Home Blog Pagina 63

Pompei, il volto della tragedia: i calchi delle vittime in mostra permanente alla Palestra Grande

Pompei – Non sono solo reperti archeologici, ma frammenti di umanità interrotta. Da oggi, la Palestra Grande degli scavi di Pompei ospita un “memoriale” destinato a restare impresso nella memoria dei visitatori: un’esposizione permanente che raccoglie 22 calchi in gesso, riproduzioni fedeli degli abitanti sorpresi dalla furia del Vesuvio nel 79 dopo Cristo.

Il percorso è stato inaugurato ufficialmente questa mattina dal Direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel, alla presenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

L’ultimo respiro di una città

L’allestimento permette di guardare dritto negli occhi l’orrore di quei momenti. Grazie alla storica tecnica dei calchi — ottenuti colando il gesso nei vuoti lasciati dai corpi ormai decomposti sotto la coltre di cenere — le vittime riemergono nel loro ultimo, disperato atteggiamento.

Ci sono donne accovacciate nel tentativo di farsi piccole, bambini stretti tra le braccia dei genitori e uomini distesi, con le membra scomposte o le mani premute sul volto per proteggersi dai gas tossici e dal calore. Un “fermo immagine” di dolore che restituisce la dimensione individuale di una catastrofe collettiva.

Un memoriale tra archeologia e commozione

Per la prima volta, queste figure non sono esposte come elementi isolati, ma compongono un percorso organico e permanente. «È il modo per guardare in faccia quella tragedia e percepire la paura di chi cercò, inutilmente, di salvarsi», spiegano gli organizzatori. Oltre alle drammatiche silhouette umane, l’allestimento offre uno spaccato della vita quotidiana interrotta: in mostra si trovano anche i cibi dell’epoca, anch’essi carbonizzati e conservati dal tempo, che offrono un contrasto stridente tra la normalità di un pasto e l’eccezionalità della fine.

Tensioni sul fronte delle guide

L’inaugurazione avviene però in un clima di parziale tensione sindacale. Le guide turistiche hanno infatti manifestato le proprie perplessità, inviando una diffida al Direttore Zuchtriegel. Al centro della polemica, la richiesta che i tour all’interno del sito e delle nuove esposizioni siano affidati esclusivamente a personale abilitato, a tutela della qualità della narrazione storica e della professionalità della categoria, evitando che la gestione dei flussi possa andare a discapito delle competenze certificate.

Benzina, sfondato il muro dei 2 euro in autostrada

Roma – La mazzetta del carburante continua a colpire gli automobilisti italiani, con un rincaro che in autostrada assume i contorni di una stangata. Secondo l’analisi odierna dell’Unione Nazionale Consumatori, la benzina in modalità self service ha superato quota 1,9 euro al litro sulla rete autostradale, un incremento che non trova giustificazione nell’andamento delle materie prime.

Il paradosso del prezzo: petrolio giù, pompe su

«È incredibile che, nonostante il calo di ieri dei prezzi del petrolio, in nessuna regione italiana o nella rete autostradale ci sia stato un ribasso dei prezzi alla pompa», denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. «Si tratta dell’ennesima dimostrazione che c’è una speculazione galoppante e che nessuno sta facendo qualcosa per bloccarla».

Il paradosso è evidente: mentre le quotazioni internazionali del greggio mostrano un trend in discesa, i listini italiani restano ancorati a valori elevati, con un effetto “tenaglia” sulle tasche dei cittadini.

Rincari record sulla rete autostradale

A pesare come un macigno sono i dati pubblicati oggi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), che fotografano una situazione di forte tensione proprio laddove il consumatore è più “prigioniero”: le autostrade.

Benzina self service: il prezzo medio schizza a 1,902 euro al litro, con un balzo di 1,6 centesimi rispetto a ieri (quando era a 1,866 euro).
Gasolio self service: la stangata è ancora più pesante, con un incremento di 2,7 centesimi che porta la media a 2,093 euro al litro, ben oltre la soglia psicologica dei due euro.
Unc: «Dati regionali inaffidabili, ma la speculazione è palese»

L’analisi dell’Unc, però, si scontra con una difficoltà tecnica. «Purtroppo, i dati delle medie regionali del Mimit continuano a presentare anomalie: ieri per l’Abruzzo, oggi per la Campania», spiega Dona. «Questo ci impedisce di stilare la tradizionale classifica delle regioni più care. Ma al di là degli errori tecnici, il dato politico è chiaro: nessuno, oggi, ha abbassato i prezzi. La doppia velocità tra listini alla pompa e costo del greggio non è mai stata affrontata e risolta».

La ricetta: taglio delle accise fino a 20 cent

Di fronte a questa escalation, l’Unione Nazionale Consumatori rilancia con forza la propria proposta già avanzata nei giorni scorsi, aggiornandola all’emergenza attuale. La richiesta al Governo è di un intervento immediato sulle accise.

«La nostra richiesta di ridurre le accise di almeno 10 centesimi oggi resta valida solo per la benzina», precisa Dona. «Per il gasolio, in deroga all’allineamento chiesto dall’Ue, serve un taglio ben più corposo, di almeno 20 centesimi al litro. Solo così si potrebbe riportare il prezzo a livelli alti ma tollerabili».

I numeri della “svolta”

L’istituto di consulenza fa anche i calcoli su come cambierebbero i listini con un intervento di questa portata.

In autostrada: grazie al taglio di 20 cent più l’Iva al 22%, il gasolio scenderebbe dagli attuali 2,093 euro a 1,849 euro al litro. Una cifra ancora significativa, ma inferiore alla media mensile Mase dell’ottobre 2023 (1,890 euro).

Sulla rete ordinaria: l’effetto sarebbe ancora più marcato. Sebbene l’anomalia dei dati Mimit impedisca un calcolo preciso, l’Unc stima che il prezzo del gasolio scenderebbe sotto 1,77 euro al litro, attestandosi al di sotto della media mensile del Mase dell’aprile 2024 (1,798 euro).

«Siamo di fronte a una speculazione che non può più essere tollerata. Il Governo ha gli strumenti per intervenire e deve farlo subito, prima che i rincari mettano in ginocchio famiglie e imprese», conclude Dona.

