Ercolano, abusi su una persona con disabilità: prete condannato a 8 anni e 7 mesi di carcere
La sentenza riguarda Roberto Gerolamo Filippini, sacerdote della Congregazione di don Orione ed ex vicedirettore dell’Istituto Don Orione di Ercolano. La vicenda si è consumata tra il 2014 e il 2019.
Nella foto l'istituto don Orione di Ercolano e nel riquadro padre Roberto Gerolamo Filippini
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Napoli – Una condanna che scuote la comunità religiosa e getta un’ombra cupa su una delle istituzioni più note di Ercolano. Otto anni e sette mesi di carcere: è la pena inflitta a Roberto Gerolamo Filippini, sacerdote della Congregazione di don Orione ed ex vicedirettore dell’Istituto Don Orione, riconosciuto colpevole di abusi sessuali ai danni di una persona con disabilità affidata alle cure del centro.
I fatti, secondo quanto ricostruito dalla procura di Napoli, si sarebbero consumati tra il 2014 e il 2019, in un arco temporale lungo e silenzioso, durante il quale la vittima sarebbe stata costretta a subire ripetuti soprusi. Gli inquirenti, con il pm Giuseppe Tittaferrante della IV sezione – fasce deboli, hanno ricostruito un quadro inquietante: il sacerdote avrebbe ottenuto prestazioni sessuali offrendo piccoli regali in cambio, approfittando della vulnerabilità della persona che gli era stata affidata.
La vittima, assistita dall’avvocato Paola Santantonio, ha trovato la forza di denunciare e costituirsi parte civile, dando così voce a una vicenda che rischiava di restare nascosta dietro le mura dell’istituto religioso.
La difesa del parroco: “E’ estraneo ai fatti” e annuncia appello alla sentenza
Di segno opposto la posizione della difesa: gli avvocati Licia Gianfaldone e Mario Acquaruolo hanno ribadito in aula l’estraneità del loro assistito alle accuse, annunciando già la volontà di impugnare la sentenza.
La decisione del tribunale arriva come un colpo durissimo per la Congregazione di don Orione, da sempre impegnata in attività di assistenza ai più fragili. Il caso Filippini ha generato sgomento non solo nella comunità ecclesiastica, ma anche tra i fedeli e le famiglie legate all’istituto, ora chiamato a fare i conti con una ferita che mette in discussione fiducia e credibilità.
Con la condanna di primo grado, resta ora da capire quale sarà l’esito del percorso giudiziario nelle fasi successive. Ma intanto, a Ercolanoe a Napoli, l’eco della sentenza continua a risuonare come un monito doloroso: persino i luoghi pensati per proteggere i più deboli possono trasformarsi, se traditi, in scenari di abusi e sopraffazione.
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E’ veramente triste che un sacerdoce possa fare cose cosi orribili. Non si capisce come sia possibile che una persona in una posizione di fiducia possa abusare di chi e piu vulnerabile. Speriamo che la giustizia faccia il suo corso.
E’ veramente triste che un sacerdoce possa fare cose cosi orribili. Non si capisce come sia possibile che una persona in una posizione di fiducia possa abusare di chi e piu vulnerabile. Speriamo che la giustizia faccia il suo corso.