altrettanto, se non piu’ pesanti, di quelle per i tesserati”.

Strage del bus: assolto l’Ad di Autostrade, 12 anni a Lametta. I familiari delle vittime : ‘Venduti, vergogna’

Assolto l’amministratore delegato di Autostrade, Giovanni Castellucci. E’ questa la sentenza di primo grado sulla strage del bus precipitato il 28 luglio del 2013, dal viadotto Acqualonga dell’A16 nel tratto irpino di Monteforte, nella quale persero la vita 40 persone. Per lui era stata chiesta una condanna a 10 anni. Il giudice monocratico del Tribunale di Avellino, Luigi Buono ha invece condannato a 12 anni il titolare dell’azienda del bus, Lametta Gennaro. Stupore e rabbia da parte dei familiari, alcuni in lacrime, dopo la lettura della sentenza dell’assoluzione dell’ad di Autostrade: “Venduti! Infami! La legge non è uguale per tutti!”, hanno urlato in aula, “Castellucci è un assassino: hanno messo fuori un assassino! Siete tutti degli assassini. Ottantatre vittime con il Ponte di Genova”.
Tanta la rabbia da parte dei familiari delle 40 vittime del bus caduto dal viadotto Acqualonga sull’A16, dopo la lettura della sentenza del giudice monocratico del Tribunale di Avellino, Luigi Buono, che ha assolto l’amministratore delegato di Autostrade, Giovanni Castellucci. “E’ stato messo fuori un assassino”, ha gridato un familiare al termine della lettura della sentenza: “Vergogna, questa non è giustizia” e “dovevano pagare tutti, sono cinque anni che le nostre famiglie sono distrutte”, hanno urlato i familiari all’interno dell’aula.
Dodici anni di reclusione per Gennaro Lametta, il proprietario del bus che fu noleggiato da una comitiva di pellegrini di Pozzuoli e precipito’ dal viadotto Acqualonga, incidente nel quale morirono 40 persone. E’ la condanna piu’ grave inflitta dal giudice monocratico di Avellino, Luigi Buono, nel processo per la strage del viadotto di Acqualonga nel 2013, che ha riconosciuto per lui l’omicidio colposo plurimo, il disastro colposo e il falso per la revisione del bus. Otto anni di reclusione sono stati inflitti alla funzionaria della Motorizzazione civile di Napoli, Antonietta Ceriola, mentre il collega Vittorio Saulino e’ stato assolto. Tra i dirigenti di Autostrade per l’Italia, assieme all’ad Giovanni Castellucci, sono stati assolti anche Riccardo Mollo, Giulio Massimo Fornaci, Antonio Sorrentino, Michele Maietta e Marco Perna. Condannati a 5 anni di reclusione per disastro colposo e omissione in atti d’ufficio l’ex direttore di tronco Michele Renzi, Paolo Berti, Bruno Gerardi, Gianni Marrone. Sei anni di reclusione per Nicola Spadavecchia e Gianluca De Franceschi. I parenti delle vittime hanno bloccato l’aula e chiedono di incontrare il giudice, contro il quale si sono scagliati verbalmente con veemenza.

Napoli, il rap sulla pizza diventa virale sul web. IL VIDEO

“La pizza riconosce Napoli nel mondo” e Marco De Luca, aka Marco LMD, artista di strada porticese, le dedica un rap. I suoi strumenti sono un microfono e una cassa e, in giro per i vicoli di Napoli, canta la pizza napoletana come momento di integrazione. Alla Maddalena , la sua esibizione è stata ripresa dal proprietario di “Pizza Vincenzo Costa dal 1946” che l’ha prontamente postata sulla sua pagina Facebook: in poco tempo il video è diventato virale e ha registrato più di un milione di visualizzazioni.
Da qui un video con il featuring del cingalese Prageeth Perera da ventotto anni a Napoli che canta: “Ma com’è buona questa pizza, sono venuto da lontano per mangiarla. Tutto il mondo mangia pizza”. L’elenco degli ingredienti, il procedimento e i diversi gusti per un unico messaggio: da Napoli allo Sri Lanka mangia pizza.

