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Modena, rapina 30mila euro ad anziana: arrestato 18enne di Napoli

Modena – Si è finto carabiniere per introdursi in casa di un’anziana signora e, con uno stratagemma, è fuggito con gioielli per un valore di circa 30mila euro.

La Polizia di Stato di Modena ha eseguito una misura cautelare di collocamento in comunità, disposta il 17 luglio 2025 dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale per i Minorenni di Bologna, nei confronti di un 18enne, residente a Napoli, già noto alle forze dell’ordine. Il giovane, all’epoca dei fatti minorenne, è gravemente indiziato di rapina pluriaggravata.

Nel pomeriggio del 6 giugno 2025, la Squadra Volante è intervenuta nell’abitazione della vittima, che aveva subito una rapina. Il giovane, spacciandosi per carabiniere, aveva convinto l’anziana di dover verificare i suoi preziosi, sostenendo che fossero legati a una rapina in una gioielleria in cui sarebbe stato coinvolto il figlio della donna. Una volta raccolti i gioielli, di fronte alle proteste della vittima, l’ha spinta con violenza ed è scappato con il bottino.

Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, hanno permesso di identificare il responsabile grazie alle impronte papillari rilevate dal Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica e al riconoscimento fotografico da parte della vittima.

Il 25 luglio, il 18enne è stato rintracciato a Bologna dalla Squadra Mobile e, dopo le formalità di rito, è stato trasferito in una comunità in provincia di Caserta.

Il giovane è accusato di rapina pluriaggravata, aggravata dall’aver sfruttato il timore generato nella vittima per il figlio e dall’ingente danno patrimoniale causato. Un caso che evidenzia l’audacia e la spregiudicatezza di un crimine commesso ai danni di una persona vulnerabile.

Abbattimento Positivo vs. Negativo: uso corretto

L’abbattimento positivo consiste nel raffreddare rapidamente il cuore degli alimenti cotti fino a circa +3 °C, solitamente entro 90 minuti. Questo processo serve a stabilizzare il prodotto, rendendolo sicuro per la conservazione in frigorifero, senza compromettere gusto, colore o valore nutrizionale.

L’abbattimento negativo, invece, è un processo di surgelazione rapida che porta la temperatura interna dell’alimento fino a circa –18 °C in poche ore (generalmente meno di 4). È pensato per la conservazione a lungo termine nel freezer, preservando consistenza, struttura e aromi.

Entrambi i metodi si ottengono con l’impiego degli abbattitori di temperatura, si distinguono per temperature finali e tempi di raffreddamento, ma condividono un obiettivo comune: proteggere la qualità dell’alimento.

Raffreddando in modo rapido, si favorisce la formazione di microcristalli di ghiaccio, molto meno dannosi rispetto ai macrocristalli prodotti da un congelamento lento. Questo evita la rottura delle cellule e mantiene intatte le proprietà organolettiche.

Confronto tra abbattimento positivo e negativo: tempi, effetti e applicazioni

L’abbattimento positivo consente di portare rapidamente il cuore degli alimenti a +3 °C in circa 90 minuti, ed è ideale per piatti cotti da conservare in frigorifero. L’abbattimento negativo, invece, abbassa la temperatura fino a –18 °C in circa 4 ore, rendendolo perfetto per surgelare carne, pesce e impasti destinati a una lunga conservazione. Il raffreddamento rapido favorisce la formazione di microcristalli di ghiaccio, che preservano la struttura, la consistenza e la freschezza degli alimenti. Al contrario, un congelamento lento – come quello del freezer domestico – genera macrocristalli che danneggiano i tessuti e compromettono qualità e sapore. Entrambi i metodi bloccano efficacemente la proliferazione batterica durante il raffreddamento.

Non tutti gli alimenti reagiscono allo stesso modo. Alcuni – come creme, salse o maionese – non sopportano il congelamento profondo senza alterarsi e richiedono un abbattimento positivo. Al contrario, prodotti più compatti o interi – come carni, pesce o impasti lievitati – beneficiano pienamente dell’abbattimento negativo, che ne garantisce la conservazione a lungo termine.

Gli abbattitori di ultima generazione offrono programmi preimpostati in base al tipo di alimento:

  • Soft: raffreddamento delicato a circa 0 °C per preparazioni fragili,
  • Hard: ciclo più rapido e profondo, fino a –12 °C, per porzioni grandi o dense,
  • Turbo: pensato per la produzione continua o ad alta intensità.

A queste si aggiungono funzioni avanzate come il decongelamento controllato, la mantenimento automatico della temperatura, e in alcuni modelli, lievitazione assistita o pastorizzazione a bassa temperatura.

Ambiti di utilizzo dell’abbattitore di temperatura

Ristorazione e gastronomia

: Nelle cucine professionali di ristoranti, catering e gastronomie, l’abbattitore è uno strumento indispensabile per organizzare al meglio la produzione. Permette di preparare in anticipo i piatti, conservarli in piena sicurezza secondo le normative HACCP e velocizzare il servizio. È inoltre obbligatorio in tutte le attività che servono pesce crudo, come sushi bar, per garantire l’eliminazione dei rischi microbiologici (es. Anisakis).

Pasticceria: Nei laboratori di pasticceria, l’abbattimento viene utilizzato per dolci, semilavorati e prodotti lievitati. Raffreddare rapidamente consente, ad esempio, di sformare con facilità i dolci da stampi in silicone e di gestire in modo efficiente i prodotti prelievitati o precotti, ottimizzando tempi, qualità e conservazione.

Gelateria: Nel mondo del gelato artigianale, il raffreddamento immediato dopo la mantecazione è fondamentale. L’abbattimento negativo consente di stabilizzare il prodotto, mantenere l’overrun (la quantità di aria incorporata) e creare una superficie compatta che evita lo sgonfiamento, assicurando cremosità e struttura ottimali.

Panificazione: In forni e panifici moderni, l’abbattitore viene impiegato per conservare impasti crudi o prodotti da forno prelievitati. Questo permette di evitare il lavoro notturno, migliorare la gestione della produzione e offrire una varietà di pani, pizze e focacce pronti da infornare, sfruttando appieno la tecnologia del freddo.

Industria alimentare: A livello industriale, l’abbattimento termico è parte integrante delle linee di produzione per surgelare e pastorizzare alimenti su larga scala. Gli impianti dedicati gestiscono grandi volumi di materie prime e semilavorati, garantendo uniformità di processo, sicurezza igienica e conformità alle normative di filiera.

