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Referendum giustizia, votare Sì è un dovere morale: per Enzo Tortora, per Falcone, per tutti noi

C’è un nome che dovrebbe campeggiare, più di ogni slogan, più di ogni faccia da manifesto, più di ogni comizio, su questa battaglia referendaria per la separazione delle carriere: Enzo Tortora. Il 22 e 23 marzo 2026 gli italiani sono chiamati a esprimersi su una riforma costituzionale che interviene sull’assetto della magistratura, separando le carriere tra giudici e pubblici ministeri.

E allora bisogna dirlo con chiarezza: votare Sì non significa essere contro la giustizia. Significa, al contrario, voler restituire credibilità alla giustizia. Significa prendere atto che il sistema, così com’è, ha prodotto nel tempo errori, storture, squilibri, tragedie civili. E che tra tutte queste tragedie, quella di Tortora resta la più simbolica, la più feroce, la più intollerabile.

La vicenda è nota, ma va ripetuta fino alla nausea, perché questo Paese ha il brutto vizio di dimenticare. Enzo Tortora fu arrestato nel 1983 sulla base di accuse poi rivelatesi infondate; dopo carcere, arresti domiciliari, una condanna in primo grado e l’assoluzione in appello, fu assolto definitivamente nel 1987. Anche Rai Teche ricorda quella storia come uno dei casi più clamorosi di malagiustizia italiana.

Oggi quella ferita torna davanti agli occhi di tutti grazie a “Portobello”, la serie di Marco Bellocchio uscita su HBO Max il 20 febbraio 2026, con Fabrizio Gifuni nei panni del presentatore. Bellocchio ha detto chiaramente che la serie non nasce come messaggio referendario. Ed è giusto rispettare la sua posizione. Ma proprio perché non è propaganda, proprio perché non nasce come spot, quella serie colpisce ancora di più: perché mostra, senza sconti, l’abisso in cui uno Stato può precipitare quando smette di dubitare di se stesso.

Più si guarda Portobello, più si rileggono gli atti, più si ascoltano le interviste di allora, più una cosa diventa evidente: il caso Tortora non fu solo un errore. Fu la manifestazione plastica di una cultura del potere giudiziario che, quando perde il senso del limite, travolge l’individuo e poi fatica persino a chiedere scusa. E se quella vicenda ancora oggi ci brucia addosso, è perché non è rimasta confinata al passato. È diventata un paradigma.

Qualcuno dice: ma la separazione delle carriere non basta, da sola, a impedire un nuovo caso Tortora. Vero. Ma questo non è un argomento contro il Sì. È un argomento a favore del Sì. Perché quando una riforma non risolve tutto, non per questo è inutile. Se serve a riequilibrare il sistema, a rafforzare la terzietà del giudice, a segnare una distanza più netta tra chi accusa e chi giudica, allora è un passo avanti.

E non si può far finta che questo nodo non fosse stato colto anche da Giovanni Falcone. Senza trasformarlo in un santino da campagna elettorale, resta un fatto che Falcone, in una celebre intervista del 1991, disse con grande nettezza che giudice e pubblico ministero dovessero essere “due figure strutturalmente differenziate nelle competenze e nella carriera”. Non è una sfumatura da poco. È la prova che uno dei più grandi servitori dello Stato aveva visto il problema per quello che era: la terzietà del giudice non può essere solo proclamata, deve essere anche percepita, ordinata, resa credibile agli occhi dei cittadini. (Qui le parole di Giovanni Falcone sulla separazione delle carriere Fondazione Luigi Einaudi)

Il punto politico, allora, è semplice. Chi difende il No difende lo status quo. Difende un assetto che ha già mostrato crepe gigantesche. Difende l’idea che non ci sia nulla di sostanziale da correggere. Difende, in fondo, quella zona grigia in cui il cittadino entra nel tritacarne giudiziario e scopre troppo tardi che aver ragione non basta, essere innocenti non basta, perfino essere assolti non basta a riavere indietro la propria vita.

E c’è un altro aspetto che grida vendetta ancora oggi. Perché non basta ricordare ciò che la giustizia fece a Tortora; bisogna anche ricordare come quella stessa giustizia, negli anni successivi, non sia stata capace di inginocchiarsi davvero davanti al danno provocato. Dalle fonti pubbliche disponibili emerge una sola vera richiesta di scuse di un magistrato coinvolto, quella di Diego Marmo, arrivata nel 2014, trent’anni dopo, e accompagnata comunque dal richiamo alla propria “buona fede”. Per il resto, nelle ricostruzioni giornalistiche di riferimento, non emerge una vera assunzione collettiva di responsabilità da parte degli altri magistrati coinvolti; anzi, già nel 2013 Repubblica sottolineava come, su quel fronte, il vuoto fosse pressoché totale.

Ed è forse proprio questo il dato più scandaloso. Non solo un innocente fu travolto, umiliato, distrutto. Ma chi lo travolse, salvo rarissime eccezioni, non ha mai trovato davvero il coraggio di misurare fino in fondo il male fatto. Come se la sofferenza di un innocente fosse una nota a margine. Come se una vita devastata potesse essere archiviata con il rifugio comodo della procedura, del formalismo, della buona fede invocata a posteriori. È questa incapacità di comprendere il danno umano, morale, civile inflitto agli innocenti che rende ancora più urgente una riforma.

Per questo il comitato del Sì farebbe bene a mettere Enzo Tortora al centro della propria narrazione pubblica. Non per strumentalizzarlo. Non per piegare una tragedia personale a un uso di parte. Ma per ricordare all’Italia che dietro ogni formula giuridica ci sono persone, famiglie, reputazioni, corpi, malattie, esistenze distrutte. Tortora non è un santino: è una ferita aperta della Repubblica.

E allora sì, bisogna avere il coraggio di dirlo: votare Sì è anche un atto di rispetto verso la memoria di Enzo Tortora. Perché il modo peggiore di onorarlo sarebbe commemorarlo in tv, applaudire la fiction, indignarsi per qualche sera e poi lasciare intatto il meccanismo che ha reso possibile quell’orrore. La memoria, se non diventa scelta, è solo ipocrisia.

Se anche questa riforma servisse a ridurre il rischio di un solo errore giudiziario, di una sola vita spezzata, di un solo innocente trascinato nel fango, allora varrebbe già la pena sostenerla. Perché uno Stato serio non aspetta l’ennesimo Tortora per capire che qualcosa va cambiato. Lo capisce prima. E agisce.

Il 22 e 23 marzo, dunque, il punto non è se la riforma sia perfetta. Il punto è se vogliamo continuare a far finta che nulla sia accaduto. Chi ha visto Tortora, chi ha capito Tortora, chi sa che perfino Falcone aveva colto la necessità di una distinzione più netta tra accusa e giudizio, chi vede ancora oggi l’incapacità della giustizia di chiedere davvero perdono agli innocenti che ha travolto, non può che votare Sì.

Pignataro, lavoratori in nero scappano alla vista della polizia provinciale: scatta la denuncia

Gli agenti, coordinati dal colonnello Biagio Chiariello, hanno effettuato un accesso ispettivo all’interno di un capannone utilizzato per attività di gestione dei rifiuti. Durante le verifiche sono emerse difformità rispetto al titolo autorizzativo ambientale, in particolare per quanto riguarda il superamento dei quantitativi di rifiuti consentiti.

Lavoratori senza contratto e tentativo di fuga

Nel corso dell’ispezione sono stati inoltre individuati alcuni lavoratori impiegati senza regolare contratto. Alla vista degli agenti, alcuni di loro hanno tentato di allontanarsi dall’area, ma sono stati immediatamente fermati e identificati dalle forze dell’ordine.

