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Bimbo di 9 mesi in coma a Napoli: condizioni critiche, indagini in corso. Stasera veglia di preghiera

Napoli – Restano gravissime le condizioni di Pietro, il neonato di nove mesi ricoverato in coma al Santobono di Napoli. Il piccolo era stato trasferito d’urgenza giovedì scorso dal pronto soccorso di Sapri, dopo un episodio ancora avvolto nel mistero.

La Procura di Lagonegro indaga a ritmo serrato per ricostruire le ore precedenti al dramma, con un’inchiesta attualmente a carico di ignoti.

Le forze dell’ordine hanno sequestrato la villetta di località Le Ginestre, a Villammare, dove Pietro viveva con la madre, il compagno di lei e il fratello maggiore. Gli investigatori stanno effettuando rilievi nell’abitazione, ritenuta il possibile luogo dell’evento che ha portato il bimbo in condizioni critiche.

Nelle ultime ore, madre, compagno, nonni e il padre biologico di Pietro sono stati interrogati a lungo nella caserma dei carabinieri di Vibonati, per chiarire dinamiche familiari e possibili responsabilità.

Le condizioni del neonato, pur stabili, restano estremamente gravi. La comunità di Villammare, sconvolta, si riunirà questa sera alle 19 nella parrocchia Maria Santissima di Portosalvo per una veglia di preghiera guidata da Don Vincenzo Contaldi, in segno di vicinanza alla famiglia.

Pusher on the road tra Nocera, Cava e Castel San Giorgio: 10 arresti

L’indagine rappresenta uno sviluppo di una precedente attività che nel maggio 2024 aveva già portato all’indagine di otto persone per gli stessi reati. Secondo la Procura, l’organizzazione criminale, nonostante i precedenti colpi subiti, avrebbe continuato a “gestire le piazze di spaccio” nei comuni di Nocera Superiore, Castel San Giorgio e Cava de’ Tirreni.

Il modus operandi della banda prevedeva una duplice modalità di vendita: la vendita al minuto a domicilio, con corrieri che consegnavano le dosi di crack e cocaina ordinate telefonicamente, e la vendita diretta presso i “droga shop”, spesso coincidenti con le abitazioni degli stessi arrestati.

Gli arrestati

Di seguito l’elenco delle persone raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare:

Capasso Emilia, nata a Nocera Inferiore il 16.11.1972 (già detenuta per altra causa)
De Martino Vincenzo alias “o’ principino”, nato a Salerno l’11.04.1988 (già detenuto per altra causa)
Guariglia Andrea, nato a Salerno il 30.11.1986 (già detenuto per altra causa)
Mandiello Guglielmo alias “Mino”, nato a Nocera Inferiore il 15.03.1986 (già detenuto per altra causa)
Mannara Claudio, nato a Cava de’ Tirreni il 23.07.1982
Mosca Pasquino alias “Lino”, nato a Battipaglia il 06.04.1989
Nizza Camillo alias “o’ compare”, nato a Pagani il 15.09.1988
Osio Francesco Wahid alias “ciccio o’ ner”, nato a Nocera Inferiore il 23.03.1990 (già detenuto per altra causa)
Pierri Ferdinando, nato ad Avellino il 24.07.1987
Viscuso Michele, nato a Pagani il 10.12.1987

L’operazione odierna conferma il costante impegno delle forze dell’ordine nel contrasto al traffico di stupefacenti, un fenomeno che alimenta la criminalità e il degrado sociale sul territorio.

Napoli, maltrattamenti alla compagna: arrestato 44enne di Barra

Napoli – Un uomo di 44 anni, residente a Barra, con precedenti penali, è stato arrestato ieri mattina dalla Polizia di Stato per maltrattamenti in famiglia.

L’intervento è scattato a seguito di una segnalazione di lite familiare pervenuta alla Sala Operativa dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico.

Gli agenti, giunti sul posto, hanno trovato una donna in evidente stato di agitazione. La vittima ha raccontato di essere stata aggredita verbalmente dal compagno per futili motivi e che l’uomo, con l’intento di colpirla fisicamente, come già accaduto in passato, aveva sfondato la porta dell’abitazione.

Grazie al rapido intervento dei poliziotti, l’episodio non è degenerato ulteriormente. Il 44enne è stato tratto in arresto e condotto in custodia, mentre proseguono le indagini per chiarire la dinamica dei fatti e tutelare la vittima.

Napoli Capodichino torna operativo: risolto il guasto radar dopo due giorni di caos

Napoli,  – Dopo 48 ore di disagi, il traffico aereo sull’aeroporto internazionale di Napoli Capodichino è tornato regolare. ENAV ha completato nella mattinata i lavori di sostituzione del componente meccanico difettoso del sistema radar, responsabile del blocco dei voli da martedì 10 giugno.

Il bilancio dell’emergenza

23 voli cancellati oggi (su rotte nazionali e internazionali)
19 voli dirottati: 15 su Salerno, 2 su Roma Fiumicino e 2 convertiti in trasporto via terra
Ritardi fino a 150 minuti per i voli operativi

35.000 passeggeri coinvolti (stima ItaliaRimborso)

“La situazione è in via di normalizzazione, ma persistono ripercussioni sui collegamenti”, confermano fonti di Gesac, la società di gestione dello scalo.

Cronaca di un disservizio annunciato

Il guasto al radar di avvicinamento – cruciale per la sicurezza dei decolli e atterraggi – aveva scatenato un effetto domino:

Lunedì 9 giugno: primo blackout, caos in terminal con code ai banchi di riassegnazione
Notte tra il 9 e 10 giugno: intervento tecnico urgente di ENAV
Ore 13:26 di oggi: ultimo volo dirottato su Salerno
Passeggeri allo stremo

“Dovevo essere a Berlino per un intervento chirurgico: ho perso l’appuntamento”, racconta Lucia, 62 anni, bloccata per 18 ore. Molti viaggiatori denunciano:

Scarse informazioni in tempo reale
Spese extra per hotel e trasporti alternativi
Danni economici per chi viaggiava per lavoro
Cosa spetta ai viaggiatori?