Settore medico e biotecnologico: Esistono abbattitori specializzati per uso biomedico e farmaceutico, in grado di portare rapidamente campioni biologici a temperature molto basse (fino a –70 °C) tramite convezione forzata. Questi sistemi sono progettati per preservare l’integrità di tessuti, reagenti e materiali sensibili.

Uso domestico: Negli ultimi anni sono stati introdotti anche modelli compatti o da incasso per uso casalingo. Si tratta di piccoli abbattitori (capacità 1–2 teglie) in grado di surgelare rapidamente fino a –18 °C utilizzando aria fredda a –40 °C. Offrono gli stessi vantaggi igienico-nutrizionali delle versioni professionali e aiutano le famiglie a ridurre sprechi, migliorare la conservazione dei cibi e garantire una maggiore sicurezza alimentare in casa.

Norme di sicurezza, igiene e conformità: cosa sapere

Per un utilizzo corretto dell’abbattitore, è essenziale seguire un piano di autocontrollo HACCP, registrando ogni ciclo di abbattimento effettuato. Non è obbligatorio possedere un abbattitore, ma è obbligatoria la procedura, da documentare compilando apposite schede per ogni preparazione trattata. È inoltre buona prassi verificare regolarmente la taratura delle sonde, la corretta chiusura delle porte e lo stato generale della macchina, per garantire sicurezza e affidabilità.

Secondo il Regolamento CE 852/2004 gli alimenti destinati al consumo o alla conservazione a basse temperature devono essere raffreddati “il più rapidamente possibile” dopo la cottura, fino a raggiungere una temperatura sicura. Il Regolamento CE 853/2004 integra queste indicazioni, in particolare per il trattamento del pesce crudo. La circolare ministeriale n. 10/1992, inoltre, stabilisce che il pesce da consumare crudo (ad esempio sushi o carpacci) debba essere mantenuto ad almeno –20 °C per almeno 24 ore, per eliminare il rischio di parassiti come l’anisakis.

L’abbattitore va utilizzato nel rispetto delle condizioni ambientali indicate dal costruttore, ad esempio una temperatura esterna non superiore ai 32–40 °C e una buona ventilazione dello spazio circostante. È importante non sovraccaricare l’apparecchio, distribuendo uniformemente i cibi all’interno, e lasciare eventualmente raffreddare leggermente le pietanze molto calde prima dell’inserimento, per evitare shock termici o danni al sistema.

Per garantire prestazioni ottimali e igiene, è necessario sbrinare e sanificare regolarmente l’interno della macchina. Alcuni modelli sono dotati di lampade UV per ridurre la carica batterica. Le superfici, i ripiani e le guarnizioni vanno puliti con detergenti neutri adatti all’acciaio inox. Inoltre, è consigliabile programmare interventi di manutenzione periodica (controllo del circuito refrigerante, dei filtri e dei ventilatori) affidandosi sempre a personale qualificato. Assicurati che l’abbattitore sia marchiato CE e conforme alle direttive europee sui macchinari e sugli impianti di refrigerazione. Verifica anche le normative nazionali relative alla sicurezza elettrica e alla gestione dei gas refrigeranti. Durante l’installazione, è importante rispettare le prescrizioni su collegamenti elettrici, messa a terra e lasciare spazi di servizio adeguati per la ventilazione e la manutenzione.

Auto di lusso noleggiate e rivendute con documenti falsi: 22 indagati

Una truffa ben congegnata, capace di colpire società di autonoleggio in tutta Italia e coinvolgere inconsapevolmente oltre 80 automobilisti.

È quanto emerso da un’indagine della Guardia di Finanza di Palermo, che ha notificato 22 avvisi di conclusione delle indagini a soggetti residenti in Sicilia e su tutto il territorio nazionale. Le accuse, a vario titolo, sono di falso in atto pubblico, appropriazione indebita e autoriciclaggio, per un profitto illecito stimato in oltre 1,47 milioni di euro.

Il meccanismo della truffa

L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo e condotta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Bagheria, ha fatto luce su un vero e proprio sistema criminale a impronta imprenditoriale, fondato su un meccanismo tanto semplice quanto redditizio: noleggiare auto di pregio, reimmatricolarle con documenti falsi e rivenderle tramite concessionarie compiacenti.

Il gruppo criminale, attraverso agenzie di pratiche auto conniventi, produceva atti di vendita fittizi per reimmatricolare le vetture. Le stesse auto venivano poi cedute a concessionari che, con l’uso di documentazione alterata, le rivendevano come se fossero veicoli di legittima provenienza, rendendo particolarmente difficile ogni tentativo di tracciamento.

La truffa si basava sullo scarto tra il costo iniziale del noleggio – pagato solo parzialmente – e il ricavo della vendita a prezzo pieno, generando margini elevatissimi. Le vetture venivano noleggiate da società presenti nei principali aeroporti siciliani, come Palermo e Catania, ma anche in grandi città come Napoli, Roma e Torino.

Il ruolo del principale indagato

Al centro dell’indagine c’è Alessio Spiaggia, già noto alle forze dell’ordine e condannato con sentenza definitiva nel novembre 2024 a 8 anni di reclusione.

L’uomo era stato arrestato già nel 2021 nell’ambito della prima fase dell’inchiesta, quando il GIP del Tribunale di Palermo aveva disposto per lui la custodia cautelare in carcere, il sequestro preventivo dei beni e delle società a lui intestate, nonché il blocco di numerosi veicoli di lusso, tra cui una Maserati Levante e diverse Audi.

Il proseguimento delle indagini ha consentito agli investigatori di completare il quadro delle responsabilità, identificando altri 21 soggetti coinvolti, accusati di aver agevolato l’attività fraudolenta del promotore.

Si tratta di collaboratori, prestanome e titolari di società di mediazione che avrebbero favorito l’ottenimento delle auto in noleggio e la loro successiva rivendita, aggirando i controlli attraverso una rete ben strutturata.

Il lavoro delle Fiamme Gialle è stato supportato anche da autorità giudiziarie straniere: una delle vetture è stata rintracciata in Germania, a conferma della portata transnazionale dell’attività illecita. Fondamentali si sono rivelati gli accertamenti bancari e le indagini tecniche per quantificare l’entità del danno e ricostruire i flussi di denaro.

Sequestri e confische

Il profitto complessivo delle appropriazioni indebite è stato stimato in 1.473.046 euro, mentre l’importo dell’autoriciclaggio contestato ammonta a 820.000 euro. Già tra il 2021 e il 2022, il Tribunale aveva disposto la confisca preventiva della società utilizzata per la truffa, misura divenuta definitiva nel 2024, insieme alla restituzione delle auto alle legittime società di noleggio.

