Arrestato il responsabile

Scoperta piantagione di marijuana nel centro di Benevento

Sequestrati 26 piante alte fino a 3 metri, tre fucili non denunciati, una katana, cocaina, fertilizzanti e bilancini. L’uomo è agli arresti domiciliari.
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I finanzieri del Comando Provinciale di Benevento hanno scoperto una piantagione di marijuana all’interno di un’abitazione del centro cittadino. Nel giardino sono state individuate 26 piante, alcune alte più di tre metri, in avanzato stato di vegetazione e fioritura. Per il responsabile è scattato l’arresto in flagranza di reato; ora si trova agli arresti domiciliari.

Il blitz nel cuore del capoluogo

A condurre l’operazione è stata la Sezione Mobile del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, impegnata a prevenire e reprimere anche i reati connessi allo spaccio di droga. I militari del Nucleo PEF hanno individuato la coltivazione nel giardino di un’abitazione situata nel centro del capoluogo sannita.

La piantagione nel giardino

Oltre alle 26 piante di marijuana, alcune delle quali con un’altezza superiore ai tre metri, i finanzieri hanno sequestrato fertilizzanti, bilancini elettronici di precisione e denaro contante. Nell’ambito del controllo sono state rinvenute anche alcune dosi di cocaina.

L’arsenale e la droga

Il responsabile aveva nella propria disponibilità anche tre fucili non denunciati all’Autorità di Pubblica Sicurezza e una katana. Armi, droga e materiale utile alla coltivazione sono stati posti sotto sequestro.

Arresto e domiciliari

L’uomo è stato arrestato in flagranza di reato e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. Nei suoi confronti vige il principio di presunzione di innocenza fino all’eventuale emissione di una sentenza definitiva di condanna.

L’allarme droga

L’intervento, sottolinea la Guardia di Finanza, attesta ancora una volta l’attenzione del Corpo verso il fenomeno della diffusione di droga, che continua a rappresentare una delle principali emergenze sul territorio. L’obiettivo è garantire maggiore sicurezza, soprattutto nei luoghi da tempo ostaggio dello spaccio, e tutelare i soggetti più vulnerabili.

Si rappresenta che, nei confronti dell’arrestato sottoposto agli arresti domiciliari, vale il principio di presunzione di innocenza fino all’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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