Il bilancio dell’operazione parla di sanzioni amministrative per circa 10mila euro, il controllo di 12 veicoli e l’identificazione complessiva di 52 persone.

Una denuncia e rischio sospensione dell’attività

Al termine degli accertamenti una persona è stata denunciata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per violazioni della normativa ambientale.
A seguito delle irregolarità riscontrate sarà inoltre avviato il procedimento amministrativo finalizzato alla sospensione del titolo abilitativo dell’azienda.

Intensificati i controlli ambientali sul territorio

L’intervento rientra nel piano di controlli straordinari contro gli illeciti ambientali che la Provincia di Caserta sta rafforzando sul territorio. L’attività si inserisce nel quadro degli indirizzi operativi disposti dal presidente della Provincia, Anacleto Colombiano, con l’obiettivo di contrastare irregolarità nella gestione dei rifiuti e fenomeni di lavoro sommerso.

P.B.

Accoltellato per strada al Vomero: 36enne ferito alla gamba da due sconosciuti in scooter

Napoli – Un uomo di 36 anni è stato accoltellato alla gamba mentre camminava in pieno giorno nel quartiere Vomero, senza che – almeno da una prima ricostruzione – emerga un motivo apparente per l’aggressione. L’episodio è avvenuto in via Salvator Rosa, una delle arterie più trafficate e centrali della zona collinare napoletana.

Secondo quanto appurato finora dai carabinieri della stazione Vomero, intervenuti prontamente sul posto, la vittima stava passeggiando quando è stata avvicinata da due individui in sella uno scooter. Uno dei due, quello alla guida del mezzo, avrebbe estratto un coltello e colpito l’uomo alla gamba con un gesto rapido, prima di dileguarsi insieme al complice.

Non ci sarebbero stati scambi di parole né richieste di denaro: un’aggressione lampo che ha lasciato interdetti i passanti.

L’uomo ferito è stato soccorso e trasportato d’urgenza al vicino ospedale Cardarelli, dove i medici gli hanno medicato la ferita alla gamba. Le condizioni non destano particolari preoccupazioni, tanto che il 36enne – dopo le prime cure – ha firmato le dimissioni volontarie, rifiutando ulteriori accertamenti e un periodo di osservazione.

Dinamica ancora da chiarire

I carabinieri stanno ora al lavoro per ricostruire con precisione la dinamica e identificare i due aggressori. Al vaglio ci sono le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti in via Salvator Rosa e nelle vie limitrofe, oltre alle testimonianze di eventuali passanti che potrebbero aver assistito alla scena.

Al momento non è esclusa nessuna pista: dall’ipotesi di un regolamento di conti all’azione di balordi in cerca di un “colpo” facile, fino a un possibile errore di persona.L’episodio riaccende i riflettori sulla sicurezza nelle strade del Vomero, quartiere tradizionalmente considerato tranquillo ma non immune – come altre zone di Napoli – da episodi di violenza improvvisa. Le indagini proseguono con la massima discrezione per dare un nome e un volto ai responsabili.

Pomigliano, follia del sabato sera: 19enne in ospedale e ragazza accoltellata durante la rissa

Pomigliano – Non si placa l’ondata di violenza che sta trasformando i fine settimana napoletani in un bollettino di guerra. Tra Napoli e provincia, la “mala movida” continua a mietere vittime, segnata dall’uso spregiudicato di armi bianche e oggetti contundenti.

L’ultimo episodio cronachistico si è consumato alle prime luci del giorno a Pomigliano d’Arco dove il bilancio è di due giovani feriti e trasportati d’urgenza in ospedale.

Sangue fuori dal locale

L’intervento dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile è scattato in via dell’Aeronautica. Sul posto, i militari hanno trovato un diciannovenne e una ragazza di 18 anni, entrambi vittime di un’aggressione brutale avvenuta nei pressi di un locale della zona.

La dinamica, ancora al vaglio degli inquirenti, sembra ricalcare il tragico copione delle liti per motivi banali: uno sguardo di troppo o una parola fraintesa che scatena la furia del branco.

Prognosi riservata per un diciannovenne

Il giovane uomo ha avuto la peggio: colpito violentemente alla testa con una bottiglia di vetro, è stato trasferito d’urgenza all’Ospedale del Mare. Nonostante i medici abbiano mantenuto la prognosi riservata a causa del trauma cranico, il ragazzo non sarebbe attualmente in pericolo di vita.

Meno gravi, ma non per questo meno inquietanti, le condizioni della diciottenne. La giovane è stata ricoverata all’ospedale di Nola con una ferita da arma da taglio alla natica sinistra.

Indagini e caccia ai responsabili

Il dettaglio che più preoccupa gli investigatori riguarda proprio il ferimento della ragazza: il fendente l’avrebbe raggiunta alle spalle, segno probabile di un’aggressione avvenuta mentre cercava di scappare per mettersi in salvo.

I Carabinieri stanno setacciando le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona per identificare gli aggressori. Parallelamente, sono in corso gli interrogatori dei testimoni e degli amici delle vittime per ricostruire con esattezza i momenti che hanno preceduto il sangue.

Centro Direzionale di Napoli, il «Far West» dei parcheggi: pagano il ticket ma ritrovano le auto depredate

Il Centro Direzionale di Napoli si conferma una trappola per migliaia di professionisti e impiegati che ogni giorno scelgono, ironia della sorte, la legalità. Pagare tariffe che oscillano tra i 2,50 euro l’ora e i 5 euro giornalieri nei parcheggi gestiti da ANM non garantisce infatti alcuna protezione.

L’ultimo episodio, avvenuto mercoledì scorso, ha visto diverse auto forzate in serie: vetri infranti e abitacoli saccheggiati di navigatori e impianti audio. Un copione che si ripete nell’indifferenza della gestione, con gli utenti che denunciano un amaro “scaricabarile” sulle responsabilità da parte dell’azienda.

L’ombra del degrado nei sotterranei

Non è solo una questione di furti. Chi scende nei livelli interrati dei parcheggi Napolipark descrive uno scenario di degrado assoluto. Tra le corsie regna il buio e l’abbandono, trasformando i garage in piazze di spaccio e luoghi di prostituzione

. “È la terza volta in un anno che mi svaligiano l’auto”, racconta F.S., una delle vittime. “Al Commissariato c’è la fila di automobilisti con la stessa storia. È una vergogna che in una zona così vitale manchino totalmente telecamere di sicurezza funzionanti”.

L’affondo politico: “Premiati gli abusivi”

Sulla vicenda è intervenuto con forza il deputato Francesco Emilio Borrelli, destinatario delle foto e delle denunce dei cittadini. Il parlamentare ha puntato il dito contro la mancanza di deterrenti tecnologici: “È indispensabile attivare un impianto di videosorveglianza efficace.

Chi sceglie i parcheggi autorizzati non può essere penalizzato rispetto a chi occupa la strada o si rivolge ai parcheggiatori abusivi”. Borrelli ha poi ribadito la necessità di un intervento strutturale delle forze dell’ordine per porre fine a uno stato di anarchia sotterranea che danneggia l’immagine e la vivibilità del cuore produttivo della città.

Aumento tassa di soggiorno: Napoli rischia di chiudere le porte ai turisti

In un momento in cui Napoli sta viaggiando verso numeri importanti dal punto di vista delle presenze turistiche, l’aumento della tassa di soggiorno rappresenta un tassello che potrebbe minacciare la ripresa. Gli albergatori, con Federalberghi in prima linea, lanciano l’allerta: chi se lo può permettere di pagare di più per vedere Napoli?