Furto di farmaci oncologici nel Sannio, un arresto nel Napoletano: colpo da 280mila euro

Benevento – Un arresto nel Napoletano per il furto di farmaci oncologici e salvavita messo a segno nella notte del 3 gennaio 2023 nella farmacia territoriale dell’Asl di Benevento, all’interno dell’ospedale di Sant’Agata de’ Goti. L’uomo, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe agito in concorso con altri componenti di un gruppo ritenuto specializzato nei colpi ai danni delle farmacie ospedaliere.

L’operazione è stata eseguita dai carabinieri del Comando provinciale di Benevento nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura sannita. Per gli inquirenti, l’arrestato è gravemente indiziato del delitto aggravato di furto di medicinali ad altissimo costo, successivamente destinati alla rivendita sul mercato nero.

Il colpo nella farmacia dell’ospedale

Secondo quanto emerso, la banda sarebbe entrata in azione nella struttura sanitaria di Sant’Agata de’ Goti dopo aver forzato l’accesso allo stabile. Gli investigatori ricostruiscono che i malviventi avrebbero prima divelto la grata di ferro posta a protezione di una finestra esterna, quindi forzato l’infisso del bagno riuscendo così a introdursi nei locali della farmacia.

Una volta all’interno, il gruppo avrebbe svuotato tre frigoriferi, portando via tutti i farmaci custoditi, in particolare medicinali destinati alla cura di patologie oncologiche e malattie rare. Il valore complessivo della refurtiva è stato stimato intorno ai 280mila euro.

Il sistema della banda e il mercato nero

Le indagini hanno consentito di delineare, secondo l’accusa, l’esistenza di un gruppo dedito in maniera sistematica ai furti di farmaci ad alto costo in diverse regioni d’Italia. Un’attività criminale che avrebbe provocato danni ingenti al Servizio sanitario nazionale, sottraendo medicinali fondamentali per pazienti affetti da gravi patologie.

Il gruppo, riferisce la Procura di Benevento, avrebbe agito seguendo un modus operandi ormai consolidato. Prima dei colpi venivano eseguiti sopralluoghi tecnici per studiare i sistemi di difesa delle farmacie ospedaliere; poi le telecamere venivano neutralizzate con scatole di cartone, i sensori d’allarme schermati con vaschette di alluminio e i cavi delle linee telefoniche recisi prima di forzare gli accessi con piedi di porco e altri strumenti da scasso.

Per le comunicazioni operative, gli indagati avrebbero utilizzato utenze dedicate, i cosiddetti “telefoni citofono”, intestati a prestanome e impiegati esclusivamente per l’organizzazione dei furti.

Il coordinamento tra procure

Un passaggio ritenuto decisivo dagli inquirenti è stato il coordinamento investigativo con la Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Proprio questa sinergia, si legge nella nota della Procura, avrebbe consentito di documentare la convergenza di interessi criminali e di rafforzare il quadro indiziario nei confronti di più soggetti coinvolti nell’inchiesta.

L’indagine resta aperta e punta ora a chiarire ulteriori responsabilità e ramificazioni del gruppo, ritenuto attivo nel traffico illecito di farmaci salvavita sottratti alle strutture pubbliche.

Linea 6, orario prolungato fino alle 21.30: accordo nella notte tra Anm e sindacati

Napoli – Dal 23 marzo la Linea 6 della metropolitana di Napoli resterà in funzione più a lungo. L’orario di esercizio sarà infatti esteso fino alle 21.30 nei giorni feriali.

L’intesa è stata raggiunta nella notte tra l’Azienda napoletana mobilità e le organizzazioni sindacali, come annunciato dall’assessore comunale alle Infrastrutture, Edoardo Cosenza.

«Ci siamo – ha spiegato Cosenza – questa notte è stato siglato l’accordo tra Anm e i sindacati. Da lunedì 23 marzo, o comunque appena arriverà il via libera da Ansfisa, la Linea 6 prolungherà l’orario di servizio fino alle 21.30».

Oggi chiude alle 15.30

Attualmente la linea termina il servizio nel primo pomeriggio, alle 15.30, una limitazione legata alla disponibilità dei convogli in circolazione.

«È il massimo che si può fare con i treni attuali – ha aggiunto l’assessore – ma stiamo lavorando intensamente per mettere in esercizio i nuovi convogli».

L’allungamento dell’orario rappresenta quindi una prima tappa verso il pieno utilizzo dell’infrastruttura, che nei prossimi mesi dovrebbe vedere ulteriori miglioramenti.

Nuovi treni entro fine anno

Secondo il cronoprogramma indicato dal Comune, i primi nuovi treni destinati alla Linea 6 dovrebbero entrare in servizio entro la fine dell’anno, consentendo un ulteriore potenziamento della frequenza e degli orari.

Cosenza ha voluto ringraziare sia l’azienda di trasporto sia le organizzazioni sindacali per l’accordo raggiunto: «Un grazie per l’enorme sforzo organizzativo di Anm e ai sindacati che hanno aderito a questo nuovo avanzamento».

Il peso di Anm nel trasporto regionale

Nel commentare la novità, l’assessore ha ricordato anche i numeri del trasporto pubblico cittadino.

«L’Azienda napoletana mobilità – ha sottolineato – con i suoi 100 milioni di passeggeri all’anno e circa il 40% del trasporto pubblico giornaliero in Campania è sempre più un punto di riferimento a livello nazionale.

Lo sapevate che Pomigliano d’Arco ha la forma di un aereo?

Pomigliano d’Arco, cittadina di circa 40.000 abitanti in provincia di Napoli e uno dei principali poli industriali del Sud Italia, nasconde una curiosità urbanistica davvero singolare: Pomigliano d’Arco forma aereo non è solo uno slogan da social, ma un richiamo storico a un progetto urbanistico unico nel suo genere.

La città e il suo progetto “aereo”: quando urbanistica e visione si incontrano

La storia urbana di Pomigliano d’Arco è profondamente legata al suo sviluppo industriale. Negli anni ’30, con la nascita dello stabilimento aeronautico Alfa Romeo Avio, parte dell’ambizioso progetto di industrializzazione dell’Italia meridionale, fu concepito un disegno urbano che oggi alcuni osservatori associano alla silhouette di un aeroplano.

Secondo diversi studi storici e fonti locali, nel 1939 l’architetto Alessandro Cairoli lavorò alla realizzazione di una cittadella industriale e residenziale in cui la pianta urbana assumeva proporzioni e direzioni tali da ricordare, dall’alto, un aeroplano. Sebbene il progetto originale sia stato in gran parte compromesso dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, l’idea di Pomigliano d’Arco forma aereo resta una suggestione urbanistica legata alla storia industriale della città e alla sua vocazione tecnologica.

