

Scoppiettante pari tra Lazio e Juve Stabia
Gol e spettacolo a Formello, dove Lazio e Juve Stabia chiudono sul 3-3 l’amichevole disputata durante la sosta per le Nazionali. La Juve Stabia di mister De Giorgio ha tenuto testa alla capolista della Serie A con una gara attenta, intensa e organizzata, senza mai dare l’impressione di soffrire il confronto sul piano del ritmo e della personalità. A bordocampo ha seguito il test anche il presidente della Lazio, Claudio Lotito.
Due volte in vantaggio nel primo tempo i biancocelesti, con Noslin e Zaccagni, e due volte raggiunti dalle Vespe, prima con Buglio e poi con Maistro. Nella ripresa Sana Fernandes, gioiellino biancoceleste in prestito alla Juve Stabia, ha portato avanti la formazione stabiese, prima del definitivo 3-3 firmato da Pinamonti.
A rendere ancora più significativo il test per la squadra di De Giorgio è il dato relativo alla ripresa: al 52′ Boer ha neutralizzato un calcio di rigore a Pinamonti, mantenendo in equilibrio una partita che le Vespe hanno poi avuto la forza di ribaltare.
De Giorgio parte dal 4-3-2-1, con Vismara tra i pali, Maggioni, Bellich, Bettella e Douglas in difesa, Buglio, Kumi e Pierobon in mezzo e Maistro e Sibilli alle spalle di Di Nardo.
Più che il sistema in sé, è interessante l’interpretazione. La Juve Stabia prova infatti ad accorciare subito il campo, aggredendo la prima costruzione laziale e cercando di non concedere alla formazione di casa il controllo territoriale. L’episodio iniziale che porta al fallo del portiere Motta su Di Nardo fotografa bene l’atteggiamento delle Vespe: pressione alta, coraggio e volontà di giocare la partita senza arretrare.
Anche quando la Lazio trova il gol con Noslin, la reazione stabiese è immediata. Il pareggio di Buglio nasce da una situazione di pressione e presenza offensiva, mentre il successivo 2-2 di Maistro conferma un altro elemento emerso dal test: la Juve Stabia riesce a produrre pericolosità anche attraverso le conclusioni dalla distanza.
Il doppio vantaggio laziale, dunque, non si traduce mai in una vera fuga. La squadra di De Giorgio incassa, ma soprattutto reagisce. Ed è proprio la capacità di rimanere dentro la partita uno degli aspetti più interessanti dell’amichevole.
Il primo tempo offre indicazioni interessanti anche sul piano delle caratteristiche individuali.
Buglio si fa trovare pronto nell’area avversaria e riporta la gara in equilibrio, mentre Maistro diventa una delle principali fonti di pericolosità con la sua qualità nel tiro da fuori. Il 2-2 non è soltanto una prodezza balistica, ma anche la conferma della capacità delle Vespe di sfruttare gli spazi concessi dalla Lazio senza dover necessariamente arrivare alla conclusione attraverso una lunga combinazione.
La Lazio, dal canto suo, dimostra di avere maggiore qualità negli ultimi metri e trova due volte il vantaggio, ma non riesce a trasformare questa superiorità tecnica in un controllo costante della partita.
Nella seconda frazione De Giorgio modifica radicalmente l’undici, inserendo Boer, Gallea, Baldi, Ricciardi, Perin, Artioli e Battistella e affidandosi davanti a Sandrucci, Candellone e Fernandes.
Il cambio degli interpreti non modifica l’atteggiamento. Anzi, la Juve Stabia aumenta progressivamente la propria presenza offensiva. Il palo in apertura e, soprattutto, il rigore parato da Boer a Pinamonti sono due episodi che avrebbero potuto indirizzare la partita in favore della Lazio. Accade invece il contrario.
La parata del portiere stabiese assume un peso tecnico e psicologico rilevante: la Juve Stabia rimane in piedi nel momento di maggiore pressione e pochi minuti più tardi trova addirittura il sorpasso.
