Morte del piccolo Domenico, l’avvocato: «Cardiologo si dimise perché escluso dalle informazioni»

Aggiornamenti sul caso di Domenico, il bambino di due anni deceduto dopo un trapianto di cuore compromesso durante l'espianto.
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Nuovi chiarimenti sul caso del piccolo Domenico, il bambino di due anni e quattro mesi morto a seguito delle conseguenze di un trapianto di cuore risultato danneggiato nella fase di espianto. A intervenire è l’avvocato Gennaro Razzino, legale di Giuseppe Limongelli, primario dell’Unità di malattie cardiovascolari rare dell’Ospedale Monaldi, che respinge con decisione qualsiasi coinvolgimento del medico nelle fasi cruciali dell’intervento finito al centro dell’inchiesta.

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Secondo quanto precisato nella nota, Limongelli «non ha avuto alcun ruolo né tantomeno ricevuto informativa dai responsabili del team chirurgico e del follow up trapianto pediatrico» in relazione alla fase immediatamente precedente al trapianto, all’intervento chirurgico e alla gestione post operatoria. Un’esclusione totale dalle decisioni e dalle informazioni che, sottolinea il legale, ha reso inevitabile una scelta drastica.

Proprio questa condizione avrebbe «imposto» al primario di rassegnare le dimissioni dall’incarico di responsabile della gestione cardiologica pre chirurgica, lasciato il 29 dicembre, sei giorni dopo l’operazione del 23 dicembre che ha segnato l’inizio del drammatico peggioramento delle condizioni del bambino. Una decisione maturata, spiega l’avvocato, per coerenza professionale e per l’impossibilità di continuare a ricoprire un ruolo senza essere messo a conoscenza di passaggi fondamentali del percorso clinico.

La precisazione arriva anche per fare chiarezza sul clamore mediatico che la vicenda ha assunto a livello nazionale e locale. Il legale parla apertamente di notizie inesatte e ribadisce che Limongelli resta pienamente in servizio come primario dell’Unità di malattie cardiovascolari rare del Monaldi, ruolo che continua a svolgere. Il cardiologo, viene inoltre ricordato, aveva seguito la gestione cardiologica del piccolo Domenico fino a circa un mese prima del trapianto.

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Commenti (1)

Mi pare una situazionoche meriterebbe chiarimentipiù netti, però non mi sembra giusto crucificare il medico senza prove,c’è confusione su passaggi e responsablità che non son chiari; il diritto a informazionee trasparenza rimane, ma anche il rispetto per ruoli e veritàclinica.

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