

Nella foto, un elemento rappresentativo della vicenda.
Il minuto di silenzio dedicato a Sandro Mazzola, la storica bandiera dell’Inter scomparsa, è stato segnato dal gesto di un gruppo di ultrà della Juventus che ha voltato le spalle al campo durante il momento commemorativo. Un episodio che ha provocato una condanna trasversale, arrivata anche dal mondo bianconero.
La Juventus ha preso nettamente le distanze dall’accaduto con un duro comunicato. Una posizione apprezzata anche dai tifosi interisti, che hanno applaudito i dirigenti bianconeri presenti alla basilica di Sant’Ambrogio per i funerali di Mazzola.
Il presidente della Figc, Giovanni Malagò, ha invitato a evitare eventuali provvedimenti collettivi e a individuare i responsabili. «Pene collettive» no, l’obiettivo deve essere che «siano colpiti i singoli soggetti responsabili, perché la Juventus è vittima».
«Non c’è stato rispetto neanche per la morte di un grande giocatore – ha sottolineato Malagò -. Una persona che ha servito il Paese come atleta, poi c’è anche il percorso nella città di Torino della sua famiglia». Il caso ha suscitato amarezza anche tra i familiari delle vittime dell’Heysel. L’Associazione fra i familiari delle vittime ha ribadito un principio netto: «Il silenzio non ha colori».
Sulla stessa linea Mariella Cavanna, vedova di Gaetano Scirea, che ha espresso il proprio dispiacere per l’accaduto: «Tutte le persone che hanno perso la vita hanno il diritto umanamente di avere del rispetto. Credo però che oggi viviamo in una società che non ne ha più». Ancora più diretto Andrea Lorentini, presidente dell’Associazione vittime dell’Heysel: «Le rivalità appartengono al calcio, il rispetto per i morti appartiene alla civiltà».
«Mazzola è stato una bandiera dell’Inter, un grande avversario della Juve, ma quando una comunità sportiva si raccoglie per ricordare una persona, quei colori cessano di avere importanza», ha aggiunto Lorentini.
«Il minuto di silenzio non chiede di cambiare fede calcistica, ma solo di essere esseri umani per sessanta secondi. Davanti alla morte i colori devono abbassarsi tutti insieme. Non rispettare un minuto di silenzio non rende una tifoseria più forte ma semplicemente più povera».
I fatti sono stati segnalati dagli ispettori della Procura federale Figc al giudice sportivo, atteso domani per le eventuali decisioni sul caso. Una vicenda che ha trasformato un momento di omaggio a una delle figure simbolo del calcio italiano in un nuovo terreno di scontro tra rivalità sportive e rispetto per la memoria.
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