Nonostante il ripristino del servizio, ItaliaRimborso ricorda:
Diritto al rimborso delle spese documentate (vitto/alloggio/trasporti)
Nessun indennizzo per “circostanze eccezionali” (art. Reg. UE 261/2004)
Obbligo di assistenza da parte delle compagnie (info, pasti, chiamate)

Residui ritardi su alcuni voli pomeridiani
Consiglio ai passeggeri: verificare lo stato del volo prima di recarsi in aeroporto

Carceri italiane nel caos: denunciate condizioni igieniche disumane e sovraffollamento record

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L’Associazione Luca Coscioni pubblica i choc dei rapporti ASL: in Campania strutture al collasso. A Poggioreale e Secondigliano emergenza igiene

Un quadro drammatico di celle sovraffollate, impianti igienici al collasso e mancati interventi di manutenzione emerge dai rapporti ASL sulle carceri italiane, ottenuti dall’Associazione Luca Coscioni attraverso un accesso civico. Dati allarmanti che fotografano un sistema penitenziario al limite:

Sovraffollamento al 134% (62.722 detenuti contro 51.280 posti regolamentari)
66 ASL su 107 hanno risposto, spesso con documentazione incompleta
Nessun intervento ordinario nella maggior parte degli istituti

L’EMERGENZA IN CIFRE

I numeri elaborati dal sito del giornalista Marco Dalla Stella sono impietosi:
4.488 posti ufficialmente non disponibili per inagibilità
In alcune regioni il sovraffollamento supera il 150%
Assenti direttive regionali per risolvere le criticità

“Siamo di fronte a una violazione sistematica dei diritti umani”, denuncia l’Associazione, che annuncia nuove azioni legali contro il Ministero della Giustizia.

FOCUS CAMPANIA: POZZUOLI E POGGIOREALE NEL DEGRADO

La regione, tra le più virtuose nel fornire documentazione, mostra situazioni critiche:

Napoli Poggioreale e Secondigliano: “Rischio igienico, impianti obsoleti e nessun intervento urgente” (ASL Napoli 1)
Pozzuoli (carcere femminile): umidità, pareti scrostate, ma lavori in corso
Avellino/Ariano Irpino: gravi carenze strutturali
Caserta: la ASL nega l’accesso ai dati sulla REMS per “segreti investigativi”
Unica nota positiva: l’ICAM di Lauro (AV) risulta in condizioni accettabili.

COSA SUCCEDE ORA?

L’Associazione ha attivato FreedomLeaks, piattaforma per segnalazioni anonime sulle violazioni del diritto alla salute in carcere. Intanto:
Il Ministero della Giustizia non ha ancora commentato
Si attendono i dati delle 41 ASL mancanti
La Procura Europea potrebbe aprire un fascicolo per inadempienza

COME AGIRE?
Detenuti e familiari possono:

Inviare segnalazioni a FreedomLeaks.org
Chiedere interventi urgenti via PEC all’ASL competente
Appoggiarsi alle associazioni per azioni legali collettive

Ct Italia, il punto dopo il no di Ranieri: Pioli in pole, occhio a De Rossi, Cannavaro o Gattuso

ROMA – Come un gol beffardo subito all’ultimo secondo di recupero: Claudio Ranieri ha detto no alla Nazionale, quando ormai sembrava tutto fatto. La Figc si ritrova senza commissario tecnico proprio nel momento in cui il cerchio sembrava chiuso attorno al nome del tecnico romano, 73 anni, che aveva dato segnali chiari di apertura all’incarico e mostrato entusiasmo per quella che poteva essere l’ultima grande avventura della sua carriera.

Gabriele Gravina, presidente federale, aveva agito con velocità e discrezione. Prima la chiamata a Dan Friedkin, proprietario della Roma, per sondare la disponibilità del club giallorosso a un eventuale doppio incarico. Nessun ostacolo da Trigoria, anzi: l’apertura era stata totale. Poi il contatto diretto con Ranieri, definito da chi era nel dossier come “entusiasta e disponibile”. Il tecnico aveva anche chiesto un memorandum operativo sulla gestione congiunta Roma-Nazionale. Tutto lasciava presagire l’annuncio ufficiale, il passaggio di testimone dopo l’uscita di scena di Luciano Spalletti.

E invece, come una doccia fredda nella notte, è arrivato il passo indietro. “No grazie, non me la sento”, avrebbe detto Ranieri a Gravina. Una decisione personale, maturata in silenzio e comunicata all’ultimo momento. Niente ritorno in azzurro, nessun addio al progetto Roma, che continua ad abbracciare con dedizione.

Ora si ricomincia. Il primo nome che torna in auge è quello di Stefano Pioli, che avrebbe già un accordo verbale con la Fiorentina ma potrebbe prendere in considerazione l’azzurro, in attesa di liberarsi dall’Al-Nassr. Sullo sfondo restano i profili di Daniele De Rossi, Fabio Cannavaro e Gennaro Gattuso: tre campioni del mondo con l’azzurro nel sangue, che oggi si candidano per una missione che va oltre il ruolo di ct.

Elodie, The Stadium Show illumina Fuorigrotta: sarà la prima artista donna al Maradona di Napoli

La musica al femminile scrive una nuova pagina al Maradona: giovedì 12 giugno, Elodie sarà la prima artista donna a esibirsi nello stadio di Fuorigrotta, uno dei templi del live italiano. L’evento, “Elodie The Stadium Show”, è prodotto da Vivo Concerti e promette di trasformare il Maradona in un’esperienza multisensoriale, divisa in quattro atti – Audace, Galattica, Magnetica ed Erotica – che rispecchiano l’estetica e la forza del nuovo album Mi Ami Mi Odi, uscito a maggio.