Il dilemma degli albergatori

Le strutture ricettive, già appesantite da anni di crisi, temono che queste nuove imposizioni fiscali possano far fuggire i turisti verso mete più convenienti. È un po’ come chiedere al pubblico di un concerto di pagare il triplo per vedere la band della propria città. Non ha senso, vero?

Servizi sì, ma a quale prezzo?

È chiaro che i servizi turistici hanno bisogno di fondi, ma il trucco è trovare un equilibrio. Non si può pretendere che i turisti continuino a riempire i ristoranti e le boutique se poi si ritrovano a pagare un salasso per dormire. È un balletto complicato quello tra investimenti e competitività.

La sfida del futuro

Napoli non può permettersi di sedersi sugli allori. La bellezza della città è innegabile, ma le tasse sembrano svilupparsi come i cartelloni pubblicitari: sempre di più e sempre più invasive. La domanda è: a quale costo?

La lotta è aperta e i turisti non aspettano. E noi? Qual è la vostra opinione sull’aumento della tassa di soggiorno? Siete d’accordo con il provvedimento?

Bombe carta a Casapesenna, l’allarme degli esperti: «Non tutto è camorra»

Negli ultimi giorni Casapesenna è tornata al centro della cronaca per una serie di esplosioni di bombe carta che hanno turbato la quiete del paese. Boati nella notte, serrande danneggiate e vetrine infrante: episodi che inevitabilmente riaccendono la paura in una comunità che in passato ha conosciuto da vicino il peso della criminalità organizzata.

In territori come l’agro aversano il pensiero corre quasi automaticamente alla camorra. Per anni quest’area ha dovuto convivere con una presenza criminale radicata e violenta e la memoria collettiva resta inevitabilmente segnata da quella stagione.

Proprio per questo, però, secondo la criminologa Lucia Cerullo, è necessario evitare conclusioni affrettate e leggere con attenzione i fenomeni criminali che stanno emergendo.

«Le indagini sono ancora in corso – spiega la docente – e allo stato attuale non emergono elementi che indichino con certezza una regia camorristica organizzata dietro questi episodi».

La trasformazione delle organizzazioni criminali

La criminologa sottolinea come negli ultimi anni molte organizzazioni criminali tradizionali abbiano progressivamente modificato le proprie strategie operative.

«Sempre più spesso – osserva – i gruppi criminali strutturati spostano i loro interessi verso attività meno visibili e più redditizie: appalti, servizi, investimenti e infiltrazioni nell’economia legale».

Un cambiamento che, secondo l’analisi della docente, ha contribuito a svuotare progressivamente quella che un tempo veniva definita la “camorra di strada”.

In alcuni contesti, infatti, questi spazi vengono occupati da gruppi più piccoli e meno strutturati che cercano di affermarsi sul territorio.

«È in questo scenario – continua Cerullo – che si inserisce una dinamica sempre più osservata negli studi criminologici: la criminalità diffusa che imita i codici della camorra».

Il boato come messaggio

Secondo l’analisi della criminologa, l’utilizzo della bomba carta in questi casi assume soprattutto un valore simbolico.

«Non è tanto uno strumento di distruzione – afferma – quanto un messaggio. Serve a fare rumore, a creare allarme, a lasciare un segno visibile».

Il boato nella notte diventa quindi una forma di comunicazione: qualcuno vuole dimostrare di poter incutere paura.

Molto spesso episodi di questo tipo non sarebbero riconducibili a organizzazioni mafiose strutturate, ma a gruppi legati a economie illegali di strada, come il traffico di droga o altre attività criminali minori.

«Si tratta – spiega Cerullo – di una criminalità diversa da quella storicamente conosciuta in questi territori: meno organizzata, meno stabile, ma capace di utilizzare gesti eclatanti per costruirsi una reputazione. In altre parole, imitare il linguaggio della camorra per sembrare camorra».

Il rischio di una narrazione sbagliata

La docente invita anche a riflettere sul modo in cui questi episodi vengono raccontati.

«Quando ogni atto violento viene immediatamente interpretato come un ritorno dei clan – osserva – si rischia di alimentare una narrazione che non sempre corrisponde alla realtà delle trasformazioni criminali contemporanee».

Secondo la criminologa esiste anche un ulteriore rischio: attribuire automaticamente questi gesti alla grande criminalità organizzata potrebbe paradossalmente rafforzare proprio chi li compie.

«Dare a questi gruppi l’etichetta della mafia – conclude – significa spesso regalare loro quel prestigio criminale che stanno cercando di conquistare».

Il percorso di riscatto dell’agro aversano

Negli ultimi anni, sottolinea Cerullo, territori come Casapesenna e l’agro aversano hanno attraversato un importante percorso di cambiamento grazie alle operazioni giudiziarie, al lavoro delle istituzioni e all’impegno della società civile.

Ridurre ogni episodio di violenza a un presunto ritorno del passato rischia, secondo l’analisi della criminologa, di oscurare questo percorso e di impedire una lettura corretta delle nuove forme di devianza che oggi generano insicurezza.

«Una comunità – conclude – difende la propria sicurezza non solo con le indagini e gli arresti, ma anche con la capacità di leggere la realtà senza lasciarsi trascinare dalla paura».

Lucia Cerulo* (docente e criminologa)

 

Risolto il giallo di Cuma: Teresa Tiano morta carbonizzata mentre faceva il caffè

Un banale gesto quotidiano si è trasformato in un incubo nella frazione di Cuma. Ieri pomeriggio, poco dopo le 15:30, Teresa Tiano, casalinga di 65 anni, si trovava nella cucina della sua villetta in via delle Colmate.

Stava accendendo il fornello a gas per preparare un caffè, quando un indumento acrilico e altamente infiammabile che indossava ha preso improvvisamente fuoco. La fiammata l’ha avvolta in pochi istanti, aggredendola in punti vitali e non lasciandole scampo.

I soccorsi disperati del marito

Le grida strazianti della vittima hanno attirato l’attenzione del marito, che in quel momento si trovava all’esterno dell’abitazione. L’uomo stava seguendo i lavori nel giardino, affiancato da due operai impegnati in un’operazione di espurgo. La sua corsa disperata verso l’interno della villetta è stata immediata, ma vana. Al suo arrivo, la sessantacinquenne era già riversa a terra, priva di vita e gravemente ustionata.

Sotto shock davanti alla scena agghiacciante, il coniuge ha allertato i soccorsi, supportato dai due operai che hanno poi confermato la sua versione. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco e i poliziotti del commissariato di Pozzuoli, guidati dal vicequestore Raffaele Esposito.

Gli investigatori hanno subito indirizzato le indagini verso la pista della fatalità domestica, escludendo categoricamente il femminicidio o il suicidio. «Era serena, non aveva particolari problemi e non si sarebbe mai tolta la vita», ha dichiarato il marito in lacrime, mentre fuori dall’abitazione i vicini in preghiera descrivevano la vittima come una donna riservata, educata e gentile.

I dati degli incidenti domestici in Campania

La morte di Teresa riaccende i riflettori sulla sicurezza tra le mura di casa. Benché non vi sia ancora un dato consolidato sui soli decessi per il 2025, i numeri sugli infortuni domestici in Campania descrivono un fenomeno di vasta portata.

