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Salerno, svaligiata “La Fabbrica delle Meraviglie”: bottino simbolico

Salerno – Un duro colpo al cuore del commercio salernitano. Nella notte, il negozio “La Fabbrica delle Meraviglie” in via Mercanti, centro storico di Salerno, è stato teatro di un furto con scasso che ha lasciato dietro di sé vetrine distrutte e un amaro senso di impotenza.

L’attività, inaugurata solo pochi mesi fa dall’imprenditore Giuseppe Guarino, è un gemello del più consolidato negozio napoletano di via Giuseppe Verdi, a pochi passi da Piazza Municipio.

I ladri, dopo aver mandato in frantumi le vetrine, hanno razziato ciò che hanno trovato, portando via un bottino che si definisce più “simbolico che reale”, dato il modesto ammontare di denaro in cassa.

L’episodio non è solo un danno economico, ma un vero e proprio affronto all’immagine di un’attività che, con i suoi prodotti e colori, rappresenta un punto di riferimento per adulti e bambini, un luogo di “dolcezza e gioia”.

La vicenda ha scatenato la reazione della Cna di Salerno, l’associazione a cui Guarino è associato e in cui ricopre ruoli dirigenziali. Il neopresidente Antonio Citro e il segretario Simona Paolillo hanno inviato una lettera congiunta alle massime autorità locali e regionali, tra cui Prefetto, Questore, Procuratore della Repubblica, Sindaco, Assessori e il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

“Questo atto non rappresenta solo un furto, ma un vero e proprio attacco all’immagine di bellezza e positività che contraddistingue il nostro territorio”, hanno scritto i vertici della Cna. Sottolineando come l’episodio, che ha colpito un’attività di recente apertura ma già di successo a Napoli, “sollevi un allarme significativo”, l’associazione ha chiesto un forte segnale di vicinanza e solidarietà da parte del sistema pubblico verso imprenditori come Guarino, che “investono e scommettono sulla bellezza e il futuro della nostra città”.

“Non possiamo permettere che la criminalità minacci il lavoro e la passione di chi, come Giuseppe, ha il merito di contribuire alla vitalità e al decoro del centro storico”, prosegue la lettera. “Dobbiamo unirci per difendere i valori della legalità e della serenità, affinché chi investe in Salerno possa farlo senza timore”.

L’episodio alla “Fabbrica delle Meraviglie” non è isolato. Solo poche settimane fa, la stessa Cna di Salerno ha subito un furto nella sua nuova sede, con un ladro ripreso dalle telecamere interne mentre si impossessava di uno zaino. Un episodio denunciato alla Questura, con le immagini del responsabile diffuse sui social, ma che finora non ha portato all’individuazione del colpevole.

Terra dei Fuochi, arrivano le “Sentinelle Ambientali” per mappare i siti inquinati 

Mentre l’Europa condanna l’Italia per la mancata bonifica della Terra dei Fuochi, un gruppo di cittadini si organizza per passare all’azione.

Mercoledì 2 luglio, alle 18.30, al Polo della Sostenibilità Ambientale di San Sebastiano al Vesuvio (via Panoramica Fellapane), verrà presentato il nucleo delle “Sentinelle Ambientali”, un progetto promosso dall’associazione Let’s Do It Italy per mappare i siti inquinati nell’area vesuviana e accelerare gli interventi di risanamento.

Un piano concreto, non solo volontariato

L’iniziativa – citata anche nella sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sul caso Terra dei Fuochi – va oltre il semplice attivismo: punta a formare cittadini consapevoli in grado di identificare e segnalare con precisione le aree contaminate.

“L’inerzia dell’Italia è grave, ma deve motivarci, non scoraggiarci”, dichiara Vincenzo Capasso, presidente di Let’s Do It Italy. “Il cambiamento può partire dal basso: collaboriamo con associazioni, scuole e istituzioni per creare una mappa ufficiale delle zone da bonificare”.

Come funziona il monitoraggio

Durante l’evento, una guida del Parco Nazionale del Vesuvio illustrerà le passeggiate ecologiche previste e l’uso di TrashOut, un’app per tracciare i rifiuti abbandonati. I dati raccolti confluiranno in una piattaforma digitale che servirà da base per richiedere interventi mirati alle autorità.

Come partecipare

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti. Per iscriversi, basta seguire le pagine Facebook e Instagram del Polo della Sostenibilità Ambientale. Un’occasione per trasformare la denuncia in azione, in un territorio dove l’emergenza ambientale non può più aspettare.

Sergio Rubini premiato al Social World Film Festival

Il Social World Film Festival 2025 sarà ricordato come l’edizione più internazionale di sempre, ma anche come quella che, più di ogni altra, ha celebrato traguardi non solo professionali, ma profondamente umani e creativi.

Tra gli insigniti con il Premio alla Carriera, l’attore e regista Sergio Rubini, testimone di un pensiero lucido ed appassionato, maturato in quarant’anni di cinema fatti di incontri, trasformazioni, e soprattutto di un amore profondo per l’arte del racconto.