L’inchiesta, ancora in fase di definizione giudiziaria, rappresenta un caso emblematico di truffa ad alta ingegneria criminale, che sfrutta strumenti apparentemente leciti – noleggi, vendite e immatricolazioni – per costruire un sistema fraudolento difficile da intercettare, e potenzialmente replicabile se non contrastato con strumenti adeguati.

Estradato dalla Spagna: arrivato in Italia il broker della camorra Simone Bartimoro

Roma – È atterrato ieri sera all’aeroporto di Fiumicino in Roma,  Simone Bartiromo, 34 anni, presunto esponente di spicco di un’organizzazione camorristica dedita al traffico internazionale di droga.

Catturato il 17 luglio ad Alicante, in Spagna, dopo una lunga latitanza, Bartiromo è stato estradato in Italia e accolto dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, che gli hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda).

L’operazione che ha portato alla sua cattura è frutto di un’intensa collaborazione internazionale tra il Nucleo Investigativo di Napoli, la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (Dcsa), il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia e l’Unità Udyco della Policia Nacional di Madrid. Bartiromo, inserito nell’elenco dei 100 latitanti più pericolosi del Ministero dell’Interno, era ricercato per reati associativi legati al narcotraffico.

E’ considerato l’erede del super narcos Raffaele Imperiale

Secondo le indagini della Dda di Napoli, Bartiromo ricopriva un ruolo chiave nel clan Sorianiello, legato all’Alleanza di Secondigliano e attivo nel Rione Traiano, oltre che nel clan Amato-Pagano, noto come gli “Scissionisti”. E’ considerato l’erede di Raffaele Imperiale, il noto supernarcos dalla vita lussuosa a Dubai e che da due anni sta collaborando con la giustizia,

Dalla Spagna, avrebbe gestito un canale privilegiato per l’approvvigionamento di cocaina e hashish, coordinando traffici su larga scala. Ora si trova in carcere, in attesa degli sviluppi giudiziari.

 

Carcere di Poggioreale, detenuto psichiatrico scatena il caos: 7 agenti feriti

Napoli – Non c’è tregua per le carceri napoletane e per gli agenti penitenziari, ancora sotto choc dopo l’aggressione di due giorni fa nel carcere di Secondigliano, dove sette poliziotti erano rimasti feriti.

Nella notte, è toccato a Poggioreale vivere momenti di tensione, con un detenuto affetto da disturbi psichiatrici che ha dato fuoco a una busta della spazzatura e ad altri oggetti nella sua cella, scatenando il panico.

L’intervento tempestivo della polizia penitenziaria ha evitato che le fiamme si propagassero, ma quando gli agenti sono entrati per mettere in sicurezza l’area, il detenuto li ha aggrediti. Il bilancio è di sette feriti, tutti trasportati in ospedale e medicati.

L’allarme del sindacato: “Situazione insostenibile”

A lanciare l’allarme è la ConSiPe, il sindacato della polizia penitenziaria, che attraverso il vicepresidente Luigi Castaldo e il dirigente nazionale Santoriello che hanno denunciato: “La gestione dei detenuti psichiatrici sta diventando una bomba a orologeria”.

“Le carceri non sono strutture sanitarie, eppure ci troviamo a gestire emergenze che richiederebbero reparti specializzati e personale formato”, sottolineano i due rappresentanti. “Gli agenti sono allo stremo, e senza un intervento strutturale il rischio è che episodi come questi si ripetano”.

Carcere o manicomio? La polemica

Quello di Poggioreale non è un caso isolato. Sempre più spesso, nelle carceri italiane finiscono persone con gravi problemi mentali, lasciate in balia di se stesse e di un sistema che non ha gli strumenti per assisterle. Il risultato? Aggressioni, autolesionismo, tentativi di evasione.

“Serve una riforma che separi il circuito penitenziario da quello psichiatrico”, chiedono i sindacati. “Altrimenti continueremo a mettere a rischio la vita degli agenti e quella degli stessi detenuti”.

Intanto, a Poggioreale la tensione resta alta. E dopo l’incendio e le botte, la domanda che circola tra gli agenti è sempre la stessa: “Quanto ancora dovremo resistere?”.

Giugliano, rapisce un cane maltese e chiede soldi per la restituzione: arrestato 16enne

Giugliano – Una vicenda dai contorni quasi surreali, che richiama il concetto di “cavallo di ritorno” ma con protagonista un piccolo amico a quattro zampe, si è conclusa con l’arresto di un minorenne e la denuncia del padre.

Un cane maltese, di nome Cindy, rapito a Varcaturo, frazione di Giugliano, è stato ritrovato grazie all’intervento dei Carabinieri, che hanno smascherato un tentativo di estorsione.

La richiesta di riscatto per il “cane di ritorno”

La storia inizia quando una donna affida il suo piccolo maltese, dal pelo riccio, a un’amica per qualche giorno. Il cagnolino si trovava nel giardino dell’amica fino a ieri pomeriggio, quando è scomparso.

Poco dopo, la vittima ha ricevuto una misteriosa telefonata da una giovane voce maschile: “Se vuoi rivedere il cane, prepara 450 euro!”.

La donna, anziché cedere al ricatto, ha subito composto il 112, raccontando l’accaduto ai Carabinieri. I militari della stazione locale hanno prontamente organizzato un appostamento nel luogo concordato per la restituzione del cagnetto.

Il blitz dei Carabinieri e l’arresto

Il blitz è avvenuto pochi istanti dopo l’arrivo del presunto rapitore. I Carabinieri hanno bloccato un 16enne incensurato del posto, che è stato immediatamente tratto in arresto e condotto nel centro di accoglienza dei Colli Aminei.

Dovrà rispondere dell’accusa di tentata estorsione. Non solo: anche il padre del ragazzo è stato denunciato per lo stesso reato, a conferma di un coinvolgimento più ampio nella vicenda.

Il piccolo maltese è stato liberato incolume, giusto in tempo per la cena, e riconsegnato alla legittima proprietaria. La vicenda, che sembra uscita da una sceneggiatura cinematografica, mette in luce il sempre più esteso e talvolta bizzarro panorama dei reati estorsivi nel territorio.