Con una band di sette elementi, tre coriste e un corpo di ballo composto da sedici danzatori, lo spettacolo sarà una potente esplosione di immagini, suoni e movimento. La direzione artistica è affidata a Laccio, mente creativa capace di tradurre la visione di Elodie in un’esperienza immersiva. Ogni atto si aprirà con un monologo in voice over recitato dalla stessa artista, pensato per introdurre e dare profondità al tema del segmento che seguirà.

Ma il live è anche un’occasione per rafforzare il legame con il sociale: continua infatti la collaborazione con Save the Children, di cui Elodie è Ambassador dal 2024. Per i concerti di Napoli e Milano, l’artista ha creato una t-shirt esclusiva, in vendita nei punti ufficiali all’interno delle venue, il cui ricavato sarà interamente devoluto all’ONG.

Il tour, attesissimo dopo il sold out del “Elodie Show 2023”, toccherà anche i principali palazzetti italiani da ottobre a dicembre, con tappe a Jesolo, Milano, Firenze, Roma, Messina e Torino. Ma intanto, Napoli è pronta a diventare la capitale di una notte che si preannuncia già leggendaria.

Truffe sui migranti: 3 avvocati a capo dell’organizzazione, coinvolto un poliziotto. TUTTI I 46 NOMI

Napoli – C’è anche un agente della Polizia di Stato tra gli indagati nell’inchiesta condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e dalla Polizia, che ha smascherato un’organizzazione criminale specializzata nel lucroso business della regolarizzazione degli immigrati extracomunitari attraverso il meccanismo dei cosiddetti click day.

Un sistema basato su richieste fittizie, false assunzioni e documentazione artefatta, capace di fruttare milioni di euro e alimentato da una rete ben strutturata tra professionisti, imprenditori e mediatori.

Tra gli indagati figura il poliziotto Mario Nippoli, in servizio al commissariato di Poggioreale, finito agli arresti domiciliari con l’accusa di aver collaborato all’inoltro di numerose richieste di nulla osta in occasione dei click day.

«Non era un informatico – ha commentato il questore di Napoli, Maurizio Agricola – ma sapeva usare bene il sistema». Una partecipazione che ha sollevato forte imbarazzo all’interno della Polizia di Stato, che ha tuttavia agito con prontezza nel rimuovere l’anomalia.

Al vertice dell’organizzazione, secondo la Procura, c’erano tre avvocati di San Giuseppe Vesuviano:

Vincenzo Sangiovanni (42 anni), indicato come il promotore del sodalizio,
Gaetano Cola (37 anni)
Aniello Annunziata (39 anni).

I tre, titolari o collaboratori di Centri di Assistenza Fiscale (CAF), pretendevano cifre fino a 10mila euro per ogni pratica di ingresso, soprattutto da cittadini originari del Bangladesh. Le attività venivano svolte in particolare tra San Giuseppe Vesuviano e Ottaviano, territori con una forte presenza di immigrati bengalesi.

Le accuse e le misure

L’indagine, scattata da due denunce presentate da cittadini bengalesi e dalle dichiarazioni di un imprenditore agricolo, ha portato a un imponente quadro accusatorio:

Associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina pluriaggravato,
Estorsione aggravata dal metodo mafioso,
Falso ideologico,
Truffa.
Nel dettaglio:

11 persone sono finite in carcere,
23 agli arresti domiciliari, tra cui numerosi collaboratori e mediatori,
11 datori di lavoro sono stati sottoposti all’obbligo di firma per aver messo a disposizione – in alcuni casi inconsapevolmente – le proprie aziende per assunzioni fittizie,
Sequestrati beni e rapporti assicurativi per oltre 2 milioni di euro.

Le testimonianze e il raggiro

Decisive per far luce sull’organizzazione le parole di due cittadini bengalesi, truffati con la promessa di regolarizzare i propri familiari. Uno di loro, sarto residente in Italia da 23 anni, ha raccontato di aver versato 19.400 euro in due tranche dopo aver ricevuto falsi nulla osta per il ricongiungimento familiare. La truffa si è palesata solo quando l’ambasciata italiana a Dhaka ha rifiutato di concedere i visti. L’altro testimone avrebbe consegnato oltre 31mila euro con modalità simili.

A destare sospetto anche il tenore di vita di alcuni indagati: uno degli avvocati, ha riferito il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, «ha acquistato di recente una Ferrari fiammante», un lusso incompatibile con i redditi ufficiali.