A spiegare la scelta di conferire il Premio alla Carriera a Sergio Rubini è stato lo stesso direttore del Festival, Giuseppe Alessio Nuzzo. Nel presentarlo come ospite di questa edizione, ha voluto sottolineare il forte legame tra l’evento da lui diretto e l’opera dell’artista pugliese:

«Quando abbiamo pensato al programma degli ospiti e dei premi del Social World Film Festival, ho riflettuto sulla tua biografia e mi sono ricordato con piacere dei tuoi quarant’anni di carriera. Ho voluto festeggiarli qui, insieme, anche perché uno dei tuoi primi film con Federico Fellini dà il nome alla nostra arena stampa. […]Per me sei un vero faro e Fellini è il regista a cui mi ispiro, e parlare della tua carriera è anche un’occasione per riflettere su come tutto è iniziato. »

Un tributo accolto con visibile coinvolgimento da Rubini, che si è definito onorato per un premio  “non scontato”. A rendere ancora più speciale il momento è stato l’incontro pomeridiano con i giovani nel corso di  una masterclass intensa e partecipata, in cui Rubini ha condiviso ampiamente le proprie idee, rivelando il suo spessore umano ancor prima che artistico. «Ti senti come un artigiano — ha raccontato — hai imparato delle cose, e poi arriva un ragazzo e gliele trasmetti. È come un dono».

Il legame tra Rubini e il Social World Film Festival si è rivelato ben più profondo del semplice riconoscimento alla carriera. Travalicando il premio, l’artista ha delineato una visione del cinema che rispecchia pienamente la vocazione sociale dell’evento: uno sguardo attento alla realtà, capace di restituirne le complessità attraverso il linguaggio del grande schermo.

Una tale corrispondenza d’intenti ha dato luogo a una domanda quasi inevitabile: «Questo è un festival sociale. Secondo lei, il cinema attuale presta attenzione alle voci marginali?»

La risposta di Rubini è arrivata chiara ed accorata: «Ce ne vorrebbe di più, sicuramente. Ma il cinema lo fa, perché racconta la società. Mi ha colpito un discorso di De Niro a Cannes: diceva che il cinema è inclusione, condivisione, senza confini. E ha ragione.

Nasce muto, va oltre le parole e le culture locali. Per questo i potenti lo temono: non è schierato, è solo cultura. E la cultura è di tutti. È anche responsabilità dello spettatore, però: dobbiamo dare luce a certi film. Oggi viviamo di playlist, e se certi titoli restano fuori, rischiamo di addormentarci, di lasciarci guidare da chi ci vuole passivi».

L’artista, con grande generosità, e assecndando il fluire de discorso, si è poi soffermato sugli aspetti essenziali della sua produzione, in particolare di quella biografica:

“ In narrazioni biografiche come quelle dedicate ai fratelli De Filippo o a Leopardi, quale pensa sia il giusto compromesso tra aderenza ai fatti e reinterpretazione?”

L’artista, con grande generosità e assecondando il fluire del discorso, si è poi soffermato sugli aspetti essenziali della sua produzione, in particolare quella biografica — da I fratelli De Filippo al lavoro su Leopardi — concentrandosi sulla centralità del racconto e sulla delicata questione del giusto compromesso tra aderenza ai fatti e libertà interpretativa. Rubini ha chiarito come, in entrambe le opere, abbia perseguito un’unica idea guida: restituire autenticità ai personaggi raccontati, liberandoli dalle sovrastrutture ereditate dalla tradizione per arrivare alla loro essenza più profonda.

Secondo la sua visione, per accedere a una verità autentica, è talvolta necessario compiere un “atto di tradimento narrativo”, come dimostra la scelta di eliminare la gobba del poeta di Recanati per concentrarsi sul pensiero.

Un atto simbolico, che riflette la volontà di far emergere la voce interiore del poeta, spogliata dell’iconografia ormai superata. In questo modo, Rubini restituisce alle figure storiche e letterarie una sorprendente attualità, rendendo concetti apparentemente lontani quanto mai necessari oggi. Il riscontro del pubblico — ed in particolare dei più giovani — ha confermato la forza e la necessità di questo approccio.

Per superare l’adesione scrupolosa ai dettagli storici, Rubini ha dichiarato di essersi ispirato al celebre Amadeus di Miloš Forman, un film capace di restituire lo spirito e la visione di Mozart pur senza seguire fedelmente la cronologia dei fatti.

“Credo che a volte bisogna “tradire” per raccontare la verità. Anche con Leopardi, ad esempio, gli ho tolto la gobba, ma ho cercato di raccontare il suo pensiero, che è la cosa più importante. Il mio riferimento è “Amadeus” di Forman: un film che non racconta Mozart nei dettagli storici, ma riesce a trasmetterne l’essenza, la sua visione della musica e del mondo. E ha reso la sua musica popolare. È lo stesso che ho cercato di fare con Leopardi.”

Un lavoro, quello del cineasta, gremito di soddisfazioni e articolato da un misto di creatività e di risultati artistici spesso acclamati dal pubblico come prodezze. Un lavoro che, però, non va idealizzato e di cui non va fatta una narrazione impari rispetto tutte le angolazioni celanti della realtà dei fatti.

L’arte, così come la vita, è complessa e altalenante e proprio per tale motivazione, il regista ha parlato a cuore aperto agli studenti delle masterclass e alla stampa: “Questo è il mestiere dei falliti – ha tacciato con la pacata sincerità che lo contraddistingue -, siamo tutti bravi a vincere ma il vero banco di prova è perdere. Dalla perdita e dal fallimento nasce tutto: questo mestiere serba grandi soddisfazioni e altrettante frustrazioni, tanti consensi ma anche numerose porte sbattute in faccia miste a telefoni che non squillano. Bisogna farci conti. Perdere è la base per vincere in questo lavoro”.