Il 3-2 porta la firma di Sana Fernandes ed è probabilmente l’immagine tecnica più significativa dell’intero pomeriggio.
L’attaccante portoghese riceve, punta Lazzari, lo supera nell’uno contro uno e chiude l’azione con un delicato colpo sotto. Una giocata che sintetizza velocità, tecnica individuale e capacità di leggere rapidamente la situazione.
Particolarmente significativo anche il gesto successivo: Fernandes sceglie di non esultare contro la Lazio, club proprietario del suo cartellino.
Per la Juve Stabia, però, il valore della rete va oltre l’aspetto emotivo. È la dimostrazione che la squadra può affidarsi anche all’iniziativa individuale quando la manovra non riesce a produrre automaticamente spazi.
La Lazio trova il pareggio a dieci minuti dalla fine sfruttando un errore di Boer in fase di costruzione. Pinamonti deve soltanto depositare il pallone nella porta rimasta sguarnita.
Un episodio che modifica il risultato, ma non l’inerzia complessiva del finale. La Juve Stabia continua infatti a cercare la vittoria e va vicina al quarto gol con Artioli, mentre la Lazio prova nel finale a sfruttare la maggiore qualità offensiva.
Il 3-3 è quindi un risultato che racconta una partita equilibrata, ma soprattutto un test nel quale le Vespe hanno mostrato di poter sostenere il confronto con un avversario di livello superiore senza snaturare la propria identità.
Al di là del risultato, Formello consegna a De Giorgio diverse indicazioni utili. La prima riguarda la personalità: la Juve Stabia è andata due volte sotto nel primo tempo e ha trovato la forza di rientrare entrambe le volte.
La seconda riguarda la capacità di cambiare interpreti e mantenere invariato l’atteggiamento. La formazione della ripresa, profondamente modificata, non ha abbassato il livello di intensità e ha addirittura trovato il sorpasso.
La terza è legata alla gestione dei momenti della partita. Le Vespe hanno saputo resistere alla pressione dopo il rigore fallito da Pinamonti e trasformare quell’episodio in un’occasione per prendere fiducia e alzare il baricentro.
Resta, naturalmente, il limite evidenziato dal gol del 3-3: contro squadre di maggiore qualità, gli errori nella costruzione dal basso possono diventare decisivi.
Per il resto, il 3-3 di Formello vale soprattutto come indicazione sul piano dell’atteggiamento. In una sfida nata come semplice test durante la sosta, la Juve Stabia ha mostrato organizzazione, reazione e personalità. E soprattutto ha dimostrato di poter giocare alla pari, almeno nell’arco dei novanta minuti, senza rinunciare alle proprie idee.
TABELLINO
Lazio: Motta (72’ Renzetti), Floriani Mussolini (46’ Lazzari), Doekhi, Diogo Leite, Pedraza (72′ Canali); Farcomeni (59’ Dele-Bashiru), Belahyane, Serra (27′ Montano), Noslin (82’ Gatto), Zaccagni (46’ Pellegrini), Pinamonti. A disp. Renzetti, Pannozzo, R. Bordon, F. Bordon, Dele-Bashiru, Morelli, Ciucci, Gatto, Santagostino, Canali, Montano, Sulejmani. All. Gattuso.
Juve Stabia: Vismara (46′ Boer), Maggioni (46’ Ricciardi), Bettella (46’ Gallea), Bellich (46’ Baldi), Douglas (46’ Perin), Kumi (46’ Battistella, 81’ Sorace), Buglio (46’ Artioli), Pierobon (46’ Sandrucci), Maistro (46’Fernandes), Di Nardo (46’ Candellone), Sibilli (30′ Piscopo) A disp. Signorini. All. De Giorgio.
Reti: 31′ Noslin (L), 33′ Buglio (J), 39′ Zaccagni (L), 42′ Maisto (J), 66′ Sana Fernandes (J), 78′ Pinamonti (L)
Ammoniti: Motta (L)
Arbitro: Ciro Aldi
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