Secondo i Piani Regionali di Prevenzione, in Campania circa 224.000 persone subiscono un incidente domestico ogni anno, registrando un’incidenza di 38,8 casi ogni 1.000 abitanti. L’Eurispes conferma che la regione presenta un tasso di infortuni in casa più contenuto (6,2%) rispetto ad altre aree d’Italia.

Tuttavia le conseguenze restano drammatiche e colpiscono in maniera prioritaria i soggetti più vulnerabili, come i bambini, gli anziani e le donne impegnate nei lavori domestici.

Oroscopo di Paolo Tedesco di domenica 15 marzo 2026

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Buongiorno cari amici e amiche delle stelle. Oggi la Luna danza in un aspetto molto interessante con Giove, regalandoci una domenica all’insegna dell’ottimismo e del desiderio di evasione. L’aria è frizzante, piena di promesse: sfruttiamo questa energia per ricaricare le batterie e dedicarci a ciò che amiamo. Vediamo cosa bolle in pentola per ciascuno di voi.

Ariete (21 Marzo – 19 Aprile)

Amore: La giornata è ideale per gesti grandiosi. Se siete in coppia, stupite il partner con un’iniziativa inaspettata. Se single, il vostro carisma è alle stelle: potreste fare colpo in un contesto informale, magari durante una passeggiata.
Lavoro: Mente fervida e progetti chiari. Approfittate della tranquillità domenicale per pianificare la settimana lavorativa. Nuove idee imprenditoriali potrebbero bussare alla vostra porta.
Salute: Energia vitale alta. Sfruttatela per un’attività all’aria aperta, ma attenzione a non esagerare con sforzi improvvisi.
Finanze: Evitate acquisti impulsivi. L’entusiasmo del momento potrebbe farvi comprare qualcosa di cui poi vi pentirete.
🏷️ _Il consiglio astrologico:__ Regalati un momento di pura libertà, anche solo per un’ora.

Toro (20 Aprile – 20 Maggio)

Amore: Giornata di intimità e tenerezza. Cercate il calore delle persone care e coccolatevi. Per i single, una vecchia conoscenza potrebbe riapparire, portando con sé ricordi piacevoli.
Lavoro: Qualche piccola tensione con colleghi potrebbe affiorare. Il consiglio è di non alimentare polemiche inutili e godervi il giorno di riposo.
Salute: La Luna vi rende un po’ più sensibili e vulnerabili. Ascoltate il vostro corpo e concedetevi un bagno caldo o un massaggio rigenerante.
Finanze: Quadro stabile. È una buona giornata per rivedere le spese domestiche e fare un po’ di ordine nei conti familiari.
🏷️ Il consiglio astrologico: Circondatevi di bellezza: un fiore, un profumo, un panorama. Nutre l’anima.

Gemelli (21 Maggio – 20 Giugno)

Amore: Comunicazione al top! Siete brillanti e divertenti. Se single, approfittatene per socializzare e fare nuove conoscenze. In coppia, una chiacchierata profonda vi farà sentire più uniti.
Lavoro: La mente è proiettata al futuro. Collegatevi con persone lontane o aggiornatevi sulle novità del vostro settore. Potreste trovare uno spunto interessante.
Salute: Attenzione ai piccoli malesseri di stagione. Un cambio di temperatura potrebbe giocarvi brutti scherzi. Meglio un abbigliamento a cipolla.
Finanze: Intuito finanziario acceso. Ascoltate quel presentimento su un possibile piccolo investimento o su un acquisto intelligente.
🏷️ Il consiglio astrologico: Non abbiate paura di fare domande. La curiosità oggi è la chiave per scoperte preziose.

Cancro (21 Giugno – 22 Luglio)

Amore: La Luna è la vostra alleata, portando armonia e dolcezza. È il giorno perfetto per organizzare un pranzo in famiglia o per dedicare tempo al partner. Single, la vostra sensibilità attirerà persone affini.
Lavoro: Potreste sentirvi un po’ in disparte, ma va bene così. Il riposo è sacro. Usate questo tempo per leggere o dedicarvi a un hobby che avete trascurato.
Salute: Sistema immunitario in forma. Approfittatene per fare scorta di vitamine con frutta e verdura di stagione.
Finanze: Qualche piccola spesa extra per la casa o per i piaceri personali è concessa. Siete in una fase in cui prendervi cura di voi è importante.
🏷️ Il consiglio astrologico: Create un angolo di pace in casa vostra. Sarà il vostro rifugio segreto.

Leone (23 Luglio – 23 Agosto)

Amore: Il Sole illumina il vostro fascino. Siete magnetici e tutti vi cercano. In coppia, organizzate una gita fuori porta. Per i single, le possibilità di un incontro folgorante sono altissime.
Lavoro: Idee creative e originali. Anche se è domenica, non sorprendetevi se vi viene l’intuizione giusta per risolvere un problema sul lavoro.
Salute: Energia e vitalità sono al massimo. Ottimo per fare sport o per una lunga camminata tonificante.
Finanze: Generosità è la parola d’ordine, ma senza strafare. Va bene offrire da bere agli amici, ma senza aprire il portafogli a dismisura.
🏷️ Il consiglio astrologico: Lasciatevi ammirare, ma non dimenticate di ammirare a vostra volta. La luce è bella quando è condivisa.

Vergine (24 Agosto – 22 Settembre)

Amore: Una certa riservatezza vi contraddistingue. Va bene così, ma stasera concedetevi di uscire dal guscio. Un piccolo gesto affettuoso sarà molto apprezzato dal partner. Single, un amico potrebbe fare da Cupido.
Lavoro: È il momento di mettere ordine nelle idee. Una lista delle cose da fare per la prossima settimana vi aiuterà a partire con il piede giusto.
Salute: La digestione potrebbe essere lenta. Occhio ai pasti troppo abbondanti. Preferite piatti leggeri e semplici.
Finanze: Giornata di riflessione. Analizzate le vostre spese recenti e cercate di capire dove potete ottimizzare senza rinunciare alla qualità della vita.
🏷️ Il consiglio astrologico: La perfezione è nei dettagli, ma la felicità è nell’insieme. Ricordatelo.

Bilancia (23 Settembre – 22 Ottobre)

Amore: La vostra innata diplomazia vi rende piacevoli compagni. In coppia, eviterete liti grazie alla vostra capacità di mediare. Per i single, una conversazione intelligente è il biglietto da visita migliore.
Lavoro: Collaborazione e spirito di squadra sono favoriti, anche se oggi non si lavora. Potreste confrontarvi con amici su progetti comuni o idee.
Salute: Benessere psicofisico generale. L’equilibrio che cercate lo trovate nell’armonia tra mente e corpo. Un po’ di yoga o meditazione fa al caso vostro.
Finanze: Fate attenzione a non fare prestiti o a non impegnarvi in acquisti rateizzati. La tentazione di dire di sì a tutti potrebbe costarvi cara.
🏷️ Il consiglio astrologico: Cercate la bellezza nelle piccole cose. Un tramonto, un libro, un sorriso.

Scorpione (23 Ottobre – 21 Novembre)

Amore: Passione e intensità. Con il partner, il feeling è profondo e magnetico. Se single, potreste vivere un incontro che va oltre la semplice attrazione fisica, toccando corde emotive profonde.
Lavoro: Concentrazione e determinazione. Usate questo tempo per approfondire un argomento che vi sta a cuore professionalmente. Le vostre indagini vi porteranno lontano.
Salute: Energia potente, ma gestitela con intelligenza. Evitate conflitti inutili che potrebbero prosciugarvi.
Finanze: È il momento di indagare. Prima di fare qualsiasi mossa finanziaria, raccogliete tutte le informazioni possibili. La conoscenza è potere.
🏷️ Il consiglio astrologico: Trasformate la vostra intensità in creazione, non in distruzione. Create, amate, vivete.