Dal passato industriale al presente urbano

Oggi Pomigliano d’Arco è conosciuta soprattutto per la sua rilevanza industriale. Qui si trovano stabilimenti storici legati ad Alfa Romeo e, più recentemente, a gruppi come Stellantis e Avio Aero, realtà impegnate nella produzione automobilistica e aeronautica moderna.

La storia dell’insediamento industriale iniziò con la creazione di un grande centro aeronautico, tra i più importanti d’Europa prima e durante la Seconda Guerra Mondiale, grazie all’impegno dell’ingegnere Ugo Gobbato e all’architetto Cairoli. Anche se la guerra e il successivo sviluppo urbano hanno trasformato profondamente il territorio, la leggenda della città a forma di aeroplano rimane radicata nella cultura locale e nei racconti storici.

Ma Pomigliano non è solo memoria: la città sta vivendo nuove trasformazioni urbanistiche. Recentemente sono stati approvati piani urbanistici che puntano su sostenibilità ambientale, aree verdi e mobilità alternativa, segnando un’evoluzione moderna rispetto alla struttura storica del territorio.

Pomigliano oggi: tra mobilità sostenibile e identità industriale

Oltre alla storia e alle curiosità urbanistiche, Pomigliano d’Arco si trova oggi al centro di nuovi progetti urbani. Tra questi spiccano interventi per migliorare la mobilità cittadina e collegare meglio il territorio alle infrastrutture di trasporto nazionali, come la stazione ad alta velocità di Afragola, tramite arterie sostenibili e servizi pubblici ecologici.

In parallelo, iniziative di riqualificazione urbana e piani di sviluppo socio-economico cercano di coniugare il ruolo storico della città come centro industriale con obiettivi di qualità della vita per i cittadini e attenzione all’ambiente.

Infine, nel tessuto culturale locale emergono memorie e simboli che richiamano la vocazione aeronautica di Pomigliano d’Arco, come installazioni di velivoli storici in spazi pubblici, che sottolineano il legame tra identità cittadina e storia industriale.

Pomigliano d’Arco: lo sapevi che la città ha la forma di un aereo?

Pomigliano d’Arco vista dall’alto nasconde una curiosità sorprendente: la sua pianta urbana richiama la forma di un aereo. Storia, industria e urbanistica.

Pomigliano d’Arco

Pomigliano d’Arco forma aereo

Casal di Principe, controlli ambientali dei carabinieri: sequestrate due aree, denunciato un imprenditore

Due aree sequestrate e un imprenditore denunciato per una lunga serie di reati ambientali e urbanistici. È il bilancio di un controllo effettuato dai carabinieri della stazione di Casal di Principe nell’ambito delle attività di contrasto agli illeciti contro l’ambiente.

Al centro delle verifiche una società operante nel settore della produzione e commercializzazione di materiali edili, tra cui il cemento. Al termine degli accertamenti i militari dell’Arma hanno deferito in stato di libertà un 28enne del posto, amministratore unico dell’azienda.

Le contestazioni riguardano diversi illeciti, tra cui lo scarico non autorizzato di acque reflue industriali, l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nelle acque, la gestione irregolare di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi e le emissioni in atmosfera prive delle necessarie autorizzazioni. A queste si aggiungono anche violazioni di natura edilizia e il cambio illecito della destinazione d’uso di un terreno agricolo trasformato in area industriale.

Nel corso dell’ispezione i carabinieri hanno individuato, all’interno di una prima area recintata, un’attività illegale di tritovagliatura e un vasto deposito di rifiuti. Tra i materiali rinvenuti figuravano residui ferrosi, pneumatici, oli esausti, componenti meccaniche provenienti da auto e camion e fanghi mescolati a materiali inerti e breccia, utilizzati per ricoprire parte del piazzale.

Ulteriori verifiche hanno portato alla scoperta di un secondo sito, poco distante e non recintato, dove erano stati accumulati altri rifiuti. In questo caso i militari hanno trovato pezzi meccanici di veicoli, lamiere, tubazioni, rottami ferrosi e diversi cumuli di materiali di risulta utilizzati anche per la produzione di calcestruzzo.

Le due aree risultavano inoltre interessate dalla realizzazione di strutture abusive su terreni accatastati come agricoli e situati in una zona sottoposta a vincolo idrogeologico nei pressi dei Regi Lagni. Al termine dell’operazione i carabinieri hanno disposto il sequestro penale di entrambe le aree, mentre per l’imprenditore è scattata la denuncia.

Serie A, gli arbitri della 29ª giornata: Abisso per Napoli-Lecce; Manganiello dirige Inter-Atalanta

4

Sono state ufficializzate le designazioni arbitrali per la ventinovesima giornata del campionato di Serie A. L’Associazione italiana arbitri ha comunicato i direttori di gara che guideranno le sfide del prossimo turno, caratterizzato da diversi incontri di rilievo nella corsa alle posizioni alte della classifica.

Ad aprire il weekend sarà l’anticipo tra Inter e Atalanta, in programma sabato alle 15, affidato all’arbitro Gianluca Manganiello. Sempre nella giornata di sabato, ma in serata, sarà Maurizio Mariani a dirigere il confronto tra Udinese e Juventus, previsto alle 20.45. Tra le partite più attese della domenica figura Como-Roma, in calendario alle 18, che sarà diretta da Davide Massa.

A chiudere il programma dei big match sarà Lazio-Milan, prevista alle 20.45, per la quale è stato designato Marco Guida. Il turno prenderà il via già venerdì sera con Torino-Parma, affidata a Fabio Maresca. Sabato pomeriggio sarà la volta di Napoli-Lecce, diretta da Rosario Abisso. Domenica il programma proseguirà con Verona-Genoa alle 12.30 sotto la direzione di Matteo Marchetti, mentre nel pomeriggio Pisa-Cagliari sarà arbitrata da Federico La Penna e Sassuolo-Bologna da Kevin Bonacina. A chiudere la giornata, lunedì sera, sarà Cremonese-Fiorentina con Daniele Di Bello.

