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Smantellato gruppo di spacciatori a santa maria a Vico: tre misure cautelari

Caserta – All’alba di oggi, i Carabinieri della Compagnia di Maddaloni hanno eseguito tre misure cautelari per spaccio continuato e in concorso di sostanze stupefacenti.

L’operazione, disposta dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha portato all’arresto di una persona condotta in carcere e al collocamento agli arresti domiciliari di altre due.

I provvedimenti sono stati eseguiti in provincia di Caserta e presso la casa circondariale di Isili, in provincia di Cagliari.

Il gruppo criminale con base a Santa Maria a Vico

Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dal Nucleo Operativo dei Carabinieri di Maddaloni, tra giugno e novembre 2023 sarebbe stata individuata un’organizzazione criminale attiva nel traffico e nella vendita al dettaglio di cocaina e hashish.

Il gruppo, con base operativa nel comune di Santa Maria a Vico, gestiva una fitta rete di spaccio che riforniva consumatori in diversi centri della provincia casertana.
Grazie a un articolato lavoro investigativo, che ha compreso intercettazioni telefoniche e ambientali, osservazioni sul territorio e pedinamenti, gli inquirenti hanno potuto documentare ben 327 episodi di cessione di droga.

Un’attività capillare e costante che, secondo le stime degli investigatori, garantiva al gruppo profitti per diverse decine di migliaia di euro al mese.

Arresti, denunce e segnalazioni

Nel corso dell’inchiesta – fa sapere la Procura – tre persone erano già state arrestate in flagranza di reato, mentre altre tre sono state denunciate a piede libero per favoreggiamento personale.

Le indagini hanno inoltre portato alla segnalazione alla Prefettura di dieci soggetti ritenuti assuntori abituali di stupefacenti, evidenziando l’ampiezza del bacino di consumo alimentato dal gruppo.

L’ordinanza di custodia cautelare rappresenta l’ultimo atto di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che prosegue ora per accertare ulteriori responsabilità e possibili collegamenti con altre piazze di spaccio nel territorio casertano.

L’operazione conferma l’impegno dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto alla diffusione di sostanze stupefacenti, in un’area storicamente sensibile al radicamento di piccole organizzazioni criminali dedite al narcotraffico.

Battipaglia, prima la richiesta di pizzo e poi l’incendio: arrestato estorsore

a poliziBattipaglia – Prima le minacce, poi le fiamme. Una pizzeria di Battipaglia è stata incendiata dopo che il titolare aveva ricevuto richieste estorsive. A far luce sull’episodio è stata un’indagine coordinata dalla Procura di Salerno, che ha portato all’esecuzione di una misura cautelare nei confronti di un uomo accusato di tentata estorsione e incendio doloso.

Questa mattina gli agenti della Polizia di Stato hanno dato esecuzione all’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Salerno, che ha disposto per l’indagato la misura degli arresti domiciliari. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo avrebbe avvicinato il commerciante chiedendo denaro a titolo di “protezione”. Di fronte al rifiuto della vittima, avrebbe deciso di passare alle vie di fatto, appiccando il fuoco al locale per punirlo e lanciare un segnale intimidatorio.

Le indagini, avviate subito dopo l’incendio che aveva gravemente danneggiato il locale, hanno permesso agli investigatori di raccogliere elementi ritenuti gravi e concordanti a carico dell’indagato. Determinanti, secondo quanto emerso, sarebbero stati i filmati delle telecamere di sorveglianza e le testimonianze raccolte tra commercianti e residenti della zona.

Il gip ha condiviso l’impianto accusatorio formulato dalla Procura, riconoscendo la gravità indiziaria dei fatti e la natura estorsiva dell’azione, che si inserisce nel contesto delle pressioni criminali che continuano a colpire le attività economiche della Piana del Sele.

Barra, spaccio a cielo aperto a Corso Sirena, pusher arrestato vicino al campo di calcetto

Un 54enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine, è stato colto in flagrante mentre cedeva una dose. In casa nascondeva altri 54 grammi di hashish, un bilancino e il materiale per confezionare le dosi.

Napoli – Non si ferma l’attività di contrasto allo spaccio di droga nella periferia orientale di Napoli. Nel pomeriggio di ieri, un altro colpo è stato messo a segno dalla Polizia di Stato nel quartiere di Barra, nell’ambito dei servizi straordinari predisposti dalla Questura per presidiare il territorio. In manette è finito un 54enne napoletano, già gravato da precedenti specifici.

L’operazione è scattata in pieno giorno, lungo il centralissimo Corso Sirena.

La scena non è sfuggita agli occhi attenti degli agenti del Commissariato San Giovanni-Barra, impegnati in un pattugliamento di routine. La loro attenzione è stata catturata da un movimento sospetto nei pressi di un campo di calcetto, un luogo di aggregazione spesso frequentato anche da giovani.

Il 54enne è stato visto avvicinarsi a un altro individuo. Pochi istanti, un veloce scambio: denaro in cambio di “qualcosa”. I poliziotti, compresa la natura illecita della transazione, sono intervenuti senza esitazione, interrompendo lo spaccio sul nascere.

I due uomini sono stati immediatamente bloccati. Il pusher, messo alle strette, è stato trovato in possesso di 140 euro in banconote di vario taglio, somma ritenuta il provento dell’attività illecita. L’acquirente, invece, aveva ancora in tasca la dose di sostanza stupefacente appena acquistata; per lui è scattata la segnalazione alla Prefettura e la sanzione amministrativa per detenzione ad uso personale.

Ma l’operazione non era conclusa. Dati i precedenti dell’uomo e la flagranza del reato, gli agenti hanno deciso di estendere il controllo all’abitazione del 54enne, sospettando che potesse nascondere altro.

I sospetti si sono rivelati fondati. La perquisizione domiciliare ha permesso di smantellare una piccola centrale di confezionamento. All’interno dell’appartamento sono state rinvenute 18 bustine di hashish, già pronte per la vendita, per un peso complessivo di circa 54 grammi.

Oltre alla droga, è stato sequestrato l’intero “kit dello spacciatore”: un bilancino di precisione per pesare le dosi, diverso materiale per il confezionamento e un taglierino con la lama ancora intrisa e sporca di hashish, segno evidente di un’attività di preparazione in pieno svolgimento.

Di fronte alle prove schiaccianti, per il 54enne si sono aperte le porte del carcere. L’uomo è stato tratto in arresto con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Camorra, il triangolo criminale tra i clan D’Alessandro, Genovese e Nuovo clan Partenio: i 16 arrestati

Due imprenditori del settore conciario di Montoro  erano a un passo dal baratro, non solo economico. La loro richiesta di aiuto per prestiti, pari a circa 100mila euro, a criminali della Valle dell’Irno, contigui al clan Genovese, si è trasformata in una vera e propria morsa estorsiva.