Sagittario (22 Novembre – 21 Dicembre)

Amore: Voglia di libertà e di avventura. Proponete al partner una gita fuori programma. Per i single, l’amore potrebbe arrivare da lontano, o semplicemente da una persona con una mentalità aperta e diversa dalla vostra.
Lavoro: Ottimismo e voglia di fare. Proiettatevi nel futuro con fiducia. È un buon momento per fare rete e allacciare nuovi contatti professionali.
Salute: Forma smagliante. L’aria aperta e il movimento sono i vostri migliori alleati. Approfittatene.
Finanze: Qualche spesa per il tempo libero e i viaggi è all’ordine del giorno. Pianificate le vostre vacanze estive, potrebbe venirvi un’idea geniale e conveniente.
🏷️ Il consiglio astrologico: La freccia dell’arciere punta lontano. Sognate in grande, ma non dimenticate di guardare dove mettete i piedi.

Capricorno (22 Dicembre – 19 Gennaio)

Amore: La giornata è dedicata alla famiglia e alle radici. Trovate conforto nelle persone che vi vogliono bene. Per i single, un appuntamento organizzato in un contesto familiare potrebbe riservare piacevoli sorprese.
Lavoro: Anche se è domenica, la vostra mente ambiziosa è già proiettata ai prossimi traguardi. Va bene pianificare, ma concedetevi anche una pausa.
Salute: Un po’ di stanchezza accumulata potrebbe farsi sentire. Il riposo è d’obbligo. Niente sensi di colpa per una domenica sul divano.
Finanze: Solidità e prudenza. Nessuna spesa folle oggi. Anzi, potreste trovare il modo di risparmiare su qualche abitudine quotidiana.
🏷️ Il consiglio astrologico: La scalata è importante, ma ogni tanto fermarsi a guardare il panorama raggiunto è essenziale.

Acquario (20 Gennaio – 18 Febbraio)

Amore: Siete anticonvenzionali e affascinanti. La vostra originalità conquista. In coppia, stupite il partner con un’idea stravagante. Per i single, siete irresistibili: non adeguatevi, siate voi stessi.
Lavoro: Innovazione e idee rivoluzionarie. La testa è nel futuro. Potreste abbozzare un progetto nuovo di zecca che vi entusiasma.
Salute: Sistema nervoso un po’ sotto stress. Troppi pensieri nella testa. Un po’ di relax e di silenzio vi aiuterà a schiarire le idee.
Finanze: Attenti alle mode. Non comprate qualcosa solo perché è l’ultimo grido. Seguite il vostro gusto personale e il vero valore delle cose.
🏷️ Il consiglio astrologico: Siate acqua, scorrete, adattatevi, ma mantenete sempre la vostra essenza più pura.

Pesci (19 Febbraio – 20 Marzo)

Amore: Giornata romantica e sognatrice. Dedicate poesie, musica e attenzioni al partner. I single fluttuano in un alone di fascino misterioso che attira le persone. Fate uscire i vostri sogni dal cassetto.
Lavoro: Intuito alle stelle. Fidatevi del vostro istinto, anche per questioni pratiche. Potreste avere una visione chiara su una situazione lavorativa intricata.
Salute: Piedi e sistema linfatico sono le zone da tenere d’occhio. Una camminata scalzi sull’erba o sulla sabbia (se possibile) sarebbe l’ideale.
Finanze: Occhio agli imbrogli. La vost natura fiduciosa potrebbe essere messa alla prova. Leggete le clausole scritte in piccolo prima di firmare qualsiasi cosa.
🏷️ Il consiglio astrologico: Nuotate nel vostro oceano interiore. Lì dentro ci sono tutte le risposte che cercate fuori.

Commento Finale di Paolo Tedesco

Cari amici, ciò che emerge da questa domenica è una sinfonia di energie positive. Il messaggio universale che le stelle ci inviano oggi è chiaro: rallentate, godetevi il presente e nutrite i vostri affetti.

In un mondo che corre sempre, questa domenica ci offre il lusso più grande: il tempo. Tempo per noi, tempo per l’amore, tempo per sognare. Che siate Toro alla ricerca di coccole o Sagittario in cerca di avventure, il filo conduttore è la qualità delle vostre emozioni e delle vostre relazioni.

Non sprecatela inseguendo la perfezione o preoccupandovi del domani. Lasciatevi cullare da questa atmosfera lunare benevola e, come mi piace sempre ricordarvi: la vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia. E oggi, il cielo è sereno.

Buona domenica a tutti e alla prossima!

Dal dolore alla speranza: mamma Patrizia e l’appello ai tifosi del Napoli

Con grande compostezza e una pacatezza che ha colpito l’intero stadio, Patrizia Mercolino ha rivolto il suo appello ai tifosi del Napoli pochi minuti prima della partita contro il Lecce.

A bordo campo, sul prato dello stadio Diego Armando Maradona, la madre di Domenico Caliendo — il bambino morto dopo il fallimento di un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi — ha parlato con voce ferma, trasformando un dolore immenso in un messaggio di solidarietà.
Accanto a lei il marito Antonio Caliendo e l’avvocato Francesco Petruzzi.

Il ricordo di Domenico

Davanti ai tifosi, mamma Patrizia ha letto una lettera dedicata al figlio. Parole profonde, pronunciate senza enfasi ma con una dignità che ha reso ancora più intenso il momento.
«Non so se il mio cuore potrà aggiustarsi, probabilmente no. Forse non succederà. Ma la differenza con Domenico è che il mio batte ancora», ha detto.

Un dolore espresso con lucidità, senza cedere alla rabbia, ma con una straordinaria capacità di trasformare la sofferenza in memoria e impegno.

Il sostegno dei tifosi

La donna ha voluto ringraziare pubblicamente i tifosi che, nei giorni più difficili, hanno manifestato vicinanza alla famiglia.

«Se oggi sono qui al centro dello stadio lo devo solo alla vostra vicinanza. Avete sperato e pianto con noi».

Un riconoscimento semplice, pronunciato con quella stessa pacatezza che ha accompagnato tutto il suo intervento.

Il progetto della Fondazione

Proprio da quella vicinanza nasce l’idea della Fondazione Domenico Caliendo, il progetto che la famiglia sta cercando di realizzare.

«Mi dite che dobbiamo fare qualcosa, che il dolore va trasformato in forza. Non è facile, ma in qualche modo ve lo dobbiamo».
L’obiettivo è creare una struttura capace di sostenere le famiglie che si trovano ad affrontare esperienze simili.

«Stiamo cercando di diventare una Fondazione che possa assistere chi si trova in situazioni simili alla nostra, prima, durante e dopo».

L’ultimo messaggio al figlio

L’appello si è chiuso con parole intime, rivolte direttamente a Domenico.
«Aiutateci a creare questa Fondazione, lo vogliamo per noi, per voi e per Domenico. Che mi vede da lassù e che magari sarà orgoglioso di questa mamma distrutta, ma che si sente anche in colpa. Ti amo, piccolo mio».

Parole pronunciate con grande dignità, davanti a uno stadio silenzioso, dove il dolore di una madre si è trasformato in un invito collettivo alla solidarietà.

