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Vomero, maxi-truffa sventata: poliziotto salva 60.000 euro di un anziano

Napoli– Minuti di angoscia e la paura di aver perso tutto. Si è conclusa fortunatamente con un lieto fine la terribile esperienza vissuta da un anziano signore del Vomero, vittima di un raggiro telefonico tanto astuto quanto crudele, che gli stava costando 60.000 euro.

A salvare i risparmi dell’uomo è stata la prontezza di riflessi di Francesco, un agente del Commissariato di Polizia Vomero, che ha riconosciuto i segnali della truffa e ha agito in una corsa contro il tempo.

La vicenda ha inizio quando l’anziano riceve una telefonata. Dall’altro capo del filo, una voce ferma e autorevole si presenta come un appartenente all’Arma dei Carabinieri. Il truffatore, utilizzando un copione ormai rodato, dipinge uno scenario allarmante: il conto corrente della vittima sarebbe sotto attacco, bersaglio di una serie di frodi informatiche.

Qui scatta la trappola psicologica. Per “scongiurare” il pericolo e permettere alle forze dell’ordine di avviare “indagini urgenti”, il finto militare convince l’anziano a effettuare un bonifico immediato dell’intera somma di 60.000 euro verso un conto “sicuro”, indicato dal truffatore stesso. L’uomo, spaventato e colto alla sprovvista, esegue l’operazione bancaria.

Subito dopo, forse colto da un dubbio o resosi conto della stranezza della richiesta, l’anziano si reca presso il Commissariato di Polizia del Vomero. È qui che incontra l’agente Francesco. Ascoltando il racconto concitato, il poliziotto comprende immediatamente di trovarsi di fronte a una classica truffa “del finto operatore”.

Consapevole che ogni secondo è prezioso prima che il bonifico diventi irrevocabile, Francesco si attiva immediatamente. Contatta l’istituto bancario dell’anziano, spiega la situazione di frode in atto e chiede il blocco immediato e urgente della transazione.

L’intervento tempestivo dell’agente si rivela decisivo. La banca, allertata dalla Polizia, riesce a intercettare e stornare l’operazione prima che la somma raggiunga i conti dei malviventi. I 60.000 euro sono salvi.

L’anziano signore, appresa la notizia del pericolo scampato, ha potuto tirare un enorme sospiro di sollievo. Visibilmente sollevato, ha ringraziato calorosamente l’agente Francesco e tutti i colleghi del commissariato, esprimendo profonda gratitudine nei confronti della Polizia di Stato per aver salvato i risparmi di una vita da una truffa odiosa.

Strage di Paupisi, disposta la perizia psichiatrica per Salvatore Ocone

Benevento – Era una decisione attesa, quasi inevitabile dopo l’orrore di Paupisi. La Procura di Benevento ha disposto una consulenza psichiatrica per Salvatore Ocone, il 58enne accusato di aver ucciso la moglie, Elisa Polcino, di 49 anni, e il figlio Cosimo, di 15, riducendo in fin di vita l’altra figlia, Antonia, 17 anni.

Una strage familiare che ha sconvolto il piccolo comune sannita e l’intero Paese, diventando in poche ore un caso di enorme clamore mediatico.

Ocone, detenuto nel carcere di Benevento, si trova attualmente in cella con un altro detenuto. Il suo legale ha avviato l’acquisizione della documentazione sanitaria necessaria per la perizia, che dovrà stabilire se l’uomo fosse capace di intendere e di volere al momento della strage.

La consulenza psichiatrica servirà anche a chiarire il quadro mentale dell’indagato, descritto da chi lo conosceva come un uomo chiuso, ossessivo, con un carattere difficile e scatti d’ira sempre più frequenti.

Il dramma si è consumato nella casa di famiglia a Paupisi, in provincia di Benevento, dove Ocone avrebbe impugnato un coltello contro i suoi cari in un raptus di violenza ancora tutto da decifrare. Dopo aver colpito mortalmente la moglie e il figlio, si sarebbe scagliato anche contro Antonia, la primogenita, che ha lottato fino all’ultimo per salvarsi.

La ragazza è stata trasportata in condizioni gravissime all’ospedale Neuromed di Pozzilli, in Molise, dove da alcuni giorni i medici registrano piccoli, ma incoraggianti, segnali di miglioramento.

L’efferatezza del gesto e il silenzio che lo circonda hanno scosso profondamente la comunità locale, che continua a chiedersi come sia stato possibile che tensioni familiari potessero degenerare in una simile tragedia. In paese, dove le vittime erano molto conosciute, il dolore resta palpabile.

Con la decisione della Procura, l’inchiesta entra ora in una nuova fase: l’esito della perizia psichiatrica sarà decisivo per definire il profilo giudiziario di Salvatore Ocone e per comprendere se dietro quella mattina di follia ci fosse un crollo mentale o una lucida determinazione omicida. In ogni caso, la “strage di Paupisi” resta una ferita aperta, simbolo di un male domestico che nessuno aveva saputo vedere in tempo.

Salerno, tre arresti per droga: scoperta piantagione di cannabis e sequestri di stupefacenti

SALERNO – Tre arresti in poche ore tra Salerno e alcuni comuni della provincia per reati legati alla droga. Le forze dell’ordine hanno eseguito distinte operazioni che hanno portato a sequestri significativi e al fermo di tre persone coinvolte nello spaccio e nella coltivazione di sostanze stupefacenti.