Le minacce, sempre più incalzanti e volte a garantire il pagamento di tassi usurai, hanno spinto le vittime, temendo per la loro incolumità, a cercare una disperata “protezione” da un secondo gruppo: il clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia. Non a caso tra gli arrestati ci sono i congiunti del defunto boss Antonio De Luca detto “Vaccarella” morto nel 2020 in ospedale ad Ariano Irpino dopo aver scontato ben 27 anni di carcere.

“Vaccarelli”, come lo chiamò un agente dell’Fbi durante una deposizione nel maxi processo al clan D’Alessandro nel 1994, era considerato il braccio destro del padrino Michele D’Alessandro e controllava tutti gli affari illeciti del Centro Antico di Castellammare.

 Fermati anche i congiunti del defunto boss di Castellammare, Antonio De Luca detto “vaccarella”

In un gioco di equilibri criminali e lauti profitti, la tavola è sembrata così ben imbandita da attirare anche l’attenzione di un terzo sodalizio. Gli esponenti del Nuovo Clan Partenio di Avellino hanno infatti preteso di sedersi al banchetto, reclamando la loro parte sul debito. Incatenati in questo triangolo criminale, con la vita in pericolo e le risorse esaurite, i due imprenditori hanno trovato l’unica via di fuga: la denuncia alle forze dell’ordine.

L’inchiesta, avviata a luglio 2025, ha visto un’accelerazione imposta sia dal pericolo di fuga degli indagati sia dalla necessità di tutelare la sicurezza fisica delle vittime. Il risultato è stato un’operazione lampo culminata all’alba di ieri. La Sezione Operativa della Direzione Investigativa Antimafia (Dia) di Salerno ha dato esecuzione a un decreto di fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) della Procura di Salerno, a carico di sedici persone.

Gli indagati, a vario titolo, sono ritenuti responsabili dei delitti di usura ed estorsione, entrambi aggravati dal metodo mafioso. L’indagine ha svelato una «articolata rete criminale» composta da soggetti contigui a tre distinte consorterie camorristiche, attive nelle province di Salerno, Castellammare e Avellino.

La ricostruzione: dal “Broker” alla cessione del credito

La spirale è iniziata nel 2024, come ricostruito dai magistrati Carlo Rinaldi, Elena Guarino e Francesco Soviero della DDA. Il primo “broker” delle estorsioni, identificato in Gaetano Schettini di Fisciano (vicino al clan Genovese), erogò due prestiti per un totale di 95mila euro, applicando tassi di interesse che salivano dal 10% al 12%. Le prime minacce, inclusa un’aggressione fisica in pubblico, hanno spinto i debitori a cercare il secondo referente.

Il “garante” del fronte stabiese (clan D’Alessandro) è diventato Antonio Donniacuo, il quale non solo organizzò una spedizione punitiva contro i taglieggiatori salernitani, ma si fece carico della riscossione, rendendo il prestito ancora più esoso. Le vittime hanno pagato, in tranche mensili, circa 60mila euro ai loro nuovi “protettori”.

A questo punto, è entrato in gioco il Nuovo Clan Partenio. L’affare sul territorio irpino, condotto da clan esterni, fece storcere il naso ai criminali locali. La “terza cessione del credito” fu orchestrata da Diego Bocciero, che comunicò a uno degli imprenditori che tutti i pagamenti futuri dovevano essere indirizzati agli «avellinesi».

Questo messaggio fu poi ribadito da Massimo Evangelista e Rocco Ravallese, che si alternarono nella riscossione. Le rate imposte in questa fase hanno raggiunto circa 22mila euro fino ad agosto. Messo alle strette e impossibilitato a pagare oltre, il duo imprenditoriale ha trovato il coraggio di denunciare, spezzando la morsa.

Ecco l’elenco dei sedici coinvolti nell’inchiesta
  1. BOCCIERO Diego, nato ad Avellino il 18.7.1988, residente a Mercogliano (AV);

  2. DE CESARE Domenico, nato a Salerno il 10.05.1976, residente a Baronissi (SA) – attualmente sottoposto, per altra causa, alla misura cautelare degli arresti domiciliari a Pignola (PZ);

  3. DE CESARE Vincenzo, nato a Salerno il 25.9.2003, residente a Baronissi (SA) – attualmente sottoposto, per altra causa, alla misura cautelare dell’obbligo di dimora;

  4. DE CESARE Francesca, nata a Salerno il 3.10.2001, residente ad Agropoli (SA);

  5. DE LUCA Alessandro, nato a Castellammare di Stabia (NA) il 28.5.1979, ivi residente;

  6. DE LUCA Francesco, nato a Castellammare di Stabia (NA) il 15.06.1975, ivi residente;

  7. DONNIACUO Antonio, detto “o’ zepp”, nato ad Avellino il 25.4.1978, residente a Montoro (AV);

  8. EVANGELISTA Massimo, nato ad Avellino il 28.06.1976, ivi residente;

  9. GENOVESE Francesco, detto “zio Franco”, nato a Salerno il 27.6.1965, residente a Baronissi (SA);

  10. GUARNACCIA Roberto, detto “Robertone”, nato a Nocera Inferiore (SA) l’1.11.1987, residente a Mercato San Severino (SA);

  11. PESCATORE Luigi, nato ad Avellino il 02.07.1994, residente a Ospedaletto D’Alpinolo (AV);

  12. RAVALLESE Rocco, nato a Solofra (AV) il 13.8.1966, ivi residente;

  13. SCHETTINI Gaetano, nato a Salerno il 18.5.1981, residente a Fisciano (SA);

  14. SIANO Thomas, nato ad Avellino il 04.07.1981, residente a Solofra (AV);

  15. VIETRI Roberto, nato a Salerno il 21.07.1979, residente a Montoro (AV);

  16. VITAGLIONE Giuseppe, detto “Peppe e Castellammare” o “Peppone”, nato a Castellammare di Stabia (NA) il 24.2.1985, residente a Santa Maria La Carità (NA).

Castel Volturno, imprenditore sorpreso a gettare rifiuti dal camion: scatta il sequestro

Un gesto sconsiderato, un vecchio vizio che continua a inquinare le strade e l’ambiente. A Castel Volturno i Carabinieri Forestali hanno colto in flagranza un imprenditore del Napoletano mentre gettava sacchi di rifiuti dal cassone del suo autocarro, oltre il guard rail lungo la Strada Statale 7 Quater, all’altezza di via Occidentale. Dentro i sacconi, tapparelle in legno dismesse e scarti di potatura: rifiuti speciali non pericolosi, ma che stavano per trasformare un’area pubblica in una discarica a cielo aperto.

I militari del Nucleo Forestale di Castel Volturno, impegnati in un servizio di controllo del territorio contro l’abbandono illecito di rifiuti, sono intervenuti immediatamente bloccando l’uomo e disponendo il recupero del materiale. Dalle verifiche è emerso che il mezzo, appartenente alla ditta dello stesso imprenditore, non risultava iscritto all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, requisito fondamentale per chi trasporta scarti di lavorazione o materiali destinati allo smaltimento.