Parole schiette e ficcanti che fanno comprendere il grande divario che c’è tra le velleità ed i sogni artistici e le esigenze della vita quotidiana, rafforzate dal racconto intimistico del suo rapporto con suo padre: “Mio padre era un ferroviere. Da ragazzo ho avuto un rapporto conflittuale con lui ma crescendo l’ho risolto con successo. Amo mio padre, ho un ricordo bellissimo, nel tempo l’ho capito. Lo amo per le sue irresolutezze, per le sue fragilità che lo hanno reso autentico: era afflitto perché sognava il mondo del cinema e al contempo svolgeva un lavoro che non amava.

Quella passione, però, non l’ha mai abbandonata, l’ha inseguita secondariamente. Una scelta debole? Assolutamente no, aveva un coraggio enorme. Ci vuole forza a non abbandonare le proprie passioni nonostante le delusioni e gli imprevisti della vita”. Un inno a tutti gli aspiranti o i professionisti del settore che versano nel precariato e non riescono a rendere la loro passione un lavoro a tutti gli effetti, dovendosi sacrificare e combattendo ogni giorno con le unghie e con i denti per non abbandonare il loro sogno.

Un bagno di realtà e di umiltà quello di Sergio Rubini che ha continuato: “Non credo nelle persone che affermano ciò che sono. Credo, invece, in chi afferma ciò che avrebbe voluto essere. Partiamo integri ma poi mutiamo nel corso della vita, poiché siamo la continua mediazione, la perpetua rielaborazione ed il risultato di un compromesso tra ciò che sogniamo e ciò che ci accade”.

Ha poi concluso dando un consiglio ai più giovani: “Unite le vostre forze, coniugate e corroborate le intelligenze e le creatività in questo ambiente difficile. Instaurate delle amicizie basate sulla condivisione di una passione comune, innanzitutto. Condividete. Dalla condivisione può nascere qualche lavoro interno se dall’esterno non arriva. Create le occasioni. Solo così potete smuovere qualcosa”.

 Annamaria Cafaro

Emanuela Francini

Migliori Casino Non AAMS: Libertà, Bonus e Divertimento nel 2025

Diciamolo subito: scegliere tra i migliori casino non AAMS può sembrare un’impresa, soprattutto se ti sei appena affacciato nel mondo del gioco online “senza limiti ADM”. Ma niente panico: in questa guida ti spiego tutto con parole semplici, senza tecnicismi da addetti ai lavori.Pronto a scoprire cosa offrono questi casinò esteri? Mettiti comodo, si parte.

Ma cosa sono i Casino Non AAMS?

Nel mondo del gioco online, i casino “AAMS” (oggi ADM) sono quelli con licenza rilasciata dallo Stato italiano. I non AAMS, invece, sono gestiti da enti stranieri ma assolutamente legali: Malta, Curaçao, Gibilterra… nomi che vedrai spesso. Queste piattaforme operano fuori dall’Italia, ma con regolamenti seri e controlli rigorosi.Il bello? Offrono spesso più varietà, meno limiti e bonus molto più generosi.

Perché Sceglierli?

Ecco qualche buona ragione per dare un’occhiata ai migliori casino non AAMS nel 2025:

  • Bonus più ricchi: parliamo di pacchetti di benvenuto con centinaia di euro e free spin in abbondanza.
  • Prelievi veloci: alcuni operatori ti accreditano le vincite in meno di un’ora (sì, anche di domenica!).
  • Giochi esclusivi: slot introvabili sugli ADM, tavoli live con dealer internazionali, minigame a tema.
  • Metodi di pagamento smart: carte, portafogli digitali, crypto… ce n’è per tutti i gusti.

Insomma, questi casinò danno più libertà. E se giochi in modo responsabile, sono una validissima alternativa.

Cosa Controllare Prima di Iscriversi

Ovviamente, non è tutto oro quel che luccica. Quindi prima di registrarti, assicurati che la piattaforma abbia:

  • Una licenza affidabile (Malta o Curaçao vanno alla grande)
  • Recensioni positive da parte di veri utenti
  • Un sito tradotto bene in italiano (segno di cura e serietà)
  • Un’assistenza clienti disponibile almeno via chat o email

Pro tip: se il sito ti “spinge” troppo a depositare o il bonus sembra troppo bello per essere vero… vai oltre e cerca altro.

E Lato Sicurezza?

Tranquillo: i migliori casino non AAMS sono ormai super attenti alla protezione dei dati. Hanno crittografia SSL, verifiche di identità e strumenti per impostare limiti di spesa o prendersi una pausa. Certo, non aderiscono al programma di autoesclusione ADM, ma se giochi con buon senso puoi comunque vivere un’esperienza divertente e controllata.

In Sintesi

I migliori casino non AAMS nel 2025 offrono un’esperienza fresca, internazionale e piena di vantaggi. Sono perfetti se cerchi più libertà, giochi nuovi e una marcia in più lato bonus.Gioca smart, informati bene… e soprattutto, divertiti!

 

Salerno, lite violenta con sgabelli: 35enne in prognosi riservata

Salerno – Un’aggressione brutale ha scosso piazza Sedili del Campo a Salerno, dove un uomo è stato denunciato in stato di libertà dalla Polizia di Stato per lesioni gravi.

L’individuo, identificato dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura, ha colpito alle spalle con uno sgabello un cittadino romeno di 35 anni, durante una lite scoppiata per futili motivi.

La vittima, gravemente ferita, ha riportato una frattura cranica ed è stata trasportata d’urgenza in ospedale in codice rosso, dove versa in prognosi riservata. Sul posto è intervenuta anche la Squadra Mobile per ricostruire la dinamica dell’episodio e approfondire le indagini.