A Cava de’ Tirreni, la polizia ha arrestato un uomo trovato responsabile di coltivazione e detenzione di cannabis ai fini di spaccio. Gli agenti, intervenuti per una perquisizione in un casolare, hanno scoperto una vera e propria piantagione di marijuana, pronta per la distribuzione. In altre località della provincia, un militare fuori servizio ha bloccato uno spacciatore mentre cedeva droga, mentre un terzo pusher è stato fermato con cocaina e crack.

Gli arrestati sono ora a disposizione dell’autorità giudiziaria e le indagini proseguono per accertare eventuali collegamenti tra le diverse attività criminali. L’azione delle forze dell’ordine sottolinea la costante attenzione al contrasto dello spaccio e della diffusione di droghe sul territorio salernitano.

Dopo Eindhoven, il Napoli o si rialza o affonda: Conte chiede la reazione ai suoi contro l’Inter

NAPOLI – “Reagire, reagire e ancora reagire”. È questo il mantra che Antonio Conte ha ripetuto ai suoi calciatori, dopo la sonora sconfitta subita dal Napoli in Champions League contro il PSV Eindhoven. L’allenatore, senza mezzi termini, ha chiarito che la priorità assoluta è recuperare la compattezza e l’unità di intenti, valori che lo scorso anno hanno portato la squadra al titolo.

Durante la ripresa degli allenamenti, Conte ha espresso tutta la sua determinazione: nessuno più deve mostrarsi distratto o demotivato. I giocatori meno impiegati dovranno allenarsi con impegno, sostenere i compagni in campo e smettere di lamentarsi, come avvenuto dopo la partita in Olanda. La sconfitta ha lasciato tossine psicologiche da smaltire, e la sfida di sabato contro l’Inter al Maradona rappresenta l’occasione giusta per invertire la rotta.

Sul fronte tattico, il tecnico conferma il modulo 4-1-4-1, in attesa del ritorno di alcuni infortunati come Lobotka e Rrahmani. Resta da valutare la disponibilità di Hojlund e un possibile rientro tra i pali di Meret. Ma per Conte non sono solo uomini e schemi a decidere le partite: ciò che conta di più è il morale, la voglia di vincere e la rabbia agonistica che la squadra saprà mettere in campo.

Afragola, più sicurezza con 35 nuove telecamere: il piano del Prefetto

AFRAGOLA (NA) – Dopo gli ultimi episodi di violenza che hanno scosso la città, il Prefetto di Napoli Michele di Bari ha convocato il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per fare il punto sulla situazione ad Afragola. All’incontro hanno partecipato il Questore, il Comandante provinciale dei Carabinieri, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza, l’Assessore alla legalità, il Comandante della polizia municipale e il Sindaco della città.

Nonostante una generale diminuzione dei delitti negli ultimi otto mesi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, il Comitato ha deciso di intensificare la vigilanza e i controlli sul territorio. Tra le principali misure previste, il progetto di videosorveglianza finanziato con fondi POC legalità del Ministero dell’Interno, che porterà all’installazione di 35 nuove telecamere distribuite su sei siti strategici.

Queste serviranno a monitorare costantemente le aree più frequentate e i flussi veicolari e pedonali, rafforzando la sicurezza e la percezione di controllo da parte dei cittadini. Il Prefetto ha sottolineato l’impegno costante delle forze dell’ordine nel contrasto dei fenomeni criminali, con una strategia mirata a garantire risultati concreti e a consolidare la sicurezza urbana.

Condannato a tre anni per ricettazione: arrestato dai Carabinieri nel Casertano

CESA (CE) – I Carabinieri della Stazione di Cesa hanno dato esecuzione a un provvedimento di carcerazione nei confronti di un 56enne residente nel comune atellano, già noto alle forze dell’ordine.

L’uomo deve espiare una pena residua di tre anni e ventitré giorni di reclusione per ricettazione e per possesso e fabbricazione di documenti falsi, reati commessi a Cesa nel 2022 e per i quali le condanne sono ormai definitive.

Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell’autorità giudiziaria competente. L’operazione rientra nelle attività ordinarie dei Carabinieri volte al controllo del territorio e all’esecuzione delle sentenze definitive, garantendo così il rispetto della legge e la sicurezza della comunità locale.

Napoli, stesa nel feudo dei Marigliano: spari contro casa abbandonata

Napoli – Un crepitio sordo, otto fori sull’intonaco e sulla tapparella di un’abitazione vuota. Tanto è bastato a far scattare l’allarme, a risvegliare l’incubo di una guerra di camorra che sembrava sopita.

Questo pomeriggio, in Via Gabella Vecchia al civico 44, nel cuore della zona da tempo sotto la ferrea influenza del clan Margliano, un commando ha aperto il fuoco in quella che, in gergo criminale, viene definita una “stesa”: una dimostrazione di forza, un avvertimento senza mezzi termini.

Il bersaglio, un appartamento al momento disabitato, porta i segni inequivocabili di una chiara volontà intimidatoria: sei bossoli hanno trapassato la tapparella, due si sono conficcati nel muro adiacente.

Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri della Compagnia Stella e del Nucleo Radiomobile di Napoli, che hanno avviato i rilievi e le prime indagini per cercare di ricostruire l’esatta dinamica e, soprattutto, la matrice del gesto.

E’ il segnale della fine della tregua?

Ma per gli investigatori e per chi conosce le dinamiche sotterranee della malavita partenopea, il messaggio è più che decifrabile. Via Gabella Vecchia ricade in un’area nevralgica, storico bastione dei Margliano, clan noto per la sua storica e sanguinosa rivalità con i potenti Contini dell’Alleanza di Secondigliano.

Dopo mesi di una tregua apparente, di un silenzio forzato che aveva illuso molti, la stesa di oggi si configura come un segnale inquietante, un vero e proprio calcio d’inizio per una potenziale riapertura dello scontro armato. Un atto di sfida, forse la risposta a un torto subito, o il tentativo di riaffermare il proprio dominio su un territorio conteso.

La dinamica è quella tipica dei regolamenti di conti tra cosche: sparare per intimidire, per lanciare un segnale chiaro al clan avversario, in questo caso, quasi certamente i Contini. L’appartamento disabitato è stato scelto come un neutro ma significativo punto di scarica della tensione.

Le indagini sono in corso, ma l’ombra della camorra è più che un sospetto: è la tragica certezza che a Napoli gli equilibri si misurano ancora a colpi di pistola. La paura si riaffaccia tra i vicoli: dopo il fragile armistizio, la città trattiene il fiato, temendo l’ennesima, drammatica stagione di sangue. Si teme ora una replica, un’escalation che trascini nuovamente Napoli nel baratro della faida.

Bagnoli, partiti i lavori di bonifica della colmata. Il risanamento anche in vista dell’America’s Cup 2027

A Bagnoli è ufficialmente partita la bonifica dell’area antistante la colmata, un intervento storico che segna il ritorno della città sul suo lungomare dimenticato. Come sottolinea il commissario straordinario e sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, “si tratta di un passo importante per restituire alla città la risorsa mare e dare nuovo volto all’area, dopo anni di attesa”.

I lavori coinvolgono un raggruppamento temporaneo di imprese che si occuperanno del risanamento marino, dell’escavo e della riprofilatura dei fondali, operando anche sulla messa in sicurezza della colmata stessa. Il cantiere include pontoni, gru di oltre 20 metri e team di subacquei specializzati nella rimozione di ordigni bellici inesplosi già individuati dai sopralluoghi iniziati a fine settembre.

Le opere a terra permetteranno di allestire la Technical Base Area per l’America’s Cup 2027, mentre le attività in mare riguarderanno il dragaggio e la manutenzione delle scogliere di protezione del bacino. Il progetto, che si inserisce nel più ampio contesto della candidatura di Napoli come sede della 38esima edizione della prestigiosa gara velica internazionale, ha un valore stimato di 200 milioni di euro e proseguirà fino a maggio 2026.

Manfredi evidenzia come la sinergia istituzionale sia fondamentale per accelerare le attività già previste e consegnare ai cittadini un’area finalmente fruibile. La prossima settimana sarà convocata una conferenza dei servizi per le autorizzazioni legate allo studio di prefattibilità dell’evento, che prevede escavi e riprofilatura dei fondali, confermando la colmata di Bagnoli come epicentro dei team e dell’area fan dell’America’s Cup.

Scommesse illegali, niente combine: Tonali e Fagioli se la cavano con 250 euro di multa

Una multa di 250 euro per chiudere il caso. È questo l’epilogo, quasi grottesco, dell’inchiesta milanese sulle scommesse illegali che aveva scosso il mondo del calcio italiano. La Procura di Milano ha escluso ogni ipotesi di combine o manipolazione di partite: nessuno dei ventidue indagati avrebbe scommesso su incontri in cui era parte in causa. Si tratterebbe, nella maggior parte dei casi, di puntate su altri sport o su piattaforme di poker online.

Tra i calciatori coinvolti, spiccano i nomi di Sandro Tonali e Niccolò Fagioli, già sanzionati in ambito sportivo, che ora potranno evitare il processo penale grazie all’oblazione, pagando una sanzione amministrativa di 250 euro. A loro si contesta anche la promozione di siti di scommesse non autorizzati, ma la Procura non ravvisa alcuna condotta penalmente rilevante sul piano della manipolazione sportiva.

Gli altri venti indagati, tra cui Alessandro Florenzi, Nicolò Zaniolo, Mattia Perin, Weston McKennie, Ángel Di María, Leandro Paredes, Raoul Bellanova, Samuele Ricci, Matteo Cancellieri, Cristian Buonaiuto, Héctor Junior Firpo e il tennista Matteo Gigante, rispondono soltanto di partecipazione a giochi d’azzardo non autorizzati.

La normativa consente infatti di chiudere la vicenda con un semplice pagamento: trattandosi di una contravvenzione punita con l’arresto fino a tre mesi o con una multa fino a 500 euro, gli indagati potranno archiviare tutto senza conseguenze giudiziarie. Un finale che lascia più di un interrogativo sul confine, sempre più sfumato, tra responsabilità morale e colpevolezza legale nel mondo del calcio milionario.