A quel punto è scattato il sequestro d’iniziativa sia del veicolo che dei rifiuti. L’uomo, titolare dell’impresa, è stato denunciato per gestione e abbandono illecito di rifiuti speciali non pericolosi. Nonostante la flagranza, non è stato disposto l’arresto poiché l’individuo è risultato incensurato. Tuttavia, i militari gli hanno ritirato la patente, avviando la procedura per la sospensione da tre a nove mesi da parte della Prefettura di Caserta.

Allerta Meteo in Campania: temporali intensi e venti forti dalle 13

Allerta Meteo in Campania: una perturbazione autunnale si abbatte sulla Campania con forza, portando temporali improvvisi e raffiche di vento che potrebbero trasformare il pomeriggio in un fronte di emergenza.

La Protezione Civile regionale ha emesso un’allerta meteo di livello giallo a partire dalle 13 di oggi, coinvolgendo l’intero territorio – ad eccezione delle zone interne come l’Alta Irpinia, il Sannio e il Tanagro – fino alle 7 di domani mattina.

L’ondata di maltempo, prevista in graduale attenuazione durante la notte, minaccia precipitazioni intense e localizzate, con possibili grandinate e fulmini che potrebbero esacerbare i rischi già alti per i suoli indeboliti dagli incendi estivi e dalle piogge recenti.Il bollettino del Centro Funzionale regionale dipinge un quadro allarmante: rovesci brevi ma violenti, con raffiche dai quadranti occidentali che soffieranno con intensità su tutta la regione, inclusi i settori esenti da criticità idrogeologiche.

“Le precipitazioni si manifesteranno a carattere temporalesco, con rapida evoluzione e particolare intensità a scala locale”, avverte la nota ufficiale, sottolineando il pericolo di allagamenti improvvisi, innalzamenti dei livelli fluviali e scorrimenti d’acqua sulle strade.

Non solo: la fragilità del terreno campano, saturo dopo settimane di instabilità climatica, potrebbe innescare frane e cadute di massi, mentre i venti forti – fino a raffiche significative – rischiano di danneggiare coperture, strutture esposte e il verde pubblico. Il mare, agitato da onde potenti, non esclude mareggiate lungo le coste, un campanello d’allarme per i litorali già provati da un’estate torrida.

In un contesto di cambiamenti climatici che rendono questi eventi sempre più imprevedibili, la Protezione Civile non lascia nulla al caso. “Si raccomanda ai Comuni di attivare immediatamente i Centri Operativi Comunali (COC) e di implementare tutte le misure strutturali e non strutturali previste dai piani di protezione civile”, si legge nella nota stampa diffusa stamane. L’invito è chiaro: monitorare la tenuta delle infrastrutture, prestare attenzione alle strutture costiere e seguire le comunicazioni della Sala Operativa Regionale per aggiornamenti in tempo reale.

Per i cittadini, il messaggio è semplice ma urgente: evitare spostamenti non necessari nelle ore critiche, soprattutto in aree a rischio idrogeologico come le pendici vesuviane o le zone appenniniche, e prepararsi a possibili interruzioni di servizi.Mentre il termometro oscilla tra i 15 e i 20 gradi, con umidità in aumento che amplifica il disagio, questa allerta gialla – la seconda in meno di un mese per la regione – rammenta la vulnerabilità della Campania a un autunno “mediterraneo” sempre più estremo.

I dati storici del Centro Funzionale indicano che eventi simili hanno già causato disagi significativi nel 2024, con oltre 200 interventi dei Vigili del Fuoco solo per allagamenti. Domani, con il ritorno di schiarite attese entro mattina, la speranza è che il picco non superi le aspettative. Nel frattempo, la macchina della prevenzione è in moto: la Protezione Civile regionale resta in allerta, pronta a scalare al livello arancione se i temporali dovessero intensificarsi oltre le previsioni. Per aggiornamenti, consultate il sito ufficiale della Regione Campania.

Al Teatro Totò debutta “Nati 80”: amori, sogni e disillusioni di una generazione fragile

Parte con un debutto di grande impatto la nuova stagione del Teatro Totò di Napoli. Dal 24 ottobre al 2 novembre, il palcoscenico di via Frediano Cavara ospita “Nati 80”, la commedia scritta da Claudio Tortora e diretta da Antonello Ronga, con protagonisti Gianni Ferreri e Daniela Morozzi. Uno spettacolo che mescola ironia, malinconia e musica per raccontare una generazione cresciuta tra il disincanto e la ricerca di sé.

“Nati 80” è un viaggio sentimentale e lucido nelle vite di quarantenni alle prese con amori instabili, passioni mai spente e un senso di smarrimento che accompagna chi è nato in un’epoca di illusioni. Sul palco si alternano le storie di cinque coppie, tra crisi, tradimenti, sogni infranti e tentativi di rinascita, in un intreccio di emozioni scandito dalle canzoni di Mina eseguite dal vivo.

«Noi degli anni Sessanta – spiega l’autore Claudio Tortora – siamo cresciuti nel benessere e nelle speranze del dopoguerra. Ma i nati negli anni Ottanta hanno ereditato un mondo pieno di promesse mancate, un grande falso storico. E oggi hanno il diritto di chiedersi: ma che colpa abbiamo noi?». Diretto da Antonello Ronga, lo spettacolo si presenta come un affresco sincero e ironico di un tempo in bilico, dove romanticismo e crisi di valori convivono. Un racconto che parla di tutti noi, con la forza della musica e la leggerezza del teatro.

Cimitile, rubano 30 tavolette di cioccolato da supermercato: denunciate due donne

Trenta confezioni di cioccolato stipate nello zaino e una fuga durata il tempo di superare le barriere antitaccheggio. È finita così l’avventura “dolce” di due giovani donne di origine rom, entrambe venticinquenni, denunciate dai Carabinieri a Cimitile per furto. Le due sono state bloccate dai titolari di un supermercato del centro, che avevano notato i movimenti sospetti tra gli scaffali e, senza esitazione, hanno composto il numero d’emergenza 112.

Quando i militari sono arrivati, le ladre avevano già oltrepassato le casse, ma il bottino era ancora con loro: nello zainetto, accuratamente nascosti, 30 pezzi di cioccolato per un valore complessivo di 112 euro, cifra che per ironia della sorte coincide con quella del numero chiamato per segnalarle.

Identificate e denunciate, le due donne dovranno ora rispondere del reato di furto. Tutta la merce è stata recuperata e restituita al supermercato. L’episodio, apparentemente minore, riaccende però l’attenzione sul fenomeno dei piccoli furti nei negozi della provincia, spesso legati a microcriminalità itinerante.

Discarica abusiva sotto il Vesuvio: sequestrata un’area con 400 tonnellate di rifiuti pericolosi

San Gennaro Vesuviano  – Una distesa di rifiuti nascosta tra la vegetazione, in un’area di circa mille metri quadrati, trasformata in una discarica illegale di materiali industriali e scarti urbani.

È quanto hanno scoperto, nelle prime ore del mattino, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Napoli insieme ai militari della Compagnia di Nola, nel corso di una vasta operazione di controllo ambientale.