Di seguito l’elenco dei 46 indagati

  • ABDUR RAZZAK Ripon – Nato in Bangladesh, 45 anni
  • ACCIARINO Guglielmo – Nato a Napoli, 42 anni
  • ALBANO Guido – Nato a San Giuseppe Vesuviano, 54 anni
  • ANNUNZIATA Aniello – Nato a San Giuseppe Vesuviano (NA), 38 anni
  • AURICCHIO Gabriele – Nato a Pompei, 41 anni
  • BOCCIA Nicola Mariano – Nato ad Ottaviano, 63 anni
  • CALCINAI Giuliano – Nato a Napoli, 43 anni
  • CASILLO Mario – Nato a San Giuseppe Vesuviano (NA), 52 anni
  • CATAPANO Rosita – Nata a San Gennaro Vesuviano, 45 anni
  • CENTOMANI Massimo – Nato a Napoli, 37 anni
  • CERRONE Fabrizio – Nato a San Gennaro Vesuviano (NA), 23 anni
  • COLA Gaetano – Nato a San Giorgio a Cremano, 36 anni
  • DEL GIUDICE Salvatore – Nato a Napoli, 42 anni
  • DI GENUA Santolo – Nato a San Gennaro Vesuviano, 41 anni
  • DRAGONETTI Alberto – Nato a Nocera, 61 anni
  • ESPOSITO Gennaro – Nato a San Giorgio a Cremano (NA), 27 anni
  • FERRARA Francesco – Nato a Palma Campania, 59 anni
  • GRIMALDI Giustino – Nato a Napoli, 46 anni
  • IERVOLINO Aniello – Nato ad Ottaviano, 46 anni
  • KARIM Fazlui – Nato in Bangladesh, 53 anni
  • LA MANNA Domenico – Nato a San Gennaro Vesuviano, 24 anni
  • LOMBARDO Roberto – Nato a San Gennaro Vesuviano, 55 anni
  • MAFFETTONE Vittorio – Nato a Sarno, 22 anni
  • MANNA Armando – Nato a Sarno, 31 anni
  • MATURO Gennaro – Nato a San Giuseppe Vesuviano, 53 anni
  • MD Saiful – Nato in Bangladesh, 31 anni
  • MENNA Antonio Biagio – Nato a Qualiano, 62 anni
  • MENZIONE Giuseppe – Nato a Napoli, 42 anni
  • MIR Rasel Al – Nato in Bangladesh, 27 anni
  • MIRANDA Autilia – Nata a Pompei, 24 anni
  • MOHAMMAD Towhid detto Kamal – Nato in Bangladesh, 42 anni
  • MOHAMMED Marco – Nato a San Gennaro Vesuviano, 24 anni
  • MOHAMMED Sohave detto Giuseppe – Nato a Nola, 25 anni
  • NIPPOLI Mario – Nato a Napoli, 40 anni
  • NORANNA Antonio – Nato a San Giuseppe Vesuviano, 58 anni
  • PERILLO Antonio – Nato a Sarno, 39 anni
  • POLISI Maria – Nata a San Gennaro Vesuviano, 28 anni
  • ROBERTO Anna – Nata a Nola, 45 anni
  • ROMANO Antonio – Nato a Nola, 46 anni
  • RUSSO Saverio – Nato a Giugliano in Campania, 62 anni
  • SANGIOVANNI Nunzio – Nato a Terzigno, 72 anni
  • SANGIOVANNI Vincenzo – Nato a Napoli, 42 anni
  • SEEBER Melanie – Nata a San Candido (BZ), 38 anni
  • SHEIKH Rafique – Nato in Bangladesh, 27 anni
  • TUFANO Luigi – Nato a San Giuseppe Vesuviano (NA), 41 anni
  • ZAMAN Ashaduz – Nato in Bangladesh, 62 anni

 

Femminicidio di Anna Scala: ergastolo per l’ex compagno Salvatore Ferraiuolo

È stato condannato all’ergastolo Salvatore Ferraiuolo, accusato dell’omicidio dell’ex compagna Anna Scala, avvenuto il 17 agosto 2023 a Piano di Sorrento, in provincia di Napoli.

Lo ha deciso la Corte d’Assise di Napoli (prima sezione), accogliendo in pieno la richiesta della Procura di Torre Annunziata, rappresentata dal pubblico ministero Ugo Spagna.

Secondo quanto emerso durante il processo, Ferraiuolo colpì la donna con almeno 17 coltellate, per poi nasconderne il corpo all’interno dell’auto della vittima. Nel corso del dibattimento, l’imputato ha cambiato più volte versione dei fatti, ma ciò non ha convinto i giudici, che hanno optato per la pena massima.

In aula, al momento della lettura del dispositivo, era presente la figlia di Anna Scala, Maria Svato, accompagnata dall’avvocato di parte civile Salvatore Esposito. Ferraiuolo ha assistito impassibile alla pronuncia della sentenza. Le motivazioni della condanna saranno depositate entro 90 giorni.

Aeroporto di Napoli nel caos: secondo giorno di blackout radar, 35mila passeggeri bloccati

Napoli – Per il secondo giorno consecutivo, l’aeroporto internazionale di Napoli Capodichino è paralizzato da un grave guasto ai sistemi radar, con ripercussioni su migliaia di viaggiatori.

Secondo stime di ItaliaRimborso, almeno 35.000 passeggeri sono coinvolti in cancellazioni e ritardi, con code interminabili, valigie smarrite e piani di viaggio saltati.

Emergenza senza fine

Il malfunzionamento, iniziato ieri, non è stato ancora risolto e continua a bloccare i voli in partenza e in arrivo. I passeggeri, molti con bambini al seguito, denunciano:

Mancanza di informazioni chiare dagli operatori aeroportuali
Attese fino a 10 ore per riprogrammare i voli
Costi extra per hotel e trasporti alternativi
“Dovevo raggiungere Francoforte per un contratto da un milione: ora è tutto a rischio”, racconta Marco De Luca, imprenditore bloccato nello scalo.

Perché non spetta il risarcimento

Il guasto rientra nelle “circostanze eccezionali” (Regolamento UE 261/2004), ovvero eventi non imputabili alle compagnie aeree. Questo significa:
Nessun diritto al risarcimento standard (fino a 600€ per ritardi >3h)
Ma sì al rimborso delle spese sostenute

Ecco cosa fare per farsi rimborsare

I passeggeri possono richiedere il rimborso di:

Pasti e bevande durante l’attesa
Pernottamenti forzati
Taxi/treni per raggiungere destinazioni alternative
Attenzione: conservare tutti gli scontrini (sono obbligatori per la richiesta).

Il consiglio degli esperti

“Consigliamo di rivolgersi a società specializzate come la nostra” spiega un portavoce di ItaliaRimborso, che offre:
Analisi gratuita del caso
Assistenza nella richiesta alle compagnie
Recupero crediti senza costi anticipati

Quando tornerà la normalità?