Camorra, clan Mazzarella e quel summit in pizzeria del 2006

Anche dopo gli anni più caldi, il clan Mazzarella ha dimostrato una notevole capacità di persistenza e adattamento, mantenendo il controllo sul Mercato e allargando la propria influenza.

Anche dopo il biennio 2004-2005, il clan Mazzarella ha mantenuto il suo predominio nella zona Mercato di Napoli, come emerso dalle recenti indagini del Tribunale. Una posizione di potere che si è manifestata in modo particolare durante lo scontro tra i Misso e i Torino alla Sanità nel 2006, due gruppi con cui i Mazzarella avevano accordi criminali, soprattutto nel mercato della droga.

A ricostruire quei momenti concitati è stato Michelangelo Mazza, collaboratore di giustizia, che ha raccontato come, tra la fine del 2005 e l’inizio del 2006, la tensione tra i due clan sfiorò una vera e propria guerra. “Non ci fu il tempo di capire fino in fondo la posizione dei Mazzarella”, ha spiegato Mazza, riferendosi al fatto che gli arresti degli inquirenti bloccarono sul nascere l’escalation di violenza.

 La neutralità sospetta dei Mazzarella nello scontro Misso-Torino

Ma una cosa era chiara: i figli di Gennaro Mazzarella, a differenza dei Sarno, non avevano intenzione di schierarsi apertamente con i Misso, mantenendo una neutralità che però suscitò sospetti.

Un episodio in particolare alimentò i dubbi: l’omicidio di Graziano, cognato di un cugino dei Misso, avvenuto al Mercato, in casa di Francesco Mazzarella. Un fatto che fece pensare a un tradimento, come ha testimoniato in dibattimento Giuseppe Misso, secondo cui Francesco Mazzarella avrebbe appoggiato segretamente i Torino, rompendo la presunta neutralità.

Il summit nella pizzeria del 2006

A complicare il quadro, la testimonianza del collaboratore Antini, che ha raccontato come Luciano Sarno avesse sollecitato i Mazzarella a sostenere i Misso. Per discutere della questione, tra febbraio e aprile 2006, si tenne una riunione in una pizzeria, a cui parteciparono esponenti di spicco dei Mazzarella, tra cui Franco Mazzarella con il suo fidato Totore Maggio e Roberto Mazzarella, insieme ai suoi uomini di San Giovanni a Teduccio. E poi Mario Mario, Scopetta, Francesco Ravolo, Antonio Marro detto Tonino o’ Cecato.

Una scelta che, in realtà, nascondeva un calcolo strategico, tipico della diplomazia criminale dei clan napoletani, sempre pronti a cambiare alleanze a seconda delle convenienze. Una storia che dimostra come, nel sottobosco della camorra, nessuna posizione sia mai davvero neutrale.

La presenza inalterata post-2006

Nonostante la carcerazione dei suoi storici capi, il clan Mazzarella ha continuato la sua attività criminale nel Mercato. Dalle dichiarazioni del collaboratore Salvatore Esposito, scarcerato nel 2007, è emerso come personaggi gravitanti intorno alla figura di Alfonso Criscuolo – tra cui Gioacchino Cantore, Raffaele Quaranta, Pasquale Migallo, Vincenzo Di Giuseppe, Umberto Costagliola, Ciro Varriale – gestissero la zona del Mercato, coordinati addirittura dalla madre dei fratelli Mazzarella, con modalità ancora più aggressive.

4.continua

(nella foto Franco Mazzarella e l’ex pentito Luciano Sarno, morto nel 2018)

West Nile, seconda vittima in Campania: focolai sul litorale domizio e nella zona vesuviana

È allarme West Nile in Campania. Nelle ultime ore l’ASL ha confermato il secondo decesso legato al virus, che però in realtà è il primo in ordine cronologico: un paziente di 73 anni originario di Napoli e residente a Pomigliano d’Arco è morto il 25 luglio scorso, ma la notizia è stata diffusa soltanto ieri.

L’uomo era stato trasferito d’urgenza all’Ospedale del Mare il 20 luglio per un’emorragia digestiva, una patologia non connessa al virus. Due giorni dopo, però, ha sviluppato febbre e uno stato confusionale: sintomi che, insieme all’insufficienza renale subentrata, hanno spinto i medici a eseguire una rachicentesi.

L’analisi del liquor ha confermato la diagnosi: infezione da West Nile, nella sua forma neuro-invasiva. Il paziente è deceduto alle 4.20 del 25 luglio.

La seconda vittima è un uomo di 80 anni di Maddaloni, in provincia di Caserta, affetto da gravi patologie pregresse. Era residente nella frazione di Montedecoro, al confine con Cervino. Dopo il ricovero all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, le sue condizioni sono apparse subito critiche. Anche per lui il virus è risultato fatale.

Il focolaio tra Casertano e Vesuviano

Con due decessi accertati e decine di test in corso, cresce la preoccupazione per un focolaio localizzato nel Casertano, in particolare lungo il litorale Domizio, e ora anche in alcune aree della provincia di Napoli. San Sebastiano al Vesuvio ed Ercolano sono i comuni vesuviani dove nelle ultime ore sono emersi due nuovi casi, che si aggiungono al decesso del paziente di Pomigliano.

Nel Casertano, la situazione è sotto stretta sorveglianza: solo ieri sono stati confermati altri due contagi, in continuità con il cluster individuato nel basso Lazio. All’ospedale Cotugno di Napoli sono attualmente ricoverati tre pazienti provenienti da Caserta: uno è già stato dimesso, uno si trova in Neurologia e uno è in Rianimazione.

Altri tre pazienti sono in cura all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano, due dei quali in condizioni critiche in Rianimazione, mentre il terzo è deceduto.

A Marcianise si registra un caso sospetto in attesa di conferma. Un altro sospetto proviene da Sessa Aurunca, dove un paziente è stato posto in osservazione. Un ulteriore caso con sintomi compatibili è stato trasferito al Cotugno, mentre un altro paziente è stato dimesso dopo essere risultato asintomatico.

Ad Aversa sono attualmente ricoverati cinque pazienti: due in Neurologia, uno in Medicina generale e due in Rianimazione. Altri due sono già stati dimessi. Infine, un caso è stato individuato tramite screening dopo una donazione di sangue: il paziente è paucisintomatico e seguito al domicilio.

Dati e stime: 18 casi confermati, migliaia di asintomatici

Secondo il monitoraggio regionale, in Campania al momento si contano 18 casi confermati e 2 sospetti, oltre ai 2 decessi accertati. Le stime degli epidemiologi indicano che potrebbero esserci circa 2.000 persone infette ma asintomatiche, data la natura silente del virus nella maggior parte dei casi.