Fidanzati morti nel Cilento, autista del furgone positivo al drug test e ora rischia provvedimenti

Un impatto violento, poi la corsa fuori controllo e il volo nel vuoto lungo un dirupo a picco sul mare. È il tragico scenario dell’incidente avvenuto nella tarda serata di ieri lungo una strada costiera nel territorio di Montecorice, nel Salernitano, dove hanno perso la vita due giovani fidanzati.

Le vittime sono Michele Pirozzi, 29 anni, e Maria Magliocco, 24. I due viaggiavano a bordo di una Volkswagen Polo quando, per cause ancora in corso di accertamento, l’auto si è scontrata con un furgone Citroën Jumper. Dopo l’urto la vettura ha sfondato il guardrail precipitando in una scarpata di circa 200 metri fino agli scogli sottostanti.

I due giovani sono stati sbalzati fuori dall’abitacolo durante la caduta. Per loro non c’è stato nulla da fare.

L’autista del furgone positivo al test antidroga

Il conducente del furgone, un pasticcere di 42 anni, è rimasto leggermente ferito nello scontro. Sottoposto ai controlli di rito, è risultato positivo al test per le sostanze stupefacenti, mentre è stato accertato che non aveva assunto alcol.

La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica dello schianto per capire se lo stato psicofisico dell’uomo possa aver avuto un ruolo nell’incidente.

La riflessione giuridica: cosa rischia il conducente

Sul piano giudiziario la vicenda potrebbe aprire scenari penali rilevanti.

Nel caso in cui venisse accertato un nesso causale tra l’assunzione di sostanze stupefacenti e la dinamica dell’incidente, il conducente potrebbe essere indagato per omicidio stradale aggravato, previsto dall’articolo 589-bis del codice penale.

La normativa stabilisce infatti pene particolarmente severe quando il conducente coinvolto in un incidente mortale si trova in stato di alterazione dovuto a stupefacenti. In queste ipotesi la pena può arrivare fino a 12 anni di reclusione, oltre alla revoca della patente.

Tuttavia la sola positività al test non è sufficiente: gli inquirenti dovranno dimostrare che l’alterazione abbia concretamente inciso sulla condotta di guida, contribuendo alla causazione dell’impatto.

Non si esclude inoltre che possano essere disposti accertamenti tecnici irripetibili, perizie cinematiche e ulteriori analisi tossicologiche.

Il percorso della coppia prima della tragedia

Secondo le prime ricostruzioni investigative, Michele Pirozzi e Maria Magliocco, entrambi residenti a Capaccio Scalo, poco prima dell’incidente si sarebbero recati presso la guardia medica della zona.

Qui, per ragioni ancora da chiarire, sarebbe nata una discussione con il medico di turno, che avrebbe chiesto l’intervento dei carabinieri. I due giovani, però, si sarebbero allontanati in auto prima dell’arrivo dei militari.

In precedenza la coppia era stata ad Agnone Cilento, frazione di Montecorice. Stavano rientrando verso Capaccio Paestum, ma per motivi ancora da chiarire avrebbero invertito la marcia tornando nuovamente verso Agnone. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella che i due volessero recuperare qualcosa dimenticato.

Il volo nel dirupo e i soccorsi

Dopo l’impatto con il furgone, l’auto avrebbe perso il controllo finendo contro la barriera di protezione e precipitando nel dirupo. Le operazioni di soccorso si sono rivelate particolarmente complesse a causa dell’oscurità e della conformazione impervia del costone roccioso.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il nucleo sommozzatori di Napoli, le squadre Saf (Speleo alpino fluviale) e un’autogru proveniente dal comando di Salerno. La vettura, completamente distrutta, è stata individuata nei pressi della battigia da una motovedetta della Guardia Costiera, impegnata nelle ricerche via mare.

Comunità sotto choc

La tragedia ha profondamente colpito le comunità di Capaccio Paestum, Montecorice e Pisciotta, dove i due giovani erano molto conosciuti.

Michele Pirozzi lavorava nell’azienda agricola di famiglia, impegnata nel trasporto di balle di fieno per gli allevamenti della zona. Maria Magliocco, originaria di Pisciotta, aveva lavorato fino a pochi giorni fa in un bar di Capaccio.

Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri della compagnia di Agropoli, che stanno ricostruendo ogni fase dell’incidente.

Sotto la lente degli investigatori ci sono: la dinamica dello scontro, la velocità dei veicoli, le condizioni della strada e l’eventuale influenza delle sostanze stupefacenti sulla guida del conducente del furgone.

Solo al termine di questi accertamenti sarà possibile stabilire eventuali responsabilità penali per la tragedia che ha spezzato la vita dei due giovani fidanzati.

Hojlund e Politano a segno grazie alle alchimie di Conte

Napoli – Una vittoria di nervi, classe e strategia. Il Napoli supera l’ostacolo Lecce per 2-1, ma è nella ripresa che la musica cambia drasticamente. Quando la manovra sembrava farsi farraginosa, Antonio Conte ha calato i suoi assi, trasformando una serata complicata in un’ovazione collettiva.

L’ingresso di Kevin De Bruyne e la solidità di Scott McTominay hanno dato quella scossa necessaria per scardinare il muro salentino, confermando che questo Napoli ha ora la profondità della grande squadra.

Il ritorno del Vichingo e la luce di KDB

Il digiuno è finalmente finito. Rasmus Hojlund torna a ruggire nel suo giardino di casa, interrompendo un’astinenza dal gol al Maradona che durava da oltre un mese. Un gol liberatorio che l’attaccante ha voluto dedicare proprio al nuovo compagno di squadra belga: “Sono felice per aver ritrovato la rete, ma questa squadra ha bisogno di campioni come De Bruyne”, ha ammesso il danese a fine gara.

“La sua carriera parla per lui, spero di averlo sempre più minuti al mio fianco in campo”. L’intesa tra i due promette scintille per il finale di stagione.

Politano: la prima gioia nasce dalla bandierina

A decidere il match è però un altro atteso protagonista: Matteo Politano. L’esterno azzurro ha scelto il momento più delicato per firmare il suo primo centro stagionale, capitalizzando al massimo un gioiello nato dal piede fatato di De Bruyne. È proprio da un calcio d’angolo battuto magistralmente dal fuoriclasse belga che è nata l’azione del definitivo 2-1.

“Finalmente è arrivato questo benedetto gol, mi mancava da una vita”, ha esultato Politano ai microfoni di Dazn. “È stata una giornata perfetta. Conte ci aveva chiesto calma e lucidità dopo un inizio così così; siamo rimasti tranquilli perché conosciamo la nostra forza e l’impatto che possono avere i nostri campioni”.

L’effetto McTominay e la continuità di Conte

Non solo tecnica, ma anche tanto muscolo. L’ingresso di McTominay ha permesso al centrocampo azzurro di alzare il baricentro e recuperare palloni preziosi, dando la copertura necessaria alle scorribande offensive. Una vittoria che dà continuità al progetto di Conte e lancia un messaggio chiaro al campionato: con una panchina di questo livello e il ritorno al gol dei suoi leader offensivi, il Napoli non ha intenzione di fermarsi.

Napoli, Conte: obiettivo resta la Champions

Dopo la vittoria per 2-1 del Napoli sul Lecce, il tecnico azzurro Antonio Conte ha analizzato la partita ai microfoni di DAZN, soffermandosi soprattutto sulla gestione dei giocatori rientrati da lunghi infortuni.

“Stiamo recuperando calciatori che sono rimasti fuori per diversi mesi – ha spiegato l’allenatore – e non possiamo pensare che tornino immediatamente con la condizione migliore”. Conte ha citato anche la scelta iniziale di schierare André‑Frank Zambo Anguissa, poi sostituito nel corso del match.