Dagli accertamenti è emerso che sia l’aggressore che la vittima hanno precedenti penali legati a reati di stupefacenti.

La polizia prosegue le indagini per chiarire ulteriori dettagli del violento episodio, che ha destato allarme nella zona.

Morte di Mario Paciolla: il Gip di Roma archivia l’indagine, ma il Pd insorge

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Roma – Il Gip di Roma ha disposto l’archiviazione delle indagini sulla morte di Mario Paciolla, il cooperante italiano delle Nazioni Unite trovato senza vita nel luglio 2020 nella sua abitazione in Colombia, dove lavorava per un progetto dell’ONU.

La decisione, che segue una seconda richiesta della Procura, è stata accolta nonostante la ferma opposizione della famiglia, convinta che Paciolla sia stato ucciso e non si sia tolto la vita, come ipotizzato dalle autorità colombiane.

La reazione del Pd: “Giustizia non si arrenda”

A esprimere sconcerto sono stati i membri della Commissione straordinaria Diritti Umani del Pd, tra cui Susanna Camusso, Cecilia D’Elia, Tatiana Rojc e Filippo Seni:
“Apprendiamo con molto disagio la decisione del Tribunale di Roma. Tutte le indagini confermano che Mario non si è suicidato, ma è stato ucciso. Lascia stupiti la scelta dell’archiviazione”.

I parlamentari hanno assicurato che continueranno a battersi in sede istituzionale e parlamentare per ottenere la riapertura del caso:
“Dobbiamo verità alla sua memoria, alla sua famiglia e all’Italia. La giustizia non può arrendersi di fronte a un assassinio”.

Un caso ancora irrisolto

Paciolla, 33 anni, era impegnato in Colombia con la Missione ONU per verificare il rispetto degli accordi di pace dopo il conflitto con le FARC. La sua morte, inizialmente classificata come suicidio, è stata fin dall’inizio oggetto di dubbi per la famiglia e le organizzazioni per i diritti umani, che hanno denunciato anomalie nelle indagini locali.

L’archiviazione italiana chiude – per ora – un capitolo doloroso, ma la battaglia per la verità sembra destinata a continuare, con la famiglia e i sostenitori che chiedono un nuovo esame delle prove.

ASL Napoli 2 Nord condannata: frattura ignorata, risarcimento da decine di migliaia di euro

Grave caso di malasanità: un paziente subisce danni permanenti alla mano per mancata diagnosi e cure omesse. Il Tribunale dà ragione allo Studio legale Maior.

La ASL Napoli 2 Nord è stata condannata dal Tribunale di Napoli Nord per un grave episodio di malasanità, che ha causato lesioni permanenti alla mano di un paziente a seguito di una frattura mai diagnosticata né curata.

A ottenere il risarcimento – quantificato in decine di migliaia di euro, oltre alle spese legali e mediche – è stato lo Studio Legale Associati Maior, rappresentato dagli avvocati Pierlorenzo Catalano, Michele Sorrentino e Filippo Castaldo.

Il paziente si era recato presso una struttura dell’ASL dopo aver subito un trauma, ma la frattura non fu rilevata né trattata adeguatamente. L’omissione delle cure necessarie ha aggravato la situazione clinica, fino a provocare danni irreversibili.

Nonostante una consulenza tecnica avesse evidenziato in modo chiaro le responsabilità della struttura sanitaria, l’azienda aveva rigettato ogni proposta conciliativa, costringendo lo Studio Maior ad adire le vie legali.

“La sentenza rappresenta un punto fermo: il diritto alla salute deve essere tutelato con fermezza”, sottolineano i legali Catalano, Sorrentino e Castaldo. “Le gravi carenze e l’indifferenza che ancora oggi affliggono il sistema sanitario non possono essere accettate. Siamo fieri di aver fatto giustizia per il nostro assistito e continueremo a lottare per i diritti dei pazienti vittime di negligenza”.

Il verdetto del giudice arriva come un segnale forte in tema di responsabilità medica e riafferma il ruolo della giustizia nella tutela dei cittadini di fronte a disservizi e omissioni in ambito sanitario.

Aggressione in Via Acton: 2 minori denunciati per il pestaggio di turisti

Napoli– Due minori, un 16enne e un 17enne entrambi napoletani, sono stati denunciati dalla Polizia di Stato per lesioni personali aggravate in concorso, in seguito all’aggressione di due turisti avvenuta nella notte di ieri in via Acton.

L’allarme è scattato quando, nella notte tra domenica e lunedì, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico sono intervenuti in via Acton, all’angolo con Galleria della Vittoria, dopo una segnalazione di aggressione. Sul posto, i poliziotti hanno trovato due uomini visibilmente scossi che hanno raccontato di essere stati aggrediti poco prima.

Secondo le vittime, il diverbio sarebbe nato per motivi di viabilità. Mentre i due turisti si trovavano a bordo della loro auto, avrebbero avuto una discussione con alcuni giovani a bordo di tre scooter. La lite sarebbe degenerata rapidamente, trasformandosi in una violenta aggressione: i ragazzi avrebbero usato spranghe e catene per colpire i due uomini.

Grazie alle immediate indagini, gli operatori di polizia sono riusciti a risalire all’identità di due degli aggressori. I minori sono stati rintracciati nella stessa mattinata di ieri e denunciati all’autorità giudiziaria competente.