Sal Da Vinci chiarisce: «Nessuno spot per Meloni con la mia canzone»

Napoli – Una giornata divisa tra il riconoscimento delle istituzioni, i chiarimenti politici e un profondo cordoglio cittadino. A margine della cerimonia al Maschio Angioino, dove ha ricevuto la medaglia della città di Napoli per celebrare il suo trionfo all’ultimo Festival di Sanremo, Sal Da Vinci ha affrontato i cronisti smentendo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore e mostrando la sua vicinanza a una famiglia distrutta dal dolore.

Il “giallo” del referendum e la telefonata della premier

Il primo punto a essere chiarito riguarda il destino del suo brano vincitore, Per sempre sì. Nelle ultime ore si era rincorsa la voce di una richiesta diretta da parte della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per utilizzare la canzone come inno della campagna referendaria a sostegno del “Sì”. Un’ipotesi che l’artista ha smentito categoricamente: “Non mi ha chiesto di usare la canzone per il referendum, sono parole che volano nel web e diventano gigantesche”.

Il cantautore napoletano ha poi ridimensionato i contatti con Palazzo Chigi, confermando di aver sentito la premier, ma solo per un rapido scambio di cortesie: “Mi ha chiamato facendomi i complimenti per la vittoria a Sanremo ed è finita lì. È stata una telefonata durata trenta secondi, anche perché aveva altre cose molto più importanti di cui occuparsi rispetto alla mia vittoria”.

Il lutto per Domenico: “È il figlio di tutti”

Dal palcoscenico di Sanremo alla dura realtà della cronaca locale, il tono di Sal Da Vinci si è poi fatto grave quando ha affrontato il tema della tragica scomparsa di Domenico Caliendo, il bambino deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito. In segno di rispetto per il dolore della famiglia e per non sovrapporsi ai funerali, l’artista nei giorni scorsi ha deciso di rinviare di 24 ore la grande festa organizzata nel suo quartiere.

“Ho sentito Patrizia, la mamma del piccolo, e suo marito proprio un minuto prima di scendere dall’auto”, ha raccontato un commosso Da Vinci. “Ho chiesto loro umilmente di svuotare questa rabbia che hanno dentro, perché è fondamentale, anche per sostenere gli altri due figli”. Un dolore che esce dalle mura di casa e investe l’intera città: “È un dolore di tutta la famiglia, ma soprattutto di tutta la comunità. Domenico è il nostro figlio, non è solo il figlio di Patrizia. Se nel mio piccolo hanno bisogno di una parola di conforto, io ci sono”.

Scampia: la guerra quotidiana contro lo spaccio sembra senza fine

Un’altra botta per Scampia

Ragazzi, parliamo di Scampia. Un arresto per spaccio di droga ha di nuovo scosso il quartiere, portando alla luce una realtà che, purtroppo, conosciamo fin troppo bene. Un’operazione che ci ricorda che la lotta contro la mafia e le attività illecite è una battaglia continua, ma evidentemente non sufficiente.

La vita nei quartieri difficili

Scampia, un luogo che racconta storie di speranza e disperazione. Qui giovani e meno giovani combattono ogni giorno per trovare una strada diversa. Eppure, l’eco del crimine è forte e costante. La polizia compie il suo lavoro, ma è evidente che c’è bisogno di qualcosa di più: di opportunità, di investimenti, di ascolto. Non possiamo affidarci solo agli arresti.

Riflessioni sul futuro

Per ogni spacciatore arrestato, ci sono centinaia di giovani che restano bloccati in un circolo vizioso. Razionalmente, è chiaro che la soluzione non può essere solo repressiva. Serve una vera e propria rivoluzione culturale e sociale. Servono speranze che siano più forti delle tentazioni.

Un invito alla comunità

Questa è una chiamata a tutti noi: cosa possiamo fare per cambiare la situazione? Non basta più lamentarsi davanti al bar, è il momento di agire. La società civile deve unirsi, reclamare spazi e iniziative per i giovani, per costruire giorno dopo giorno un futuro migliore. Che ne pensate, come possiamo ripartire per il bene di Scampia e delle aziende sane?

Napoli e il crimine: un ciclo infinito di arresti e derubati

I tre arresti in un mese: follia o strategia?

Immaginate di essere arrestati tre volte in un mese. Succede a Napoli, dove il confine tra vita normale e criminalità è inesistente. E non parliamo di un evento raro, è la quotidianità per alcuni. È una battaglia senza tregua contro un sistema marcio. Da un lato ci sono le forze dell’ordine che cercano di mantenere la calma, dall’altro i malviventi che si sentono invincibili.

Finti agenti e furti ai corrieri: il crimine si rinnova

È l’ultima moda: finti agenti di polizia che derubano corrieri di elettronica. Una rapina ben orchestrata che brucia in un attimo il lavoro di tanti. È davvero incredibile quanto la criminalità possa adattarsi e camuffarsi. E la gente? La gente ha paura. Un clima di incertezza che fa crescere il desiderio di sicurezza, ma le soluzioni sembrano lontane.

Le conseguenze per la popolazione

La popolazione è stanca. Ogni giorno deve fare i conti con storie come quelle degli ultimi arresti o delle rapine con finti poliziotti. Si sentono abbandonati. Le istituzioni devono intervenire, ma parliamo sempre di promesse che non si concretizzano. Come se il tempo si fosse fermato in questo ciclo di violenza e insoddisfazione.

Un futuro incerto

Arresti e crimine: Napoli è in un circolo vizioso. Lamentarsi non basta, è tempo di agire. Cosa serve per spezzare questo ciclo? Servono misure concrete, un cambio di mentalità, e una voce comune che gridi basta. I napoletani meritano di sentirsi al sicuro nella propria città.

La domanda resta: fino a quando si tollererà questa situazione? I cittadini hanno il potere di cambiare le cose, ma sono pronti a farlo?

Furti di farmaci oncologici: che vergogna!

Un attacco insensato alla vita

La Campania è ancora una volta sotto i riflettori, ma non per i motivi giusti. I furti di farmaci oncologici salvavita sono un atto inqualificabile che fa rabbrividire. Dieci misure cautelari emesse, ma chi ci resta tra il silenzio e l’indifferenza?

Una battaglia contro il tempo

Ogni pillola rubata è una vita messa in difficoltà. I cittadini sfornano la loro indignazione da bar: come può accadere una cosa del genere in una società che si definisce civile? La presenza della mafia nel settore sanitario è un male da estirpare con urgenza.

Il potere della resistenza popolare

Allo stesso tempo, vediamo il lato positivo. Le autorità, finalmente in movimento, devono fare di più. La risposta della comunità sana deve essere forte, pronta a denunciare senza paura. Abbiamo bisogno di un’alleanza tra cittadini e forze dell’ordine. Perché qui, nella nostra Napoli, ogni gesto conta.