“Oggi ho deciso di partire con Anguissa, ma quando eravamo sotto nel punteggio ho fatto un cambio. È normale: chi rientra ha bisogno di tempo per riabituarsi all’intensità”.

“I ragazzi devono fidarsi delle mie sensazioni”

Nel suo intervento, Conte ha sottolineato il ruolo delle decisioni tecniche nella gestione del gruppo.

“I ragazzi devono avere fiducia nelle sensazioni che ho. Io mi prendo le responsabilità delle scelte, ma tutti devono lavorare per il bene comune, che è il Napoli”.

Il tecnico ha poi ribadito la priorità della stagione: “Dobbiamo pensare a qualificarci in Champions League”.

La soddisfazione per la media punti

Conte ha anche commentato i numeri della sua gestione sulla panchina partenopea.

“Non sono uno che guarda molto le statistiche, preferisco concentrarmi sul lavoro quotidiano. Però scoprire di avere una media punti di 2,21 non può che farmi piacere”.

Il momento di paura per Banda

Nel finale della gara non è mancato un momento di forte apprensione legato alle condizioni dell’attaccante del Lecce Lameck Banda.

“Stavo preparando la barriera su una punizione quando ho visto che si stava accasciando – ha raccontato Conte –. Mi sono preoccupato quando ho notato che aveva la mano sul petto e mi sono precipitato in campo per chiamare i soccorsi”.

Il tecnico ha concluso con un augurio: “Spero che ora stia bene e che possa riprendersi al più presto”.

Napoli, entrano De Bruyne e Mc Tominay e gli azzurri ribaltano il Lecce

Napoli – Un primo tempo opaco, quasi irriconoscibile. Poi la svolta nella ripresa con l’ingresso di Kevin De Bruyne che cambia ritmo e qualità alla manovra. Il Napoli di Conte ribalta il Lecce e conquista una vittoria preziosa per la corsa alla Champions League: al Maradona finisce 2-1 per gli azzurri, al termine di una partita divisa nettamente in due parti.

Partenza shock: Siebert porta avanti il Lecce

Il Lecce sorprende subito il Napoli con un avvio fulminante. Dopo appena due minuti Gallo batte un calcio d’angolo e Siebert svetta più in alto di Anguissa, colpendo di testa e battendo Meret per l’1-0.

La squadra di Di Francesco non si limita a difendere il vantaggio ma continua a pressare alto, mettendo in difficoltà l’impostazione degli azzurri. Il pressing sui primi passaggi di Meret e la chiusura delle linee di passaggio mandano in confusione il centrocampo partenopeo, incapace di costruire gioco con continuità.

Il Lecce è organizzato anche nella fase difensiva: quando il Napoli prova ad attaccare, i giallorossi si ricompattano con una linea a cinque grazie al ripiegamento di un centrocampista, raddoppiando sistematicamente sugli esterni.

Nella prima frazione i salentini conquistano ben sei calci d’angolo, creando sempre apprensione alla difesa azzurra. In una situazione simile al gol del vantaggio, Gabriel colpisce di testa indisturbato ma manda di poco alto sopra la traversa.

Il Napoli si vede solo nel finale di tempo con una conclusione di Politano che sfiora il palo.

La svolta di Conte: dentro McTominay e De Bruyne

Nell’intervallo Conte cambia subito: fuori Anguissa ed Elmas, dentro McTominay e De Bruyne.

La partita cambia immediatamente. Dopo appena 50 secondi della ripresa il Napoli trova il pareggio: Gilmour serve un filtrante per Politano che dalla destra mette al centro un pallone sul quale Hojlund anticipa Siebert e devia in rete per l’1-1.

Con De Bruyne in campo la manovra azzurra acquista qualità e verticalità. Il belga, rientrato dopo cinque mesi di stop per infortunio, dirige il gioco con passaggi filtranti e cambi di ritmo che aprono la difesa del Lecce. Anche Alisson, quasi invisibile nel primo tempo, diventa più pericoloso e sfiora il gol in due occasioni.

Politano completa la rimonta

Il sorpasso arriva al 21’ della ripresa. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da De Bruyne, Gandelman devia di testa verso il secondo palo dove Politano si inserisce e insacca con un rasoterra che vale il 2-1.

Paura nel finale per Banda

Gli ultimi minuti sono segnati soprattutto dall’apprensione per Banda, colto da un malore in campo e trasportato fuori in barella tra la preoccupazione generale.

Nel recupero il Lecce non riesce più a rendersi pericoloso e il Napoli gestisce il vantaggio fino al fischio finale.

Vittoria pesante nella corsa Champions

Per gli azzurri si tratta di tre punti fondamentali nella rincorsa alla qualificazione alla prossima Champions League. Ma per Conte la notizia forse ancora più importante è un’altra: il ritorno in grande stile di De Bruyne, protagonista assoluto della rimonta e possibile uomo chiave nella volata finale del campionato.

Controllo straordinario nel quartiere Arenella: identificati 54 soggetti e un denunciato

Napoli – Nella giornata di ieri gli agenti del Commissariato Arenella, supportati dal personale della Polizia Locale, hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio nel quartiere Arenella, concentrandosi particolarmente sul rione Alto.

L’attività ha portato all’identificazione di 54 persone, di cui tre risultavano già note alle forze dell’ordine per precedenti di polizia, e al controllo di 12 veicoli.

Inoltre, sono stati verificati due esercizi commerciali e, al termine dell’operazione, è stato denunciato un soggetto per inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità. Il servizio rientra nel piano di intensificazione dei controlli disposto dalla Questura di Napoli per garantire maggiore sicurezza nei quartieri cittadini.

Avellino, morte per infezione: risarcimento da 300 mila euro ai familiari

Avellino – Il Tribunale di Avellino ha condannato l’Ospedale Don Gnocchi di Sant’Angelo dei Lombardi e l’Asl di Avellino al pagamento di un risarcimento complessivo di circa 300.000 euro in favore dei figli di un paziente anziano deceduto a causa di una grave infezione ospedaliera contratta durante il ricovero.

La sentenza, di cui danno notizia gli avvocati dello Studio Associato Maior (che hanno assistito i familiari), mette nero su bianco la responsabilità delle due strutture sanitarie per l’infezione nosocomiale che ha portato al decesso.

Il decorso clinico Fatale fatti risalgono al 2014.

L’anziano era ricoverato presso le strutture Don Gnocchi in convenzione con l’Asl Avellino quando ha sviluppato un’infezione da Clostridium difficile, batterio notoriamente aggressivo negli anziani e spesso legato a contesti ospedalieri con carenze igienico-sanitarie. I primi sintomi – diarrea e febbre – si sono rapidamente aggravati, evolvendo in sepsi e, infine, in una disfunzione multiorgano che ha causato la morte del paziente.Le consulenze tecniche decisive

Durante il processo sono state espletate due consulenze tecniche d’ufficio (Ctu), entrambe concordi nel ravvisare precise responsabilità a carico delle strutture coinvolte. I periti nominati dal giudice hanno evidenziato gravi carenze e inadeguatezza delle misure di asepsi e delle procedure di prevenzione delle infezioni nosocomiali.

Proprio tali criticità – secondo i consulenti – hanno reso possibile la contrazione del batterio e il successivo decorso infausto.Il Tribunale ha quindi riconosciuto ai figli della vittima il risarcimento per la perdita del rapporto parentale, quantificato in circa 300.000 euro complessivi.

