Torre Annunziata – Un nuovo sequestro preventivo d’urgenza ha interessato un cantiere navale sulla fascia costiera vesuviana. I militari della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia hanno eseguito un controllo presso la “Nautica Store Srl”, con sede in via Terragneta a Torre Annunziata, disponendo il sequestro di un’area di circa 1.550 metri quadrati.
L’operazione si inserisce nelle indagini sull’inquinamento del fiume Sarno, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata.
Le violazioni accertate
Al momento dell’accesso, gli ispettori hanno rilevato attività lavorative in pieno svolgimento sia in spazi aperti che all’interno di una struttura coperta risultata esterna al perimetro autorizzato del cantiere. Nello specifico, erano in corso operazioni di levigatura e verniciatura prive di qualsiasi autorizzazione. Tra le irregolarità contestate:
Scarico di acque reflue industriali in assenza di titolo autorizzativo
Emissioni in atmosfera non autorizzate
Deposito incontrollato di rifiuti in due aree per un totale di circa 300 mq
Utilizzo abusivo di una tendostruttura per attività cantieristica
Acque di dilavamento recapitate direttamente al suolo, senza alcun sistema di raccolta delle acque di prima pioggia
Materiali stoccati in aree prive di copertura e protezione contro sversamenti accidentali
Perché si è reso necessario il sequestro
La Capitaneria ha proceduto al sequestro d’urgenza per interrompere immediatamente la prosecuzione dei reati e scongiurare un ulteriore aggravamento delle conseguenze ambientali. L’area, utilizzata in modo sistematicamente abusivo e in assenza di qualsiasi titolo autorizzativo, rappresentava un rischio concreto per l’ecosistema costiero e per la qualità delle acque marine del litorale oplontino.
Un’indagine che va avanti da mesi
La Procura di Torre Annunziata sottolinea come questo sia l’ennesimo cantiere nautico posto sotto sequestro nell’ambito di una campagna di controlli capillare e incessante lungo il tratto costiero della penisola sorrentina. L’attività investigativa, condotta in sinergia dalla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia e da altre forze di polizia giudiziaria — tra cui il Gruppo Carabinieri per la Tutela Ambientale di Napoli — è tuttora in corso.
L’operazione trova il suo fondamento giuridico nel Protocollo d’intesa sottoscritto il 17 dicembre 2025 dalle Procure di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, dalle Procure Generali delle Corti d’Appello di Napoli e Salerno, dall’ARPAC e dagli organi di polizia ambientale competenti. L’obiettivo dichiarato è individuare e rimuovere le cause di inquinamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti, con particolare attenzione alle aziende insediate nell’intero bacino idrografico.






Notato l’articolo, l’indagine va avanti da mesi ma non si capisce se realmente verranno rimossi le cause dell’inquinament o, la gente del posto e preoccupata ma nessuno parlano chiaro, servono misure concrete e non prommessi o parole vuote
Concordo con il sequestro, la colavorazione tra Procure e Arpac e importante, però spesso i protocolli non vengono applicato uguale in tutti i cantieri, e ci sono zone dove tutto resta impunito, bisogna controlli piu severi e sanzioni che funzionna e risolvono il problema
Mi pare un’operazione necessaria pero non si spiegga benne come sono state fatte le verifiche; c’era lavorazioni dentro e fora della struttura senzaautoriza, materiali a terra senza coperttura e le acque van direto al suolo, sperò che la magistratura faccia presto e riparia i danni
Mi pare un intervento necessario,ma anche incomprensibilecome succede ancora: i operai lavoraavano sia fuori che dentro una struttura non autorizzata e le acque andavano subit0al mare. Le indagine sonn’ancora in corso e spero che trovan i responsabbili e che si riparri il danno; servono controllipiù costanti, trasparenzia e sanzion1.