Un’appello alla comunità

Ci troviamo in una fase cruciale. Non possiamo rimanere a guardare mentre si gioca con le vite delle persone. La vera forza di Napoli sta nella sua gente. Siamo pronti a reagire o la paura dei ritorsioni ci fermerà?

Fiorello Avvocato di Sal Da Vici: Un Mix di Umorismo e Realtà nel Mondo dello Spettacolo

La recente gag di Fiorello nel ruolo di avvocato per Sal Da Vinci ha suscitato un’onda di divertimento e approvazione tra il pubblico. In un momento storico in cui la satira prende forma in contesti inusuali, questo sketch si fa portavoce di un intrattenimento che sa apprezzare le sfumature della vita.

La scelta di Fiorello di indossare le vesti di avvocato è una mossa strategica che riflette la versatilità dell’artista. Non è solo un momento di comicità, ma una critica velata a situazioni legali che spesso popolano le cronache. Attraverso l’umorismo, Fiorello riesce a mettere in luce la complessità delle questioni legali e sociali, senza mai perdere di vista l’importanza della risata.

Un legame tra arte e giustizia

Nel panorama dello spettacolo, l’arte e la giustizia si intrecciano sempre più, come dimostra questo episodio. La figura dell’avvocato, spesso percepita come seria e distaccata, è resa accessibile e divertente. Questo non solo intrattiene, ma offre anche una riflessione su come i personaggi pubblici navigano le proprie vite, affrontando questioni legali con un senso di ironia e audacia.

In un’epoca in cui la comicità sta sempre più abbracciando argomenti seri, è lecito domandarsi se il confine tra recitazione e vita quotidiana si stia assottigliando. Questo epico sketch di Fiorello ci invita a riflettere: fino a che punto l’umorismo può rappresentare una cura e una risposta alle sfide del mondo contemporaneo?

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da LA PENNICANZA RADIO2 (@lapennicanzaradio2)

Caserta, fermato con dosi di crack e contanti in auto: arrestato 52enne

Un controllo di routine si è trasformato in un arresto nel tardo pomeriggio di lunedì 9 marzo a Caserta. I carabinieri della Compagnia cittadina hanno fermato un’autovettura lungo via Galatina, una delle principali arterie di collegamento della città, scoprendo che uno degli occupanti nascondeva diverse dosi di crack.

I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile stavano effettuando servizi di pattugliamento finalizzati alla prevenzione dei reati contro il patrimonio e al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti quando hanno deciso di controllare l’auto con a bordo un uomo e la moglie.

Fin dai primi momenti l’atteggiamento del conducente, apparso nervoso e particolarmente circospetto, ha insospettito i carabinieri, che hanno deciso di approfondire gli accertamenti con una perquisizione personale e veicolare. Durante il controllo è emerso che l’uomo nascondeva nella tasca anteriore dei pantaloni 14 involucri contenenti crack per un peso complessivo di circa 3,7 grammi. Insieme alla droga i militari hanno trovato anche 130 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio, ritenuti presumibile provento dell’attività di spaccio.

Per il 52enne, residente a Portico di Caserta e già noto alle forze dell’ordine, sono scattate le manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La moglie, incensurata e presente in auto al momento del controllo, non risulta coinvolta nella vicenda. La sostanza stupefacente e il denaro sono stati sequestrati, mentre l’uomo è stato accompagnato negli uffici dell’Arma e successivamente trattenuto nelle camere di sicurezza della caserma, a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa del rito direttissimo.

Camorra, giudizio immediato per il boss di Bagnoli e il suo braccio destro

Napoli – Finiranno direttamente davanti alla Corte di Assise senza passare dall’udienza preliminare Massimiliano Esposito, detto ’o scognato, e Luigi Bitonto, alias provolino, ritenuti elementi di vertice della criminalità organizzata nell’area flegrea.

I due sono accusati di essere tra gli esecutori materiali del brutale omicidio di Antonio Ivone, avvenuto nell’agosto del 2000 a Bagnoli, e saranno processati a partire dal prossimo 12 settembre.

La decisione è stata presa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Fabrizio Finamore, che ha firmato il decreto di giudizio immediato disponendo il rinvio a giudizio dei due presunti killer davanti alla seconda sezione della Corte d’Assise. A difendere gli imputati saranno gli avvocati Roccio Maria Spina, che assiste entrambi, e Claudio Davino, legale di fiducia di Esposito.

Una lunga vicenda giudiziaria

Il provvedimento arriva al termine di un complesso percorso giudiziario. Nei mesi scorsi il Tribunale del Riesame aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare a carico dei due imputati, ma la Procura ha impugnato la decisione e la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha disposto una nuova valutazione del caso. A marzo 2025, i giudici della libertà hanno ripristinato la misura cautelare per entrambi, aprendo la strada al giudizio immediato.

Resta ora da capire se Esposito e Bitonto sceglieranno di affrontare il processo con rito ordinario o se opteranno per l’abbreviato, strategia che, in caso di condanna, potrebbe garantire loro uno sconto di pena.

Il racconto dei pentiti: “Ivone ucciso per il controllo di Bagnoli”

La vera svolta nelle indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Napoli, è arrivata lo scorso anno grazie alle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, Marco Conte e Raffaele Giogli. Conte ha indicato in modo dettagliato la composizione del gruppo che avrebbe partecipato all’omicidio: “Io, Massimiliano Esposito, Luigi Bitonto, Massimiliano De Franco (poi deceduto), Pietro Esposito detto Pierino (anch’egli deceduto) e Raffaele Giogli”.

Secondo i verbali, il movente dell’omicidio sarebbe stato legato alla volontà di Massimiliano Esposito di imporsi come leader assoluto sulla zona flegrea, eliminando potenziali rivali. Antonio Ivone, infatti, era ritenuto vicino a Rodolfo Zinco, legato al clan Rossi, storico nemico del gruppo Esposito.

“Massimiliano – racconta ancora Conte – voleva colpire Zinco, ma non riuscendo a trovarlo, ordinò di colpire Ivone, che si trovava seduto davanti a un chiosco in via Tertulliano”. È lì che, secondo l’accusa, sarebbe scattata la decisione di uccidere. Bitonto, secondo i racconti, avrebbe coordinato il gruppo: “Fece segno a Giogli e a Pietro Esposito di avvicinarsi e indicò loro Ivone. Poi si rivolse a me dicendo di essere pronto a coprire la fuga”.