Terremoto ai Campi Flegrei, sospesa la circolazione ferroviaria nel nodo di Napoli

Napoli – La circolazione ferroviaria nel nodo di Napoli è stata sospesa in via precauzionale per consentire verifiche tecniche a seguito della forte scossa di terremoto registrata oggi, lunedì 30 giugno, nell’area dei Campi Flegrei. Lo comunica Trenitalia, specificando che i treni Alta Velocità, Intercity e Regionali possono subire ritardi, cancellazioni o limitazioni di percorso.

Secondo l’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv, lo sciame sismico è iniziato alle ore 12:47 e ha finora registrato sei eventi tellurici, con una magnitudo massima stimata in Md 4.6 ± 0.3, e l’epicentro localizzato nel comune di Bacoli.

Alle 16 nella sala conferenze dell’Osservatorio vesuviano dell’Ingv (via Diocleziano, 328 – NAPOLI) è convocato un punto stampa

“La scossa è stata forte, ma al momento non si registrano danni”, ha dichiarato sui social il sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni, che ha invitato la popolazione alla calma. “Siamo di fronte a una situazione da monitorare ora dopo ora. I nostri volontari sono già in giro per la città per verificare le condizioni sul territorio”.

Manzoni ha inoltre annunciato la disattivazione temporanea di alcune Ztl, l’attivazione delle aree di attesa previste dal piano comunale di emergenza e la convocazione del Centro Operativo Comunale a Monterusciello.

Per segnalazioni e richieste di assistenza, sono attivi i numeri della Protezione Civile (081/18894400) e della Polizia Municipale (081/8551891).

L’attività sismica nella zona dei Campi Flegrei continua a destare preoccupazione, in un’area già da mesi sottoposta a costante monitoraggio da parte degli enti scientifici e della protezione civile.

Napoli, sentenza choc: per i giudici l’ omicidio Giaccio non fu un delitto di camorra

Napoli – Una sentenza destinata a far discutere quella emessa dalla Corte di Assise di Appello di Napoli (quinta sezione) sul caso dell’omicidio di Giulio Giaccio, il 26enne ucciso il 30 luglio 2000 perché scambiato per l’amante della sorella di un affiliato al clan Polverino.

I giudici hanno escluso l’aggravante mafiosa, riducendo le pene per due dei tre imputati: Salvatore Cammarota, condannato a 16 anni con l’attenuante per un’offerta di risarcimento alla famiglia, e Roberto Perrone, a cui sono stati inflitti 8 anni per concorso anomalo.

Confermata invece la condanna a 30 anni per Carlo Nappi.

In primo grado, Cammarota e Nappi avevano ricevuto 30 anni, mentre Perrone, collaboratore di giustizia che ha svelato i retroscena del delitto, 14 anni. Cammarota, ritenuto l’ideatore dell’omicidio, aveva tentato invano di risarcire la famiglia Giaccio, offrendo prima una casa e poi 200mila euro, somma comprensiva di un’abitazione e 80mila euro in contanti.

“Sentenza vergognosa, si nega l’esistenza del clan”

Duro il commento dell’avvocato Alessandro Motta, legale della famiglia Giaccio: “Questa non è giustizia. Negare l’aggravante mafiosa equivale a dire che a Napoli la camorra non esiste”. Motta ha criticato la decisione, sottolineando che l’omicidio non è stato ritenuto legato né alle modalità né alle finalità tipiche della criminalità organizzata.

La Procura Generale di Napoli, che aveva chiesto il riconoscimento dell’aggravante mafiosa, ha annunciato un ricorso in Cassazione. La famiglia Giaccio, indignata, valuta una protesta pubblica contro la sentenza.

Il sostituto procuratore generale Paola Correra, al termine della requisitoria, aveva ribadito la necessità di riconoscere il contesto camorristico dell’omicidio. La decisione della Corte, tuttavia, segna una svolta controversa in un caso che continua a scuotere l’opinione pubblica.

Terremoto, crollata una parete di Punta Pennata a Bacoli

Bacoli – Una scossa di terremoto di magnitudo 4.6 ha colpito oggi alle 12.47 il Golfo di Bacoli, nei Campi Flegrei, la più forte degli ultimi 40 anni avvertita nella zona.

Il sindaco di Bacoli,  Josi Gerardo Della Ragione, ha lanciato l’allarme: “La comunità è preoccupata, dobbiamo mettere in sicurezza la costa. Migliaia di persone vivono e fanno il bagno sotto i costoni a rischio”.

Epicentro a 4,9 km di profondità, avvertito anche un boato

Secondo i dati dell’Osservatorio Vesuviano, il sisma è stato localizzato nel Golfo di Bacoli a una profondità di 4,9 km ed è stato accompagnato da un boato percepito dagli abitanti. Il Comune di Pozzuoli ha diffuso un avviso sui social, invitando i cittadini a segnalare eventuali danni ai numeri della Polizia Municipale (081/8551891) e della Protezione Civile (081/18894400).

Cedimento a Pennata, intervento della Capitaneria di Porto

Il sindaco segnala un cedimento del terreno in località Pennata, dove è intervenuta la Capitaneria di Porto. “Fortunatamente non ci sono danni a persone”, precisa Della Ragione, ma sottolinea l’urgenza di lavori di messa in sicurezza già previsti dal piano commissariale, ma ancora non partiti.

“La costa è un pericolo, serve un intervento immediato”

Bacoli, affacciata sul mare, ha abitazioni e spiagge a ridosso di costoni instabili. “Domenica la zona era piena di bagnanti e barche – spiega il sindaco – abbiamo emesso ordinanze di divieto, ma la gente continua ad avvicinarsi. I lavori previsti non basteranno: serve un piano più ampio”.

