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SCUOLA E SICUREZZA SISMICA

Terremoto, quasi metà delle scuole italiane senza certificato di idoneità statica

I dati elaborati da Tuttoscuola sugli edifici scolastici riferiti all’anno 2023-24: il certificato di idoneità statica è presente nel 53,3% delle strutture. Ancora più bassa la percentuale degli edifici dotati di progetto antisismico, ferma al 12,7%.
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Nel giorno in cui Amatrice torna al centro della memoria nazionale a dieci anni dal terremoto che nel 2016 devastò il Centro Italia, il tema della sicurezza degli edifici scolastici torna a interrogare istituzioni e territori.

La cerimonia nazionale di inaugurazione dell’anno scolastico 2026-27, alla quale partecipano il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, si svolge proprio ad Amatrice. Una scelta dal forte valore simbolico, in una comunità segnata da un sisma che provocò 299 vittime, 365 feriti e circa 40mila sfollati.

La cerimonia si tiene nell’istituto omnicomprensivo “Sergio Marchionne”, ricostruito nella frazione San Cipriano dopo la distruzione dello storico plesso “Romolo Capranica”. Ma il decennale del terremoto diventa anche l’occasione per fare il punto sulla sicurezza sismica delle scuole italiane.

Il certificato statico c’è solo in poco più della metà degli edifici

Secondo l’analisi realizzata da Tuttoscuola sulla base degli ultimi dati disponibili del Portale unico del ministero, riferiti all’anno scolastico 2023-24, il 53,3% degli edifici scolastici dispone del certificato di idoneità statica, il documento che attesta le condizioni di sicurezza delle strutture portanti dell’edificio sulla base delle norme vigenti al momento della sua costruzione.

Il dato significa, in sostanza, che quasi la metà degli edifici scolastici non risulta dotata di tale certificazione.

Il certificato di idoneità statica non è automaticamente obbligatorio per gli immobili costruiti prima del 1967, salvo che siano stati successivamente interessati da interventi o modifiche strutturali. Il quadro, dunque, va letto tenendo conto anche dell’età e delle caratteristiche del patrimonio edilizio scolastico.

Ancora più ridotta è la presenza di una specifica progettazione antisismica.

Il progetto antisismico fermo al 12,7% Soltanto il 12,7% degli edifici scolastici, circa 5mila strutture su un totale di 40mila, dispone di un progetto antisismico.

Si tratta della documentazione che rappresenta, in termini pratici, la “carta d’identità strutturale” di un edificio realizzato in una zona classificata a rischio sismico e che serve a dimostrare la capacità della struttura di resistere alle sollecitazioni previste dalle normative.

Le differenze territoriali sono marcate. In Abruzzo la percentuale si ferma al 10,8%, mentre in Sardegna risultano appena 11 edifici dotati di progetto antisismico su 1.645, pari allo 0,7%.

A chi spetta garantire la sicurezza

La responsabilità della sicurezza degli immobili scolastici statali ricade sui rispettivi proprietari. Per le scuole del primo ciclo sono generalmente i Comuni, mentre per gli istituti del secondo ciclo il riferimento sono le Province o gli enti territoriali competenti.

È quindi a questi soggetti che spetta garantire le condizioni di sicurezza degli edifici e provvedere agli adempimenti previsti dalla normativa.

Il Ministero dell’Istruzione, sottolinea l’analisi, utilizza invece gli immobili scolastici come soggetto “ospite” e non è direttamente responsabile dell’ottenimento delle certificazioni strutturali.

Le differenze tra le regioni

Il quadro cambia sensibilmente da una regione all’altra. Per quanto riguarda il collaudo statico, Aosta registra la percentuale più elevata, con l’87,2% degli edifici scolastici interessati dalla certificazione. All’estremo opposto si trova il Lazio, con il 28%, pari a 896 edifici su 3.203.

Secondo Tuttoscuola, le regioni settentrionali, con l’eccezione della Liguria, si collocano complessivamente sopra la media nazionale. Al contrario, le regioni meridionali risultano in prevalenza sotto la media, con le eccezioni di Molise e Abruzzo.

Un quadro che, secondo l’analisi, evidenzia una situazione particolarmente delicata proprio quando si considera il rischio sismico del territorio.

Nelle zone 1 e 2 la questione diventa ancora più delicata

La classificazione sismica italiana suddivide i Comuni in quattro zone, dalla zona 1, quella caratterizzata dal maggiore rischio, alla zona 4, con pericolosità decrescente.

Il patrimonio scolastico presente nelle due aree considerate maggiormente esposte è consistente: sono 2.865 gli edifici scolastici situati in zona sismica 1 e 15.014 quelli presenti in zona 2.

Proprio in questi territori il dato relativo al collaudo statico risulta particolarmente significativo.

La percentuale complessiva degli edifici dotati di certificazione nelle zone di maggiore rischio risulta infatti inferiore alla media generale del 49,4% riportata nell’analisi. Un elemento che Tuttoscuola definisce particolarmente rilevante alla luce del livello di pericolosità sismica delle aree interessate.

Campobasso al 100%, criticità in altre province

Tra le province caratterizzate dalla presenza di edifici scolastici in zona sismica 1, Campobasso presenta, secondo l’elaborazione dei dati, il dato più elevato: tutti gli edifici considerati risultano in possesso del collaudo statico, mentre anche la presenza dei piani di evacuazione sfiora la totalità.

Seguono alcune province del Nord-Est e Isernia, altra provincia molisana.

Situazione differente ad Agrigento, dove le percentuali relative sia al collaudo statico sia all’approvazione del piano di evacuazione risultano notevolmente inferiori alla media nazionale.

L’analisi evidenzia inoltre casi particolarmente significativi in territori che negli ultimi decenni sono stati interessati da eventi sismici, ma nei quali le percentuali di edifici scolastici dotati di collaudo statico restano lontane da livelli elevati.

Napoli, Roma e Palermo: certificato in poco più del 30% delle scuole

Il quadro resta problematico anche prendendo in esame gli edifici situati in zona sismica 2. La percentuale media di certificazioni di collaudo statico risulta sostanzialmente analoga a quella registrata nelle strutture della zona 1.

Tra i dati più significativi ci sono quelli relativi alle province di Palermo, Roma e Napoli, dove la percentuale degli edifici scolastici dotati di certificazione di collaudo statico supera di poco il 30%.

Ne consegue che quasi sette edifici scolastici su dieci risultano privi della certificazione di collaudo statico secondo i dati elaborati da Tuttoscuola.

Dieci anni dopo Amatrice, la sicurezza resta una questione aperta

La fotografia scattata dai dati ministeriali non rappresenta necessariamente una mappa immediata degli edifici “insicuri”: la presenza o l’assenza di una certificazione va infatti interpretata alla luce dell’epoca di costruzione, degli interventi effettuati, delle norme applicabili e della classificazione sismica del territorio.

Resta però evidente la dimensione del problema: a dieci anni dal terremoto di Amatrice, a 17 anni dal sisma dell’Aquila e a 24 anni dalla tragedia di San Giuliano di Puglia, la certificazione strutturale del patrimonio scolastico italiano continua a presentare forti differenze territoriali e percentuali di copertura ancora lontane dalla totalità.

La scuola scelta per ricordare Amatrice diventa così anche il simbolo di una questione che riguarda migliaia di edifici: la sicurezza degli studenti e del personale passa anche dalla conoscenza delle condizioni strutturali degli immobili nei quali ogni giorno si svolgono le attività didattiche.

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