A sparare, sempre secondo la ricostruzione dei pentiti, sarebbe stato Massimiliano Esposito, seguito da Giogli, la cui pistola però si sarebbe inceppata. Nell’azione, fu sfiorato anche un parente della vittima, verso il quale Giogli esplose un colpo senza ferirlo.

Il processo fissato per il 12 settembre

Con le accuse formalizzate e i gravi indizi raccolti, ora Massimiliano Esposito e Luigi Bitonto dovranno difendersi in aula da una delle accuse più pesanti previste dal codice penale: omicidio aggravato dal metodo mafioso. Un processo, fissata per il 12 settembre, che si preannuncia complesso, ma che potrebbe scrivere una pagina importante nella lunga e sanguinosa storia della camorra dei quartieri occidentali di Napoli.

Controlli della Guardia di Finanza nel Beneventano: scoperti quattro lavoratori in nero

Quattro lavoratori in nero scoperti e diverse irregolarità accertate tra attività commerciali e ristoranti della provincia di Benevento. È il bilancio dei controlli condotti dalla Guardia di Finanza del comando provinciale sannita nell’ambito delle verifiche contro il lavoro sommerso.

Dall’inizio dell’anno le Fiamme Gialle hanno effettuato nove attività ispettive nei confronti di società operanti sul territorio provinciale. Le verifiche hanno portato alla scoperta di quattro dipendenti per i quali il rapporto di lavoro non era stato dichiarato. Uno degli interventi è stato eseguito dai militari del gruppo di Benevento in un’attività commerciale di San Leucio del Sannio.

Nel corso del controllo è emerso che un dipendente lavorava senza le previste coperture previdenziali, mentre per un altro lavoratore è stato disconosciuto il rapporto di lavoro dichiarato. Nello stesso esercizio è stata inoltre accertata la presenza di un sistema di videosorveglianza installato senza le autorizzazioni richieste, con una sanzione amministrativa pari a 512,25 euro.

Le verifiche hanno riguardato anche due ristoranti del capoluogo sannita. In entrambi i casi i finanzieri hanno contestato l’omessa tracciabilità dei pagamenti degli stipendi ai dipendenti, che risultavano retribuiti in contanti anziché tramite strumenti consentiti come bonifici bancari, assegni o carte di pagamento.

Nel corso dei controlli in uno dei due locali è stata inoltre rilevata l’installazione di un sistema di videosorveglianza privo delle necessarie autorizzazioni. Per questa violazione è stata applicata una sanzione amministrativa di 3.720,58 euro. Le attività rientrano nei servizi di contrasto al lavoro sommerso e alle irregolarità nel mondo del lavoro, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori e garantire condizioni di concorrenza leale tra le imprese.

Avellino, scoperto rifugio abusivo: dieci cani salvati dai carabinieri forestali

Dieci cani meticci sono stati salvati dai carabinieri del nucleo forestale nel corso di un intervento effettuato ad Avella, in provincia di Avellino, dove è stato scoperto un rifugio abusivo in condizioni di forte degrado.

Gli animali erano ospitati all’interno di strutture fatiscenti e in un contesto igienico-sanitario giudicato precario. Durante il sopralluogo i militari hanno riscontrato una situazione di evidente sofferenza per i cani, che sono stati immediatamente messi in sicurezza e affidati al servizio veterinario dell’Asl per le cure e le verifiche sanitarie necessarie.

Al termine degli accertamenti, il presunto responsabile della struttura, un uomo di 59 anni residente da tempo ad Avella, è stato denunciato. Contestualmente l’area, estesa per circa 200 metri quadrati e utilizzata per l’attività non autorizzata, è stata posta sotto sequestro.

Dopo il recupero, i dieci animali sono stati trasferiti presso il canile giudiziario del comune di Luogosano, dove resteranno a disposizione dell’autorità competente e potranno ricevere assistenza e cure adeguate. L’operazione rientra nelle attività di controllo sul territorio finalizzate alla tutela del benessere animale e al contrasto delle strutture abusive.

Scampia, colpo allo spaccio nella «33»: pusher incastrato tra le scale dei palazzi

Napoli– Non si ferma la pressione delle forze dell’ordine sulle piazze di spaccio della periferia nord. I Carabinieri della stazione di Scampia hanno arrestato Luigi Mari, 53enne già noto alle autorità, con l’accusa di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti.

L’operazione, frutto di un attento servizio di osservazione, ha permesso di smantellare un piccolo ma frenetico “market” della droga itinerante nella zona della “33“.

Lo scambio e il pedinamento

Tutto è iniziato in via Ortese, dove i militari hanno individuato l’uomo e ne hanno seguito i movimenti con discrezione. Il blitz è scattato subito dopo aver documentato uno scambio classico: una dose di crack ceduta a un acquirente in cambio di una banconota da dieci euro.

Mentre il cliente è stato prontamente fermato e segnalato alla Prefettura come assuntore, l’attenzione dei Carabinieri è rimasta puntata sul pusher.

Il nascondiglio tra le rampe

Il 53enne, ignaro di essere osservato, è stato visto fare la spola più volte lungo la rampa di scale di un isolato della zona. I Carabinieri sono intervenuti proprio mentre l’uomo recuperava dal suo nascondiglio “di scorta” altre sei dosi di crack. Oltre alla droga, la perquisizione personale ha portato alla luce 210 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita, e un coltello di 16 centimetri. Per quest’ultimo dettaglio, all’accusa di spaccio si è aggiunta la denuncia per porto abusivo di armi.

Arsenale e stupefacenti nelle aree comuni

L’ispezione dei militari si è poi estesa alle aree comuni dell’edificio. Sebbene non direttamente riconducibili all’arrestato, all’interno degli spazi condominiali sono stati rinvenuti e sequestrati a carico di ignoti due proiettili e una dose di marijuana, a testimonianza del clima di illegalità che permea alcuni complessi della zona.

Al termine delle formalità di rito, Luigi Mari è stato trasferito in carcere, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

5 Semplici abitudini per migliorare le tue finanze personali

1

Gestire le finanze personali non richiede magie o formule complicate. Chiunque può migliorare la propria situazione economica iniziando da piccole abitudini quotidiane, senza dover diventare un esperto di economia.