L’intervento, eseguito con il supporto del Nucleo Elicotteri di Pontecagnano (Salerno), ha portato al sequestro d’iniziativa dell’intera area, utilizzata per lo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi e non. Le indagini, coordinate sul territorio dall’Arma, hanno permesso di individuare il sito tra i campi di San Gennaro Vesuviano, in una zona difficilmente accessibile e ben celata dal verde.

Un deposito di scarti industriali e urbani

All’interno dell’area, i militari hanno rinvenuto circa 400 tonnellate di rifiuti accumulati sul terreno, senza alcuna protezione e completamente esposti agli agenti atmosferici. Tra i materiali sequestrati figurano rifiuti urbani indifferenziati, plastiche, gomme, parti di autovetture demolite, filtri intrisi d’olio, batterie esauste e guaine bituminose provenienti da lavori stradali.

Secondo quanto accertato dai Carabinieri, gli scarti sarebbero stati sottratti alla regolare filiera di smaltimento per essere abbandonati illegalmente, in violazione delle norme ambientali che regolano la gestione dei rifiuti speciali.

Sequestrati anche mezzi d’opera e camion

Durante le operazioni, i militari hanno inoltre posto sotto sequestro diversi automezzi e mezzi d’opera trovati sul posto, presumibilmente utilizzati per il trasporto e lo scarico dei materiali. La quantità e la varietà dei rifiuti rinvenuti fanno ritenere che l’attività illecita proseguisse da tempo: la posizione isolata dell’area e la vegetazione fitta avrebbero favorito l’occultamento delle operazioni.

Indagini in corso per identificare i responsabili

Il sequestro è stato eseguito d’iniziativa dalla Polizia Giudiziaria e sarà sottoposto al vaglio della Procura della Repubblica di Nola per la convalida. Le indagini, attualmente in corso, mirano a risalire ai responsabili dell’abbandono dei rifiuti e della gestione della discarica abusiva.

L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di contrasto ai reati ambientali portate avanti dal NOE dei Carabinieri, impegnato da anni sul fronte della tutela del territorio e della salute pubblica, in un’area storicamente esposta al fenomeno delle discariche illegali e dell’inquinamento del suolo.

Città della Scienza, siglata intesa con la Beijing Academy of Science and Technology

Un ponte tra Napoli e Pechino per un futuro di innovazione condivisa. Città della Scienza ha ospitato mercoledì 22 ottobre 2025 una delegazione della Beijing Academy of Science and Technology (BJAST) con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione scientifica e tecnologica tra le due istituzioni. L’incontro, che rientra nella cornice della Settimana Italia-Cina della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione, ha rappresentato un passo decisivo verso la firma di un Memorandum of Understanding previsto per novembre.

La delegazione cinese, guidata dal presidente Wu Jianmin, è stata accolta dal presidente di Città della Scienza, Riccardo Villari, e dal suo team. La BJAST, tra le più importanti istituzioni di ricerca della Cina, si distingue per le sue competenze in ambiti strategici come smart city e salute. Dopo un confronto sulle linee comuni di sviluppo, gli ospiti hanno visitato le principali strutture del polo napoletano, tra cui il Centro Congressi, l’incubatore Campania Newsteel e il museo interattivo Corporea.

Nel corso della visita sono state presentate alcune startup simbolo del dinamismo dell’ecosistema campano, come Oxhy, specializzata in tecnologie ossidroelettriche, e Space Frontier, impegnata nella rivoluzione della propulsione spaziale attraverso bioplastiche innovative.

L’incontro ha posto le basi per una cooperazione concreta su temi cruciali: trasferimento tecnologico, dialogo tra ricerca e industria, formazione dei giovani e mobilità dei talenti. In questo contesto si inserisce anche Manifattur@ Campania: Industria 4.0, il programma regionale che mira a sostenere la transizione digitale delle imprese e creare un ambiente favorevole all’innovazione.

Centrale, in questa visione, è il progetto Coworking 4.0, pensato come piattaforma internazionale per startup e giovani ricercatori, dove Italia, Cina e Paesi del Mediterraneo potranno condividere esperienze, conoscenze e opportunità di mercato. “Con questa iniziativa – ha dichiarato Riccardo Villari – Città della Scienza consolida il ruolo di Napoli come hub strategico del Mediterraneo per la cooperazione scientifica e culturale. Costruire un ponte stabile con la Cina significa investire sul futuro, sull’innovazione e sui giovani talenti.”

Carne venduta abusivamente e ristoranti irregolari: maxi controlli dei Nas a Salerno

Carne venduta abusivamente, ristoranti sporchi e controlli a tappeto. È questo il bilancio dell’ultima operazione condotta dai Carabinieri del Nas di Salerno, che insieme ai colleghi della Compagnia locale e ai tecnici dell’Asl hanno scoperto un commercio illegale di prodotti alimentari e numerose irregolarità nel settore della ristorazione.

Nel capoluogo, i militari hanno fermato un venditore ambulante di carne che operava senza alcuna autorizzazione. Sul motocarro, risultato privo di assicurazione e già sottoposto a vincolo per la stessa violazione, sono stati sequestrati cinque chili di muso e piedi di vitello privi di qualunque tracciabilità. Per l’uomo è scattata la denuncia, oltre a una sanzione amministrativa per le infrazioni al Codice della strada.

Nell’Agro nocerino sarnese la situazione non è apparsa migliore. Un ristorante è stato chiuso per gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali: cucine sporche, attrezzature usurate e condizioni generali ben al di sotto degli standard minimi. Contestualmente, i Carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro hanno avviato accertamenti per verificare la possibile presenza di lavoratori in nero.

A Salerno, altri locali sono stati diffidati per irregolarità minori: dai sistemi anti-infestanti carenti alla mancata esecuzione di pulizie straordinarie. In totale, tra sequestri, chiusure e multe, le sanzioni elevate ammontano a circa 30mila euro. Un’operazione che conferma, ancora una volta, l’impegno dei Nas nel garantire sicurezza alimentare e rispetto delle regole in un settore che tocca da vicino la salute dei cittadini.

Come l’IA Plasma i Giochi e l’Industria della Bellezza

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L’intelligenza artificiale è passata silenziosamente dall’essere un concetto complesso di ricerca a diventare una compagna quotidiana della vita digitale.
Nel panorama delle applicazioni basate sull’intelligenza artificiale stanno emergendo numerosi strumenti sperimentali e piattaforme digitali che mostrano come queste tecnologie siano già integrate nella vita di tutti i giorni.

Dai giochi semplici che mettono alla prova la mente umana agli strumenti avanzati che analizzano le caratteristiche fisiche, l’IA oggi influenza il modo in cui le persone imparano, giocano e prendono decisioni.
Tra gli esempi più noti nel panorama delle applicazioni digitali si possono citare giochi linguistici come Wordle Italiano  o strumenti sperimentali di analisi visiva, utilizzati per studiare la struttura del volto, come strumenti di rilevamento della forma del viso.
Queste tecnologie possono sembrare molto diverse in superficie, ma sono collegate dagli stessi principi fondamentali di analisi dei dati, riconoscimento dei modelli e automazione intelligente.