“Comandano i terroni”, si scatena la polemica sulla prima pagina di Libero

Si scatena ancora una volta la polemica per il titolo in prima pagina del quotidiano lombardo Libero, diretto da Vittorio Feltri. “Comandano i terroni, ai meridionali tre cariche istituzionali su quattro”. Dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, siciliano doc, al premier Giuseppe Conte, nato in Puglia, sono molti i nomi citati nell’articolo che racconta il numero di cariche istituzionali ricoperte da uomini e donne originari del sud Italia. Il pezzo che porta la firma della giornalista Azzurra Noemi Barbuto che specifica “sottolineo questo trend con fierezza, poiché sono terrona anch’io”, specifica la stessa autrice nel pezzo. Ciò che però fa infuriare i meridionali è la scelta del termine “terrone” utilizzato da sempre come accezione negativa. Sul caso si è espresso anche il vice premier Di Maio, anche lui “terrone” perchè originario di Pomigliano d’Arco in provincia di Napoli che ha scritto su Facebook “Buongiorno con la prima pagina di Libero, giornale finanziato con soldi pubblici, anche quelli dei terroni. Questa è la preziosa informazione da tutelare con i vostri soldi! Ma tranquilli: abbiamo già iniziato a togliergliene da quest’anno e nel giro di 3 anni arriveranno a zero. P.S. Anche questa volta l’Ordine dei giornalisti rimarrà in silenzio?”

Tifoso Inter morto: l’autopsia la prossima settimana. Aumenta il numero degli indagati

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Bisognerà aspettare la prossima settimana per sapere quando verrà effettuata l’autopsia sul corpo di Daniele Belardinelli, il capo ultrà della curva del Varese morto dopo essere stato travolto da un’auto durante gli scontri scoppiati nel giorno di Santo Stefano prima della partita di campionato Inter Napoli. Martedì prossimo, 15 gennaio, i pm Rosaria Stagnaro e Michela Bordieri, titolari delle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Letizia Mannella, conferiranno ai consulenti tecnici nominati dalla Procura l’incarico di effettuare l’autopsia. Effettuato questo passaggio, già martedì verrà sarà fissata la data dell’accertamento. L’avviso di convocazione per il conferimento dell’incarico ai medici legali nominati dai pm sarà stato notificato ai difensori dei 23 tifosi di Inter e Napoli finti sotto indagine per omicidio volontario e rissa aggravata. Altre persone sono state convocate in Questura per la consegna dell’avviso di convocazione in Procura e, contestualmente, dell’informazione di garanzia. Segno che il numero degli indagati è destinato ad aumentare nelle prossime ore. L’autopsia rappresenta un passaggio cruciale per far luce sulla dinamica dell’indicente che ha portato alla morte del 39enne varesino. Uno dei pochi elementi certi è che Belardinelli è stato schiacciato da una Volvo V40 lungo Via Novara, a un paio di chilometri dallo stadio milanese, quando lui era già steso a terra. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, in precedenza sarebbe stato investito da una seconda auto: una monovolume con diverse ammaccature sulla carrozzeria già individuata e bloccata dalla Digos di Napoli. I nomi degli 8 ultrà partenopei presenti bordo delle due auto compaiono nell’elenco degli indagati.

Caivano, pusher evaso da una comunità: catturato dai carabinieri

Spacciatore catturato dai carabinieri: era evaso dalla comunità. I Carabinieri della Stazione di Arienzo , hanno proceduto all’identificazione e all’arresto per il reato di evasione, di Palmieri Antonio, di 35 anni, residente a Caivano.
I militari dell’Arma, nel corso di un servizio di controllo del territorio hanno intercettato l’uomo, destinatario di un ordine di custodia cautelare emesso del Tribunale di Napoli Nord poiché evaso dalla comunità “Emmanuel” di Castel Volturno dove era detenuto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Palmieri Antonio è stato accompagnato presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, su disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

Gustavo Gentile

Napoli, migrante inseguito e arrestato a Forcella: aveva rapinato un professionista