Gennaro Luciano alla guida delle “Centenarie”: la nuova era delle pizzerie storiche napoletane

Tra i vicoli di Napoli, dove il profumo del forno a legna si mescola al rumore delle voci e dei motorini, la tradizione della vera pizza partenopea continua a vivere e rinnovarsi. È una storia antica, fatta di mani esperte, di impasti che respirano e di gesti tramandati da generazioni.

A raccogliere oggi quell’eredità è Gennaro Luciano, maestro pizzaiolo dell’Antica Pizzeria Port’Alba 1738 — considerata la più antica del mondo — eletto nuovo presidente dell’UPSN, l’Unione Pizzerie Storiche Napoletane “Le Centenarie”.

Fondata nel 2016, l’associazione riunisce le pizzerie simbolo della storia gastronomica di Napoli con una missione precisa: tutelare l’identità autentica della pizza napoletana e preservarne i segreti di lavorazione, riconosciuti patrimonio culturale prima ancora che culinario. Perché a Napoli, la pizza non è solo un piatto: è un racconto popolare, un gesto di appartenenza, un modo di stare insieme.

Luciano prende il timone di un sodalizio che custodisce secoli di tradizione e passione, affiancato da una squadra di maestri pizzaioli di grande esperienza: Enrico Lombardi nel ruolo di vicepresidente, Giorgio Moffa come secondo vicepresidente e Alessandro Condurro, riconfermato segretario dell’associazione.

A vegliare idealmente su di loro, con la saggezza di chi ha scritto pagine indelebili nella storia della pizza, resta Antonio Starita, presidente onorario delle “Centenarie”.

Con questa nuova guida, l’UPSN si prepara a una stagione di rinnovamento. L’obiettivo è chiaro: proiettare la tradizione nel futuro, difendendone l’autenticità ma aprendola al dialogo con la contemporaneità. “Le Centenarie” vogliono raccontare Napoli non solo attraverso il sapore di una margherita ben fatta, ma anche attraverso progetti solidali, iniziative culturali e azioni concrete a beneficio della comunità.

Perché la pizza, regina delle tavole popolari, continua a essere un linguaggio universale. Unisce generazioni e classi sociali, abbatte confini e racconta la città del Vesuvio meglio di qualsiasi libro: con il profumo del pomodoro, la leggerezza dell’impasto, e la semplicità di un piatto che, da due secoli, fa sentire chiunque parte di una storia più grande.

Lancio di uova contro auto Ncc a Napoli durante lo sciopero dei taxi

Napoli– Mattinata di tensione nel centro di Napoli, dove lo sciopero dei taxi ha paralizzato la città e lasciato dietro di sé non solo disagi, ma anche episodi di violenza.

Secondo quanto denunciato da Amedeo Conte, presidente regionale campano di Sistema Trasporti – la confederazione che riunisce le imprese di noleggio con conducente (Ncc) – alcuni veicoli in servizio sarebbero stati bersagliati con lanci di uova mentre percorrevano Corso Umberto I, una delle arterie principali del centro cittadino.

“Ancora una volta – afferma Conte – siamo testimoni e vittime di vere e proprie aggressioni. Le uova hanno colpito parabrezza e autisti, costretti a fermarsi bruscamente nel traffico, mentre i turisti a bordo, che avevano scelto un servizio pubblico regolare, venivano lasciati nel panico. È inaccettabile: non si tratta più di una protesta, ma di un problema di ordine pubblico.

Tensione crescente tra tassisti e Ncc

Lo sciopero dei taxi, convocato per protestare contro la concorrenza ritenuta sleale del settore Ncc e delle piattaforme digitali, ha generato forti ripercussioni sulla viabilità cittadina.

Ma per il rappresentante degli Ncc campani, l’escalation di episodi violenti sta oltrepassando i limiti della convivenza civile.

“Non possiamo continuare a lavorare in un clima di intimidazione e pericolo – denuncia Conte –. Chiediamo che i nostri operatori siano tutelati come lavoratori e come cittadini”.
Accuse al Comune e al Prefetto: “Silenzio e mancanza di tutele”

Il presidente di Sistema Trasporti punta il dito anche contro le istituzioni locali, accusate di inerzia di fronte a episodi sempre più frequenti.

“Il Comune di Napoli – prosegue – continua a emanare ordini di servizio per aumentare i controlli sugli Ncc, ma non interviene mai per condannare pubblicamente queste aggressioni, né per valutare provvedimenti disciplinari contro chi se ne rende protagonista”.
Conte definisce “ancora più grave” il silenzio del Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, che – sostiene – “da oltre un anno si rifiuta di incontrare la categoria, convocando tavoli solo con i rappresentanti dei taxi. Manca il confronto con chi rappresenta centinaia di lavoratori che ogni giorno garantiscono mobilità e servizi turistici in questa città”.

Richiesta di un incontro urgente e appello alla legalità

Alla luce dell’episodio, Sistema Trasporti ha annunciato l’intenzione di richiedere un incontro urgente con la Prefettura.

“Le tensioni tra tassisti e Ncc hanno ormai raggiunto livelli insostenibili – conclude Conte –. Chiediamo che la Prefettura e il Comune intervengano subito per garantire sicurezza, legalità e continuità del servizio. Se si vogliono combattere davvero gli abusi, si inizi col controllare chi opera fuori da ogni norma: auto di cortesia, agenzie di security e di viaggio che ogni giorno sottraggono lavoro a chi rispetta le regole”.

