Torino -Il minuto di raccoglimento per onorare la memoria di Sandro Mazzola, scomparso all’età di 83 anni, si trasforma in un caso disciplinare per la Juventus. Prima del fischio d’inizio della sfida di campionato contro l’Atalanta all’Allianz Stadium, il clima di cordoglio non ha trovato un’adesione unanime sugli spalti: se la maggior parte del pubblico ha accompagnato il tributo con gli applausi, una parte della tifoseria organizzata ha scelto apertamente la rottura.
Nel cuore della Curva Sud, diversi sostenitori hanno voltato le spalle al terreno di gioco per l’intera durata del tributo, mentre altri gruppi hanno intonato cori dedicati a Gaetano Scirea e all’Avvocato Gianni Agnelli. Comportamenti che non sono sfuggiti agli ispettori federali presenti all’impianto torinese, i quali hanno annotato dettagliatamente l’accaduto nei referti trasmessi nelle scorse ore al Giudice Sportivo.
I fatti potrebbero configurare la fattispecie di «spregio generalizzato» a sfondo antisportivo. Il Codice di Giustizia Sportiva prevede per questi episodi sanzioni graduali: dall’ammenda economica, che può raggiungere i 50 mila euro, fino alla chiusura dell’intero settore per un turno. Qualora venisse disposta la serrata della Curva Sud, la squadra bianconera affronterebbe la gara interna del prossimo 18 ottobre contro la Lazio priva del supporto dei propri gruppi organizzati.
Tra i possibili scenari al vaglio della giustizia sportiva figura anche l’apertura del settore a fasce protette, consentendo l’accesso gratuito a famiglie e giovani delle scuole calcio locali per evitare spalti deserti. Non si esclude, prima del verdetto definitivo, la richiesta di un supplemento d’indagine da parte della Procura federale per definire ruoli e dinamiche con maggiore precisione.
Di fronte all’accaduto, la Juventus ha preso immediata e ferma posizione con una nota ufficiale: «Non c’è rivalità che possa giustificare la mancanza di rispetto durante un minuto di silenzio. Onorare la memoria e unirsi nel ricordo durante i momenti di commemorazione rappresenta una responsabilità comune che trascende appartenenze e colori».