L’ascesa dell’intelligenza artificiale nelle applicazioni quotidiane

L’IA ha ottenuto grande attenzione man mano che la potenza di calcolo aumentava e l’accesso a grandi quantità di dati diventava più semplice.
I primi sistemi di intelligenza artificiale erano limitati a laboratori e ambiti accademici, ma oggi gli strumenti di IA sono integrati direttamente nei prodotti per i consumatori.
Smartphone, siti web e applicazioni mobili si basano su algoritmi intelligenti per personalizzare i contenuti, migliorare l’accuratezza e aumentare il coinvolgimento degli utenti.

Uno dei motivi principali della popolarità dell’IA è la sua capacità di semplificare compiti complessi.
Invece di richiedere conoscenze tecniche, gli strumenti di IA offrono interfacce intuitive che permettono agli utenti di interagire in modo naturale.
Che si tratti di indovinare una parola in un gioco o di analizzare i tratti del viso per suggerimenti di stile, l’IA lavora in background per fornire risultati rapidi e significativi.

IA nei giochi e nell’intrattenimento

I giochi hanno avuto un ruolo fondamentale nel rendere l’intelligenza artificiale familiare e accessibile al grande pubblico.
Giochi di logica, sfide strategiche e applicazioni basate sulle parole mostrano come l’IA possa creare esperienze coinvolgenti senza sopraffare gli utenti.
Questi giochi si basano su una logica intelligente per regolare la difficoltà, analizzare l’input dell’utente e offrire un gameplay equo ma stimolante.

Unendo intrattenimento e stimolazione cognitiva, i giochi basati su logiche algoritmiche hanno aiutato le persone a comprendere che l’intelligenza artificiale non riguarda solo l’automazione,
ma anche la creatività e l’apprendimento. Questo legame tra divertimento e intelligenza ha contribuito in modo significativo all’accettazione dell’IA su larga scala.

Comprendere l’IA attraverso il fenomeno Wordle

Wordle è diventato un fenomeno globale grazie alla sua semplicità e alla sfida mentale che propone.
Alla base del gioco ci sono regole logiche che valutano i tentativi, identificano le lettere corrette e forniscono un feedback strutturato.
Varianti come Wordle Italiano hanno ampliato questo concetto ad altre lingue, dimostrando come la logica algoritmica possa adattarsi facilmente alla diversità linguistica.

Sebbene Wordle non utilizzi l’apprendimento automatico avanzato nel senso tradizionale, rappresenta comunque un esempio di come l’intelligenza algoritmica possa creare esperienze coinvolgenti e gratificanti.
Il gioco dimostra concetti chiave come il riconoscimento dei modelli, la valutazione delle probabilità e i cicli di feedback, tutti elementi importanti nell’informatica moderna e nelle applicazioni di IA.
Coinvolgendo milioni di utenti ogni giorno, Wordle ha contribuito a normalizzare la logica guidata dagli algoritmi nell’intrattenimento informale.

Come gli strumenti di IA costruiscono popolarità attraverso la semplicità

Uno dei motivi principali del successo degli strumenti di IA è la loro facilità d’uso.
Gli utenti non hanno bisogno di comprendere il funzionamento degli algoritmi per trarne beneficio.
In giochi come Wordle, i giocatori interagiscono semplicemente con l’interfaccia e ricevono un feedback immediato.
Questa semplicità crea fiducia e incoraggia l’uso ripetuto.

Man mano che le persone si abituano a usare l’IA nei giochi, diventano più aperte ad adottarla anche in altri ambiti della vita.
L’intrattenimento spesso rappresenta la porta d’ingresso attraverso cui gli utenti sperimentano per la prima volta sistemi intelligenti, rendendolo un potente motore di accettazione dell’IA.

L’IA oltre i giochi: analisi visiva e riconoscimento

Se i giochi introducono l’IA in modo giocoso, gli strumenti di analisi visiva ne dimostrano la forza pratica.
Il riconoscimento delle immagini e l’analisi facciale sono tra gli ambiti più avanzati dell’intelligenza artificiale.
Queste tecnologie consentono ai sistemi di interpretare dati visivi, identificare schemi e effettuare classificazioni accurate basate su informazioni apprese.

Gli strumenti di analisi del volto sono particolarmente popolari perché offrono un valore personale immediato.
Analizzando le caratteristiche del viso, l’IA può supportare la personalizzazione nella moda, nella bellezza e nelle esperienze digitali.
Questo passaggio dall’intrattenimento all’utilità dimostra quanto siano flessibili i sistemi di intelligenza artificiale.

Rilevamento della forma del viso e innovazione dell’IA

Il rilevamento della forma del viso è un chiaro esempio di applicazione dell’IA a esigenze reali.
Questi strumenti analizzano punti di riferimento facciali come mascella, zigomi e proporzioni della fronte per determinare la struttura complessiva del viso.
Utilizzando la computer vision e modelli addestrati, il sistema elabora le immagini e fornisce risultati rapidi e affidabili.

La capacità di individuare con precisione la forma del volto (face shape detection) consente alle aziende di offrire raccomandazioni personalizzate.
Questa tecnologia è alimentata da modelli addestrati su dataset diversificati, che permettono di riconoscere variazioni tra gruppi di età, generi e background etnici.
Con il continuo miglioramento di questi sistemi, anche la loro accuratezza e affidabilità aumentano costantemente.

IA nell’industria della bellezza e della moda

L’industria della bellezza ha adottato l’intelligenza artificiale per migliorare l’esperienza del cliente.
Gli strumenti di rilevamento della forma del viso aiutano gli utenti a scegliere acconciature, stili di trucco e accessori adatti alle loro caratteristiche naturali.
Invece di affidarsi al tentativo ed errore, i consumatori ricevono suggerimenti basati sui dati e personalizzati.

Le funzionalità di prova virtuale combinano il rilevamento della forma del viso con la realtà aumentata, consentendo agli utenti di visualizzare i prodotti prima dell’acquisto.
Questo non solo aumenta la soddisfazione, ma riduce anche l’incertezza nello shopping online.
L’IA è quindi diventata un ponte prezioso tra la comodità digitale e la fiducia personale.

Fondamenti condivisi degli strumenti di IA

Sebbene giochi come Wordle e gli strumenti di rilevamento della forma del viso abbiano scopi diversi, si basano su fondamenta comuni.
Entrambi i sistemi analizzano l’input, applicano regole logiche o modelli appresi e generano un feedback significativo.
Il riconoscimento dei modelli, l’elaborazione dei dati e gli algoritmi decisionali costituiscono la spina dorsale di queste tecnologie.

Un altro fattore condiviso è la scalabilità: gli strumenti digitali possono servire milioni di utenti contemporaneamente senza perdere prestazioni.
Questa capacità ha permesso sia alle piattaforme di intrattenimento sia alle applicazioni di bellezza di crescere rapidamente e raggiungere un pubblico globale.