Napoli. Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Vicaria Mercato hanno arrestato Ayoub Elamiri, marocchino di 27 anni, responsabile del reato di rapina aggravata.Stanotte in via Carriera Grande i poliziotti hanno notato il 27enne correre con una valigetta tra le mani ed un uomo che chiedeva aiuto.Gli agenti hanno subito inseguito e raggiunto l’extracomunitario accertando che lo stesso poco prima si era avvicinato alla vittima con un coltello rapinandogli la borsa che portava con se.Nel corso dell’intervento è stata recuperata e restituita la borsa mentre indosso al marocchino è stato rinvenuto e sequestrato il coltello utilizzato nelle fasi della rapina. Elamiri è stato arrestato e condotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale.

Torre Annunziata. Scoperto con 10g di cocaina: arrestato 45enne

Torre Annunziata. I carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata hanno arrestato per detenzione di stupefacente a fini di spaccio un 45enne di Maddaloni, Carmine Tedesco, già noto alle forze dell’ordine per reati in materia di stupefacenti. Tedesco è stato notato nei pressi del casello autostradale di Torre Annunziata sud mentre era alla guida della sua auto: ha insospettito i militari ed è stato bloccato.
L’uomo si era verosimilmente appena rifornito di droga infatti nell’auto i carabinieri hanno rinvenuto 2 bustine di cocaina del peso totale di 10,5 grammi. L’uomo è stato arrestato ed è in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.

Etta. Da oggi in radio ‘Il mio supereroe’, il singolo d’esordio

Esce oggi in radio “Il mio supereroe”, il singolo d’esordio di Etta giovane cantante elettro pop napoletana.
Il brano che viaggia con delicatezza fra il tema dell’abbandono e quello del rapporto col proprio padre, fa parte dell’album DIVƎRƧO, un perfetto e attualissimo connubio di elettronica, synth pop e dream pop.
Etta canta da quando aveva 4 anni e nasce artisticamente nel 2015 ed inizia a collaborare con diverse band spaziando dal Jazz al R’n’B. Nel 2017 firma un contratto discografico con la B Music Records, che segna la sua svolta pop. “Il mio Supereroe” è un brano che nasce da un ricordo molto intimo di Etta che ha segnato una piccola parte della sua vita. “Il mio Supereroe” altri non è che il papà della stessa artista, che un giorno, come tanti, ha maturato la decisione di andare via. Questa decisione inaspettata ha squilibrato la vita regolare e ordinaria della giovane ragazza, portandola a contare solo sulle proprie forze.
Il brano è tratto dal progetto discografico intitolato DIVƎRƧO. Ma non si tratta solo di un disco quanto invece di un modo di essere, qualcosa da custodire, da apprezzare, che non può essere giusto o sbagliato. DIVƎRƧO cambia il modo di vedere le cose, rende tutto straordinario pur rimanendo così ordinario.
La produzione artistica è stata curata da Enzo Russo, che ha registrato, mixato e masterizzato il disco al B music studio di Napoli.

Napoli, favoriva lo sbarco di clandestini: arrestato cingalese al rione Sanità

Napoli. Gli agenti della Squadra Mobile Sezione Criminalità Straniera hanno arrestato Fernando Kurukulasuriya, cittadino dello Sri Lanka di 50 anni, destinatario di un Ordine di Esecuzione per la Carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso la Corte di Appello di Catania. I poliziotti hanno rintracciato l’uomo ieri mattina in un appartamento di Vico Arena della Sanità notificandogli il provvedimento dell’autorità giudiziaria in virtù del quale dovrà espiare la pena di un anno, cinque mesi e ventiquattro giorni di reclusione per favoreggiamento aggravato all’immigrazione clandestina in concorso con altri connazionali.

Nel 2002 il Kurukulasuriya favorì lo sbarco di un’imbarcazione nel porto di Catania sulla quale erano presenti 68 cittadini dello Sri Lanka. Gli agenti della Squadra Mobile hanno accompagnato l’uomo presso la Casa Circondariale di Poggioreale. Dovrà pagare anche una multa di 990.000,00 euro.