Non essendoci trasmissione diretta tra esseri umani, la situazione è ritenuta “fisiologica” rispetto a quanto già registrato negli scorsi anni: 18 casi e 5 morti nel Salernitano nel 2023, 12 casi e 3 morti nel Beneventano nel 2024. Curiosamente, proprio queste due province risultano al momento indenni.

Intanto la Regione ha riorganizzato la macchina della sorveglianza sanitaria: è stato nominato un nuovo dirigente per il Servizio Salute umana e veterinaria, rimasto vacante. La struttura raccoglie i dati epidemiologici e coordina la rete di monitoraggio, che riguarda sia l’uomo che gli animali, in particolare gli uccelli migratori e le zanzare, vettori principali del virus.

A livello nazionale

Fino al 23 luglio scorso, i casi registrati in Italia erano 32, con due decessi. Ora i contagi hanno superato quota 40, e i decessi sono saliti a 5, di cui due in Campania e un terzo riferibile a un residente del Lazio che aveva soggiornato sul litorale domizio.

La diffusione del virus West Nile segue dunque un andamento stagionale noto, ma il focolaio attuale – con epicentro tra il Casertano e l’area vesuviana – impone massima attenzione da parte delle autorità sanitarie e un monitoraggio costante per limitare nuovi contagi.

Ercolano, indagine sulla morte del giovane padre Giovanni Boccarusso

Ercolano – Saranno l’autopsia e le indagini della magistratura a stabilire le cause della morte del 27enne di Ercolano, Giovanni Boccarusso che l’altra notte si è schiantato con uno scooter contro le auto in osta sta al corso Italia ad Ercolano.

Lo scooter era condotto da un amico 26enne, sulla cui posizione il magistrato della Procura di Torre Annunziata, titolare delle indagini, deciderà dopo aver ricevuto l’informativa completa dei carabinieri. Il ragazzo è rimasto ferito in maniera non grave mentre “Gianni” Boccarusso è morto all’arrivo in ospedale per le gravi ferite riportate nell’impatto.

L’incidente, probabilmente dovuto all’alta velocità, è solo l’ennesimo dei tanti che si stanno registrando per le strade di Napoli e provincia negli ultimi tempi. La morte di Giovanni Boccarusso, ha scosso la città. Il giovane, era sposato e padre di di due figli piccoli.

Anche Il sindaco dimissionario, Ciro Buonajuto, ha voluto esprimersi sulla tragedia: “Questo è il momento del dolore, non delle polemiche. Sono vicino alla comunità e alla famiglia di questo giovane padre che ha tragicamente perso la vita. Le forze dell’ordine sono al lavoro per ricostruire la dinamica”.

Napoli, pusher arrestato dalla polizia ai Quartieri Spagnoli

Un uomo è finito in manette ieri nei vicoli dei Quartieri Spagnoli durante un’operazione antidroga della Polizia di Stato. Si tratta di un 46enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine, sorpreso a spacciare marijuana e cocaina in pieno giorno.

L’episodio è avvenuto in vico Lungo Gelso, dove gli agenti del Commissariato Montecalvario, impegnati in un servizio di controllo del territorio, hanno visto l’uomo consegnare qualcosa in cambio di denaro a un altro individuo. L’intervento è stato immediato: i poliziotti hanno bloccato entrambi, scoprendo che si trattava di uno scambio di droga.

Nella tasca dello spacciatore sono stati trovati una bustina di marijuana e 175 euro in banconote di piccolo taglio, probabilmente il ricavato delle vendite. L’acquirente, invece, aveva con sé una dose di cocaina ed è stato sanzionato con una multa per detenzione a uso personale.

Lo spacciatore, invece, è stato arrestato con l’accusa di detenzione e cessione illecita di stupefacenti. Ora rischia di tornare in carcere, mentre la Polizia continua a monitorare la zona per stroncare il mercato della droga.

Oroscopo del 29 luglio 2025 segno per segno

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Le stelle influenzano amore, lavoro, salute e finanze. Ecco cosa ci riservano oggi i pianeti per ogni segno zodiacale:

♈ ARIETE (21/3 – 19/4)

Amore: Giornata carica di passione, ma attenzione alle incomprensioni. Single, occhio alle illusioni.
Lavoro: Momento propizio per prendere iniziative, ma verifica tutti i dettagli.
Salute: Energia a mille, ma non strafare.
Finanze: Evita spese impulsive, meglio pianificare.

♉ TORO (20/4 – 20/5)

Amore: Coppie, cercate complicità. Single, potrebbe capitare un incontro interessante.
Lavoro: Riconoscimento in arrivo per chi ha lavorato sodo.
Salute: Attenzione all’alimentazione, oggi più del solito.
Finanze: Piccola entrata extra inaspettata.

♊ GEMELLI (21/5 – 20/6)

Amore: Mercurio retrogrado suggerisce cautela nelle parole.
Lavoro: Errori di comunicazione in agguato, rileggi tutto.
Salute: Stress mentale, fai una pausa rigenerante.
Finanze: Niente acquisti importanti oggi.

♋ CANCRO (21/6 – 22/7)

Amore: Emozioni in primo piano, cerca dialogo col partner.
Lavoro: Ottimo per progetti creativi, segui l’istinto.
Salute: Cura il riposo, specialmente notturno.
Finanze: Situazione stabile, ma niente rischi.

♌ LEONE (23/7 – 22/8)

Amore: Giornata da protagonista, il tuo carisma è al top.
Lavoro: Momento d’oro per leadership e iniziative.
Salute: Attenzione a scottature se stai al sole.
Finanze: Possibile spesa per svago o look.

♍ VERGINE (23/8 – 22/9)

Amore: Praticità prima dei sogni ad occhi aperti.
Lavoro: Ottimo per sistemare questioni arretrate.
Salute: Mal di schiena? Un po’ di stretching aiuterebbe.
Finanze: Risparmi in crescita, ma niente scommesse.

♎ BILANCIA (23/9 – 22/10)

Amore: Cerca equilibrio nelle relazioni, evitando tensioni.
Lavoro: Collaborazioni fruttuose, ma occhio ai colleghi falsi.
Salute: Equilibrio mente-corpo fondamentale.
Finanze: Trattativa vantaggiosa in vista.