Bradisismo in aumento: i dati dell’Osservatorio Vesuviano

L’area flegrea è da mesi in una fase di sollevamento del suolo , con un aumento dell’attività sismica. Per aggiornamenti, il Comune rimanda al sito dell’Osservatorio Vesuviano (www.ov.ingv.it).

Intanto la terra continua a tremare. La scossa di oggi è un ulteriore campanello d’allarme per una zona dove rischio idrogeologico e sismico si intrecciano, mentre la popolazione chiede interventi strutturali prima che sia troppo tardi.

Campi Flegrei forte scossa di terremoto alle 12,47: gente in strada

Napoli – Una forte scossa di terremoto è stata avvertita alle 12:47 di oggi dai cittadini di Napoli e dei comuni dell’area flegrea.

La magnitudo, come riportato dall’Ingv, è stata di 4.6, più alta registrata negli ultimi 40 anni e fa il paio con quella  verificatasi la notte del 13 marzo scorso.  l terremoto – con epicentro nell’area dei Campi Flegrei 5 km a sud di Pozzuoli, a ridosso di Bacoli – è stato localizzato a una profondità di 5 chilometri.

La scossa è stata avvertita nitidamente non. solo nei comuni flegrei ma in quasi tutta la città di Napoli. Molti i cittadini che si sono riversati in strada.

Secondo le prime informazioni la scossa sarebbe stata sentita anche da persone residenti a Giugliano, Marano, Villaricca, San Giorgio a Cremano, Frattamaggiore e comuni dell’hinterland partenopeo. E’ subito partita la macchina della protezione civile e delle amministrazioni comunali.

Il prefetto di Napoli,Michele Di Bari, è stato immediatamente informato e ha già predisposto a breve una riunione del centro di coordinamento della protezione civile.

I vigili del fuoco insieme con i tecnici sono già al lavoro per verificare i danni segnalati. I centralini sono invasi di chiamate di gente che segnla danni.

Campania, allerta caldo prorogata fino a giovedì

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La Protezione Civile della Regione Campania ha prorogato fino alle ore 14 di giovedì 3 luglio l’avviso di criticità per ondate di calore, alla luce delle condizioni meteo attuali e previste.

Il Centro Funzionale regionale segnala che nei prossimi giorni le temperature saranno superiori di 6-7°C rispetto alla media stagionale, con picchi che, soprattutto lungo la fascia costiera, saranno aggravati da un’umidità elevata, destinata a superare anche il 60-70% nelle ore serali e notturne.

A peggiorare la percezione del caldo contribuirà anche la scarsa ventilazione attesa a partire da questo pomeriggio, con conseguente aumento del disagio fisico, in particolare per le fasce più vulnerabili della popolazione.

Le autorità raccomandano di evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde della giornata, di limitare le attività all’aperto e gli spostamenti in auto, e di restare in ambienti ben ventilati. È fondamentale bere acqua frequentemente per prevenire la disidratazione e prestare particolare attenzione a anziani, bambini, cardiopatici e persone fragili, oltre che agli animali domestici.

La Protezione Civile invita infine i Comuni e gli enti locali a mantenere attive le procedure di assistenza e monitoraggio per le fasce deboli, assicurando una corretta informazione alla cittadinanza.

Scontro con un cinghiale sulla Statale 90 nell’Avellinese, ferito motociclista 26enne

Sfiorata la tragedia sulla Statale 90 delle Puglie, dove un giovane motociclista di 26 anni è rimasto ferito in seguito a un violento impatto con un cinghiale. L’incidente è avvenuto in località Scarnecchia, alle porte di Ariano Irpino, in provincia di Avellino. Il centauro, originario di Grottaminarda, stava percorrendo la statale in sella alla sua moto quando si è trovato improvvisamente davanti un branco di cinghiali che attraversava la carreggiata.

Impossibile evitare l’impatto: uno degli animali, del peso di circa 70 chilogrammi, è stato investito in pieno, finendo ucciso sul colpo. Il motociclista è stato sbalzato sull’asfalto, riportando la frattura di una mano. Fortunatamente, alle sue spalle viaggiava un amico che ha assistito alla scena e dato subito l’allarme.

Il giovane è stato trasportato d’urgenza in ospedale, ma le sue condizioni non destano preoccupazione. Sul posto sono intervenuti i sanitari e il personale del Dipartimento di prevenzione della Asl, che ha recuperato la carcassa dell’animale. L’episodio riapre il dibattito sulla presenza incontrollata di fauna selvatica lungo le arterie stradali dell’Irpinia, dove simili incidenti si stanno moltiplicando.

Napoli celebra Enzo Avitabile: festa di popolo in Piazza Mercato con De Gregori e Jovanotti

Napoli si è fermata per abbracciare uno dei suoi figli più amati. Ieri sera Piazza Mercato si è trasformata in un’arena travolgente per celebrare i 70 anni di Enzo Avitabile e i suoi 50 di carriera musicale. Un evento gratuito, ma denso di significati, che ha riunito migliaia di persone sotto il segno della musica, dell’inclusione e dell’identità partenopea.

A scandire il ritmo della festa, una line-up d’eccezione: Francesco De Gregori, Lorenzo Jovanotti – incontenibile sul palco – e Daby Touré, musicista mauritano, hanno condiviso la scena con Avitabile in un alternarsi di brani iconici, dal sapore globale. Le percussioni dei Bottari, la voce della piazza e i testi in napoletano, francese, arabo e italiano hanno dato vita a uno spettacolo che ha superato i confini del concerto, diventando un rito collettivo.