Un conflitto che divide la mobilità napoletana

Quello tra tassisti e noleggiatori con conducente è un conflitto che a Napoli, come in molte altre città italiane, si trascina da anni. Al centro dello scontro, la gestione delle licenze, la regolamentazione delle piattaforme digitali e l’accesso alle aree urbane più frequentate dai turisti.

L’episodio di oggi, con il lancio di uova contro i veicoli Ncc, rappresenta solo l’ultimo segnale di una tensione che rischia di esplodere definitivamente se non verranno trovate soluzioni condivise e strumenti di mediazione istituzionale.

Nippon Gases scommette sul Sud: inaugurato a Caserta un impianto da 50 milioni di euro

Caserta – Un investimento di circa 50 milioni di euro e un segnale di fiducia per il futuro industriale del Mezzogiorno: Nippon Gases, divisione europea del colosso giapponese Nippon Sanso Holdings Corporation, ha inaugurato oggi il suo nuovo e avveniristico impianto di frazionamento dell’aria a Caserta.

Il sito, la cui costruzione è stata avviata nel 2021 in piena emergenza pandemica, rappresenta il primo in Italia a impiegare integralmente la tecnologia giapponese per separare l’aria nei suoi componenti essenziali (ossigeno e azoto), materie prime cruciali per i gas destinati ai settori strategici del Paese. L’operazione fa parte di un più ampio piano di investimenti del Gruppo in Italia, che supera i 340 milioni di euro complessivi.

Polo strategico per il Sud Italia

La nuova struttura si configura come un polo fondamentale per la logistica e la produzione nel Sud. Grazie all’incremento della capacità produttiva, il sito garantirà una maggiore disponibilità di gas industriali e medicali per un’area che ha recentemente riscontrato una disponibilità limitata rispetto alla domanda. Sebbene l’impianto impieghi direttamente circa 10 professionisti altamente specializzati – un numero ridotto data l’elevata automazione – si stima un significativo impatto positivo sull’indotto locale.

“Questo impianto nasce da una visione condivisa: creare una struttura capace di generare crescita e sviluppo per il Paese, con l’aspirazione che possa rappresentare un’eredità di cultura industriale e innovazione per le generazioni future,” ha commentato Eduina Marino, Presidente e Amministratore Delegato di Nippon Gases Italia. “Inauguriamo un impianto che ha l’ambizione di diventare un polo di attrazione per il territorio e un laboratorio per il futuro, offrendo nuove opportunità per la comunità di Caserta, della Campania e di tutto il Mezzogiorno.”

Gas invisibili, settori visibili

L’output dell’impianto di Caserta è destinato a sostenere settori nevralgici, dal farmaceutico e medicale (pensiamo all’ossigenoterapia) all’alimentare (conservazione dei cibi) fino al manifatturiero (saldatura, chip elettronici). L’alta automazione garantisce massimi standard di sicurezza ed efficienza operativa. L’impianto è inoltre dotato di una notevole capacità di stoccaggio per azoto, argon e ossigeno, un fattore chiave per assicurare continuità e flessibilità distributiva.

L’attuale Nippon Gases vanta radici profonde nell’imprenditoria italiana. L’azienda affonda le sue origini nella storica Guglielmo Rivoira, fondata a Torino nel 1920, che ha accompagnato l’industrializzazione del Paese. Dal 2018, la società è entrata a far parte del gruppo Nippon Gases Europe, controllato da Nippon Sanso Holdings Corporation, uno dei leader mondiali nel settore. A livello italiano, Nippon Gases conta oltre 820 dipendenti e ha registrato un fatturato di €550,4 milioni nell’anno fiscale conclusosi a marzo 2025.

In linea con la sua visione, l’azienda sottolinea il proprio impegno per la sostenibilità, offrendo soluzioni tecnologiche che supportano i clienti nei processi di decarbonizzazione e miglioramento dell’efficienza energetica.

Afragola, blitz antidroga della Polizia: 20enne arrestato con cocaina e hashish

Afragola- Un blitz degli agenti del Commissariato di Afragola ha portato all’arresto di un giovane spacciatore, colto in flagranza di reato mentre cedevasta dose di cocaina a un cliente.

L’operazione, che si inserisce nel più ampio piano di controlli straordinari disposti dalla Questura di Napoli per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti e il traffico d’armi, è andata in scena nel primo pomeriggio di ieri in via Cinquevie.

La dinamica è quella classica dello spaccio “al dettaglio”. Gli agenti, durante un servizio mirato di osservazione del territorio, hanno notato un uomo a bordo di un’auto parcheggiata intento a trattare con un secondo soggetto, giunto sul luogo in sella a uno scooter. Dopo pochi istanti, è avvenuto lo scambio: una dose di stupefacente in cambio di una banconota. A quel punto, le volanti sono intervenute tempestivamente.

Il 20enne, residente ad Afragola e già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici in materia di droga, è stato bloccato e perquisito. La ricerca ha portato al ritrovamento di 5 dosi di cocaina, per un peso complessivo di circa 3 grammi. All’interno di un borsello in suo possesso, gli poliziotti hanno inoltre scoperto un panetto di hashish da circa 6 grammi, un bilancino di precisione, il materiale per il confezionamento della droga e 1.545 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio, presumibilmente il ricavo delle vendite.