Perché gli strumenti di IA sono diventati così popolari

La popolarità degli strumenti di IA è strettamente legata alla loro capacità di offrire valore in tempi rapidi.
Gli utenti ottengono risultati immediati, che si tratti di un feedback su un tentativo di parola o di un’analisi della struttura del viso.
Questa immediatezza genera soddisfazione e rafforza la fiducia nei sistemi intelligenti.

Inoltre, gli strumenti di IA risultano spesso personali.
I giochi rispondono alle decisioni individuali, mentre i sistemi di analisi visiva possono fornire raccomandazioni su misura.
Questo senso di personalizzazione aumenta il coinvolgimento degli utenti e favorisce l’adozione a lungo termine.

Considerazioni etiche e uso responsabile

Con la diffusione sempre maggiore degli strumenti di IA, le considerazioni etiche diventano sempre più importanti.
Gli strumenti di analisi facciale, in particolare, coinvolgono dati visivi sensibili.
Le piattaforme responsabili danno priorità alla trasparenza, alla protezione dei dati e al consenso degli utenti per garantire fiducia e sicurezza.

Anche nei giochi, l’equità e la privacy dei dati sono aspetti fondamentali.
Gli sviluppatori devono assicurarsi che i sistemi migliorino l’esperienza senza sfruttare il comportamento degli utenti.
Una progettazione responsabile è essenziale per mantenere un rapporto positivo tra le persone e le tecnologie intelligenti.

Il futuro degli strumenti di IA generalisti

Il futuro dell’intelligenza artificiale risiede in un’integrazione sempre più profonda tra i vari settori.
I giochi continueranno a evolversi grazie a sistemi adattivi più intelligenti, mentre gli strumenti di analisi visiva diventeranno più precisi e attenti alla privacy.
Con l’aumento della potenza di calcolo, queste tecnologie funzioneranno in modo sempre più rapido ed efficiente anche sui dispositivi personali.

Dai giochi linguistici alle tecnologie per la bellezza, l’intelligenza artificiale continuerà a unire creatività e funzionalità.
La versatilità dell’IA garantisce che rimarrà una forza centrale nell’innovazione digitale.

Conclusione

L’intelligenza artificiale ha trasformato il modo in cui le persone interagiscono con la tecnologia, fondendo logica, creatività e personalizzazione in strumenti di uso quotidiano.
Dai coinvolgenti giochi di parole ai sistemi avanzati di rilevamento della forma del viso nell’industria della bellezza, l’IA dimostra il suo valore sia nell’intrattenimento sia nelle applicazioni pratiche.
Il successo di questi strumenti dimostra che l’IA non deve essere complessa o intimidatoria per essere utile.
Con la continua crescita dell’adozione, gli strumenti digitali basati su algoritmi avranno un ruolo sempre più importante nel plasmare le esperienze e migliorare la vita quotidiana.

Questo contenuto ha finalità esclusivamente divulgative e informative sulle applicazioni dell’intelligenza artificiale nei settori digitali.

Scarichi abusivi nel fiume Sarno: denunciato imprenditore di Solofra

Ancora inquinamento nel bacino del Sarno, uno dei corsi d’acqua più compromessi d’Italia. I Carabinieri del Nucleo Forestale di Serino, insieme ai colleghi dell’Arma territoriale, hanno denunciato un imprenditore di 58 anni con l’accusa di scarico illecito di acque reflue. L’indagine è scattata durante una serie di controlli mirati al contrasto dei reati ambientali nel polo conciario di Solofra, in provincia di Avellino, un’area spesso al centro di attenzioni per le criticità ambientali legate al settore.

Secondo quanto accertato, l’azienda coinvolta, attiva nel magazzinaggio e trasporto di prodotti chimici destinati all’industria conciaria, riversava le acque di dilavamento del piazzale direttamente sulla strada pubblica. Nessun trattamento preventivo, nessuna autorizzazione: i reflui contaminati finivano così nel reticolo idrico che alimenta il torrente Solofrana, affluente del fiume Sarno.

L’imprenditore è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino. L’operazione rientra in un piano di monitoraggio più ampio che i Carabinieri stanno conducendo per individuare e fermare le fonti di inquinamento che continuano a compromettere il già fragile ecosistema del Sarno. I controlli, assicurano gli investigatori, proseguiranno nei prossimi giorni a tutela della collettività e dell’ambiente.

Scoperto il “concessionario” delle moto rubate: 28 bolidi nascosti in container tra Giugliano e Casoria

Un’indagine partita da una notte di violenza a Giugliano in Campania ha portato i Carabinieri a smantellare quello che sembra essere un vero e proprio “concessionario” di motociclette rubate.

A scoprirlo sono stati i militari della stazione di Varcaturo, che hanno rinvenuto in un deposito di Casoria ben 28 moto di grossa cilindrata, tutte rubate tra Roma e Napoli e pronte per essere spedite all’estero.

Tutto era cominciato il 27 settembre scorso, quando due uomini di origine ghanese, di 47 e 45 anni, furono fermati dopo una movimentata nottata a Giugliano. Alla vista dei militari, i due avevano opposto resistenza, arrivando persino a mordere uno dei carabinieri.

Nel furgone su cui viaggiavano furono trovate due moto di grossa cilindrata rubate, circostanza che fece scattare il fermo per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e ricettazione.

L’episodio avrebbe potuto chiudersi lì, ma i Carabinieri non si sono accontentati. Hanno deciso di seguire la pista fino in fondo, approfondendo i legami dei due arrestati con un gruppo più ampio di connazionali, sospettati di essere coinvolti in un traffico sistematico di veicoli rubati.

Le indagini si sono concentrate su un 37enne ghanese, ritenuto vicino ai due fermati di settembre. Dopo giorni di appostamenti, i militari hanno individuato l’uomo a bordo di un furgone insieme ad altre due persone sospette. Il veicolo è stato seguito fino a Casoria, in una zona industriale di via Lufrano, isolata e costellata di container.

Lì i tre hanno scaricato dal furgone una Honda Africa Twin, che stavano per introdurre in uno dei container. A quel punto i carabinieri sono intervenuti: due sospetti sono riusciti a fuggire, mentre il 37enne è stato bloccato dopo un tentativo di fuga oltre un muro.

Durante la perquisizione dell’area, i militari hanno scoperto 28 motociclette nascoste in due container distinti. I mezzi, di marche come Honda, Yamaha, BMW e Kawasaki, erano smontati, imballati nel cellophane e pronti per essere esportati. Il valore complessivo del bottino supera i 600 mila euro.

Dagli accertamenti è emerso che le moto erano state rubate nelle aree metropolitane di Roma e Napoli, probabilmente su commissione. Il 37enne è stato sottoposto a fermo per ricettazione in concorso, mentre le indagini proseguono per identificare i complici e ricostruire la rete di esportazione dei mezzi.