Il palco, affacciato sulla piazza di Masaniello, ha accolto brani come “Napoli Nord”, “Paisà”, “Canta Palestina” e “Tutt’e egual song’ ’e criature”, accompagnati da momenti di intensa partecipazione civile. Le bandiere palestinesi tra il pubblico, il messaggio pacifista e universale della musica di Avitabile e l’energia di artisti e spettatori hanno restituito l’immagine di una Napoli viva, consapevole, unita nel canto e nella lotta.

Dietro le quinte, tra saluti e abbracci, volti noti come il sindaco Gaetano Manfredi, il procuratore Nicola Gratteri – legato da un’amicizia profonda con l’artista –, l’assessora Teresa Armato, la direttrice artistica Laura Valente, il rapper Ntò e tanti amici. Tutti lì, a celebrare non solo un compleanno, ma una carriera che ha saputo dare voce a chi spesso resta ai margini, mescolando ritmi, culture e battiti di cuore.

Tangenziale di Napoli, lavori su via Cilea: chiuse le rampe fino al 31 agosto

Lavori in corso a Napoli e disagi inevitabili per chi percorre quotidianamente via Cilea. La rampa di uscita resterà chiusa dal 30 giugno al 29 luglio, mentre dal 29 luglio al 31 agosto sarà la volta della rampa di ingresso. Si tratta di interventi programmati e ritenuti indispensabili per l’adeguamento statico e sismico della struttura, parte di un più ampio piano di messa in sicurezza delle infrastrutture cittadine.

Il Comune ha deciso di concentrare le chiusure nel periodo estivo proprio per minimizzare i disagi. Con le scuole chiuse e un calo significativo del traffico dovuto alle ferie, l’obiettivo è quello di evitare paralisi alla ripresa delle attività a settembre. Una scelta che punta a garantire sicurezza e funzionalità, riducendo al minimo l’impatto sulla vita quotidiana dei cittadini.

Le rampe interessate collegano via Cilea alla tangenziale, uno snodo fondamentale per il traffico urbano. La speranza è che i lavori procedano senza ritardi e che la viabilità possa tornare alla normalità già da settembre, con una struttura più sicura e all’altezza delle esigenze di una città in costante movimento.

Incidente stradale nell’Avellinese, muore in moto con il figlio: vittima un padre di tre bambini

Un’altra tragedia sconvolge Cervinara, nel cuore della Valle Caudina. Antonio Stanzione, 40 anni, padre di tre figli, ha perso la vita nella serata di ieri in un drammatico incidente stradale mentre era in sella alla sua moto insieme al figlio di 12 anni. Stavano percorrendo la strada che porta verso contrada Coppola, zona di montagna molto frequentata durante l’estate, quando si è verificato uno scontro frontale con un’auto proveniente dalla direzione opposta.

L’impatto è stato devastante. Per Antonio non c’è stato nulla da fare: è morto sul colpo. Il figlio, ferito ma cosciente, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale “Moscati” di Avellino, dove è attualmente ricoverato; secondo i sanitari, non sarebbe in pericolo di vita. Un dolore che si aggrava ulteriormente con la condizione della moglie della vittima, incinta del quarto figlio, colta da un malore alla notizia della tragedia e ora sotto osservazione medica.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini per ricostruire con esattezza la dinamica dello scontro. L’intera comunità è sotto choc: appena dieci giorni fa un altro motociclista originario di Cervinara aveva perso la vita in un incidente analogo nel Cuneese. Due lutti in pochi giorni che riportano in primo piano il tema della sicurezza stradale, soprattutto in aree dove le curve della montagna possono trasformare una serata tranquilla in un incubo irreparabile.

Pomigliano, blitz della Municipale contro le baby gang

Pomigliano d’Arco stringe il pugno contro le violenze giovanili. Nel weekend, la Polizia Locale ha messo a segno un’operazione decisa contro il fenomeno delle baby gang che da settimane gettava ombre inquietanti sulla tranquillità della movida.

Durante un pattugliamento mirato nelle zone sensibili del centro cittadino, gli agenti del Nucleo Sicurezza Urbana hanno fermato in flagranza un gruppo di adolescenti mentre aggredivano coetanei. Immediate le identificazioni e le denunce. Le indagini hanno confermato che uno dei ragazzi coinvolti è lo stesso già denunciato pochi giorni fa per un’aggressione violenta avvenuta nei pressi delle giostre di via Roma, dove era stato utilizzato un tirapugni.

Il minore, residente in un comune limitrofo e già affidato ai servizi sociali, è stato nuovamente deferito, insieme agli altri fermati, alla Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli. Sono stati tutti riconsegnati alle famiglie, ma per loro si apre ora un percorso giudiziario. Resta ancora da identificare un secondo aggressore, attualmente in fuga, ma le indagini proseguono a ritmo serrato.

Cyber Security Foundation, e Fortinet insieme per affrontare lo skill gap in Italia

Milano. Cyber Security Foundation, prima organizzazione no profit in Italia nel mondo cibernetico, e Fortinet, leader globale nella cybersecurity che guida la convergenza tra networking e sicurezza, hanno annunciato un importante accordo di collaborazione che offrirà formazione in ambito cybersecurity ai membri della Fondazione, contribuendo allo sviluppo di competenze fondamentali.

