Inquinamento Sarno

Sequestrata a Striano ditta ortofrutticola: scarichi abusivi e rifiuti nel fiume

I Carabinieri Forestale di Roccarainola hanno posto sotto sequestro preventivo la C.D.O. S.r.l. di Striano per scarico illecito di reflui industriali e deposito incontrollato di rifiuti. L’azienda finiva direttamente nel Sarno attraverso la rete delle acq
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Striano – I militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Roccarainola, su disposizione della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno sequestrato ieri mattina l’intera area produttiva della ditta C.D.O. S.r.l., attiva nella lavorazione e nel lavaggio di ortofrutta in via San Valentino a Striano.

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Durante un controllo finalizzato alla tutela del bacino idrografico del Sarno, i forestali hanno trovato fanghi di lavaggio e scarti vegetali accumulati senza alcuna autorizzazione e senza rispettare le norme sul deposito temporaneo di rifiuti (art. 185-bis del Testo Unico Ambientale). Nessuna documentazione attestava lo smaltimento regolare del materiale prodotto.

Ancora più grave la scoperta di un tubo di scarico abusivo: i reflui industriali dell’azienda venivano convogliati in una caditoia sul piazzale e finivano direttamente nella rete delle acque bianche, che a sua volta scarica nell’alveo del fiume Sarno. Alla richiesta dei militari di esibire le autorizzazioni allo scarico, i titolari non hanno fornito alcun documento.

Al termine del sopralluogo è scattato il sequestro preventivo d’urgenza dell’intero piazzale industriale, di tutti i macchinari, delle attrezzature e del deposito incontrollato di rifiuti. Obiettivo: impedire la prosecuzione dei reati e l’aggravamento del danno ambientale.Si tratta dell’ennesimo colpo inferto alle attività irregolari che inquinano il Sarno. L’operazione rientra nella capillare campagna di controlli avviata dalle forze dell’ordine sotto il coordinamento della Procura di Torre Annunziata, con il supporto tecnico dell’Arpac, per individuare e rimuovere tutte le fonti di inquinamento del fiume e dei suoi affluenti.

L’attività è condotta in attuazione del Protocollo d’intesa siglato il 17 dicembre 2025 dalle Procure di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, dalle Procure Generali di Napoli e Salerno, dall’Arpac e dagli organi di polizia giudiziaria competenti in materia ambientale.Un’azione che, oltre a reprimere le violazioni, punta a restituire al territorio una delle risorse naturali più martoriate della Campania.

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