Mentre il presunto pusher è stato tratto in arresto e condotto in carcere in attesa di convalidare il fermo, l’acquirente è riuscito a dileguarsi a bordo dello scooter, approfittando della confusione del momento. Le indagini proseguono per risalire alla sua identità.

Il giovane arrestato dovrà ora rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’episodio conferma l’impegno delle forze dell’ordine in una lotta serrata al narcotraffico, che colpisce tanto i grandi smerciatori quanto i piccoli spacciatori di quartiere, con operazioni continue e mirate come questa nella “tana” di via Cinquevie.

Napoli, incubo notturno in Corso Umberto I: 35enne tenta rapina a due donne, bloccato dalla Volante

Napoli– Ieri sera, intorno alle 23, Corso Umberto I – l’arteria storica del centro, crocevia di turisti e residenti affrettati verso casa – è stato teatro di un tentativo di rapina sventato sul nascere dalla prontezza degli agenti della Polizia di Stato.

Protagonista è un 35enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici nel campo delle rapine e dei piccoli furti. L’uomo, con il cappuccio della felpa calato sul volto e un’aria nervosa che non lasciava presagire nulla di buono, ha avvicinato le due vittime – due donne di mezza età, di ritorno da una serata tra amici – mentre passeggiavano tranquille sotto i portici affollati di negozi e bar.

“Datemi i soldi, subito!”, avrebbe ringhiato l’aggressore, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, stringendo una mano in tasca come se impugnasse un’arma (anche se, al momento, non è stata rinvenuta).

Le donne, terrorizzate, hanno opposto una resistenza istintiva, urlando per attirare attenzione. Ma il rapinatore non si è fermato: ha estratto con forza la borsa di una delle due, cercando di arraffare il portafoglio al suo interno.

Pochi istanti di panico puro, interrotti dal rombo di una sirena lontana.Proprio in quel frangente, una pattuglia dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico – in servizio di controllo del territorio, routine che salva vite ogni notte – transitava per Corso Umberto I.
Gli agenti, due veterani della Volante con anni di esperienza sulle strade partenopee, hanno notato la scena: il fuggitivo che, avvistata l’auto di servizio, ha mollato la presa e si è dato alla fuga.Bloccato contro un muro  l’uomo è stato perquisito sul posto: addosso, solo qualche spicciolo e un telefono scarico, ma le testimonianze delle vittime – ancora tremanti, ma determinate a non lasciar vincere la paura – hanno confermato il tentativo di estorsione.

Per il 35enne, le manette sono scattate immediate: arrestato per tentata rapina aggravata, è stato condotto negli uffici della Questura di Napoli per le formalità.

Omicidio Vassallo, la Cassazione conferma i gravi indizi: “La verità è più vicina”

La Corte di Cassazione ha infatti dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dai difensori di Lazzaro Cioffi, ex carabiniere, e Giovanni Cipriano, imprenditore, confermando la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza nei loro confronti.

Un pronunciamento che, pur annullando per vizi di forma le misure cautelari disposte nei loro confronti, ribadisce la solidità del quadro indiziario ricostruito dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno. Il fascicolo torna ora al Tribunale del Riesame per un nuovo esame complessivo degli elementi raccolti dagli inquirenti.

La decisione della Suprema Corte è stata accolta con soddisfazione dalla Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, che da anni si batte per la verità sull’omicidio del primo cittadino di Pollica, simbolo di legalità e tutela dell’ambiente.

“La Cassazione ha rigettato i ricorsi di due imputati nell’omicidio di nostro fratello Angelo, Cioffi e Cipriano, affermando chiaramente che ‘ci sono gravi indizi’,” ha dichiarato Dario Vassallo, presidente della Fondazione. “Attorno a questo giudizio si è creata molta enfasi, ma la verità è scritta nelle 80mila pagine dell’indagine della Procura Antimafia di Salerno. Noi siamo tranquilli perché conosciamo il valore di chi ha condotto le indagini: la dottoressa Rosa Volpe, il dottor Marco Colamonici e il dottor Giuseppe Borrelli. Lo Stato ha fatto lo Stato.”

Un’indagine lunga e complessa, quella coordinata dalla DDA di Salerno, che nel 2022 aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati di nove persone e, nel 2023, ai primi arresti. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’omicidio di Vassallo si sarebbe inserito in un contesto di traffici di droga e corruzione nel Cilento, che il sindaco avrebbe ostacolato con la sua azione amministrativa improntata alla legalità.

Anche il vicepresidente della Fondazione, Massimo Vassallo, ha voluto commentare la decisione della Cassazione:

“Nonostante un processo in corso ad Acciaroli, i soliti quattro continuano a diffondere notizie false. La verità sull’uccisione di Angelo è raccolta in cento metri di spazio, intorno alla sedia dove era seduto la sera del 5 settembre 2010. Forse non è chiaro il reato: depistaggio. Ringraziamo la magistratura e le forze dell’ordine per la tenacia e la competenza. Lo Stato, ancora una volta, ha dimostrato di essere Stato.”

La Fondazione Vassallo ribadisce il proprio impegno nel solco della memoria e della giustizia, sottolineando come il percorso giudiziario — tra indagini, depistaggi e nuovi riscontri — non sia ancora concluso, ma stia finalmente avvicinandosi alla verità.