ENAV assicura che i tecnici stanno lavorando 24 ore su 24, ma non fornisce tempistiche certe. Intanto, si suggerisce ai passeggeri:

Contattare subito la compagnia aerea
Verificare alternative con treni o autobus
Evitare di recarsi in aeroporto senza conferma

Festival Teatrale Campano al Palazzo Reale di Napoli: un mese di spettacoli e cultura

Napoli – Dal 13 giugno al 13 luglio 2025, il Palazzo Reale di Napoli ospiterà il Campania Teatro Festival, organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, diretta da Ruggero Cappuccio, con il sostegno della Regione Campania.

Oltre 100 eventi animeranno gli spazi della reggia, tra il Teatro di Corte, i Cortili, i Porticati e la Terrazza del Giardino Romantico.

L’inaugurazione, il 13 giugno alle 21:30, vedrà il Cortile d’Onore trasformarsi in palcoscenico per il concerto di Elisabetta Serio (pianoforte) e Sarah Jane Morris (voce), accompagnate da Jerry Popolo (sax), Aldo Capasso (contrabbasso) e Leonardo De Lorenzo (batteria).

Dal 20 giugno al 9 luglio, il Teatro di Corte proporrà la rassegna cinematografica “Capolavori Italiani”, curata da Titta Fiore, presidente della Film Commission Campania, con 13 film e un documentario selezionato da Roberto D’Avascio. Il 22 giugno, la quinta edizione del premio “Carlo Croccolo” celebrerà artisti del panorama italiano.

Il Cortile delle Carrozze accoglierà 18 spettacoli, tra reading, mostre, concerti e laboratori interattivi, in programma dal 15 giugno all’11 luglio. Sotto i Porticati, l’esperienza immersiva “Dietro le quinte Experience” offrirà un viaggio virtuale nei luoghi nascosti del teatro, aperti al pubblico tutti i giorni dalle 16:30 alle 22:30 (il mercoledì dalle 19:00).

“Dopo l’edizione 2019, il Festival torna a Palazzo Reale, cuore pulsante di Napoli – dichiara Paola Ricciardi, dirigente delegata del Palazzo –. Un evento internazionale che culmina nelle serate del Dopofestival sulla Terrazza del Giardino Romantico, in attesa del completamento del restauro dello spazio verde”.

Dal 14 giugno al 13 luglio, la Terrazza ospiterà il Dopofestival con aperitivi, street food di qualità e musica live o DJ set a partire dalle 22:00 (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria, eccetto quattro serate a pagamento il 29-30 giugno e 11-12 luglio).
Un mese di arte, musica e cultura per riscoprire la magia del Palazzo Reale e del teatro in ogni sua forma.

Padula, via la scala metallica dalla Certosa di San Lorenzo: parte l’intervento atteso da anni

Finalmente giù la scala. Sono cominciati i lavori per la rimozione della controversa struttura metallica installata sulla facciata della Certosa di San Lorenzo a Padula, uno dei gioielli del patrimonio monastico europeo. Un intervento atteso da anni, diventato simbolo di una battaglia per il rispetto dell’identità storica e paesaggistica del sito, riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità dal 1998.

La scala era stata posizionata per motivi di sicurezza, ma la sua presenza aveva provocato una vera e propria sollevazione nel mondo della cultura e della cittadinanza attiva. A denunciare il caso con maggiore forza era stato Angelo Paladino, presidente dell’Osservatorio Europeo del Paesaggio, che aveva chiesto un’azione rapida per restituire decoro e coerenza alla facciata del monumento.

Dopo mesi di confronto tra Ministero della Cultura, enti locali, associazioni e studiosi, è arrivato il via libera a un’operazione che molti considerano non solo tecnica, ma profondamente simbolica. La scala, per molti una ferita visiva e concettuale nel cuore di uno dei complessi religiosi più importanti d’Europa, verrà definitivamente rimossa.

Donna affetta da demenza scappa in auto, scomparsa e poi ritrovata ad Ascea grazie al Gps

Ha guidato per chilometri, di notte, senza una meta apparente. Una donna affetta da demenza è stata ritrovata all’alba a Catona, frazione di Ascea nel Cilento, dopo essere scomparsa ieri sera da Torre Annunziata, dove risiede. A far scattare l’allarme erano stati i familiari, preoccupati per il suo improvviso allontanamento a bordo della propria auto.

Ore di angoscia e di ricerche serrate, concluse fortunatamente con un lieto fine grazie alla tecnologia. Il segnale del dispositivo Gps che la donna portava con sé ha permesso di localizzarla e raggiungerla in tempo. Quando è stata individuata, era in evidente stato confusionale. I soccorsi, prontamente intervenuti, l’hanno accompagnata all’ospedale di Vallo della Lucania per i necessari accertamenti clinici.

Un episodio che riaccende i riflettori sulle fragilità legate alle patologie neurodegenerative e sull’importanza di sistemi di sicurezza che possono fare la differenza tra un dramma e un salvataggio. In questo caso, la tempestività e la prevenzione hanno evitato conseguenze potenzialmente tragiche, trasformando una notte di paura in un ritorno alla vita.

Reggia di Caserta, al via il restauro del Tempio Diruto e della Casa dei Cigni nel Giardino Inglese

Nel cuore silenzioso e incantato del Giardino Inglese della Reggia di Caserta, il tempo si rimette in moto. Sono ufficialmente iniziati gli interventi di restauro del Tempio Diruto e del ricovero dei cigni, due delle strutture più affascinanti e misteriose dell’intero complesso monumentale. Un’operazione delicata, affidata alle mani esperte della Fratelli Navarra srl, che riporterà alla luce la bellezza nascosta di uno dei luoghi più suggestivi del Museo verde.