Piccole abitudini finanziarie applicate con costanza cambiano davvero il modo in cui gestisci i soldi. Ecco cinque approcci pratici che puoi provare subito, dalla creazione di un budget semplice all’uso di strumenti digitali per monitorare le spese.

Queste strategie toccano anche tecniche per ridurre i debiti e aumentare il risparmio, insieme a qualche spunto psicologico utile per capire cosa blocca le scelte finanziarie. L’idea è darti strumenti concreti per prendere in mano le tue finanze senza complicarti la vita.

1. Stabilisci un budget mensile dettagliato

Creare un budget mensile rappresenta il primo passo per tenere sotto controllo le tue finanze. Parti annotando tutte le entrate: stipendio, lavoretti extra, qualsiasi fonte.

Segna poi tutte le uscite. Dividi tra spese fisse come affitto e bollette, e spese variabili come cibo o trasporti.

Destina ogni euro a una categoria precisa. Così vedi subito dove vanno i tuoi soldi e puoi capire dove tagliare, se serve.

Non serve complicarsi la vita. Un foglio Excel, un’app, o anche solo carta e penna bastano per iniziare.

Rivedi il budget ogni mese e aggiustalo secondo le tue vere esigenze. Col tempo, ti accorgi di come spendi e pianifichi meglio.

2. Automatizza il risparmio con bonifici ricorrenti

Impostare un bonifico ricorrente ti aiuta a risparmiare senza sforzo. Puoi far trasferire ogni mese una cifra dal conto corrente a quello di risparmio, scegliendo tu importo e frequenza.

Così, il denaro si sposta automaticamente prima che tu possa spenderlo. Non devi ricordarti ogni volta di mettere da parte qualcosa.

Quasi tutte le banche offrono questa funzione tramite home banking. Attivare il bonifico ricorrente richiede pochi minuti.

L’automazione funziona anche nei mesi in cui spendi di più. Non devi ogni volta decidere se puoi permetterti di risparmiare.

Scegli un importo che non ti pesa troppo. Anche piccole cifre, mese dopo mese, fanno la differenza quando serve una riserva per le emergenze o per qualche progetto.

3. Monitora le spese quotidiane tramite app finanziarie

Le app finanziarie ti aiutano a tenere traccia di ogni movimento, senza troppe complicazioni. Puoi registrare acquisti, bollette e spese varie direttamente dallo smartphone.

Questi strumenti analizzano le abitudini di consumo e ti mostrano dove finiscono i soldi. Molte app categorizzano le transazioni in automatico, così capisci subito dove esageri.

Le applicazioni spesso permettono di fissare limiti di spesa e creare budget personalizzati. Se ti avvicini ai limiti, ricevi una notifica: niente più sorprese a fine mese.

Ce ne sono tante, gratuite e compatibili con Android e iOS. Alcune si collegano direttamente ai tuoi conti bancari, altre richiedono l’inserimento manuale.

Dedica qualche minuto ogni giorno ad aggiornare l’app. Questa abitudine, anche se sembra banale, aumenta la consapevolezza e ti aiuta a fare scelte più ragionate.

4. Riduci i debiti ad alto interesse prioritariamente

I debiti con interessi alti pesano parecchio sulle tue finanze. Carte di credito e prestiti personali spesso hanno tassi che superano il 15-20%.

Concentrati prima sui debiti più costosi. Il metodo Avalanche, ad esempio, ti fa risparmiare sugli interessi nel tempo.

Metti in fila tutti i debiti dal più caro al più economico. Continua a pagare il minimo su tutti, ma usa ogni euro extra per abbattere quello col tasso più alto.

In alternativa, puoi provare il metodo Snowball: parti dai debiti più piccoli per vedere risultati subito. Scegli quello che ti motiva di più.

Se hai tanti debiti, valuta di consolidarli in un prestito unico con condizioni migliori. Così semplifichi la gestione e magari abbassi gli interessi totali.

5. Utilizza i codici coupon per spendere meno su tutti gli acquisti

I codici sconto sono alleati preziosi per risparmiare sugli acquisti online. Esistono siti che raccolgono offerte e coupon aggiornati per tantissimi negozi.

Prima di concludere un acquisto, cerca il nome del negozio più “codice sconto” su Google o Shopilo. Spesso trovi coupon validi che ti fanno risparmiare senza fatica.

Puoi anche installare estensioni per il browser che applicano i codici automaticamente al checkout. Così confronti le offerte senza perdere tempo a cercare manualmente.

Iscriviti alle newsletter dei tuoi negozi preferiti per ricevere sconti esclusivi via email. Di solito le aziende premiano chi si registra con offerte migliori.

Controlla sempre che il codice sia valido e leggi le condizioni: a volte ci sono limiti di spesa o scadenze. Bastano pochi minuti e, alla lunga, il risparmio si vede davvero.

L’impatto psicologico delle abitudini finanziarie

Le abitudini finanziarie influenzano anche l’umore, a volte più di quanto pensiamo. Capire i meccanismi mentali che ci bloccano e trovare strategie per restare motivati è fondamentale per cambiare davvero il rapporto col denaro.

Superare le barriere mentali al cambiamento finanziario

I bias cognitivi spesso ci fanno fare scelte sbagliate con i soldi. Il bias della gratificazione immediata, ad esempio, ci spinge a volere tutto subito invece che pensare al futuro.

La paura di fallire blocca molti prima ancora di iniziare. Spesso deriva da esperienze passate o convinzioni ereditate dalla famiglia.

L’effetto dotazione ci fa sopravvalutare quello che già abbiamo, rendendo difficile eliminare spese inutili. Chiediti ogni tanto se rifaresti davvero una certa spesa oggi.

Emozioni come ansia e stress distorcono le decisioni finanziarie. Sotto pressione, è facile cedere agli acquisti impulsivi che rovinano i piani a lungo termine.

Coltivare la motivazione per mantenere le nuove abitudini

La motivazione che viene da dentro dura di più rispetto a quella imposta dall’esterno. Collega le abitudini finanziarie ai tuoi valori: se per te la sicurezza della famiglia conta, risparmiare ha un senso più profondo.

Stabilisci obiettivi chiari e misurabili per vedere i progressi. Non basta dire “voglio risparmiare di più”: meglio “metto da parte 200 euro al mese per sei mesi”.

Controlla regolarmente come stai andando. Rivedere i risultati ogni settimana aiuta a correggere il tiro e a sentirsi più in controllo.