“Il sacrificio di Angelo è il faro che guida la nostra azione,” concludono i fratelli Dario e Massimo. “Non ci fermeremo finché ogni responsabilità non sarà chiarita e la verità completamente affermata.”

Eintracht, striscione choc contro Napoli e il Ministro Piantedosi: “Partenope è una pu…na”

Francoforte – Nuova provocazione dai tifosi dell’Eintracht Francoforte, che riaccende le tensioni in vista della trasferta di Champions League a Napoli.

Durante la partita contro il Liverpool, un settore della curva di casa ha esposto uno striscione choc di insulti volgari, con un attacco diretto alla città di Napoli e al Ministro dell’Interno italiano, Matteo Piantedosi.

L’offesa alla città e al ministro

La scritta, in italiano, non lascia spazio a interpretazioni: «Partenope è una p…na e Piantedosi suo figlio». Una pesante offesa che mira a colpire sia l’orgoglio partenopeo sia l’autorità del Ministro che ha firmato il provvedimento che impedirà ai tifosi tedeschi di seguire la propria squadra in Italia.

La radice della protesta affonda in ciò che accadde nel 2023, quando in occasione di una precedente trasferta europea, gruppi di tifosi dell’Eintracht furono protagonisti di violenti scontri e atti di vandalismo che misero a ferro e fuoco il centro di Napoli. Quei gravi episodi di teppismo hanno determinato la decisione delle autorità italiane di vietare la trasferta per la gara di ritorno del girone, in programma martedì 4 novembre alle 18:45 allo Stadio Diego Armando Maradona.

La sospensione di Schengen

Per garantire l’ordine pubblico, il Viminale ha predisposto la sospensione temporanea dell’area Schengen ai valichi di frontiera. Il provvedimento, firmato da Piantedosi, conferma la linea dura del governo e permette di respingere alle frontiere i tifosi tedeschi privi di biglietto per la partita, impedendo loro l’ingresso in Italia.

Lo striscione di Francoforte, dunque, è la risposta velenosa a una misura di sicurezza nata dalla necessità di prevenire il ripetersi di quelle stesse violenze che, due anni fa, segnarono profondamente la città. Una provocazione che, invece di smorzare gli animi, rischia solo di dare ragione alla cautela delle istituzioni.

Benevento, chiuso per 5 giorni un locale del centro storico.

Benevento – La Polizia di Stato dice “basta” alla vendita di alcolici ai minorenni e fa scattare la serratura amministrativa su un esercizio commerciale del centro storico di Benevento. Il provvedimento, emesso dal Questore della provincia sannita, è la conseguenza diretta di accertamenti che avrebbero dimostrato la reiterata somministrazione di bevande alcoliche a clienti sotto i 18 anni di età.

L’attività, il cui nome non è stato reso noto, resterà chiusa per cinque giorni. La sospensione dell’attività rappresenta un provvedimento di prevenzione immediato, previsto dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS), finalizzato a interrompere comportamenti illeciti che minacciano l’ordine e l’incolumità pubblica, in particolare quando a essere coinvolti sono i più giovani.

Un reato dalla doppia responsabilità

L’episodio riaccende i riflettori su un reato spesso sottovalutato ma dalle gravi conseguenze. La somministrazione di alcol a minori di 18 anni costituisce infatti una violazione amministrativa e penale. Secondo la legge, a risponderne non è solo il gestore del locale, ma anche il singolo bartender o il dipendente che materialmente consegna la bevanda.

Le sanzioni possono includere multe salate, la sospensione o la revoca della licenza per l’esercizio, e, in casi gravi, conseguenze di natura penale per il reato di “somministrazione di bevande alcoliche a minori degli anni sedici” (art. 689 c.p.), con l’aggravante se il minore ha meno di 14 anni.

L’intervento delle forze dell’ordine sottolinea come, al di là delle sanzioni, vi sia una priorità educativa e di protezione: l’alcol, infatti, può avere effetti dannosi sull’organismo in via di sviluppo degli adolescenti e favorire comportamenti a rischio, rendendo essenziale il ruolo di vigilanza di esercenti e istituzioni.

Smantellato gruppo di spacciatori a santa maria a Vico: tre misure cautelari

Caserta – All’alba di oggi, i Carabinieri della Compagnia di Maddaloni hanno eseguito tre misure cautelari per spaccio continuato e in concorso di sostanze stupefacenti.

L’operazione, disposta dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha portato all’arresto di una persona condotta in carcere e al collocamento agli arresti domiciliari di altre due.

I provvedimenti sono stati eseguiti in provincia di Caserta e presso la casa circondariale di Isili, in provincia di Cagliari.

Il gruppo criminale con base a Santa Maria a Vico

Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dal Nucleo Operativo dei Carabinieri di Maddaloni, tra giugno e novembre 2023 sarebbe stata individuata un’organizzazione criminale attiva nel traffico e nella vendita al dettaglio di cocaina e hashish.

Il gruppo, con base operativa nel comune di Santa Maria a Vico, gestiva una fitta rete di spaccio che riforniva consumatori in diversi centri della provincia casertana.
Grazie a un articolato lavoro investigativo, che ha compreso intercettazioni telefoniche e ambientali, osservazioni sul territorio e pedinamenti, gli inquirenti hanno potuto documentare ben 327 episodi di cessione di droga.