Nel laghetto conosciuto come “lago delle Ninfee” o “lago dei Cigni”, avvolto in questi giorni da un velo di fiori bianchi e ombre leggere, sorgono due isolette. Su quella maggiore si erge il Tempio Diruto — il “tempiotto” — costruito tra il 1793 e il 1798 come rovina scenografica, omaggio alla moda neoclassica di evocare l’antico tramite architetture immaginarie. Capitelli corinzi, colonne spezzate, silenzi archeologici voluti: un finto rudere diventato simbolo di romanticismo decadente.

Sull’altra sponda del piccolo lago si trova invece la Casa dei Cigni, un padiglione ottocentesco con cupola semisferica, anticamente rifugio per i maestosi volatili che popolavano il giardino. Mentre il tempio sarà sottoposto a un restauro conservativo per preservarne l’identità originaria, la Casa sarà oggetto di una manutenzione straordinaria per tornare a vivere dopo anni di abbandono discreto.

La grande novità è che i lavori si svolgeranno a cantiere aperto. I visitatori del Parco potranno assistere da vicino alle fasi del restauro e la Direzione della Reggia sta valutando, con il supporto di tecnici e restauratori, la possibilità di far accedere piccoli gruppi sull’isolotto tramite una piattaforma galleggiante che attraverserà le acque del laghetto. Un gesto che unisce trasparenza, didattica e sogno, in perfetto equilibrio tra natura, storia e bellezza.

Ranieri dice no all’Italia: “Resto alla Roma”. In pole per il ruolo di ct c’è Pioli

Colpo di scena nel valzer per la panchina della Nazionale: Claudio Ranieri dice no all’Italia. La trattativa con la FIGC sembrava in dirittura d’arrivo, ma il tecnico romano ha scelto di restare fedele alla Roma, declinando l’offerta che lo avrebbe riportato sulla scena internazionale come commissario tecnico degli Azzurri.

Una decisione maturata dopo giorni di riflessione, che ha confermato la coerenza di un uomo da sempre legato alla parola data. I Friedkin, proprietari del club giallorosso, avevano dato il via libera anche a un eventuale doppio incarico, ma Ranieri ha preferito non aprire scenari ambigui: “Ringrazio il presidente Gravina per la proposta, ma ho scelto di rimanere al servizio della Roma — ha dichiarato — La scelta è stata solo mia, la proprietà mi ha lasciato piena libertà ma non potevo voltare le spalle a un progetto in cui credo profondamente”.

Un passo indietro che cambia le carte in tavola nella corsa alla successione di Luciano Spalletti. Ora il favorito per la panchina azzurra è Stefano Pioli, bancato a 1,50 da Goldbet e a 1,60 da Snai. L’ex tecnico del Milan, dopo l’esperienza in Arabia Saudita, sembrava destinato alla Fiorentina, ma il richiamo dell’azzurro potrebbe rimescolare le sue priorità.

Dietro di lui si fa strada Daniele De Rossi, in netta ascesa nelle quotazioni: la sua candidatura è scesa a 2,25 rispetto al 6 di appena 24 ore fa. Seguono due protagonisti del Mondiale 2006, Fabio Cannavaro e Gennaro Gattuso, entrambi dati a 8, mentre resta suggestiva, ma al momento più distante, la possibilità di un clamoroso ritorno di Roberto Mancini, proposto a quota 10.

Il nome dell’ex Ct, vincitore di Euro 2020, era finito ai margini dopo la controversa uscita di scena del 2023, ma le circostanze straordinarie potrebbero spingere la Federazione a riconsiderare la candidatura, aprendo a un possibile dialogo con chi, nel bene e nel male, ha già scritto un pezzo importante della storia recente della Nazionale.

Agguato di camorra a Cardito: ucciso il pregiudicato Antonio Vitale

Cardito – Un agguato di chiara matrice camorristica ha scosso il centro di Cardito questa mattina, spezzando la vita di un pregiudicato di Caivano.

La vittima, identificata come Antonio Vitale, con numerosi precedenti penali anche di stampo mafioso, è stata raggiunta da almeno una decina di colpi di grosso calibro mentre si trovava alla guida della sua auto. L’uomo è morto prima di giungere in ospedale.

La dinamica dell’esecuzione

Secondo le prime ricostruzioni, i killer sarebbero giunti a bordo di una moto di grossa cilindrata, esplodendo i proiettili contro il veicolo di Vitale in pieno giorno. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Caivano, diretti dal Capitano Antonio Cavallo, e gli agenti del Commissariato di Frattamaggiore per i primi rilievi.

L’area è stata immediatamente transennata per consentire agli investigatori di raccogliere elementi utili a fare luce sulla dinamica dell’agguato.

Il profilo della vittima e le ipotesi investigativi

Antonio Vitale era residente a Caivano e il suo nome era già noto alle forze dell’ordine per precedenti di stampo mafioso. Gli inquirenti stanno seguendo una pista ben precisa: l’omicidio si inserirebbe nelle dinamiche del nuovo “ordine” della camorra nell’area nord di Napoli.

La zona è attualmente caratterizzata dall’azione di bande di giovanissimi, che non sono ancora inquadrate nei vecchi clan che per mezzo secolo hanno controllato il territorio in modo asfissiante.

Questo fa ipotizzare una possibile riorganizzazione degli equilibri criminali, con nuovi gruppi che cercano di affermare il proprio dominio. L’agguato odierno potrebbe essere un chiaro segnale di questa lotta per il controllo del territorio e delle attività illecite.

Le indagini proseguono serrate per identificare i responsabili e comprendere appieno il contesto in cui è maturato l’omicidio.

Antonio Vitale in passato aveva fatto parte della banda specializzata negli assalti ai portavalori insieme con alcun i congiunti ed altri complici ed era stato arrestato nel 2013.

Napoli: scoperto sistema di intestazioni fittizie, cancellati 77 veicoli dal PRA

Napoli – Un’intricata rete di intestazioni fittizie di veicoli è stata smantellata dalla Polizia Metropolitana di Napoli, guidata dal Comandante Lucia Rea.