Cyber Security Foundation si unisce al Fortinet Education Outreach Program, l’iniziativa globale di Fortinet che promuove collaborazioni tra industria, mondo accademico, istituzioni e organizzazioni no profit, con l’obiettivo di sviluppare una forza lavoro nel campo della cybersecurity qualificata e diversificata, offrendo opportunità di formazione, certificazione e connessione con l’ecosistema di datori di lavoro di Fortinet.

Nell’ambito di questa collaborazione, Fortinet metterà a disposizione certificazioni professionali necessarie per supportare i progetti educativi della Fondazione, da sempre impegnata nel ridurre lo skill gap digitale in Italia ea costruire una forza lavoro più qualificata e inclusiva percorsi tramite formativi altamente specializzati di sicurezza informatica.

“Questo protocollo rappresenta un passo concreto verso una maggiore diffusione della cultura della sicurezza informatica nel nostro Paese, tra tutti coloro che, a partire dai più giovani, vogliono acquisire competenze strategiche per il futuro- ha dichiarato Marco Gabriele Proietti , presidente e fondatore di Cyber Security Foundation- Tale intesa è in continuità con la missione e gli obiettivi della Fondazione e ci permetterà di proseguire il nostro impegno nell’offrire percorsi formativi altamente qualificanti, contribuendo a costruire una nuova generazione di professionisti della cybersecurity. Un investimento in capitale umano che riteniamo essenziale. Ogni euro corrisposto nella formazione digitale produce un ritorno moltiplicato sul Pil, sull’occupazione e sulla competitività del Paese La sicurezza digitale è un bene comune : essere preparati in sicurezza digitale non significa solo ‘sapere come difendersi’, ma saper abitare il mondo digitale con consapevolezza, responsabilità e competenza”.

“La collaborazione con Cyber Security Foundation conferma il nostro impegno nel rendere le conoscenze in materia di cybersecurity accessibili a tutti e tutte, in Italia e nel mondo- ha spiegato Massimo Palermo , vp & Country manager, Italy e Malta di Fortinet- In uno scenario caratterizzato dalla costante ascesa ed evoluzione delle minacce informatiche, la formazione su questi temi ricopre un ruolo chiave. La conferma arriva dal nostro ultimo Global Cybersecurity Skills Gap Report, secondo il quale, nell’ultimo anno, l’86% dei leader d’azienda in Italia ha dichiarato di aver subito una violazione che può essere parzialmente attribuita alla mancanza di competenze sulla cybersecurity nei team che si occupano di rete e di sicurezza. che pubblico tutto, tenuto conto anche delle opportunità occupazionali che le conoscenze nel campo della sicurezza informatica sono in grado di aprire in Italia dove, soprattutto nelle regioni del Sud, i giovani potrebbero beneficiare di questa domanda crescente di competenze cyber per accedere al mondo del lavoro “.

Tangenti e falsi attestati: bufera su appalti autostradali in Campania

Napoli– Un sistema collaudato di tangenti, turbative d’asta e falsi attestati di formazione per aggiudicarsi appalti milionari sulla Napoli-Salerno.

È quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere, che ha portato all’indagine di cinque persone, tra cui un funzionario del Consorzio Stabile Sis (concessionario dell’A3) e quattro imprenditori campani.

Le accuse: corruzione e tangenti “nascoste nei vasi”

Al centro delle indagini ci sarebbe una rete di accordi illeciti per pilotare l’affidamento di lavori di manutenzione autostradale. Secondo gli inquirenti, Bruno Antignani, funzionario del Consorzio Sis, avrebbe ricevuto 6.500 euro in tre tranche dall’imprenditore Antonio Giardino, titolare della “La Gardenia srl”, in cambio della concessione di appalti.

Le modalità di consegna delle mazzette sembrano uscite da un film: la seconda tranche (1.500 euro) sarebbe stata lasciata in una busta nascosta in un vaso di fiori davanti all’abitazione di Antignani. Non solo denaro: il funzionario avrebbe anche beneficiato di piccoli lavori domestici eseguiti gratuitamente da operai inviati da Giardino.

Falsi attestati e infortunio: il caso del lavoratore mai formato

L’inchiesta ha portato alla luce anche un secondo filone legato a attestati di formazione falsi per i dipendenti. Secondo la Procura, Giardino e il socio Tommaso Mauriello avrebbero coinvolto Barbara Sposato e Giovanni Castiello, titolari della Total Care Service srl, per ottenere certificati mai realmente rilasciati.

Tra i lavoratori “formati solo sulla carta” ci sarebbe anche un operaio che, l’8 aprile scorso, si è gravemente infortunato durante i lavori. Dopo l’incidente, Giardino avrebbe tentato di sanare la posizione presentando documentazione falsa, compresa la firma di un uomo già deceduto.

La denuncia e le perquisizioni

L’indagine è partita da una denuncia presentata a luglio 2024 da Giorgio Grappasonni, funzionario di Autostrade per l’Italia, che ha riferito ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta di essere stato avvicinato da Giardino con un’offerta di denaro (mai accettata) per evitare contestazioni sui lavori.

Nei giorni scorsi, il sostituto procuratore Giacomo Urbano ha disposto perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni degli indagati, con il sequestro di cellulari e dispositivi informatici.

Un sistema esteso a livello nazionale?

Gli investigatori stanno valutando se il metodo utilizzato da Giardino e Mauriello – che attraverso le loro società “La Gardenia” e “MT Ecogroup” operano in tutta Italia – possa aver coinvolto altri appalti pubblici. Intanto, per i cinque indagati si prospettano accuse di corruzione, turbativa d’asta e falso.