Quando automatizzi le buone abitudini, togli di mezzo le decisioni quotidiane. Se i risparmi si trasferiscono da soli o le bollette si pagano in automatico, risparmi energia mentale e resti costante anche quando manca la voglia.

Come monitorare e valutare i tuoi progressi finanziari

Per capire se stai migliorando, servono strumenti giusti e qualche metodo di misurazione. App e fogli di calcolo aiutano a tenere traccia di entrate e uscite, mentre confrontare i risultati con gli obiettivi iniziali ti dice se sei sulla strada giusta.

Strumenti digitali per il controllo delle finanze personali

Le app di finanza personale rendono più semplice monitorare le spese ogni giorno. App come YNAB, Wallet o MoneyStats si collegano direttamente ai tuoi conti bancari.

Queste app categorizzano in automatico le transazioni. Così puoi vedere subito dove finiscono i tuoi soldi, senza doverci pensare troppo.

I fogli di calcolo, invece, restano una scelta valida per chi vuole avere tutto sotto controllo in modo manuale. Puoi creare modelli su Excel o Google Sheets per segnare entrate e uscite, calcolando il risparmio ogni mese.

Questa soluzione ti permette di personalizzare le categorie come preferisci. In fondo, ognuno ha le proprie abitudini e priorità quando si tratta di soldi.

Le dashboard digitali ti danno una panoramica in tempo reale del saldo e dell’andamento delle spese rispetto al budget. Non è forse bello vedere tutto subito, senza dover fare troppi conti?

Metodi efficaci per misurare i miglioramenti nel tempo

Controllare le tue finanze ogni mese è probabilmente il modo più semplice per capire se stai facendo progressi. Quando confronti le spese attuali con quelle dei mesi passati, puoi notare subito dove hai tagliato i costi o magari sei riuscito a risparmiare di più.

Puntare su obiettivi concreti come “risparmiare €500 al mese” aiuta molto più dei buoni propositi generici. Prova a scrivere i tuoi risultati su un diario finanziario o su un foglio, così puoi vedere come cambiano le tue abitudini di spesa nel tempo.

Ogni anno, riguardare i dati ti mostra davvero se le tue strategie stanno funzionando. Forse non è immediato, ma calcolare la crescita del patrimonio netto, la riduzione dei debiti o anche solo l’aumento della percentuale di risparmio rispetto all’anno precedente ti dà un quadro chiaro dei tuoi progressi.

 

Casavatore, il piccolo Giovanni torna a casa dopo l’intervento al cuore

Casavatore – Un ritorno a casa carico di emozione, lacrime e speranza. Il piccolo Giovanni è finalmente rientrato tra le braccia della sua famiglia dopo aver affrontato un delicatissimo intervento chirurgico al cuore eseguito dall’équipe medica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Ad attenderlo, nella sua casa di Casavatore, l’abbraccio dei genitori Antonio e Caterina, della nonna, delle cugine e di tutti i parenti che hanno vissuto giorni di apprensione e preghiera. Ora il peggio sembra alle spalle e per il piccolo si apre un futuro che la famiglia guarda con rinnovata fiducia.

La storia di Giovanni è un messaggio di forza e resilienza: un cuore piccolo ma già capace di affrontare una battaglia difficile e di vincerla, sostenuto dall’amore di chi gli sta accanto.

Così il ritorno a casa di Giovanni diventa anche un simbolo: il segno che, nonostante le ferite e le tragedie che talvolta segnano una comunità, la speranza può ancora trovare spazio e tornare a farsi strada.

P.B.

Dai conti svuotati alle criptovalute, smantellata rete di riciclaggio: 68 indagati

Salerno – Un tesoretto illecito da oltre un milione e mezzo di euro, accumulato prosciugando i risparmi di decine di ignari cittadini. È scattata alle prime luci dell’alba l’operazione congiunta di Carabinieri e Guardia di Finanza che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di misure cautelari reali, emessa dal GIP del Tribunale di Salerno su richiesta della Procura locale.

Sotto chiave sono finiti conti correnti e disponibilità finanziarie per un valore di oltre 1,5 milioni di euro, corrispondente all’esatto ammontare delle somme sottratte a ben 89 vittime accertate. Nel registro degli indagati figurano 68 persone, chiamate a rispondere della pesante accusa di riciclaggio.

La trappola del finto bancario

Il meccanismo fraudolento, ricostruito minuziosamente dagli inquirenti, era tanto semplice quanto insidioso. L’organizzazione criminale utilizzava la classica tecnica del phishing unita all’ingegneria sociale: falsi operatori bancari contattavano le vittime e, carpita la loro fiducia, inviavano link che rimandavano a piattaforme web clonate, del tutto identiche a quelle degli istituti di credito originali.

Convinti di mettere in sicurezza i propri risparmi, i correntisti inserivano le proprie credenziali d’accesso, consegnando di fatto le chiavi dei propri forzieri telematici ai truffatori.

Il riciclaggio tra prestanome e criptovalute

Una volta ottenuto l’accesso, il denaro veniva bonificato alla velocità della luce su conti correnti di “transito”, aperti da poco e intestati a compiacenti “teste di legno”. Ma per la Procura, il cuore dell’attività illecita risiedeva nella fase di ripulitura del denaro.

Per recidere ogni tracciabilità e rendere invisibili i fondi ai radar dell’Antiriciclaggio, le somme venivano immediatamente prelevate in contanti dagli sportelli o, in alternativa, iniettate nel cyberspazio: convertite in criptovalute attraverso piattaforme di exchange estere, i soldi svanivano nel nulla.

L’indagine e l’asse investigativo

A far crollare il castello di carte è stata la denuncia di un singolo cittadino, presentata alla stazione dei Carabinieri di Giffoni Valle Piana (Salerno), insospettito dall’apertura fraudolenta di rapporti finanziari a suo nome. Da quella singola anomalia è partita una complessa attività d’indagine che ha visto la sinergia tra i militari della Compagnia di Battipaglia e i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno.

Seguendo il flusso dei soldi virtuali, gli investigatori hanno tracciato una rete vastissima. L’operazione odierna, infatti, non si è limitata al solo territorio salernitano, ma ha interessato un raggio d’azione che ha toccato numerose province, estendendosi da Napoli e Caserta fino a Potenza, Lecce, Taranto, Roma e Macerata, a testimonianza della ramificazione e della pervasività del gruppo criminale.