♏ SCORPIONE (23/10 – 21/11)

Amore: Passione alle stelle, ma attenzione alla gelosia.
Lavoro: Cambiamenti improvvisi, resta flessibile.
Salute: Emicranie? Riduci caffeina e stress.
Finanze: Investimento a lungo termine promettente.

♐ SAGITTARIO (22/11 – 21/12)

Amore: Avventura in vista, single preparatevi!
Lavoro: Idee brillanti, ma verifica i dettagli.
Salute: Troppa energia? Scaricala con sport.
Finanze: Possibile spesa per viaggi.

♑ CAPRICORNO (22/12 – 19/1)

Amore: Serietà e passione possono coesistere.
Lavoro: Riconoscimento meritato in arrivo.
Salute: Attenzione alle articolazioni.
Finanze: Situazione stabile, niente rischi.

♒ ACQUARIO (20/1 – 18/2)

Amore: Incomprensioni col partner? Chiarisci subito.
Lavoro: Idea innovativa potrebbe portare successo.
Salute: Pausa dalla tecnologia necessaria.
Finanze: Investi in qualcosa di futuristico.

♓ PESCI (19/2 – 20/3)

Amore: Sogni ad occhi aperti? Attenzione alle illusioni.
Lavoro: Creatività al massimo, ma occhio ai dettagli.
Salute: Troppa emotività, la meditazione aiuta.
Finanze: Evita spese impulsive.

Consiglio astrologico della giornata

Oggi Marte in Scorpione si scontra con Venere in Leone, creando un mix esplosivo di passione e potenziali conflitti. La Luna in Sagittario ci spinge a cercare libertà, mentre Mercurio retrogradocontinua a creare caos nelle comunicazioni.

Il consiglio delle stelle:
“Usa l’energia di Marte per agire con determinazione, ma temperala con la diplomazia di Venere. Nelle discussioni, cerca sempre il punto di incontro.”

Una giornata intensa e contrastante, dove emozioni e azioni saranno amplificate. I segni di fuoco (Ariete, Leone, Sagittario) avranno carica extra, mentre quelli d’acqua (Cancro, Scorpione, Pesci) dovranno gestire l’emotività.

Proverbio stellare del giorno:
“Le stelle influenzano, ma sei tu a decidere come navigare il tuo destino.”

Blitz a Sapri, presi i pusher al servizio dei turisti del Golfo di Policastro

Sapri  – Nuovo colpo allo spaccio di droga nel Golfo di Policastro. I carabinieri della Compagnia di Sapri hanno arrestato due uomini di 45 anni, residenti nella zona, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione, coordinata dalla Procura di Lagonegro e culminata con un provvedimento del Gip, ha portato i due indagati agli arresti domiciliari, smantellando una rete di spaccio attiva tra giugno e luglio 2024.

Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile, si sono avvalse di meticolosi riscontri sul campo e perquisizioni domiciliari, che hanno permesso di sequestrare un ingente quantitativo di droga: 50 grammi di eroina, 50 millilitri di metadone e 20 grammi di hashish.

Nel corso dell’attività investigativa, i militari hanno inoltre identificato e segnalato alla Prefettura di Salerno dodici assuntori di sostanze stupefacenti, ampliando il quadro di un fenomeno che continua a preoccupare il territorio.

L’operazione si inserisce in un più ampio filone investigativo che, nei mesi precedenti, aveva già portato all’arresto di un altro soggetto e alla denuncia a piede libero di due persone legate allo stesso contesto criminale. “

Questo blitz dimostra l’impegno costante delle forze dell’ordine nel contrastare il traffico di droga nel Golfo di Policastro”, ha dichiarato un portavoce dei carabinieri, sottolineando come la zona resti sotto stretta sorveglianza per arginare un’attività illecita che mina la sicurezza della comunità.

Le autorità proseguono le indagini per accertare eventuali ulteriori collegamenti nella rete di spaccio, mentre il sequestro di sostanze stupefacenti rappresenta un duro colpo al mercato locale della droga.

Napoli, blitz della polizia a Mergellina contro i parcheggiatori abusivi

Napoli – Operazione di controllo a tappeto della Polizia di Stato nel weekend nella zona della movida a Mergellina, in particolare nell’area degli “chalet” e a Largo Sermoneta. Le forze dell’ordine hanno concentrato la loro attività sulla prevenzione dei reati e sul contrasto al fenomeno, sempre più diffuso, dei parcheggiatori abusivi.

Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno identificato ben 260 persone, di cui 52 con precedenti di polizia, e controllato 56 veicoli.

Nel corso della settimana appena trascorsa, l’impegno si è esteso con un servizio straordinario condotto dai “Nibbio” dell’Ufficio Prevenzione Generale, supportati dal personale della Polizia Locale. Questa task force ha identificato 80 persone, tra cui 20 con precedenti di polizia, e ne ha denunciate due. Sono stati controllati 38 veicoli e contestate ben 123 violazioni del Codice della Strada.

L’attività della Polizia di Stato mira a garantire una maggiore sicurezza e vivibilità nelle aree più frequentate della città, contrastando fenomeni di illegalità che arrecano disturbo e pericolo ai cittadini e ai turisti.

Biagio Izzo illumina l’Arena San Sebastiano con “Un italiano di Napoli”

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San Sebastiano al Vesuvio – L’estate vesuviana si accende di risate e cultura con la quarta edizione di “Sere d’Estate” all’Arena San Sebastiano. Giovedì 31 luglio, alle 21:15, il palcoscenico sotto il cielo stellato del Vesuvio ospiterà un’icona della comicità partenopea: Biagio Izzo, che porterà in scena il suo irresistibile spettacolo “Un italiano di Napoli”.

Un appuntamento imperdibile per una serata che promette di unire il divertimento alla riflessione, nello spirito di una rassegna che si conferma punto di riferimento per il teatro e la cultura nella regione.

Con “Un italiano di Napoli”, Biagio Izzo offre un monologo brillante che intreccia l’umorismo della tradizione napoletana con una comicità moderna e acuta.

Sul palco, l’attore dipinge un ritratto vivace e ironico dell’“italiano medio” visto attraverso la lente partenopea: una Napoli fatta di tic quotidiani, manie familiari e riflessioni a voce alta, trasformate con maestria in un racconto che è al tempo stesso aneddoto e parabola. Come un moderno Pulcinella, Izzo cattura il pubblico con il suo sorriso disarmante, trasformando ogni battuta in un frammento di poesia urbana e rendendo lo spettacolo una dichiarazione d’amore alla città che lo ha consacrato artisticamente.