L’operazione, condotta dal Gruppo GOTA (Gruppo Operativo Tattico Ambientale), ha portato alla cancellazione d’ufficio di 77 autovetture dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e ha fatto emergere un’evasione fiscale superiore ai 150.000 euro.

L’indagine parte da un controllo casuale

Tutto ha avuto inizio alla fine del 2024 con un controllo di routine nei pressi della Stazione Centrale di Napoli, dove gli agenti hanno fermato un cittadino marocchino alla guida di una Audi A4 di grossa cilindrata.

Le verifiche successive hanno rivelato che il veicolo era intestato a un prestanome residente a Casoria, già irreperibile dal 2023, il quale aveva consentito l’intestazione fraudolenta di decine di auto.

Il meccanismo della frode

Veicoli senza copertura assicurativa: quasi tutte le auto coinvolte circolavano prive di assicurazione, con gravissimi rischi per la sicurezza stradale.
Cessioni a stranieri e nullatenenti: i mezzi venivano poi ceduti a cittadini senza reddito dichiarato, rendendo impossibile il recupero dei crediti.
Danno erariale: l’evasione riguardava tributi provinciali e regionali, per un ammontare complessivo di oltre 150.000 euro.

Il profilo del “prestanome” e i risvolti criminali

Il principale indagato, già deferito alla Procura di Napoli per truffa allo Stato e falso, aveva creato un sistema che andava ben oltre la semplice frode fiscale. Le indagini hanno infatti accertato che:

I veicoli venivano usati per reati: diversi mezzi erano impiegati da pregiudicati in attività legate al traffico di droga e a reati contro il patrimonio.
Difficoltà nelle indagini: le intestazioni fittizie ostacolavano l’identificazione dei veri responsabili, complicando il lavoro delle forze dell’ordine.
Le sanzioni e il blocco anagrafico

Il presunto organizzatore è stato colpito da un blocco anagrafico presso il PRA e la Motorizzazione Civile, che gli vieta qualsiasi nuova registrazione a suo nome. Intanto, per ogni violazione accertata, scatteranno sanzioni da 531 a 2.125 euro, oltre alla cancellazione definitiva dei veicoli dal registro.

“Questa attività dimostra l’efficacia dei controlli nel contrastare non solo l’evasione fiscale, ma anche le infiltrazioni criminali nel nostro territorio”, ha commentato il Comandante Lucia Rea. La lotta alle intestazioni fittizie si conferma così un tassello cruciale per la sicurezza e la legalità.

La Procura valuta possibili collegamenti con la criminalità organizzata, mentre proseguono le verifiche su altri veicoli sospetti.

E’ ufficiale: Guido Pagliuca lascia la Juve Stabia

Castellammare – Dopo due stagioni dense di successi, si separano le strade tra Guido Pagliuca e la Juve Stabia. Il club gialloblù ha annunciato la risoluzione consensuale del contratto con l’allenatore toscano, protagonista del ritorno delle Vespe in Serie B.

Pagliuca era approdato sulla panchina stabiese all’inizio della stagione 2023/2024. In due anni ha totalizzato 85 presenze ufficiali, con un bilancio di 40 vittorie, 27 pareggi e 18 sconfitte, e una media punti di 1.72 a partita. Un rendimento che ha portato la Juve Stabia a conquistare la vittoria del Girone C di Serie C e a ottenere lo storico accesso ai playoff di Serie B nella stagione 2024/2025, conclusi in semifinale.

Il club campano ha voluto esprimere «profonda gratitudine» al tecnico per la «professionalità e l’impegno» mostrati nel corso del suo incarico, augurandogli «le migliori fortune per il futuro professionale».

Ora si apre una nuova fase per la Juve Stabia, alla ricerca del successore di uno degli allenatori più vincenti della sua recente storia.

La lettera del mister alla Città:

“Alla città di Castellammare, ai miei giocatori , a voi cari tifosi, Scrivo queste parole con grande emozione e gratitudine.

Dopo due anni intensi e ricchi di soddisfazioni, il mio percorso alla guida della Juve Stabia, in accordo con la società e con il Presidente Langella giunge al termine.
Questa decisione di intraprendere nuovi percorsi professionali è emersa dalla consapevolezza di aver dato tutto me stesso per una città, per una maglia, per una società e per un gruppo di ragazzi unico che, senza dubbio, mi ha dato tanto, tantissimo.

Una piazza che merita grande energia, vitalità e rinnovata ambizione che spero un nuovo progetto tecnico potrà offrire, grazie anche al lavoro attento di una società che desidera continuare a stupire.

Sono consapevole che qualcuno di voi resterà deluso e dispiaciuto. So anche che altri, invece, capiranno la mia scelta sul piano professionale ma anche e soprattutto su quello umano.

In questi due anni, Castellammare è diventata un po’ anche casa mia. Ho apprezzato il vostro calore, la vostra passione per il calcio e il vostro attaccamento alla maglia. Porterò con me ricordi indelebili e un affetto sincero per questa città calda, viva, meravigliosa.
Per i vostri cori, per i vostri colori.

Ricordo con grande gioia e soddisfazione il giorno della promozione dalla Serie C alla Serie B. Un traguardo che abbiamo conquistato tutti insieme con la vostra passione sugli spalti, in casa ed in trasferta, a spingerci oltre ogni limite. Quella festa, l’abbraccio di un’intera città, rimarranno per sempre impressi nel mio cuore.

E poi, quest’anno in Serie B. Abbiamo fatto la storia disputando un campionato che ci ha visto protagonisti, andando ben oltre gli obiettivi iniziali e dimostrando che con impegno, unità d’intenti e il vostro sostegno costante nessun obiettivo, anche quello più grande di poter competere per la Serie A, ci era precluso.