Un’attività capillare e costante che, secondo le stime degli investigatori, garantiva al gruppo profitti per diverse decine di migliaia di euro al mese.

Arresti, denunce e segnalazioni

Nel corso dell’inchiesta – fa sapere la Procura – tre persone erano già state arrestate in flagranza di reato, mentre altre tre sono state denunciate a piede libero per favoreggiamento personale.

Le indagini hanno inoltre portato alla segnalazione alla Prefettura di dieci soggetti ritenuti assuntori abituali di stupefacenti, evidenziando l’ampiezza del bacino di consumo alimentato dal gruppo.

L’ordinanza di custodia cautelare rappresenta l’ultimo atto di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che prosegue ora per accertare ulteriori responsabilità e possibili collegamenti con altre piazze di spaccio nel territorio casertano.

L’operazione conferma l’impegno dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto alla diffusione di sostanze stupefacenti, in un’area storicamente sensibile al radicamento di piccole organizzazioni criminali dedite al narcotraffico.

Battipaglia, prima la richiesta di pizzo e poi l’incendio: arrestato estorsore

a poliziBattipaglia – Prima le minacce, poi le fiamme. Una pizzeria di Battipaglia è stata incendiata dopo che il titolare aveva ricevuto richieste estorsive. A far luce sull’episodio è stata un’indagine coordinata dalla Procura di Salerno, che ha portato all’esecuzione di una misura cautelare nei confronti di un uomo accusato di tentata estorsione e incendio doloso.

Questa mattina gli agenti della Polizia di Stato hanno dato esecuzione all’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Salerno, che ha disposto per l’indagato la misura degli arresti domiciliari. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo avrebbe avvicinato il commerciante chiedendo denaro a titolo di “protezione”. Di fronte al rifiuto della vittima, avrebbe deciso di passare alle vie di fatto, appiccando il fuoco al locale per punirlo e lanciare un segnale intimidatorio.

Le indagini, avviate subito dopo l’incendio che aveva gravemente danneggiato il locale, hanno permesso agli investigatori di raccogliere elementi ritenuti gravi e concordanti a carico dell’indagato. Determinanti, secondo quanto emerso, sarebbero stati i filmati delle telecamere di sorveglianza e le testimonianze raccolte tra commercianti e residenti della zona.

Il gip ha condiviso l’impianto accusatorio formulato dalla Procura, riconoscendo la gravità indiziaria dei fatti e la natura estorsiva dell’azione, che si inserisce nel contesto delle pressioni criminali che continuano a colpire le attività economiche della Piana del Sele.

Barra, spaccio a cielo aperto a Corso Sirena, pusher arrestato vicino al campo di calcetto

Un 54enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine, è stato colto in flagrante mentre cedeva una dose. In casa nascondeva altri 54 grammi di hashish, un bilancino e il materiale per confezionare le dosi.

Napoli – Non si ferma l’attività di contrasto allo spaccio di droga nella periferia orientale di Napoli. Nel pomeriggio di ieri, un altro colpo è stato messo a segno dalla Polizia di Stato nel quartiere di Barra, nell’ambito dei servizi straordinari predisposti dalla Questura per presidiare il territorio. In manette è finito un 54enne napoletano, già gravato da precedenti specifici.

L’operazione è scattata in pieno giorno, lungo il centralissimo Corso Sirena.

La scena non è sfuggita agli occhi attenti degli agenti del Commissariato San Giovanni-Barra, impegnati in un pattugliamento di routine. La loro attenzione è stata catturata da un movimento sospetto nei pressi di un campo di calcetto, un luogo di aggregazione spesso frequentato anche da giovani.

Il 54enne è stato visto avvicinarsi a un altro individuo. Pochi istanti, un veloce scambio: denaro in cambio di “qualcosa”. I poliziotti, compresa la natura illecita della transazione, sono intervenuti senza esitazione, interrompendo lo spaccio sul nascere.

I due uomini sono stati immediatamente bloccati. Il pusher, messo alle strette, è stato trovato in possesso di 140 euro in banconote di vario taglio, somma ritenuta il provento dell’attività illecita. L’acquirente, invece, aveva ancora in tasca la dose di sostanza stupefacente appena acquistata; per lui è scattata la segnalazione alla Prefettura e la sanzione amministrativa per detenzione ad uso personale.

Ma l’operazione non era conclusa. Dati i precedenti dell’uomo e la flagranza del reato, gli agenti hanno deciso di estendere il controllo all’abitazione del 54enne, sospettando che potesse nascondere altro.

I sospetti si sono rivelati fondati. La perquisizione domiciliare ha permesso di smantellare una piccola centrale di confezionamento. All’interno dell’appartamento sono state rinvenute 18 bustine di hashish, già pronte per la vendita, per un peso complessivo di circa 54 grammi.

Oltre alla droga, è stato sequestrato l’intero “kit dello spacciatore”: un bilancino di precisione per pesare le dosi, diverso materiale per il confezionamento e un taglierino con la lama ancora intrisa e sporca di hashish, segno evidente di un’attività di preparazione in pieno svolgimento.

Di fronte alle prove schiaccianti, per il 54enne si sono aperte le porte del carcere. L’uomo è stato tratto in arresto con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

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