Diretto da Pino Oliva per il Teatro Troisi, “Un italiano di Napoli” è molto più di una commedia: è uno specchio della società contemporanea, un esercizio di identità che celebra Napoli senza mai cadere nella retorica, ma con la leggerezza e l’intelligenza che contraddistinguono il talento di Izzo.

La sua performance si inserisce perfettamente nel cartellone di “Sere d’Estate”, una rassegna che, anno dopo anno, si conferma un progetto culturale di alto livello, capace di coniugare risate e riflessione, intrattenimento e pensiero.

L’Arena San Sebastiano, sotto la guida del Comune di San Sebastiano al Vesuvio e del sindaco Giuseppe Panico, si riafferma come spazio di aggregazione e bellezza, reso possibile grazie alla sinergia tra Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli, Film Commission, Red Carpet, Teatro Troisi, Napoli Jazz Club e Social Break Point. Un dialogo tra pubblico e privato che rende ogni evento un’occasione per celebrare l’arte e la comunità.

Mentre l’estate vesuviana continua a regalare emozioni, “Sere d’Estate” si prepara ad accogliere il pubblico con un invito: lasciarsi trasportare dalla comicità di Biagio Izzo, per ridere, riflettere e riscoprire il cuore pulsante di Napoli. I biglietti sono disponibili online e presso i punti vendita autorizzati. Non resta che segnare la data: mercoledì 31 luglio, l’Arena San Sebastiano aspetta tutti per una serata di puro teatro sotto le stelle.

Thailandia-Cambogia, accordo per il cessate il fuoco: Trump risollevato

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Quest’oggi Thailandia e Cambogia hanno concordato un cessato il fuoco immediato e privo di condizioni. Ad annunciarlo, secondo quanto reso noto dalla CNN, è stato il premier malese Ibrahim.

Il cessate il fuoco si è concretizzato in seguito ad un incontro tra il premier cambogiano Manet ed il primo ministro ad interim thailandese Wechayachai. Sono giorni che tra Thailandia e Cambogia non mancano reciproche accuse riguardo gli scontri occorsi presso i confini, scontri che hanno causato più di 30 morti e che hanno originato la fuga di decine di migliaia di persone.

Il presidente statunitense Donald Trump non ha mancato di esternare la propria soddisfazione per la sospensione delle ostilità tra i due paesi, annunciando che gli States, in sinergia con la Malesia, garantiranno il rispetto delle condizioni da ambo le parti.Domani avrà luogo un incontro informale tra vertici militari di Bangkok e Phnom Penh, mentre il 4 agosto si terrà un incontro tra addetti alla difesa.

 

Operai precipitati da 12 metri a Pompei, indaga la Procura: gravi le condizioni

Pompei – Due operai sono ricoverati in condizioni critiche dopo un drammatico incidente sul lavoro avvenuto questa mattina a Pompei, nei pressi della stazione ferroviaria.

I due stavano effettuando interventi di manutenzione su un impianto telefonico quando, per cause ancora in fase di accertamento, sono precipitati da un’altezza di oltre 12 metri. Secondo una prima ricostruzione, il braccio idraulico del mezzo su cui si trovavano avrebbe improvvisamente ceduto, facendo crollare il cestello elevatore su cui lavoravano.

I feriti sono due uomini di 35 e 43 anni, residenti rispettivamente a Pozzuoli e Caivano, dipendenti di una ditta attiva nel settore delle telecomunicazioni.

Dopo un primo trasporto d’urgenza all’ospedale del Mare, sono stati trasferiti rispettivamente al Cardarelli di Napoli e al San Leonardo di Castellammare di Stabia, dove si trovano tuttora in prognosi riservata. Entrambi indossavano casco e imbragatura al momento dell’incidente.

La Procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo per fare luce sulle responsabilità dell’accaduto. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri e i tecnici dello Spisal per i rilievi. In una nota, Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) ha precisato che l’intervento non rientrava tra le attività gestite tramite appalti dell’azienda: le antenne in manutenzione risultano infatti di proprietà di una società privata che ha affidato i lavori a un’altra impresa esterna.

L’incidente ricorda tragicamente quello avvenuto pochi giorni fa a Napoli, dove tre operai – due dei quali lavoravano in nero – hanno perso la vita cadendo da un carrello elevatore durante un intervento in un cantiere edile.

Per quel caso, oggi la Procura partenopea ha notificato quattro avvisi di garanzia con l’ipotesi di reato di omicidio colposo: tra i destinatari il titolare della ditta, il fornitore del montacarichi, l’amministratore del condominio e il coordinatore della sicurezza.

Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, si è recato a Pompei per un sopralluogo e ha dichiarato: «Il lavoro è sacro ma deve essere fatto nella massima sicurezza», annunciando un rafforzamento dei controlli e una lista di priorità per le ispezioni nei cantieri.

Il sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio, ha annunciato la cancellazione del concerto della cantante Noemi, previsto per questa sera in Piazza Schettini. «Sono scosso dal dramma vissuto dai due giovani operai e dalle loro famiglie. In segno di rispetto e vicinanza ho deciso di annullare lo spettacolo. Chiedo a tutti di unirsi in preghiera per loro», ha dichiarato.

Le indagini proseguiranno nei prossimi giorni, anche con l’acquisizione della documentazione relativa al mezzo utilizzato e ai contratti di appalto. La Procura cercherà di ricostruire la catena delle responsabilità in un nuovo episodio che riaccende i riflettori sull’emergenza sicurezza sul lavoro in Campania.

West Nile, morti l’imprenditore Mario Tatangelo e un 80enne di Maddaloni

– Si aggrava il bilancio delle vittime del virus West Nile in Italia: salgono a quattro i decessi confermati dall’inizio dell’anno, due dei quali registrati nella giornata di oggi.

A perdere la vita, in due diversi ospedali, sono stati un imprenditore 77enne del Frusinate e un anziano di 80 anni residente a Maddaloni, in provincia di Caserta.

Il primo decesso è avvenuto all’alba all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma. La vittima è Mario Tatangelo, 77 anni, originario di Isola del Liri e titolare di un noto atelier di moda. L’uomo era stato ricoverato il 26 luglio con febbre alta, fino a 40°C, manifestatasi già dal 20 luglio. L

a diagnosi di infezione da West Nile è stata confermata il 28 luglio attraverso esami su plasma e urine. Tatangelo, trapiantato di cuore nel 2014 e seguito dall’AO San Camillo Forlanini, soffriva anche di insufficienza renale cronica. Aveva soggiornato recentemente a Baia Domizia, località balneare sul litorale casertano. Il decesso è avvenuto questa mattina alle 6:20.