I risultati ottenuti sono frutto del lavoro di tutti: giocatori e ragazzi meravigliosi dai valori incredibili, staff, società, tutte le persone che con dedizione e amore lavorano in silenzio lontano dai riflettori e soprattutto, di voi tifosi e di Castellammare, una città splendida.

Ringrazio di cuore ogni singolo tifoso per il sostegno, nei momenti di gioia e in quelli più difficili. Grazie per aver creduto in me e nei miei ragazzi e per aver accolto la mia famiglia nel migliore dei modi. Niccolò e Laura si sono sempre sentiti a casa e qui, noi tutti, manterremo amicizie, affetti e ricordi indelebili.

Ringrazio i miei calciatori per tutto quello che mi hanno dato e mi hanno fatto provare ogni giorno dandomi l’opportunità di vederli allenare e giocare con puro amore per il calcio.
Ringrazio tutte quelle persone meno visibili che lavorano al Menti ma che ogni giorno danno tutto loro stesse per la Juve Stabia.

Ringrazio il mio staff: persone uniche che ogni giorno sono state sempre al mio fianco.
Ringrazio i giornalisti e la stampa per la collaborazione, il reciproco rispetto e l’empatia. Soprattutto nei momenti più delicati.

Ringrazio pubblicamente il Presidente Andrea Langella per il rispetto dimostratomi nell’accogliere la mia decisione e che ha provato a convincermi a restare a Castellammare, il direttore Matteo Lovisa per avermi accompagnato in questo splendido viaggio, l’amministratore Filippo Porcino, l’Avv. Maglione Francesco, il Team Menager Pino di Maio, amico e persona fantastica, Enzo, Mario, Sebastiano, zio Vincenzo e tutti coloro che hanno fatto splendidamente parte del nostro gruppo di lavoro in questi due anni.

Auguro alla Juve Stabia, a Castellammare ed a voi tutti un futuro ricco di successi.
Per Sempre Forza Vespe, Forza Juve Stabia!

Con affetto e riconoscenza,

Guido Pagliuca”.

Napoli, maxi blitz contro l’immigrazione clandestina: 45 arresti

Napoli – Un’imponente operazione della Polizia di Stato sta coinvolgendo in queste ore 45 persone in diverse località della provincia di Napoli e in altre province italiane.

L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli, è diretta a smantellare un’organizzazione dedita al traffico di migranti, accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sfruttamento lavorativo e falsificazione di documenti.

I dettagli dell’operazione

Le misure cautelari – tra cui arresti domiciliari, divieti di dimora e perquisizioni – sono state eseguite dai reparti specializzati della Squadra Mobile e dal Servizio Centrale per l’Immigrazione, con il supporto delle unità territoriali. L’indagine, partita mesi fa, ha ricostruito un sistema criminale che gestiva l’ingresso e il successivo sfruttamento di cittadini extracomunitari, spesso in condizioni di grave vulnerabilità.

Le accuse principali

Favoreggiamento dell’immigrazione illegale: l’organizzazione avrebbe facilitato l’arrivo via mare e via terra di migranti, garantendo loro falsi permessi di soggiorno.
Caporalato e sfruttamento lavorativo: i migranti venivano indirizzati verso attività agricole e edili in Campania e altre regioni, con paghe irrisorie e condizioni disumane.

Falsificazione di documenti: reti parallele producevano e distribuivano permessi di soggiorno contraffatti, utili anche per l’accesso illegale ai servizi pubblici.
Le parole dei magistrati

L’operazione colpisce una filiera cruciale nel business dell’immigrazione illegale, spesso gestita in connessione con gruppi criminali organizzati.

L’inchiesta potrebbe avere ulteriori sviluppi, con possibili collegamenti internazionali. Intanto, la Polizia di Stato sta effettuando ulteriori verifiche per identificare altri complici e ricostruire i flussi finanziari illeciti.

Giulio Giaccio, sciolto nell’acido per errore: nuova udienza in appello, offerta risarcitoria dai mandanti

Nuovo capitolo nel processo per la barbara uccisione di Giulio Giaccio, il 26enne muratore di Pianura rapito e sciolto nell’acido nel 2000 a causa di un tragico scambio di persona.

Nell’ultima udienza davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Napoli, i presunti mandanti dell’omicidio — già condannati a 30 anni di carcere in primo grado — hanno presentato una proposta risarcitoria migliorativa ai familiari della vittima.

Le parti civili sono assistite dall’avvocato Alessandro Motta, mentre la Fondazione Polis partecipa al processo con il legale Gianmario Siani. Il procedimento riprenderà il prossimo 19 luglio con la requisitoria del procuratore generale. La notizia è stata pubblicata stamane dal quotidiano Il Roma.

In primo grado, celebrato con rito abbreviato, erano stati condannati Carlo Nappi e Salvatore Cammarota, ritenuti esponenti apicali del clan Polverino e accusati di essere i mandanti del delitto. Dieci anni di reclusione erano stati inflitti, invece, al collaboratore di giustizia Roberto Perrone, reo confesso.

Un secondo filone processuale coinvolge altri tre imputati: Salvatore Simioli, Raffaele D’Alterio e Luigi De Cristofaro, accusati di aver partecipato alle fasi esecutive del sequestro e dell’omicidio.

A marzo del 2024 i nuovi arresti grazie al pentito Giuseppe Ruggiero

A marzo 2024, un ulteriore sviluppo: grazie alle rivelazioni del neo pentito Giuseppe Ruggiero, sono finiti in carcere anche Raffaele D’Alterio, Luigi De Cristofaro (alias “‘o mellone”) e Salvatore Simioli, detto “‘o sciacallo”.

L’iter giudiziario continua a tenere viva la memoria di Giulio, simbolo di una giustizia che non dimentica le sue vittime.