La soddisfazione (e la riserva) dei legali«Siamo soddisfatti per il risultato ottenuto e per il riconoscimento delle responsabilità delle strutture sanitarie coinvolte. Questa decisione rappresenta un ulteriore passo nella tutela dei pazienti e dei loro familiari nei casi di infezioni ospedaliere», dichiarano gli avvocati Michele Francesco Sorrentino, Pierlorenzo Catalano e Filippo Castaldo dello Studio Associato Maior, che hanno seguito la causa con il supporto del medico legale Marcello Lorello.

Lo studio, tuttavia, sta valutando l’opportunità di proporre appello limitatamente alla quantificazione del danno: secondo i legali la somma liquidata non appare pienamente adeguata rispetto all’intensità del legame familiare che univa l’anziano ai congiunti.Il caso si inserisce nel più ampio fenomeno delle infezioni nosocomiali, che continuano a rappresentare una delle principali cause di contenzioso in sanità pubblica, spesso legate a batteri come il Clostridium difficile in pazienti fragili e anziani.

Volla, in giro con il «kit» dello scasso: denunciati 3 giovani

Volla – Un normale controllo stradale si è trasformato in una scoperta pericolosa per gli agenti del Commissariato Ponticelli. Nella mattinata di mercoledì, i poliziotti, impegnati in servizi di prevenzione, hanno fermato un’auto sospetta in via del Progresso, a Volla, che ha subito destato la loro attenzione.

Atteggiamento sospetto e perquisizione

A insospettire gli agenti è stato, in primo luogo, l’atteggiamento insofferente e nervoso dei tre occupanti. Una volta avvicinatisi al veicolo, i poliziotti hanno deciso di procedere con un controllo più approfondito. Il loro intuito non li ha traditi.

Il “kit” dello scasso: dalla centralina al passamontagna

All’interno dell’abitacolo, gli agenti hanno rinvenuto un vero e proprio arsenale da scasso. Oltre a diversi arnesi tradizionalmente utilizzati per forzare serrature, spiccavano tre chiavi di auto di dubbia provenienza e, soprattutto, una centralina elettronica.

Un attrezzo che, nella manualità sbagliata, può essere utilizzato per intercettare e clonare i segnali delle auto moderne, rubandole in pochi secondi. A completare il quadro, un passamontagna, utile per celare le proprie fattezze durante i colpi.

Denuncia a piede libero per i tre napoletani

I tre giovani, tutti napoletani (un 28enne e due 23enni), non sono stati in grado di fornire alcuna giustificazione plausibile per il possesso di quegli oggetti. Al termine degli accertamenti, sono stati pertanto denunciati a piede libero per il reato di concorso in possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli. L’auto è stata sottoposta a sequestro.

Nola, colpo alla filiera dei ricambi rubati: denunciati due uomini per ricettazione

Nella giornata di ieri (13 marzo 2026), gli agenti del Commissariato di Polizia di Nola hanno eseguito un blitz mirato in un deposito di una società di trasporti della zona. L’intervento è scattato nell’ambito di servizi predisposti per contrastare il fenomeno dei furti organizzati di componenti automobilistici, sempre più frequenti nell’area nolana e vesuviana.

Durante l’ispezione del capannone, gli operatori hanno rinvenuto merce di provenienza furtiva, asportata nella stessa giornata da una nota casa automobilistica (di cui era già stata sporta regolare denuncia di furto). Il bottino includeva:39 leve per cambio automatico .4 motori completi di autovetture. Tutta la refurtiva è stata immediatamente riconosciuta e sequestrata.

Il controllo stradale e il secondo sequestro

L’attività non si è fermata al deposito. Poco dopo, un autoarticolato in partenza proprio da quel sito è stato fermato e sottoposto a controllo stradale. All’interno del mezzo gli agenti hanno scoperto un ulteriore carico sospetto: 120 compressori di aria condizionata per autovetture, tutti privi di matricola identificativa e sprovvisti di qualsiasi documento di trasporto.

L’assenza di codici seriali e di bolle di accompagnamento ha rafforzato il sospetto di provenienza illecita, collocando il carico nel classico circuito della ricettazione di pezzi di ricambio destinati al mercato nero (officine non autorizzate, esportazione o vendita online).

Le denunce e la restituzione della merce

Al termine degli accertamenti, due persone sono state denunciate in stato di libertà per ricettazione: un 63enne napoletano e un 48enne di origini polacche.

La merce rubata (leve, motori e compressori) è stata restituita integralmente al legittimo proprietario, la casa automobilistica derubata, chiudendo così positivamente l’operazione.

L’intervento evidenzia ancora una volta come il territorio di Nola resti un crocevia sensibile per i traffici illeciti legati al settore auto: furti mirati nei capannoni industriali o nelle concessionarie, seguiti da immediato smistamento verso depositi logistici per la rivendita.

La prontezza della Polizia di Stato ha permesso di interrompere la filiera in poche ore, evitando che i componenti finissero sul mercato secondario.

Controlli nella movida di Chiaia: identificati 58 giovani e sanzionati diversi locali

Napoli – Controlli straordinari nelle aree della movida cittadina. Nella serata di ieri la Questura di Napoli ha disposto un servizio mirato di presidio e verifica nel quartiere San Ferdinando, con particolare attenzione alla zona dei cosiddetti “baretti” di Chiaia e alle strade limitrofe.

All’operazione hanno preso parte gli agenti della Polizia di Stato dei commissariati San Ferdinando e Scampia, il personale della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale, insieme ai militari della Guardia di Finanza, agli agenti della Polizia Locale e ai funzionari dell’ASL Napoli 1.

Identificate 58 persone e controllati 21 locali

Nel corso dell’attività di controllo sono state identificate complessivamente 58 persone, quattro delle quali risultate con precedenti di polizia. Parallelamente sono state sottoposte a verifica 21 attività commerciali presenti nell’area della movida.

Durante le ispezioni, gli operatori hanno riscontrato diverse irregolarità amministrative e strutturali, contestando ai titolari alcune non conformità ritenute significative.

Denuncia per violazioni alla sicurezza e sanzioni per rumori

L’operazione si è conclusa con il deferimento all’autorità giudiziaria della titolare di un esercizio commerciale, denunciata per l’inosservanza delle normative in materia di sicurezza.

Altri due locali sono stati invece sanzionati per la mancata osservanza delle prescrizioni relative all’impatto acustico, nell’ambito delle verifiche effettuate per garantire il rispetto delle regole nelle aree della movida cittadina.

Abusi su minore, la Corte d’Appello di Napoli proscioglie il 70enne di Benevento

Un settantenne di Benevento era finito sotto processo con l’accusa di aver compiuto atti sessuali su una minorenne, amica della propria figliastra, contro la sua volontà. I fatti contestati si sarebbero verificati all’interno dell’abitazione dell’uomo, in un contesto apparentemente ordinario: la ragazza si trovava ospite per il pranzo, in assenza dei genitori, di fatto affidata alla madre convivente dell’uomo e all’uomo stesso.

La condanna in primo grado

Il Tribunale di Benevento aveva ritenuto provata la responsabilità dell’imputato, emettendo nei suoi confronti una sentenza di condanna. La minorenne e il padre si erano costituiti parte civile nel procedimento, chiedendo il riconoscimento del danno subito.

Il ribaltamento in Appello

La Corte d’Appello di Napoli ha tuttavia emesso sentenza di non doversi procedere a carico del settantenne, assistito dall’avvocato Vittorio Fucci del foro di Benevento, ribaltando così l’esito del giudizio di primo grado.