Poche ore dopo, all’ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, si è registrata un’altra vittima: un 80enne di Maddaloni, già affetto da numerose patologie. L’uomo, residente nella zona est della città, era stato ricoverato nella notte tra venerdì e sabato in stato confusionale.

«Soffriva di miastenia, una malattia neurologica debilitante, ed era anche cardiopatico e diabetico», ha spiegato la dottoressa Loredana Tibullo, primario di Medicina interna dell’ospedale. Il quadro clinico, già fortemente compromesso, non ha retto all’aggravarsi delle condizioni dovute all’infezione virale.

Quella dell’anziano maddalonese è la prima vittima ufficiale per West Nile in Campania nel 2025. Alla luce del caso e della segnalazione di un secondo contagio a Maddaloni, il sindaco Andrea De Filippo ha firmato un’ordinanza urgente per l’avvio immediato di interventi di disinfezione adulticida e larvicida su tutto il territorio comunale. Il provvedimento, ha sottolineato il primo cittadino, si è reso necessario anche per “l’inerzia delle autorità sanitarie competenti”.

Intanto, il virus continua a diffondersi. Secondo quanto comunicato dalla Regione Lazio, nella sola giornata di lunedì sono stati registrati 16 nuovi casi di positività. Il totale sale così a 44 casi confermati nel 2025: 41 nella provincia di Latina – compresa la paziente deceduta la scorsa settimana all’ospedale di Fondi – 2 nella provincia di Roma e 1 fuori regione, ma con probabile esposizione al virus in provincia di Caserta.

L’allerta sanitaria resta alta, con le autorità regionali e locali chiamate a intensificare le misure di prevenzione e controllo per evitare nuovi contagi. Il virus West Nile, trasmesso attraverso la puntura di zanzare infette, può risultare particolarmente pericoloso per anziani e soggetti fragili, soprattutto in presenza di patologie preesistenti.

Minturno, bagnini eroi salvano 40enne di Cicciano in balia delle onde

Minturno– Attimi di paura, poi il coraggio e la prontezza di tre bagnini ha evitato il peggio. Una donna di 40 anni, originaria di Ciccian, è stata salvata in mare al Lido Baia d’Argento, a Marina di Minturno, dopo essere stata sorpresa da una forte corrente e dalle onde alte che le impedivano di rientrare a riva.

È accaduto nel pomeriggio di domenica, in una giornata segnata da condizioni marine particolarmente avverse. La bagnante, in evidente difficoltà e ormai allo stremo delle forze, è stata notata dai tre bagnini in servizio: Davide Vellucci, Vincenzo Ferrara e Luigi Pascolo, tutti minturnesi e membri della Escara Società Cooperativa di Gabriele Caruso.

Senza esitare, i tre si sono tuffati e hanno raggiunto la donna a largo, riuscendo con non poca fatica a metterla in salvo. Il salvataggio è avvenuto nello specchio d’acqua antistante il Monte d’Argento, promontorio che separa la spiaggia di Marina di Minturno da quella dell’“Atto dei Morti”, fino al fiume Garigliano, confine naturale tra Lazio e Campania.

Una volta riportata a riva, la donna è stata assistita e si è ripresa rapidamente. Era cosciente, seppur provata dalla paura e dallo sforzo. Il gesto eroico dei tre bagnini è stato applaudito dai presenti, in una giornata che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.

Un intervento tempestivo che conferma l’importanza del presidio costante degli arenili e della professionalità degli operatori della sicurezza in mare, soprattutto nei giorni di maggiore afflusso turistico e in condizioni meteo-marine difficili.

Guardiola annuncia l’addio: “Dopo il City mi fermo, devo pensare a me stesso”

Pep Guardiola rompe gli indugi e mette un punto, almeno per ora, alla sua carriera in panchina. “Dopo il Manchester City mi fermerò. Non è un’idea, è una decisione presa e definitiva”, ha dichiarato nell’intervista rilasciata a GQ Hype.

Niente panchine future, nessuna suggestione esotica o ritorno romantico: il tecnico catalano, vincitore di sei Premier League e una Champions con il City, sente il bisogno di prendersi cura di sé, del suo tempo, della sua vita. Il contratto con i Citizens scadrà nel 2027 e Guardiola ha chiarito che, al termine di questa avventura iniziata nel 2016, prenderà una pausa che non ha ancora limiti: “Potrebbe durare un anno, due, o dieci. Ma ora devo concentrarmi sul mio corpo e sul mio benessere”.

Un’affermazione che arriva dopo una stagione meno brillante del solito: terzo posto in campionato, finale di FA Cup persa e una sorprendente eliminazione dal Mondiale per Club contro l’Al-Hilal agli ottavi. Ma per Pep, tutto fa parte del gioco: “Quando vinci sei campionati, è normale che arrivi un momento di flessione. È umano. Le critiche? Sono sempre le stesse, ma ti caricano”.

Nell’intervista non manca una riflessione sul passato al Barcellona: “Quella pagina è chiusa per sempre, è stata una splendida storia ma è finita”. E su Lamine Yamal, la nuova stella blaugrana, frena: “Il paragone con Messi? Lasciamolo in pace, deve costruire la sua carriera. È come paragonare un pittore a Van Gogh”.

Napoli, scippa un uomo in Corso Lucci: arrestato 53enne dopo l’inseguimento

Un’aggressione violenta, il furto di uno smartphone e una fuga nel caos di piazza Garibaldi. È finita con le manette ai polsi la corsa di un 53enne salernitano che, nella mattinata di oggi, ha messo a segno una rapina in Corso Arnaldo Lucci, a Napoli. L’uomo ha avvicinato un automobilista fermo nel traffico, lo ha aggredito fisicamente e gli ha strappato il cellulare dalle mani per poi tentare la fuga tra i passanti.

A notare la scena gli agenti del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania, impegnati nei controlli dell’operazione “Stazioni Sicure”. Uno degli agenti ha subito intercettato le urla della vittima che indicava il ladro in fuga. In pochi secondi è scattato l’inseguimento, culminato nell’arresto del malvivente.

Durante la perquisizione, i poliziotti hanno ritrovato il cellulare rubato, immediatamente restituito al proprietario. Il 53enne è stato tratto in arresto con l’accusa di rapina e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Decisivo, ancora una volta, il presidio delle forze dell’ordine in una delle zone più sensibili del centro cittadino.