PariPesa Italia: il bookmaker che sta conquistando gli scommettitori nel 2025

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Nasce la Commissione Sportiva della FNOB. D’Anna: “Il biologo è un pilastro della nutrizione sportiva”

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ROMA 22 ottobre 2025 – Portare competenza nutrizionale certificata nel mondo dello sport italiano: è questo l’obiettivo della nuova Commissione Sportiva istituita dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB), fortemente voluta dal presidente Sen. Vincenzo D’Anna.

“La figura del biologo non deve essere un consulente aggiunto, ma un pilastro nel team sportivo, al pari del preparatore atletico e del medico dello sport”, dichiara D’Anna. “Un professionista che traduce la scienza in pratica quotidiana, tutela la salute e ottimizza la performance degli atleti”.

La Commissione, coordinata dal biologo Matteo Pincella, sarà composta da esperti di comprovata esperienza professionale. Non un organo burocratico, ma un ponte tra biologi e federazioni sportive, tra scienza e pratica, tra formazione e campo. “Questa Commissione sarà un acceleratore di cambiamento – prosegue D’Anna – per portare la scienza nello sport, valorizzare la figura del biologo e costruire un modello di collaborazione istituzionale proiettato verso il futuro”.

L’iniziativa segue di pochi giorni la firma del protocollo d’intesa tra FNOB e FIGC, finalizzato all’inserimento dei biologi nutrizionisti nel sistema calcistico professionistico. È inoltre in fase di definizione un accordo analogo con la Federazione Italiana Pallacanestro (FIP). A breve, annuncia D’Anna, sarà aperta a Milano una Scuola di Nutrizione: “Uno spazio per formare, rafforzare e dare voce a chi, con competenza e responsabilità, può davvero incidere sulla salute e sulle prestazioni degli atleti”.

Assomusica per la prima volta al fianco del Premio Tenco

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Per la prima volta Assomusica, l’associazione che riunisce gli organizzatori e produttori di spettacoli di musica dal vivo in Italia, sarà sostenitore ufficiale del Premio Tenco, la rassegna più prestigiosa dedicata alla canzone d’autore italiana. Dal 23 al 25 ottobre, il Teatro Ariston di Sanremo ospiterà tre serate straordinarie tra musica, memoria e grandi protagonisti, con premi e riconoscimenti alle voci che hanno segnato la storia della canzone italiana.

Il tema di questa edizione, “Con la memoria”, guiderà un ricco programma di concerti, incontri ed eventi diffusi in tutta Sanremo a partire dal 22 ottobre, con l’obiettivo di esplorare il potere della musica come strumento di identità, eredità culturale e memoria collettiva.

“Sostenere il Premio Tenco significa investire nella qualità e nel futuro della musica dal vivo italiana”, dichiara Carlo Parodi, Presidente di Assomusica. “Il Tenco rappresenta la più autorevole iniziativa dedicata alla canzone d’autore in Italia e collaborare con esso è per noi motivo di grande orgoglio. Assomusica e i suoi associati condividono da sempre i valori che il Club Tenco promuove sin dal 1974 e si impegnano a garantire ai Premi dedicati alla canzone d’autore la visibilità, il riconoscimento e il prestigio che meritano”.

Con questo sostegno, Assomusica e Premio Tenco inaugurano una collaborazione che unisce il mondo della produzione musicale a quello della cultura e dell’autorialità, nel segno di una visione comune: la musica dal vivo come bene culturale e collettivo.

Pedopornografia on line: due arresti a Salerno e Torino

Torino – Un nuovo, inquietante squarcio sull’abisso della pedopornografia online. Un orrore che non conosce età né confini geografici, come dimostra l’ultima operazione della Polizia di Stato che ha scosso il Paese.

Due uomini, apparentemente insospettabili di 46 e 77 anni, sono stati arrestati in flagranza di reato a Torino e a Salerno. L’accusa, tra le più odiose: detenzione di materiale pedopornografico.

L’operazione, che ha visto perquisizioni estese tra Piemonte e Campania e in altre cinque regioni, è il risultato di una complessa attività investigativa condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica (COSC) di Milano.

L’origine dell’indagine

Questa maxi-operazione non nasce dal nulla, ma affonda le sue radici in un precedente caso che aveva già destato allarme. Come reso noto dalla Questura di Milano, l’attività odierna è lo sviluppo di un’indagine partita da Sondrio, che già a gennaio aveva portato all’arresto di un ex docente di scuola superiore. L’uomo era stato fermato per detenzione e, ancor più grave, per la divulgazione di quelle stesse immagini aberranti.

Proprio analizzando i dispositivi e le tracce digitali lasciate dall’ex insegnante, gli specialisti della Polizia Postale milanese hanno iniziato a mappare una rete di contatti, un filo nero che collegava diversi utenti apparentemente slegati tra loro.

Il blitz in sette città

Grazie agli elementi raccolti e pazientemente messi insieme dagli investigatori, la Procura della Repubblica di Milano ha disposto sette decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti soggetti.

Si è trattato di un’azione coordinata su vasta scala, che ha richiesto la collaborazione degli uffici della Polizia Postale di Lombardia, Campania, Piemonte, Toscana e Umbria. Gli agenti hanno bussato alle porte di abitazioni a Firenze, Genova, Napoli, Torino, Prato, Salerno e Terni.

L’orrore nei dispositivi sequestrati

Durante le perquisizioni, eseguite simultaneamente, sono stati ispezionati computer, hard disk esterni, smartphone e memorie digitali. E da quei dispositivi è emerso l’orrore che si nasconde dietro un clic.

Gli investigatori hanno rinvenuto e sequestrato numerosi video e fotografie illecite, contenuti pornografici che ritraevano abusi su minori. La Polizia sottolinea un dettaglio agghiacciante: le vittime erano “anche in tenera età”.

Un archivio di violenza che, purtroppo, non era frutto del caso. Le analisi delle “tracce di navigazioni web” sui dispositivi degli indagati hanno infatti rivelato una “reiterata ricerca” di materiale pedopornografico.

Non un inciampo nella rete, ma una caccia metodica e consapevole all’immagine rubata dell’infanzia, alimentando così un mercato criminale che prospera nell’ombra del dark web e delle chat criptate. I due arresti in flagranza a Torino e Salerno confermano la gravità del quadro indiziario, mentre proseguono le analisi sul materiale sequestrato nelle altre città per definire il ruolo di ciascun indagato nella rete.

Napoli, capannone incendiato a Gianturco: ferito gravemente vigile del fuoco

Napoli – Una notte di fuoco e tensione ha avvolto la zona Orientale di Napoli: intorno all’1:00, un violento incendio è scoppiato in un magazzino al piano terra di una palazzina in via Santa Maria di Costantinopoli alle Mosche, non distante da Gianturco.

Le fiamme, alimentate da materiali presumibilmente tossici, hanno generato una densa colonna di fumo nero visibile da ogni angolo del capoluogo campano, costringendo all’evacuazione immediata dell’intero edificio e seminando il panico tra i residenti.Le operazioni di spegnimento, ancora in corso hanno richiesto l’intervento massiccio dei caschi rossi: sul posto, oltre alle squadre locali, sono arrivati in rinforzo tre autobotti dai comandi provinciali di Avellino, Caserta e Salerno.

Un bilancio provvisorio porta con sé un’amara contropartita: un vigile del fuoco è rimasto gravemente ferito a causa dell’esplosione di una bombola durante le fasi iniziali del soccorso. L’uomo, le cui condizioni sono al momento stabili ma serie, è stato trasportato d’urgenza in ospedale.

Come documentato dal cronista Pino Grazioli, presente sul luogo, il ferito ha continuato a coordinare i compagni nonostante il dolore, incarnando l’eroismo quotidiano di chi combatte il fuoco in prima linea.

Questo episodio non è isolato, ma l’ennesimo anello di una catena di roghi che da mesi flagella Napoli e la Campania, trasformando la periferia orientale in un fronte di battaglia contro l’inquinamento e l’incuria.

Gianturco, con i suoi capannoni industriali e depositi spesso privi di adeguate norme antincendio, sembra il teatro prediletto di questi disastri: solo nelle ultime settimane, analoghi incendi hanno colpito depositi di rifiuti e strutture abbandonate, lasciando dietro di sé nuvole tossiche che avvelenano l’aria e il suolo.

Esperti ambientali avvertono che la combustione di plastiche, oli e materiali ignoti rilascia diossine e particolati fini, con rischi a lungo termine per la salute pubblica – da problemi respiratori a tumori – e un impatto devastante sull’ecosistema urbano.A

rompere il silenzio istituzionale è il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, che da anni denuncia il “sistema dei roghi tossici” come un’emergenza cronica. “Siamo di fronte all’ennesimo, inaccettabile rogo che distrugge e inquina”, ha dichiarato Borrelli in un’intervista esclusiva a margine dell’intervento.

“Quella colonna di fumo nero vista questa notte non è solo uno spettacolo tragico, ma un simbolo potente di un problema endemico che Napoli e la Campania continuano a subire. Ogni incendio è un danno incalcolabile: per l’ambiente, per la qualità dell’aria che respiriamo, per la salute dei cittadini e per l’economia, con i costi esorbitanti di soccorso e bonifica scaricati sulla collettività”.

Borrelli non si limita alle parole: la sua voce si fa pressing politico, con una serie di richieste concrete alle autorità. “Chiediamo un intervento immediato dell’ARPAC per il monitoraggio e la valutazione dell’aria e del suolo nell’area circostante, al fine di quantificare l’impatto ambientale e sulla salute derivante dalla combustione di materiali tossici.

Vogliamo chiarimenti sulle dinamiche di questo rogo: è stato doloso? Colposo? E, soprattutto, esigiamo l’intensificazione dei controlli e della prevenzione su depositi, capannoni e strutture industriali, dove le misure di sicurezza antincendio sembrano un miraggio. È inammissibile che la mancanza di standard minimi metta a rischio intere comunità”.

Il deputato non dimentica i protagonisti sul campo, riservando parole di plauso ai Vigili del Fuoco. “Rendiamo omaggio al coraggio e alla dedizione dei nostri ‘eroi in divisa’, che hanno evacuato una famiglia intera e proseguito nel loro lavoro nonostante l’esplosione che ha ferito un collega.

A lui va il nostro augurio di pronta guarigione. Il loro sacrificio è la prova che non possiamo più tollerare questa catena di incidenti, che non solo distrugge il nostro territorio, ma mette a repentaglio la vita di chi ci protegge”.

Mentre le fiamme vengono domate e i periti iniziano a indagare sulle cause gli abitanti della zona orientale sono ancora sotto choc.

Marano, aggredisce il medico che non prescrive i farmaci richiesti: condanna esemplare

Marano – Minacce, insulti e percosse. Il motivo? Un disaccordo sulla terapia. È finito a processo, con una condanna in rito abbreviato, un paziente che ha aggredito il proprio medico di famiglia nello studio di Marano, in provincia di Napoli, dopo che il dottore si era rifiutato di prescrivere i farmaci da lui richiesti.

L’episodio, risalente alla scorsa primavera, ha avuto origine da una banale visita per una tracheite. Al termine del consulto, il medico – operando “in scienza e coscienza”, come sottolineato in seguito dai colleghi – ha ritenuto più appropriato prescrivere una specialità farmaceutica in “fascia C”, a pagamento per l’assistito, invece del medicinale richiesto dal paziente. L

a reazione dell’uomo è stata violenta, con insulti, minacce e un’aggressione fisica ai danni del professionista, il quale ha poi sporto denuncia.

Nei giorni scorsi, il Tribunale di Napoli Nord ha emesso la sentenza di primo grado. Il giudice, riconosciute le attenuanti generiche e valutato il rito abbreviato, ha condannato l’imputato a un anno e due mesi di reclusione.

L’uomo ha l’obbligo di svolgere 30 ore di lavori socialmente utili non retribuiti a favore della collettività.

La pena è stata sospesa condizionalmente, ma il provvedimento include anche il pagamento delle spese processuali e l’obbligo di svolgere 30 ore di lavori socialmente utili non retribuiti a favore della collettività.

La sentenza si inserisce nel solco del giro di vite voluto dal governo con un decreto dello scorso anno, che ha inasprito le pene per i reati di violenza e minaccia contro gli operatori sanitari. La norma, che prevede anche l’arresto in flagranza differita in caso di reati documentati da telecamere, ha modificato il codice penale elevando la reclusione da uno a cinque anni e le multe fino a 10.000 euro per questi crimini.

La reazione dei medici: “Soddisfazione ma amarezza”

La Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg) di Napoli ha accolto con soddisfazione il provvedimento, pur esprimendo l’amarezza di fronte a un episodio che lede il rapporto di fiducia medico-paziente.

«Accogliamo con soddisfazione una giustizia che, in questo caso, si è mossa con tempestività ed efficacia», ha commentato Luigi Sparano, segretario provinciale Fimmg Napoli. «Tuttavia, non possiamo dimenticare che ogni episodio di violenza ai danni di un medico rappresenta una sconfitta per l’intero sistema sanitario e per la società. Dietro ogni camice bianco c’è una persona che lavora per il bene dei cittadini».

Le criticità organizzative del Servizio Sanitario Nazionale, come liste d’attesa e disagi, non possono, secondo i medici, ricadere sulla relazione individuale con il paziente.
«La relazione di fiducia tra medico e paziente è il fondamento stesso della medicina di famiglia», ha concluso Sparano. «Senza rispetto reciproco, ascolto e responsabilità condivisa, nessun percorso di cura può davvero funzionare. È su questo patto, che va preservato e difeso, che si costruisce la salute di una comunità».

La condanna di Marano diventa così un monito legale e un simbolo della necessità di ricostruire un’alleanza terapeutica, dove la competenza del medico e la dignità della persona siano sempre e comunque al di sopra di ogni pretesa violenta.

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